Startupper preparati a dare il massimo per la tua impresa. Il successo è questo. Due grandi allenatori lo insegnano

John Wooden, a noi italiani dice poco o nulla, forse agli appassionati di basket risveglio la loro memoria storica, mentre negli USA è una leggenda di Allenatore.

Traggo sempre spunto dal magnifico libro di Farson-Kies
che ho già ampiamente trattato nei post precedenti QUI E QUI.

John Wooden ha vinto ben 10 titoli del campionato dei College di Basket NCAA di cui 7 consecutivi. Record su record delle sue squadre, mai disfatte.

Quale il suo Insegnamento di Base che impartiva ai suoi giocatori?

 

SEMPLICEMENTE QUESTO:

“LA  DOMANDA GIUSTA NON è:

HO VINTO?     HO PERSO?

LA DOMANDA GIUSTA è :

HO DATO IL MASSIMO?

E’ questo che conta, tutto il resto è marginale”

j. wooden

La destinazione conta più del viaggio, ed anche il MODO con il quale si compie il massimo dando tutto se stessi per viverlo al meglio e donare a se stessi ed agli altri il massimo che possiamo offrire in quel momento.

Per questo NON CONTA se si vice o si perde, LA VITTORIA è il sottoprodotto dell’ATTEGGIAMENTO da metter in campo senza mai avere rimpianti.

La preparazione al GIOCO è fondamentale, il risultato della partita un semplice sottoprodotto.

“Ho capito che sotto il mio controllo non c’erano le vittorie o le sconfitte. Sotto il mio controllo c’erano la preparazione personale e dei ragazzi della squadra. Io giudicavo il mio successo, la mia “vittoria”, in base a quel parametro…. Ero convinto che se ci fossimo preparati a fondo avremmo fatto un’ottima gara. Se poi vincevamo, tanto meglio; sarebbe stata la ciliegia sulla torta.                                                                MA non mai pensato che la torta coincidesse con la vittoria.”   

J. Wooden estrattio dal libro “vince chi fa più errori” pag. 99

Un altro immenso grande allenatore USA è stato un italo-omericano, secondo la sua bio molte volte agli inizi osteggiato proprio per la sua origine italiana, VINCE LOMBARDI.  Allenatore mitico di Football Americano dei leggendari Green Bay Packers, con i quali vince 3 titoli di Superbowl e svariati piazzamenti. Ebbene in Italia è tristemente famoso per un frase divenuta patrimonio di una squadra di calcio della famiglia più influente del nostro paese. La frase di cui si sono appropriati è questa:

“La vittoria non è tutto.

E’ l’unica cosa che conta”.

Purtroppo però questa frase NON è esattamente quello che Vince Lombardi aveva detto ecco sempre da libro a pag. 100 cosa invece disse:

” Vengo sempre citato per la mia frase

“Vincere non è tutto: è l’unica cosa che conta”.

In realtà ho detto un’altra cosa

“Vincere NON è TUTTO:

quello che  conta è fare ogni sforzo per vincere “.

V. Lombardi 

Direi che è ABISSALE la differenza tra quello che è stato trasmesso nel corso del tempo e ciò che il grandE allenatore impartiva nelle sue lezioni e nei suoi allenamenti.

La vittoria NON è il fine, ma un mezzo, il fine era il gioco che sia fatto dando ognuno il meglio del meglio che potesse dare.

Questi due esempi che ho voluto presentarvi mi hanno particolarmente  impressionato, sia perché adoro lo sport, quello verace, pugnace e …. sportivo in particolare di stampo americano, sia perché penso possa essere d’aiuto a  chi fa impresa o inizia a farla o a un sogno da realizzarla per farla o per gli Startupper tutti.

Quale è l’insegnamento da trarne per chi intende aprire un proprio mercato.

1- Preparazione: entrambi i due allenatori ponevano massima enfasi sulla abnegazione e disponibilità dei propri atleti a dare il massimo, senza risparmiarsi, anche negli allenamenti. Questo faceva si che la loro mente era già predisposta al massimo quando si giovava la gara. Si raccontano di mitici e durissimi allenamenti ai quali Vincent Lombardi sottoponeva i suoi atleti. Ne piegava la “volontà” per il bene loro e della squadra. La preparazione appare come la base essenziale per ottenere i risultati futuri. Per creare una impresa questo si evince in ricerca , realizzare prodotto Stra-ordinario  , essere ANTROPOLOGO D’IMPRESA

Ecco il secondo aspetto, l’importanza del gruppo, tutto deve essere finalizzato nel realizzare i bene del tuo e degli altri. Il team deve essere valorizzato affinché sia unito e coerente con gli obiettivi.

La Mission

della Start-up o delle Impresa

deve essere permetta dal tutto il team aziendale, altrimenti

NON HA NESSUN VALORE.

2- Esecuzione al massimo delle tue possibilità. Ovvero mettere in pratica la vostra Mission, il prodotto stra-ordinario che NON deve essere perfetto, ricorda Godin ottimo è pessimo leggi qui pertanto metti in pratica al meglio quello che hai pensato di realizzare con tutta la passione che hai e cerca di comunicare alle persone giuste che come te possano apprezzare il tuo prodotto leggi qui

3- Il fallimento in sé dunque NON è contemplato, leggi qui  in quanto se hai dato il massimo il resto non conta. Pertanto se hai la coscienza a posto e ti ritrovi con un business che non funziona

NON SEI TU CHE HAI FALLITO

MA E’  IL BUSINESS CHE HAI TENTATO a FALLIRE

PERTANTO NON RESTA ALTRO CHE RITORNARE

AL PUNTO DELLA PREPARAZIONE E RIPROVARE

4- Il successo è solo un sottoprodotto degli aspetti precedenti. Tutti i grandi personaggi raccontano di come il loro successo sia un prodotto di quanto lo ha preceduto, NON era il fine per la quale hanno iniziato la loro avventura. Tanto è vero che non raccontano mai l’oggi ma solo del loro passato beato durante gli anni del percorso.

Concludendo mi metto in gioco con voi, impariamo dai grandi maestri allenatori, preparamici e realizziamo al massimo quanto abbiamo preparato, infischiandosene di coloro che remano contro e sono tanti come sapete.

BUON VIAGGIO A TUTTI E SE AVETE BISOGNO DI UN AIUTO CONSIGLIO O INCORAGGIAMENTO

O PROFESSIONISTA DA

Antropologo d’impresa per il Marketing Pandemico

Sono qui 393 5561322

 

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Imitare Icaro, con coraggio.

ICARO CHE CADE NEL TENTATIVO DI RAGGIUNGERE IL SOLE.

C’è poco da fare, se  si pensa che non si hanno idee e se si pensa di aver già detto tutto o fatto tutto, un muro ci si para davanti.

Il muro della inedia e della volontà piegata dalla rinuncia e magari contornata dalla paura di dire o fare cretinate.

RISULTATO : CI ARRENDIAMO

Quante volte ci siamo arresi di fronte alla svogliatezza, alla piattezza della giornata e alla noia che ci circonda.
Spesso la scusa che si accampa è quella dell’ambiente che ci circonda, così poco stimolante, specie per chi come me abita  in provincia ove  gli stimoli sono  assai modesti.

Occorre però  rifletter sul seguente questo:

siamo proprio sicuri che vivere in una realtà stimolante

ci darebbe quella spinta in più che in provincia non troviamo?

O troveremmo altre scuse per evitare di affrontare il muro del non fare.
Sono sicuro che le scuse le troveremmo sicuramente e pure tante di più.
Invece dobbiamo sforzarci di esprimerci, di  rischiare, di dire e fare cavolate, stupidaggini, sempre con il massimo rispetto nostro e degli altri.
Chissenefrega se alcuni leggeranno e diranno e criticheranno o i più  lo ignoreranno.

Importante che noi si esprima la nostra arte,

SEMPRE

anche se  al momento è minima,

ma sempre Nostra arte è.

Ecco allo stesso modo è per il marketing, la cui etimologia stessa, dall’inglese ci invita a FARE IL MERCATO, aprirne uno tutto nostro.
Mettiamo alla prova  anche la minima idea pensiero che ci balena in testa.

E’ il concetto di cui abbiamo parlato in precedenza dello JUGAAD, See il post :  Jugaad MAKER

FARE DI Più CON MENO , Il principio della frugalità,

basta avere solo CORAGGIO DI PRENDERLE … IN FACCIA.

Non stiamo  li a crogiolarci e a dire:
“Mamma mia che stupidata banale “.
Non prendiamo  la scusa : appena avrò una idea eccellente la farò ?
Vi assicuro che la famosa IDEA DELLA VITA  non arriverà mai.
Anche la più banale delle idee, sarà vostra e sarà unica e
Se banale Fallirà e questo fallimento è una grande , grandissima opportunità,
Se non ci lasceremo schiacciare dal giudizio dei soliti inutili criticoni dobbiamo andare avanti e scartare questa idea in quanto non ha funzionato.

Un grande inventore americano diceva: ogni invenzione che fallisce è solo una strada chiusa e che ci permette di percorrerne altre.

Insomma coraggio :

siamo  artisti

SIAMO creativi

facciamo arte creativa

anche minima

e

magari Falliamo. 

ma adoperiamoci a realizzare le vostre idee artistiche in qualunque campo, non aspettiamo il momento
Il momento è già passato.

Insomma dobbiamo imitare il PRODE E FOLLE ICARO, arrischiamo di bruciarci, arrischiamo di sfiorare l’acqua e  che ci appesantisce di cadere,  ma  evitiamo di vivacchiare in mezzo.

ICARO SIA IL NOSTRO MODELLO, 

E PER CHI COME ME è CRISTIANO, 

CRISTO STESSO CI HA INSEGNATO AD OSARE PER IL BENE DI TUTTI GLI ALTRI. 

Se volete una Spinta chiamatemi ve la do volentieri e magari anche voi la date a me ogni confronto è sempre una forma d’arte creativa.

: tel. 393 5561322

o scrivetemi : 

Storia di piccola giovane imprenditrice

Ieri era un giovedì assolato e afoso. Ultima ora di lezione come da inizio anno con la classe  quarta sez. Moda. Composta da tutte ragazze esuberanti ed un ragazzo timido ma determinato.

Si decide insieme, diciamo che sono costretto ad assecondare la voglia dei ragazzi di fare una passeggiata, mangiare un gelato e aspettare il pulmann per tornare a casa.

Vabbè il gelato si è trasformato in un mega bombolone e la brezza  di un refolo di vento ci ha ristorati.

Arrivati i bus tutti si accingono a lasciarmi seduto con il giornale, rimane solo una ragazza che mi chiede se gentilmente potevo riaccompagnarla a casa, dato che abita pochi KM prima di dove abito io.

Conosco molto bene la famiglia e le dico subito di si.

Rita, nome inventato, è la ragazza molto riservata che sembra non abbia legato molto con gli altri perchè ritenuta poco….. svezzata. Per questo la snobbano un po’. Non che non la considerano, ma è che se la classe organizza qualche cosa, selezionano chi può fare cosa e Lei generalmente non viene molto considerata.

Durante il tragitto scambiamo due amabili chiacchiere, a dire il vero parla sempre, come si conviene a piccole donne che crescono ( si lo so, sembro maschilista, ma non è vero…. lo sono proprio).

Ad un certo punto le faccio i complimenti per la sua splendida esibizione canora durante la festa di istituto. Le chiedo se intende proseguire con gli studi canori, o se è solo un passatempo.

Lei mi dice che non prende lezioni, solo una sua dote naturale di avere una bella e intonata voce.

Allora insisto sull’argomento, come spesso faccio con i miei alunni, chiedo quale futuro si immagina.

E qui viene il BELLO.

Siccome frequenta con profitto il corso Professionale Moda, penso che si vede come futura sarta o stilista o qualche cosa di simile. Ed invece …. Sentite il dialogo cosa viene fuori:

R- A prof. Io ho tante cose in mente, tanti progetti, mi piacciono tante ma tante cose.

P- Ma dimmi però quello che sta in cima ai tuoi desideri.

R- Prof., il desiderio in cima è quello di realizzare una piccola impresa agricola. Sa mio Nonno possiede una casa in campagna dove con un piccolo appezzamento di terreno si possono ricavare degli ottimi prodotti biologici e salutari. Che io potrei rivendere al mercato. Sa prof.

CHI VUOLE CHE NON MI COMPRA

ROBA BUONA PRODOTTA IN MODO GENUINO QUA NELLE MARCHE?

Premesso che Rita non sa che io insegno Marketing, e provo controbattere

P- Già, ma non credi che ci siano già moltissimi che fanno quello che dici tu?

R- si ma siccome tutti lo vogliono e comprano prodotti naturali, prendono anche i miei.

p- Capito e poi cosa altro produrrai-

R- Mia Nonna, morta purtroppo, mi ha insegnato a fare il Pecorino. Basta una capra o due e otterrò circa un Kilo di pecorino al giorno. Mio padre già le ha comperate due capre  e mio nonno mi insegnerà di nuovo e meglio a produrlo. Il Pecorino si vende a 15 euro al kilo. Io ne vendo uno al giorno et Voilà avrò almeno 450 euro al mese.

P- Ma il pecorino io lo vedo in vendita anche a  12,5 euro

R- Eh  no, no, che pecorino è a 12,50!?!   A 15 euro  è il prezzo del pecorino.

P- Hahhahah hai ragione, minimo 15 euro il pecorino.

R- eppoi Prof. appena faccio un po di soldi e mio Nonno non  c’è più, vendo la casa e ne compro una più grande e in un posto migliore. Perchè deve sapere che lì dove sono non posso tenere le mucche. Mentre io desidero tenere minimo 2-3 mucche, e soprattutto mi piacerebbe molto avere un TORO. Compro le mucche magari gravide, anche se costano un sacco, e il primo toro che fanno lo tengo, gli altri li macello.

P.- Grande, e così farai anche il formaggio di mucca-

R- eccerto. Tutto collegato Prof.

Bravissima Rita, nome inventato naturalmente.  Mi hai fatto sognare con il tuo desiderio di essere una piccola imprenditrice.

  • Senza sapere nulla di conti, tasse e balzelli vari.

  • Senza sapere nulla di marketing, finanza e scienza agraria.

  • Solo con la voglia di intraprendere 

  • Solo con un desiderio una passione di vivere del proprio lavoro e dare agli altri il prodotto BUONO E SANO che desiderano.

  • Sognando dal piccolo al grande.

Io Sono rimasto esterrefatto.

SONO SICURO CHE IN QUESTO MODO SIANO NATI MIGLIAIA DI PICCOLI-GRANDI IMPRENDITORI

Nei DISTRETTI ITALIANI

OVE FARE IMPRESA ERA NELL’ARIA

e CHE TUTTO IL MONDO  CI INVIDIA 

ma

CHE I GOVERNI ITALIANO HANNO DISTRUTTO.

L’Insalata in busta una fantastica mucca viola

In questi giorni di EXPO milano dedicata al cibo mi è tornato sotto gli occhi la storia della Earthbound.

Azienda agricola americana creata da due laureati scappati dal loro elegante quartiere di Manhattan per vivere la loro vocazione imprenditoriale all’aria aperta creando prodotti organic e biologici. Entrambi appassionati dei prodotti naturali crearono una azienda nel 1984 circa in quella splendida valle vicino alla città di Carmel.

Come potete vedere un luogo fantastico per produrre una insalata biologicamente sana e apprezzata dai clienti. Solo che loro avevano un solo cliente che distribuiva la loro insalata. E come spesso succede di punto in bianco quel cliente sparì. Nel senso che non ha più acquistato da loro.

La situazione era assai tragica. Campi pieni coltivati ma nessuno che fosse interessato al prodotto.

Messi alle strette ebbero una intuizione. Dato che la loro insalata non trattata e fresca si prestava assai bene a mantenersi nel tempo rispetto alle altre insalate trattate pensarono che forse se si presentassero sul mercato con un prodotto PRONTO PER L’USO, ovvero insalata tagliata, lavata e confezionata forse potevano CREARE IL LORO MERCATO.

Myra la proprietaria e suo marito Drew idearono le buste, anch’esse bio, diedero un nome accattivante e in anni di duro lavoro crearao un vero e proprio nuovo mercato che oggi solo negli Stati Uniti conta un business di oltre 1,5 miliardi di Dollari.

La Earthbound gioca il suo ruolo con i suoi 250 milioni di dollaro di fatturato, leader di prodotti Biologici e controllati, amatissima soprattutto dai giovani, incredibile vero?  Dal loro primo ettaro ora ne coltivano 100 mila.

Potete visitare il loro sito per rendervene conto: http://www.ebfarm.com

il LORO MANTRA CLAIM 

BECAUSE HAPPY IS ORGANIC. ORGANIC IS HAPPY.

LA MISSION

At Earthbound Farm, happy is what defines us. We grow happy people with healthy bodies, nourished by our organic produce. We grow a happy planet by sustainably farming and keeping synthetic chemicals out of the environment. And we’ll continue to grow happy, from our happy place to yours.

Se navigate tra i prodotti offerti noterete una grandissima varietà e inventiva, come la insalata per i party in giardino, insalata Zen, quella che richiama il nostro mediterraneo.

Insomma pur avendo aperto un mercato e da subito aver subito la concorrenza si sono messi a differenziare i prodotti ad ampliare la gamma e la profondità e cosa ancora più importante hanno mantenuto un contatto diretto con i loro clienti, attivando tutti canali comunicativi aziendali: pubblicità, promozione, agenti di vendita nei luoghi di vendita. Insomma hanno creato una filosofia di vita attorno a una semplice e banalissima insalata, il bello poi che molti nomi di insalata richiamano l’Italia, come a dire nel mondo siamo visti come un paese Organic, almeno nel cibo.

Insomma UNA GRANDISSIMA LEZIONE IMPRENDITORIALE CHE SPERO SIA DI SPRONE AI NOSTRI IMPRENDITORI DEL FOOD and WINE.

Non basta solo scrivere BIO et oplà il mercato si apre. Occorre offrire il prodotto desiderato, vedere come reagiscono le persone, cambiare sempre di continuo, e mai soprattutto mai scoraggiarsi.

Pertanto cari amici imprenditori del food cercate di non fossilizzarvi sul vostro prodotto che ormai è assai maturo.  Sperimentate nuovi prodotti che siano delle mucche viola, con coraggio. E cosa non meno importante sappiate Comunicarla in modo accattivante e contagioso. Se vi fossilizzate a dire di continuo che il vostro prodotto è di qualità superiore e perciò si deve vendere, maledicendo chi non vi compra poiché non capisce nulla, beh allora avete poca speranza e  non sapete fare marketing.

Il Marketing è esattamente ciò che hanno realizzato MYra e Drew: creare un mercato e mantenere a lungo la leadership di una nicchia del totale maggiormente profittevole. Il grosso lasciate alle multinazionali che tanto prima o poi falliscono pure loro, statene certi.

In ogni settore esiste un prodotto maturo che magari necessita di essere trasformato in una mucca viola con poco. Non è facile ma io partirei dall’ascolto delle persone e captare i desideri loro e riuscire a esaudirli. Occorre tanta ricerca e coraggio ma sono fondamentali per ogni impresa mucca viola.

P.S. :Molto di questo articolo l’ho tratto dal libro  i dieci volti dell’innovazione di Tom Kelley che consiglio in modo spassionato, o almeno leggete i miei post che ho dedicati a questo libro.  Leggi Qui