Il Turismo funziona se attira le persone giuste grazie al Marketing Territoriale che in Italia Non si fa.

 

 

 

L’estate 2016 è definitivamente finita. E’ tempo di bilanci, per migliorare l’offerta turistica del prossimo anno e in generale del futuro.

Un ramo del MARKETIGN PANDEMICO è quello che si applica al turismo, detto altrimenti MARKETING TERRITORIALE.  Ne abbiamo parlato QUI E QUI ed  in 

Marketing territoriale Pandemico. Startup con idee creative da rischiare

Spiegato cosa intendiamo in questo Post:

Marketing Territoriale, questo sconosciuto.

Mi offre una ottima occasione di spunto l’intervista e i vari interventi rilasciati da un Imprenditore famoso, scomodo brutale ma di…. successo. Egli esprime in forma “imprenditoriale” quanto affermo io nei miei post di Marketing Pandemico.

L’imprenditore si Chiama Flavio Briatore, noto alle cronache, agli sportivi della Formula 1, ed agli studenti anziani come me di Cà Foscari in quanto egli in gioventù è stato una delle colonne del successo della BENETTON. Io lo conobbi in un Incontro Universitario a parlare di Fashion  Marketing.

Ecco il Link dove potete leggere l’intera intervista, ma nel web ce ne sono tante e di simili: qui

Riporto domande e risposte e le commento da par mio in VIOLA. avverto che … sarò polemico. 

Esordio del Briatore:  «Il Sud è indietro di trent’anni»…….

E vabbè, questo vale anche per la mia regione, anzi avendo visitato la Puglia di recente, qua dove vivo io, pure oltre 30 anni. 

E perché la Puglia e il Sud sarebbero in ritardo? E poi rispetto a chi?

«Vada in Costa Azzurra. Ci saranno duecento hotel a cinque stelle, in Puglia c’è Borgo Egnazia e poco altro».

Ecco un punto centrale la qualità reale degli hotel. Ho fatto il mio viaggio di nozze in Spagna nel 2012, ho prenotato via Internet sempre in Hotel 5-6 stelle spendendo assai poco, o come le orrende pensioni italiche o i B&B italici. Senza questi Non si fa turismo. Ovvio che se non si agevola la loro costruzione ….

Ancora con questa storia dei cinque stelle?

«No, non ci siamo capiti. M’invitano a Otranto, dove fra un anno prevedo di aprire una sede del Taiga,(nascerà nel 2017 Otranto)  e dico quello che penso. I vostri alberghetti non servono, i ricchi vogliono hotel di lusso sul mare». 

I ricchi. Ecco il Punto. O meglio Coloro che possono permettersi di spendere e amano spendere. Il turismo   deve attrarre queste persone, specie nelle zone più belle d’ITALIA. Perché poi lamentarsi che le persone non spendono. Ovvio se attiri chi non spende, non spendono, se attiri chi spende spende. Mi sembra una banalità ma è così. Conosco persone che tutto l’anno mettono da parte i soldi solo per permettersi la possibilità di andare a ballare nei locali sardi del Briatore. L’ebbrezza di essere a contatto con la vera ricchezza è la molla che li spinge. E’ la VALUTA SOCIALE che scatena una Pandemia, in quanto coloro che acquisiscono tale Valuta la possono spendere con gli altri e innescano il PASSAPAROLA, i quali verranno giocoforza infettati, secondo gli studi del Prof. Becker sul Contagio Leggi qui.

«Eh no, nel corso di quella tavola rotonda i politici si sono lamentati perché in Puglia, e io aggiungerei in tutto il Sud e forse in mezza Italia, c’è un movimento mordi e fuggi. E i turisti, pensi un po’, buttano le buste di plastica fra gli ulivi».«Di questo e di altro si lamentavano i relatori a Otranto. Io ho solo puntualizzato l’ovvio».

«Se nel Salento vogliono fare il salto di qualità e guadagnare di più, devono fare degli investimenti». «Per attrarre il turismo di qualità. Quello che spende, come ho detto, anche 10-20 mila euro al giorno».

Briatore va al sodo. Se si vuole guadagnare occorre attirare una certa Domanda Turistica che Lui definisce di Qualità. Si  intende con coloro che possono spendere, e desiderano spendere per qualcosa però di UNICO, Stra-oRDINARIO, non Banale e Povero. Bisogna Valorizzare Creativamente i Luoghi d’ITALIA, con tutte ciò che possa attirare le Persone che possono Spendere. Prodotto TURISTICO UNICO Bello, di Design, compresi i Negozi, i Bar e i RISTORANTI. Insomma tutto quanto fa  MARKETING TERRITORIALE e non invece la La Sciatteria .

Ammesso che funzioni.

«Funziona. Funziona. Io conosco almeno cinque persone importanti che sono state quest’anno a Borgo Egnazia per eventi, matrimoni, vacanze. E son cinque persone che spendono».

Certo che il Rischio c’è. Ci mancherebbe, c’è sempre la possibilità che non funzioni, ma un conto è tentare una strada che porta ricchezza, un altro è percorrere sempre quella della povertà. La prima è rischiosa ma potenzialmente fruttuosa, la seconda fallimentare di suo. Aprire un Mercato significa attendere di scoprire un cigno nero

D’accordo, ammettiamo che il modello sia esportabile. Di che cosa c’è bisogno?

«Ci vogliono le infrastrutture» «Anzitutto i porti. Qui attraccano gli yacht da 70-80 metri da cui scendono quei signori che in 24 ore distribuiscono ricchezza nei bar, nei ristoranti, nelle boutique. Poi servono gli hotel a cinque stelle e scuole alberghiere che sfornino personale in grado di conversare in inglese. Ancora i campi da golf e tutti i servizi che possano allietare la vacanza di un americano o di un inglese».

Questo oggi non c’è?

«Io so che in Puglia i grandi hotel fanno fatica a trovare personale locale all’altezza. Ma guardi che il problema non è solo della Puglia. Vale per tutta Italia».

Stoccata alle pessime scuole professionali italiche, snobbate dai ragazzi migliori ed anche dai professori migliori. Gli Istituti Alberghieri sono di … bassa se non di bassissima lega. Preparano ragazzi per fare cosa? non si sa, non certo all’altezza di HoTEL Cinque stelle. In Francia invece da decenni la scuola per il turismo è da lite, noi invece abbiamo quelle inutili scuole come i Licei. Questo dipende anche dalla cultura medico italica.

Come rimediare?

«Intanto le regioni non possono procedere in ordine sparso. Ci dovrebbe essere un coordinamento a Roma. Il turismo è la nostra prima azienda, potrebbe garantirci almeno 6 o 7 punti di Pil in più e invece siamo al palo».«Sembra impossibile, ma non esiste una compagnia di alberghi di lusso italiana. Abbiamo Roma, Firenze, non una marchio di alta gamma». “L’80 per cento degli amministratori – aggiunge ancora Briatore – non ha mai preso un aereo. Come si fa a parlare di turismo senza averlo mai visto?”

Da noi a quanto so comandano le Confcommercio e le Confesercenti, con i loro eletti e dirigenti. Con i corsi di basso profilo, da far ridere i polli. Tutto è legato a quanto loro vogliono. Immaginarsi se è pensabile far ideare il turismo del futuro ad associazioni territoriali poco più che amatoriali. Le sagre le sanno fare, ma il turismo è una cosa seria. Non possono neanche sapere come farla né sognarla. Il Marketing neanche a parlarne, poiché al massimo lo intendono come pubblicità, al minimo come per prodotti dozzinale.

Al Sud molto si è fatto in questi anni. Strade, ristoranti, enoteche.

«Senta, l’altro giorno a Otranto le spiagge erano vuote. Poche ore dopo ero a Mykonos, dove credo che aprirò un altro Twiga, e le spiagge erano piene. Ci sarà un motivo». Il clima? «Ma che clima. Servono le infrastrutture, come i moli per gli yacht: la Francia ci bagna il naso. E ci vorrebbe una testa diversa. Se io al Twiga in Versilia alzo di un decibel la musica, anche al pomeriggio, immediatamente arrivano i vigili».

«La cultura non basta. I turisti vanno a vedere le città d’arte quando piove. Negli altri giorni vogliono servizi impeccabili».«No, anche i musei spesso sono chiusi. O fanno sciopero senza preavviso. Come al Colosseo e a Pompei. Purtroppo, l’Italia è tutta uguale».

Questo lo affermiamo da anni. I musei NON portano turismo. Sono solo un po’ di contorno, ma nulla di più!! a meno che si facciano mostre impressionanti e straordinarie. Ma per la maggior parte ai musei ci si va nel tempo ….. perso!!! Idem per le ridicole rappresentazioni storiche, solo alcune sono degne di note, la maggior parte sono solo inutili dispendiose e portano zero turismo, ma in compenso si spendono un sacco di soldi per le prebende locali e localistiche.

IN CONCLUSIONE 

“Se volete il turismo servono i grandi marchi e non la pensione Mariuccia, non bastano prati né musei, il turismo di cultura prende una fascia bassa di ospiti, mentre il turismo degli yacht è quello che porta i soldi, perché una barca da 70 metri può spendere fino a 25mila euro al giorno”

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Startupper crea il TUO mercato contro tutti e contro tutte le banalità, gli errori sono il concime del successo.

 

POST DEDICATO

a tutti gli IMPRENDITORI

(oggi si chiamano anche STARTUPPER)

presenti passati e futuri 

  • Se desideri far volare il tuo business e  magari i  primi tentativi sono stati poco….. riusciti
  • Se desideri conquistare il TUO mercato contro tutti e contro tutto

allora sappi che

SEI SOLO

Sarai Sempre SOLO

o…. …..poco più.

Se sei credente ti consiglio di affidarti alla forza dello SPIRITO SANTO che possa illuminare le tue azioni e farti discernere ben bene le tue azioni imprenditoriali. e a San Giuseppe Patrono dei lavoratori

Tuttavia sappi che

NON ESISTONO RICETTE FACILI

e

FACILMENTE REPLICABILI.

non farti impallinare dagli imbonitori.

Occorre ovviamente fare tanta ricerca, leggi qui  sperimentare, farsi venire qualche buona idea intuitiva per un prodotto stra-ordinario,  comunicare lo straordinario per diffondere il prodotto e farsi la propria domanda ,  immergersi completamente nella tua nuova attività desiderata.

SII UMILE

e dove pensi di essere carente cerca E seleziona le persone giuste che possano aiutarti a creare il tuo mercato, magari con un

e grazie ai PROFESSIONISTI DI 

La Passione deve guidare le tue azioni, devi avere l’OTAKU per il prodotto che andrai a proporre o assumere persone che lo hanno e tu organizzare l’attività.

Rispondi a questa semplice domanda:

  • Acquisteresti il pane da un panettiere che a casa sua mangia il pane di altri?

Oppure

  • Acquisteresti un paio di scarpe da un calzolaio che indossa per sé le scarpe di un suo concorrente?

Oppure

  • Acquisteresti un vino da una persona che invece beve solo vino di altri.

IO NO!!

Gli imprenditori di successo ADORANO il loro PRODOTTO e lo Promuovono sempre e comunque spesso sono identificati con il loro prodotto in modo simbiotico!!! Si vede ad occhio nudo quanto lo amano, lo accarezzano lo coccolano, come se fosse un figlio e forse più di un figlio, a volte si arriva anche a trascurare la famiglia.

Immaginate se  dopo un lungo ciclo di vita, anche lunghissimo, il prodotto tende a ….. a morire!!!

Cosa accade a questo imprenditore ?

L’ambiente delle persone italiane apprezzano i fallimenti dopo una vita di successi?

Oppure  si è additati a vita?

Inutile negare che molti non resistono a questa …. fine, ma è assolutamente fisiologico ed anzi è la base dei successi d’impresa. Resistono coloro che sanno sempre aggiunger prodotti straordinari in modo più possibile continuo. vedi es. FerreroEnrico Piaggio.

Molteplici quindi  sono le difficoltà dell’imprenditore,

MA

il principale OSTACOLO

che si deve superare è sempre lo stesso  sia che si presenta all’inizio della avventura imprenditoriale sia che si presenta  durante l’impresa:

  • All’inizio della START-UP il problema è ottenere la fiducia delle persone che devono acquistare il prodotto e iniziare a parlarle se soddisfatti in modo che altri e sempre più possano acquistarlo, di modo che possa ampliarsi il mercato, non solo, che possa anche essere remunerativo. Le prime prove di volo  sono spesso fallimentari e così il tuo  Business INVEVITABILMENTE si sfracella al suolo e spesso tu con lui. non riuscendo a conquistare la fiducia delle persone con un mercato troppo ristretto. Si deve cambiare sempre fin a quando si apre il mercato. Non arroccavi troppo su posizioni perdenti, cambiate sempre, mettete in pratica le vostre proposte e se funzionano continuate altrimenti cambiare tutto. leggi qui
  • Allo stesso tempo capita a chi ha saputo far volare in alto il proprio Business, ottenendo buoni risultati  ma che prima o poi incontra difficoltà di vario genere ottenendo lo stesso risultato: caduta libera al suolo. Specie se si affida alla celebre frase: abbiamo fatto sempre così, cambiare è rischioso.

IN ENTRAMBI I CASI NON POSSIAMO DIRE CHE ESISTE UNA RICETTA INFALLIBILE che consenta di superare l’ostacolo,

TUTTAVIA POSSIAMO indicare un Suggerimento di base che credo aiuti a mettersi nell’ottica giusta per superarlo.

Questo FAMOSISSIMO  racconto del

Tacchino di Bertrand RUSSEL

penso possa essere utile:

« Fin dal primo giorno questo tacchino osservò che,

nell’allevamento in cui era stato portato, gli veniva dato il cibo alle 9 del mattino.

 E da buon induttivista non fu precipitoso nel trarre conclusioni dalle sue osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, nei giorni caldi e nei giorni freddi,                                     sia che piovesse sia che splendesse il sole.

Così arricchiva ogni giorno il suo elenco di una proposizione osservativa in condizioni più disparate.

Finché la sua coscienza induttivista non fu soddisfatta ed elaborò un’inferenza induttiva come questa:

Mi danno il cibo alle 9 del mattino”.

Questa concezione si rivelò incontestabilmente falsa alla vigilia di Natale,

quando, invece di venir nutrito,

fu sgozzato.[1] »
Bertrand Russell, 1912

Ecco da questo piccolo racconto penso possiamo capire come sia importante che l’Imprenditore o lo Startupper NON GUARDINO SEMPRE TROPPO A QUELLO Già FATTO MA RISCHINO CONTINUAMENTE E PERCORRINO SEMPRE NUOVE STRADE.

 NON RAGIONATE COME IL TACCHINO!!!!

PERCHè

SE LO FATE

vi ASPETTA LO SGOZZAMENTO DEL TACCHINO A NATALE

La fine del tacchino che diceva: tutti i giorni mi danno da mangiare alle 9

Si deve aver il CORAGGIO di PENSARE E SPERIMENTARE IN MODO CREATIVO E CANCELLARE I SUCCESSI ED I FALLIMENTI ALLO STESSO MODO DI COME FA UN TENNISTA, il quale  si allena a cancellare dalla mente subissimo sia il punto appena conquistato brillantemente sia l’errore. E riparte con memoria azzerata, o almeno dovrebbe. ( io sono stato un pessimo tennista in gioventù).

Non SEGUITE LA TRADIZIONE 

CREANE UNA TUTTA TUA.

Come accennato spesso in questo Blog In Italia NON esiste la cultura della sconfitta, ecco forse spiegato il motivo per il quale l’Italia non ha la cultura dello Sport alla base del quale c’è la Accettazione della sconfitta. Ti senti dire la  classica frase: “TE L’AVEVO DETTO”, pari a quella che i nostri cari maestri e professori ci dicevano a scuola “TU NON COMBINERAI MAI NULLA DI BUONO”, (per non dire che spesso tale frase te la dicono in faccia i più stretti familiari e così autostima ADDIO) o i professori a scuola.

Chi fallisce nel campo economico trova assai difficoltà ad avere una seconda chance, cosa che in invece in Stati Liberali Occidentali il fallimento è visto, se non commesso con la frode, come una fondamentale esperienza per il futuro successo.

Proprio ieri un professore di Pedagogia ci ha raccontato un aneddoto.

Un Monaco del Monte Athos riceve una persona che vuole  confessarsi. Questi piange e vomita al monaco i suoi peccati con vero pentimento, non riesce a consolarsi di quantierrori abbia potuto commettere. A questo punto il Monaco risponde così: ” Su coraggio, fatti forza il Signore è Misericordioso,

i tuoi peccati sono come il 

 

LETAME CHE CONCIMA

LA Pianta della MISERICORDIA DI DIO”.

Ecco allo stesso modo gli errori dovuti ai rischi da assumere

SONO IL CONCIME DEI FUTURI SUCCESSI.

L’unica cosa fondamentale che conta è :

                             “DAI SEMPRE  IL MASSIMO DI TE STESSO

PER LA PASSIONE DELLA TUA IMPRESA O START-UP

E PER ILTUO OTAKU

IL RESTO NON DIPENDE DA TE”

 

di questo parleremo nel mio prossimo post.

Stay tuned

Melegatti Il Pandoro, la tradizione non basta per mantenere clienti.

IL PAN D’ORO detto PANDORO dal 1894

La Melegatti è una azienda storica che ha inventato IL Pandoro.Alzi la mano chi non ha mangiato una fetta di Pandoro durante le feste natalizie. In questi giorni l’azienda ha evitato il fallimento ed è riuscita a produrre e distribuire i suoi prodotto. Ripercorriamo la sua storia con alcuni suggerimenti per il Passaparola.

Continua a leggere “Melegatti Il Pandoro, la tradizione non basta per mantenere clienti.”

Omaggio a Michele Ferrero: un esempio di imprenditore da Marketing Pandemico

BUON  ANNO a tutti  CON l’ AUGURIO che possa essere un anno PIENO  di ispirazione per i tanti talenti imprenditoriali. L’Italia ne ha tanto ma tanto bisogno.

Proprio per questo  augurio desidero iniziare l’Anno esaltando un Grandissimo Imprenditore Cristiano Italiano scomparso nel corso del 2015  che tutti Noi conosciamo attraverso i suoi dolcissimi prodotti.

MICHELE FERRERO, fondatore e  proprietario della omonima azienda sviluppatasi a partire dalla  invenzione dellafamosissima e gustosissima crema: NUTELLA. (leggete  il mio  post dedicato all’anniversario Una dolce crema Pandemica.)

Il mio amico  Federico C. Gasparini, (qui il suo blog) cofondatore del  TEAM di  ITALIAN BUSINESS DESIGN  e  con il quale ho scritto il libro per chiarire quali sono i passi necessari per aprire un mercato secondo le più avanzate tecniche d Marketing  (Qui il link per acquistarlo) mi ha inviato il Link di una splendida intervista rilasciata dal Sig. Ferrero su La Stampa  (leggi QUIad opera di MARIO CALABRESI che lo apostrofa  giustamente come :IL GENIO DEL FARE. 

Consiglio di leggerla e Ri-leggerla in special modo a tutti coloro che intendono aprire un proprio mercato. Offre numerosi spunti di riflessioni, che ho pensato di metter in evidenza.

Il pensiero del sig. Michele sia MOLTO MA MOLTO ATTINENTE AL NOSTRO MODO DI INTENDERE IL Marketing Pandemico

Per me Il sig. Michele Ferrrero  è stato  in ASSOLUTO un maestro e una guida “spirituale ed imprenditoriale” per  come  si deve ragionare per aprire  un mercato. ( Leggete post a lui dedicato come imprenditore cristiano  ) 

Evidenzio i passaggi della intervista utili a illustrare come ragionava e cosa  ci insegna e ci lascia in eredità in termini di Marketing Operativo  il sig. Michele Ferrero.

  • «Ecco cosa significa fare diverso da tutti gli altri. Tutti facevano il cioccolato solido e io l’ho fatto cremoso ed è nata la Nutella; tutti facevano le scatole di cioccolatini e noi cominciammo a venderli uno per uno, ma incartati da festa; tutti pensavano che noi italiani non potessimo andare in Germania a vendere cioccolato e oggi quello è il nostro primo mercato; tutti facevano l’uovo di Pasqua e io ho pensato che si potesse fare un ovetto piccolo ma per tutti i giorni; tutti volevano il cioccolato scuro e io ho detto che c’era più latte e meno cacao; tutti pensavano che il tè potesse essere solo quello con la bustina e caldo e io l’ho fatto freddo e senza bustina.” Inizia  così in modo chiaro ed eloquente, ed in poche frasi riassume il concetto della MUCCA VIOLA (LEGGI QUI)  non  SEGUIRE IL BRANCO MA DIFFERENZIARE E RISCHIARE qui. 
  • ECCO IL MASSIMO SEGRETO DI MARKETIN PANDEMICO CHE IL SIG. FERRERO CI INSEGNA.Scrivetelo nel vostro cuore.

«Il mio segreto?

Fare sempre diverso dagli altri, avere fede, tenere duro”

  • Massima Attenzione alla Persona che acquista il prodotto, non trattata come cliente, ma con nome e cognome. Ma guarda un po’ non parla di TARGET, parola tanto amata, ma assai poco utile per aprire un mercato. Conta la PERSONA  che da fiducia al tuo prodotto, è lei che devi pensare e analizzare e sedurre nei desideri leggi qui :                      “ mettere ogni giorno al centro la Valeria». La Valeria? «La Valeria è la padrona di tutto, colei che può decidere del tuo successo o della tua fine, quella che devi rispettare, che non devi mai tradire ma capire fino in fondo».  Si comporta come se Il sig. Michele fosse un Architetto del benessere  LEGGI QUI. Si Si  immedesima, oserei dire che entra in contatto epatico con le persone che acquistano o acquisteranno i suoi prodotti.  «La Valeria è la mamma che fa la spesa, la nonna, la zia, è il consumatore che decide cosa si compra ogni giorno. È lei che decreta il successo di un’idea e di un prodotto e se un giorno cambia idea e non ti compra più, allora sei rovinato. Sei finito perché non ti manda una lettera dell’avvocato per avvisare che taglia il contratto, semplicemente ha deciso di andare da un’altra parte, di non comprarti più». «Pensi che ancora oggi noi ritiriamo tutto il nostro prodotto di cioccolato all’inizio dell’estate, per evitare che si sciolga, per evitare che la Valeria resti delusa e trovi qualcosa che non è all’altezza. Per evitare che ci associ con qualcosa di sciolto, di rovinato, con qualcosa che non vale la pena comprare».  Studiare il mercato, attenzione ai comportamenti delle persone, alla evoluzione dei comportamenti. TANTA MA TANTA RICERCA

 «La Valeria è sacra, devi studiarla a fondo, con attenzione e non improvvisare mai. Bisogna avere fiuto ma anche fare tante ricerche motivazionali».

  •   «Ma dicevo della Germania: quando siamo arrivati era il dopoguerra, un Paese ancora pieno di macerie con i segni del conflitto, triste, depresso, in cui gli italiani erano visti malissimo. Ci consideravano traditori, malfattori e infidi, convincerli a comprare qualcosa da noi era una missione quasi impossibile. Cominciai ad andare dai distributori con l’idea di vendere cioccolatini in pezzo singolo, con dentro il liquore e la ciliegia. Mi dicevano che bisognava fare delle scatole, non degli incarti singoli, perché solo quelle si potevano mettere sugli scaffali dei negozi e quelle si vendevano. Io rispondevo che stavano mesi sugli scaffali e le persone le compravano solo per le grandi occasioni, per fare regali. Io invece pensavo a qualcosa che risollevasse il morale, che addolcisse ogni giorno la vita dei tedeschi. Qualcosa che avesse una carta invogliante, elegante, lussuosa, di un rosso fiammante, che desse l’idea di una piccola festa ad un prezzo accessibile a tutti. Insistetti finché non trovai un uomo intelligente che si fece conquistare dalla mia idea. La Valeria tedesca aveva bisogno di essere confortata, di sentirsi bene ogni giorno, di potersi fare un piccolo regalo: poteva funzionare tra fidanzati, tra marito e moglie e non c’era bisogno di aspettare feste o ricorrenze. Poi in inverno feci mettere enormi cartelloni pubblicitari in ogni grande stazione della Germania, con un immenso mazzo di fiori che non sfioriva mai. Per Natale mi misi d’accordo con la Fiat e al centro di dieci stazioni piazzai in bella mostra una topolino rossa che avrebbe premiato i vincitori di un concorso legato al Mon Chéri. Fu un successo travolgente e l’anno dopo feci le cose ancora più in grande e misi in palio dei diamanti». Rischiare a dispetto di tanti “avvocati del Diavolo. Adattarsi e studiare il comportametno specifico dei diversi mercati. La “VALERIA ITALIANA” NON è uGUALE ALLA “VALERIA TEDESCA” massimo rispetto delle persone. Inoltre  Scelta delle persone giuste per far esplodere il Business. Inoltre massima attenzione alla comunicazione aziendale, sia come pubblicità, come promozione e agenti di vendita.  Ed anche un co-branding con la FIAT.
  • INNOVAZIONI continue anche contare al CORE BUSINESS e alle classiche tempistiche del business di base. Ad esempio si inventò la PASQUA TUTTO L’ANNO e  Nasce un altro prodotto Mucca VIOLA , gli ovetti Kinder. Ma anxor più importante nasce il MOTTO
    “più Latte Meno Cacao”, e proprio da loro che hanno fondato il successo sul CACAO. A pensarci bene è PAZZESCO. Ma ha funzionato eccome se ha funzionato e continua a funzionare. Naturalmente le obiezioni dei MANAGER, dirigenti, alti consulenti furono FORTISSIME. A conferma che se percorrete la strada della innovazione trovate solo oppositori, o quasi solo oppositori.  :  «È successo anni dopo, in Italia, quando pensai che l’uovo di cioccolato non poteva essere una cosa che si vendeva e si mangiava una volta all’anno, a Pasqua. Però ci voleva qualcosa di più piccolo, che si potesse comprare ogni giorno a poco prezzo, ma doveva ripetere quell’esperienza e allora ci voleva anche la sorpresa, ma in miniatura. Pensai alla Valeria mamma, che così poteva premiare il suo bambino perché aveva preso un bel voto a scuola, alla Valeria nonna che lo regalava per sentirsi dire: “Sei la più bella nonna del mondo” o alla Valeria zia che riusciva così a strappare al nipotino quel bacio e quell’abbraccio che faticavano sempre a conquistare. Ma così tanto cioccolato poteva preoccupare le mamme, allora pensai di rovesciare l’assunto tradizionale pubblicizzando che c’era “più latte e meno cacao”, quale miglior sensazione per una mamma di dare più latte al suo bambino? Così mi decisi e ordinai venti macchine per produrre ovetti, ma in azienda pensarono di aver capito male o che fossi diventato matto e non fecero partire l’ordine. Poi chiesero a mia moglie Maria Franca se la firma sull’ordine era davvero mia, lei confermò, ma per far partire la cosa dovetti intervenire di persona. Le obiezioni erano fortissime, dicevano che sarebbe stato un flop, che le uova si vendevano solo a Pasqua e allora io sbottai e dissi: “Da domani sarà Pasqua tutti i giorni”». Questo fu il 1968 di Michele Ferrero, la sua rivoluzione, quell’anno partì insieme all’ovetto la linea di prodotti per bambini che conosciamo come Kinder Ferrero.
  • «Ecco cosa significa fare diverso da tutti gli altri

  • Tutti conoscono la famosa bibita ’Estathè, ma forse non tutti sanno che fu una grande invenzione delle FERRERO. Anni prima di altre bibite simili, specie in europa. Ma secondo le parole del sig. Michele Ferrero ci impiegarono 10 anni, si avete capito bene, 10 ANNI PER IMPORLA IN ITALIA. Ora possiamo dire che è leader assoluta tra i giovani, ma pensate un po’ 10 anni di investimenti prima di farla apprezzare. Inoltre sembra che la volontà fosse quella di portarla all’estero ma furono impediti da molti studi contrari di famosi consulenti. Leggete cosa dice il grande imprenditore e il rammarico di non aver seguito il suo intuito.: Estathe  per dieci anni non è esploso ma non mi sono perso d’animo, ero convinto che ci volesse tempo, che l’intuizione fosse giusta: alla fine è stato un grande successo. Un unico rammarico: averlo lanciato solo in Italia, mi spaventavano con le indagini di mercato e non vollero portarlo in Francia e nel frattempo il mercato estero si è riempito di concorrenti. E poi ci inventammo uno scatolino morbido e leggerissimo che era una novità assoluta e misi la cannuccia…».

Questi sono i punti essenziali che possono aiutarci a riflettere. Riassumendo: Intuizione, Intraprendere strade diverse dagli altri, Ricerca, Metodo, Rispetto del Prossimo e per chi ha la grazia della FEDE  affidarsi completamente a Lei  la realizzazione dei propri talenti a favore degli altri. (per chi intende approfondire l’aspetto religioso del sig. Ferrero leggete qui il post  che pubblicherò domani su Marketing Pastorale)

IL MOTTO DELLA FERRERO E’:

“Lavorare, Creare, Donare”.

Mi sembra giusto iniziare l’anno augurando che nascano, crescano e si sviluppano tanti Michele Ferrero e che sappiano rinnovare e dare speranza a tante persone. Noi con il nostro talento abbiamo pensato di scrivere un LIBRO che sprona a realizzare Business Design che ricalca pienamente le considerazioni e le imprese del grande Imprenditore.

A lui dedichiamo  la nostra Preghiera e che  da dove si trova che possa aiutare tutte le persone di Buona Volontà a seguire le sue orme innovatrici ed imprenditoriali. QUI 

BUON ANNO A TUTTI.