Girolomoni, lo scopritore del Bio. Grande antropologo d’impresa

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La settimana scorsa abbiamo deciso, io e la mia famiglia,  di andare a cena nella nostra  Pizzeria Preferita: leggi

Pizza Pandemica Mucca Viola al ristorante Il Gatto e la Volpe. Lo Straordinario si diffonde.

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VISTA Chiesa del monastero di Montebello.

Dato che dista oltre 130 Km dalla nostra casa di Lido di Fermo, pensavamo di pernottare in zona. Il nostro amico grande pizzaiolo Gianluca Passetti ci ha consigliato di pernottare a Montebello presso la Locanda Girolomoni.

La Locanda dispone di 18 camera presso un antico Monastero restaurato chiamato Monastero di Montebello. All’interno c’è una meravigliosa chiesa con una Croce in Legno imponente e molto suggestiva.

A 1 km si trova la vera e proprio Locanda di Girolomoni, avevano costruito una specie di ristorante con alcune stanze, con piscina annessa.

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Vista dall’ALTO della LOCANDA GIROLOMINI

Il buon Gianluca ci consigliava di mangiare lì il giorno dopo e che non me ne sarei pentito, dato che cucinava Andrea Marzoli, uno Chef che ha fatto la gavetta da Uliassi.

Inoltre egli ci ha accennato alla grandezza del sig. Gino Girolomoni, scomparso nel 2012, che fu l’iniziatore della agricoltura Bio in Italia e nel Mondo.

Incuriosito dalle sue parole,  ho subito prenotato una stanza e mi sono precipitato a documentarmi sul Personaggio e sul mondo Bio. Devo ammettere la mia ignoranza in materia, non essendo minimamente attratto da queste tematiche ambientali.

Consiglio di leggere la Biografia di Gino Girolomoni:

 Biografia dal sito Ufficiale della cooperativa Girolomoni

Un uomo Stra-ordinario, profondamente religioso e che ha voluto fortemente fare qualche cosa per mettere in pratica i precetti religiosi CRISTIANI.

Si è messo al Servizio di tutti pensando di realizzare una impresa che potesse aiutare le persone a vivere meglio attraverso il cibo. Il seguente motto riassume perfettamente il suo sogno imprenditoriale:

“Per noi mangiare non è soltanto trasformare e cuocere il cibo

– diceva Gino Girolomoni -,

è molto di più.

E’ anche amicizia, fraternità, bellezza, spiritualità, compagnia”.

Grazie alle sue intuizioni  che risalgono a  40 anni fa, è esplosa la “moda” del BIO in Italia. Oggi  55 mila imprese si dedicano al biologico, i ritmi di vendita del prodotto BIO nei negozi sono impressionanti. Gino è osannato più all’estero che in Italia, mi hanno detto a Montebello.

Egli è l’inventore del Brand Alce Nero che nel 2002 dovette vendere, o svendere dicono alcuni, a coloro che oggi ne hanno fatto un business profittevole. Ma ha salvato la Cooperativa che oggi si chiama con il suo nome: Cooperativa Gino Girolomoni, per approfondimenti clicca qui

Tirando le somme Gino Girolomoni fu un grandissimo Antropologo d’Impresa, come pochi abbiamo avuto in Italia negli ultimi anni.

img_lastminute_259256Il giorno dopo a pranzo abbiamo gustato un pranzo eccellente e creativo, se ci andate vi consiglio gli spaghettoni aglio olio e peperoncino  alla maniera di Andrea  che sono na roba
STRA-ORDINARIA.

Dopo pranzo abbiamo avuto il piacere di conoscere meglio il mondo Girolimoni, grazie ad Andrea, LO chEF, marito della figlia di Gino. Abbiamo poi avuto modo di parlare con Giovanni il figlio che amministra la Cooperativa Girolomoni con risultati STRABILIANTI.

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Giovanni Girolomoni, Ceo della Cooperativa Gino Girolomoni

In Sintesi: 12 milioni di Fatturato, di cui l’85% realizzato all’estero. Leader del Bio in molte realtà europee, in particolare in Germania, vendono con profitto perfino in  Giappone. Le imprese associate alla cooperative sono Oltre 130 aziende.

Insomma una realtà imprenditoriale INCREDIBILE E STRAORDINARIA che ha saputo  capire i desideri delle persone ed offrire loro il meglio della produzione agricola.

Lo Chef Andrea ci ha sinceramente detto che non tutti i prodotti, pur essendo Bio, sono eccellenti. Allo stesso tempo non molti sono veramente in grado di valutare la bontà di un prodotto in termini qualitativi.

leggi qua: Quando la “qualità” di un prodotto supera la capacità di comprensione del mercato: serve un antropologo d’impresa.

Anche se le imprese seguono i  disciplinari BIO, questo non significa che  prodotti siano eccellenti. Tuttavia la Pasta della Cooperativa Girolomoni  è in assoluto uno dei prodotti eccellenti, che non ha nulla da invidiare a celeberrime marche nazionali. Pasta da Gourmet. leggi qui

Giovanni Girolomoni ci ha detto che in azienda lavorano circa 40 persone, che alcuni sono impiegati nell’ambito grafico e marketing.

girolomoni_logoIl logo scelto a me personalmente non dispiace, richiama la forma del monastero.

Anche la frase “OLTRE IL BIOLOGICO” mi sembra azzeccata così come il colore.

Da Antropologo d’impresa mi sento un tantino in imbarazzo ad offrire i miei consigli a questa realtà impressionante che sta volando sul mercato.

Eppure voglio provarci a dire la mia, nel mio piccolo, senza alcuna presunzione ma solo per restituire qualcosa di quanto abbiamo ricevuto in questa splendida visita.

COSA SUGGERIRE PER MIGLIORARE IL

BUSINESS DESIGN DELLA COOPERATIVA GIROLIMONI?

La Strategia di impresa mi sembra tutto sommato OTTIMA

  • Vision e Mission molto ma molto chiari e delineati. CLICCA QUI
  • Prodotto STRA-ORDINARIO acclamato dal successo internazionale. 
  • Comunicazione Pandemico ottima clicca qui

L’aspetto che mi sento di Suggerire è quello  di concentrarsi sulle

tattiche DI MARKETING PANDEmico  

che dovrebbero “scaricare” a terra tutto il potenziale.

  1.  Valorizzazione Massima del  BRAND PANDEMICO  GIROLoMONI.  Approntare tutte le azioni necessarie per dare valore al brand.
  2. Comunicazione Social da sfruttare in modo massimo anche per dare voce in modo “innovativo” al mondo Bio. Questo secondo me l’aspetto centrale e non ancora sfruttato al massimo. So che pubblicano un giornale trimestrale, molto apprezzato, forse sarebbe il caso di pensare di creare un canale digitale. Un Blog, oltre la solita Pagina Facebook. clicca Locanda Girolomoni . Il content Marketing in questa situazione sarebbe eccellente e immagino anche traducibile in tutto il mondo. 
  3. Packaging da perfezionare. Secondo me manca una packaging accattivante e innovativo, troppo simile ai competitor e soprattutto ai prodotti “scarsi”. LEGGI: Il Fattore Presa ti aiuta ad “acchiappare” le persone giuste per diffondere il tuo prodotto
  4. Canali distributivi: leggi : canali distributivi primi diffusori di prodotti pandemici: selezionali,seguili e forma il guardiano del canaleLa scelta della impresa è stata quella di evitare la GDO e concentrarsi in canali specializzati BIO. Secondo me ottima scelta. Tuttavia manca un coordinamento di esclusività di questa diffusione, rischiando di “svalutare” il prodotto. Sarebbe meglio SELEZIONARE i canali e magari attivare corsi di formazione per meglio far vender il prodotto. Azzardo anche l’IPOTESI di poter aprire Negozi Bandiera magari nelle principali CITTa’ Italiane ed internazionali.
  5. Prezzi. Secondo me i prezzi dei prodotti BIO sono troppo contenuti. Il sig. Giovanni mi ha detto che anche per una vendita equa e che arrivi a tutti. Personalmente ho molte rimostranze. Al limite si potrebbero trovare soluzioni di Prezzi-Promozioni specifiche magri differenziando il prodotto. Ma svendere il prodotto, sapendo l’enorme sforzo che c’è dietro a mio modo di vedere è una vera e propria perdita di credibilità. Prezzo e Valore non sono la stessa cosa, tuttavia la percezione umana tende ad associarli.
  6. Perché non lanciare il BIO CHIC? un prodotto BIO ma con CHIC, senza la patina troppo trasandata? Io penso che ci sia il desiderio di acquistare un Prodotto BIO e che sia di VALORE. Tipo il Cachemire del Cibo??? Potrebbe essere una idea per penetrare un mercato di sicura rimunerazione.

 

In conclusione grazie a GINO GIROLOMONI e ai suoi splendidi figli che continuano il suo sogno e che sono il VANTO delLA Nostra Denigrata Nazione.

La nostra più viva AMMIRAZIONE. Grazie

 

 

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Birkenstock e Miss Fraser: come aprire un mercato tramite il Passaparola

Siamo a fine anno. Il nuovo sta per arrivare e chissà qualche pazzo coraggioso ha il desiderio di iniziare una attività in proprio ed aprire un suo mercato.

Dedico questo e i miei futuri Post a tutti coloro che sognano di FARE IMPRESA.

Alcuni esempi di come alcune persone con un sogno sono riuscite a sfondare e oggi raccolgono i frutti. Ecco il primo

BIRKENSTOCK

la FORZA DEL PASSAPAROLA

Tra GLI OTAKU del biologico.

Quando ero a Venezia a studiare a Cà Foscari, ricordo come ci divertivamo ad individuare la nazionalità delle turiste straniere. Le più facili da scoprire erano quelle tedesche, poiché indossavano i loro tipici sandali Birkenstock con immancabili calzini bianchi.

All’epoca per gli italiani era considerato poco elegante indossare i sandali con i calzini. Come potete osservare oggi anche gli italiani li indossano e la Birkenstock fa affari d’oro, così come i suoi imitatori.

Ma dobbiamo risalire a molti anni fa per conoscere come la Birkenstock ha conquistato il suo mercato, l’azienda  vanta  oltre due secoli di storia e  la puoi leggere nel loro sito aziendale clicca qui

Il prodotto è stato veramente una

 Mucca Viola 

quella che leggiamo dal loro sito:

L'INVENTORE DEL PLANTARE 

Creiamo prodotti che migliorano e semplificano la vita dei nostri clienti. Il prodotto centrale è il nostro esclusivo plantare dalla forma anatomica. BIRKENSTOCK ha inventato il plantare e anche il significato che attribuiamo oggi a questa parola. Il plantare non è solo un'idea di prodotto esclusiva e rivoluzionaria, che ha aperto la strada a un mercato del tutto nuovo. È anche l'idea conduttrice e il punto di riferimento per tutto ciò che facciamo. Oggi e in futuro. Tutti devono avere accesso al nostro plantare.

Sembra che il Plantare così come lo conosciamo sia nato alla fine dell’800 e che per diffonderlo e farlo conoscere

"Konrad Birkenstock tiene per 15 anni conferenze specialistiche dinanzi a esperti del settore e corporazioni per illustrare la sua idea della scarpa plastica su misura e per stipulare contratti di licenza per produrre le sue scarpe con il plantare. Questo lo porta
Margo Fraser
a viaggiare in Germania e Austria."

Grazie a questo è riuscito, nel corso del tempo, ad innescare  il passaparola e così nel centro europa il successo del sandalo fu assicurato.

Ma facciamo un salto in America.

Qui le Birkenstock non erano conosciute fino alla fine anni ’60 quando iniziò l’avventura di

Margo Fraser

(leggi qui interessante articolo).

La simpatica Signora ha scoperto le Birkenstock quando viveva in Germania, per lavoro e vacanza. Indossare quei sandali le aveva risolto alcuni problemi dei piedi e le trovava estremamente comode. Nel 1965 ebbe l’idea di importarle in USA, dove non si trovavano ancora. Ne comprò alcune decine di paia, andò presso alcune rivendite di calzature, ma nessuno era interessato a quel prodotto.

Poi ebbe una intuizione, da brava ANTROPOLOGA D’IMPRESA capì che  era l’inizio di un certo ritorno alla natura, i giovani delle università riscoprivano il biologico e il buon cibo, pensò di affittare uno spazio in una fiera di prodotti biologici.

Iniziò così il PASSAPAROLA (leggi le basi del passaparola): dice la Fraser che si limitava a dire alle persone che passavano:

“” DOVREBBE PROVARE QUESTI SANDALI”

ecco come tutto è iniziato.”

L’ESPERIENZA DI UN PRODOTTO

è sicuramente il Più POTENTE INNESCO DEL      Buzz Marketing.

Ebbe coì terminato la scorta di sandali. Capì che quella dei negozi biologici era quella giusta. Coloro ai quali aveva venduto il sandalo hanno iniziato a indossarli a parlarne in giro a consigliarli. Facile quindi fu per lei vendere ai negozi di questo tipo i Birkenstock.

Erano i perfetti NEGOZI PANDEMICI per il suo prodotto.  L’innesco del Passaparola era partito alla grande.

Poi la Signora Fraser parlò direttamente con il sig. Birkenstock e lo convinse nel 1971 a darle l’esclusiva della distribuzione dei sandali negli USA.

Di fronte a cotanta passione l’imprenditore Tedesco lo concesse.

Oggi le Birkenstock stravedono in USA  e ci scommetto che proprio per questo hanno di conseguenza conquistato tutto il mondo, compreso il consumatore italiano che fino a 30 anni fa dileggiava il tedesco che le indossava.

Prediamo esempio da questa bravissima signora, i FONDAMENTALI sono:

  • Pensare da Antropologo d’impresa

  • Fare un Prodotto Stra-ordinario

  • AVERE la Passione per il tuo  prodotto

  • Ricerca del mercato giusto 

  • Comunicazione Pandemica tramite Passaparola

  • tempo e perseveranza infinita

  • e …… LA FORMAZIONE DEI COLLABORATORI!!!!

Il successo della diffusione dei sandali è stata possibile anche grazie alla bravura della Fraser nel circondarsi di persone con la passione delle Birkenstock e che Lei ha fortemente motivato e formato.

Pensate che oggi la Birkenstock Usa è totalmente in mano ai dipendenti al 100%.

Lei cura con particolare cura i rapporti con loro, li stimola a creare prodotti nuovi e li coinvolge.

 LEGGI Qui altro esempio di formazione del personale

Dee Dee Gordon: grandissima Antropologa d’Impresa

Esempio tratto dal libro in Uscita “Marketing Pandemico”: 

Dee Dee Gordon grande Antropologa d’impresa 1

Dee Dee Gordon si definisce una trend expert, e una innovation strategist, ma secondo noi è soprattutto una grandissima antropologa d’impresa. Lavora con le imprese per aiutarle a entrare nel futuro. Effettua ricerche di mercato, gira il mondo, si immerge negli ambienti più disparati per capire cosa sta nascendo. Elabora le sue intuizioni e le offre alle imprese per realizzare prodotti stra-ordinari.

Malcolm Gladwell l’ha più volte intervistata e i loro colloqui sono stati seguitissimi. Nel suo best seller “The Tapping Point”, il sociologo riporta l’episodio esemplificativo del lavoro della Gordon del 1994-1997, quando era a capo delle ricerche di mercato della agenzia pubblicitaria Lambesis che lavorava per la Airwalk, nota azienda di sneaker giovanili. Seguendo il suo intuito e lo studio dei fenomeni giovanili di quegli anni, la Gordon girò gli Stati Uniti e l’Europa per cogliere i segnali deboli che provenivano da vari ambienti giovanili. Ella possiede una sorta di sesto sento, sviluppato nel corso del tempo, per scovare gli ambienti giusti da visitare, il look da seguire, i trend da tenere sotto occhio. “A volte si siede a osservare i ragazzi passare e fotografando tutto quanto possa averle fatto colpo….. Alla Lambesis organizzò un team una rete di corrispondenti formata da giovani svegli e dotati di senso pratico, che sguinzagliò a New York, Chicago, Los Angeles, Dallas e nel resto del mondo. Erano gente selezionata come ….. innovatori.”2.

Dee Dee Gordon dice che :”Questi ragazzi rendono le cose appetitose per la massa. Osservano che cosa stanno facendo i coetanei “più svegli” e provano a imitarli. Cominciano a fare anche loro la stessa cosa, ma cambiandola un po’, rendendola più pratica. Forse c’è un ragazzino che si arrotola i jeans e mette del nastro isolante attorno all’orlo perché nel tempo libero fa il fattorino. Bene, ai traduttori, piace quel look, ma non useranno il nastro isolane: ma useranno magari del velcro….e a quel punto decolla.”

La Gordon prova una sorta di curiosità febbrile per il mondo.

Afferma la Antropologa d’impresa:  “ Osservo ogni cosa, Se vedo un tipico bravo ragazzo seduto in un bar contornato da tutti ragazzi dai capelli, è inevitabile che io graviti attorno a lui per cercare di capire, cosa ci fa un tipico bravo ragazzo in un bar con tutti sti tipi dai capelli blu?3”. I dati raccolti ovviamente non erano sempre coerenti, occorreva interpretarli, la bravura dell’antropologo d’impresa sta proprio nel saper fare selezione e comprensione di tutti i segnali che si accumulano.Metterne alla prova alcuni, per capire quali effettivamente possano risultare vincenti. Alla Lambesis così realizzarono una serie di campagne pubblicitarie più sconvolgenti della storia. Le scoperte della Gordon diventarono la colonna portante della campagna pubblicitaria. Gli spot mostravano moltissime novità futuristiche.

“ Scorrendo l’elenco delle pubblicità della Airwalk in quel momento critico, infatti, si ottiene una guida completa alle mode passeggere, alle infatuazioni e agli interessi della cultura giovanile dell’epoca: ci sono parodie da trenta secondi dei film di Kung-Fu, uno spot televisivo sui poeti beat, annunci in stile X-files in cui gli alieni sequestrano le scarpe a un giovane che sta viaggiando in auto verso Rosewell, nel New Mexico.”4

Leggete questo interessante articolo: clicca qui

Occorre la tempistica giusta, ma se il trend è giusto, per quando gli spot e le scarpe arrivano sul mercato saranno pronte per le persone innovative che seguono quel trend. Lo scopo della Lambesis era quello di tradurre le tendenze dagli innovatori alla maggioranza precoce. La bravura della Gordon fu tale che grazie al suo studio antropologico sui giovani per capire cosa stesse emergendo, la Airwalk ebbe una enorme crescita delle vendita dal 1994 al 1996. Peccato che la Airwalk colpita da tanto successo, non continuò su tale strada, e si fermò nella crescita, consolidando la sua posizione di nicchia appena conquistata. . Giunto all’apice del successo, la Airwalk cambiò strategia e così una volta diventata banale, gli innovatori e gli adattatori abbandonarono la loro scarpa. Si fermarono nell’inseguire e creare tendenze e si adagiarono sul prodotto per la maggioranza.

Questo è un esempio di quale lavoro svolge un antropologo d’impresa di livello mondiale. Ecco perché secondo Tom Peters,  leggi qui, nel suo libro i 10 volti dell’innovazione invita le aziende ad avere nel proprio staff un antropologo d’impresa.

Una persona che si applica a scoprire i modi di utilizzo di un prodotto, di come alcune persone lo sperimentano  diversamente. A cercare soluzioni “strambe” ma interessanti. Una specie di spugna delle novità. Assorbe quanto osserva, escogita soluzioni, elabora idee  da sperimentare continuamente.

L’antropologo è la cura per la Miopia di Marketing, quello che spinge le imprese a credere che nessuno e nulla possa sconfiggerla. clicca qui.

L’innovazione di prodotto

e di processo passa

 attraverso

un antropologo d’impresa. 

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1Tratto liberamente da “tipping point”, M. Gladwell da pag. 237


2Ibidem pag. 245


			

L’antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.

Un esempio esemplare tratto dal fantastico libro di Tom Kelley è general manager della IDEO, una famosa società di consulenza aziendale che ha come Mission quella di aiutare le Imprese a proiettarsi nel futuro, con le innovazioni, il design, e le competenze giuste. 

Negli anni 80 se aveste lavorato per una impresa di elettronica di consumo che produce videoregistratori a cassetta e organizzavate un focus group per capire cosa desiderassero i consumatori per migliorare e innovare i videoregistratori avreste ottenuto i seguenti desiderata:

Riavvolgimenti più veloci del nastro magnetico. Il consumatore ragionava così: “quando ho finito di di vedere un film, voglio poter riportare più rapidamente possibile la cassetta al negozio che me lo ha noleggiata; pertanto, datemi il riavvolgimento veloce!”. Poiché vi siete sempre sentito dire che dando retta al cliente è impossibile sbagliare, vi affrettate a progettare e a mettere in commercio un videoregistrare con il riavvolgimento turbo più rapido del mondo. Ma proprio nel momento in cui state introducendo il vostro nuovo fantastico modello, tutti i vostri sforzi vengono vanificati dalla comparsa dei primi DVD Player che, oltre a garantire una superiore qualità dell'immagine de suono, più capienza e migliore affidabilità, non richiedono alcun riavvolgimento. Un cigno nero per i produttori che affetti da miopia di Marketing si sono incaponiti nel realizzare migliorie del prodotto sui bisogni dei clienti, anziché sui lodo desideri di godere di emozioni dai film in modo migliore. E, tenendo sempre conto che l'innovazione si accelera si spera che le imprese che hanno realizzato i DVD player si stiano già preparando alle prossime evoluzioni, come i film scaricabili via Internet o il video on demand, che inevitabilmente decreteranno la fine dei DVD player.6

I tuoi clienti, attuali o potenziali, sono maestri nel dirti in che cosa il tuo prodotto o servizio li soddisfa e cosa, invece, gli manca. Ma non sono altrettanto competenti quando si tratta di aiutarvi a pianificare prodotti del tutto nuovi e non vi forniranno molte indicazioni per creare nuovi modelli di business.

Occorre capire i loro profondi desiderii, che loro stessi non sono in grado si esplicare, ma che un Antropologo osservando e intuendo dovrebbe riuscire a capire. Tanto è vero che il grande Henry Ford, da imprenditore antropologo, capì che il desiderio degli americani era il viaggiare in modo comodo, veloce ed economico.

Centrò così il successo che ancora oggi ammiriamo.

Henry Ford disse una volta:
Se avessi chiesto ai miei futuri clienti cosa volessero, mi avrebbero risposto: “Biada più economica e cavalli più veloci. Non certo auto meccaniche per correre”.

Non illudetevi che i vostri clienti possano aiutarvi a immaginare il futuro. Se commettete l’errore di pensarlo, probabilmente moltissimi di loro vi suggeriranno di sviluppare cavalli più veloci”. 5

Compito

dell’ANTROPOLOGO D’IMPRESA

 è proprio quello di osservare l’ovvio invisibile,

ascoltando la sua sensazione di pancia, la sua intelligenza inconscia.

Secondo Kelley la cosa più importante per creare innovazione è la presenza delle figure professionali giuste all’interno della organizzazione.

Nel suo Libro i DIECI VOLTI DELL’INNOVAZIONE indica come la figura professionale più importante sia quella dell’ANTROPOLOGO D’IMPRESA. 

Tuttavia lo stesso Kelley sottolinea che:

Se di personaggi ne potete scegliere

uno solo allora fate che sia

l’Antropologo d’impresa.2

Alla IDEO si creano dei Team di persone, specializzati ad intervenire in varie fasi del processo imprenditoriale. Alcuni Team sono per l’organizzazione, altri per la comunicazione, altri ancora per la realizzazione e costruzione del prodotto.

Il Team che si occupa di sviluppare innovazione secondo Kelley è il l Team dell’apprendimento.

Singoli e organizzazioni hanno l'esigenza di attingere continuamente a nuove fonti di informazioni per ampliare la loro conoscenza e svilupparsi. Per questa ragione i primi tre personaggi rivestono ruoli di apprendimento. Sono personaggi guidati dalla convinzione che, per quanto strepitoso sia al momento il successo dell'impresa, nessuno può permettersi di riposare sugli allori..... I ruoli di apprendimento aiutano a evitare lo sguardo del team si focalizzi eccessivamente verso l'interno, rammentando all'organizzazione che è bene non ritenersi mai soddisfatti del proprio sapere. Chi adotta questi ruoli è abbastanza umile da mettere in discussione la propria visione del mondo e, con questo atteggiamento, resta sempre disposto ad accogliere nuove idee e opinioni.”1

Questo Team dell’apprendimento è in grado di curare la malattia che abbiamo indicato come la più pericolosa per le imprese : la Miopia di Marketing. Paragonali a degli oculisti che mettono le lenti giuste all”operato della tua impresa. 

Il team ascolta i clienti ma fino a un certo punto, poi si sperimenta altre strade, per vedere se le persone possano essere astratte. Cercano di capire i desideri delle persone, non solo le loro Necessità attuali. I desideri sono molto più importanti. Nell’esempio riportato all’inizio è chiaro, il desiderio delle persone era vedere il film con un mezzo tecnico che desse meno problemi, più facile da usare, visione migliore, più pratico e senza problemi. Il Dvd batteva 10 a 0 il videoregistratore. Il desiderio infatti guiderà gli stessi compratori del DVD verso nuovi mezzi tecnici che meglio lo soddisfano. Abbandonando senza ritegno il DVD.

Il Team dell’Apprendimento E’ composto da tre personaggi che incarnano la volontà dell’impresa di acquisire, sperimentare, fallire, riprovare nuove strade, nuovi prodotti, nuovi mercati. Tutto quanto circonda l’ambiente allargato della impresa, è da loro attentamente monitorato, ma anche ambiente diversi ed interessanti sono da loro visionati e tenuti d’occhio.

Essi sono:

  1. Antropologo di impresa

  2. Sperimentatore

  3. Impollinatore trasversale.

Lo Sperimentatore mette incessantemente alla prova le nuove idee, ma testa anche le vecchie continuamente, per verificarne che gli standard qualitativi rimangano fedeli a quanto prefissato. E’ la figura preposta a verificare il processo di Trial and Error.

L’impollinatore trasversale esplora settori e culture diverse dai soliti, e poi trasferisce le sue scoperte e intuizioni adattandole alle specifiche esigenze della tua organizzazione. Queso personaggio è incaricato di fare ricerca e ciò che ha trovato di portarla all’interno della impresa. Un lavoro molto visionario.

Mentre i primi due volti del team dell’apprendimento sono più operativi e pratici, l’Antropologo d’impresa invece è di più ampie vedute, teorico, didattico, osservatore ed anche esperenziale. Insomma un seguace delle leggi euristiche e dell’intuizione.

L'antropologo porta nuove conoscenze e intuizioni all'interno dell'organizzazione osservando il comportamento umano e sviluppando una profonda comprensione delle interazioni fisiche ed emotive della gente sui prodotto, servizi e ambiente.3 

Egli più di tutti gli altri deve ampliare le tue conoscenze del mercato, dei concorrenti, dei prodotti, innovativi, dei prodotti sostitutivi e dei clienti. L’antropologo studia l’uomo, i suoi comportamenti, le sue azioni, il come e il quando le fa, e tenta di capire le motivazioni e i desideri che vi stanno dietro.

L'antropologo umanizza il metodo scientifico e lo applica al mondo degli affari. Applica il principio di un grande scopritore: la scoperta consiste nel vedere ciò che tutti gli altri hanno visto e pensare ciò che nessun altro ha pensato”.4

I principali compiti dell’antropologo d’impresa sono:

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  1. Ricercare le novità sia dei concorrenti che dei potenziali concorrenti;

  2. Osservare come si comportano i clienti;

  3. intuire i desideri delle persone;

  4. Testare i prodotti/servizi da…. cliente;

  5. Leggi questo post clicca qui
  6. Mettere alla prova il servizio clienti

  7. Sperimentare nuove soluzioni

  8. Sollecitare il trial and error

  9. Preparare l’impresa all’arrivo del CIGNO NERO

Egli ha il compito di riportare all’azienda ciò che pensano del prodotto o servizio i clienti e di controllare le innovazioni di sistema o di prodotto introdotte dalle imprese concorrenti o di aziende limitrofe.

Oltre a ciò, cerca di capire in modo preciso quali sono i bisogni e i desideri dei potenziali clienti e una volta individuati far scattare la sperimentazione.

Infatti, per vedere se un prodotto o servizio funziona occorre testarlo sul campo, mettere in pratica le leggi euristiche. Questa figura aiuta non solo a fare ricerca continua, ma sperimenta anche il modo con il quale i clienti sentono e vedono il prodotto o servizio.

Attenzione però,

questo modo di essere attenti al cliente 

non significa seguire pedissequamente quanto i clienti dicono di volere dal tuo prodotto..

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1Tom Kelley, i dieci volti dell’innovazione

2Idem pag. 17

3Idem pag. 8

4Idem pag. 21

5Idem pag. pag. 38

6Idem pag. 39 liberamente tratto

7Da pag. 18