La Real TV invita a diventare Makers con esperti di Marketing Pandemico

Trasmesse da

Trasmissioni tipo :
– Ricette vincenti, su Naturalt Geographic .
http://natgeotv.nationalgeographic.it/ricette-vincenti
– Come ti cambio un ristorante:
http://natgeotv.nationalgeographic.it/come-ti-cambio-il-ristorante

L’aspetto interessante di questa real TV è che i giovani con bellissime idee
sono molto ma molto sprovveduti nel cercare di diffondere il loro prodotto che
a volte è veramente stra-ordinario.
Vabbè forse è tutta una finzione, ma è sufficiente per rifletterci sopra,
in quanto raramente osservo un ottimo Marketing, che non è pubblicità, che
sia capace di diffondere una pandemia.
I protagonisti si fanno le tipiche domande ansiogene,
alle quale degli esperti, per niente sprovveduti, offrono delle
risposte coerenti con il Marketing.
Le prime tipiche perplessità riguardano l’ansia della start-up,
e quanto essi siano timorosi nel
proporre la propria idea.
Timore dipeso da:
– ansia che che il prodotto non piaccia
– ansia che il prezzo sia considerato troppo alto rispetto al prodotto
– ansia che nessuno acquisti il mio prodotto e facciamo una figura di m…a.
– ansia che qualche amico sorrida del mio prodotto

Insomma una duro colpo alla autostima.
Un lusinghiero giudizio sul prodotto non banale che propongono li lanciano.
Poi soliti errori nei prezzi, generalmente troppo bassi, e sganciati
dalla produttività.
Inoltre errori di awareness Brand, ovvero incapacità nel valorizzare il
Brand SEMPRE E A OGNI COSTO,
fino al punto da rinunciare al Business che magari non incontra
la sua domanda e pertanto si rivela non stra-ordinario.
Altre volte il problema è la logistica, pertanto si effettuano interventi
sulla location, sempre con una attenzione alla Mission concordata.
ALtre voltre il prodotto che non va.
Ecc. ecc.
Insomma trasmissioni direi interessanti persino istruttive,
e guarda caso provengono tutte dal mondo anglosassone.
Molti imprenditori italiani, vecchi e nuovi, di lungo corso o novelli,
dovrebbero seguirli per prendere spunti per la loro impresa.
Peccato però che in Italia Real tV COSì NON SE NE FANNO,
nonostante che avremmo tutte le potenzialitù per farlo.
Pensate alle micro-imprese dislocate nei distretti industriali.
ZERO FILM , ZERO DOCUMENTARI sulle eccellenze italiche.
Ricordo solo un libro premiato sul distretto di Prato come premio Strega.
Per il resto solita zolfa sinistrorsa sulle grandi fabbriche, il problema operaio,
il problema sociale e scempiaggini simili.
Il problema vero è CREARE MAKERS, che siano IMPRENDITORI!!
All’estero lo hanno capito e ci hanno realizzato anche TV.
In Italia come al solito tutto fermo, in attesa che dall’alto
si crei il lavoro.
Anche il libro di Anderson ” MAKERS” ci invita a riscoprire la voglia di FARE
InTRAPRENDERE, non facciamoci rubare il futuro.
Io nel mio piccolo cercherò anche quest’anno di trasmettere
la nuova tendenza mondiale, che poi è la solita:
FARE, RISCHIARE per un futuro prospero per tutti.

Il prezzo pandemico del prodotto stra-ordinario

Il prezzo è uno dei problemi più spinosi da risolvere.
La valutazione del nostro prodotto stra-ordinario non è mai facile nè immediata,
poichè proprio grazie alla sua particolarità si hanno difficoltà del tipo:

– comparazione positiva nulla.
Non esistono prodotti simili al nostro e pertanto i paragoni sono tutti
fuori luogo.

– comparazione negativa molta
Molti prodotti possono essere sostitutivi al nostro e offrono prezzi vari
benchè il nostro prodotto offra un qualcosa in più che lo rende unico.

– elasticità della domanda in base al prezzo.
Risponde alla domanda : quante persone in più o in meno possono essere
attratte da una minima variazione del prezzo?
sempre difficile rispondere a questa domanda nonostante i cari amici
econometrici con i loro calcoli algoritmi.

Il problema del prezzo è quanto mai un problema di marketing induttivo che
deduttivo.
Deduciamo il prezzo dai costi, dai paragoni, dalle ipotesi sulle persone nostre
clienti, sulle offerte sostitutive, dai nostri comportamenti ecc. ecc..
Poi però sarà sempre l’induzione sul campo a dirci se abbiamo sbagliato o meno.

Uno spunto questa estate me lo ha dato il mio amico, testone, che ha aperto
uno scivolo d’acqua per bambino sul litorale fermano.

A giugno senza molti calcoli e senza ricerca ha ideato questo sistema di prezzo:
2 euro l’ora
4 euro mattina-pomeriggio pari 3 ore .
Per le colonie con almeno 40 ragazzi 1 euro all’ora.

A fine luglio le cose non riportavano con i costi.

Pertanto mi chiama e consiglio :
1- aumento prezzo almeno di 1 euro giustificato dall’arrivo del pienone agostano
2- abbinamento prezzo con gelato o pizza gratis e conseguente rialzo prezzi
3- ricerca e conoscenza prezzi concorrenti anche se in lidi lontani.

Come al solito i suggerimenti non sono stati ascoltati, prezzi sono rimasti invariati e
a conti fatti pochi giorni fa mi comunica che il risultato
dell’impresa sarà negativo, anche a fronte di troppi investimenti iniziali
di ristrutturazione ammortizzabili su più anni.
Unico punto ascoltato è stato il terzo, e si è scoperto che i prezzi
sono molto superiori in altri scivoli.
A rimini addirittura 1 euro a discesa,
mentre più realistico a S.Benedetto del Tronto erano
il doppio , 2 euro ogni mezz’ora e varie offerte.

Ora come si vede nella valutazione del prezzo la deduzione è FONDAMENTALE,
sapere già a giugno la notizia dei concorrenti saputa a fine luglio
avrebbe aiutato a non commettere l’errore di un prezzo troppo conveniente.
Si sono avute circa 6.000 presenze con i prezzi proposti,
e la domanda sulla elasticità è:
quante presenze se si fosse attuato il prezzo di San Benedetto?

Ecco rispondere a questa domanda non è semplice, tuttavia è vitale per una impresa.
Io penso che al massimo si sarebbero persi i doppi giri, in pratica invece di
fare 3 ore a 4 euro i bimbi ne facevano 1 ora a 4 euro con pizza a 1 euro tot. 5 per famiglia.
o magari sceglievano una forma di 6 euro mezza giornata.

Pertanto ipotizzo un calo massimo di 1000 scivolate.
IPOTESI ELASTICITA’:
6000 presenza a 2 euro spesa media l’ora fa 12.0000
5000 presenza a 4 spesa meida euro l’ora fa 20,0000
(presenze anche doppie)

DIfferenza d’incasso 8,000 euro

Forse è esageratemente positiva come elasticità, però è evidente che il prezzo offerto
è stato troppo basso, considerato anche l’enorme afflusso di bimbi nei momenti topici
dell’estate.

Concludendo direi che il prezzo va studiato molto attentamente
prima e poi messo alla prova.
Sempre controllato e se del caso pronti a cambiare.
Altro errore del mio amico è stato infatti
la comunicazione, poteva apporre un cartello con su scritto
PREZZI VALIDI FINO A….
Scritto a chiare lettere e leggibilissimo ovunque.
In questo modo avrebbe avuto modo di cambiare il prezzo
senza le remore che lo hanno frenato,
remore dovute al rispetto nei confronti dei clienti che fino a quel
momento venivano e pagavano solo 2 euro l’ora.
Una volta valutato il prezzo quindi risulta assai complicato
e antipatico cambiarlo senza una comunicazione efficace e chiarissima che non
inganni il cliente.
Meglio allora offrire un gadget in più che giustifichi il prezzo nuovo,
tipo la pizzetta o il gelato.
(si poteva eliminare l’ora da 2 euro,
tenere quella da 4 con pizza gratis o gelato gratis
per la famiglia costo differenziale di 1 euro
2 euro+ 1 euro pizza = 3
invece pagavano 4 per tutto la mattina o pomeriggio
incassa superiore del 25%)

Niente è facile nel marketing e l’errore ci sta sempre,
tuttavia solo dagli errori si può imparare e crescere.

Io di base consiglio sempre di TENERE PREZZI ALTI,
SEMPRE,
ripeto
meglio tenerli sempre ALTI,

Il Marketing Pandemico non è per PAUPERISTI.

Il prodotto Stra-ordinario dei Makers deve essere premiato con il
prezzo che permetta altri investimenti in ricerca.
Piuttosto è meglio non produrre.

Vale la regola:
Si trova sempre il modo e il tempo di abbassare il prezzo
MAI PER RIALZARLO

p.s. dedicato a Max e alla sua splendida famiglia e alla sua lucida follia imprenditoriale.
grazie per l’esperienza.

Il Prezzo nel Marketing Pandemico

Il prezzo è un importante tema da affrontare nel campo del marketing tradizionale
e ancor di più nel Marketing Pandemico.
Il prezzo determina il vero interessa della persona, infatti il prezzo per ultimo piega la volontà
della domanda e la convince a sborsare quanto basta per comperare la nostra offerta.
A differenza della abituale pratica delle imprese piccole e grandi italiane
NON E’ L’UNICO ED ESCLUSIVO elemento convincente che provova una pandemia di marketing.

Io abito in una località turistica ,Casabianca di Fermo, ove il 90% della comunicazione
e del marketing si riduce ad offerte vantaggiose di prezzo.
– Pranzo per soli 15 euro
– Giropizza per soli 10 euro
– Sconti di 5 euro su una spesa di 25
ecc. ecc.
Tuttavia come mostra bellamente il film Mister Hula Hoop dei fratelli Cohen,
se un prodotto non va, anche con un prezzo basso NON VA.

Inutile abbassare il prezzo, ma se si sviluppa la pandemia allora …..
lecose cambiano, eccome se cambiano.
Nel film un venditore-connettore infetta con una pandemia gli
altri bimbi che si precipitano ad acquistare il prodotto,
INCURANTI DEL PREZZO, tanto è vero che il commerciante
lo alza di continuo, il prezzo diventa a quel punto insignificante,
quando la VOLONTA’ IMPERA e i piccoli sono sedotti non possono fare a meno
di comperare il prodotto, a qualsiasi prezzo.

Il prezzo però va certamente studiato in modo sistematico
con le altre tattiche che la strategia di marketing pandemico legata
alla Mission deve sviluppare.

Non può essere l’UNICA VARIABILE,
nè una variabile isolata, sarebbe un suicidio di marketing.

Chi abbassa il prezzo per attrarre più gente dovrebbe almeno
conoscere l’elasticità della domanda.

In parole povere
quante persone riusciamo ad attirare con un prezzo più basso che compensi
la perdita del prezzo più alto pagato.
Se l’elasticità della domanda è alta allora proceda altrimenti
si tenga stretto il prezzo alto e anzi lo alzi ancor di più con una differenziazione
ancor più spinta. (vedi post sulla differenzizione).

Ovvio che il prezzo è correlato ai calcoli dei cari colleghi della produzione,
i quali ci forniscono i costi del prodotto, tuttavia
questo limite cambia al cambiare dei volumi e della elasticità della domanda.
Va tenuto conto certamenti i complicati calcoli del margine contributivo,
ma ciò che conta è la pandemia che si intende innescare.

Essendo il prezzo un elemento che condiziona la volontà al pari
dei 5 sensi occorre una particolare attenzione
pandemico-sistemica.

Un esempio per concludere: ieri in spiaggia alcune ricche signore
si lamentavano che dal prossimo mese l’app famosa che regala sms
gratuiti costerà 80 centesimi, dico 80 centesimi, all’anno.
Eppure un prezzo che non è un prezzo procurava sconcerto.
Poi però prendevano le loro L.V. da oltre 3000 euro, sulle
quali il prezzo risultava estremamente CONVENIENTE.
Il potere della volontà legata al prezzo pandemico
è invincibile.

Le nicchie di mercato si creano o sono scoperte?

Il mercato questo sconosciuto e per molti italiani temuto,
quasi fosse una delle cause del nostro malessere,
invece di considerarne la causa del nostro BEN-ESSERE.
Cosa è in definitiva un mercato, un luogo, un punto un incrocio
in cui si scambiano oggetti solidi o meno solidi tra chi
li ha e chi li vuole.
La domanda e l’offerta che si incontra genera un mercato.
Va da sè che senza l’offerta e senza la domanda il mercato non
esiste.
Colui che offre se ha tanti richiedenti tira sul prezzo, ovvio,
senza una congrua richiesta inutile alzare il prezzo.
Al contrario colui che chiede tende a voler pagare il minimo
a meno di concorrenti che rilanciano.
Semplifico ovviamente perchè il dubbio che ci poniamo
è questo : il mercato lo crea la domanda o l’offerta?
In altre parole un mercato esiste a prescindere dalla offerta,
la quale quindi lo scopre, oppure è la stessa offerta a creare
la domanda tale per cui i richiedenti saranno tanti.
Sembra una domanda di lana caprina ma non lo è
in quanto ultimamente molti studi puntanO
sul così detto marketing di nicchia, ovvero
a partire da un macro mercato scendere nelle particolarità
per servire una nicchia specifica e renumerativa, si spera.
Solo che così facendo secondo me aprono un nuovo mercato
la cui domanda si crea una volta che si propone l’offerta.
e’ sempre l’offerta che crea la propria domanda specifica.
Intuire che esistono delle specifiche di persone che desiderano qualcosa
di unico non è scoprire è CREARE qualcosa di unico che senza
la intuizione creativa di alcuni non potrebbero soddisfare
i propri desideri.
Certo ovvio che in un posto in cui manca di tutto, tipo nel dopoguerra,
esiste una domanda latente di molti oggetti, tuttavia è l’offerta
che meglio soddisfa i “DESIDERI”, A CREARE UN MERCATO.
Concludendo l’OFFERTA tenta di creare un mercat IL QUALE esisterà se
la DOMANDA risulterà essere desiderosa dell’offerta proposta, et voilà
il mercato è servito.
A questo serve il MARKETING!!!!!

il lancio di un nuovo prodotto

Il lancio di un nuovo prodotto, servizio, idea o altro, tipo ad esempio
una idea politica o altro, è una operazione assai complessa.
Occorre curarla nei minimi particolare, in maniera costante, come una goccia
che piano piano penetra all’interno della roccia oppure che forma una stalagtite.
Base di partenza ovviamente è sempre la Vision che poi si traduce nella Mission che abbiamo
trattato precedentemente.
Una volta interiorizzata occorre porsi degli obiettivi precisi sia qualitativi che quantitativi.
Solo una chiara meta definita è in grado di spronare la persona a conseguire alcuni risultati e
ancora più importante verificare se si è sulla strada giusta.
Il prodotto che si ricava dalla Mission sarà quello che meglio riusciamo a realizzare e che possa in
qualche modo diffondersi come un Virus.
DEVE ESSERE UN PRODOTTO STRA-ORDINARIO
solo così si può sperare di ottenere una viralità pandemica.
All’inizio ovviamente nessuno conosce il prodotto, è sconosciuto, e a dire il vero nessuno ne sente
la necessità. E’ una offerta che crea la propria domanda.
Tuttavia la domanda al momento non c’è occorre crearla.
Un mercato tutto da costruire.
Il problema allora è : come si crea una domanda che richieda il nostro nuovo prodotto?
Il gioco del Marketing sta tutto qui.
Occorre innanzitutto che la Vision scaturisca da una analisi della realtà alla quale manca un
prodotto nuovo che vogliamo diffondere. Dunque che il prodotto che scaturisce sia particolarmente INNOVATIVO.
Poi occorre metterlo alla prova diffonderlo presso coloro che sono capaci di ricevere innovazioni.
Ognuno di noi è innovatore e conservatore, dipende dal campo d’interesse.
In genere però ci sono persone che sono maggiormente innovativi rispetto alle altre.
Sperimentano nuovi prodotti di continuo, curiose di nuovi generi, tecnologie, musiche, colori ecc. ecc.
Ai più sembrano eccentrici e non sempre godono di quella considerazione, in quanto
tendono a uscire fuori dagli schemi continuamente, e non offrono sicurezza.
Tuttavia spesso questi innovatori possono INFETTARE tutti quanti.
Per infettare tutti coloro che sono INNOVATORI occorre che scatti la LEGGE DEI POCHI.
Ovvero che tra gli innovatori vi siano anche dei connettori, dei venditori e degli esperti di mercato.
Una volta che le tre figure sono innsescate la PANDEMIA è inevitabile tra tutti gli INNOVATORI.
Il problema è che gli INNOVATORI per antonomasia sono pochi e che spesso sono isolati da coloro
che li seguono che chiameremo PIONIERI ovvero persone aperte alle novità che siano però almeno testate.
Il passaggio tra gli innovatori e i pionieri è DIFFICILISSIMO!!
Tra i due gruppi c’è un profondo ABISSO.
Come lo si supera.
Grazie ai connettori dei due gruppi che si mettono in contatto per NATURA.
Poi un esperto del gruppo dei PIONERI ne valuta l’impatto ed eventualmente
una VENDITORE lo renderà PANDEMIA tra i PIONERI.
Tuttavia i PIONERI, pur essendo di più degli INNOVATORI, non sono ancora
quella forza deflagrante che possa infettare il mondo.
Occorre che il prodotto si propaghi alla maggioranza precoce.
Ancora una volta la distanza tra i pioneri e la MAGGIORANZA PRECOCE è
enorme ed un abisso li separa.
Come si supera l’abisso? Ma certo con i CONNETTORI dei due gruppi
che vengono a contatto, per loro natura, poi ci pensano i venditori insieme agli
esperti di mercato della MAGGIORANZA PRECOCE a render PANDEMICO IL PRODOTTO.
A questo punto si che la PANDEMIA è inarrestabile, si autoalimenta e si propaga con una forza propulsiva.
Fino a quando ….. non compare un CIGNO NERO…
Ma questa è un’altra storia.