Il Fattore Presa ti aiuta ad “acchiappare” le persone giuste per diffondere il tuo prodotto


  1. IL FATTORE PRESA

La seconda regola per il raggiungimento ed il superamento del punto critico e Leggi mio precedente post assistere alla esplosione pandemica del tuo prodotto è il Fattore Presa, secondo la nota teoria di Malcolm Gladwell. ……….Se la prima Regola parla di Agenti Pandemici che sono delle Persone Innovatrici, le quali aiutano in modo esplosivo la conoscenza e la diffusione del tuo prodotto, la Seconda Regola dice che il prodotto stesso deve avere una sorta di AMO con ESCA , come per catturare i pesci, in modo che le persone possano essere “acchiappare” nell’attenzione.

Quindi se ammettiamo che il messaggero di un Prodotto Straordinario ha la sua importanza dobbiamo altresì ammettere che anche il MODO e la FORMA  attraverso il quale il  messaggio viene diffuso risulta essenziale. Ecco l’importanza della Grafica, del Brand Pandemico  leggi : il brand pandemico con il passaparola, del Packaging leggi questo post  , della Vetrina leggi : La vetrina stimola il desiderio, insomma di tutto quanto viene a contatto con le persone e che dovrebbero acchiappare l’attenzione delle persone. 

 Cosa rende un messaggio, o prodotto, intrigante tanto da essere raccontato e che acchiappi l’attenzione delle persone? Sicuramente deve possedere delle caratteristiche precise che facciano presa sulle persone.

Di base il principale fattore presa di un messaggio o di un prodotto è la sua straordinarietà, leggi qui In questo ebook lo chiamiamo Mucca Viola o Prodotto Stra-ordinario il fondamentale aspetto che faccia presa sulle persone.

Gli Agenti pandemici sono i primi che SI RIFIUTANO  a diffonder un qualche cosa che non faccia presa su di loro per primi, essendo loro i primi a doverlo verificare. 

Tuttavia secondo Gladwell il Fattore Presa è qualcosa di nascosto, minimale e potente. Grazie a questo il passaparola, leggi qui i fondamenti del passaparolaha una chance di scatenarsi.

Se osservate da vicino le idee o i messaggi a carattere epidemico, scoprirete che, la metà delle volte, gli elementi che li rendono capaci di fare presa sono insignificanti e all’apparenza banali, come il riquadro dorato di Wunderman….”   Frase ed esempio seguente sono Estratti dal bellissimo Libro di M. Gladwell: Il Punto CRITICO. pag. 114-116 ed. Bur. 2011.

Lester Wundermann
Lester Wundermann

il Fattore Presa inventato da Lester Wunderman: il riquadro dorato Lester Wunderman, leggi il suo blog, è considerato il più grande esperto di direct Marketing del mondo, uno dei pionieri di questo modo di fare Marketing. Fin dal principio fu il principale consulente adversiting della Columbia Records per vendere musica direttamente ai clienti e spedirla per corrispondenza. La Columbia è una delle storiche aziende che producevano musica  più grandi del mondo. Lester Wundermann gestiva anche la pubblicità della Columbia Records.   La Columbia però ad un certo punto pensò di ingaggiare la McCann Erikson per la realizzazione di una serie di spot televisivi in appoggio alla pubblicità su volantini di Wunderman, il quale come comprensibile andò su tutte le furie, pensando giustamente di venire sminuito nei suoi ruoli e non amava l’idea di perdere nemmeno una parte dell’affare, seppur minima, a favore di un concorrenti. Inoltre non era nemmeno convinto che la campagna pubblicitaria della McCann avrebbe apportato qualche vantaggio alla società. Egli propose una verifica: la Columbia Records avrebbe dovuto pubblicare una serie completa degli annunci realizzati dalla sua azienda nelle edizioni locali TV GUIDE e di Parade Magazine, in 26 mercati pubblicitari degli Stati Uniti. In 13 di essi, la McCann avrebbe potuto trasmettere i propri spot per rendere il pubblico maggiormente informato e consapevole. Wundermann, d’altro canto, avrebbe trasmesso il proprio messaggio pubblicitario nei 13 rimanenti. Gli annunci che avessero portato l’incremento maggiore nelle risposte ai coupon delle edizioni locali di TV GUIDE e di Parade Magazine avrebbero procurato alla rispettiva agenzia l’intero contratto. La Columbia diede il proprio consenso e, dopo un mese, erano disponibili i resoconti dei dati. L’80% dei coupon proveniva dai mercati Wundermann, contro il 19,5% della McCann. Wundermann aveva sbaragliato l’avversario. La chiave del suo successo era qualcosa che lui definiva caccia al tesoro: in ogni annuncio pubblicitario su TV GUIDE e di Parade Magazine, aveva fatto inserire dell’art director un piccolo riquadro dorato in un angolo del coupon. La sua azienda poi, produsse una serie di annunci pubblicitari televisivi che rivelavano il “segreto del Riquadro Dorato”. Venne detto ai telespettatori che se fossero riusciti a trovare il riquadro dorato nei loro numeri di TV GUIDE e di Parade Magazin, vi avrebbero potuto scrivere il titolo di un qualunque articolo di abbigliamento della Columbia, quindi ottenerlo gratuitamente. Il riquadro dorato, secondo la teoria di Wunderman, era una sorta di innesco: dava ai telespettatori una ragione per mettersi a cercare gli annunci pubblicitari sulle due pubblicazioni, creando una connessione tra il messaggio della Columbia che il pubblico vedeva in Televisione e quello che leggeva sulle riviste.Il riquadro dorato secondo le vive parole di Wundermann:”integrò il telespettatore in un sistema pubblicitario interattivo. I telespettatori non erano un semplice pubblico ma erano diventati partecipanti. Per loro era come prendere parte a un gioco. Nel 1977 gli annunci della Columbia sulle riviste non avevano prodotti utili. Nel 1978, grazie alla promozione televisiva del riquadro dorato tutte le edizioni locali di TV GUIDE e di Parade Magazine produssero profitti, e questa fu una svolta senza precedenti.

Ti Devi sforzare per  trovare il FATTORE PRESA, inventa, prova e sperimenta sempre in continuazione , e verifica quali possono esseri i  più efficaci. Sapendo che il più efficace di tutti è quello di creare un prodotto stra-ordinario ma pur essendo necessario non è sufficiente. Occorre che abbia una specie di gancio che acchiappi le persone.

Coinvolgere tutte le tattiche di Marketing Pandemico:

  • Il packaging
  • i canali di vendita
  • i negozi
  • La comunicazione tramite Promozioni, Pubblicità, agenti di vendita i prezzi (pensa ai prezzi civetta ad esempio),
  • il posizionamento del prodotto
  • ecc.ecc.

Il Fattore presa è il principale strumento per attirare le persone, in particolare  quelle più Giuste ovvero  gli Agenti pandemici, i quali sono spesso i principali diffusori del tuo prodotto tramite il passaparola. Se il prodotto non fa presa sulle persone giuste, allora non pensare che possa avere una diffusione virale.

Gladwell consiglia di “ Prestare molta attenzione alla struttura e al formato del materiale di cui disponete, potrete accrescere automaticamente il fattore presa….. tutti amiamo credere che la chiave per ottenere un certo effetto su qualcuno sia da ricercare nella qualità intrinseca delle idee o dei prodotti che presentiamo. In nessuno dei casi analizzati , tuttavia, qualcuno apportò cambiamenti sostanziali al contenuto del proprio messaggi: al contrario, tutti lo portarono al punto critico ritoccando i dettagli, lavorando sulla presentazione delle idee o del prodotto….. La linea di confine tra ostilità e accettazione, in altre parole, tra una pandemia che raggiunge il punto critico e una che resta al di qua del tipping point, a volte è molto più sottile di quanto sembra.” 

Concludendo ti consiglio di creare il tuo Prodotto Stra-ordinario sperimentando vari Fattori Presa  magari anche usufruendo di un ANTROPOLOGO D’IMPRESA in modo che possano

acchiappare le persone giuste

in particolare gli agenti pandemici

che diventino così  i tuoi connettori,

i tuoi esperti di mercato e

i tuoi venditori.

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L’Antropologo d’Impresa brain-storming per diffondere una Pandemia Sportiva con il Marketing Pandemico

In questi giorni di euforia olimpica mi viene spontaneo parlare di sport. Ed allora mi son detto, perché non scrivere un post di Marketing Sportivo e di come poter diffondere una PANDEMIA SPORTIVA attraverso  strategie e tattiche di Marketing Pandemico .

Seminare iniziative e focolai di sportività per tentare di ottenere un cospicuo aumento di praticanti in particolare per gli sport che in Italia NON  vengono considerati.

 Dobbiamo ammetterlo in Italia esiste

SOLO IL CALCIO. 

In Italia si parla solo di uno SPORT, e si “pratica a parole” SOLO uno sport e suoi mini derivati. Gli altri sport sono di fatto considerati minori e poco praticati.

Dalla Statistica che ho trovato dal sito del CONI,  leggi qui doc. in pdf  , si evince chiaramente che gli sportivi tesserati di tutti gli sport in Italia sono circa 4 milioni su una popolazione di circa 65 milioni. Circa il 7% della popolazione.

Sui 4 milioni totali un milione  sono solo del calcio, dei 3 milioni un milione racchiudono gli sport di pallavolo basket e tennis, con circa 300 mila a testa. Il resto diviso dal minimo di 10 mila a 100 mila, ad es. la vela solo 110 mila, badminton 90 mila, tiro a volo 20 mila, scherma idem.

 

Se lo paragoniamo alla Germania sono solo un terzo rispetto ai loro 12 milioni di praticanti su una popolazione di circa 75 milioni. Circa il 15% della poploazione

Per non parlare poi della  Gran Bretagna patria dello sport moderno dove i praticanti sono oltre 16 milioni per una popolazione pari a quella italiana. Circa 25% delle popolazione. Una persona su 4 pratica sport.

il meraviglioso gioco del Badminton

 

Insomma in Italia ci son  POCHI POCHI POCHISSIMI Praticanti in generale e per la maggior parte, oltre un terzo dello sport nazionale.

Nelle altre discipline gli iscritti sono molto al disotto delle aspettative.

Perché così pochi iscritti? Sicuramente ….

  • Ci sono dei Gap culturali
  • ci sono dei problemi strutturali, ma non per tutti… Ad esempio  quelli di lotta, quanto costa un TATAMI? Oppure tiro con Arco, o Badminton, non penso che non si possano praticare con minimi investimenti.
  • ci sono carenze di istruttori, sicuraamente
  • ci sono carenze di tipo politico.

Mi sono ripromesso di non fare polemiche (ce ne sarebbero di cose da dire) , pertanto scrivo questo post come se fosse un Brain-storming di Marketing Pandemico, anche con idee bislacche, per puro divertimento intellettuale mentre mi godo al mattino le trasmissioni registrate delle gare Olimpiche di RIO 2016.

Sogno, per Ipotesi di partenza, di fare un giro virtuale a e render più realistico il tutto è  che come   Antropologo d’impresa  vengo chiamato da alcune federazioni sportive per iniziare un percorso strategico per diffondere i loro meravigliosi sport  GRAZIE a una PANDEMIA SPORTIVA.

 Brain-storming

  CONTAGIO PANDEMIA SPORTIVA 

a- Team Diffusione Pandemia Sportiva

1- In ogni Federazione dovrebbero esserci delle persone preposte a coordinare un Team di esperti, appassionati e professionisti per la diffusione della loro disciplina. Il Team composto da almeno 3-4 persone a livello nazionale e possibilmente con referenti  operativi a livello regionale o almeno  pluriregionale. Compito del Team è quello di creare le condizioni per la conoscenza e diffusione  del loro sport, contribuire alla nascita di circoli sportivi e loro supporto in tutto. Ovvio che il team deve essere composto da una persona con competenza tecnica, possibilmente ex-atleta, un organizzatore capace e un segretario per le varie burocrazie. Il Team deve impegnarsi a far conoscere territorialmente lo sport della federazione di riferimento in particolare in costante contatto con il territorio e le scuole.

Coinvolgimento dei Giovani e della Scuola. 

I giovani NON conoscono che il Calcio, la Pallavolo e il Basket e la palestra di culturismo (che non è sport esattamente ).

Raro che ci siano giovani  che conoscano la scherma, l’atletica leggera, la ginnastica attrezzistica, il badminton, la lotta greco-romana ecc. ecc.

Diciamo la verità la scuola apporta ZERO contributi alle federazioni in termini di conoscenza del loro sport. Io penso che sia un assoluto spreco. Ricordiamo che per diffondersi il Contagio della Pandemia di un Prodotto un valido modo è l‘ESPERIENZA DEL PRODOTTO LEGGI QUI

Facciamo alcuni esempi di come il Team potrebbe operare:

  1.  Organizzare incontri con i prof. di ed. fisica per coinvolgere quelli interessati al progetto, con progetti da inserire nei POF delle scuole.
  2. Fornire  materiali, incontri, tecnici, video alle scuole anche in comodato d’uso.
  3. Organizzare un torneo tra classi o tra scuole con arbitri federali, in modo da dargli importanza e creare una sorta di EVENTO SPORTIVO TERRITORIALE. Insomma facciamo gasare i ragazzi che fanno il nostro sport, fargli sentire il peso e la responsabilità di rappresentare la propria scuola o regione o città, anche in piccolo.
  4. Cercare di realizzare incontri pomeridiani che possano essere da prodromo di circoli sportivi della federazione. Questo il vero obiettivo, iniziare una cellula di interesse che sia una Pandemia Sportiva. Le Palestre delle scuole di pomeriggio possono essere impegnate dalle federazioni.
  5. Organizzare magari una esibizione in collaborazione con il comune con i ragazzi e atleti che si esibiscano. Deve però essere un EVENTO in Grande e realizzato dai professionisti del settore comunicazione non dall’ufficio comunale, lasciate prendere loro il cappuccino in pace, usare le professionalità territoriali, tipo radio, p.r. discoteche ecc.ecc.

C- Ricerca Finanziamenti

Inutile dire i soldi sono sempre pochi e pochi vanno alle federazioni, eppure le opportunità di finanziamento  vanno comunque cercate. Supponiamo che si coinvolga una scuola di 4 sez. di secondo grado con oltre 20 classi, circa 600 ragazzi. Se dovessero giocare a badminton avrebbero bisogno della attrezzatura giusta. Magari si potrebbe chiedere a i mega store sportivi, che ormai coprono il territorio nazionale di essere sponsor locale. Se poi esplode lo sport di riferimento potrebbe avere un vantaggio competitivo da sfruttare con promozioni e pubblicità. Tentare la carte delle promozioni sportive con i negozi locali o aziende locali. (se poi a livello di governo ci fosse una decurtazione tasse per le imprese che investono in sport-scuola, sarebbe oro colato).

Oppure la richiesta di Sponsor Tecnici dei materiali usati che potrebbero essere interessati a diffonde il loro Brand tra i giovani. Da realizzare a livello nazionale valido a livello locale.

Oppure un Brand Nazionale di varia natura che magari si leghi al progetto Scuola. Penso all’oBBLIGO per esempio della Ferrero, in quanto in moltissime scuole le macchinette sono strapiene dei loro prodotti. Magari il Coni potrebbe fare una sorta di Moral Suasion.

d- Post Olimpiade

Sono sicuro che lo fanno già, ma meglio approfondire il tema.. Diffondere gli Sport Olimpici tramite l’incontro con un Olimpico, medaglia o non Medagliato è sempre un buon punto di partenza, ma se i ragazzi NON toccano, non vedono, non provano, rimane poco. Gli Atleti sarebbero “costretti” in alcuni periodi per loro “morti” a fare questo sforzo, ma essendo pagati dalle forze dell’ordine, generalmente, non dovrebbero tirarsi indietro. Vanno comunque Pagati per questo in più.

 Incontri sono necessari MA solo se affiancati a un progetto di Pandemia Sportiva. Ovvero durante il progetto come perfezionamento atleti, o come torneo di esibizioni finali.

Insomma gli Atleti sono i primi sponsor del loro sport, ma se lo sport NON lo si pratica nella scuola, possono solo essere dei personaggi e basta, e non degli agenti Pandemici leggi qui.

e- Grafica e Comunicazione Pandemia Sportiva

Importante poi legare il progetto e la federazione stessa a strumenti di programmazione professionali di tipo PANDEMICO LEGGI QUI. 

Fondamentale e non marginale realizzare una grafica accattivante che identifichi subito la federazione, così da inviare a seminare una comunicazione che dia PANDEMIA SPORTIVA nel tempo. Anche questo contribuisce. Si potrebbero coinvolgere direttamente i ragazzi delle scuole superiori negli ist. professionali che fanno grafica, in modo che da loro provenga un logo o un tipo di comunicazione utile allo scopo. NON SOTTOVALUTARE QUESTO ASPETTO, ogni Brand per quanto abbia una  Prodotto Stra-ordinario affianca una la comunicazione pandemica è da guerriglia

Insomma ho buttato là alcuni spunti, chissà magari possono essere utili per diffondere la PANDEMIA SPORTIVA in italia.

 

Il gioco del Burraco e il Marketing Pandemico: esempi pratici

 

La settimana scorsa ho scritto  POST sulle dinamiche che si instaurano con il gioco e che diventa Valuta Sociale, una Moneta che circola per creare contagio e far conoscere prodotti specie se  straordinari. (leggi esempio

Il gioco è un aspetto fondamentale dalla vita di tutte le persone. Basti pensare al fatto che iniziamo a esplorare il mondo, ad apprendere il funzionamento dei meccanismi, a fare le prime sperimentazioni di relazioni sociali, insomma il GIOCO ci fa immergere in un mondo pieno di significati.

Continuiamo  a giocare da adulti  in molti momenti della nostra vita.  Ci procura piacere, tensione, fibrillazione e tante ma tante emozioni disparate.

Spesso il gioco ci fa dimenticare i momenti della vita, si gioca anche per “staccare” la spina e per rigenerare il nostro cervello affollato da troppi pensieri.

Si gioca anche

 solo per il GIOCO! 

Vale sia per chi gioca sia per chi assiste al gioco, pensate ai Fan dello sport, non è anche quello un gioco, il grande gioco delle parti.

In tutti questi casi agisce in profondità i meccanismi del gioco e chi intende realizzaare un

MARKETING OPERATIVO PANDEMICO

NON Può IGNORARLO. leggi qui

Semmai sarebbe il caso di sfruttarne

il più possibile le potenzialità.

Il gioco infatti ha una forza enorme di coinvolgimento pertanto  riuscire a cavalcarne le potenzialità potrebbe essere un ulteriori punto di innesco del PASSAPAROLA.(leggi post  dedicato ai  nodi “sociali” da sfruttare per la diffusione contagiosa del prodotto).

Proviamo a fare qualche esempio sulla base della realtà italiana che conosco in modo approfondito dato che  collaboro da anni con la Azienda Modiano spa.

Ho monitorato dal 2010 la crescita esponenziale dei giocatori di carte e devo dire che esiste una Pandemia per il gioco delle carte che non si poteva minimamente immaginare, dato che con l’avvento del digitale si pensava che le carte fossero…… .OBSOLETE e roba da vecchi.

NIENTE DI Più SBAGLIATO!!!!!!

 Negli ultimi anni  è esplosa la Mania del gioco da tavolo in particolare BURRACO e TEXAS HOLD’EM.

Ovunque si vedono tavoli piene di carte con 4 persone serissime sedute attorno che si contendono la vittoria a suon di Pinelle.

Il Gioco che Impazza maggiormente tra le signore e i signori  è il BURRACO. Circoli che nascono come funghi, ove si gioca almeno una volta a settimana, che poi si sfidano in tornei regionali o provinciali. Centinaia di persone, se non migliaia ogni fine settimana si ritrovano per competere tra di loro e decretare il vincitore spesso per pochi spiccioli o semplici premi.

Domandiamoci: Cosa spinge migliaia di persone a uscire di casa di sera, o interi pomeriggi se non interi fine settimana  a dimostrare la loro abilità con le carte? Sapendo che i premi o sono minimi o inesitenti.

Solo la Gloria e le Abilità dimostrate …..

da condividere magari anche sui social  Net-work.

In Facebook quasi ogni circolo ha la sua pagina, io ne ho creata una che si chiama Circoli di Burraco e raccoglie più di 1500 appassionati di Burraco di Tutta Italia.

Li spinge una passione irrefrenabile che colpisce come un virus tantissime persone senza distinzioni di classe sociale, età. QUELLA che Godin Chiama OTAKU .  LEGGI QUI

Collaboro da  anni con la

MODIANO SPA carte da gioco e affini  

e so che molti famosi Brand utilizzano il veicolo del dorso delle CARTE per promuovere la conoscenza del loro Brand. Uno dei modi di veicolare UN BRAND è quello di apporre sui dorsi delle carte il logo in modo che sia sempre visibile e rafforzi la conoscenza del Brand. Come fa ad es. il WORL POKER TOUR.

E’ un modo di rendere Pandemico il proprio Brand, uno dei tanti possibili punti di innesco: leggi qui.

Proviamo  a Formulare azioni Concrete di  MARKETING OPERATIVO che Possano Cavalcare  questa  situazione unica italiana.

CLASSICHE TECNICHE DI MARKETING 

Comunicazione Aziendale  tramite  :

PROMOZIONI (per approfondimento leggi qui ):
  • ad es. Sponsorizzare un  MAIN EVENT. Realizzare un torneo che possa essere di risonanza in modo che il nome stesso dell’evento sia associato al BRAND. So che molti Hotel ospitano tornei, ma SOLO come  Location.  Potrebbe essere invece associato al Torneo il nome dell’HOTEL o della LOCALITÀ’.  Allo stesso modo potrebbe essere utilissimo per sfruttare il lancio di nuovi prodotti, in particolare quelli rivolti ad un pubblico femminile, in quanto oltre il 65% dei giocatori risulta essere donna, e soprattutto la quasi totalità di coloro che gestiscono le sale da torneo.
  • I circoli di carte in Italia sono in enorme espansione, moltissimi sono piccoli, altri stanno crescendo, ma al loro interno sono assai poco “abbelliti”, perché non pensare una presenza sul posto di oggetti che possano richiamare al brand.
  • Il classico libro di ANDERSON “FREE”, da leggere e  ri-leggere, ci insegna come la leva  del GRATIS è molto potente, allora mi chiedo se si offrisse GRATIS l’accesso a tornei online o LIVE, con magari l’acquisto di un prodotto, o di una serie di prodotti. In pratica si regala il gioco si vende il prodotto. Si potrebbe fare anche a  livello LOCALE, tipo i Supermercati, le panetterie, ecc. ecc. o negozi per la casa. Per acquisti oltre una certa soglia si regala l’iscrizione alla coppia al TORNEO. sfruttabile anche con i siti INTERNET che offrono il gioco online, che sono tanti e che ogni giorni vedono milioni di giocatori.
  • Gadget  PROMOZIONALI Nel  Beverage and Food con una adeguata CAMPAGNA PUBBLICITARIA a Supporto.  In passato hanno funzionato, per molto tempo e bene. Perché oggi non lo si sfrutta più?  Il settore Beverage, anni e anni fa, realizzava carte personalizzate con il Brand sul dorso delle carte. Ora lo fa molto meno, proprio ora che riprende il BOOM delle carte. Ma anche offrire l’esperienza del Bere non sarebbe male, magari inviando ai circoli la prova campione, o presenziare i tornei nazionali con oltre 500 persone, di un target medio alto per testare il prodotto.
  • I Premi Promozionali secondo me  banalmente funzionano MOLTO MA MOLTO MENO. Solo chi li riceve ne viene influenzato e gratificato.  Premi possono essere veicoli contagiosi ma NON più di tanto, solo magari se vengono esposti ed evidenziati fin da subito per il fascino che possono avere sui concorrenti. Ma ricordiamo che chi gioca a Burraco il Premio interessa poco, quello che conta è GIOCARE e divertirsi.
  • Promozioni attraverso le iniziative dei punti Vendita. Tipo raccolta punti  o altro PER DIFFONDERE IL GADGET CON IL BRAND IMPRESSO. Si Lo So è vecchio ma da tempo non si usa più ed il Burraco è la NOVITA’.

IL BRAND 

  •  Veicolare il Brand attraverso L’APPOSIZIONE SUL DORSO DELLE CARTE DEL NOME DEL Brand tipo la foto a fianco. Dura nel tempo, molto apprezzata e ricordata. Un metodo efficacissimo per valorizzare il Brand specie se la CARTA è Professionale e non da “SCARTO”. Si rimanda presenti ovunque per moltissimo tempo.

Guerrilla Marketing (leggi POST):

  • Oggetti  arredamento, tavoli, sedie, porta carte, porta punti, penne, ecc. ecc. insomma tutto un mondo legato al gioco praticamente IGNORATO da chi cura l’AMBIENTE. Allora perché non sfruttarlo ai fini dell’AMBIENT Marketing, che rientra tra le tecniche della Guerrilla Marketing. Considerato che coloro che sono appassionati di Burraco sono UNA TRIBù SECONDO ME molto interessante ed abbastanza omogenea, si potrebbe pensare a stimolare la curiosità attraverso l’uso sapiente dell’ambiente e degli oggetti per il GIOCO.  (Tempo fa, molto tempo fa, ebbi un contatto con la ALESSI, ma dopo poco la Resp. Marketing non fu interessata. Peccato, Secondo me, gli oggetti specifici, di design legati al GIOCO sarebbero apprezzatissimi da chi ha la passione dentro. Così come il mondo dello Sport, quello per tutti e quello per gli appassionati, spesso divergono notevolmente.)
  • Pensare ad un DESIGN specifico per il GIOCO DELLE CARTE O Addirittura del BURRACO.

PACKAGING (LEGGI POST):

  • Il packaging potrebbe includere le CARTE nelle confezioni per attrarre maggiormente le persone giuste a provare nuovi prodotti. Io penserei più a un CAPSULe COLLECTION limitata nel tempo, ma si potrebbe anche ideare un Packaging specifico che contenga le carte sempre, specialmente se si volesse sfruttare il CO-BRANDING con il Leader delle carte da gioco nei Tornei, ovvero  MODIANO. 

Tirando le somme, ho elencato alcuni semplici spunti di riflessione che secondo me possono essere approfonditi e messi all’opera per verificarne l’efficacia.

Di certo il fenomeno che ti ho descritto esiste e non dovrebbe essere ignorato. Considerato poi che al pari del gioco del Buraco in Italia i ragazzi e le ragazze più GIOVANI, GIOCANO a TEXAS HOLD’EM. In barba al divieto del 9-9-09 che proibisce questo tipo di  gioco  con i soldi.

Comunque vale anche per questo il concetto del gioco da sfruttare con in più il fatto che si rivolge a persone molto più giovani, dinamiche e meno Upper class rispetto a quelle del Burraco.

A dire il vero E devo dire che per questo specifico gioco e  target le imprese sono state più lungimiranti, ho visto carte regalate da profumi, oggetti brandizzati per giocare, tipo le fiches. Alcuni liquori hanno realizzato immagini con giocatori. Persino cappellini e altri oggetti da “tavolo” sono in vendita. Sicuramente il clamore lo  falicita le pagine di alcuni giornali sportivi che possono veicolare gli investimenti sulla comunicazione pandemica. leggi qui  

 Il GIOCO è un

POTENTISSIMO VEICOLO di EMOZIONI,

pertanto è CONTAGIOSO di SUO,

 se riuscite ad ATTACCARE

il vostro BRAND AL GIOCO

renderete contagioso anche il vostro Brand.

Sembra facile, NON LO E’

 Nonostante ciò

VA TENTATO E TESTATO.

Quando si gioca si abbassano le difese, ci si apre agli altri e siamo maggiormente esposti a contagi dei prodotti. Si ascoltano gli altri. Ecco perché è importante che il MARKETING OPERATIVO della COMUNICAZIONE PANDEMICO lo SFRUTTI A FONDO.

Noi di

ITALIAN BUSINESS DESIGN

potremmo aiutarti a realizzare la pandemia del tuo Brand sfruttando il gioco.

 

 

Zappos il valore del brand attraverso la selezione e la formazione delle persone. Pandemica Passaparola.

Il caso della Zappos mi interessa particolarmente . In quanto “figlio” di un distretto industriale calzaturiero, quello di Fermo-Civitanova Marche, e zappos prende il nome storpiando Zapatos, che in spagnola significa calzatura. Si tratta dunque di una impresa che vende calzature, che poi sarebbe il mio ambiente in cui sono cresciuto.  Inoltre adoro il mondo della Moda e coloro che sono a contatto diretto con la vendita sono i miei eroi preferiti.

Infine, ed  è la particolarità più importante, la massima importanza che il fondatore e il CEO hanno fin da subito voluto offrire alle persone che vi lavorano e di conseguenza alle persone che hanno iniziato a dare loro fiducia acquistando le prime e zapato.

Spero possa essere presa come spunto per stimolare le imprese a trattare le persone come tali e non come dipendenti o clienti. Termini che personalmente ODIO.

Un po’ di storia della Zappos. Nata nel 1999 con un buon investimento da parte di un Venture Capital. La Mission (cfr Mission Pandemica ) si basa su una semplice intuizione. Dato che in USA si vendono circa 40 miliardi di scarpe, di cui il 5% attraverso cataloghi cartacei, il fondatore Nick ed il suo amico Ceo Tony Hseih si sono prodigati per realizzare il primo sito e-commerce  per la vendita calzature online, o uno  dei primi non saprei con certezza dirvi. (Per dare una idea ai miei giovani lettori, considerate che io dal 1999 al 2000 ho scoperto internet, iniziando a giocare online a texas hold’em. In Italia il web era ancora ampiamente sconosciuto. Ricordo anche interventi di famosi luminari di economia pronosticare ridicole stime al ribasso del fenomeno. Uno su tutti Paul Krugman che in una conferenza disse che Internet avrebbe avuto un impatto minimo sulla economia, poco di più del fax. Un genio, infatti gli fu conferito il premio Nobel, ed ancora lo invitano a parlare. Giudicate voi.).

Torniamo alla Zappos.

Lo  Slogan-Mantra (cfr mantra-claim pandemico)  è:

We are a service company that happens to sell shoes. And handbags. And more…

Fin da subito hanno intuito che il Service alle persone era la cosa più importante per vendere online. Si sono chiesti:

  • come posso convincere le persone a comperare online?
  • quali sono le paure che li frenano?
  • cosa fa scattare la fiducia verso un prodotto?

La risposta a tutto ciò:

LA PERSONA CHE RISPONDE AL TELEFONO

GLI STRUMENTI CHE SI OFFRONO LORO

PER MEGLIO SODDISFARE I DESIDERI DELLE PERSONE. 

Ecco che la Zappos forma e seleziona ragazzi in base al loro grado di Empatia con le persone e che sappiano essere al Servizio delle persone che telefono e non solo dei loro guadagni.

Offre poi ampi strumenti operativi che le persone che lavorano possono utilizzare per soddisfare i desideri delle persone. tipo :

  • restituire le scarpe entro 365 gg
  • soddisfatti o rimborsati
  • se non in magazzino si prodigano per trovare scarpe anche in siti di altri concorrenti
  • rispondere sempre positivamente alle richieste – desideri dei clienti 24 ore al giorno per 365 gg all’anno.

Secondo il CEO Hsieh il successo di Zappos dipende in gran parte dalle Persone Selezionate, informate sulla Mission della Zappos  e formate.  Da Anni Zappos è una delle imprese preferite dai giovani ove poter lavorare. Sapete quanto è la paga? solo 11 $ l’ora. Ma…. ambiente di lavoro, stimolo per migliorare e possibilità di carriera sono al centro del sistema incentivante.

La Selezione ovviamente è pensata per meglio rispondere alla Mission. Infatti  per poter essere preso in considerazione alfine di lavorare da Zappos, NON è IL Curriculum Vitae. ( Leggete questo interessante post. per lavorare in Zappos il CV non serve ). Occorre invece entrare a far parte in modo Social dello spirito Zappos, dialogare e farsi apprezzare dai ragazzi che ci lavorano, interagire, dare consigli, essere acquirenti ovviamente e offrire idee o soluzioni varie.

Una volta poi che si riesce a farsi accettare per un colloquio, si viene messi alla prova per alcuni mesi. Passati i quali arriva il vero e proprio genio  della Zappos.  Si effettua un Colloquio durante il quale si OFFRE DUEMILA DOLLARI  per Lasciare il Posto di LAVORO. Si avete capito bene, si offrono soldi per lasciare il lavoro, l’equivalente di un mese circa di lavoro.

PERCHè? Semplice. Per il motivo che se uno accetta una tale cifra per andarsene significa che non era coinvolto pienamente nella Zappos. Dice Hsieh Ceo di Zappos :

” In questo modo mettiamo il dipendente di frone alla domanda: ti interessano più i soldi o l’azienda? …. Se preferite il denaro facile allora forse non siamo noi la scelta giusta per voi”.  

Si chiama meccanismo di “autoestirpazione”. La persona non  coinvolta nel progetto se ne va da solo con un piccolo incentivo. Considerate che il costo di avere in squadra una persona non adatta provoca danni enormi, specie quelli di immagine del Brand e del suo valore. Il  costo di soli 2000 euro per sbarazzarsene risultano assai economici.

Il principale fattore di comunicazione aziendale di Zappos è stato fin da subito  il PASSAPAROLA (cfr i miei vari post precedente in particolare: i nodi del passaparola  ). La Pubblicità, intesa come comunicazione aziendale a pagamento realizzata appositamente dalla azienda sui vari media,   è stata minima.

Visto che a me interessa indagare quali sono stati i fattori che scatenano la pandemia tramite il passaparola detto anche  Buzz Marketing, credo che questo caso aziendale ci faccia riflettere molto sulla importanza di trasmettere un pandemia attraverso le persone che lavorano per l’azienda. 

 

 Il successo della Zappos in sostanza si basa sulla assoluta soddisfazione dei desideri delle persone. Tale soddisfazione passa attraverso il contatto con le persone giuste che sappiano risolvere ogni singola situazione come se fosse il “proprio” problema.

I racconti di come i ragazzi del call center soddisfano i clienti sono innumerevoli. Eccone due:

  • una signora che acquistò un paio di calzature per il marito e che mentre vennero consegnate questi purtroppo morì. La Zappos inviò fiori di condoglianze e la restituzione dei soldi.
  • si racconta che il CEO spesso faccia chiamare per richieste al limite, per verificare se coloro che rispondono soddisfino al meglio i clienti. Ad es. la volta che fece chiamare a tarda notte da un suo amico per chiedere le pizzerie aperte in zona. Dopo 5 minuti, pur se interdetti, i ragazzi del call center telefonarono per indicare le pizzerie aperte.
  • Comportamento simile a quelli dei migliori negozi pandemici tipo quelli di questo post: esempi negozi pandemici

Si sono affidati completamente sul servizio al cliente allo scopo di fidelizzare le persone che davano loro fiducia acquistando le scarpe. Hanno infatti l’invidiabile record del 75% di persone che hanno acquistato di nuovo da loro. 

Gli incentivi per lavorare da Zappos sono di tipo NON economico. Flessibilità negli orari. Coinvolgimento a vari livelli nelle decisioni. Pubblicazione di una rivista mensile ove si possono offrire le proprie riflessioni, migliorie o altro.

Insomma da Zappos si lavora bene e lo si trasmette a coloro che chiamano per acquistare scarpe.

Ecco cosa dice a proposito del Business Model  Zappos  Wikipedia su Zappos :

“The company’s customer service reputation has been augmented through viral spreading as well: “Shoe merchant Zappos has benefited from Internet wildfire.

When Zappos :

  • offered special return shipping assistance
  • beyond their company policies … the good word about the company spread quickly throughout the blogosphere.”[41] ” 

La strategia VINCENTE  è il modo con il quale colloquiava con le persone e le trattava non come clienti, ma come persone, riuscendo ad ottenere da subito la loro fiducia. A loro volta le persone rimaste soddisfatte iniziavano a parlarne in modo che altri potessero sperimentare questa nuova modalità di acquisto calzature, per l’epoca s’intende. Oggi il successo continua nonostante la concorrenza segno che il passaparola è ancora positivo.

Dati della crescita della ZAPPOS:

  •   Dal 2001 ove hanno vendtuto per circa 9 milioni di dollari sono passati in ai 70 milioni di dollari del 2003 fino al boom assoluto del 2007 con quasi 900 milioni di dollari.
  • Dal 2008 vendono costantemente oltre 1 miliardo di dollari di calzature e altri prodotti introdotti negli ultimi anni.
  • Poi sono stati acquisiti da Amazon, ma questa è un’altra storia.

Insomma tutto fa si che si applichi quanto afferma Hsieh :

In conclusione possiamo dire che:

  • coloro che trasmettono per primi il valore del Brand sono le persone che lavorano nell’azienda
  • il passaparola si trasmette principalmente offrendo fiducia
  • ci vuole tempo per ottenerla, ma una volta ottenuta attraverso il contatto con le persone questa ha una  fedeltà molto elevata.
  • la formazione e la selezione delle  persone sono i primi ” virus” per  iniziare una pandemica diffusione del prodotto