Marketing Territoriale: brainstorming da antropologo d’impresa per casabianca di Fermo.

turismo-sportivo

Abito da oltre 15 anni a Fermo, precisamente a Casablanca di Fermo. Prima per oltre 20 anni ci venivo a trascorrere le vacanze estive. Pertanto sono da oltre 40 anni che passo il tempo estivo in questo posto. Ideato da un grande e intelligente architetto, questi ha progettato negli anni 60 credo, una serie di strisice parallele a partire dalla spiaggia.

In pratica dopo la spiaggia c’è circa un chilometro 20140228012401_p18hs76ee21jug1j171b8o1fj4ls836

di terreno dedicato a prato, poi una striscia di terreno edificabile detta prima fila mare, poi un’altra striscia di terreno edificabile, secondo fila mare, poi la strada, poi altre due strisce con la terza e quarta fila mare edificabile .  Negli anni 70 il distretto della calzatura si è ingrandito e gli imprenditori locali hanno comperato la loro casa al mare. La zona fin dalla fine anni 70 ospitò gli appartamenti delle persone del distretto calzaturiero.

(quindi zero voti per i sindaci di fermo).

Fu costruito un bellissimo Hotel stile Liberty, poi rovinato e reso tipo bagno pubblico, da uno sciagurato restyling. In zona mancano completamente locali di attrazione di tipo “invernale”. Esistono in pratica solo un paio di supermercati, un paio di bar e gli chalet estivi con una famosa e discreta gelateria.

D’inverno dunque  la situazione è desolante, ma a noi piace, perchè pochi ci abitano  ed è una zona tranquilla a pochi kilometri da porto san Giorgio, una delle cittadine più desolanti che ci siano lungo la costa adriatica. Fermo centro dista oltre 10 chilometri.

Questo breve preambolo è per farvi avere un quadro della situazione.

Il comune di Fermo in questi giorni ha attrezzato l’area verde prospiciente al mare con

tutta una serie di cosi sportivi. (dato che la striscia verde da anni è praticamente senza cura, se non la potatura ed alcuni giochi per piccoli ).

Da pochi giorni, i primi di luglio wow che programmazione,  sono apparsi delle strutture sportive leggere che il comune ha voluto costruire lungo la striscia di verde per incentivare la vita ed il turismo  di questo posto.

LEGGI ARTICOLO giornale locale

leggi secondo articolo locale

Sono  stati creati spazi pallavolo, fitness, calcetto ecc. ecc. A detta dell’assessore e del sindaco,  hanno voluto ascoltare i consigli degli abitanti del luogo per rivitalizzare e attirare turismo.

Di certo non hanno chiesto a  nessun

Antropologo di impresa

 leggi : L’antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.

Iniziativa molto interessante, ma da quando sono stati messi sti cosi,

NESSUNO LI USA. 

Perché!!! 

Siamo nel classico caso di scuola Marketing,

una

OFFERTA dovrebbe

attirare la PROPRIA DOMANDA

ma a volte fa fatica o non la attira per nulla. 

Forse è il caso di attUare alcune politiche di MARKETING PANDEMICO PER VERIFICARE SE ESISTE UNA DOMANDA E SE POSSA ESSERE ATTRATTA da questi cosi.

 

Un intervento di

MARKETING PANDEMICO TERRITORIALE:

LEGGI : Il Turismo funziona se attira le persone giuste grazie al Marketing Territoriale che in Italia Non si fa.

 

Sotto alcuni piccole idee di tipo Brainstorming  per tentare di attirare le PERSONE GIUSTE ad utilizzare i cosi sportivi e sperare di scatenare una PANDEMIA Turistica. (leggi : I 3 agenti pandemici per superare il punto critico e diffondere il tuo prodotto. )

BRAINSTORMING : 

1- Comunicazione Pandemica: io abito qui, come detto, e mi sono trovato sti cosi sotto casa come un fulmine a ciel sereno. Mi chiedo perché non sono stati comunicati sti interventi in tempo utile . Ok. Partenza falsa. Ma il principio vale sempre e ovunque, PRIMA SI COMUNICA POI SI AGISCE!! 

Occorre molto ma molto tempo per far passare un messaggio, pertanto gli interventi prima vanno annunciati e poi fatti. A costo di ritardare i fatti pur di far partire prima la comunicazione. Allo stesso tempo tra i costi occorre SEMPRE inserire un cospicuo investimento per la COMUNICAZIONE. ma questo lo so sono parole al vento.

Come comunicare adesso l’iniziativa messa in pratica? In piena stagione estiva?  Premesso che i soli articoli da giornale servono a poco nulla (leggi i due. che ho linciato sopra).

 Prima di tutto OCCORRE  dargli un nome, un BRAND NAME LEGGI : Antropologo d’Impresa ti aiuta a diventare BRAND.  Le iniziative come queste devono AVERE UN NOME, sempre. Investire su questo NOME,  SE il comune riesce  a far si che il brand si valorizzi ottiene sicuramente un enorme potenziale.

Personal Suggestion: un nome che stimoli l’aspetto sportivo e salutistico: Alcuni nomi che mi vengono in mente:

  • Casabianca Sport Trip
  • Casabianca Green Sport
  • Fermo Giochi,  Sport, e ….. sole
  • Fermo e …. spoRt
  • ……

Insomma se non si dà un nome alla cosa, non si può comunicare e magari realizzare un BRAND sfruttabile e su cui investire.

2- IL DESIGN :  leggi: Il Marketing Pandemico sfrutta il Passaparola Visivo con i colori giusti che si deve legare al BRAND sul quale si vuole investire. un MINI ingaggio di un design, o se non si vuole investire troppo, coinvolgere una scuola superiore con i futuri grafici che in concorso si applicano a creare un logo, un colore un simbolo del posto.

3- Diffusione iniziativa alle persone giuste non tutte le persone lo sono. Noi infatti non lo siamo. Non gioco a calcetto, né a pallavolo, tanto meno fitness. Giusto per i bimbi i giochi.  L’iniziativa è rivolta a chi ama praticare sport per divertimento. Domandiamoci DOVE SI TROVANO STE PERSONE GIUSTE? Gli Antropologi d’impresa sanno, dopo attenta analisi, dove andarli a cercare, è il nostro mestiere. leggi: Il Turismo funziona se attira le persone giuste grazie al Marketing Territoriale che in Italia Non si fa.

Essendo io un antropologo d’impresa provo a formulare alcune idee per  poterli scovare e comunicare loro.

  • Di sicuro le persone giuste sono quelle che maggiormente frequentano i negozi specializzati di fitness e sport.  Quindi sarà giocoforza necessario puntare a coinvolgere queste imprese per divulgare iniziativa.
  • Inoltre l’età giovanile facilita la passione per gli sport, tipo il calcetto. Organizzare un evento, tipo torneo con un ricco cachet potrebbe essere utile, magari grazie al coinvolgimento degli chalet.
  • I bar, sono in genere i posti dove i ragazzi passano il tempo
  •  la pallavolo è il primo sport per le ragazze , e in questo caso coinvolgere ed incentivare le palestre che offrono corsi di pallavolo per organizzare qualche iniziativa in loco
  • fitness poi necessita il coinvolgimento delle palestre, specie quelle lontane dalla costa, che possono essere incentivate a stare vicino ai propri clienti che stanno al mare.

p.s. : Consiglio anche di acquistare una decina di palloni di ogni tipo, messi a disposizione di chi volesse, se non hanno i propri, e reperibili presso  gli chalet.  I palloni dovrebbero essere Brandizzati con la il Brand NamE. Se li rubano meglio ancora si diffonde il nome.

4 – Comunicazione classica: NON SERVE. ma AIUTA. CoMUNICARE CON manifesti, vele, sui giornali e sulle varie iniziative locali lo spazio sport è necessario anche se non sufficiente. Soldi ovviamente da sponsorizzazioni, gli chalet locali DEVONO parteciparvi per forza così come tutti coloro che vengono coinvolti.

5 – Spazi commerciali: Direi che personalmente auspico che nella street possano esserci delle casette di legno rimovibili per offrire food street New E PRODOTTI LEGATI ALLO SPORT SCRUPOLOSAMENTE SELEZIONATI . Tipo cibo per sportivi, prodotti per sportivi, ecc. ecc. Vanno di moda i beverage innovativi, come spremute di verdura ecc. ecc.

Chi si aggiudica l’appalto deve altresì contribuire alla sponsorizzazione della strip obbligatoriamente.  Lo deve considerare come investimento!! Se ce la fa !!!

(Ovviamente Parlo senza sapere se ciò fosse possibile con la burocrazia italica. )

6- Comunicazione virale digitale. Naturalmente occorre poi una pagina sui social più fighi, specie Instagram telegram, e se proprio serve su FB. Ovvio che qualche d’uno dovrebbe gestirla.

Quanto sopra sono alcune mini idee. Per metterle in pratica ci vuole tempo, e tempo ci vuole per alimentare una pandemia di persone che possano essere attratte da questa iniziativa.

Il Marketing Pandemico

è

facilmente estendibile nel

Marketing Territoriale 

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L’antropologo d’impresa e il valore del Brand per gli stabilimenti balneari.

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L’anno scorso ho pubblicato sul mio Blog di idee virus potenziali e innovative una piccola idea per render attraente le Nostre Spiagge.

Clicca qui per leggere intero Post

In sintesi proponevo di COLORARE LE SPIAGGE:

Dato che la Spiaggia è poco attraente così  COME è in modo NATURALE allora perché non realizzare una versione ARTIFICIALE e COLORATISSIMA?

Immaginate uno Spray o una Vernice

che si passa sopra i ciottoli colorati e rendere

la Spiaggia UNICA e

COLORATA nel suo genere.

Ovviamente i puristi naturalisti inorridiscono, e quando mai non lo fanno così come gli avvocati del diavolo quelli che sono nati per porre ostacoli.

 ma il MARKETING PANDEMICO è ERETICO

PER DEFINIZIONE.

Allora dato che tutti gli stabilimenti balneari si stanno attrezzando per affrontare la nuova stagione balneare, oltre quanto già affermato scrivo un post da

ANTROPOLOGO D’IMPRESA 

Proviamo ad immaginare con creatività e follia lo

 STABILIMENTO BALNEARE 

come 

Mucca Viola

  1. La primissima cosa da fare è dare una visione di lungo periodo allo Stabilimento balneare. Quella che si chiama MISSION aziendale. Attraverso la quale tutti coloro che ci lavorano e soprattutto coloro che lo frequentano sappiano esattamente quali sono i desideri che intende soddisfare. Se per i giovani, se per le famiglie, se per i benestanti, o per il mass market. Insomma la Mission è La stella polare che guida tutte le azioni dello stabilimento.   La Mission deve essere improntata al tuo DESIDERIO DI CAMBIARE IL MONDO DELLE PERSONE. Sognante ma realistica.

Alcune Idee di Mission da approfondire possono essere:

A- Stabilimento balneare per famiglia, ove trovare tutto quanto possa essere utile e confortevole per le mamme, i papà, le nonne ed i …. figli.

B- Stabilimento per giovani, per attrarre i giovani dai 15 anni ai 30 anni con attività adatte al loro mood.

C- Stabilimento Balneare per raffinati, con evidente spesa notevole, ove i desideri da soddisfare sono quelli del bien vivre.

D- Stabilimento balneare per Tecnologici: con uso di tutti mezzi tecnologici a…. palla.

E- Stabilimento balneare per iper-sportivi. 

Altri spunti li trovi

 qui

Io sconsiglio VIVAMENTE di pensare di realizzare uno stabilimento che sia UN MIX di tutto. Se si vuole sfruttare il passaparola occorre essere BEN identificati per un aspetto ben preciso. Che poi se una famiglia gli piaccia frequentare uno stabilimento non propriamente adatto a loro, ben venga. Ma la MISSION deve essere  CHIARA e  dare l’indicazione a tutte le scelte di Marketing. Leggi il post:

 LA “MISSION” Pandemica

Una volta definito in modo chiaro la MISSION le strategie e le tattiche di Marketing sono una logica e creativa conseguenza.

Ecco i Primi Passi che Consiglio di fare:

  • DEFINIZIONE DI UNA Corretta  BRAND IDENTITY  . Brand Name, colori, forme e quanto possa chiaramente essere identificabile con il TUO stabilimento. Evitate di ingaggiare, la figlia di… l’amico di…., il parente di…. , il conoscente di…. Scegliete con cura un bravo grafico ed affidatevi a lui. E’ di fondamentale Importanza.
  • Il Passaparola Visivo utile per diffondere la comunicazione aziendale è uno dei più potenti mezzi di comunicazione.
  • Prodotto da Offrire in linea con la MISSION e possibilmente NON BANALI:                 il bar Mucca VIOLA
  • Per quanto possibile tenderei a offrire prodotti UNICI, CON PREZZI ADEGUATI E DI ALTO POTENZIALE DI MARGINE, insomma se tutti vendono la coca-cola, ovvio che vi confondete, ma se si offre prodotti innovativi, con una impronta precisa ci si distingue.  Penso alle birre artigianali, ma anche ai succhi di frutti a KM0, oppure novità Made in Usa, oppure Bio. Insomma Bisogna rischiare di offrire sempre prodotti UNICI per i quali si ricordati. (SI LO so che vendere coca-cola, gelati algida e compagnia bella ,  conviene tantissimo, ma ti assicuro che si può fare altrettanto con altri prodotti e ci guadagni di più nel lungo periodo. perché valorizzi il tuo brand!!!!! che è L’UNICA COSA CHE CONTA.)
  • Fondamentale poi evitare la. La Sciatteria d’impresa blocca il successo ci vuole un antropologo d’impresa
  • Servizio al cliente fondamentale per il retail: esperienze da antropologo d’impresa . Sottolineare l’importanza del SERVIZIO è fin troppo facile, eppure le personali esperienze vissute mi dimostrano che pochissimi sanno come effettive gestire un servizio clienti, (nota polemica: dalle nostre parti poi è del tutto sconosciuto).
  • NON AVERE PAURA DI SBAGLIARE, SOLO FARAI MOLTI ERRORI OTTERRAI MOLTO SUCCESSO: Marketing Pandemico le difficoltà e prova, sbaglia e riprova

Tutto deve concorrere a dare VALORE AL TUO BRAND. Solo questo conta, gli stabilimenti balneari sono tutti UGUALI,

il TUO DEVE ESSERE UNA MUCCA VIOLA TRA MUCCHE BIANCHE , INCONFONDIBILE

E

Stra-ordinario.

Il Valore di Un brand è incommensurabile,

quello di uno qualsiasi di stabilimento balneare invece è definito.

Sono sempre a disposizione per

VAfoto paolo izzoLORIZZARE IL TUO BRAND

DA

ANTROPOLOGO D’IMPRESA. 

biglietto-antropologo-dimpresa

Dario Cecchini: Mucca Viola macellata e ri-creata. Esempio di Marketing Pandemico

ULTIMA ORA NEWS

Poche ore dopo aver pubblicato il Post mi sono permesso di condividerlo sulla pagina del Sig. Dario Cecchini. E Pensate un PO’ MI HA RISPOSTO Ecco come:

Commosso e onorato e orgoglioso di come mi vedi.

 Grazie. 

Questo mi dà una grande forza di andare avanti. 

W la ciccia!!!!

 

Cosa dire, un comunicatore Pandemico PAZZESCO, Inarrivabile. Grazie a Lei per le belle parole e per rendere l’Italia Famosa nel Mondo con le NOVITA’ CICCIOSE.

Leggete il POST!!

Uno degli esempi più clamorosi di Mucca Viola (clicca qui) riportati da Seth Godin nel suo libro Best Seller è quello di Dario Cecchini IL MACELLAIO della Fiorentina.

Vi consiglio di consultare il sito del Macellaio:

 http://www.dariocecchini.com/dariocecchini

A pag. 102 del Libro La Mucca Viola   edizione del 2004 di Sperling&Kupfer dice:

"In Italia esistono migliaia di macellai, ma il più famoso e (ricco), è senza dubbio Dario Cecchini, interessante personaggio dalla cultura vasta ma sanguigna di cui hanno parlato riviste, giornali, e guide gastronomiche. La sua macelleria a Panzano del Chianti, che vanta una tradizione di 250 anni è quasi sempre affollata. Vengono a visitarla persone da ogni parte del mondo che vogliono ascoltare lui in persona recitare i versi di Dante e vantare i pregi della bistecca alla fiorentina. ........La sua carne è davvero di gran lunga la migliore del mondo? Chissà!!!!! Ma trasformando il processo di acquisto della carne in un esercizio intellettuale e politico, Dario Cecchini ha trovato modo di trarre profitto da una semplice mucca, che naturalmente è una MUCCA VIOLA."

Una Macelleria Conosciuta in tutto il mondo, soprattutto negli USA e in Giappone. Se visitate il suo sito lo troverete assai divertente soprattutto per gli appassionati del cibo LUCULLIANO  tanto che il suo  Motto  d’esordio è fantastico:

“Meglio Spender Soldi dal Macellaio

che

dal Farmacista” 

Interessante e quasi perfetta la  sua Mission Pandemica :

“IL MIO NOME E’ CECCHINI ……DARIO CECCHINI. 
Sono 38 anni che faccio il mestiere di macellaio cercando di migliorarmi nella mia arte e di arrivare al taglio e alla cottura perfetta per ogni pezzo di ciccia. E’ il mio modo di rispettare l’animale: usare tutto al meglio. Nella mia bottega, dove è sacra l’ospitalità, potete comprare manzo, maiale e in stagione agnello. Nei miei ristoranti, dove si mangia tutti assieme in convivio, avrete la possibilità di apprezzare, spero, tutto il mio lavoro nella ricerca della qualità.”

Nel breve scritto c’è tutto il mondo di Dario Cecchini e la sua Mission risulta assai chiara e incentiva le sue creazioni perchè parla di arte della macellazione, di fantasia, e ti qualità al servizio di tutta la sua passione. Nota che non parla di tradizione, anzi sottolinea la volontà di essere raggiungere in futuro la perfezione.

Questa Mission ha permesso al  Cecchini  di ampliare la sua offerta sempre legata però a questo missino. Dal 2004, anno dello scritto del libro di Godin riportato, ad oggi ha aperto varie fortunate attività parallele molto innovative e particolari.  ASSOMIGLIA MOLTO al ristorante innovativo del film da me recensito in chiave Marketing Pandemico in questo Post: 4 ristoranti italiani e un film francese, la tradizione trampolino di lancio verso il futuro.

Eccole in breve estratte dal sito Le 3 formule di ristorazione del Cecchini:

L’Officina della Bistecca

Menù fisso a base di carne a 50 euro. L’Officina della Bistecca è la nostra maniera di affrontare in convivio la terribile questione della perfetta cottura di Sua Maestà La Bistecca alla Fiorentina e delle Sue Sorelle La Costata e La Panzanelle. Vi aspettiamo con le braci accese per godere insieme del buon cibo, del vino, dell’amicizia e di tante belle bistecche da mangiare a morsi. L’Officina è sconsigliata alle genti di poco appetito.

Solocicca

Il Solociccia è la cucina del macellaio. Si mangia tutto dal naso alla coda in convivio.  Il menu del Macellaio sono 6 portate di carne, verdure di stagione, fagioli all’olio, pane vino torta caffè e grappa. Tutto per 30 euro. Al menu della Vacca Intera è aggiunta la Bistecca alla Fiorentina e costa 50 euro. Il Solociccino è la versione sportiva del Solociccia, servito a pranzo. Quattro buoni piatti di carne, verdura, fagioli ecc. per 25€. Tutti i giorni dalle 12 alle 15 tranne i festivi.

DARIO DOC

Si Può FARE e Servire, seduti a tavola, buon cibo a buon prezzo, e godere e divertirsi con questi tre menu.
Il primo giocato sul concetto del fast food buono, il secondo su griglia e tradizione e il terzo sulle specialità della mia macelleria. Si può fare e l’abbiamo fatto. Venite quando volete fra le 12 e le 15 tutti i giorni tranne i festivi. Menu a 10, 15 e 20 euro.

Che ne dici? Interessanti no? molto vicini alla filosofia del film da me recensito tempo fa  :

leggi il post :
Azienda agricola Rossi a Moresco,
una grande potenzialità di crescita tutta da valorizzare per Italian Business Design

Penso che sono formule geniali, che ruotano tutto attorno alla Mission del Dario e che sulla base di una fortissima tradizione, fateci caso MAI nominata nel sito, offre varianti alla MUCCA VIOLA macellata. Considera poi che siamo in un periodo di vera moda VeganA e Vegetariana.

Inoltre di recente ha avuto una altra formidabile idea e  intende aprirne una quarta FORMULA molto ma molto interessante. L’ho trovato in un post de il GamberoRosso: clicca qui

Riporto alcune frasi e domande tratte dal post  del blog della presentazione del nuovo locale con le vive parole di Dario Cecchini e le commento da Antropologo d’impresa. 

CECCHINI PANINI

Dario Cecchini: un nome che per gli appassionati di cibo dice molto, il macellaio per eccellenza, colui che ha ridato lustro a un lavoro, quello del beccaio, che rischiava di essere poco valorizzato.  Il locale che aprirà presumibilmente a maggio prossimo. Leggiamo cosa dice il Creatore:
“L’idea mi è venuta una volta che a San Francisco, ospite di Alice Waters, tornavo a casa camminando con mia moglie. Mi sono trovato di fronte ad un fast food con persone che fumavano il crack, completamente perse nel loro mondo. Ho guardato ed ho pensato che non è giusto rovinarsi la vita anche con il cibo, che dovevo aprire un locale dove fosse possibile dare da mangiare a un prezzo equo cibo sano e gustoso”.

Sottolineo che Alice Waters è un nome altisonante negli USA per la ristorazione, visita il suo sito QUI. La Comunicazione pandemica del Cecchini focalizzata soprattuto sul mercato Americano e giapponese. Da Anni il buon Cecchini si adopera di farsi conoscere all’estero, dato che si trova in Toscana una delle mete preferite degli americani. Lo ritengo un mago della Comunicazione Pandemica

 “A Panzano, nella parte vecchia del paese, c’era una bottega di alimentari chiusa da sessant’anni. Ci sono passato davanti tante volte. Mi sono immaginato a lungo cosa ci potesse essere dietro la serranda chiusa e, una volta aperto, il nulla che mi ha accolto mi ha fatto capire che si doveva ricominciare a nutrire la gente. Sono convinto che, dove si è servito cibo, rimanga energia positiva”. “Insieme ai panini, servirò il Chianti Ramen, proprio con lo stile proprio della preparazione giapponese, ma con ingredienti chiantigiani, a partire dal brodo di manzo”. Mancheranno le patate fritte? “Certo che no, fritte nel grasso di manzo. E la pancia dell’animale, cotta alla brace, sarà utilizzata per fare i panini, a unire quella che era la tradizione di una volta. Prima la bistecca non era un mangiare comune, la prima volta che io l’ho mangiata avevo 18 anni!

NULLA MA PROPRIO NULLA DELLA TRADIZIONE,

MA PARTENDO DALLA TRADIZIONE

verso il futuro.

Il Ramen con la Chianina è una idea-virus potenziale Fenomenale, specie per i nostri amici orientali dove il Ramen è il principale piatto da strada leggi il re dei noodles

Per non parlare poi del suo estremizzare la grassezza dei condimenti in un mondo che rompe le palle per ogni granello di sale e grasso in più ogni santo momento del pranzo.

Insomma una nuova e potenziale MUCCA VIOLA sempre derivante dalla sua Mission Pandemica. Un Macellaio con la passione, Godin direbbe con l‘OTAKU della Carne

Da cosa è nata la tua passione per la professione?

Il saggio maestro Giuseppe Prezzolini definì alcuni suoi scritti ‘alimentari’ cioè per la pappa quotidiana. Penso che ogni mestiere e professione possa definirsi ‘alimentare’. La necessità di nutrire il corpo, lo spirito, l’ambizione. La mia scelta per la macelleria fu obbligata dall’abbandono degli studi di veterinaria all’Università di Pisa per la morte prematura di mio padre. Mi ritrovai dietro il banco, ho sempre svolto il lavoro con amore passione e fantasia. 

Pochi giovani vogliono fare questo mestiere: pensi possa essere utile l’apertura di una scuola dedicata? O come ci si potrebbe muovere al riguardo?

Ben vengano le scuole per preparare futuri macellai. Ma sono del parere che, come nelle botteghe rinascimentali si apprendeva arte e mestiere, solo nelle botteghe artigiane un giovane dietro al ceppo con gli attrezzi giusti, si sarà formano e sarà un vero ‘mastro beccaio’.

Concludendo: un MACELLAIO che sa come innovare per il futuro in modo continuo e non si ferma al successo ottenuto, che prova e batter nuove strade con fantasia e passione. Spero possa esser di ispirazione ai nostri ristoratori che vedo invischiati nelle secche delle tradizione più bieca e stupida con sciatteria leggi qui. Oppure con formule interessanti tipo questa leggi qui, ma poco sfruttate e innovative.

 

 

http://www.dariocecchini.com/dariocecchini/

Il Turismo funziona se attira le persone giuste grazie al Marketing Territoriale che in Italia Non si fa.

 

 

 

L’estate 2016 è definitivamente finita. E’ tempo di bilanci, per migliorare l’offerta turistica del prossimo anno e in generale del futuro.

Un ramo del MARKETIGN PANDEMICO è quello che si applica al turismo, detto altrimenti MARKETING TERRITORIALE.  Ne abbiamo parlato QUI E QUI ed  in 

Marketing territoriale Pandemico. Startup con idee creative da rischiare

Spiegato cosa intendiamo in questo Post:

Marketing Territoriale, questo sconosciuto.

Mi offre una ottima occasione di spunto l’intervista e i vari interventi rilasciati da un Imprenditore famoso, scomodo brutale ma di…. successo. Egli esprime in forma “imprenditoriale” quanto affermo io nei miei post di Marketing Pandemico.

L’imprenditore si Chiama Flavio Briatore, noto alle cronache, agli sportivi della Formula 1, ed agli studenti anziani come me di Cà Foscari in quanto egli in gioventù è stato una delle colonne del successo della BENETTON. Io lo conobbi in un Incontro Universitario a parlare di Fashion  Marketing.

Ecco il Link dove potete leggere l’intera intervista, ma nel web ce ne sono tante e di simili: qui

Riporto domande e risposte e le commento da par mio in VIOLA. avverto che … sarò polemico. 

Esordio del Briatore:  «Il Sud è indietro di trent’anni»…….

E vabbè, questo vale anche per la mia regione, anzi avendo visitato la Puglia di recente, qua dove vivo io, pure oltre 30 anni. 

E perché la Puglia e il Sud sarebbero in ritardo? E poi rispetto a chi?

«Vada in Costa Azzurra. Ci saranno duecento hotel a cinque stelle, in Puglia c’è Borgo Egnazia e poco altro».

Ecco un punto centrale la qualità reale degli hotel. Ho fatto il mio viaggio di nozze in Spagna nel 2012, ho prenotato via Internet sempre in Hotel 5-6 stelle spendendo assai poco, o come le orrende pensioni italiche o i B&B italici. Senza questi Non si fa turismo. Ovvio che se non si agevola la loro costruzione ….

Ancora con questa storia dei cinque stelle?

«No, non ci siamo capiti. M’invitano a Otranto, dove fra un anno prevedo di aprire una sede del Taiga,(nascerà nel 2017 Otranto)  e dico quello che penso. I vostri alberghetti non servono, i ricchi vogliono hotel di lusso sul mare». 

I ricchi. Ecco il Punto. O meglio Coloro che possono permettersi di spendere e amano spendere. Il turismo   deve attrarre queste persone, specie nelle zone più belle d’ITALIA. Perché poi lamentarsi che le persone non spendono. Ovvio se attiri chi non spende, non spendono, se attiri chi spende spende. Mi sembra una banalità ma è così. Conosco persone che tutto l’anno mettono da parte i soldi solo per permettersi la possibilità di andare a ballare nei locali sardi del Briatore. L’ebbrezza di essere a contatto con la vera ricchezza è la molla che li spinge. E’ la VALUTA SOCIALE che scatena una Pandemia, in quanto coloro che acquisiscono tale Valuta la possono spendere con gli altri e innescano il PASSAPAROLA, i quali verranno giocoforza infettati, secondo gli studi del Prof. Becker sul Contagio Leggi qui.

«Eh no, nel corso di quella tavola rotonda i politici si sono lamentati perché in Puglia, e io aggiungerei in tutto il Sud e forse in mezza Italia, c’è un movimento mordi e fuggi. E i turisti, pensi un po’, buttano le buste di plastica fra gli ulivi».«Di questo e di altro si lamentavano i relatori a Otranto. Io ho solo puntualizzato l’ovvio».

«Se nel Salento vogliono fare il salto di qualità e guadagnare di più, devono fare degli investimenti». «Per attrarre il turismo di qualità. Quello che spende, come ho detto, anche 10-20 mila euro al giorno».

Briatore va al sodo. Se si vuole guadagnare occorre attirare una certa Domanda Turistica che Lui definisce di Qualità. Si  intende con coloro che possono spendere, e desiderano spendere per qualcosa però di UNICO, Stra-oRDINARIO, non Banale e Povero. Bisogna Valorizzare Creativamente i Luoghi d’ITALIA, con tutte ciò che possa attirare le Persone che possono Spendere. Prodotto TURISTICO UNICO Bello, di Design, compresi i Negozi, i Bar e i RISTORANTI. Insomma tutto quanto fa  MARKETING TERRITORIALE e non invece la La Sciatteria .

Ammesso che funzioni.

«Funziona. Funziona. Io conosco almeno cinque persone importanti che sono state quest’anno a Borgo Egnazia per eventi, matrimoni, vacanze. E son cinque persone che spendono».

Certo che il Rischio c’è. Ci mancherebbe, c’è sempre la possibilità che non funzioni, ma un conto è tentare una strada che porta ricchezza, un altro è percorrere sempre quella della povertà. La prima è rischiosa ma potenzialmente fruttuosa, la seconda fallimentare di suo. Aprire un Mercato significa attendere di scoprire un cigno nero

D’accordo, ammettiamo che il modello sia esportabile. Di che cosa c’è bisogno?

«Ci vogliono le infrastrutture» «Anzitutto i porti. Qui attraccano gli yacht da 70-80 metri da cui scendono quei signori che in 24 ore distribuiscono ricchezza nei bar, nei ristoranti, nelle boutique. Poi servono gli hotel a cinque stelle e scuole alberghiere che sfornino personale in grado di conversare in inglese. Ancora i campi da golf e tutti i servizi che possano allietare la vacanza di un americano o di un inglese».

Questo oggi non c’è?

«Io so che in Puglia i grandi hotel fanno fatica a trovare personale locale all’altezza. Ma guardi che il problema non è solo della Puglia. Vale per tutta Italia».

Stoccata alle pessime scuole professionali italiche, snobbate dai ragazzi migliori ed anche dai professori migliori. Gli Istituti Alberghieri sono di … bassa se non di bassissima lega. Preparano ragazzi per fare cosa? non si sa, non certo all’altezza di HoTEL Cinque stelle. In Francia invece da decenni la scuola per il turismo è da lite, noi invece abbiamo quelle inutili scuole come i Licei. Questo dipende anche dalla cultura medico italica.

Come rimediare?

«Intanto le regioni non possono procedere in ordine sparso. Ci dovrebbe essere un coordinamento a Roma. Il turismo è la nostra prima azienda, potrebbe garantirci almeno 6 o 7 punti di Pil in più e invece siamo al palo».«Sembra impossibile, ma non esiste una compagnia di alberghi di lusso italiana. Abbiamo Roma, Firenze, non una marchio di alta gamma». “L’80 per cento degli amministratori – aggiunge ancora Briatore – non ha mai preso un aereo. Come si fa a parlare di turismo senza averlo mai visto?”

Da noi a quanto so comandano le Confcommercio e le Confesercenti, con i loro eletti e dirigenti. Con i corsi di basso profilo, da far ridere i polli. Tutto è legato a quanto loro vogliono. Immaginarsi se è pensabile far ideare il turismo del futuro ad associazioni territoriali poco più che amatoriali. Le sagre le sanno fare, ma il turismo è una cosa seria. Non possono neanche sapere come farla né sognarla. Il Marketing neanche a parlarne, poiché al massimo lo intendono come pubblicità, al minimo come per prodotti dozzinale.

Al Sud molto si è fatto in questi anni. Strade, ristoranti, enoteche.

«Senta, l’altro giorno a Otranto le spiagge erano vuote. Poche ore dopo ero a Mykonos, dove credo che aprirò un altro Twiga, e le spiagge erano piene. Ci sarà un motivo». Il clima? «Ma che clima. Servono le infrastrutture, come i moli per gli yacht: la Francia ci bagna il naso. E ci vorrebbe una testa diversa. Se io al Twiga in Versilia alzo di un decibel la musica, anche al pomeriggio, immediatamente arrivano i vigili».

«La cultura non basta. I turisti vanno a vedere le città d’arte quando piove. Negli altri giorni vogliono servizi impeccabili».«No, anche i musei spesso sono chiusi. O fanno sciopero senza preavviso. Come al Colosseo e a Pompei. Purtroppo, l’Italia è tutta uguale».

Questo lo affermiamo da anni. I musei NON portano turismo. Sono solo un po’ di contorno, ma nulla di più!! a meno che si facciano mostre impressionanti e straordinarie. Ma per la maggior parte ai musei ci si va nel tempo ….. perso!!! Idem per le ridicole rappresentazioni storiche, solo alcune sono degne di note, la maggior parte sono solo inutili dispendiose e portano zero turismo, ma in compenso si spendono un sacco di soldi per le prebende locali e localistiche.

IN CONCLUSIONE 

“Se volete il turismo servono i grandi marchi e non la pensione Mariuccia, non bastano prati né musei, il turismo di cultura prende una fascia bassa di ospiti, mentre il turismo degli yacht è quello che porta i soldi, perché una barca da 70 metri può spendere fino a 25mila euro al giorno”