Azienda agricola Rossi a Moresco, una grande potenzialità di crescita tutta da valorizzare per Italian Business Design

Ieri abbiamo passato una magnifica e unconventional serata presso l’azienda agricola Rossivisita il loro website.

Una famosa azienda agricola in quel di Moresco, a pochi Km da Fermo. Famosa per la sua carne macellata e ultimamente anche per alcuni ottimi formaggi locali. Fama in ambito locale e turistico-locale.

Da qualche anno ha aperto uno spazio ove poter degustare subito la carne che si acquista. Non un vero e proprio ristorante, ma tipo merendata a soli 15 euro ti abbuffi con i loro salumi, formaggi e carne arrostita.

Ieri sera la Mattioli srl rivenditore esclusivo per provincia di Fermo dei famosi BBQ Weber made in USA (leggi una mia vecchia idea sul BBQ) ha organizzato una bellissima cena a base di carne cotta appunto sul  BBQ e non con le classiche arrestate tipiche delle Marche.

La bravissima cuoca Roberta ci ha deliziati specialemte con le  sue Ribs e la sua frutta caramellata al Bbq secondo le ricette made in Usa.

Io è stata la prima volta che venivo in questo ameno luogo, pur avendo parecchie volte gustato la famosa carne di questa azienda, poiché molti amici si riforniscono per le feste da questo appassionato macellaio e viene rivenduta in alcuni spacci sulla costa.

Il sig. Rossi poi ieri ci ha raccontato brevemente la sua interessante storia  imprenditoriale. Spero di riportare in modo corretto, dato che  con il mio amico Marco appassionato di Birra eravamo già alla seconda birra a inizio serata.

Il nonno del Rossi ha iniziato l’attività commerciando cereali raccolti nelle loro terre. Poi il padre negli anni 60/70 insegue un discreto successo producendo e macellando vitelloni. Poi la crisi fine anni 70 dovuta ai concorrenti, specie tedeschi mi pare di aver capito e trasformano l’azienda piano piano in qualcosa di nuovo. Inseriscono la vendita diretta a prezzi giusti e le prime cene e pranzi tipo merendate appunto e piano piano arrivano a creare un proprio mercato molto apprezzato. Merendate più vendita diretta sono una miscela esplosiva, anticipa la rincorsa alle cose genuine e non industriali. Siamo nei primi anni 90.

Così piano piano tra gli ostruzionismi dei ristoratori locali, parole sue “i Nas erano di casa” quanto piace agli italiani NON avere concorrenza non capendo. Questo si che è il modo giusto di FALLIRE se non Si COM-PETE ovvero se non ci si insegue a vicenda per migliorare e trovare sempre nuovi mercati e clienti leggi il mio post sul Sagrantino Vino Pandemico .

Invece di essere grati al signor Rossi di aver portato migliaia di persone a Moresco gli si fa la guerra. Altra miopia di falsi e mediocri e invidiosi imprenditori.

Oggi l’az. agricola Rossi è  molto conosciuta, tanto che  si calcola  che hanno ospitato questa estate oltre 10 mila merendate, con agosto aperto tutte le sere e sold-out sempre. Insomma un vero e proprio negozio pandemicoleggi il post

MERENDATE con LORO PRODOTTI A 15 EURO A PASTO

Posti MASSIMO 100 d’estate, al coperto una cinquantina. Mia stima.

Insomma un successo clamoroso che ha anticipato i desideri delle persone di mangiare in  modo bucolico e genuino, direttamente da chi mette passione nel fare le cose. Alla fine anni 90 iniziano a produrre formaggio che oggi è un importante fonte di reddito al fianco di carne e salumi.

Insomma un’azienda che non si è arresa alla crisi del settore trasformazione carne, dovuto anche a mancanza di innovazione di processo penso e di prodotto. Hanno saputo rinnovarsi e inventare una propria via al commercio e creare così un proprio mercato che oggi li premia.  Si racconta però  di file interminabili per acquistare la loro ottima carne e anche per prenotare un posto alle serate non sembra essere assai semplice in alcuni periodi.

Ieri abbiamo assaggiato  i loro tipici salumi marchigiani. Notevoli, sicuramente. Anche i formaggi,  tipo pecorino ma credo fatte con latte di vacca erano delicati e saporiti specie quello al peperoncino.

Il sig. Rossi ha detto che pensa sempre di migliorare e continuare a offrire cose nuove e sbocchi nuovi ai loro prodotti. Hanno provato a espandersi anche al Nord ma con scarso successo.

Devo dire che questa esperienza bellissima mi ha solleticato la mia vena critica e stimolato a scrivere questo post in chiave marketing pandemico e operativo (leggi il mio post al riguardo). E penso che  siamo alle solite italiche problematiche. Abbiamo enormi potenzialità ma non sappiamo minimamente sfruttarle.

Allora provo a esercitarmi e invito il mio amico Federico a fare altrettanto per vedere come noi di ITALIAN BUSINESS DESIGN potremmo essere d’aiuto a valorizzare e a far crescere l’azienda agricola così ben avviata e con potenzialità inespresse: 

  1. Partiamo dal prodotto. Di eccellente qualità, tuttavia è…. marchigiano puro. Tuttavia Nulla di nuovo sotto il sole: Il ciauscolo, il lonzino, il salame al fegato, il prosciutto.  Insomma tutto quanto potrete trovare dovunque, più o meno buono.  Ammettiamo pure che sia eccellente ma è …..banale. Forse è il momento di inventare un proprio prodotto, di farlo proprio e magari di dargli un nome. leggi il post
  2. La location è …. orrenda. Capisco il bucolico, ma così proprio non è nulla. Col bancone anni 40 della carne in esposizione lì dove si mangia. Sicuramente con un po’ di attenzione e di minima spesa si può caratterizzare  in modo creativo e che possa migliorare anche l’esperienza di vivere il cibo di campagna.
  3. Il Brand pur essendo molto conosciuto e forte nel fermano non è comunque per nulla  valorizzato. In questo caso il passaparola ha funzionato assai bene ma attenzione all’effetto boomerang. Ovvero se non si migliora sempre e continuamente lo stesso passaparola prima o poi si stanca e ritorna indietro ma senza clienti.  Il brand pandemico
  4. La Comunicazione Aziendale è completamente affiadata al passaporala, o poco più. E questo è un bene sicuramente tuttavia il passaparola deve essere continuamente alimentato altrimenti alla fine stanca e poi sono dolori. Buzz Marketing e la mucca viola
  5. Il packaging deve essere valorizzante il prodotto. Capisco la volontà di offrire prezzi bassi, ma se poi si deve “morire di lavoro” come ha detto il sig. Rossi, forse il caso di alzare i prezzi valorizzare il prodotto e lavorare il giusto? magari anche tutto l’anno. Anche l’azienda Rossi come il 90% delle imprese italiane sottostima l’importanza del Packaging : Packaging Virale Pandemico
  6. Ascoltate anche le critiche di chi non viene più da voi perché troppa fila al banco e troppa confusione per cena. Occorre un architetto del Benessere che sappia ascoltare le critiche per migliorare l’esperienza di successo del locale: architetto del benessere 
  7. Posizionamento Migliorativo nella mente dei consumatori attraverso politiche di immagine mirate a colpire i desideri di vivere una esperienza marchigiana unica e irripetibile.
  8. Organizzazione tutta da rivedere e ripensare attentamente. Capisco il fatto della famiglia, ma anche le famiglie sono organizzate sennò si impazzisce e si offre un pessimo servizio al cliente.
  9. Politiche di Prezzo. Capisco che vendere una merenda da abbuffarsi a 15 euro possa essere un buon modo per avere clienti e tanti. Tuttavia si potrebbero applicare alcune tattiche per migliorare la redditività e …. spaccarsi di meno. Più incassi e magari meno persone, ma dipende da quante poi ne perderemmo, Insomma il prezzo offre in questo enormi potenzialità di valorizzare il prodotto da non sottovalutarepolitiche di prezzo
  10. e tante ma tante altre idee ……

Insomma come potete capire anche questa è una tipica azienda italiana di eccellenza. Tanta importanza al prodotto ma nessuna importanza  a tutto ciò che può renderlo unico e stra-ordinario ovvero il Marketing Pandemico e operativo.

Noi di Italiana Business Design potremmo essere sicuramente orgogliosi ed onorati di poter aiutare aziende italiane con tali potenzialità a migliorare il proprio Business. Ecco il nostro obiettivo dichiarato :

 ITALIAN BUSINESS DESIGN

 

 

 

La Storia contagiosa contiene tutti i contagi 6/6

 

Un ultimo post dedicato alle 6 STTEPS del prof. Becker.

S.T.T.E.P.S.

Acronimo con iniziali in inglese dei seguenti strumenti contagioso :

  1. valuta SOCIALE
  2. STIMOLI
  3. REAZIONI EMOTIVE
  4. VISIBILITà PUBBLICA
  5. VALORE PRATICO
  6. STORIE

Lo scopo è  contagiare le persone con il nostro prodotto e le nostre Idee.

Ribadiamo sempre che la spinta principale  è data sempre dal prodotto stesso che NON DEVE ESSERE BANALE, spinta che può essere iniziale o durante il contagio. Un Prodotto Banale prima o poi agisce come anti-virus e blocca il processo di acquisizione da parte delle persone ed il mercato si chiude improvvisamente.

Cerchiamo ora di capire l’ultimo  strumento contagioso:  LA STORIA CHE  NARRA DEL PRODOTTO E DELLE ESPERIENZE.

Tuttavia per raccontare una STORIA occorre molto mestiere e anche molta attenzione alle persone. Base di tutto è sempre la continua ricerca dei desideri delle persone e la capacità di incanarle verso il contagio del nostro prodotto.

Inoltre la storia comprende al suo interno i primi 5 strumenti. Contiene la valuta sociale, sollecita lo stimolo, scontato che esalti la visibilità pubblica ed infine esalta il valore pratico rendendolo ancor di più funzionale.

Ecco dunque la massima importanza del riuscire a legare il nostro prodotto a una storia o meglio ancora ad una esperienza ultra positiva e stra-ordinaria.

Facciamo un esempio:

Se abbiamo problemi con un prodotto e il servizio clienti ci tratta in modo eccezionale, noi raccontiamo l’accaduto e lo abbelliamo di  tutto punto per far condividere le nostre emozioni con gli altri, sia prima  sia dopo l’intervento del servizio clienti. Ecco la Storia serve come un contenitore o meglio come un VEICOLO che trasporta la nostra MUCCA VIOLA.

Chi ascolta, se ascolta, potrebbe essere incuriosito e tentato di compiere una azione di adottare il prodotto o di rifiutarlo o solo di acquisire il nome e riconoscerlo come Brand. In ogni modo la Storia ascoltata svolge un importante veicolo per il nostro Prodotto Stra-ordinario o servizio.

Occorre sempre riuscire a coinvolgere le persone e veicolare il nostro prodotto con una storia. La quale dovrebbe a sua volta essere inserita nella Mission Pandemica, leggi post precedente, in modo che tutti coloro che lavorano nella impresa siano coinvolti nella storia.

Parliamo di una difficoltà enorme che deve essere affrontata passo dopo passo. Occorrono anche persone in grado di saper raccontare, e allora mi chiedo perché le imprese non sfruttano quei giovani appassionati di arte, cultura e letteratura che possano dare una anima al nostro prodotto e alla nostra impresa.

Dovrebbero essere in grado con la loro arte di rendere il prodotto facilmente identificabile attraverso le storie che lo trasportano.

Ovvio che parlo in modo idealistico, immagino la reazione degli imprenditori di fronte a stupidate come queste, tuttavia pensatici bene, dietro ad ogni brand di successo, che sia globale o locale c’è sempre una storia che emerge e ci colpisce e ci coinvolge.

Quando giro per acquistare prodotti eccellenti nelle varie campagne mi vengono raccontate le loro storie e vi assicuro sono assai “banali”  e coinvolgenti però. Ecco il prodotto che acquisto si lega a quella storia. Poi lo faccio assaggiare ai miei amici e ci lego quanto mi è stato raccontato oppure l’esperienza vissuta.  Fa sempre figo. no?

Insomma date spazio alla creatività e legate una storia al prodotto straordinario. Non ve ne pentirete.