Mister Veronesi imprenditore lungimirante e grande antropologo d’impresa

veronesi

Lunedì sul corriere della sera nell’inserto “L’economia” in prima pagina c’era Mister Calzedonia alias  

Sandro Veronesi:  

Clicca qui per leggere articolo completo 

All’inizio mi ha colpito il sottotitolo che riportava una frase dell’imprenditore:

“L’ho scritto anche a Papa Francesco per dirgli

che da noi il lavoro c’è per i giovani

che hanno voglia di LAVORARE

e

la flessibilità di adattarsi al cambiamento”. 

Una frase che mi sento di condividere, sperando venga ascoltata dai vertici della Pastorale del Lavoro di tutta Italia. leggi il mio post di pastorale sociale

L’articolo non brilla certo di acutezza né di approfondimenti degni di nota, ad esempio non sottolinea quanto Veronesi fa con la sua splendida Fondazione  di stampo cattolico Chiamata:

Fondazione San Zeno,  

clicca qui per leggere i progetti della fondazione .

La Fondazione, il cui motto è

“Studio, Formazione, Lavoro”

opera in Italia e all’estero, promuovendo progetti nel campo dell’istruzione, della formazione professionale e della creazione di lavoro e alla imprenditorialità.

Tuttavia, pur nella sua limitatezza, l’articolo si deve  leggere soprattutto per  le parole riportate di questo nostro grande imprenditore. Preghiamo ed auspichiamo che nascano persone che abbiano la forza di diventare imprenditori come Lui.

Sentite cosa disse Veronesi  ad un convegno, presso ‘Istituto Universitario Sophia (clicca qui per articolo completo)  nel novembre scorso

sui propri inizi : ”

“Se un domani qualcuno di voi vorrà aprire un negozio,

metta in conto che le persone che ti vogliono bene tenteranno di scoraggiarti,

proprio perché ti vogliono bene,

perché hanno paura che tu prenda dei rischi e ti metta in difficoltà.

Una caratteristica dell’imprenditore è avere una volontà di ferro”,

Le stese cose che ho affermato in questo post:  Startupper preparati a dare il massimo per la tua impresa. Il successo è questo. Due grandi allenatori lo insegnano

Gli inizi del suo impero sono lontani ben 30 anni, infatti fonda Calzedonia nel 1987.

Egli lavorava per la Golden Lady, all’epoca un colosso delle calze in Italia ed  intuì, lavorando sul campo, che nel comparto calze ed intimo c’era la possibilità di guadagnare controllando meglio la filiera produttiva ed innovando la merce con il design. In pratica 30 anni fa le mercerie, vendevano sempre le stesse cose, con gli stessi colori, a caro prezzi prodotti spesso non di qualità. Le mercerie erano una specie di tappo nel settore calze ed intimo.

Saltando i passaggi che portano il prodotto dal produttore al consumatore si poteva sviluppare meglio le collezioni, imporre un Brand, che non dipendesse troppo dalla distribuzione ed innovar di continuo il prodotto per meglio soddisfare i desideri delle signore. leggi qua: L’antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.l

Ricorda Veronesi :

“Nel 1986 c’ero solo IO,

un designer ed una modellista.

Abbiamo iniziato con le calze, sembra semplice ma non lo è. Poi per riempire i periodi estivi abbiamo introdotto i costumi, nel 1993, Prima abbiamo provato a distribuire marchi di terzi, ma

NON FUNZIONAVA,

I CAPI NON PIACEVANO PROPRIO

ed erano troppo cari,

dati i passaggi intermediari. Così abbiamo iniziato a produrre noi nuove collezioni puntando sul prezzo accessibile. E da commercianti piano piano siamo diventati industriali. “

Oggi vanta oltre 4000 negozi nel mondo, il 60% del giro d’affari è all’estero, ove intende espandersi sempre più. Fattura sui 2 miliardi di euro EQUAMENTE distribuito tra Caledonia, Tezenis ed Intimissimi.

Ognuno di questi gruppi è nato dalla comprensione dei desideri  , clicca qui.

Egli afferma che :

Ma Non siamo Noi a condizionare i consumi,

piuttosto ci adeguiamo ai gusti in tempo reale,

per esempio appena abbiamo capito che andavano di moda le calze a rete siamo passati da una produzione di centomila paia ad oltre 4 milioni di paia nel giro di poco tempo.”

Ecco queso è quanto fa un imprenditore che si può definire

Antropologo d’impresa

 clicca qui

Non si arroga il diritto di imporre,

né di

PRE-VEDERE

ma osserva,

indaga e

FA TANTA MA TANTA RICERCA

ed alla fine si

PRE-PARA

per rispondere alle sfide del mercato. 

Peccato che non dice nulla di quante persone sono addette, oltre a Lui, di osservare le persone, di fare ricerca. Sono arcisicuro che sono tantissime e che riportano direttamente a lui le proposte selezionate nel mondo.

Inoltre sottoliniamo il dinamismo di questo imprenditore che da poco ha lanciato o acquisito altre imprese con i relativi marchi. Non solo nel campo del Fashion ove ha rilanciato Falconeri, storico Brand del Cashmire.

Ad esempio un interessante diversificazione l’ha effettuata nel vino fondando

(leggi Articolo sole24ore su Signorvino )

SIGNORVINO signorvino-merano-10_0

 CLICCA QUI

 

«Veronesi

– dichiara Michele Rimpici, managing director di SignorVinovoleva un modo nuovo e diverso di vendere il vino. Per questo abbiamo inventato un format che si occupasse di  vino a 360°. Si differenzia della enoteche classiche per i prezzi più accessibili e per le modalità di vendita con personale giovane e informato. Si discosta dal classico ristorante, perché la cucina è solo un supporto al vino. E anche dal supermercato, anche se si può comprare il vino in casse o cassette. Il fatto interessante è che non ci sono intermediari tra lo scaffale e la vigna».

Questa nuova intuizione sta crescendo  in modo significativo ed esponenziale. Evidente che Veronesi abbia capito che c’è spazio per queste iniziative in un settore altamente arretrato in Italia come il Wine. leggi il mio post: Il vino si arricchisce di valore solo se diventa BRAND grazie all’antropologo d’impresa 

Egli ha sempre fatto in modo che i suoi dipendenti fossero imprenditori, così anche per i suoi figli. L’ultimo Genito ha lanciato una catena di Hamburgheria, subito dopo la laurea. Ne vedremo delle belle. Si spera.

Concludo questo Post OMAGGIO ad un grandissimo Imprenditore ed Antropologo di impresa

al pari di altri che abbiamo già presentato 

Nel veronese lavorano oltre 1000 persone di cui l’80% donne, e per loro ha attrezzato un asilo nido e tutto quanto possa metterle in condizione di ben lavorare.

Concludo con  le parole che mi ha riferito una sua Manager, moglie di un carissimo amico alla quale ho chiesto un breve  pensiero:

“Sandro Veronesi è

un LUNGIRAMENTE E….

PURO IMPRENDITORE” 

Grazie Sig. Veronesi auspichiamo altri imprenditori ed antropologi d’impresa come Lei in  Italia e nel Mondo.

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Il Marketing Pandemico nel corso della storia: il caso di Josiah Wedgewodd

Esempio Storico tratto dal libro in uscita di  Marketing Pandemico

la Storia della Impresa di Ceramica di Josiah Wedgewood

Iconic British brand

Da quando l’uomo produce e commercia si è ingegnato in ogni modo per vendere i suoi prodotti. Gli agricoltori, gli artigiani e gli artisti dovevano farsi un nome per poter fare in modo che le persone acquistassero i loro prodotti. In ogni epoca quindi il problema principale è fare in modo che le persone inizino a dare fiducia al venditore ed acquistino i prodotti.

Un esempio storico è quello della Wegdwood, una famosa azienda di ceramica inglese , ancora oggi in attività, tratto liberamente tratto dal libro di Seth Godin “Che pasticcio di Marketing2 e dalle informazioni storiche dell’azienda stessa.

Josiah Wedgwood proveniva da una famiglia di vasai. Nel 1759 poté mettersi in proprio e fondò la propria fabbrica nella Ivy House di Burslem nello Staffordshire, oggi un sobborgo di Stoke-on-Trent. 

“Josiah Wedgwood visse come noi in un periodo di grandi cambiamenti, ma in un'epoca in cui la vita era molto più dura di oggi. ….. Come molti membri della sua famiglia e della comunità locale, Wedgwood fu apprendista presso un vasaio, ma una serie di decisioni lo portò a diventare il ceramista di maggior successo di tutti i tempi. In primo luogo capì di poter fare crescere il suo business. L'idea che un'attività potesse svilupparsi oltre il livello del semplice artigiano aiutato da alcuni assistenti ed apprendisti fu una componente essenziale della prima rivoluzione industriale. ...In secondo luogo capì che la crescita del business sarebbe derivata da una visione del prodotto che superasse quella del minimo indispensabile per soddisfare la richiesta. E' rimasto celebre per l'abitudine di frantumare i prodotti non perfetti con il suo bastone, dichiarando: 
                             “ Questo non è all'altezza di Josiah Wedgwood!”. 

Aveva capito che il suo prodotto, non era  solo un prodotto,

ma anche un mezzo per veicolare il suo nome nel mondo. (leggi qui)

 “Non era un semplice oggetto d'uso, ma parte di un continuum che avrebbe fatto conoscere il suo nome a un numero più vasto di potenziali acquirenti. Ricordiamo che all'epoca era uso abituale consumare il pasto in un recipiente ricavato da una pagnotta di pane raffermo. Le ceramiche erano oggetti di lusso, molto preziosi. Il fatto di romperne una perché ritenuta imperfetta era una sorta di pura follia.” 

Nel 1765 donò alla regina Carlotta, moglie di Giorgio III, un servizio da Thè,  fatto con materiale nuovo creato da Wedgwood,

un prodotto stra-ordinario.

La regina ne rimase entusiasta e perciò diede il permesso di chiamare questo nuovo materiale Queen’s Ware.

Egli lo commercializzò con questo nome e lo vendette a moltissime persone anche non facoltose.

Quattro anni più tardi Wedgwood insieme al commerciante e letterato  e commerciante Thomas Bentley fondò nei dintorni di Stoke-on-Trent una grande manifattura. Bentley convinse Wedgwood a prendere a modello l’arte antica,
ad esempio gli oggetti che venivano scoperti in quegli anni ad Ercolano, secondo la moda del Neoclassicismo. Anche lo stabilimento ebbe un nome ispirato all’Antichità: “Etruria“. Si trattava di un insediamento industriale per l’epoca moderno: i laboratori formavano una sorta di villaggio che comprendeva anche le abitazioni di Wedgwood e degli operai.

Realizzò anche moltissime ceramiche per Caterina la Grande di Russia, ma prima di spedirle ottenne dalla regina la possibilità di esporle, con grande successo di pubblico. “La mostra delle ceramiche destinate a Caterina la Grande di Russia, fu un evento eccezionale, che suscitò un enorme interesse e richiamò nelle sue sale espositive di Londra (un’alttra innovazione) vaste schiere di persone, molte delle quali divennero suoi clienti.” Altra innovazione fu che Wedgwood pagava delle commissioni per la vendita dei prodotti. Chi più vendeva più guadagnava, non era usuale all’epoca. Lui fu uno dei primi a formalizzare la pratica.

Wedgwood, secondo gli storici dell’economia, fu forse il primo grande Brand nella storia del commercio, conosciuto in tutta Europa ed America, per la bellezza e l’unicità delle sue ceramiche.

Organizzando l'azienda attorno al Brand modificò la dinamica della crescita organizzativa. Non si limitò tuttavia a questo, ma sviluppò ben oltre la sua idea di Marketing. Fu lui a concepire l'idea di attrarre le masse dei nuovi benestanti vendendo prima il prodotto direttamente alle classi privilegiate. Nel 1771 mise a rischio la sopravvivenza della sua azienda investendo una cifra enorme per inviare campioni non richiesti della sua 
produzione a un migliaio di facoltosi cittadini tedeschi. Che ci crediate o no, dopo qualche tempo, oltre la metà di essi lo contattò per un ordinativo.” 

Tutto il sistema produttivo ideato da Wedgwood fu improntato a soddisfare
la domanda di ceramica, in modo da realizzare porcellane ineguagliabili. Per far fronte all’aumento dei clienti creò anche una specie di catena di montaggio.

La straordinarietà della sua impresa sta nel fatto che egli ridefinì l'intera idea del business a partire dalle fondamenta.
 Fu praticamente l'inventore dei concetti di controllo standardizzato di alta qualità, di design innovativo per oggetti d'uso, (la sua teiera a cavolfiore fece scalpore) e di rassicurazione per la sua salute (una qualche forma ) per la forza lavoro. Egli aveva capito che una nuova classe di clienti e un nuovo tipo di distribuzione avrebbe garantito la prosperità di un nuovo tipo di organizzazione.”

Assumeva persone in cui aveva fiducia e li formava internamente. 

La sua Value Innovation era sempre molto alta.

Vendeva almeno  4 volte il prezzo dei concorrenti. 

 

Tutti i prodotti che uscivano dai suoi Laboratori erano firmati, passaparola VISIVO 

Godin conclude così ed io mi accodo:

 “Wedgwood era un uomo di Marketing? Possiamo rispondere affermativamente solo se comprendiamo che il Marketing necessita di un tipo di organizzazione in sintonia con le proprie esigenze. Sfruttando positivamente i cambiamenti dello scenario esterno, egli riuscì a modificare di conseguenza l'organizzazione.....
	
	
Apprestandoci ad entrare in una nuova era, 

abbiamo bisogno di nuovi Josiah Wedgwood 

per reinventare le aziende e adeguarle al nuovo scenario”.

1http://www.wedgewood.com

2Seth Godin, “Che pasticcio di Marketing”, Sperling & Kupfer, 2007, pag. 27

 

 

Dario Cecchini: Mucca Viola macellata e ri-creata. Esempio di Marketing Pandemico

ULTIMA ORA NEWS

Poche ore dopo aver pubblicato il Post mi sono permesso di condividerlo sulla pagina del Sig. Dario Cecchini. E Pensate un PO’ MI HA RISPOSTO Ecco come:

Commosso e onorato e orgoglioso di come mi vedi.

 Grazie. 

Questo mi dà una grande forza di andare avanti. 

W la ciccia!!!!

 

Cosa dire, un comunicatore Pandemico PAZZESCO, Inarrivabile. Grazie a Lei per le belle parole e per rendere l’Italia Famosa nel Mondo con le NOVITA’ CICCIOSE.

Leggete il POST!!

Uno degli esempi più clamorosi di Mucca Viola (clicca qui) riportati da Seth Godin nel suo libro Best Seller è quello di Dario Cecchini IL MACELLAIO della Fiorentina.

Vi consiglio di consultare il sito del Macellaio:

 http://www.dariocecchini.com/dariocecchini

A pag. 102 del Libro La Mucca Viola   edizione del 2004 di Sperling&Kupfer dice:

"In Italia esistono migliaia di macellai, ma il più famoso e (ricco), è senza dubbio Dario Cecchini, interessante personaggio dalla cultura vasta ma sanguigna di cui hanno parlato riviste, giornali, e guide gastronomiche. La sua macelleria a Panzano del Chianti, che vanta una tradizione di 250 anni è quasi sempre affollata. Vengono a visitarla persone da ogni parte del mondo che vogliono ascoltare lui in persona recitare i versi di Dante e vantare i pregi della bistecca alla fiorentina. ........La sua carne è davvero di gran lunga la migliore del mondo? Chissà!!!!! Ma trasformando il processo di acquisto della carne in un esercizio intellettuale e politico, Dario Cecchini ha trovato modo di trarre profitto da una semplice mucca, che naturalmente è una MUCCA VIOLA."

Una Macelleria Conosciuta in tutto il mondo, soprattutto negli USA e in Giappone. Se visitate il suo sito lo troverete assai divertente soprattutto per gli appassionati del cibo LUCULLIANO  tanto che il suo  Motto  d’esordio è fantastico:

“Meglio Spender Soldi dal Macellaio

che

dal Farmacista” 

Interessante e quasi perfetta la  sua Mission Pandemica :

“IL MIO NOME E’ CECCHINI ……DARIO CECCHINI. 
Sono 38 anni che faccio il mestiere di macellaio cercando di migliorarmi nella mia arte e di arrivare al taglio e alla cottura perfetta per ogni pezzo di ciccia. E’ il mio modo di rispettare l’animale: usare tutto al meglio. Nella mia bottega, dove è sacra l’ospitalità, potete comprare manzo, maiale e in stagione agnello. Nei miei ristoranti, dove si mangia tutti assieme in convivio, avrete la possibilità di apprezzare, spero, tutto il mio lavoro nella ricerca della qualità.”

Nel breve scritto c’è tutto il mondo di Dario Cecchini e la sua Mission risulta assai chiara e incentiva le sue creazioni perchè parla di arte della macellazione, di fantasia, e ti qualità al servizio di tutta la sua passione. Nota che non parla di tradizione, anzi sottolinea la volontà di essere raggiungere in futuro la perfezione.

Questa Mission ha permesso al  Cecchini  di ampliare la sua offerta sempre legata però a questo missino. Dal 2004, anno dello scritto del libro di Godin riportato, ad oggi ha aperto varie fortunate attività parallele molto innovative e particolari.  ASSOMIGLIA MOLTO al ristorante innovativo del film da me recensito in chiave Marketing Pandemico in questo Post: 4 ristoranti italiani e un film francese, la tradizione trampolino di lancio verso il futuro.

Eccole in breve estratte dal sito Le 3 formule di ristorazione del Cecchini:

L’Officina della Bistecca

Menù fisso a base di carne a 50 euro. L’Officina della Bistecca è la nostra maniera di affrontare in convivio la terribile questione della perfetta cottura di Sua Maestà La Bistecca alla Fiorentina e delle Sue Sorelle La Costata e La Panzanelle. Vi aspettiamo con le braci accese per godere insieme del buon cibo, del vino, dell’amicizia e di tante belle bistecche da mangiare a morsi. L’Officina è sconsigliata alle genti di poco appetito.

Solocicca

Il Solociccia è la cucina del macellaio. Si mangia tutto dal naso alla coda in convivio.  Il menu del Macellaio sono 6 portate di carne, verdure di stagione, fagioli all’olio, pane vino torta caffè e grappa. Tutto per 30 euro. Al menu della Vacca Intera è aggiunta la Bistecca alla Fiorentina e costa 50 euro. Il Solociccino è la versione sportiva del Solociccia, servito a pranzo. Quattro buoni piatti di carne, verdura, fagioli ecc. per 25€. Tutti i giorni dalle 12 alle 15 tranne i festivi.

DARIO DOC

Si Può FARE e Servire, seduti a tavola, buon cibo a buon prezzo, e godere e divertirsi con questi tre menu.
Il primo giocato sul concetto del fast food buono, il secondo su griglia e tradizione e il terzo sulle specialità della mia macelleria. Si può fare e l’abbiamo fatto. Venite quando volete fra le 12 e le 15 tutti i giorni tranne i festivi. Menu a 10, 15 e 20 euro.

Che ne dici? Interessanti no? molto vicini alla filosofia del film da me recensito tempo fa  :

leggi il post :
Azienda agricola Rossi a Moresco,
una grande potenzialità di crescita tutta da valorizzare per Italian Business Design

Penso che sono formule geniali, che ruotano tutto attorno alla Mission del Dario e che sulla base di una fortissima tradizione, fateci caso MAI nominata nel sito, offre varianti alla MUCCA VIOLA macellata. Considera poi che siamo in un periodo di vera moda VeganA e Vegetariana.

Inoltre di recente ha avuto una altra formidabile idea e  intende aprirne una quarta FORMULA molto ma molto interessante. L’ho trovato in un post de il GamberoRosso: clicca qui

Riporto alcune frasi e domande tratte dal post  del blog della presentazione del nuovo locale con le vive parole di Dario Cecchini e le commento da Antropologo d’impresa. 

CECCHINI PANINI

Dario Cecchini: un nome che per gli appassionati di cibo dice molto, il macellaio per eccellenza, colui che ha ridato lustro a un lavoro, quello del beccaio, che rischiava di essere poco valorizzato.  Il locale che aprirà presumibilmente a maggio prossimo. Leggiamo cosa dice il Creatore:
“L’idea mi è venuta una volta che a San Francisco, ospite di Alice Waters, tornavo a casa camminando con mia moglie. Mi sono trovato di fronte ad un fast food con persone che fumavano il crack, completamente perse nel loro mondo. Ho guardato ed ho pensato che non è giusto rovinarsi la vita anche con il cibo, che dovevo aprire un locale dove fosse possibile dare da mangiare a un prezzo equo cibo sano e gustoso”.

Sottolineo che Alice Waters è un nome altisonante negli USA per la ristorazione, visita il suo sito QUI. La Comunicazione pandemica del Cecchini focalizzata soprattuto sul mercato Americano e giapponese. Da Anni il buon Cecchini si adopera di farsi conoscere all’estero, dato che si trova in Toscana una delle mete preferite degli americani. Lo ritengo un mago della Comunicazione Pandemica

 “A Panzano, nella parte vecchia del paese, c’era una bottega di alimentari chiusa da sessant’anni. Ci sono passato davanti tante volte. Mi sono immaginato a lungo cosa ci potesse essere dietro la serranda chiusa e, una volta aperto, il nulla che mi ha accolto mi ha fatto capire che si doveva ricominciare a nutrire la gente. Sono convinto che, dove si è servito cibo, rimanga energia positiva”. “Insieme ai panini, servirò il Chianti Ramen, proprio con lo stile proprio della preparazione giapponese, ma con ingredienti chiantigiani, a partire dal brodo di manzo”. Mancheranno le patate fritte? “Certo che no, fritte nel grasso di manzo. E la pancia dell’animale, cotta alla brace, sarà utilizzata per fare i panini, a unire quella che era la tradizione di una volta. Prima la bistecca non era un mangiare comune, la prima volta che io l’ho mangiata avevo 18 anni!

NULLA MA PROPRIO NULLA DELLA TRADIZIONE,

MA PARTENDO DALLA TRADIZIONE

verso il futuro.

Il Ramen con la Chianina è una idea-virus potenziale Fenomenale, specie per i nostri amici orientali dove il Ramen è il principale piatto da strada leggi il re dei noodles

Per non parlare poi del suo estremizzare la grassezza dei condimenti in un mondo che rompe le palle per ogni granello di sale e grasso in più ogni santo momento del pranzo.

Insomma una nuova e potenziale MUCCA VIOLA sempre derivante dalla sua Mission Pandemica. Un Macellaio con la passione, Godin direbbe con l‘OTAKU della Carne

Da cosa è nata la tua passione per la professione?

Il saggio maestro Giuseppe Prezzolini definì alcuni suoi scritti ‘alimentari’ cioè per la pappa quotidiana. Penso che ogni mestiere e professione possa definirsi ‘alimentare’. La necessità di nutrire il corpo, lo spirito, l’ambizione. La mia scelta per la macelleria fu obbligata dall’abbandono degli studi di veterinaria all’Università di Pisa per la morte prematura di mio padre. Mi ritrovai dietro il banco, ho sempre svolto il lavoro con amore passione e fantasia. 

Pochi giovani vogliono fare questo mestiere: pensi possa essere utile l’apertura di una scuola dedicata? O come ci si potrebbe muovere al riguardo?

Ben vengano le scuole per preparare futuri macellai. Ma sono del parere che, come nelle botteghe rinascimentali si apprendeva arte e mestiere, solo nelle botteghe artigiane un giovane dietro al ceppo con gli attrezzi giusti, si sarà formano e sarà un vero ‘mastro beccaio’.

Concludendo: un MACELLAIO che sa come innovare per il futuro in modo continuo e non si ferma al successo ottenuto, che prova e batter nuove strade con fantasia e passione. Spero possa esser di ispirazione ai nostri ristoratori che vedo invischiati nelle secche delle tradizione più bieca e stupida con sciatteria leggi qui. Oppure con formule interessanti tipo questa leggi qui, ma poco sfruttate e innovative.

 

 

http://www.dariocecchini.com/dariocecchini/

Omaggio al mago della distribuzione in Italia, Umanità, Profitto e Innovazione.

Ho deciso di dedicare un  post IN MEMORIA Del Dott. Bernardo Caprotti  che nel lontano 27 novembre 1957 aprì il primo supermercato di Stampo Americano in Italia.  Si chiamava Supermarket. Grazie ad un bravissimo grafico si  allungò la S fino a coprire tutta la scritta. Ecco a lato foto di quegli anni.

Grazie  a questa idea grafica nel corso del tempo il Brand divenne ESSELUNGA.

Così come per FERRERO e FIORUCCI anche il Dott. Caprotti fu un grandissimo imprenditore, ma nel campo della Grande distribuzione.

Importò dall’America un modo di fare spesa che per l’Epoca in Italia NON esisteva ancora ,e lo rese una dei più profittevoli del mondo per metro quadro. Immagino la faccia che fecero i soliti regressisti italici.

King Cullen fu negli Stati Uniti il primo supermercato, con i carrelli, gli scaffali con merce a vista e confezionata, le confezioni da prendere da soli, le casse alla fine ecc.e cc. ne abbiamo parlato  in questo post sulla Coda Lunga .  

Ancora oggi esistono i King Cullen Supermarkets ecco il link

Il Dott. Caprotti, figlio di industriali tessili, ebbe modo di osservare in Usa durante i suoi viaggi la distribuzione statunitense. Poi grazie a combinazioni e frequentazioni, divenne socio dei famosi Rockfeller che intendevano apriva in Italia una serie di Supermercati in Italia. Capì al volo l’occasione. Divenne loro Socio, poi riesco a farla molto profittevole  e dopo pochi anni si accaparrò il pacchetto di maggioranza della società.

Il successo FU CLAMOROSO, il BOOM economico di quegli anni e l’aumento del benessere diffuso, specie al nord creava una vortice profittevole per i primi supermarket. Ogni nuova apertura registrava file e file di persone pronte a comperare gli oggetti sugli scaffali ed a modificare IMPROVVISAMENTE le loro abitudini di acquisto. E CHI LO AVREBBE MAI DETTO. Eppure successe.

Era scontato?NO!!!!  Lo possiamo dire solo oggi, non certo all’epoca.

Il Bisogno di acquistare era soddisfatto dalle Botteghe classiche, evidente che erano altri ormai i desideri degli italiani da soddisfare e LA ESSELUNGA soddisfa questi desideri. Leggi : I bisogni e i desideri

Uso delle prime forme di Comunicazione Aziendale Innovative e …. PANDEMICHE leggi QUI,  Gli spazi espositivi sempre in ordine e puliti. Uso della grafica accattivante. Insomma tutta una serie di iniziative di Marketing per valorizzare quello che all’epoca era sicuramente un

IL SUPERMERCATO 

Da lì a poco successero due cose tipiche di un paese retrogrado governato da retrogradi . Arriva la Burocrazia Statale, regionale, provinciale e comunale a protezione del Passato  tendente a favorire i piccoli e inutili e pessimi negozi locali e comunali, e a seguire arrivarono i concorrenti OVVIO.

Se si a successo, specie se clamoroso ci si deve sempre aspettare l’arrivo della concorrenza leggere qui.

Solo che in Italia il Dott. Caprotti ne dovette affrontare una particolarmente Scorretta.

Il più temibile concorrente lo conosciamo tutti, oggi comanda in monopolio, ed in perdita per giunta, con conti sleali e favori politici.  Riuscì a limitare l’impresa di Caprotti. Il quale ne denunciò gli abusi, anche in un LIBRO, il famoso ed introvabile LA FALCE E IL CARRELLO. I giudici gli  impedirono di diffonderlo e dovette nel corso del tempo pagare 300 mila euro di danni alla controparte.

Il pregio del Dott. Caprotti è stato non solo quello di aver introdotto in Italia un modo nuovo di fare la spesa, che penso comunque sarebbe arrivato in Italia, semmai è stato grandioso a renderlo nel tempo ASSAI PROFITTEVOLE. Si parla di un profitto per metro quadro senza uguali nel Mondo. In un momento di crisi dei consumi è una specie di MIRACOLO IMPRENDITORIALE.

Si racconta che fin quando l’età lo ha consentito, è tornato alla casa del Padre a 90 anni, girava egli stesso in uno dei 150 punti vendita a controllare di persona come funzionavano le cose. Si fingeva acquirente, andava nei bagni, verificava la pulizia dei locali. Osservava cosa e come si comportavano i suoi CLIENTI che ormai da 60 anni lo premiavano costantemente. (+ 5% lo scorso anno).

Insomma era anche un grande

ANTROPOLOGO D’IMPRESA 

Leggi qui;Antropologo D’impresa e il Marketing Pandemico.

Secondo me tutti gli Imprenditori sono degli antropologi, studiano le umani menti e comportamenti. Per capire quali possano essere i desideri da soddisfare prima di altri imprenditori. Egli sapeva e capiva quali fossero i desideri dei propri clienti, ma anche dei propri dipendenti.

(leggi: In che “senso” il marketing muove il desiderio)

La scomparsa di un grande imprenditore che ha reso un grande servigio alla nostra disperata Nazione va onorata. Io lo voglio fare con questo post  dedicato alla grande ESSELUNGA del Dott. Bernardo Caprotti.

Rimane il fatto incontrovertibile che l’Italia  anche nella GDO così come in molti campi siamo indietro anni Luce rispetto a paesi più evoluti.

Sottolineo alcuni aspetti che secondo me ci penalizzano:

  1. Incapacità di “sfondare” all’estero, come mai ce l’hanno fatta i francesi, i tedeschi e gli inglesi con le loro catene, mentre nessuna catena italiana è presente all’estero?
  2. La capacità innovativa della GDO in Italia è pressoché FERMA  al 1957, o poco oltre.
  3. l’assistenza ai clienti è pressoché nulla. Es. leggi qui 

R.I.P. Dott. Caprotti.

e

GRAZIE DI TUTTO