Il coraggio di vendere l’Idea imprenditoriale. Ce l’avete?

A volte chiedo cose banali, e ottengo risposte filosofiche. La cosa potrebbe andar bene per un esame di italiano o di storia o filosofia, ma nel campo della economia e specialmente del Marketing è deleterio. In questo mio blog di marketing pandemico proviamo a porci questa domanda semplice e banale : SI VENDE STO PRODOTTO O idea imprenditoriale?

La risposta spesso risulta fumosa, infarcita di numeri, soprattutto il prezzo, tendente al ribasso e di pie illusioni. Poi ci si immerge nella spiegazione tecnica del prodotto, di come è fatto, del tempo che vi vuole nel farlo  ecc. ecc. 

Cose di cui in genere a me personalmente e ad un eventuale cliente interessa POCO o NULLA.

INSOMMA pur essendo BASILARE VENDERE LA NOSTRA IDEA-IMPRENDIORIALE o 

prodotto stra-ordinario 

Ciò SPAVENTA ASSAI.

Perché ciò che spaventa maggiormente chi ha idee imprenditoriale e fa impresa    c è proprio 

la VENDITA.

MA

Se NON si vende significa totale fallimento della nostra Idea e pertanto della nostra “esistenza” e quella poca auto-stima che abbiamo se ne vola via.  (Chissà le risatine del coglione di turno che ci aspetta al varco a rimarcare quanto siamo fregnoni.).

Invece dovremmo avere la forza di dire a noi stessi ripetutamente questo MANTRA:

FALLISCE L’IDEA imprenditoriale 

NON FALLIAMO NOI

Le nostre idee imprenditoriali  possono essere banali all’inizio   e non riuscire ad aprire un mercato. In pratica Non attira sufficiente domanda è clienti. Ma ciò non toglie che il coraggio dimostrato per metterla in pratica e testarla da solo vale tantissimo per noi e per tutti. 

Nei paesi anglosassoni saremmo degli eroi veri e propri.

Mi fanno ridere i premi dati alle idee imprenditoriali da parte di camere di commercio, fondazioni bancarie e istituzioni varie. Tipo, premio alla seguente start-up per aver realizzato QUESTO e quell’altro oggetto.

DOMANDA capitale:   ma …… Si VENDE STO PRODOTTO? Apre un Mercato?  Oppure è solo una bella Idea imprenditoriale?

Il premio non lo da i cervelloni dall’alto della loro ideologia, il premio é aprire un mercato con  domanda e offerta, ovvero il Nostro Mercaato fatto con   le persone giuste che capiscono per prime la validità del prodotto e iniziano a diffonderlo. Poi spetta all’imprenditore alimentare questi primi successi pandemici, come una fiammella da proteggere in modo che sappia appiccare il fuoco.

Altro che Premi ridicoli, in genere pagati  con le nostre tasse o risparmi, specie dalle camere di commercio o banche. 

Aprire un Mercato di domanda e offerta  è DIFFICILISSIMO.

Spunti per chi inizia avventura imprenditoriale: 

Il solo Modo di sapere se riusciamo a farlo è creare una impresa. Partire dai primi prototipi e poco a poco  col tempo crescere, CERCATE LA VOSTRA  nicchia. Chiedete il Permesso di alle persone di poter offrire il prodotto: permissione marketing.

Occorre TEMPO per aprire un mercato. Dovete sempre migliorare e cercare di individuare le persone giuste e cosa desiderano (bisogni e desideri)

Se avete una IDEA IMPRENDITORIALE  realizzate subito UN PROTOTIPO  in modo concreto e TESTATELO. Provate a Venderlo SENZA PAURA.

SIATE VOI I PRIMI venditori del prodotto.

 Poi cercate chi possa sostituirvi ampliando il mercato. 

Solo così potete capire come migliorarlo per attirare le persone giuste e diffondere il PASSAPAROLA. (Cfle basi del buzz marketing ).

Tutto il mio blog di marketing vuole aiutarvi a cercare di realizzare un prodotto straordinario (come si realizza mucca viola e il buzz marketing)  

E poi verifichiamo  che sia in grado di attrarre le Persone che io chiamo agenti pandemici .

Da loro e solo da loro partono le infezioni di Marketing virale che sono in grado di scatenare una pandemia.

Occorre però il CORAGGIO DI SAPER VENDERE L’idea imprenditoriale. 

E magari accettare di fallire

A TESTA ALTA

DA EROI

battuti ma non SCONFITTI. 

Leggete anche : ELEGIA DEGLI ERRORI

le idee forti pandemiche con+credibili 2/3

         +       

Comunicare  e diffondere le nostre idee è una delle cose più difficili in assoluto. Il secondo post sulle IDEE FORTI che si diffondo, secondo il bellissimo libro dei fratelli Dan è dedicato ad altri due principi basilari che facilitano la trasmissione delle idee.

I due principi in questione sono molto basilari e scontati per certi versi, tuttavia sembra che abbiamo una certa difficoltà a perseguirli.

Parliamo delle IDEE FORTI che sono tali in quanto:

  1. CONCRETE 
  2. CREDIBILI 

1 + 2 = FUSE INSIEME

 CON+CREDIBILI

1- CONCRETE

Viviamo e comunichiamo in modo schizofrenico. La nostra capacità di comprensione e di assimilazione nuove idee si basa principalmente sul dato CONCRETO, comprendiamo subito e meglio solo ciò che possiamo toccare con mano, tuttavia per spiegare, comunicare agli altri  utilizziamo l’astrazione, ci distacchiamo dalla realtà concreta.

Forse l’astrazione ci arreca vantaggi di autostima, del tipo guarda quando volo alto, ma questo impedisce agli altri di seguire i nostri voli.

Forse il nostro obiettivo di comunicare non è quello di condividere ma semmai di mettere un ostacolo tra noi e gli altri. Una sorta di vanità inconscia.

Forse ci dimentichiamo che gli altri non sanno ciò che sappiamo noi, oppure che gli altri non hanno fatto il nostro stesso percorso esperienziale e diamo per scontato cose che invece non sanno. Un’altra manifestazione della maledizione della conoscenza (cfr post precedente).

Invece si necessità  fare uno sforzo di umiltà, rendere CONCRETO E TANGIBILE la nostra IDEA, in modo che gli altri la possano comprendere con facilità e magari adottarla e diffonderla  a sua volta.

Facciamo un esempio CONCRETO- Spesso capita nella compravendita trovare un venditore che parla un linguaggio tecnico, tipico è il venditore di auto (specie quelli dalla BMW a me tanto cari): ad es. un conto parlare di cavalli motore altro dire tale motore le consente di percorrere con 1 lt 16  km in un percorso collinare come le Marche.

I cavalli Motori NON SO COSA SIANO

I KM con un litro SO COSA SONO.

Alcuni Piccoli Consigli per essere concreti:

  •  Sfruttate il Contesto : il luogo ove vendete, lo spazio in cui vivete, in modo che le persone possano capire concretamente ciò che dite
  • La memoria è composta da tanti ricordi che possono e devono esser sfruttati. Immaginate che tali ricordi siano come il VELCRO.  Ecco per render concreta una IDEA individuate il ricordo nella memoria e fate in MODO CHE SI APPICCHI A UN RICORDO COME AL VELCRO.
  • Siate Trasparenti ovvero NON NASCONDETE informazioni, evitate linguaggi che siano troppo distanti dalla comprensione delle persone. Senza Paura di essere semplicisti, fate capire tutto a tutti.
  • NON USATE TERMINI ASTRATTI per comunicare la vostra idea. Il più abusato: LA QUALITA’. Un termine che non dice assolutamente NULLA e che non indirizza per nulla la nostra decisione. Ci mancherebbe altro che l’idea non sia di qualità. Dite piuttosto concretamente cosa intendete per qualità. Immagino che qui caschi l’asino. Se trovate difficile spiegarlo avete un serio problema di concretezza.
  • Corollario al punto precedente: NON USATE TERMINI ASTRUSI TECNICI SE NON PARLATE A TECNICI.  Il 99,99% delle persone non sa niente dei termini tecnici e allora NON LI USATE.

Insomma il nostro cervello lavora principalmente sul concreto poi semmai si sforza di penetrare l’astratto, ma solo in un secondo livello e momento. Pertanto per comunicare un idea e farla diventare forte occorre il massimo della CONCRETEZZA, solo in questo modo si possono condividere le IDEE e solo se condivise e a loro volta trasmesse possono essere considerate FORTI e Pandemiche.

2- CREDIBILI

La credibilità chi la Dà.  Specie alla idee innovative chi O cosa  le  rende credibili? Difficile a dirsi. Sicuramente occorre Tempo per essere credibili in quanto la credibilità impone  la verficabilità.

Si rende fiducia a una idea, si crede a quella idea, tuttavia occorre che mantenga le promesse che mi hanno spinto a darle fiducia.

Spesso si ricorre a una autorità, riconosciuta tale, che mette il suo peso e renda credibile una idea, ecco l’ampio uso nelle pubblicità di volti noti ai quali diamo fiducia e che trasmettono credibilità al prodotto che promuovono. Pensiamo anche al caso clamoroso di Giovanni Rana per i suoi tortellini.

Altre volte si pensa che siano i premi di qualche concorso a rendere credibile una idea. In Italia poi ci sono concorsi a iosa. Specie nel campo delle Start-up.  Premi alla miglior start-up dell’anno, del mese del giorno. Ecc. Ecc. Poi però non ho mai capito se queste imprese rimangono sul mercato oppure chiudono. Per quanto mi riguarda conta solo IL MERCATO non I PREMI. E là la credibilità è meno scontata.

Altre volte si pensa che la credibilità la diano le SIGLE di determinati concetti astratti, tipico del mercato FOOD & WINE. Termini come IGP. DOC. DOCG, ecc. ecc. Ma che diavolerie sono? che significano? Perchè dovrei fidarmi? chi ha dato queste sigle? perchè? ma chi ha tempo di saperlo?

Avete mai visto una sigla simile su una bottiglia di ChampagnE?  Immagino di NO. Champagne è una regione precisa del centro sud della Francia dove un consorzio stabilisce chi produce Champagne e chi non può avvalersi del nome. Basta ciò!!  Dalla metà dell’800 l’ebbrezza del Nome OMEN Champagne dice tutto e di più. Vuoi mettere rispetto allo Spumante DOC?

Le sigle inventate NON DANNO CREDIBILITA’ MA fanno solo incavolare, perchè non MI FIDO DI CARROZZONI PARA-STATALI CHE METTONO SIGLE AL CIBO O AL VINO.

In particolare la credibilità la diamo a quei prodotti che ci sono presentati da chi conosciamo e ci fidiamo. La fiducia risposta in una persona si trasferisce all’IDEA. Lo so è semplicistico ma se ci pensiamo bene è così.  Ci fidiamo solo di alcune persone e loro sono credibili. Le possiamo verificare sempre, chiedere dettagli, e semmai insultarlo se ci hanno dato un consiglio che non si è rivelato all’altezza.

Tuttavia siamo positivi e pensiamo che data la vicinanza l’altro non ci venda una IDEA che non sia all’altezza della sua credibilità, o per lo meno lo fa in buona fede e caso lo perdoniamo e offriamo a lui la nostra esperienza negativa che lede la credibilità.

Si conferma ancora una volta l’importanza del Buzz Marketing per imporre una IDEA. La credibilità passa per forza dalle cerchie che ci sono più o meno vicine. Di conseguenza il Tempo rende credibile una IDEA, solo un costante lavoro di trasmissione della IDEA attraverso le varie esperienze delle persone rende una IDEA credibile e Pandemica.

In sostanza le IDEE FORTI SI DIFFONDONO MOLTO MA MOLTO MEGLIO SE POSSIEDONO LE CARATTERISTICHE DELLA CONCRETEZZA E DELLA CREDIBILITA’ in una parola se sono

CONCREDBILI

 

i miracolo del “priming” per il marketing pandemico

Ultimamente mi sto appassionando a leggere studi sui comportamenti delle umane persone. In brevis sembra che non siamo proprio così razionali come sembra o perlomeno è una razionalità che  non si avvicina a quella che gli economisti immaginavano.

Infatti dagli studi sui comportamenti delle persone di fronte alle decisioi da prendere, emerge che  decidiamo in base a  due sistemi:

  1. Sistema UNO : rapido, intuitivo, impressionabile, sempre attivo
  2. Sistema DUE : lento, PIGRO, calcolatore, misuratore, costa fatica, sempre spento se non sollecitato e motivato.

La somma dei due sistemi, o l’uso di uno dei due ci fa decidere cosa scegliamo ogni volta.

Coscientemente o non coscientemente.

Penso sia un aspetto molto interessante da approfondire specie per i Retail manager, coloro che gestiscono spazi di vendita ma anche per gli esperti del Packaging, o di chi offre servzi. Insomma credo che gli studi del premio Nobel Kahneman siano estremamente Utili al marketing.

Per convincere le persone a comperare o per lo meno a prendere in considerazione l’ipotesi di acquistare il nostro prodotto, occorre conoscere il sistema 1 e il 2. Perché  entrambi devono essere nostri alleati affinchè la persona diventi nostro cliente

e ….

non si penta di esserlo stata.

Sono sicuro che sin da subito leggendo il post hanno pensato  che il più importante dei due sistemi sia il 2, quello al quale possiamo parlare in termini tecnici, spiegare, far ragionare , elencare pregi dei nostri prodotti e le innumerevoli qualità.

Allora prepariamo di tutto punto il nostro bel materiale che meglio spiega alle persone i motivi per acquistare i nostri prodotto. Et Voilà…. vendita assicurata!!

Tuttavia NON E’ così.

Godin lo intuisce nella celebre frase : l’ottimo è pessimo 

intendendo sottolineare l’importanza della sorpresa, di ciò che ci colpisce la persona, attraverso il sistema 2, nella speranza di stimolare la pigrizia del nostro ragionare deputato al sistema 2.

Allo stesso modo tutti gli studi sul Buzz Marketing (cfr. post precedenti), confermano l’importanza del modo in cui i messaggi sono trasmessi. https://pandemiapolitica.com/2014/09/23/buzz-pandemico-23-i-nodi-del-passaparola/

Kahneman afferma che il così detto “effetto PRIMING”, ovvero delle minime percezioni che colpiscono anche incosciamente  il solo sistema 1 sono per la  maggior parte delle volte molto più importante di tutte le razionanti motivazioni che dovrebbero essere recepite e decriptate  dal sistema 2. Insomma troppe spiegazioni Stroppiano e non servono assolutamente a nulla.

Cito da “pensieri lenti e veloci“di Kanhemann :

Il sistema 1 fornisce le impressioni che spesso si trasformano nelle nostre convinzioni, ed è la fonte degli impulsi che spesso diventano le nostre scelte e le nostre azioni“.

 

Soprattutto perchè il sistema 2 è PIGRO e si fa fatica, molta fatica ad attivarlo.

Che cosa ci offre come riflessione. Che tante spiegazioni per vendere un prodotto servono a poco, aiutano molto di più invece stimolare in maniera corretta la persona in modo che magari attivi il sistema 2 valuti l’acquisto.

Il sistema 1 risponde a stimoli ambientali quali i colori, gli odori, le forme, ecc. ecc. tutto ciò che colpisce i nostri 5 sensi in maniera positiva o anche negativa , pertanto questi stimoli devono essere i primi da prendere in considerazione per far si che le persone valutino il vostro prodotto, servizio o negozio.

Riponete maggiore attenzione al sistema 1 e molto ma molto meno al sitema 2, perlomeno nelle prime fasi del lancio del  vostro prodotto, avete poi tempo, se le persone sono state colpite nel sistema 1 di spiegare nel dettaglio al sistema 2 la intrinseca qualità del vostro prodotto o servizio.

 

Alcuni esempi pratici:

  •  Negozi con Porta chiusa e piccola NON invita a entrare e se nuovo spesso non è chiara l’offerta la persona desiste e ….tira dritto.
  •  Bar o ristoranti con scarsa illuminazione ed  esposizione alle pareti dei paesaggi della città, fa venire voglia di uscire dal locale. Se è vostra intenzione far rimanere a consumare il più possibile affiggete immagini di chi mangia, in maniera salutare e gratifica.
  • TRUCCO: Sembra che se riuscite ad irretire il sistema 2, chessò con indovinello o cruciverba, il sistema 1 non si controlla, pertanto è più disposto a lasciarsi andare…. così magari il cliente cede al dolce o ad acquisti di impulso. Non abusate di questo suggerimento.
  • Trucco 2: apporre alla parete immagini di sole, e sale stimola la sete. Pregasi i baristi di non abusare di ciò.
  • Immagini sempre positive alle pareti, specie sorridenti, mai deprimenti, anche se di artisti famosi, lo so sembrano stupidaggini, ma non lo sono.
  •   Attenzione massima  agli odori. Il primo impulso che arriva al cervello sono gli odori, se vendete leccornie … sparatelo con delicatezza per strada, ma fatelo, impossibile non entrare a gustare. Un odore troppo sgradevole stimola i due sistemi a fuggire, invece un odore che irretisce il sistema 1 può aiutare il venditore a stimolare il sistema 2 per parlargli del prodotto in maniera approfondita. leggete qua ; importanza degli odori nel marketing
  •  Lo studio dei colori è fondamentale.
  • effetto alone da tenere sempre presente. Il tipico es. è l’impressione che abbiamo delle persone sulla loro intelligenza solo in base a come e cosa vestono, come appaiono, i loro nomi, ecc.ecc una sorta di pre-giudizio che ci blocca specie nei primi istanti. Pertanto massima cura nell’abbigliamento dei commessi, alle loro parole e ai loro nomi e comportamenti. Se nomi non presentabili, suggerite un simpatico soprannome.

Insomma specie per chi apre una  attività nuova   o lancia un prodotto nuovo, COLPITE IL SISTEMA 1  poi IL SISTEMA 2 dovrebbe scrollarsi di dosso la sua pigrizia e darvi ascolto, ma …. non è detto.

Inoltre ribadiamo per ennesima volta che tali tecniche di marketing comportamentale sono efficace ed efficiente

SE E SOLO SE IL VOSTRO PRODOTTO è STRA-ORDINARIO

ALTRIMENTI POTETE STIMOLARE QUANTO VOLETE

MAGARI ALL’INIZIO POTETE ANCHE INGANNARE IL SISTEMA 1

MA STATE PUR CERTI CHE L’INGANNO DURA POCO E

SE IL PRODOTTO NON è STRA-ORDINARIO IL SISTEMA 2 VE LA FARA’ PAGARE CARA.

Chiarisco tutto in questo video e relativi link:

https://pandemiapolitica.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=941&action=edit

Vedo in giro che invece si fa esattamente il contrario, specie per le nuove start-up. Piene di ampollose spiegazioni, ma che attirano zero le persone interessate.

Ricordate la PIGRIZIA dovete vincere, per batterla passate dal sistema 1.

Se desiderate qualche suggerimento, o semplicemente dei chiarimenti sono a disposizione:

S.O.S. start up come aprire un mercato

La Via Negativa e Frugale nella selezione dei prodotto campionari.

Di recente sono tornato alla fiera del MICAM. La più importante fiera delle calzature per le  imprese calzaturiere, ad eccezione di quelli del lusso.

Un ritorno al passato che mi ha fatto molto piacere e al contempo un pochettino rattristato dato che anni per anni ero uno dei tantissimi espositori e devo dire ancora oggi subisco il fascino di un lavoro duro e stressante ma pieno di soddisfazioni se si …azzecca il campionario.  Chissà magari il futuro mi riserba una rentrée.

Ora che ho cambiato settore ed  ho approfondito gli studi di Marketing e ideato una mia via al Marketing chiamato Pandemico, mi permetto, con tutto il rispetto dei bravissimi miei colleghi del settore di dedicare un post per tentare  di offrire una prospettiva diversa su come si realizzano i campionari.

Allargando il discorso si tratta  di quella attività  che ogni impresa svolge a monte del ciclo produttivo, ovvero la ricerca, la selezione e la realizzazione dei prototipi da sottoporre al mercato, sperando che i campioni realizzati attirino un offerente.

Premesso che La Mission Aziendale deve essere sempre alla base di ogni decision strategica di prodotto, come una stella che ci guida, e Premesso che la bacchetta magica non ce l’ha nessuno, nel campo moda le fasi pre-produzione di ricerca e campionatura avvengono come minimo due volte l’anno, a volte anche tre o quattro se si insegue l’offerta sul last minute detta pronto-moda.

Dunque coloro che lavorano nel campo della MODA affrontano due volte l’anno le problematiche che normalmente una impresa affronta una volta l’anno, o a volte una volta ogni più anni.

Ripeto spesso che queste fasi sono tutto per l’impresa, sono FONDAMENTALI. La ricerca, lo sviluppo dei campionari GIUSTI, permettono di avere clienti. Specie quelli internazionali che generalmente sono preparatissimi sulle tendenze e sulla conoscenza del mercato.

Ora mi permetto di “criticare”, in senso positivo come l’etimo di crisi impone (crisis in greco significa valutare con attenzione ).

Primo aspetto importante IL TEMPO:

Per realizzare una ottima ricerca occorre TEMPO. Il tempo permette di meglio selezionare ciò che stiamo cercando. Il tempo permette la sedimentazione delle idee che possano poi emergere per meglio realizzare il nostro campione e metterlo alla prova. Per fare questo occorre avere il tempo di ignorare il rumore che ci circonda per ascoltare il SEGNALE che cerchiamo.

Paul Valery diceva per scrivere una poesia: ” quante cose bisogna ignorare per agire”.

Il tempo è essenziale e specie per il settore moda occorre sfruttarlo in qualità piuttosto che in quantità, in modo da poter captare i segnali e non farsi abbindolare dai rumori che ci distraggono.

Steve Jobs nel suo libro diceva: ” La gente pensa che essere concentrati significhi dire sì alla cosa sulla quale ci si deve focalizzare. Ma non è affatto così. Significa dire di NO ad altre cento buone idee. Dovete scegliere con cura. Di fatto Io sono orgoglioso delle cose che NON abbiamo fatto tanto quanto lo sono di quelle che ho  fatto. INNOVAZIONE SIGNIFICA DIRE NO A MILLE COSE”.

La bravura nel far i campionari sta pertanto nel dire no a mille cose e realizzarne solo poche quelle giuste.

Un aspetto che si richiama al principio Jugaad, che potete trovare in altri post precedenti  , che sfrutta la frugalità secondo MENO è Più

leggi mio articolo: http://wp.me/p30IzY-eH

Invece io in fiera vedo piccoli spazi di 16-30 metri quadri pieni zeppi di scarpe, sandali, stivali ecc. ecc. Spesso con pochissima differenza tra loro, che danno solo l’illusione, rumore appunto, che si è realizzato un campionario pieno di idee, i segnali. Quando in realtà se ci fosse un segnale almeno uno, verrebbe colto subitamente dai clienti che si concentrano, tutti e senza che si siano accordati, sul 10% degli articoli che sono il vero segnale della collezione.

Segno che colui che ha realizzato il campionario non ha filtrato bene la ricerca, non è riuscito a essere frugale, ottenendo si una indicazione dai clienti soliti, ma rischia di allontanare i nuovi per troppo rumore.

Pertanto sarebbe meglio, sfruttare al meglio il tempo e togliere, scartare riflettere , sul campionario, viaggiare verso clienti influenti che possano vedere magari in anteprima, cogliere le reazioni, con discrezione però, in quanto si potrebbe cadere nel pericolo opposto, ovvero quello di rimanere legati a un segnale della nostra collezione sempre uguale a se stessi e perciò vecchio.

LA STORIA NELLE RICERCA CONTA SOLO SE HA MOLTISSIMI ANNI altrimenti NON CONTA.

Mi spiego.

Se siete identificati per un certo campionario, i vostri clienti vorranno, memori del passato, lo stesso articolo che si vende. Voi però dovete sapere che ogni prodotto è destinato a morire, pertanto ascoltate il vostro illuminato cliente, ma se il segnale che avete colto è molto forte e in distonia con la storia, i clienti abituali NON SARANNO di aiuto.

DOVETE ESSERE  VOI ad avere il coraggio di imporlo.

Solo che fare questo comporta ancora una volta il tempo di capire i segnali.

Un metodo che deriva dai grandi del passato potrebbe essere  la così detta

VIA NEGATIVA 

che permette di cogliere meglio i segnali scartando i rumori negativi.

Ovvero si capisce meglio ciò che NON VA, piuttosto che ciò che VA, rileggete ciò che disse steve jOBS nella frase sopra riportata.

Si cerchi di realizzare un campionario in via negativa ovvero   TOGLIETE Ciò CHE NON VA, piuttosto che pensare a quello Che potrà andare.

Secondo ME è Più FACILE CAPIRE IL SEGNALE NEGATIVO DA TOGLIERE

PIUTTOSTO QUELLO POSITIVO.

Lasciate quindi in Campionario solo ciò che pensate possa essere positivo.

E ricordate MENO CAMPIONI SELEZIONATE E MEGLIO è!!

Questo permette anche di non far cadere il cliente nel paradosso della scelta, di cui parleremo presto e di cui ci siamo già occupati. Non sempre una grande selezione aumenta la vendita, anzi genera confusione e il rumore di acquisto sopraffà il segnale dell’acquisto. Perdete  vendita per troppa indecisione.

P.S. Mi scuso con tutti i miei ex-colleghi calzaturieri bravissimi e coraggiosi, non voglio essere supponente, ma solo un piccolo contributo, magari completamente sbagliato, ma qui si fa accademia, voi fate grande un Paese come l’Italia. grazie a voi e scusate di nuovo