Mister Veronesi imprenditore lungimirante e grande antropologo d’impresa

veronesi

Lunedì sul corriere della sera nell’inserto “L’economia” in prima pagina c’era Mister Calzedonia alias  

Sandro Veronesi:  

Clicca qui per leggere articolo completo 

All’inizio mi ha colpito il sottotitolo che riportava una frase dell’imprenditore:

“L’ho scritto anche a Papa Francesco per dirgli

che da noi il lavoro c’è per i giovani

che hanno voglia di LAVORARE

e

la flessibilità di adattarsi al cambiamento”. 

Una frase che mi sento di condividere, sperando venga ascoltata dai vertici della Pastorale del Lavoro di tutta Italia. leggi il mio post di pastorale sociale

L’articolo non brilla certo di acutezza né di approfondimenti degni di nota, ad esempio non sottolinea quanto Veronesi fa con la sua splendida Fondazione  di stampo cattolico Chiamata:

Fondazione San Zeno,  

clicca qui per leggere i progetti della fondazione .

La Fondazione, il cui motto è

“Studio, Formazione, Lavoro”

opera in Italia e all’estero, promuovendo progetti nel campo dell’istruzione, della formazione professionale e della creazione di lavoro e alla imprenditorialità.

Tuttavia, pur nella sua limitatezza, l’articolo si deve  leggere soprattutto per  le parole riportate di questo nostro grande imprenditore. Preghiamo ed auspichiamo che nascano persone che abbiano la forza di diventare imprenditori come Lui.

Sentite cosa disse Veronesi  ad un convegno, presso ‘Istituto Universitario Sophia (clicca qui per articolo completo)  nel novembre scorso

sui propri inizi : ”

“Se un domani qualcuno di voi vorrà aprire un negozio,

metta in conto che le persone che ti vogliono bene tenteranno di scoraggiarti,

proprio perché ti vogliono bene,

perché hanno paura che tu prenda dei rischi e ti metta in difficoltà.

Una caratteristica dell’imprenditore è avere una volontà di ferro”,

Le stese cose che ho affermato in questo post:  Startupper preparati a dare il massimo per la tua impresa. Il successo è questo. Due grandi allenatori lo insegnano

Gli inizi del suo impero sono lontani ben 30 anni, infatti fonda Calzedonia nel 1987.

Egli lavorava per la Golden Lady, all’epoca un colosso delle calze in Italia ed  intuì, lavorando sul campo, che nel comparto calze ed intimo c’era la possibilità di guadagnare controllando meglio la filiera produttiva ed innovando la merce con il design. In pratica 30 anni fa le mercerie, vendevano sempre le stesse cose, con gli stessi colori, a caro prezzi prodotti spesso non di qualità. Le mercerie erano una specie di tappo nel settore calze ed intimo.

Saltando i passaggi che portano il prodotto dal produttore al consumatore si poteva sviluppare meglio le collezioni, imporre un Brand, che non dipendesse troppo dalla distribuzione ed innovar di continuo il prodotto per meglio soddisfare i desideri delle signore. leggi qua: L’antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.l

Ricorda Veronesi :

“Nel 1986 c’ero solo IO,

un designer ed una modellista.

Abbiamo iniziato con le calze, sembra semplice ma non lo è. Poi per riempire i periodi estivi abbiamo introdotto i costumi, nel 1993, Prima abbiamo provato a distribuire marchi di terzi, ma

NON FUNZIONAVA,

I CAPI NON PIACEVANO PROPRIO

ed erano troppo cari,

dati i passaggi intermediari. Così abbiamo iniziato a produrre noi nuove collezioni puntando sul prezzo accessibile. E da commercianti piano piano siamo diventati industriali. “

Oggi vanta oltre 4000 negozi nel mondo, il 60% del giro d’affari è all’estero, ove intende espandersi sempre più. Fattura sui 2 miliardi di euro EQUAMENTE distribuito tra Caledonia, Tezenis ed Intimissimi.

Ognuno di questi gruppi è nato dalla comprensione dei desideri  , clicca qui.

Egli afferma che :

Ma Non siamo Noi a condizionare i consumi,

piuttosto ci adeguiamo ai gusti in tempo reale,

per esempio appena abbiamo capito che andavano di moda le calze a rete siamo passati da una produzione di centomila paia ad oltre 4 milioni di paia nel giro di poco tempo.”

Ecco queso è quanto fa un imprenditore che si può definire

Antropologo d’impresa

 clicca qui

Non si arroga il diritto di imporre,

né di

PRE-VEDERE

ma osserva,

indaga e

FA TANTA MA TANTA RICERCA

ed alla fine si

PRE-PARA

per rispondere alle sfide del mercato. 

Peccato che non dice nulla di quante persone sono addette, oltre a Lui, di osservare le persone, di fare ricerca. Sono arcisicuro che sono tantissime e che riportano direttamente a lui le proposte selezionate nel mondo.

Inoltre sottoliniamo il dinamismo di questo imprenditore che da poco ha lanciato o acquisito altre imprese con i relativi marchi. Non solo nel campo del Fashion ove ha rilanciato Falconeri, storico Brand del Cashmire.

Ad esempio un interessante diversificazione l’ha effettuata nel vino fondando

(leggi Articolo sole24ore su Signorvino )

SIGNORVINO signorvino-merano-10_0

 CLICCA QUI

 

«Veronesi

– dichiara Michele Rimpici, managing director di SignorVinovoleva un modo nuovo e diverso di vendere il vino. Per questo abbiamo inventato un format che si occupasse di  vino a 360°. Si differenzia della enoteche classiche per i prezzi più accessibili e per le modalità di vendita con personale giovane e informato. Si discosta dal classico ristorante, perché la cucina è solo un supporto al vino. E anche dal supermercato, anche se si può comprare il vino in casse o cassette. Il fatto interessante è che non ci sono intermediari tra lo scaffale e la vigna».

Questa nuova intuizione sta crescendo  in modo significativo ed esponenziale. Evidente che Veronesi abbia capito che c’è spazio per queste iniziative in un settore altamente arretrato in Italia come il Wine. leggi il mio post: Il vino si arricchisce di valore solo se diventa BRAND grazie all’antropologo d’impresa 

Egli ha sempre fatto in modo che i suoi dipendenti fossero imprenditori, così anche per i suoi figli. L’ultimo Genito ha lanciato una catena di Hamburgheria, subito dopo la laurea. Ne vedremo delle belle. Si spera.

Concludo questo Post OMAGGIO ad un grandissimo Imprenditore ed Antropologo di impresa

al pari di altri che abbiamo già presentato 

Nel veronese lavorano oltre 1000 persone di cui l’80% donne, e per loro ha attrezzato un asilo nido e tutto quanto possa metterle in condizione di ben lavorare.

Concludo con  le parole che mi ha riferito una sua Manager, moglie di un carissimo amico alla quale ho chiesto un breve  pensiero:

“Sandro Veronesi è

un LUNGIRAMENTE E….

PURO IMPRENDITORE” 

Grazie Sig. Veronesi auspichiamo altri imprenditori ed antropologi d’impresa come Lei in  Italia e nel Mondo.

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Marketing Territoriale: brainstorming da antropologo d’impresa per casabianca di Fermo.

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Abito da oltre 15 anni a Fermo, precisamente a Casablanca di Fermo. Prima per oltre 20 anni ci venivo a trascorrere le vacanze estive. Pertanto sono da oltre 40 anni che passo il tempo estivo in questo posto. Ideato da un grande e intelligente architetto, questi ha progettato negli anni 60 credo, una serie di strisice parallele a partire dalla spiaggia.

In pratica dopo la spiaggia c’è circa un chilometro 20140228012401_p18hs76ee21jug1j171b8o1fj4ls836

di terreno dedicato a prato, poi una striscia di terreno edificabile detta prima fila mare, poi un’altra striscia di terreno edificabile, secondo fila mare, poi la strada, poi altre due strisce con la terza e quarta fila mare edificabile .  Negli anni 70 il distretto della calzatura si è ingrandito e gli imprenditori locali hanno comperato la loro casa al mare. La zona fin dalla fine anni 70 ospitò gli appartamenti delle persone del distretto calzaturiero.

(quindi zero voti per i sindaci di fermo).

Fu costruito un bellissimo Hotel stile Liberty, poi rovinato e reso tipo bagno pubblico, da uno sciagurato restyling. In zona mancano completamente locali di attrazione di tipo “invernale”. Esistono in pratica solo un paio di supermercati, un paio di bar e gli chalet estivi con una famosa e discreta gelateria.

D’inverno dunque  la situazione è desolante, ma a noi piace, perchè pochi ci abitano  ed è una zona tranquilla a pochi kilometri da porto san Giorgio, una delle cittadine più desolanti che ci siano lungo la costa adriatica. Fermo centro dista oltre 10 chilometri.

Questo breve preambolo è per farvi avere un quadro della situazione.

Il comune di Fermo in questi giorni ha attrezzato l’area verde prospiciente al mare con

tutta una serie di cosi sportivi. (dato che la striscia verde da anni è praticamente senza cura, se non la potatura ed alcuni giochi per piccoli ).

Da pochi giorni, i primi di luglio wow che programmazione,  sono apparsi delle strutture sportive leggere che il comune ha voluto costruire lungo la striscia di verde per incentivare la vita ed il turismo  di questo posto.

LEGGI ARTICOLO giornale locale

leggi secondo articolo locale

Sono  stati creati spazi pallavolo, fitness, calcetto ecc. ecc. A detta dell’assessore e del sindaco,  hanno voluto ascoltare i consigli degli abitanti del luogo per rivitalizzare e attirare turismo.

Di certo non hanno chiesto a  nessun

Antropologo di impresa

 leggi : L’antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.

Iniziativa molto interessante, ma da quando sono stati messi sti cosi,

NESSUNO LI USA. 

Perché!!! 

Siamo nel classico caso di scuola Marketing,

una

OFFERTA dovrebbe

attirare la PROPRIA DOMANDA

ma a volte fa fatica o non la attira per nulla. 

Forse è il caso di attUare alcune politiche di MARKETING PANDEMICO PER VERIFICARE SE ESISTE UNA DOMANDA E SE POSSA ESSERE ATTRATTA da questi cosi.

 

Un intervento di

MARKETING PANDEMICO TERRITORIALE:

LEGGI : Il Turismo funziona se attira le persone giuste grazie al Marketing Territoriale che in Italia Non si fa.

 

Sotto alcuni piccole idee di tipo Brainstorming  per tentare di attirare le PERSONE GIUSTE ad utilizzare i cosi sportivi e sperare di scatenare una PANDEMIA Turistica. (leggi : I 3 agenti pandemici per superare il punto critico e diffondere il tuo prodotto. )

BRAINSTORMING : 

1- Comunicazione Pandemica: io abito qui, come detto, e mi sono trovato sti cosi sotto casa come un fulmine a ciel sereno. Mi chiedo perché non sono stati comunicati sti interventi in tempo utile . Ok. Partenza falsa. Ma il principio vale sempre e ovunque, PRIMA SI COMUNICA POI SI AGISCE!! 

Occorre molto ma molto tempo per far passare un messaggio, pertanto gli interventi prima vanno annunciati e poi fatti. A costo di ritardare i fatti pur di far partire prima la comunicazione. Allo stesso tempo tra i costi occorre SEMPRE inserire un cospicuo investimento per la COMUNICAZIONE. ma questo lo so sono parole al vento.

Come comunicare adesso l’iniziativa messa in pratica? In piena stagione estiva?  Premesso che i soli articoli da giornale servono a poco nulla (leggi i due. che ho linciato sopra).

 Prima di tutto OCCORRE  dargli un nome, un BRAND NAME LEGGI : Antropologo d’Impresa ti aiuta a diventare BRAND.  Le iniziative come queste devono AVERE UN NOME, sempre. Investire su questo NOME,  SE il comune riesce  a far si che il brand si valorizzi ottiene sicuramente un enorme potenziale.

Personal Suggestion: un nome che stimoli l’aspetto sportivo e salutistico: Alcuni nomi che mi vengono in mente:

  • Casabianca Sport Trip
  • Casabianca Green Sport
  • Fermo Giochi,  Sport, e ….. sole
  • Fermo e …. spoRt
  • ……

Insomma se non si dà un nome alla cosa, non si può comunicare e magari realizzare un BRAND sfruttabile e su cui investire.

2- IL DESIGN :  leggi: Il Marketing Pandemico sfrutta il Passaparola Visivo con i colori giusti che si deve legare al BRAND sul quale si vuole investire. un MINI ingaggio di un design, o se non si vuole investire troppo, coinvolgere una scuola superiore con i futuri grafici che in concorso si applicano a creare un logo, un colore un simbolo del posto.

3- Diffusione iniziativa alle persone giuste non tutte le persone lo sono. Noi infatti non lo siamo. Non gioco a calcetto, né a pallavolo, tanto meno fitness. Giusto per i bimbi i giochi.  L’iniziativa è rivolta a chi ama praticare sport per divertimento. Domandiamoci DOVE SI TROVANO STE PERSONE GIUSTE? Gli Antropologi d’impresa sanno, dopo attenta analisi, dove andarli a cercare, è il nostro mestiere. leggi: Il Turismo funziona se attira le persone giuste grazie al Marketing Territoriale che in Italia Non si fa.

Essendo io un antropologo d’impresa provo a formulare alcune idee per  poterli scovare e comunicare loro.

  • Di sicuro le persone giuste sono quelle che maggiormente frequentano i negozi specializzati di fitness e sport.  Quindi sarà giocoforza necessario puntare a coinvolgere queste imprese per divulgare iniziativa.
  • Inoltre l’età giovanile facilita la passione per gli sport, tipo il calcetto. Organizzare un evento, tipo torneo con un ricco cachet potrebbe essere utile, magari grazie al coinvolgimento degli chalet.
  • I bar, sono in genere i posti dove i ragazzi passano il tempo
  •  la pallavolo è il primo sport per le ragazze , e in questo caso coinvolgere ed incentivare le palestre che offrono corsi di pallavolo per organizzare qualche iniziativa in loco
  • fitness poi necessita il coinvolgimento delle palestre, specie quelle lontane dalla costa, che possono essere incentivate a stare vicino ai propri clienti che stanno al mare.

p.s. : Consiglio anche di acquistare una decina di palloni di ogni tipo, messi a disposizione di chi volesse, se non hanno i propri, e reperibili presso  gli chalet.  I palloni dovrebbero essere Brandizzati con la il Brand NamE. Se li rubano meglio ancora si diffonde il nome.

4 – Comunicazione classica: NON SERVE. ma AIUTA. CoMUNICARE CON manifesti, vele, sui giornali e sulle varie iniziative locali lo spazio sport è necessario anche se non sufficiente. Soldi ovviamente da sponsorizzazioni, gli chalet locali DEVONO parteciparvi per forza così come tutti coloro che vengono coinvolti.

5 – Spazi commerciali: Direi che personalmente auspico che nella street possano esserci delle casette di legno rimovibili per offrire food street New E PRODOTTI LEGATI ALLO SPORT SCRUPOLOSAMENTE SELEZIONATI . Tipo cibo per sportivi, prodotti per sportivi, ecc. ecc. Vanno di moda i beverage innovativi, come spremute di verdura ecc. ecc.

Chi si aggiudica l’appalto deve altresì contribuire alla sponsorizzazione della strip obbligatoriamente.  Lo deve considerare come investimento!! Se ce la fa !!!

(Ovviamente Parlo senza sapere se ciò fosse possibile con la burocrazia italica. )

6- Comunicazione virale digitale. Naturalmente occorre poi una pagina sui social più fighi, specie Instagram telegram, e se proprio serve su FB. Ovvio che qualche d’uno dovrebbe gestirla.

Quanto sopra sono alcune mini idee. Per metterle in pratica ci vuole tempo, e tempo ci vuole per alimentare una pandemia di persone che possano essere attratte da questa iniziativa.

Il Marketing Pandemico

è

facilmente estendibile nel

Marketing Territoriale 

Predators, dal nulla alla finale HNL. L’offerta che ha creato la domanda di Hockey a Nashville

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Lo Sport made in USA è assolutamente unico e irraggiungibile e per certi versi quasi incomprensibile per un italiano.

Chi lo segue sa quanto sia  rivolto esclusivamente  ad offrire il  massimo dello spettacolo ed allo stesso tempo a far vincere la squadra più forte. Sono talmente tanti le sfide tra le squadre.   E’ naturale pensare che alla fine vinca sempre la più forte.

Gli sport maggiormente seguiti in Usa sono il Football americano, il Baseball, l’hockey ed il Basketball. Solo il  Football si gioca in poche partite, massimo 20 per i finalisti, pensa che nel Baseball la regular season termina dopo oltre  120 partite, poi iniziano i Play off. Un pò meno partite per Hockey e Basket ma non molte di meno. E sempre si termina con la formula dei Play off, ai quali vi accedono le prime squadre per girone, che si affrontano a eliminazione diretta sempre al meglio di 5 o 7 partite.

In questi giorni sono terminate due meravigliose finali quella del Basket NBA e  quella dell’Hockey NHL.

La prima è stata vinta per la seconda volta in 3 anni da Golden State, che fino a pochi anni fa, nessuno o quasi  conosceva come squadra. I Golden State Warriors non erano così forti dal lontano 1975. Un pò come se il nostro miserrimo campionato di  calcio lo avesse vinto il TORINO, per intenderci.

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Ma quello di cui voglio parlare è quello che è successo nelle finali della Stanley cup di Hockey. Le contendenti sono state i Penguins di Pittsburg, che hanno battuto ahimè i miei amati Washington Capitals , e la sorprendente squadra di Nashville dei Predators.

 

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La grandezza del sistema sportivo americano è che la squadra ha esordito in NHL solo nel 1998!!! Esattamente 18 anni fa. Quest’anno ha raggiunto il suo punto più alto, vincendo la sua division e riuscendo quasi a vincere la STANLEY CUP.  Si è arresa solo alla sesta partita.

Per noi Italiani Sarebbe IMPENSABILE. Un pò come se oggi uno fondasse una squadra di calcio, e tra 18 Anni riuscisse a contendere lo scudetto alla famiglia agnelli. Neanche lontanamente possibile.

La cosa altrettanto curiosa è che a Nashville NON ESISTEVA una cultura dell’Hockey su ghiaccio. In pratica, non è che la città desiderasse avere una squadra di Hockey, non avevano conoscenza di questo sport. A dimostrazione di come sia sempre la

OFFERTA A CREARE

LA PROPRIA DOMANDA.

Si racconta che dal 1998 al 2003 chi andava allo stadio a veder la partita riceveva all’ingresso dei foglietti con le regole basiche di tale sport. Non che sia complicato, ma un minimo per capire falli e fuorigioco ci vuole.

Dopo 18 anni la Bridgestone ha intestato a sé lo stadio dell’Hockey che è uno dei più “caldi” della NHL. Con la particolarità del lancio del Catfish,

pescegatto, sul ghiaccio se qualche cosa non dovesse piacere.

Tutto ha UN INIZIO, così come tutto ha una fine, prima o poi.  E questo esempio lo dimostra. Anche le nostre squadre più famose hanno avuto un inizio, si sono fatte apprezzare, hanno ottenuto Vittorie e Sconfitte che ha creato un certo seguito e nel corso del tempo si sono creati i propri fans.

Ecco la grandezza dello Sport made in Usa e degli americani. Là ogni cosa può avere un inizio ed una FINE.

Si può anche comperare una squadra in una città e spostarla in un’altra città. Nessuno scandalo o sciopero, semplicemente si ricomincia.

Spesso questo provoca un successo, altre volte no altre volte no.

Gli stessi Predators dopo i primi 10 anni si racconta che i proprietari stavano per desistere e spostarsi in un’altra città . Hanno resistito e dal 2005 hanno ottenuto diversi piazzamenti ai Play off e la crescita costante dei Fan. Oggi trovare un biglietto alla Bridgeston Arena è praticamente impossibile. Sold prossimi 5 anni.

In Europa ha fatto scalpore l’exploit del Lipsia, una squadra costruita dal nulla, grazie ai Milioni della Bibita austriaca Red Bull. Dal 2009 è partita l’avventura dalle serie minori, il prossimo anno giocheranno la Champions League essendo arrivata seconda dietro alla schiacciasassi Bayer Monaco del mitico Ancelotti.

In Italia SAREBBE IMPENSABILE e comunque NON TE LO PERDONEREBBERO MAI!!!

A noi italiani piace invece crogiolarsi sul passato, pensare che ciò che oggi esiste quasi non abbia avuto un inizio, o se lo ha avuto è  stato ineluttabile.

IN REALTà  NON è COSì E PER IL BENE DI TUTTI NON DEVE ESSERE COSì.

Specie CHI lavora nel Marketing Pandemico , le cose, tutte le cose che ci circondano hanno avuto un inizio, e avranno una fine.

Per forza.

ESEMPI CLAMOROSI

Maggiore è la dinamicità che un popolo riesce a IMPRIMERE al crescere di nuove cose, maggiore sarà la possibilità di creare ricchezza per tutti.

Mentre se un popolo continua a pensare che tutto quanto derivi dal passato sia ineluttabile, poiché tutto deve rimanere così come è, in modo gattopardesco, allora non si avrà alcuna speranza di benessere.

La mia attività di Antropologo di Impresa è quella di perseguire, scovare e cavalcare indefessamente il cambiamento.

L’unica tecnica vincente è quella del  TRIAL and ERROR clicca qui

Il vino si arricchisce di valore solo se diventa BRAND grazie all’antropologo d’impresa

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La settimana scorsa sul sole24ore, ho letto un articolo molto breve, che parlava del rapporto sul vino del Censis.

Ti invito a legger questo articolo che meglio fotografa quanto ha analizzato il Cesnis: clicca qui.

L’articolo tratto da www.thefoodmakers.startupitalia.eu,

di Simone Cosimi  conclude con queste parole:

“In termini più strettamente economici, invece, l’Italia conta su una produzione di vino pari a 50,9 milioni di ettolitri l’anno, superiore a quella di Francia, Spagna, Germania e Portogallo. Il valore unitario in ettolitri ricavato dal rapporto tra il valore della produzione di vino e la produzione di vino in quantità è in Italia pari però a 191,4 euro per ettolitro, inferiore al dato della Francia (316,6 euro/ettolitro) e persino, con una certa sorpresa, della Germania (207,7 euro/ettolitro).” 

Insomma produciamo vino in gran quantità ma di POCO VALORE economico.

UN ETTOLITRO ITALIANO MENO

DI 200 EURO

UN ETTOLITRO FRANCESE

316 EURO 

CHI CI GUADAGNA DI Più!!!!

IL VINO FRANCESE VALE 1,5 VOLTE DI Più

DEL VINO ITALIANO

L’articolo riportato sul sole24ore  RIPORTAVA invece le parole dal Sig. Boscaini presidente della Federvini ma soprattutto imprenditore della casa vinicola

MASI 

CHE IO E MIA MOGLIE ADORIAMO, perchèche produce il nostro vino preferito da sempre

AMARONE.

L’abbiamo scelto anche per il mio matrimonio, e ti assicuro che gli invitati ancora oggi ci parlano del vino che abbiamo offerto e che …. NON CONOSCEVANO.

Riporto le parole del sig. Boscaini:

“La sfida del valore, della valorizzazione del vino italiano, è anche culturale: dice Boscaini

” C’è ANCHE una cultura di impresa, oltre il 50% del vino italian

o è prodotto dalla cooperazione, sono coop tre delle prime cinque aziende italiane per fatturato, ma LA COOPERAZIONE ha come stellapolare non il valore del prodotto ma la remunerazione delle uve ai soci.

E’ come se un’azienda dolciaria producesse panettoni per ripagarsi il costo della farina!!!!!!!. “

questa FREDDURA è strepitosa hahahah

” Insomma la Sfida del VALORE

non può fare a meno di un salto di qualità

anche nella cooperazione vitivinicola italiana.”.

Questa affermazione mi ha particolarmente colpito. Credo che la Federvini abbia scelto un ottimo presidente sperando che riesca a trasmetttere quanto dice e soprattutto quanto mette in pratica alla MASI.

Ho scoperto infatti che alla Masi hanno organizzato l’azienda proprio in chiave di VALORE, clicca qui per leggere il gruppo tecnico della MASI.

Il VINO si deve associare ad un BRAND per trasmetter VALORE. Lo sanno molto bene i FRANCESI che non si sbattano più di tanto a produrre di più ma a vendere MEGLIO.

Estratto da Simoni sempre dal CENSIS:

“Nell’acquisto di un vino conta la provenienza italiana (91,2%), che il prodotto sia certificato, di Denominazione di origine protetta (85,9%)e Indicazione geografica protetta  (85,2%) e che sia del marchio giusto. Il brand è infatti essenziale nel settore enogastronomico: il 70% degli italiani intervistati indica nel marchio il fattore che più influenza la propria scelta.”

Il VALORE Di un PRODOTTO qualunque esso sia PASSA SEMPRE ATTRAVERSO IL BRAND.

Lo hanno sempre capito e saputo sfruttare i nostri cugini d’oltralpe.

Il Brand  CHAMPAGNE evoca tutto, così come la parola BORDEAUX !!!

E NON LO SVENDONO DI CERTO ANZI.

Non ha la stessa valenza il Nome VERDICCHIO e tanto meno l’osannato PRO-SECCO.

ENTRAMBI POTREBBERO ESSERE DEI POTENZIALI BRAND 

MA ….

PER ORA SONO SOLO DEI VINI 

a volte neanche tanto ottimi

Dice infatti il sig. Boscaini che di recente ha acquistito una casa vinicola trevigiana che produce Prosecco:

“il Prosecco 

ha vinto la sfida dei mercati internazionali,

ma non quella del valore.

Deve cioè mirare a una fascia di prezzo congrua”.

SANTE SANTE PAROLE.

Da Marchigiano dico lo stesso per il nostro bianco: IL VERDICCHIO!!!

Come si fa a vendere il BiANCO migliore d’Italia a soli 3-4 al LITRO!!!

UN ASSOLUTO SUICIDIO.

Dare valore ad un prodotto è MOLTO MA MOLTO DIFFICILE,

e soprattutto

Necessita di MOLTO MA MOLTO TEMPO!!

TUTTAVIA

IL FATTO è

CHE …..

è L’UNICA COSA CHE CONTA!!!

Se avete letto cosa fa il sig. Boscaini alla MASI nel gruppo tecnico capite che la strada è quella giusta.

NON SI VENDE SOLO

UN VINO

MA

TUTTO UN SISTEMA Di VALORE 

CHE

ARRICCHISCE DI VALORE IL PRODOTTO  e

NEL TEMPO SI DIVENTA

BRAND PANEMICO

ALCUNI ESEMPI di Strumenti di sistema per dare valore da applicare in modo UNICO E CREATIVO ALLE IMPRESE che producono vino.

  1. Le Emozioni: leggi il link   LE EMOZIONI ECCITANTI STIMOLANO IL PASSAPAROLA: IL LANCIO BMW Z4 con THE HIRE
  2. Valore Pratico (il PRezzo):  certo anche il prezzo potrebbe essere un valore, ma a determinati e vincenti aspetti.
  3. La StoriaLa Storia contagiosa contiene tutti i contagi 6/6
  4. VISIBILITà ed il fattore Presa: L’importanza della VISIBILITA’ per il passaparola pandemico 3/6
  5. VALUTA SOCIALE: ecco un estrattto dal  E-book: Il Marketing Pandemico:

Niente è più virale o contagioso di un amico che va in un locale e poi te lo consiglia caldamente…  

Condividiamo quello che ci fa fare bella figura con gli altri.”

La valuta sociale è uno degli aspetti psicologi fondamentali …..Far leva sulla valuta sociale significa fare in modo che le persone, specialmente se agenti pandemici, sperimentino il nostro prodotto e lo percepiscano come un qualcosa che possa dare loro valore se ne parlano con gli altri, se lo indossano, se lo mangiano etc.etc. Il contagio aumenta in modo assai rapido se il passaparola si fonda su un qualche cosa che vale la pena raccontare e che ci fa aumentare il nostro status agli occhi degli altri. Il passaparola si scatena perché le persone amano fare bella figura con i propri simili cosa che gratifica la loro autostima……. (consiglio vivamente lettura del libro, ovvio).

 Per realizzare ciò

Le Aziende Vinicole devono  investire  in

Marketing Pandemico

ed allo stesso tempo a produrre un grande VINO ed

impare a dargli VALORE fino

A Diventare un

BRAND PANDEMICO,

INVESTIRE IN :

Antropologo d’Impresa che ti aiuta a diventare BRAND.

Il signor Boscaini è sicuramente uno dei più grandi Antropologi d’impresa che l’Italia dispone. Al pari di quelli che di cui ho scritto:

Se le aziende del VINO vogliono dare VALORE alla loro impresa e far in modo che il loro vino diventi IL VINO con tanto di  Brand avete due alternative:

  1. o avete in azienda un Antropologo d’impresa

  2. o ne ingaggiate uno appassionato di vino ….

Se volete saperne di più e meglio CONTATTATEMI per me sarebbe un onore aiutare le aziende ITALIANE ad arricchirsi di VALORE .

enjoy

Antropologo d’Impresa: MARKETING Strategico PER ti diventare BRAND.

Ma di preciso cosa fa un

Antropologo d’impresa

Se avessi avuto  un euro  per tutte le volte che me lo sono sentito chiedere, oggi avrei un cospicuo gruzzoletto di denaro in più.

Devo ammettere che spiegarlo non è facile, specie cercando di evitare, come è mia intenzione le banalità e le negatività di alcuni stereotipi.

Strategie di Marketing, Consulente aziendale di  marketing, comunicazione aziendale, branding ecc.ecc.

Ho partecipato ad un interessante Meeting con alcuni professionisti. In questo incontro tutti si sono dovuti presentare in pochi secondi, meno di un minuto. Io tremavo all’idea di dover condensare ciò che faccio per le imprese in poche parole a chi non è avvezzo a termini tecnici. Si anche io soffro della MALEDIZIONE DELLA CONOSCENZA.

Io so quali Strategie di Marketing  posso offrire, ma coloro che mi ascoltano lo Capiscono?

E’ questa la domanda che mi girava in testa. Ho deciso di puntare tutto sugli obiettivi che l’impresa o il professionista potrebbe raggiungere se avesse il coraggio di affidarsi ad un ANTROPOLOGO D’IMPRESA ed il suo Marketing STRATEGICO.

Obiettivo: ampliare e consolidare il proprio mercato, conoscer meglio i propri clienti in modo da rendere sempre più forte il loro legame.

Tuttavia era ancora insufficiente a spiegare bene il COME potevo raggiunger questo obiettivo.

Mi giunge in soccorso il coordinatore del meeting, che non a caso è un bravissimo Linkedin Manager, che spiega in due parole la mia attività e dice :

VI AIUTA A DIVENTARE

BRAND 

WOWW,

io in un minuto non sono riuscito a farmi capire dagli astanti, lui in 2 secondi ha perfettamente riassunto il mio potenziale. E ci ho pensato per giorni interi prima.

EBBENE SI!!

L’ANTROPOLOGO D’IMPRESA

TI AIUTA A

DIVENTARE

BRAND 

Con una Marketing Strategico Pandemico

Sottotitolo:

SE NON SI DIVENTA UN BRAND

NON SI è CONOSCIUTI E

SE NON SI è CONOSCIUTI SI è IGNORATI

SE SI è IGNORATI

NESSUNO DIVENTA TUO

 CLIENTE e QUEL CHE è PEGGIO

NON RIMANE CLIENTE.

Come dice Tom Kelley riportato in questo post clicca qui :

  IL MARKETING STRATEGICO  

dell’antropologo sono principalmente i seguenti: 

  1. Ricercare le novità sia dei concorrenti che dei potenziali concorrenti;           

    La ricerca,questa sconosciuta, fondamentale per il marketing pandemico

  2. Rendere il prodotto una MUCCA VIOLA : Come si realizza la mucca viola sconfiggendo la sindrome del bar.
  3. Osservare ed intuire i desideri delle persone;

     Antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.

  4. Testare i prodotti/servizi da…. cliente, ovvero immedesimarsi nel cliente far migliorare il servizio al cliente oggi più che mai decisivo.   leggi :

     Servizio al cliente fondamentale per il retail.

  5. Posizionamento nella mente delle persone e  che penetri nelle menti delle persone :      La Tua Mission ti aiuta nel Posizionamento del tuo Business: tratto dal nostro e-book in uscita a dicembre
  6. Sperimentare nuove soluzioni e  Sollecitare il trial and error, ovvero, a tentare sempre nuove strade sapendo che molte saranno senza sbocchi, ma le poche che lo sono ….. saranno assai fruttuose.

    startupper-crea-con-otaku-oltre-la-tradizione/

  7. Preparare l’impresa all’arrivo del 

    CIGNO NERO

  8. COMUNICAZIONE PANDEMICA verso le persone giustela Promozione Pandemica e contagiosa 

A ben Vedere tutto questo serve solo ed esclusivamente ad una COSA :

VALORIZZARE IL BRAND 

I prodotti che si vendono, così come i servizi che si offrono prima o poi muoiono, mente è il BRAND che ha vita molto più lunga nella memoria delle persone. Ricordi il caso Kodak????!!!

IL BRAND HA UN VALORE INESTIMABILE

MENTRE

IL PRODOTTO PRIMA O POI MUORE!!!

Oggi ho letto questa bella frase su un post DelLA Pambianco Food che esaltava un mio bravissimo Compaesano che vende Pasta, di ottima qualità , ma ha avuto l’abilità e la bravura di diventare

UN BRAND, ANZI IL BRAND DELLA PASTA ASCIUTTA.

Si tratta di MANCINI  e della sua Pasta che è ormai diventata una basta Chic. Ecco il post: clicca qui ed ecco la frase che riassume il concetto che voglio farti capire:

“Il giro d’affari di Mancini Pastificio Agricolo è cresciuto intanto da 200 mila a 2,5 mi
lioni di euro, ma quel che conta di più è la marginalità misurata in ebitda, che varia tra il 15 e il 20% del giro d’affari, cifra impensabile nel mondo dell’agricoltura.

La storia di Mancini dimostra che un futuro in agricoltura è possibile se
si investe in brand e reputazione,
puntando su una distribuzione selezionata tra ristorazione di qualità e negozi specializzati.

Alla base, naturalmente,

occorre la qualità del prodotto.”

Io direi meglio , alla base occorre un PRODOTTO STRA-ORDINARIO,  detto da me una MUCCA VIOLA, ma a fianco occorre

DARE  VALORE AL TUO BRAND

e questo è

LO SCOPO ULTIMO DI

UN ANTROPOLOGO D’IMPRESA.