GiorgioMare: surgelati stra-ordinari! Suggerimenti dell’antropologo d’impresa.

 

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Giorgiomare Surgelati

Ho scoperto questa giovane azienda alla recente esposizione di Tipicità presso Fermo Forum, un ente fieristico della mia città. . Una realtà giovane, nata circa 6-7 mesi fa,  sebbene ho scoperto che il Patron, l’imprenditore  Giorgio Longhi  aveva un back ground importante proprio nel settore del food surgelato, leggi qui

Lo stand allestito dalla azienda, era fatto in modo tale che l’assaggio dei prodotti fosse continuo. Così io e i miei familiari abbiamo avuto modo di assaggiare vari prodotti, cotti sul momento.

Abbiamo provato gli gnocchi al pesce e la gramigna, e devo dire che il gusto, a fronte di un prodotto surgelato e pronto in pochi minuti è risultato ottimo. Mi sono fermato così a scambiare due chiacchiere con il responsabile commerciale che mi ha spiegato un pò l’impresa sita in URBISAGLIA.

AGGIORNAMENTO

Esercizio di analisi e suggerimenti da: 

ANTROPOLOGO DI IMPRESA 

ECCO cosa FA un antropologo di impresa.

Il lavoro di un antropologo è offrire il suo contributo per migliorare un prodotto alfine di farlo diventare STRA-ORDINARIO LEGGI QUI ed al contempo realizzare una comunicazione aziendale in grado di generare pandemia leggi qui.

Dopo aver ascoltato le parole di chi gestisce il commerciale in fiera ed aver assaggiato i prodotti, ho approfittato del gentile omaggio di un buono  sconto per andare la settimana successiva a visitare il negozio più vicino a casa mia, quello aperto di recente a porto sant’elpidio.  La prima analisi va sempre fatto sul punto vendita, in incognito.

Il negozio si trova a Porto Sant’Elpidio, in una zona centrale, o quasi, comoda per il parcheggio e assai residenziale. Il locale è ampio e luminoso e i prodotti ben esposti. Le signore che servono sembrano molto coinvolte e preparate nel consigliarne la vendita.

Ho ripreso sia gli gnocchetti che la gramigna, molto graditi da mio figlio. Inoltre ho voluto provare la CARBONARA DI PESCE, tanto decantata dal responsabile commerciale, esaltata dal fatto che vi erano dei  gamberoni enormi. Infine ho preso un kg PAELLA, e un dessert.

  • Assaggio per prima la CARBONARA DI PESCE. Il tempo che ci vuole per renderla al dente in padella è di circa 15-17 minuti. Metto un pò d’olioe un mezzo bicchiere d’acqua. Suggerisco iL Wok, per la cottura perché secondo me la umidifica prima e meglio.  I gamberoni erano veramente enormi. L’uovo non invadente, e la pasta sicuramente di buona qualità. Sapore NON DAVA DI SURGELATO, sai di quello delle marche più “sponsorizzate” per intenderci.
  • La Paella invece era veramente strepitosa, sempre considerando che si parla di un prodotto surgelato. Molto ricca, con circa 7 euro al Kg ci mangiamo bpaellaene due persone. Se posso suggerire qualche consiglio, secondo me manca un pò di peperone, non sono sicuro ci fosse, inoltre io ci venderei in abbinata le tipiche salse spagnole tipo questa, che mi sono riportato dal viaggio di Nozze: si chiama Paellero carmencita-5. In Spagna sono famosissime, costano pochi euro, e bastano per 3-4 paella. Io le abbinerei alla vendita della paella, gli dà quel tocco in più che rende la Paella più….. spagnola.

Insomma, le pietanze provate dimostrano che il prodotto non è BANALE, tutt’altro, ora secondo l’antropologo d’impresa non resta che renderlo straordinario e comunicarlo per farlo diventare pandemico, clicca qui

 

Suggerimenti per la Valorizzazione del Brand :

Dato che GiorgioMare è un Brand assai giovane, occorre che sin da subito si lavori sulla valorizzazione del Brand in modo preciso, puntuale e definito. Certo la MISSION, leggi qui come dovrebbe essere  non è proprio definita chiaramente, pertanto non aiuta molto a indirizzare le operazioni di valorizzazione, ma almeno qualche elemento legato al prodotto è utile, leggiamo dal sito:
“Il fondatore, Giorgio Longhi, un uomo con più di trent’anni di esperienza nel settore, può definirsi l’inventore del Franchising del pesce surgelato. Una storia iniziata per passione che lo porta ad “andare all’origine”, selezionando il pesce della miglior qualità nei mari di tutto il mondo. Nasce, così, il nuovo Brand GiorgioMare® che porta ogni giorno sulla tavola dei nostri clienti prodotti di altissima qualità e convenienza, sempre nel massimo rispetto del consumatore.” 

Come potete leggere, mi sembra banale, se non per la ricerca delle materie prime all’origine. Ma nulla dice di come realizzare prodotti straordinari e di come impostare la comunicazione pandemica. Sarebbe da lavorarci sopra, in quanto parlando con il sig. Longhi a voce mi ha fatto capire che lui la Mission Pandemica ce l’ha ben chiara, e sono sicura la trasmette a tutti i suoi collaboratori

Canale di Vendita

La GiorgioMare ha scelto il canale di vendita diretto, con negozi propri ed in franchising. Il negozio da me visionato era sicuramente ben ampio, ben organizzato. Forse poco chiaro nella disposizione dei prezzi, un pò confusionari, uno sopra l’altro. L’angolo dei prodotti non surgelati, secondo me, ha senso se legati in qualche modo ai prodotti surgelati. Magari con delle etichette tipo ricette da mettere in evidenza in modo che uno compra un prodotto surgelato e poi ci abbina per la cucina il prodotto tipo pomodori, olio o pasta.

Packaging heb2bdeals2b1

Il packaging è la nota dolente. Scarsa qualità di quello per le confezioni di pasta, in quanto le scritte si tolgono facilmente. Inoltre nelle confezioni mancano le modalità di cottura ed i suggerimementi. La cosa peggiore pii è che non si legge bene il BRAND giorgiomare. Questo è veramente grave. I surgelati si tengono per mesi a casa e penso si ottimale che il nome si legga sempre. Il sig. Giorgio mi ha confessato che ha voluto un packaging trasparente per far vedere il prodotto. Concordo con lui, ma ci sono involucri ed involucri, occorre scegliere quello che meglio esalti e valorizzi il prodotto. Il PACKAGING è IL PRODOTTO

E

IL PRODOTTO è IL PACKAGING.

Comunicazione Aziendale 

Da quanto ho capito l’impresa è ancora agli inizi, pertanto le lacune ci sono tutte specie nella comunicazione. Il sito è fatto in modo professionale, ma non so fino a che punto sia in grado di parlare alle persone giuste, magari per aprire nuovi franchising. La pagina Facebook, ancora poco sfruttata, necessita di maggiore attenzione. Insomma diciamo che sul lato comunicativo occorre lavorare parecchio, soprattutto a partire dal punto vendita. Il Fare presa è ancora agli inizi e va meticolosamente perseguito.

Piccole Idee Crescono 

  • Linea Prodotti Surgelati ESTEROFILI!!! Dato che ormai tutti i supermercati offrono la possibilità di acquistare prodotti internazionali, perché non provare a stimolare i giovani a comprare prodotti pronti per le feste, specie estive, al gusto asiatico o anglofono?  Dato anche dal fatto che la paella mi risulta essere il prodotto più venduto. Si potrebbe pensare di introdurre novità ogni tot. mesi, in questo modo se ne avvantaggerebbe anche la comunicazione.
  • Il porta a porta? specie nelle città ormai si è affermato il concetto consegna a domicilio, per un prodotto surgelato potrebbe essere una spesa che gli studenti potrebbero apprezzare tipo: LA TUA PAELLLA A DOMICILIO IN … .30 MINUTI.
  • ce ne sono molte altre di idee, ma forse sono troppo….. stroppie. Ci sarebbe da metterle in pratica sbagliare e veder cosa succede.. clicca qui

Poco tempo dopo aver mangiato la carbonara ho  scritto una mail alla GIORGIOMARE. e che Nella quale esprimevo alcuni commenti e ringraziamenti ed un piccolo problema riscontrato nella vendita del prodotto, che qui non riporto in quanto compreso e già risolto. Mi ha fatto molto piacere che sia stato l’imprenditore stesso, Giorgio Longhi  a chiamarmi. E’ stato gentilissimo, mi ha ringraziato della segnalazione per uno spiacevole episodio, che penso per loro sia suonato come campanello di allarme per eventuali problemi futuri da scongiurare. Ci siamo scambiati le nostre opinioni.  Mi ha invitato a visitare l’azienda ad Urbisaglia e penso che a Giugno andrò sicuramente.

AGGIORNAMENTO 

SUL NUMERO IN EDICOLA di APRILE DI

MILLIONAIRE

GRANDE SPAZIO AL FRANCHISING GIORGIOMARE Bravi!! Ottima Scelta Comunicativa. 

Ritengo un onore che il sig. Longhi mi abbia chiamato, penso che un imprenditore debba curare in prima persona alcuni aspetti comunicativi, specie se legati ad episodi increscisoci.   Una sensibilità rara. Dedico a lui questo mio post, che magari possa essere preso da spunto per migliorare la loro impresa.  Cento come Lui e magari le Marche escono dalla crisi.

Io ringrazio IL SIG. Giorgio Longhi del coraggio del fare impresa e se dovesse avere bisogno di un antropologo d’impresa…. .sa dove trovarmi.

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foto paolo izzo

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Dee Dee Gordon: grandissima Antropologa d’Impresa

Esempio tratto dal libro in Uscita “Marketing Pandemico”: 

Dee Dee Gordon grande Antropologa d’impresa 1

Dee Dee Gordon si definisce una trend expert, e una innovation strategist, ma secondo noi è soprattutto una grandissima antropologa d’impresa. Lavora con le imprese per aiutarle a entrare nel futuro. Effettua ricerche di mercato, gira il mondo, si immerge negli ambienti più disparati per capire cosa sta nascendo. Elabora le sue intuizioni e le offre alle imprese per realizzare prodotti stra-ordinari.

Malcolm Gladwell l’ha più volte intervistata e i loro colloqui sono stati seguitissimi. Nel suo best seller “The Tapping Point”, il sociologo riporta l’episodio esemplificativo del lavoro della Gordon del 1994-1997, quando era a capo delle ricerche di mercato della agenzia pubblicitaria Lambesis che lavorava per la Airwalk, nota azienda di sneaker giovanili. Seguendo il suo intuito e lo studio dei fenomeni giovanili di quegli anni, la Gordon girò gli Stati Uniti e l’Europa per cogliere i segnali deboli che provenivano da vari ambienti giovanili. Ella possiede una sorta di sesto sento, sviluppato nel corso del tempo, per scovare gli ambienti giusti da visitare, il look da seguire, i trend da tenere sotto occhio. “A volte si siede a osservare i ragazzi passare e fotografando tutto quanto possa averle fatto colpo….. Alla Lambesis organizzò un team una rete di corrispondenti formata da giovani svegli e dotati di senso pratico, che sguinzagliò a New York, Chicago, Los Angeles, Dallas e nel resto del mondo. Erano gente selezionata come ….. innovatori.”2.

Dee Dee Gordon dice che :”Questi ragazzi rendono le cose appetitose per la massa. Osservano che cosa stanno facendo i coetanei “più svegli” e provano a imitarli. Cominciano a fare anche loro la stessa cosa, ma cambiandola un po’, rendendola più pratica. Forse c’è un ragazzino che si arrotola i jeans e mette del nastro isolante attorno all’orlo perché nel tempo libero fa il fattorino. Bene, ai traduttori, piace quel look, ma non useranno il nastro isolane: ma useranno magari del velcro….e a quel punto decolla.”

La Gordon prova una sorta di curiosità febbrile per il mondo.

Afferma la Antropologa d’impresa:  “ Osservo ogni cosa, Se vedo un tipico bravo ragazzo seduto in un bar contornato da tutti ragazzi dai capelli, è inevitabile che io graviti attorno a lui per cercare di capire, cosa ci fa un tipico bravo ragazzo in un bar con tutti sti tipi dai capelli blu?3”. I dati raccolti ovviamente non erano sempre coerenti, occorreva interpretarli, la bravura dell’antropologo d’impresa sta proprio nel saper fare selezione e comprensione di tutti i segnali che si accumulano.Metterne alla prova alcuni, per capire quali effettivamente possano risultare vincenti. Alla Lambesis così realizzarono una serie di campagne pubblicitarie più sconvolgenti della storia. Le scoperte della Gordon diventarono la colonna portante della campagna pubblicitaria. Gli spot mostravano moltissime novità futuristiche.

“ Scorrendo l’elenco delle pubblicità della Airwalk in quel momento critico, infatti, si ottiene una guida completa alle mode passeggere, alle infatuazioni e agli interessi della cultura giovanile dell’epoca: ci sono parodie da trenta secondi dei film di Kung-Fu, uno spot televisivo sui poeti beat, annunci in stile X-files in cui gli alieni sequestrano le scarpe a un giovane che sta viaggiando in auto verso Rosewell, nel New Mexico.”4

Leggete questo interessante articolo: clicca qui

Occorre la tempistica giusta, ma se il trend è giusto, per quando gli spot e le scarpe arrivano sul mercato saranno pronte per le persone innovative che seguono quel trend. Lo scopo della Lambesis era quello di tradurre le tendenze dagli innovatori alla maggioranza precoce. La bravura della Gordon fu tale che grazie al suo studio antropologico sui giovani per capire cosa stesse emergendo, la Airwalk ebbe una enorme crescita delle vendita dal 1994 al 1996. Peccato che la Airwalk colpita da tanto successo, non continuò su tale strada, e si fermò nella crescita, consolidando la sua posizione di nicchia appena conquistata. . Giunto all’apice del successo, la Airwalk cambiò strategia e così una volta diventata banale, gli innovatori e gli adattatori abbandonarono la loro scarpa. Si fermarono nell’inseguire e creare tendenze e si adagiarono sul prodotto per la maggioranza.

Questo è un esempio di quale lavoro svolge un antropologo d’impresa di livello mondiale. Ecco perché secondo Tom Peters,  leggi qui, nel suo libro i 10 volti dell’innovazione invita le aziende ad avere nel proprio staff un antropologo d’impresa.

Una persona che si applica a scoprire i modi di utilizzo di un prodotto, di come alcune persone lo sperimentano  diversamente. A cercare soluzioni “strambe” ma interessanti. Una specie di spugna delle novità. Assorbe quanto osserva, escogita soluzioni, elabora idee  da sperimentare continuamente.

L’antropologo è la cura per la Miopia di Marketing, quello che spinge le imprese a credere che nessuno e nulla possa sconfiggerla. clicca qui.

L’innovazione di prodotto

e di processo passa

 attraverso

un antropologo d’impresa. 

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1Tratto liberamente da “tipping point”, M. Gladwell da pag. 237


2Ibidem pag. 245


L’Antropologo D’impresa e il Marketing Pandemico

Un anno e mezzo fa scrissi una serie di brevi post dedicati ai principali  “volti” dell’innovazione. leggi il primo leggi il secondo.

Ispirato dal bellissimo libro di Tom Kelley :

L’autore del  libro è il fondatore e credo CEO della  IDEO  una Famosa società che ha come Mission quella di aiutare le Imprese a proiettarsi nel futuro, con le innovazioni, il design, le competenze, i rischi e le idee da implementare. I “volti” di cui Tom Kelley sono regolarmente utilizzati dalla IDEO per implementare e sperimentare le innovazioni.

Sinceramente NON SO se esista in ITALIA una realtà simile. Sospetto di NO, ma se qualcuno mi aggiorna ne sarò felice. Ritengo che una società come la IDEO  è INDISPENSABILE per tutte le imprese di una nazione all’avanguardia.

Il Primo “Volto” che Kelley descrive è quello dell’ANTROPOLOGO.

Mi ha particolarmente  colpito poiché credo che rispecchi la mia persona e le mie passioni e le mie ambizioni.  Infatti

IO MI SENTO E VEDO 

ANTROPOLOGO

D’IMPRESA.

L’Antropologo d’impresa fa parte, secondo la IDEO,  del team dell’APPRENDIMENTO deputato ad alimentare continuamente le informazioni, le news, le opportunità ed  i rischi per le imprese. Oltre a lui fanno parte del team  LO SPERIMENTATORE e L’IMPOLLINATORE TRASVERSALE.

Tuttavia lo stesso Kelley dice a pag. 17:

“Se di personaggi ne potete scegliere

uno solo allora   fate che sia

l’Antropologo.”

Mentre i primi due volti del team dell’apprendimento  sono più OPERATIVI e PRATICI,  l’ANTROPOLOGO  invece è di più ampie vedute,  teorico, didattico, osservatore ed anche esperenziale.

Egli più di tutti  gli altri DEVE ampliare le conoscenze dell’impresa,  attraverso studi e intuizioni e analisi  ed esperienze di vario tipo che possano essere sfruttate dall’impresa per intraprendere nuovi rischi d’impresa. (leggi post sugli errori e i rischi).

Kelley riporta una celebre frase:

"Il vero atto della scoperta non consiste nel trovare nuove terre,  ma nel guardare con occhi diversi".
 Marcel Proust

L’Antropologo d’impresa osserva e sperimenta anche in prima persona per capire meglio l’uomo ed i suoi comportamenti, in modo da intuire attraverso analisi e percorsi informativi i desideri delle persone e poter poi sperimentarli e  poterli  soddisfare nel migliore dei modi con prodotti stra-ordinari leggi qui.

Kelley sottolinea che per fare  l’Antropologo occorrono sicuramente doti naturali ma anche “artificiali” acquisite attraverso studi trasversali che travalicano l’impresa stessa.

(Io  ho una laurea di Economia Aziendale conseguita a Cà Foscari nel lontano 1994 ed un master in Fashion Marketing frequentato al Polimoda di Firenze nel 2005, alla quale ho affiancato una   Licenza in Teologia Pastorale conseguita dopo 7 anni di studi  presso la Pontificia Università Lateranense. Bio da LinkedIn)

Kelley dice che per essere un Antropologo occorre  avere DEeP SMARTS ovvero INTELLIGENZA, una parola che dal latino traduce

  INTUS-LEGERE = comprendere nel profondo.

Ecco secondo Kelley le Principali CARATTERISTICHE estrapolate dalle persone che fanno Antropologo d’impresa:

  1. Gli antropologi praticano il principio Zen della “mente del principiante”. Tuttavia io preferisco il “farsi piccolo con i piccoli, grande con i grandi, tutto con tutti” di San Paolo, ovvero la capacità di mettere da parte  la superbia degli “illuminati” per accettare di accogliere le diversità di tutti in modo emapatico e rispettoso della dignità personale di tutti. In modo da  cogliere le piccolezze o le grandezze delle persone come se si fosse una tabula rasa sulla quale si imprimono le esperienze sempre nuove.
  2. Gli Antropologi accettano il comportamento umano con tutte le sue sorprese. Non giudicano Osservano. Seguono il Principio di Terenzio:Homo sum, humani nihil a me alienum puto. Tentano di capire. Sviluppano un genuino interessa a capire le persone ed il loro comportamento. Per un credente in Cristo è la base della Evangelizzazione. Amare il Prossimo come noi stessi è  il fondamento dell’Antropologia d’impresa come io personalmente la intendo. letti mia tesi su imprenditore cristiano
  3. Gli Antropologi traggono conclusioni ascoltando le proprie intuizioni. leggi post Sempre supportato da dati, analisi e quanto possa aiutare a capire, tuttavia fondamentale è anche NON SOTTOVALUTARE la Potenza della INTUIZIONE. Occorre coraggio per seguire i propri intuiti, i propri istinti, per sviluppare ipotesi sui comportamenti umani, emotivi delle persone.
  4. Gli Antropologi cercano rivelazioni attraverso la sensazione di “vuja de”Richiama il detto di Proust, ovvero il contrario del deja-vu, la sensazione di vedere qualcosa di diverso da ciò che si è sempre avuto sotto gli occhi ed è passato inosservato. leggi post e il post tratto dal piccolo principi 
  5. Gli antropologi tengono liste di problemi o portafogli di idee. Alcune di queste idee o problemi, li ho elencati nel mio blog Blog di idee e problemi   
  6. Gli Antropologi sono disposti a cercare indicazioni nel cestino dei rifiuti. Tra i rifiuti, gli scarti si trovano le idee migliori e le intuizioni migliori. Non a caso la …. merda è un ottimo concime. Lo ripeto sempre ai miei alunni, la ricerca la si fa tra gli scarti non solo sulla panna o con la ciliegia sulla torta.

Kelley: “L’ANTROPOLOGO UMANIZZA

IL metodo scientifico e lo applica al mondo degli affari.” 

Ecco come descrive Kelley L’antropologo:

“Gli Antropologi entusiasti del loro lavoro sono

individui spumeggianti, abili e ricchi di interessi che ricercano attivamente esperienze autentiche da osservare con attenzione……

Quando gli antropologi si impegnano in osservazioni sul campo rammentate un principio fondamentale:

più approfondite gli aspetti emotivi, meglio è.

Nella vostra mappa delle esperienze, più riuscite a portare alla luce esigenze e DESIDERI DELLE PERSONE, più diventa probabile che le vostre scoperte vi portino a individuare nuove e promettenti opportunità.” pag. 24

Senza falsa Modestia ritengo che mi rappresenta in modo adeguato.
 L’antropologo affina il proprio intuito grazie alla vicinanza empatia con le persone, segue gli sviluppi creativi e soprattutto emozionali delle persone. Cerca di continuo di capire i desideri delle persone in modo da poter metter le basi per  realizzare progetti, strategie e tattiche per la realizzazione di un efficace ed efficiente

 MARKETING PANDEMICO.

Infatti il Marketing Pandemico parte proprio dallo comprensione dei desideri delle persone leggi qui da stimolare attraverso prodotti stra-ordinari leggi qui e una comunicazione aziendale che sia in grado di sviluppare una vitalità  pandemica leggi qui  individuando quelle emozioni che sono la base spesso dei contagi, infine indirizzando le tattiche principali per render operativo e consolidato il mercato leggi qui.

Insomma

 SONO

UN ANTROPOLOGO D’IMPRESA  del MARKETING PANDEMICO

che ama, ricerca, studia, esperimenta e progetta per l’implementazione prodotti che risultino Stra-ordinari, aiutando la comunicazione aziendale a diffondere la Viralità attraverso le emozioni e le ultime tecniche di contagio.

Kelley: 

Gli Antropologi

hanno la capacità di non cadere nella Routine