Il gioco del Burraco e il Marketing Pandemico: esempi pratici

 

La settimana scorsa ho scritto  POST sulle dinamiche che si instaurano con il gioco e che diventa Valuta Sociale, una Moneta che circola per creare contagio e far conoscere prodotti specie se  straordinari. (leggi esempio

Il gioco è un aspetto fondamentale dalla vita di tutte le persone. Basti pensare al fatto che iniziamo a esplorare il mondo, ad apprendere il funzionamento dei meccanismi, a fare le prime sperimentazioni di relazioni sociali, insomma il GIOCO ci fa immergere in un mondo pieno di significati.

Continuiamo  a giocare da adulti  in molti momenti della nostra vita.  Ci procura piacere, tensione, fibrillazione e tante ma tante emozioni disparate.

Spesso il gioco ci fa dimenticare i momenti della vita, si gioca anche per “staccare” la spina e per rigenerare il nostro cervello affollato da troppi pensieri.

Si gioca anche

 solo per il GIOCO! 

Vale sia per chi gioca sia per chi assiste al gioco, pensate ai Fan dello sport, non è anche quello un gioco, il grande gioco delle parti.

In tutti questi casi agisce in profondità i meccanismi del gioco e chi intende realizzaare un

MARKETING OPERATIVO PANDEMICO

NON Può IGNORARLO. leggi qui

Semmai sarebbe il caso di sfruttarne

il più possibile le potenzialità.

Il gioco infatti ha una forza enorme di coinvolgimento pertanto  riuscire a cavalcarne le potenzialità potrebbe essere un ulteriori punto di innesco del PASSAPAROLA.(leggi post  dedicato ai  nodi “sociali” da sfruttare per la diffusione contagiosa del prodotto).

Proviamo a fare qualche esempio sulla base della realtà italiana che conosco in modo approfondito dato che  collaboro da anni con la Azienda Modiano spa.

Ho monitorato dal 2010 la crescita esponenziale dei giocatori di carte e devo dire che esiste una Pandemia per il gioco delle carte che non si poteva minimamente immaginare, dato che con l’avvento del digitale si pensava che le carte fossero…… .OBSOLETE e roba da vecchi.

NIENTE DI Più SBAGLIATO!!!!!!

 Negli ultimi anni  è esplosa la Mania del gioco da tavolo in particolare BURRACO e TEXAS HOLD’EM.

Ovunque si vedono tavoli piene di carte con 4 persone serissime sedute attorno che si contendono la vittoria a suon di Pinelle.

Il Gioco che Impazza maggiormente tra le signore e i signori  è il BURRACO. Circoli che nascono come funghi, ove si gioca almeno una volta a settimana, che poi si sfidano in tornei regionali o provinciali. Centinaia di persone, se non migliaia ogni fine settimana si ritrovano per competere tra di loro e decretare il vincitore spesso per pochi spiccioli o semplici premi.

Domandiamoci: Cosa spinge migliaia di persone a uscire di casa di sera, o interi pomeriggi se non interi fine settimana  a dimostrare la loro abilità con le carte? Sapendo che i premi o sono minimi o inesitenti.

Solo la Gloria e le Abilità dimostrate …..

da condividere magari anche sui social  Net-work.

In Facebook quasi ogni circolo ha la sua pagina, io ne ho creata una che si chiama Circoli di Burraco e raccoglie più di 1500 appassionati di Burraco di Tutta Italia.

Li spinge una passione irrefrenabile che colpisce come un virus tantissime persone senza distinzioni di classe sociale, età. QUELLA che Godin Chiama OTAKU .  LEGGI QUI

Collaboro da  anni con la

MODIANO SPA carte da gioco e affini  

e so che molti famosi Brand utilizzano il veicolo del dorso delle CARTE per promuovere la conoscenza del loro Brand. Uno dei modi di veicolare UN BRAND è quello di apporre sui dorsi delle carte il logo in modo che sia sempre visibile e rafforzi la conoscenza del Brand. Come fa ad es. il WORL POKER TOUR.

E’ un modo di rendere Pandemico il proprio Brand, uno dei tanti possibili punti di innesco: leggi qui.

Proviamo  a Formulare azioni Concrete di  MARKETING OPERATIVO che Possano Cavalcare  questa  situazione unica italiana.

CLASSICHE TECNICHE DI MARKETING 

Comunicazione Aziendale  tramite  :

PROMOZIONI (per approfondimento leggi qui ):
  • ad es. Sponsorizzare un  MAIN EVENT. Realizzare un torneo che possa essere di risonanza in modo che il nome stesso dell’evento sia associato al BRAND. So che molti Hotel ospitano tornei, ma SOLO come  Location.  Potrebbe essere invece associato al Torneo il nome dell’HOTEL o della LOCALITÀ’.  Allo stesso modo potrebbe essere utilissimo per sfruttare il lancio di nuovi prodotti, in particolare quelli rivolti ad un pubblico femminile, in quanto oltre il 65% dei giocatori risulta essere donna, e soprattutto la quasi totalità di coloro che gestiscono le sale da torneo.
  • I circoli di carte in Italia sono in enorme espansione, moltissimi sono piccoli, altri stanno crescendo, ma al loro interno sono assai poco “abbelliti”, perché non pensare una presenza sul posto di oggetti che possano richiamare al brand.
  • Il classico libro di ANDERSON “FREE”, da leggere e  ri-leggere, ci insegna come la leva  del GRATIS è molto potente, allora mi chiedo se si offrisse GRATIS l’accesso a tornei online o LIVE, con magari l’acquisto di un prodotto, o di una serie di prodotti. In pratica si regala il gioco si vende il prodotto. Si potrebbe fare anche a  livello LOCALE, tipo i Supermercati, le panetterie, ecc. ecc. o negozi per la casa. Per acquisti oltre una certa soglia si regala l’iscrizione alla coppia al TORNEO. sfruttabile anche con i siti INTERNET che offrono il gioco online, che sono tanti e che ogni giorni vedono milioni di giocatori.
  • Gadget  PROMOZIONALI Nel  Beverage and Food con una adeguata CAMPAGNA PUBBLICITARIA a Supporto.  In passato hanno funzionato, per molto tempo e bene. Perché oggi non lo si sfrutta più?  Il settore Beverage, anni e anni fa, realizzava carte personalizzate con il Brand sul dorso delle carte. Ora lo fa molto meno, proprio ora che riprende il BOOM delle carte. Ma anche offrire l’esperienza del Bere non sarebbe male, magari inviando ai circoli la prova campione, o presenziare i tornei nazionali con oltre 500 persone, di un target medio alto per testare il prodotto.
  • I Premi Promozionali secondo me  banalmente funzionano MOLTO MA MOLTO MENO. Solo chi li riceve ne viene influenzato e gratificato.  Premi possono essere veicoli contagiosi ma NON più di tanto, solo magari se vengono esposti ed evidenziati fin da subito per il fascino che possono avere sui concorrenti. Ma ricordiamo che chi gioca a Burraco il Premio interessa poco, quello che conta è GIOCARE e divertirsi.
  • Promozioni attraverso le iniziative dei punti Vendita. Tipo raccolta punti  o altro PER DIFFONDERE IL GADGET CON IL BRAND IMPRESSO. Si Lo So è vecchio ma da tempo non si usa più ed il Burraco è la NOVITA’.

IL BRAND 

  •  Veicolare il Brand attraverso L’APPOSIZIONE SUL DORSO DELLE CARTE DEL NOME DEL Brand tipo la foto a fianco. Dura nel tempo, molto apprezzata e ricordata. Un metodo efficacissimo per valorizzare il Brand specie se la CARTA è Professionale e non da “SCARTO”. Si rimanda presenti ovunque per moltissimo tempo.

Guerrilla Marketing (leggi POST):

  • Oggetti  arredamento, tavoli, sedie, porta carte, porta punti, penne, ecc. ecc. insomma tutto un mondo legato al gioco praticamente IGNORATO da chi cura l’AMBIENTE. Allora perché non sfruttarlo ai fini dell’AMBIENT Marketing, che rientra tra le tecniche della Guerrilla Marketing. Considerato che coloro che sono appassionati di Burraco sono UNA TRIBù SECONDO ME molto interessante ed abbastanza omogenea, si potrebbe pensare a stimolare la curiosità attraverso l’uso sapiente dell’ambiente e degli oggetti per il GIOCO.  (Tempo fa, molto tempo fa, ebbi un contatto con la ALESSI, ma dopo poco la Resp. Marketing non fu interessata. Peccato, Secondo me, gli oggetti specifici, di design legati al GIOCO sarebbero apprezzatissimi da chi ha la passione dentro. Così come il mondo dello Sport, quello per tutti e quello per gli appassionati, spesso divergono notevolmente.)
  • Pensare ad un DESIGN specifico per il GIOCO DELLE CARTE O Addirittura del BURRACO.

PACKAGING (LEGGI POST):

  • Il packaging potrebbe includere le CARTE nelle confezioni per attrarre maggiormente le persone giuste a provare nuovi prodotti. Io penserei più a un CAPSULe COLLECTION limitata nel tempo, ma si potrebbe anche ideare un Packaging specifico che contenga le carte sempre, specialmente se si volesse sfruttare il CO-BRANDING con il Leader delle carte da gioco nei Tornei, ovvero  MODIANO. 

Tirando le somme, ho elencato alcuni semplici spunti di riflessione che secondo me possono essere approfonditi e messi all’opera per verificarne l’efficacia.

Di certo il fenomeno che ti ho descritto esiste e non dovrebbe essere ignorato. Considerato poi che al pari del gioco del Buraco in Italia i ragazzi e le ragazze più GIOVANI, GIOCANO a TEXAS HOLD’EM. In barba al divieto del 9-9-09 che proibisce questo tipo di  gioco  con i soldi.

Comunque vale anche per questo il concetto del gioco da sfruttare con in più il fatto che si rivolge a persone molto più giovani, dinamiche e meno Upper class rispetto a quelle del Burraco.

A dire il vero E devo dire che per questo specifico gioco e  target le imprese sono state più lungimiranti, ho visto carte regalate da profumi, oggetti brandizzati per giocare, tipo le fiches. Alcuni liquori hanno realizzato immagini con giocatori. Persino cappellini e altri oggetti da “tavolo” sono in vendita. Sicuramente il clamore lo  falicita le pagine di alcuni giornali sportivi che possono veicolare gli investimenti sulla comunicazione pandemica. leggi qui  

 Il GIOCO è un

POTENTISSIMO VEICOLO di EMOZIONI,

pertanto è CONTAGIOSO di SUO,

 se riuscite ad ATTACCARE

il vostro BRAND AL GIOCO

renderete contagioso anche il vostro Brand.

Sembra facile, NON LO E’

 Nonostante ciò

VA TENTATO E TESTATO.

Quando si gioca si abbassano le difese, ci si apre agli altri e siamo maggiormente esposti a contagi dei prodotti. Si ascoltano gli altri. Ecco perché è importante che il MARKETING OPERATIVO della COMUNICAZIONE PANDEMICO lo SFRUTTI A FONDO.

Noi di

ITALIAN BUSINESS DESIGN

potremmo aiutarti a realizzare la pandemia del tuo Brand sfruttando il gioco.

 

 

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Nel Marketing Pandemico Vince chi fa più errori e chi sa sfruttarNe la forza dirompente: i casi XEROX e 3M. Parte 1/2

 

Ho letto il bellissimo libro di Farson-Keyes   dal titolo:

Vince chi fa più errori.

Un libro stra-ordinario e  non comune nel panorama dei libri dedicati al management.  Se consideriamo che in genere si usa descrivere l’importanza della programmazione, della ricerca finalizzata  a scopi ben precisi e  per conseguire i successi aziendali, attraverso piani, elaborazione di prospetti di  business plan, focalizzazione sui core-business, per il raggiungimento dei goal o dei famigerati …. target (leggi: il target NON esitste, le persone giuste si).

Ebbene le tesi degli autori insieme alle varie e innumerevoli testimonianze ed esperienze mostrate nel libro dicono che  i successi si basano sempre e comunque sulla assoluta propensione a lasciare libere le persone di percorrere strade senza imporre loro un preciso “TARGET”  di successo. Nel senso che ciò che effettivamente conta è la strada che percorrono e non il fine. Il fine vien da se. Ciò comporta naturalmente un aspetto fondamentale: riuscire a ad accettare i fallimenti, gli sbagli e gli errori in modo da poterne sfruttare il potenziale vincente futuro. Si perché se non si accettano gli sbagli delle persone che ricercano strade nuove queste alla fine pur di non sentirsi a disagio smetteranno di rischiare  e pertanto seguiranno solo la strada sicura che li porta a non rischiare e quindi a non innovare. IN questo modo si impedisce la crescita di nuove e innovative idee imprenditoriali, da noi chiamate MUCCA VIOLA (LEGGI QUI alcuni dei prodotto mucca viola).

Se si indagasse la storia di  ogni grande Business si scopre  come la strada percorsa per arrivare al successo sia costellata da moltissimi, errori, fallimenti, sbagli i quali  sono stati parte integrante del successo.

SUCCESSO-INSUCCESSO 

sono complementari

e

 non possono essere separate

e

non debbono essere separate.

Si avete capito bene.

LA BASE del  SUCCESSO AZIENDALE  

E

IL FALLIMENTO DI MOLTISSIMI TENTATIVI.

Due ESEMPI di organizzazione  aziendale tratti dal libro sono illuminati di  come si possa fare innovazione per realizzare prodotti stra-ordinari (leggi QUI) .

Le aziende prese in esame sono:  3M  e la Xerox.

Entrambe Nate da prodotti MUCCA VIOLA con inizi assai deludenti. Poi una intuizione o meglio un  “errore” e la bravura di saperlo sfruttare le hanno rese ricche e permesso loro di espandersi in tutto il mondo.

Eppure, nonostante un inizio molto simile, una delle due continua a inseguire gli errori per introdurre prodotti sempre nuovi creando nuovi mercati, LEGGI QUI start-up solo con un prodotto stra-ordinario, l’altra invece persegue la ricerca ma non ammette digressioni o errori dalla via tracciata dal core business.

La Xerox è conosciuta da tutti per aver inventato circa 100 anni fa  e aperto il mercato del business delle stampanti d’ufficio.   Nacque però  come produttrice di carta per fotografia.  La Xerox ha sempre dato massima importanza alla ricerca. 

Tant’è vero che nel corso degli anni 70 ha  fondato a PALO ALTO, il  centro di ricerca il  PARC, visitate il loro sito QUI, a più di 3000 km dalla casa madre. Pur essendo inserito nella organizzazione sistemica dell’azienda il centro di ricerca non è mai stato sfruttato per tutte le sue potenzialità dalla XEROX  perché MOLTISSIME invenzioni non erano  in linea con il famigerato core-business aziendale o con il fantomatico Business Plan. Tanto più che in quegli anni la XEROX faceva soldi a palate con tassi di crescita a doppia cifra.  Dal 2002 è stato reso indipendente dalla casa Madre. Le sue scoperte furono sfruttate da molte aziende. La più Famosa di queste è senz’altro quella resa esplicita da Steve Jobs. Questi intuì le potenzialità della  interfaccia grafica e BITMAP, la GUI,  che ancora oggi è a fondamento di tutti gli schermi dei Pc.

Lo stesso Jobs ebbe a dire una volta visionato il potenziale delle invenzioni della PARC:

siete seduti su una miniera d’oro,

non posso  credere che la XEROX non ne stia approfittando”.

Segno che vale sempre il tema del post:  CHI INVENTA UN PRODOTTO STRA-ORDINARIO SPESSO LASCIA IL POSTO A CHI SA COMMERCIALIZZARLO .  

Per non parlare del fatto che la PARC ben prima di molte altre impresa aveva intrapreso la strada del personal Computer, che non portò avanti. Alan Kay, all’epoca l’ingegnere di punta della PARC  aveva come proprio motto:

“il modo migliore di prevedere il futuro è

INVENTARSELO”.

Indovinate un po’ chi fece propria questa frase? Proprio Lui.

Kay già nel 1979 aveva  intuito una specie di IPAd, chiamato da lui DYNABOOK, a fianco l’immagine dell’epoca. Secondo voi Jobs appena vide il progetto cosa immaginò? e  lo ha sfruttato? Sappiate che l’I-phone è partito da un progetto di Tablet.

Inoltre alla PARC gli ingegneri  migliorarono il MOUSE e che se lo accaparrò per primo sempre la APPLE imponendo poi a tutti noi di utilizzarlo al posto della tastiera. (vi consiglio di veder il film su jOBS su NETFLIX dove parla proprio Kay  l’a.d. di PARC che incontrò Jobs e di come questi reagiva alle loro invenzioni,. Kay disse:” JOBS conosce il desiderio”  diversamente dai capi della XEROX) leggi qui l’importanza del desiderio per il marketing .

Ad onor del vero i capi XEROX entrarono nel capitale APPLE con 1 milione di euro, concesso da Jobs per poter vedere le innovazioni della PARC. Pochi anni dopo quel milione si trasformò in oltre 20 milioni, ma volete metter le opportunità perse? 

Il fatto clamoroso di non saper sfruttare la “ricerca” non programmata per creare nuovi BUSINESS.  Se a ciò aggiungiamo che la EXORX fece cedere alla HP una scoperta della PARC  rivoluzionare proprio nel core business. Cedette  parte della invenzione  sulla stampa laser alla HP. Tirate voi le conclusioni.  Insomma il PARC della Xerox ha sfornato continuamente prodotti Stra-ordinari (leggi qui ) e i CEO non hanno mai saputo sfruttarne la potenzialità. Immagino per due motivi interconnessi:

  1.  Profitti enormi con un vantaggio competitivo nel tempo ben difeso sulla MUCCA VIOLA aziendale LA STAMPANTE. .Il successo annebbia molto più dell’insuccesso.
  2. Focalizzazione sui piani aziendali, in particolare sul core business.
  3. Poca lungimiranza dei capi e poca propensione al rischio.
  • IL SECONDO ESEMPIO : 3M      leggi qui la storia

LA 3M sfrutta  e sollecita la libertà di fallire  dei propri dipendenti, pronti a coglierne le potenzialità in ogni settore si manifesti. Si consideri che la 3M produce circa 75 mila prodotti differenti. Nel corso della storia dell’Impresa si sono resi conto di quanto fosse dominata dal caso la ricerca e di quanto fosse importante lasciar libere le persone di tentare strade sconosciute che spesso portavano a sonori fallimenti.

MA…. SE ALMENO UN 10% DEI PROGETTI

RISULTANO VINCENTI

RIPAGANO AMPIAMENTE I FALLIMENTI. 

La ricerca  della 3M è molto meno strutturata,

più folle, più personalistica,

meno burocratica.

Le invenzioni che hanno reso profittecole questa impresa sono state date dal puro caso. Da strade NON CONVENZIONALI PERCORSE, anzi vengono ammesse e incoraggiate. 

La Mission (leggi  il significato di Mission QUI)  della 3M è:  

SCIENZA APPLICATA ALLA VITA. 

Per i primi 14 anni la 3M non guadagnò una lira dalla loro produzione,  prima dalla miniere poi da carta vetrata. Fino a quando quasi per sbaglio un dipendente si inventò per caso il nastro adesivo che ormai è chiamato come il nome del brand SCOTCH, potete leggere la storia che parte dal 1930 QUI.  A seguire si sono inventati sempre con lo stesso metodo MIGLIAIA di prodotti e aperto innumerevoli mercati, leggi post sullo  spirito jugaad. Nascono così i business nei più disparati comparti. Sia per il Business che per il consumo. Non si precludono la strada dietro a inutili Piano, Business Plane o Inossidabili Business Plan.  Come si dice nel libro a pag. 75: “la 3M è il sacrario delle invenzioni Casuali” .

Il Mantra (leggi QUI) Aziendale recita:

“Meglio chiedere il Perdono

che il Permesso“. 

Lasciano le persone LIBERE di sperimentare nuovi prodotti, spesso fallimentari, ma fa parte dell’organizzazione interna. L’atmosfera alla 3M è quella del Fare, provare, riprovare tentare il successo.

QUALE IL LORO SEGRETO ? il connubio di vari aspetti:

  1. budget enormi per la ricerca?
  2. gli addetti alla ricerca sono liberi almeno una volta  settimana per i loro progetti?
  3. il 30% dei prodotti 3M devono avere meno di 4 anni di vita
  4. Undicesimo Comandamento: “non uccidere una nuova idea prodotto senza averla testata prima”. L’onere di ucciderla spetta all’assassino, non all’inventore.
  5. divisioni autonome?
  6. leadership illuminata e forte?
  7. somme devolute in modo capillare, anche se poco, ma a tutti per tutti i progetti?
  8. Assunzione del personale idoneo alla libera ricerca? Di certo questa azienda attira i personaggi più bizzarri che desiderano creare i loro “sogni” imprenditoriali.

NESSUNA IN PARTICOLARE

E

TUTTE CONTEMPORANEAMENTE.

Secondo i capi della 3M, l’innovazione è più una questione Antropologica che tecnologica. Una questione di CULTURA. Ecco il punto.

La Cultura del Fallimento, del TRIAL AND ERROR  ,  è la base di ogni BUSINESS.

Se lavori in un ambiente che non ti fa pesare la sconfitta o il fallimento, sarai stimolato a riprovare più facilmente.

 Viceversa se ad ogni sbaglio tutti ti additano come una nullità, la possibilità di trovare la forza di reagire e di ritentare sono assai scarse, anche se non impossibili, ma di certo per molti limitate. 

Purtroppo la cultura italiana è esattamente all’opposto di quella della 3M e per certi versi vicina a quella della XEROX, anche se capaci di ricerca e di invenzioni, non sappiamo utilizzarla e sfruttarla per aprire nuovi mercati, forse perché focalizzati sul passato troppo ricchi per rischiare strade nuove e incerte.

Noi di ITALIAN BUSINESS DESIGN siamo nati proprio per spronare le persone di buona volontà a mettere in pratica  i loro sogni imprenditoriali realizzando il proprio BUSINESS.

Consapevoli che gli ERRORI e i FALLIMENTI 

SI TRASFORMANO IN SFOLGORANTI SUCCESSI. 

Per questo abbiamo scritto il nostro primo E-BOOK CHE potete acquistare QUI Sia su Amazon che Itunes. DAL TITOLO.

 I Principi di Business Design. Come Aprire il tuo Mercato.

l’innovazione grazie all’ANTROPOLOGO d’impresa

Senza innovare l’impresa fallisce. Qualunque impresa, anche quella che si considera leader di un settore, solida patrimonialmente, con ottime prospettive future. Prima o poi il tempo banalizza tutto e ciò che parte come prodotto stra-ordinario, o mucca viola, si banalizza ed allora tutto finisce e spesso anche di brutto e velocemente.

Rileggo in questo giorni l’interessante libro di Tom Kelley sui volti dell’innovazione. Mi accorgo quanto mi ha influenzato. Un libro che offre spunti di riflessioni per incentivare agli imprenditori piccoli  ed anche grandi, a inserire nel loro sistema organizzativo, persone dedicate a scoprire, sperimentare, divulgare le innovazioni possibili e realizzare prodotti desiderati ma non ancora presenti sul mercato.

Tom Kelley è fondatore e ceo della IDEO.COM

una delle aziende mondiali specializzata nella consulenza per le innovazioni e per il lancio di prodotti innovativi. In Usa considerata una delle realtà imprenditoriali dove tutti i giovani ambiziosi e creativi vorrebbero lavorare.  Pertanto ci offre un piccolo esempio di cosa lui fa nella vita, per mettere in pratica idee innovative.

Tuttavia  fin dall’inizio ci avverte che avere una buona idea, non è innovare. Si diventa Innovatori solo se la si realizza se la si mette in pratica, magari in modo maldestro e scombinato, ma l’implementazione dell’idea fa si che si inizi veramente ad innovare.

Inoltre ci mette in guardia dalla persona che spesso e volentieri fa l’avvocato del diavolo. Questi in modo luciferino scoraggia e disincentiva  le persone anche ingenue che hanno piccole e significative idee da realizzare, fin sul nascere. Hanno sempre il momento giusto per farlo, se le cose vanno bene ti dicono che non serve, se vanno male non è tempo di stare a fare esperimenti.

( Piccolo inciso. L’Italia è piena di avvocati del diavolo, che dicono la frase smontante e poi aggiungono:  “guarda che io lo faccio per te, idea strampalata, dobbiamo fare come tutti, ma chi te lo fa fare., dove pensi andare a …. ecc. ecc.” Gente in genere occhialuta  con abiti vecchi, che dipingono il futuro scialbo esattamente come il loro passato. Ecco lasciateli andare, non badate loro. )

Ecco di queste persone le imprese non ne hanno bisogno e devono essere mandate all’infero, appunto il luogo da cui provengono.

Occorre invece che ci sia la voglia di Scoprire come è fatto l’uomo,

sperimentare cose per i loro desideri,

occorre poi persone  chi si preoccupino di impollinare il prodotto e aprire un mercato (ne parleremo a fondo con i prossimi post dedicati al contagio del prodotto).

In particolare mi preme sottolineare come  la persona che spesso manca nelle imprese sia quella che dedica il tempo a fare solo ricerca “antropologica”.  L’antropologo studia l’uomo e studiando capisce cosa fa, come lo fa, quando lo fa  e perché lo fa. Non si accontenta delle parole, in quanto siamo tutti mentitori nati, ma indaga a fondo. cerca di capire in modo preciso cosa magari potrebbe desiderare, una volta individuato il desiderio ecco che scatta la sperimentazione del prodotto. Per vedere se funziona poi occorre metterla in pratica.

Le persone, i clienti sono maestre nel dirvi cosa il prodotto soddisfa e cosa invece manca, potrebbero dare indicazioni utili di miglioramento dei prodotti, non è cosa da poco, TUTTAVIA giammai i clienti possono dirvi cosa desiderano per il futuro come innovazioni radicali o salti tecnologici.

Ricordo a proposito ciò che diceva il mitico FORD, quello delle macchine : Se avessi chiesto ai miei clienti cosa volevano avere per muoversi mi avrebbero risposto un cavallo più veloce e biada più economica. 

Allo stesso tempo se chiedevate ai possessori dei vecchi sistemi VHS come migliorare il prodotto, vi avrebbero detto, maggiore velocità di riavvolgimento e nastri durevoli. Ma nessuno vi avrebbe detto: INVENTATE IL DVD.

Ecco l’antropologo deve DE-CRIPTARE I DESIDERI latenti e sconosciuti ai desideranti stessi. Serve ricerca, intuito, cercare le persone giuste, sperimentare ecc.ecc. 

A pensarci bene, sono le cose che ogni grande imprenditore ha fatto all’inizio della sua carrieare per affermarsi, non si capisce perché poi, non lo continui a fare, magari con forze giovani e fresche.

Tentativi ed errori devono essere messi in conto, ma se il desiderio recondito è giusto prima o poi il prodotto si imporrà, certo grazie anche ad altre persone deputate alla diffusione.

SUGGERIMENTI PER LE IMPRESE PER INNOVARE :

  • Selezionate bene e Assumete, anche come stagisti giovani curiosi bravi che sappiano darvi informazioni di continuo, anche laurati in scienze umanistiche. Purchè siano in gamba ed estremamente curiosi e appassionati di conoscere l’uomo.
  • cercate non il “déjà-vu” ovvero ciò che si vive  già visto ma il suo contrario il “vuja-de” ovvero ciò che tutti hanno visto ma nessuno ci aveva pensato.
  • Create una libreria interna con migliaia di riviste a cui abbonarsi e disponibile ai piùfate viaggiare spesso i vostri collaboratori o ragazzi che possano assorbire novità
  • se pensate di non avere forze interne allora rivolgetevi a imprese specializzate in outsourcing.
  • Imponete all’impresa di immettere novità in determinati tempi stabiliti, tipo  minimo 2-3 prodotti nuovi all’anno da testare.

Passaparola Pandemico: un esempio viral-natalizio

 

Voglio raccontarvi una storia che mi è successa poco tempo fa e che evidenzia la potenza del passaparola.

Pochi giorni fa sono passato per Loreto per pregare e per il sacramento della confessione. Poche persone e molti preti, strano in genere sotto le feste avviene il contrario. Mi avvicino al più esposto alla luce ed italiano, essendo io molto stanco, mezzo miope e mezzo sordo. Il prete anziano è stato amabilissimo abbiamo parlato per un 20 minuti, durante i quali ci siamo avvicinati nella comune passione della teologia, io da laureato in teologia pastorale e lui da studioso appassionato. Alla fine mi consgila ed esorta, oltre le varie indicazioni post confessione a leggere il libro capolavoro di Durwell: la morte del Cristo.

Mi avverte però che sarà non semplice reperirlo in questi giorni, poiché si vende moltissimo. Dopo pochi minuti alla fine delle preghiere mi reco presso la libreria della Santa Casa per acquistarlo ma non lo hanno, è in riordine, e mi dice se voglio prenotarlo, poiché ne vendono una cinquantina  minimo a settimana, circa duecento al mese da un po’ di tempo.

Ringrazio ma penso che con i mezzi tecnologici che in 48-72 ore posso averlo tramite amazon o Ibs.  Prima però tento in una libreria cattolica vicino ma niente, come sopra, ed anche la libreria cattolica del mio paese che mi dice  le stesse cose e che già molte altre persone sono in lista d’attesa per reperire il libro, grazie a questo prete di Loreto.

INCREDIBILE dico io. Pensate che a Loreto ci sono almeno 10-15 preti che a rotazione confessano, e che ipotizzo che don Ubaldo, il prete in questione, al massimo potrà confessare, una 50 persone a settimana, e sono molto ma molto generoso. Possibile che tutte queste si catapultino a leggere il libro?

In più vado su internet. Nè amazon ne Ibs lo hanno disponibile, ma lo trovo con consegna per il prossimo anno su alcuni siti minori. Decido di aspettare anno prossimo per poterlo avere, tanto non mi sfuggirà.

Da studioso e consulente di Marketing è un episodio molto ma molto interessante su come si innesca una viralità pandemica da un Passaparola o Buzz diretto.

CHIEDIAMOCI: Perché molti di coloro che si sono confessati da lui corrono a comperare il libro? (non era la penitenza.  sia ben chiaro.)

  • Fiducia nel trasmettitore: cioè colui che trasmette ha la nostra piena fiducia, NONOSTANTE, fosse stata la prima volta che io lo abbia mai visto.
  • Stimoli innescati dal far parte della stessa Tribù, i cristiani appassionati di Teologia
  • Ambiente: il luogo in cui io ho ricevuto il brusio è qualificante ed avvalorante la trasmissione ricevuta
  • Momento particolare, ovvero durante un rito, questo dà un significato particolare alla trasmissione del brusio.
  • Modo con il quale il prete, con enorme trasporto, ha magnificato il libro, me lo ha fatto leggere, l’incipit e il versetto finale, gli stava a cuore in modo particolare aggiungendo che lui lo ha letto oltre 20 volte. Insomma ha toccato le corde emozionali nel parlarne, attraverso una Storia.
  • Avvertenze delle difficoltà, che innesca la sfida di trovarlo

Insomma credo che questi 6 ingredienti siano una miscela esplosiva per far scatenare un Passaparola in grado di far divulgare il prodotto.

Certo non è semplice tuttavia proviamo a rifletterci sopra secondo il metodo della Negazione, ovvero alla rovescia il passaparola non avrebbe funzionato in quanto:

  • Zero Fiducia nel trasmettitore, chi accetterebbe il  suggerimento?
  • Se non stimolati, perché parte di una “tribù”  come quella cristiana, penso sarebbe stato difficile dare ascolto. Fosse stato detto da un testimone di geova difficile avrei ascoltato il titolo.
  • Don Ubaldo al bar che mi parla del libro, …. che palle, sto prete….. hahahahh
  • Se occupato a fare altro, di certo non ascolto, mentre durante un rito….. come posso non ascoltare?
  • Se me lo avesse imposto lo avrei preso comunque? oppure …. avrei fatto resistenza? come fanno i bimbi di fronte a un no? …..
  • Senza difficoltà non ci sarebbe gusto a cercarlo, e magari penso che solo io posso leggere sto libro, invece altri mi hanno preceduto allora …. insomma con un minimo di ostacolo aumenta la voglia di trovarlo. E che sarà mai sto libro?

Insomma il post esperienziale sulle mie gesta natalizie vuole esser una riflessione per tutti coloro che tentano di contagiare le persone con il proprio prodotto innovativo.

Suggerimenti sulla  base della mia esperienza sopra esposta  per scatenare un passaparola efficace:

  1. Cercate di influenzare e far provare il prodotto a persone che hanno molta fiducia dalle altre persone, accettane i consiglio positivi o negativi
  2. stimolate e scovate le tribù di riferimento. Ci sono ci sono, non dubitate, la ricerca è essenziale.
  3. scegliete l’ambiente adatto ove scatenare il passaparola anche con guerrilla marketing, ove la tribù si ritrova. L’ambiente deve essere ubertoso, ovvero molto ma molto fertile, in modo da moltiplicare il fatto di accettare il passaparola.
  4. scegliete il momento, il rito migliore per far conoscere e farvi conoscere
  5. pensate al modo gentile per far conoscer il prodotto-servizio, fondamentale non siate ossessivi, ma benevoli
  6. create una difficoltà, minima anche, per far venire l’acquolina in bocca, l’attesa genera desiderio , si sa, ma non esagerate.

Non so se scriverò un  altro post pre-natalizio, con questo vi auguro intanto di trascorrere un Santo Natale alla luce del Signore che nasce e per chi volesse acquistate come farò io il testo di Durwell : la morte del figlio.