Il vino si arricchisce di valore solo se diventa BRAND grazie all’antropologo d’impresa

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La settimana scorsa sul sole24ore, ho letto un articolo molto breve, che parlava del rapporto sul vino del Censis.

Ti invito a legger questo articolo che meglio fotografa quanto ha analizzato il Cesnis: clicca qui.

L’articolo tratto da www.thefoodmakers.startupitalia.eu,

di Simone Cosimi  conclude con queste parole:

“In termini più strettamente economici, invece, l’Italia conta su una produzione di vino pari a 50,9 milioni di ettolitri l’anno, superiore a quella di Francia, Spagna, Germania e Portogallo. Il valore unitario in ettolitri ricavato dal rapporto tra il valore della produzione di vino e la produzione di vino in quantità è in Italia pari però a 191,4 euro per ettolitro, inferiore al dato della Francia (316,6 euro/ettolitro) e persino, con una certa sorpresa, della Germania (207,7 euro/ettolitro).” 

Insomma produciamo vino in gran quantità ma di POCO VALORE economico.

UN ETTOLITRO ITALIANO MENO

DI 200 EURO

UN ETTOLITRO FRANCESE

316 EURO 

CHI CI GUADAGNA DI Più!!!!

IL VINO FRANCESE VALE 1,5 VOLTE DI Più

DEL VINO ITALIANO

L’articolo riportato sul sole24ore  RIPORTAVA invece le parole dal Sig. Boscaini presidente della Federvini ma soprattutto imprenditore della casa vinicola

MASI 

CHE IO E MIA MOGLIE ADORIAMO, perchèche produce il nostro vino preferito da sempre

AMARONE.

L’abbiamo scelto anche per il mio matrimonio, e ti assicuro che gli invitati ancora oggi ci parlano del vino che abbiamo offerto e che …. NON CONOSCEVANO.

Riporto le parole del sig. Boscaini:

“La sfida del valore, della valorizzazione del vino italiano, è anche culturale: dice Boscaini

” C’è ANCHE una cultura di impresa, oltre il 50% del vino italian

o è prodotto dalla cooperazione, sono coop tre delle prime cinque aziende italiane per fatturato, ma LA COOPERAZIONE ha come stellapolare non il valore del prodotto ma la remunerazione delle uve ai soci.

E’ come se un’azienda dolciaria producesse panettoni per ripagarsi il costo della farina!!!!!!!. “

questa FREDDURA è strepitosa hahahah

” Insomma la Sfida del VALORE

non può fare a meno di un salto di qualità

anche nella cooperazione vitivinicola italiana.”.

Questa affermazione mi ha particolarmente colpito. Credo che la Federvini abbia scelto un ottimo presidente sperando che riesca a trasmetttere quanto dice e soprattutto quanto mette in pratica alla MASI.

Ho scoperto infatti che alla Masi hanno organizzato l’azienda proprio in chiave di VALORE, clicca qui per leggere il gruppo tecnico della MASI.

Il VINO si deve associare ad un BRAND per trasmetter VALORE. Lo sanno molto bene i FRANCESI che non si sbattano più di tanto a produrre di più ma a vendere MEGLIO.

Estratto da Simoni sempre dal CENSIS:

“Nell’acquisto di un vino conta la provenienza italiana (91,2%), che il prodotto sia certificato, di Denominazione di origine protetta (85,9%)e Indicazione geografica protetta  (85,2%) e che sia del marchio giusto. Il brand è infatti essenziale nel settore enogastronomico: il 70% degli italiani intervistati indica nel marchio il fattore che più influenza la propria scelta.”

Il VALORE Di un PRODOTTO qualunque esso sia PASSA SEMPRE ATTRAVERSO IL BRAND.

Lo hanno sempre capito e saputo sfruttare i nostri cugini d’oltralpe.

Il Brand  CHAMPAGNE evoca tutto, così come la parola BORDEAUX !!!

E NON LO SVENDONO DI CERTO ANZI.

Non ha la stessa valenza il Nome VERDICCHIO e tanto meno l’osannato PRO-SECCO.

ENTRAMBI POTREBBERO ESSERE DEI POTENZIALI BRAND 

MA ….

PER ORA SONO SOLO DEI VINI 

a volte neanche tanto ottimi

Dice infatti il sig. Boscaini che di recente ha acquistito una casa vinicola trevigiana che produce Prosecco:

“il Prosecco 

ha vinto la sfida dei mercati internazionali,

ma non quella del valore.

Deve cioè mirare a una fascia di prezzo congrua”.

SANTE SANTE PAROLE.

Da Marchigiano dico lo stesso per il nostro bianco: IL VERDICCHIO!!!

Come si fa a vendere il BiANCO migliore d’Italia a soli 3-4 al LITRO!!!

UN ASSOLUTO SUICIDIO.

Dare valore ad un prodotto è MOLTO MA MOLTO DIFFICILE,

e soprattutto

Necessita di MOLTO MA MOLTO TEMPO!!

TUTTAVIA

IL FATTO è

CHE …..

è L’UNICA COSA CHE CONTA!!!

Se avete letto cosa fa il sig. Boscaini alla MASI nel gruppo tecnico capite che la strada è quella giusta.

NON SI VENDE SOLO

UN VINO

MA

TUTTO UN SISTEMA Di VALORE 

CHE

ARRICCHISCE DI VALORE IL PRODOTTO  e

NEL TEMPO SI DIVENTA

BRAND PANEMICO

ALCUNI ESEMPI di Strumenti di sistema per dare valore da applicare in modo UNICO E CREATIVO ALLE IMPRESE che producono vino.

  1. Le Emozioni: leggi il link   LE EMOZIONI ECCITANTI STIMOLANO IL PASSAPAROLA: IL LANCIO BMW Z4 con THE HIRE
  2. Valore Pratico (il PRezzo):  certo anche il prezzo potrebbe essere un valore, ma a determinati e vincenti aspetti.
  3. La StoriaLa Storia contagiosa contiene tutti i contagi 6/6
  4. VISIBILITà ed il fattore Presa: L’importanza della VISIBILITA’ per il passaparola pandemico 3/6
  5. VALUTA SOCIALE: ecco un estrattto dal  E-book: Il Marketing Pandemico:

Niente è più virale o contagioso di un amico che va in un locale e poi te lo consiglia caldamente…  

Condividiamo quello che ci fa fare bella figura con gli altri.”

La valuta sociale è uno degli aspetti psicologi fondamentali …..Far leva sulla valuta sociale significa fare in modo che le persone, specialmente se agenti pandemici, sperimentino il nostro prodotto e lo percepiscano come un qualcosa che possa dare loro valore se ne parlano con gli altri, se lo indossano, se lo mangiano etc.etc. Il contagio aumenta in modo assai rapido se il passaparola si fonda su un qualche cosa che vale la pena raccontare e che ci fa aumentare il nostro status agli occhi degli altri. Il passaparola si scatena perché le persone amano fare bella figura con i propri simili cosa che gratifica la loro autostima……. (consiglio vivamente lettura del libro, ovvio).

 Per realizzare ciò

Le Aziende Vinicole devono  investire  in

Marketing Pandemico

ed allo stesso tempo a produrre un grande VINO ed

impare a dargli VALORE fino

A Diventare un

BRAND PANDEMICO,

INVESTIRE IN :

Antropologo d’Impresa che ti aiuta a diventare BRAND.

Il signor Boscaini è sicuramente uno dei più grandi Antropologi d’impresa che l’Italia dispone. Al pari di quelli che di cui ho scritto:

Se le aziende del VINO vogliono dare VALORE alla loro impresa e far in modo che il loro vino diventi IL VINO con tanto di  Brand avete due alternative:

  1. o avete in azienda un Antropologo d’impresa

  2. o ne ingaggiate uno appassionato di vino ….

Se volete saperne di più e meglio CONTATTATEMI per me sarebbe un onore aiutare le aziende ITALIANE ad arricchirsi di VALORE .

enjoy

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L’antropologo d’impresa e il valore del Brand per gli stabilimenti balneari.

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L’anno scorso ho pubblicato sul mio Blog di idee virus potenziali e innovative una piccola idea per render attraente le Nostre Spiagge.

Clicca qui per leggere intero Post

In sintesi proponevo di COLORARE LE SPIAGGE:

Dato che la Spiaggia è poco attraente così  COME è in modo NATURALE allora perché non realizzare una versione ARTIFICIALE e COLORATISSIMA?

Immaginate uno Spray o una Vernice

che si passa sopra i ciottoli colorati e rendere

la Spiaggia UNICA e

COLORATA nel suo genere.

Ovviamente i puristi naturalisti inorridiscono, e quando mai non lo fanno così come gli avvocati del diavolo quelli che sono nati per porre ostacoli.

 ma il MARKETING PANDEMICO è ERETICO

PER DEFINIZIONE.

Allora dato che tutti gli stabilimenti balneari si stanno attrezzando per affrontare la nuova stagione balneare, oltre quanto già affermato scrivo un post da

ANTROPOLOGO D’IMPRESA 

Proviamo ad immaginare con creatività e follia lo

 STABILIMENTO BALNEARE 

come 

Mucca Viola

  1. La primissima cosa da fare è dare una visione di lungo periodo allo Stabilimento balneare. Quella che si chiama MISSION aziendale. Attraverso la quale tutti coloro che ci lavorano e soprattutto coloro che lo frequentano sappiano esattamente quali sono i desideri che intende soddisfare. Se per i giovani, se per le famiglie, se per i benestanti, o per il mass market. Insomma la Mission è La stella polare che guida tutte le azioni dello stabilimento.   La Mission deve essere improntata al tuo DESIDERIO DI CAMBIARE IL MONDO DELLE PERSONE. Sognante ma realistica.

Alcune Idee di Mission da approfondire possono essere:

A- Stabilimento balneare per famiglia, ove trovare tutto quanto possa essere utile e confortevole per le mamme, i papà, le nonne ed i …. figli.

B- Stabilimento per giovani, per attrarre i giovani dai 15 anni ai 30 anni con attività adatte al loro mood.

C- Stabilimento Balneare per raffinati, con evidente spesa notevole, ove i desideri da soddisfare sono quelli del bien vivre.

D- Stabilimento balneare per Tecnologici: con uso di tutti mezzi tecnologici a…. palla.

E- Stabilimento balneare per iper-sportivi. 

Altri spunti li trovi

 qui

Io sconsiglio VIVAMENTE di pensare di realizzare uno stabilimento che sia UN MIX di tutto. Se si vuole sfruttare il passaparola occorre essere BEN identificati per un aspetto ben preciso. Che poi se una famiglia gli piaccia frequentare uno stabilimento non propriamente adatto a loro, ben venga. Ma la MISSION deve essere  CHIARA e  dare l’indicazione a tutte le scelte di Marketing. Leggi il post:

 LA “MISSION” Pandemica

Una volta definito in modo chiaro la MISSION le strategie e le tattiche di Marketing sono una logica e creativa conseguenza.

Ecco i Primi Passi che Consiglio di fare:

  • DEFINIZIONE DI UNA Corretta  BRAND IDENTITY  . Brand Name, colori, forme e quanto possa chiaramente essere identificabile con il TUO stabilimento. Evitate di ingaggiare, la figlia di… l’amico di…., il parente di…. , il conoscente di…. Scegliete con cura un bravo grafico ed affidatevi a lui. E’ di fondamentale Importanza.
  • Il Passaparola Visivo utile per diffondere la comunicazione aziendale è uno dei più potenti mezzi di comunicazione.
  • Prodotto da Offrire in linea con la MISSION e possibilmente NON BANALI:                 il bar Mucca VIOLA
  • Per quanto possibile tenderei a offrire prodotti UNICI, CON PREZZI ADEGUATI E DI ALTO POTENZIALE DI MARGINE, insomma se tutti vendono la coca-cola, ovvio che vi confondete, ma se si offre prodotti innovativi, con una impronta precisa ci si distingue.  Penso alle birre artigianali, ma anche ai succhi di frutti a KM0, oppure novità Made in Usa, oppure Bio. Insomma Bisogna rischiare di offrire sempre prodotti UNICI per i quali si ricordati. (SI LO so che vendere coca-cola, gelati algida e compagnia bella ,  conviene tantissimo, ma ti assicuro che si può fare altrettanto con altri prodotti e ci guadagni di più nel lungo periodo. perché valorizzi il tuo brand!!!!! che è L’UNICA COSA CHE CONTA.)
  • Fondamentale poi evitare la. La Sciatteria d’impresa blocca il successo ci vuole un antropologo d’impresa
  • Servizio al cliente fondamentale per il retail: esperienze da antropologo d’impresa . Sottolineare l’importanza del SERVIZIO è fin troppo facile, eppure le personali esperienze vissute mi dimostrano che pochissimi sanno come effettive gestire un servizio clienti, (nota polemica: dalle nostre parti poi è del tutto sconosciuto).
  • NON AVERE PAURA DI SBAGLIARE, SOLO FARAI MOLTI ERRORI OTTERRAI MOLTO SUCCESSO: Marketing Pandemico le difficoltà e prova, sbaglia e riprova

Tutto deve concorrere a dare VALORE AL TUO BRAND. Solo questo conta, gli stabilimenti balneari sono tutti UGUALI,

il TUO DEVE ESSERE UNA MUCCA VIOLA TRA MUCCHE BIANCHE , INCONFONDIBILE

E

Stra-ordinario.

Il Valore di Un brand è incommensurabile,

quello di uno qualsiasi di stabilimento balneare invece è definito.

Sono sempre a disposizione per

VAfoto paolo izzoLORIZZARE IL TUO BRAND

DA

ANTROPOLOGO D’IMPRESA. 

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L’antropologo d’impresa parlerà sabato 20 maggio. Tema del Meeting: incubatore d’impresa dal sogno alla realtà

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Sabato 20 maggio

Sono Stato invitato a parlare da

ANTROPOLOGO D’IMPRESA

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ad un incontro organizzato dalla  candidata Sindaco di Porto San Giorgio: L’imprenditrice Petracci.

DALLE ORE 16,30  

PRESSO LA SALA la sala Max Salvadori della Società Operaia “G. Garibaldi”

(P.S. davanti al mio locale preferito, il BOTANIST ) 

 

Il tema dell’incontro :

Incubatore d’impresa dal sogno alla Realtà

 ECCO la Pagina Facebook di lancio.

Ho accettato per vari motivi.

  1. La candidata Sindaco la conosco da anni, ed è una brava imprenditrice, sapete  che io ho un debole per tutti coloro che fanno impresa.
  2. Mi ha chiamato una carissima amica d’infanzia, con la quale ho trascorso interminabili ore scolastiche dato che con lei ho vissuto la scuola dalla medie alle superiori. Nonché amica di famiglia.
  3. Di recente altri candidati, di altri paesi vicini, tipo Civitanova e Fermo avevano chiedo alcune idee per poter parlare di temi “innovativi”, ed io mi ero prodigato di preparare un piccolo memorandum su come i Sindaci possano “spingere” ed aiutare i piccoli semi di coloro che intendono piantare una Startup.
  4. iNCONTRO Organizzato in collaborazione con THE HIVE,    FORSE il più importante incubatore della nostra regione con discreti successi ottenuti. 

In considerazione di tutto ciò ho deciso di accettare l’invito. Sotto riporto il memorandum che ho scritto per i candidati e che, al momento non credo abbia avuto seguito.

 

Il mio intervento, dato che non ho assolutamente tempo di prepararlo sarà improntato sotto due aspetti:

  1. Cosa possono fare di “emozionante” i Sindaci  per far sviluppare i progetti e i sogni dei futuri startupper.

     Leggi sotto il memorandum che ho scritto.

  2. Cosa fa un Antropologo d’impresa affinché il sogno degli Startupper diventi Realtà .

     LEGGERE IL MIO BLOG DI 

    MARKETING PANDMICO 

E MAGARI Studiare il nostro libro  per acquistarlo clicca quicopertina-marketing-pandemico

BREVE MEMORANDUM START-UP per futuri SINDACI Stra-ordinari

In Italia sono state registrate circa 7000 Start-up innovative, con un icremento di oltre il 110% rispetto al 2014. Si pensa che in rampa di lancio ci siano altre 10.000 Start-Up pronte a salpare per creare un proprio mercato.

Nelle Marche si contano circa

350 Start-up Innovative.

La Regione Marche ha un eccellente record di 8 start-Up ogni 1.000 abitanti, seconda solo al Trentino con 10 ogni 1.000 abitanti. La media Italiana ed Europea è di 4,5 Start-Up ogni 1.000 abitanti. Chissà magari stiamo rivivendo quanto successo a inizio anni ’70 con il settore della calzatura.

Le persone che si lanciano nella creazione di  imprese innovative, sia nel campo tecnologico che in altri setttori hanno una media età  di poco superiore ai  30 anni, con studi medio-alti, anche se rispetto all’Europa meno dottorandi e laureati.

Questa estate a Civitanova Alta c’è stato l’evento organizzato da Startupitalia, uno dei maggiori portali ove si incontrano gli startupper, che ha riscosso un notevole successo.

A gennaio è partito il Mini Master UNICAM dedicato ai finanziamenti per le Start-Up, ha fatto il pieno, con otlre 50 iscritti, di cui 40 frequentanti. A detta della Prof.ssa Gentilucci è stato un successo tanto ampio quanto in inatteso, tra l’altro lanciato con le difficoltà del momento.

Andiamo al dunque.

INIZIATIVE DI UN COMUNE PER LE START-UP

  • Un referente, che sia Assessore o un delegato del Sindaco, ad ogni modo una persona “smart” che sappia rispondere in modo chiaro, veloce e continuo alle richieste degli start-upper. Sia dal punto di vista Burocratico, sia dal punto di vista Informativo.
  • Cooperare con la UNICAM, molto attiva con la formazione delle start-up. L’Università potrebbe gestire tutta la parte legata alla ricerca pura e formazione e contatti con gli start-upper.
  • Trovare un spazio tipo OPEN-SPACE. Esempio migliore è il FABLAB di Torino o Innovation Square Rimini. Il comune ospita, anche in affitto, gli Start-upper per realizzare i loro prototipi e primi passi. La parte amministrativa, le utenze internet, la pulizia e alcuni macchinari (tipo stampanti 3D ) sono in comune ecc.ecc. Gli spazi affittati sono responsabilità delle start-up.
  • Nelle Marche ci si potrebbe appoggiare, magari anche all’inizio a Jcube, di Jesi con soldi regionali. Civitanova o Porto San Giorgio potrebbero essere la sede staccata per il “sud” delle marche.
  • Fornire supporto burocratico per accedere ai numerosi bandi europei o regionali. Ci sono società   Eurocube di Jesi  o The Hive  o Harvi Up.  che offrono questi servizi. Il comune potrebbe stipulare un accordo di consulenza a supporto di tutti gli start-upper, tipo sportello informativo. Ricordo che la Regione risarcire completamente il costo sostenuto per accedere ai bandi europei alle società riconosciute, indipendentemente se il bando è stato vinto.
  • Molti comuni adottano la scelta di realizzare una società, di tipo S.C.A.R.L., con il sistema Partner Pubblico Privato, in modo da poter accedere ai numerosi fondi Europei o Regionali.
  • Sviluppo di eventi con professionisti del settore che aiutino a coltivare la consapevolezza del processo di creazione e degli strumenti necessari.
  • Collaborare con Start-up Italia che veicolano i desideri dei giovani start-upper.
  • Da ultimo segnalo che è stato appena lanciato il Bando Edison Plus 2017, che offre notevoli opportunità specie per le zone investite dal Terremoto.
  • Consiglio di attenzionare quanto sta realizzando Bologna con URBAN Center. Uno dei collaboratori della iniziativa è marchigiano, di Jesi, il sig. Marco Cardinaletti di Eurocube, clicca qui  Uno spazio ove poter realizzare la città del futuro. Anche i Gal, si stanno indirizzando sul discorso del Brand locale e futuristico.

I punti elencati sopra, sono tanti e complicati, me ne rendo conto. Dovrebbero rientrare in una ottica di ampio raggio, di lungo periodo, e di base essere anche in condivisione con tutte le parti, in modo da offrire il proprio contributo. Ma è difficile pensare che in Italia ciò possa avvenire. Sempre in campagna elettorale.

Comuque ciò che conta è dare un segnale, una direzione, una meta futura e una speranza alla nostra realtà locale. Magari anche piccoli passi, nella direzione giusta possono significare molto per le nuove generazioni e stimolarli a mettere i propri talente a disposizione di tutti.

Grazie per l’attenzione

 

Antropologo d’Impresa ti aiuta a diventare BRAND.

Ma di preciso cosa fa un

Antropologo d’impresa

Se avessi avuto  un euro  per tutte le volte che me lo sono sentito chiedere, oggi avrei un cospicuo gruzzoletto di denaro in più.

Devo ammettere che spiegarlo non è facile, specie cercando di evitare, come è mia intenzione le banalità e le negatività di alcuni stereotipi. Consulente, marketing, comunicazione aziendale, branding ecc.ecc.

Ho partecipato ad un interessante Meeting con alcuni professionisti. In questo incontro tutti si sono dovuti presentare in pochi secondi, meno di un minuto. Io tremavo all’idea di dover condensare ciò che faccio per le imprese in poche parole a chi non è avvezzo a termini tecnici. Si anche io soffro della MALEDIZIONE DELLA CONOSCENZA.

Io so cosa sono e cosa posso offrire, ma coloro che mi ascoltano lo Capiscono?

E’ questa la domanda che mi girava in testa. Ho deciso di puntare tutto sugli obiettivi che l’impresa o il professionista potrebbe raggiungere se avesse il coraggio di affidarsi ad un ANTROPOLOGO D’IMPRESA. 

Obiettivo: ampliare e consolidare il proprio mercato, conoscer meglio i propri clienti in modo da rendere sempre più forte il loro legame.

Tuttavia era ancora insufficiente a spiegare bene il COME potevo raggiunger questo obiettivo.

Mi giunge in soccorso il coordinatore del meeting, che non a caso è un bravissimo Linkedin Manager, che spiega in due parole la mia attività e dice :

VI AIUTA A DIVENTARE

BRAND 

WOWW,

io in un minuto non sono riuscito a farmi capire dagli astanti, lui in 2 secondi ha perfettamente riassunto il mio potenziale. E ci ho pensato per giorni interi prima.

EBBENE SI!!

L’ANTROPOLOGO D’IMPRESA

TI AIUTA A

DIVENTARE

BRAND 

Sottotitolo:

SE NON SI DIVENTA UN BRAND

NON SI è CONOSCIUTI E

SE NON SI è CONOSCIUTI SI è IGNORATI

SE SI è IGNORATI

NESSUNO DIVENTA TUO

 CLIENTE e QUEL CHE è PEGGIO

NON RIMANE CLIENTE.

Come dice Tom Kelley riportato in questo post clicca qui :

 i compiti dell’antropologo sono principalmente i seguenti: 

  1. Ricercare le novità sia dei concorrenti che dei potenziali concorrenti;           

    La ricerca,questa sconosciuta, fondamentale per il marketing pandemico

  2. Rendere il prodotto una MUCCA VIOLA : Come si realizza la mucca viola sconfiggendo la sindrome del bar.
  3. Osservare ed intuire i desideri delle persone;

     Antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.

  4. Testare i prodotti/servizi da…. cliente, ovvero immedesimarsi nel cliente far migliorare il servizio al cliente oggi più che mai decisivo.   leggi :

     Servizio al cliente fondamentale per il retail.

  5. Posizionamento nella mente delle persone e  che penetri nelle menti delle persone :      La Tua Mission ti aiuta nel Posizionamento del tuo Business: tratto dal nostro e-book in uscita a dicembre
  6. Sperimentare nuove soluzioni e  Sollecitare il trial and error, ovvero, a tentare sempre nuove strade sapendo che molte saranno senza sbocchi, ma le poche che lo sono ….. saranno assai fruttuose.

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  7. Preparare l’impresa all’arrivo del 

    CIGNO NERO

  8. COMUNICAZIONE PANDEMICA verso le persone giustela Promozione Pandemica e contagiosa 

A ben Vedere tutto questo serve solo ed esclusivamente ad una COSA :

VALORIZZARE IL BRAND 

I prodotti che si vendono, così come i servizi che si offrono prima o poi muoiono, mente è il BRAND che ha vita molto più lunga nella memoria delle persone. Ricordi il caso Kodak????!!!

IL BRAND HA UN VALORE INESTIMABILE

MENTRE

IL PRODOTTO PRIMA O POI MUORE!!!

Oggi ho letto questa bella frase su un post DelLA Pambianco Food che esaltava un mio bravissimo Compaesano che vende Pasta, di ottima qualità , ma ha avuto l’abilità e la bravura di diventare

UN BRAND, ANZI IL BRAND DELLA PASTA ASCIUTTA.

Si tratta di MANCINI  e della sua Pasta che è ormai diventata una basta Chic. Ecco il post: clicca qui ed ecco la frase che riassume il concetto che voglio farti capire:

“Il giro d’affari di Mancini Pastificio Agricolo è cresciuto intanto da 200 mila a 2,5 mi
lioni di euro, ma quel che conta di più è la marginalità misurata in ebitda, che varia tra il 15 e il 20% del giro d’affari, cifra impensabile nel mondo dell’agricoltura.

La storia di Mancini dimostra che un futuro in agricoltura è possibile se
si investe in brand e reputazione,
puntando su una distribuzione selezionata tra ristorazione di qualità e negozi specializzati.

Alla base, naturalmente,

occorre la qualità del prodotto.”

Io direi meglio , alla base occorre un PRODOTTO STRA-ORDINARIO,  detto da me una MUCCA VIOLA, ma a fianco occorre

DARE  VALORE AL TUO BRAND

e questo è

LO SCOPO ULTIMO DI

UN ANTROPOLOGO D’IMPRESA.