IL POTERE DEL CONTESTO: la forza propulsiva del gruppo

Uno degli aspetti rilevanti per la diffusione di una epidemia è la capacità
di un gruppo di generare una forza propulsiva notevole per la diffusione di una pandemia.
Il gruppo selezionato, scelto e specie se coeso su determinati “ideali” di fondo, se adotta un determinato
prodotto o idea politica è in grado in pochissimo tempo di diffonderne ovunque.
Partiamo da un esempio che conosco bene per averlo studiato per 7 anni nella facoltà di teologia della università lateranense a Roma.
La diffusione del cristianesimo parte da piccoli gruppi, molto coesi, uniformi,
istruiti poiché tutti gli adepti erano inizialmente di derivazione ebraica.
Tant’è che nel capitolo 10 degli atti degli apostoli si assiste alla famosa disputa di come trattare i proseliti
ovvero coloro che da pagani si avvicinavano alla religione ebraica e di conseguenza a quella cristiana.
Per l’ebraismo essi non potevano farne parte in modo indistinto agli ebrei, per il fatto di non essere discendente diretto del popolo
eletto (scelto) da Dio.
Tuttavia con il cristianesimo cambia tutto, il popolo eletto ha il compito di innescare
la conoscenza INCLUSIVA del cristianesimo, non esclusiva, e quindi Pietro timidamente ma soprattutto Saul (alias Paolo ) si fanno
portavoce dei non ebrei ed iniziano a divulgare la buona novella PER TUTTI e OVUNQUE.
Stra-famoso il suo discorso al dio ignoto nell’agorà greca.
All’inizio i gruppi erano piccoli, coesi a causa delle forti repressioni dei romani e dei commercianti e
altri gruppi ebrei contrari al cristianesimo.
Tuttavia la nuova religione, nonostante e grazie a queste prove di forza contraria
subite si rafforzò e impose con forza inusitata la nuova religione,
proprio grazie alla forza propulsiva dei primi eroici e martiri gruppi.

Come e perchè ci riuscì? Sicuramente erano presenti tutte e tre le figure precedentemente viste
quali il connettore, il venditore e l’esperto di mercato e naturalmente il potere del contesto,
ma anche il fatto che i gruppi erano formati da non molte persone.

Secondo la sociologia un gruppo per essere efficace ed efficiente non deve superare le 150 unità.
Entro questo numero si esprime il massimo della potenzialità.

Tutti si conoscono e spingono gli uni e gli altri a “competere” cioè a collaborare per il raggiungimento
di un obiettivo.

Dunque il potere del gruppo spesso risulta determinante per l’affermarsi di una epidemia.

Questo vale sia per chi lavora al progetto marketing epidemico,
sia la modalità di come si intende diffonder la epidemia.

Il gruppo deve però essere composto di un numero di persone tale per cui si deve sprigionare
la “competizione” tra tutti, in particolare per innescare i connettori, i venditori e gli esperti di mercato che spesso
sono all’interno dal gruppo ma molto più facilmente fuori.

Il problema è che una volta diffusione una epidemia all’interno del gruppo degli innovatori,
occorre poi ricordare che tra questi e altri gruppi che sono meno innovatori e che chiameremo
MAGGIORANZA RITARDATARIA c’è un abisso!!!!

Chi lo colma?
Sempre loro, gli agenti della Pandemia: i connettori, gli esperti di mercato e i venditori.
Il potere del gruppo pur essendo necessario come detto non è sufficiente
per espandere una epidemia.
Un gruppo innnova, dentro al gruppo c’è un connettore,
questo lo diffonde, analizzato da un esperto di mercato che lo inocula nel
fiuto del venditore e BOOOM esplode la PANDEMIA EPIDEMICA.

il potere del contesto ambientale: terreno ubertoso

Un terreno “ubertoso” per diffondere la Pandemia

Tutti noi siamo fortemente influenzati dall’ambiente, dal contesto in cui siamo immersi.

Siamo come dei pesci che nuotano in un mare di realtà che ci influenza e caratterizza ogni nostra azione, sia in modo consapevole e direttamente, sia in modo indiretto ed inconsapevole.

Tipico esempio sono alcuni esperimenti sociologi che hanno creato le condizioni migliori per la soluzione di un determinato problema.

A New York per tutti gli anni 70 e gran parte degli anni ’80 esisteva una criminalità diffusa e  incontrollabile. Le uscite serali erano ridotte al minimo, troppa paura di fare cattivi incontri. La Metro risultava off-limits per chiunque, a meno di chiamarsi Rambo ed essere Rambo.

Ad un certo punto però, i cittadini di New York si riappropriarono della loro città.

COME HANNO FATTO?

Semplice con piccoli ma significativi passi nella direzione giusta, a partire dal contesto. Prima di tutto la dirigenza della Metro, iniziò ad applicare quella che viene chiamata in gergo la teoria delle finestre rotte.

Questa teoria impone che ove si permetta un piccolo gesto contro la proprietà privata è facile che poi si compia un gesto eclatante contro un bene maggiore se non addirittura contro la vita stessa. In pratica se si vive in un ambiente ove regna l’indifferenza anche solo ad una semplice finestra rotta, alla lunga si accettano gesti via via sempre più forti.

Se invece si ripara con solerzia la finestra rotta il segnale è opposto, e spinge tutti a rispettare le regole della convivenza civile.

Ecco la soluzione che attuarono i dirigenti della Metro:

1- pulizia continua e perfetta delle carrozze della metro

2- far pagare il biglietto a tutti

3- controlli continui su tutta linea per far pagare a chi rompe

impiegarono 8 anni a regolarizzare il servizio, tuttavia alla fine si ebbe la meglio. La città a metà degli anni ’80 era fuori dal tunnel in cui si era cacciata.

Ci fu anche un episodio scatenante e che aiutò la città al risveglio. Un uomo bianco assalito da 4 tepppisti di colore reagì e uccise due di loro ferendo gli altri due. L’uomo fu assolto dai giudici, ricordate che siamo in USA in Italia i compagni magistrati sarebbe stato lui in galera, fu osannato dalle persone che vollero dimostrare a quell’uomo solidarietà e a se stessi che era ora di farla finita di lasciare la città ai teppistelli che poi si sarebbero trasformati in grandi criminali.

Per concludere sottolineo il fatto che il contesto conta, occorre curarlo per ottenere ciò che si vuole.

L’ambiente inteso in senso lato, significa anche la cura che si mette nel trasmettere il messaggio, non deve essere disambiguo, ma chiaro preciso   e veloce, deve essere compreso in modo spontaneo dall’interlocutore.Per diffondere una Pandemia politica occorre che i luoghi di diffusioni rispettino il messaggio che si intende trasmettere. Maggiormente il contesto risulta chiaro e identificato meglio il contenuto viene recepito e la Pandemia inizia a diffondersi.

Un ambiente ubertoso, che significa capace di essere fertile al massimo livello  ovvero capace di accogliere semi che cresceranno fino a diventare fiori che con il loro profumo invaderanno l’aria e con il polline trasportato dagli agenti diffonderanno la Pandemia Politica.