il lancio di un nuovo prodotto

Il lancio di un nuovo prodotto, servizio, idea o altro, tipo ad esempio
una idea politica o altro, è una operazione assai complessa.
Occorre curarla nei minimi particolare, in maniera costante, come una goccia
che piano piano penetra all’interno della roccia oppure che forma una stalagtite.
Base di partenza ovviamente è sempre la Vision che poi si traduce nella Mission che abbiamo
trattato precedentemente.
Una volta interiorizzata occorre porsi degli obiettivi precisi sia qualitativi che quantitativi.
Solo una chiara meta definita è in grado di spronare la persona a conseguire alcuni risultati e
ancora più importante verificare se si è sulla strada giusta.
Il prodotto che si ricava dalla Mission sarà quello che meglio riusciamo a realizzare e che possa in
qualche modo diffondersi come un Virus.
DEVE ESSERE UN PRODOTTO STRA-ORDINARIO
solo così si può sperare di ottenere una viralità pandemica.
All’inizio ovviamente nessuno conosce il prodotto, è sconosciuto, e a dire il vero nessuno ne sente
la necessità. E’ una offerta che crea la propria domanda.
Tuttavia la domanda al momento non c’è occorre crearla.
Un mercato tutto da costruire.
Il problema allora è : come si crea una domanda che richieda il nostro nuovo prodotto?
Il gioco del Marketing sta tutto qui.
Occorre innanzitutto che la Vision scaturisca da una analisi della realtà alla quale manca un
prodotto nuovo che vogliamo diffondere. Dunque che il prodotto che scaturisce sia particolarmente INNOVATIVO.
Poi occorre metterlo alla prova diffonderlo presso coloro che sono capaci di ricevere innovazioni.
Ognuno di noi è innovatore e conservatore, dipende dal campo d’interesse.
In genere però ci sono persone che sono maggiormente innovativi rispetto alle altre.
Sperimentano nuovi prodotti di continuo, curiose di nuovi generi, tecnologie, musiche, colori ecc. ecc.
Ai più sembrano eccentrici e non sempre godono di quella considerazione, in quanto
tendono a uscire fuori dagli schemi continuamente, e non offrono sicurezza.
Tuttavia spesso questi innovatori possono INFETTARE tutti quanti.
Per infettare tutti coloro che sono INNOVATORI occorre che scatti la LEGGE DEI POCHI.
Ovvero che tra gli innovatori vi siano anche dei connettori, dei venditori e degli esperti di mercato.
Una volta che le tre figure sono innsescate la PANDEMIA è inevitabile tra tutti gli INNOVATORI.
Il problema è che gli INNOVATORI per antonomasia sono pochi e che spesso sono isolati da coloro
che li seguono che chiameremo PIONIERI ovvero persone aperte alle novità che siano però almeno testate.
Il passaggio tra gli innovatori e i pionieri è DIFFICILISSIMO!!
Tra i due gruppi c’è un profondo ABISSO.
Come lo si supera.
Grazie ai connettori dei due gruppi che si mettono in contatto per NATURA.
Poi un esperto del gruppo dei PIONERI ne valuta l’impatto ed eventualmente
una VENDITORE lo renderà PANDEMIA tra i PIONERI.
Tuttavia i PIONERI, pur essendo di più degli INNOVATORI, non sono ancora
quella forza deflagrante che possa infettare il mondo.
Occorre che il prodotto si propaghi alla maggioranza precoce.
Ancora una volta la distanza tra i pioneri e la MAGGIORANZA PRECOCE è
enorme ed un abisso li separa.
Come si supera l’abisso? Ma certo con i CONNETTORI dei due gruppi
che vengono a contatto, per loro natura, poi ci pensano i venditori insieme agli
esperti di mercato della MAGGIORANZA PRECOCE a render PANDEMICO IL PRODOTTO.
A questo punto si che la PANDEMIA è inarrestabile, si autoalimenta e si propaga con una forza propulsiva.
Fino a quando ….. non compare un CIGNO NERO…
Ma questa è un’altra storia.

LA “MISSION” Pandemica

La diffusione di una forza influenzale prende avvio sempre da una chiara “mission”, senza e finale.
“Mission” è qualche cosa di più della parola missione.
Esistono delle affinità di intenti tra le due parole,
tuttavia se per missione si intende un fine o scopo da raggiungere,
per la “mission” si intende invece la capacità di trasmettere una storia o una cultura, di coinvolgere le persone attorno a un progetto
ed infine trasmettere una forte componente creativa che si esprime con la spiritualità.
La mission si fonda dunque su questi 3 pilastri fondamentali.
La mission pandemica è quella mission che si diffonde in maniera inarrestabile e con forza inusitata. Il potere di una mission culturale, spirituale e coinvolgente non ha eguali né limiti.
Molto spesso la mission non è esplicita, tuttavia sono esplicite le sue azioni culturali, la sua capacità
di coinvolgimento e naturalmente la sua spiritualità.
La mission dunque pur non essendo dichiarata è comunque presente in tutte le pandemie politiche che si sono affermate.
Anzi occorre sottolineare che proprio una chiara mission permette alla pandemia di diffondersi attraverso l’influenza
propositiva che esercita sugli agenti del cambiamento, i connettori, i venditori e gli esperti di mercato.
Questi valutano e riconoscono al volo una mission pandemica che deve essere adottata e diffusa, anzi è la loro specialità riconoscere le mission penetranti
e diffonderle rapidamente, scartando quelle non valide oppure non ancora pronte.
Infatti spesso la mission non riesce ad essere pandemica perché non ancora pronta.
Ancora una volta sono gli agenti della diffusione ad essere preziosi.
Questi se positivamente interpretati aiutano la mission ad esser meglio centrata, con le loro critiche anche piuttosto severe, od anche con la loro indifferenza.
In entrambi i casi è un chiaro segnale che la mission non è pronta a trasformarsi in pandemia.
Realizzare una mission è una operazione INDUTTIVA , dal basso della realtà fino a calibrare la mission affinchè si trasformi in pandemia.
Mai e poi Mai la mission è DEDUZIONE da un pensiero che abbiamo e che poi realizziamo senza confronto con la realtà.
In pratica il metodo dall’UNIVERSALE (ideale) al PARTICOLARE (reale ) per identificare una mission
è fuorviante.
Si commetterebbe l’errore di presunzione di contemplare tutto ciò che occorre per la diffusione pandemica, con il risultato che sempre
la realtà è molto più diversa da quanto siamo in grado di pre-vedere.
Con l’aggravante di non dare alle persone la VOLONTA’ di re-agire ad una nostra azione diffusiva.
Una presunzione che sempre porta a fallimenti o a imposizione totalitarie.
L’induzione invece permette di partire dal reale, sognare, elevarsi, confrontarsi, spiritualizzarsi e costruire una cultura che si fa storia.
Mission pandemica derivante dalla analisi del reale sempre confrontandosi con gli agenti diffusori del cambiamento
è la principale forza che permette un pandemia politica.