la seconda regola del punto critico: IL FATTORE PRESA

Il punto critico è L’UNICA cosa che CONTA NEL DIVULGARE QUALSIASI IDEA, CONCETTO,
COLORE, MODA ECC. ECC.

Si parte sempre da uno per arrivare ai miliardi.
Nel precedente Post abbiamo affrontato la legge dei pochi
e la sua importanza per il raggiungimento del punto critico.
Abbiamo affermato che pur essendo una legge
Tuttavia è non assiomatica, in quanto pur sapendo
che da uno a pochi a molti si passa, il modo lo sviluppo
ed i risultati sono sempre unici ed imprevedibili.
Si può passare da uno a milioni in brevissimo tempo, oppure da uno a pochissimi
per anni fin quando poi si diffonde capillarmente dopo anni.

Un’altra regola che ci aiuta a raggiungere il punto critico
è la regola del FATTORE PRESA.
Un aspetto fondamentale del prodotto, il modo con il quale
fa presa sulle persone.
Non si deve pensare che si debba per forza immaginare un fattore
costoso, rimbombante eclatante.
Basta a volte pochissimo per prendere l’attenzione.
Potere ai design ai creativi e a coloro che hanno una sensibilità empatica
in grado di trasmetterla al prodotto.
Pensate che un grande fattore presa fu alla fine del 900 queste due lettere:
LV.
Stampate in ogni dove sulle valigie dei signori del tempo.
Ancora oggi noi sappiamo il loro significato.
Chi ebbe tale idea, oltre ad un enorme super-io, è un genio del
del fare presa.
Sono convinto che fece altri tentativi di farsi riconoscere,
tuttavia alla fine comprese che questo era l’unico veramente
importante.
Se posso darvi un consiglio per sapere come sviluppare al meglio
il fattore presa vi direi :
-osservate i bambini e le cose minime che li tengono attratti
– seguite gli artisti e cercate di capire perchè di un film, di un quadro
l’attrazione si risolve in poche cose, pochi frammenti.
Infine conivolgete le persone geniali sensibili a darvi una mano
per realizzare un prodotto con
GRANDISSIMO FATTORE PRESA
La seconda regola per scavalcare il punto critico.

20130214-182002.jpg

Prodotto Stra-ordinario

 

20130514-230107.jpg

 

IL PRODOTTO STRA-ORDINARIO 

Parliamo di prodotto, partiamo da alcune domande.

Chiediamoci come si è diffuso il cappuccino in Italia?

Come il Jeans ha preso il sopravvento moda di tutti i giorni?

Come e perché si imposta la mini-gonna?

L’espresso in Italia si è imposto così come Starbucks nel mondo perché?

Il successo dell’I-phone a cosa si deve?

A fronte di ciò chiediamoci però perché alcuni prodotti hanno subito un percorso inverso tipo:

Le macchine da scrivere Olivetti dal massimo sviluppo alla scomparsa sul mercato.

Le pellicole Kodak nel 2012 hanno chiuso la produzione nonostante risulti ancora uno dei brand più conosciuti.

I recenti problemi della NOKIA che fino a poco tempo fa godeva dei favori del mercato tanto da essere considerata leader, ora invece fatica ad essere il primo follower dopo Apple e Samsung.

Un prodotto per essere pandemico deve essere STRAORDINARIO.

Straordinario nel senso che esce dai canoni della ordinari età.

Un prodotto che nasce dalla Vision e si sviluppa attraverso una mission che si pone obiettivi innovativi per una domanda che si deve creare dal nulla.

Prima di mettere un prodotto sul mercato la domanda NON ESISTE.

Si creerà nel momento in cui il prodotto risulta essere STRAORDINARIO ED INNOVATIVO.

Naturalmente proprio per la sua straordinarietà questo prodotto colpirà a chi è straordinario.

Chi sono questi?

Sono gli sperimentatori, coloro che amano cercare cose nuove, confrontarle giudicarle ed offrire ai loro conoscenti i loro confronti.

Se tra costoro vi sono dei connettori che divulgheranno all’infinito la notizia, specie tra gli innovatori e dovesse arrivare ad un venditore di mercato allora la PANDEMIA esplode in tutta la sua potenza all’interno degli innovatori.

Il prodotto dunque deve il suo successo pandemico nel momento in cui la sua straordinarierietà riesce a infettare le persone GIUSTE non in modo INDISTINTO.

Riassumendo si hanno due problemi, problemi di PRODOTTO UNICO E DI COMUNICAZIONE.