Antropologo d’Impresa ti aiuta a diventare BRAND.

Ma di preciso cosa fa un

Antropologo d’impresa

Se avessi avuto  un euro  per tutte le volte che me lo sono sentito chiedere, oggi avrei un cospicuo gruzzoletto di denaro in più.

Devo ammettere che spiegarlo non è facile, specie cercando di evitare, come è mia intenzione le banalità e le negatività di alcuni stereotipi. Consulente, marketing, comunicazione aziendale, branding ecc.ecc.

Ho partecipato ad un interessante Meeting con alcuni professionisti. In questo incontro tutti si sono dovuti presentare in pochi secondi, meno di un minuto. Io tremavo all’idea di dover condensare ciò che faccio per le imprese in poche parole a chi non è avvezzo a termini tecnici. Si anche io soffro della MALEDIZIONE DELLA CONOSCENZA.

Io so cosa sono e cosa posso offrire, ma coloro che mi ascoltano lo Capiscono?

E’ questa la domanda che mi girava in testa. Ho deciso di puntare tutto sugli obiettivi che l’impresa o il professionista potrebbe raggiungere se avesse il coraggio di affidarsi ad un ANTROPOLOGO D’IMPRESA. 

Obiettivo: ampliare e consolidare il proprio mercato, conoscer meglio i propri clienti in modo da rendere sempre più forte il loro legame.

Tuttavia era ancora insufficiente a spiegare bene il COME potevo raggiunger questo obiettivo.

Mi giunge in soccorso il coordinatore del meeting, che non a caso è un bravissimo Linkedin Manager, che spiega in due parole la mia attività e dice :

VI AIUTA A DIVENTARE

BRAND 

WOWW,

io in un minuto non sono riuscito a farmi capire dagli astanti, lui in 2 secondi ha perfettamente riassunto il mio potenziale. E ci ho pensato per giorni interi prima.

EBBENE SI!!

L’ANTROPOLOGO D’IMPRESA

TI AIUTA A

DIVENTARE

BRAND 

Sottotitolo:

SE NON SI DIVENTA UN BRAND

NON SI è CONOSCIUTI E

SE NON SI è CONOSCIUTI SI è IGNORATI

SE SI è IGNORATI

NESSUNO DIVENTA TUO

 CLIENTE e QUEL CHE è PEGGIO

NON RIMANE CLIENTE.

Come dice Tom Kelley riportato in questo post clicca qui :

 i compiti dell’antropologo sono principalmente i seguenti: 

  1. Ricercare le novità sia dei concorrenti che dei potenziali concorrenti;           

    La ricerca,questa sconosciuta, fondamentale per il marketing pandemico

  2. Rendere il prodotto una MUCCA VIOLA : Come si realizza la mucca viola sconfiggendo la sindrome del bar.
  3. Osservare ed intuire i desideri delle persone;

     Antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.

  4. Testare i prodotti/servizi da…. cliente, ovvero immedesimarsi nel cliente far migliorare il servizio al cliente oggi più che mai decisivo.   leggi :

     Servizio al cliente fondamentale per il retail.

  5. Posizionamento nella mente delle persone e  che penetri nelle menti delle persone :      La Tua Mission ti aiuta nel Posizionamento del tuo Business: tratto dal nostro e-book in uscita a dicembre
  6. Sperimentare nuove soluzioni e  Sollecitare il trial and error, ovvero, a tentare sempre nuove strade sapendo che molte saranno senza sbocchi, ma le poche che lo sono ….. saranno assai fruttuose.

    startupper-crea-con-otaku-oltre-la-tradizione/

  7. Preparare l’impresa all’arrivo del 

    CIGNO NERO

  8. COMUNICAZIONE PANDEMICA verso le persone giustela Promozione Pandemica e contagiosa 

A ben Vedere tutto questo serve solo ed esclusivamente ad una COSA :

VALORIZZARE IL BRAND 

I prodotti che si vendono, così come i servizi che si offrono prima o poi muoiono, mente è il BRAND che ha vita molto più lunga nella memoria delle persone. Ricordi il caso Kodak????!!!

IL BRAND HA UN VALORE INESTIMABILE

MENTRE

IL PRODOTTO PRIMA O POI MUORE!!!

Oggi ho letto questa bella frase su un post DelLA Pambianco Food che esaltava un mio bravissimo Compaesano che vende Pasta, di ottima qualità , ma ha avuto l’abilità e la bravura di diventare

UN BRAND, ANZI IL BRAND DELLA PASTA ASCIUTTA.

Si tratta di MANCINI  e della sua Pasta che è ormai diventata una basta Chic. Ecco il post: clicca qui ed ecco la frase che riassume il concetto che voglio farti capire:

“Il giro d’affari di Mancini Pastificio Agricolo è cresciuto intanto da 200 mila a 2,5 mi
lioni di euro, ma quel che conta di più è la marginalità misurata in ebitda, che varia tra il 15 e il 20% del giro d’affari, cifra impensabile nel mondo dell’agricoltura.

La storia di Mancini dimostra che un futuro in agricoltura è possibile se
si investe in brand e reputazione,
puntando su una distribuzione selezionata tra ristorazione di qualità e negozi specializzati.

Alla base, naturalmente,

occorre la qualità del prodotto.”

Io direi meglio , alla base occorre un PRODOTTO STRA-ORDINARIO,  detto da me una MUCCA VIOLA, ma a fianco occorre

DARE  VALORE AL TUO BRAND

e questo è

LO SCOPO ULTIMO DI

UN ANTROPOLOGO D’IMPRESA.

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L’Antropologo D’impresa e il Marketing Pandemico

Un anno e mezzo fa scrissi una serie di brevi post dedicati ai principali  “volti” dell’innovazione. leggi il primo leggi il secondo.

Ispirato dal bellissimo libro di Tom Kelley :

L’autore del  libro è il fondatore e credo CEO della  IDEO  una Famosa società che ha come Mission quella di aiutare le Imprese a proiettarsi nel futuro, con le innovazioni, il design, le competenze, i rischi e le idee da implementare. I “volti” di cui Tom Kelley sono regolarmente utilizzati dalla IDEO per implementare e sperimentare le innovazioni.

Sinceramente NON SO se esista in ITALIA una realtà simile. Sospetto di NO, ma se qualcuno mi aggiorna ne sarò felice. Ritengo che una società come la IDEO  è INDISPENSABILE per tutte le imprese di una nazione all’avanguardia.

Il Primo “Volto” che Kelley descrive è quello dell’ANTROPOLOGO.

Mi ha particolarmente  colpito poiché credo che rispecchi la mia persona e le mie passioni e le mie ambizioni.  Infatti

IO MI SENTO E VEDO 

ANTROPOLOGO

D’IMPRESA.

L’Antropologo d’impresa fa parte, secondo la IDEO,  del team dell’APPRENDIMENTO deputato ad alimentare continuamente le informazioni, le news, le opportunità ed  i rischi per le imprese. Oltre a lui fanno parte del team  LO SPERIMENTATORE e L’IMPOLLINATORE TRASVERSALE.

Tuttavia lo stesso Kelley dice a pag. 17:

“Se di personaggi ne potete scegliere

uno solo allora   fate che sia

l’Antropologo.”

Mentre i primi due volti del team dell’apprendimento  sono più OPERATIVI e PRATICI,  l’ANTROPOLOGO  invece è di più ampie vedute,  teorico, didattico, osservatore ed anche esperenziale.

Egli più di tutti  gli altri DEVE ampliare le conoscenze dell’impresa,  attraverso studi e intuizioni e analisi  ed esperienze di vario tipo che possano essere sfruttate dall’impresa per intraprendere nuovi rischi d’impresa. (leggi post sugli errori e i rischi).

Kelley riporta una celebre frase:

"Il vero atto della scoperta non consiste nel trovare nuove terre,  ma nel guardare con occhi diversi".
 Marcel Proust

L’Antropologo d’impresa osserva e sperimenta anche in prima persona per capire meglio l’uomo ed i suoi comportamenti, in modo da intuire attraverso analisi e percorsi informativi i desideri delle persone e poter poi sperimentarli e  poterli  soddisfare nel migliore dei modi con prodotti stra-ordinari leggi qui.

Kelley sottolinea che per fare  l’Antropologo occorrono sicuramente doti naturali ma anche “artificiali” acquisite attraverso studi trasversali che travalicano l’impresa stessa.

(Io  ho una laurea di Economia Aziendale conseguita a Cà Foscari nel lontano 1994 ed un master in Fashion Marketing frequentato al Polimoda di Firenze nel 2005, alla quale ho affiancato una   Licenza in Teologia Pastorale conseguita dopo 7 anni di studi  presso la Pontificia Università Lateranense. Bio da LinkedIn)

Kelley dice che per essere un Antropologo occorre  avere DEeP SMARTS ovvero INTELLIGENZA, una parola che dal latino traduce

  INTUS-LEGERE = comprendere nel profondo.

Ecco secondo Kelley le Principali CARATTERISTICHE estrapolate dalle persone che fanno Antropologo d’impresa:

  1. Gli antropologi praticano il principio Zen della “mente del principiante”. Tuttavia io preferisco il “farsi piccolo con i piccoli, grande con i grandi, tutto con tutti” di San Paolo, ovvero la capacità di mettere da parte  la superbia degli “illuminati” per accettare di accogliere le diversità di tutti in modo emapatico e rispettoso della dignità personale di tutti. In modo da  cogliere le piccolezze o le grandezze delle persone come se si fosse una tabula rasa sulla quale si imprimono le esperienze sempre nuove.
  2. Gli Antropologi accettano il comportamento umano con tutte le sue sorprese. Non giudicano Osservano. Seguono il Principio di Terenzio:Homo sum, humani nihil a me alienum puto. Tentano di capire. Sviluppano un genuino interessa a capire le persone ed il loro comportamento. Per un credente in Cristo è la base della Evangelizzazione. Amare il Prossimo come noi stessi è  il fondamento dell’Antropologia d’impresa come io personalmente la intendo. letti mia tesi su imprenditore cristiano
  3. Gli Antropologi traggono conclusioni ascoltando le proprie intuizioni. leggi post Sempre supportato da dati, analisi e quanto possa aiutare a capire, tuttavia fondamentale è anche NON SOTTOVALUTARE la Potenza della INTUIZIONE. Occorre coraggio per seguire i propri intuiti, i propri istinti, per sviluppare ipotesi sui comportamenti umani, emotivi delle persone.
  4. Gli Antropologi cercano rivelazioni attraverso la sensazione di “vuja de”Richiama il detto di Proust, ovvero il contrario del deja-vu, la sensazione di vedere qualcosa di diverso da ciò che si è sempre avuto sotto gli occhi ed è passato inosservato. leggi post e il post tratto dal piccolo principi 
  5. Gli antropologi tengono liste di problemi o portafogli di idee. Alcune di queste idee o problemi, li ho elencati nel mio blog Blog di idee e problemi   
  6. Gli Antropologi sono disposti a cercare indicazioni nel cestino dei rifiuti. Tra i rifiuti, gli scarti si trovano le idee migliori e le intuizioni migliori. Non a caso la …. merda è un ottimo concime. Lo ripeto sempre ai miei alunni, la ricerca la si fa tra gli scarti non solo sulla panna o con la ciliegia sulla torta.

Kelley: “L’ANTROPOLOGO UMANIZZA

IL metodo scientifico e lo applica al mondo degli affari.” 

Ecco come descrive Kelley L’antropologo:

“Gli Antropologi entusiasti del loro lavoro sono

individui spumeggianti, abili e ricchi di interessi che ricercano attivamente esperienze autentiche da osservare con attenzione……

Quando gli antropologi si impegnano in osservazioni sul campo rammentate un principio fondamentale:

più approfondite gli aspetti emotivi, meglio è.

Nella vostra mappa delle esperienze, più riuscite a portare alla luce esigenze e DESIDERI DELLE PERSONE, più diventa probabile che le vostre scoperte vi portino a individuare nuove e promettenti opportunità.” pag. 24

Senza falsa Modestia ritengo che mi rappresenta in modo adeguato.
 L’antropologo affina il proprio intuito grazie alla vicinanza empatia con le persone, segue gli sviluppi creativi e soprattutto emozionali delle persone. Cerca di continuo di capire i desideri delle persone in modo da poter metter le basi per  realizzare progetti, strategie e tattiche per la realizzazione di un efficace ed efficiente

 MARKETING PANDEMICO.

Infatti il Marketing Pandemico parte proprio dallo comprensione dei desideri delle persone leggi qui da stimolare attraverso prodotti stra-ordinari leggi qui e una comunicazione aziendale che sia in grado di sviluppare una vitalità  pandemica leggi qui  individuando quelle emozioni che sono la base spesso dei contagi, infine indirizzando le tattiche principali per render operativo e consolidato il mercato leggi qui.

Insomma

 SONO

UN ANTROPOLOGO D’IMPRESA  del MARKETING PANDEMICO

che ama, ricerca, studia, esperimenta e progetta per l’implementazione prodotti che risultino Stra-ordinari, aiutando la comunicazione aziendale a diffondere la Viralità attraverso le emozioni e le ultime tecniche di contagio.

Kelley: 

Gli Antropologi

hanno la capacità di non cadere nella Routine