Kodak: fine del prodotto stra-ordinario serve un antropologo di impresa.

Il Marketing è una materia che poco o nulla ama la storia.  Ed il mercato non ha pietà per coloro che guardano sempre e solo al loro successo passato. Conoscere il passato pieno  di successi commerciali e tentare di replicarli o di perpetuarli sic et simpliciter è quanto mai ingenuo ed inutile.

Ogni impresa vive il suo presente e a questo risponde con le sue azioni e re-azioni. Un prodotto stra-ordinario è sempre figlio del suo tempo, così un ambiente “ubertoso” clicca qu in grado di recepirlo e gli agenti pandemici preposti alla sua diffusione. Tutti legati al momento che stanno vivendo.

La Nike è nata in un dato periodo storico con quelle caratteristiche ben specifiche adatte per quel periodo, stimolata dal monopolio della adidas e dalla scoperta delle ginniche nipponiche, ma ha dovuto sempre cambiare pelle, volontariamente o forzatamente (ricordate il caso pre mondiali di Francia, documentario sullo sfruttamento bambino per la produzione palloni) per rimanere viva e vegeta fino ai giorni nostri.

La forza di una azienda di crescere e svilupparsi nel tempo

è propro questa capacità camaleontica

di vivere sempre il presente,

cavalcarlo e possibilmente di cambiarlo.

Mai e poi Mai rimanere  legati ad una idea di impresa che è nella storia. Un errore spesso commesso dai grandi imprenditori che hanno visto crescere la propria azienda in un certo modo, con un  prodotto stra-ordinario, e pensano che possa essere imperituro nel tempo, magari con soli semplici miglioramenti o restyling.

Purtroppo non è così.

Il mondo evolve, cambia, profondamente.

Occorre sempre essere informati in maniera QUALITATIVA, e forse anche quantitativa per avere un quadro  attuale da ponderare, valutare. In modo da valutare eventuali nuovi sviluppi.

Portare avanti una azienda come se il tempo non passa, o peggio come se il tempo non influisca sulle decisioni presenti e futuri significa

FALLIMENTO SICURO.

Anche la MISSION PANDEMICA va sempre controllata, verificata e adeguata se occorre.  Mcdonald negli ultimi 10 anni l’ha rivista ben 3 volt.

Un esempio di grandissima azienda che non si è adeguata è la

KODAK.

che di recente ha smesso la produzione delle  sue mitiche pellicole,  infatti con l’arrivo del digitale sono del tutto  INUTILI e la sua Mission risulta conclusa, l’azienda fallisce e chiude. Nonostante che il Brand  Kodak risulta ancora oggi pandemico  conosciutissimo, tra  i primi  50 al mondo.

Mi chiedo:

  • i mega professoroni ed esperti di Marketing che lavoravano presso la Kodak, possibile non si siano accorti dell’avvento del digitale?
  • Possibile che non si poteva almeno tentare di indirizzare l’azienda verso proficui investimenti nella direzione del vento entrante?
  • Insomma una camaleontica inversione di marcia perchè non è stata eseguita?
  • Chissà se qualcuno di questi mega.manager ha il coraggio di inserire nel suo CV il lavoro svolto presso la Kodak? magari hanno imparato la lezione.

Occorre sapere anche che la KODAK sviluppò per prima il digitale nel reparto predisposto a creare innovazione. Tuttavia il management dell’epoca fu poco propenso a inseguire questo nuovo mercato e lo vendettero proprio a coloro che praticamente fecero fallire la KODAK.

Troppi intenti a inseguire i clienti esistenti con innovazioni minime di prodotto, non se la sono sentita di rischiare un prodotto nuovo per un mercato nuovo e tutto da esplorare.

L’ANTROPOLOGO DI IMPRESA  e’ la figura aziendale e consulenziale  preposta a limitare gli errori di questo tipo  in modo da evitare che le aziende non diventino come la KODAK.

Qualsiasi prodotto Stra-ordinario

prima o poi diventa

ORDINARIO

CHE NESSUNO DESIDERA PIù

 

CONSIGLI per LA STRA-ORDINARIETà: 

  1. Investire sulle persone giuste in primis con un ANTROPOLOGO D’IMPRESA 
  2.  iNVESTIRE IN forze fresche e ben formate al futuro con elevate capacità di ricerca e curiosità. DIPENDE TUTTO DAL SELEZIONATORE DEL PERSONALE
  3. Informative continue sulle novità nel Mondo, in una parola ricerca ricerca ricerca InnovAzioni Future aprono un mercato solo con antropologo d’impresa : la Texas Instruments e i transistor
  4.  Rischiare SEMPRE prodotti innovativi leggi : Imparare a rischiare per stimolare le reazioni emotive e scatenare il marketing pandemico
  5. Cambiare di continuo, anche con l’ipotesi di stravolgere la MISSSION
  6. Controllare sempre i propri concorrenti e soprattutto i potenziali entranti,

specie se il vostro prodotto stra-ordinario va molto bene.

 Il prodotto stra-ordinario

PRIMA O POI SARA’

ORDINARIO

SAPPIATELO 

 

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L’innovazione di prodotto pandemico: Smith and Wesson

Storia Smith and Wesson : gli inizi problematici

Horace Smith e Daniel Wesson fondarono la loro azienda nel 1852 a Norwich, Connecticut, con l’obiettivo di commercializzare una pistola con meccanismo di ripetizione a leva che utilizzasse una cartuccia autocontenuta (che comprendesse cioè polvere, palla e innesco).
due soci ed amici erano due appassionati di belle speranze, senza eccessivi fondi e con un grande sogno comune nel cassetto. Il progetto che faceva da nave ammiraglia della neonata società era una pistola la cui munizione era una speciale cartuccia auto contenuta, che da sola conteneva palla, polvere e meccanismo di innesco. In questo i due furono precursori dei tempi, e forse fin troppo.
Il primo modello non ebbe successo, e nel 1854 la compagnia ebbe grossi problemi finanziari che costrinsero i due soci a vendere tutto al produttore di camicie Oliver Winchester il quale seppe sfruttare meglio l’idea del sistema di ripetizione a leva e, basandosi su di esso, creò poi i suoi famosi fucili e carabine.
La pistola su cui Smith e Wesson puntavano ogni loro speranza per il futuro funzionava con meccanismo di ripetizione a leva, e con la cartuccia auto contenuta di cui dicevamo. Il tentativo fallì. Ben presto ridotti sul lastrico, i due soci dovettero risolversi, a causa della scarsa risposta del mercato nei confronti delle loro idee innovative, a vendere tutto. La ditta nel 1854 fu rivelata, e con successo, da un imprenditore che rispetto a loro aveva maggior stoffa per gli affari: Oliver Winchester. Questi sfruttò meglio le idee “ereditate” da Smith e da Wesson assieme all’acquisto della loro azienda, e valorizzò con maggior successo commerciale l’idea della pistola con sistema di ripetizione a leva.
Nel 1856 Smith e Wesson formarono la loro seconda società per produrre una piccola rivoltella disegnata per utilizzare la cartuccia calibro .22 Rimfire (cioè a percussione anulare) che avevano brevettato nell’agosto del 1854. Quest’arma fu la prima ad utilizzare munizioni autocontenute ad avere un certo successo.
Nel 1857 la Smith & Wesson iniziò la produzione dei primi revolvers della storia, utilizzanti cartucce metalliche e a retrocarica del tamburo, brevetto detenuto in esclusiva fino al 1869. Le rivoltelle Smith & Wesson, calibro 22 e calibro 32 a percussione anulare, ideali armi da tasca, furono vendute in enormi quantità, soprattutto durante la guerra di Secessione. /em>

Oggi come esempio prendo spunto da una notizia appresa tramite un programma tv sulla azienda americana
produttrice di pistole Smith and Wesson.
Sopra ho riportato un breve sunto degli inizi.
I due erano degli innovatori e appossionati, avevano in mente di realizzare un prodotto stra-ordinario,
lo realizzarono, tuttavia pur essendo innovativa, in tempo dato il momento storico di mercato,
forse anche l’ambiente ubertoso giusto, fallirono.
Non sono riuscito a trovare aneddoti sul perchè non riuscirono ad aprirsi un mercato sufficientemente
importante da rendere la loro offerta generatrice di ricchezza.
Penso che il principale motivo era dovuto alla poca praticità e maneggevolezza e al prezzo
non proprio economico.
Fatto sta che chiusero e per i debiti contratti cedettero il brevetto a Winchester, che all’epoca era
assai ricco e bravo imprenditore di …. camicie. Ma egli capì come far fruttare l’idea tanto è vero
che oltre all’idea si prese un valente giovane che gli perfezionò il pordotto stra-ordinario e
riuscì a crearsi un mercato, ma non per la pistola, per il più famosos fucile della storia americana
che appunto porta il suo nome.
I due Smith e Wesson non si arresero e crearono una nuova azienda con un nuovo e migliore brevetto
che ebbero in esclusiva per oltre 10 anni, fino al 1869 così diventarono la principale rivale della affermata
Colt.
Quello che mi preme sottolineare dalla storia in questione sono i seguenti punti:
– Innovare è Fondamentale, tuttavia il Fallimento fa parte dell’innovazione.
– Occorre quindi capire che il Fallimento di un idea che realizza un prodotto è
il seme per i futuri successi.

Motivi del fallimento :
– prezzo basso o non competitivo
– prezzo alto e non competitivo
– prodotto difficile da far accettare in breve tempo
– prodotto con scarsa produttività, ovvero non si riesce ad
abbattere i costi per ottenere un leva finanziaria importante, si rimane
in pratica a livello prototipia artigianale.
– Offerta che non suscita una domanda, per svariati motivi, tra cui: il tempo giusto per uscire,
lo spazio ovvero dove venderlo, come venderlo
– Distributori o agenti di vendita incapaci di cogliere la novità e rovina creazione
di mercato.

Insomma sono i soliti problemi da sempre, il bravo imprenditore sa
che il fattore presa è fondamentale, se non scatta
meglio modificare qualcosa e riprovare.
Il fattore presa dato in genere dalla legge dei pochi è FONDAMENTALE
PER INNESCARE L’EPIDEMIA DI UN PRODOTTO PANDEMICO.
Senza questo l’innovazione risulta fine a se’ stessa, fino
a quando arriva un Winchester qualunque a capire come
rendere pandemico il prodotto.