Extreme Motor Show sciatto: consigli da antropologo d’impresa

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ESEMPIO DI COME 

FaR crescer il tuo FATTURATO  con l’Antropologo d’Impresa

 


Ieri sera ho accompagno mio figlio Geremia a veder il suo primo spettacolo MOTOR SHOW. Un classico spettacolo con le evoluzioni di piloti con le loro auto potenti e con mezzi motoristici dei più disparati.

La locandina che vedete riprodotta in alto, annunciava anche che era uno spettacolo di AMERICAN MONSTER TRUCK, ovvero con quegli enormi furgoni con le ruote alte oltre 2 metri.

Al Bar poco tempo fa ho trovato i biglietti in “sconto”, così li ho pressi e  messi da parte. Sul biglietto lo sconto era solo per il Mercoledì 7 euro + 7 euro  totale 14 euro.

Poi sotto c’era scritto 10 + 8 euro. Così penso che si pagava 18 euro senza sconto. Dato che mercoledì non potevamo andare, allora li ho buttati.

INVECE NO!! HO PAGATO

22 EURO.

 Vi assicuro che sul biglietto, che ho stracciato giovedì, NON C’ERa SCRITTO il prezzo PIENO DI 22 EURO.

(O Perlomeno non in modo evidente dato che io NON l’ho proprio letto).

PER ME è UN piccolo inganno  ALL’ITALIANA, altro che America.

Infatti appena arrivato alla cassa, ho  dovuto pagare 22 euro e zitto, facendo le mie rimostranze alla cassiera che rideva di me, unico coglione a pagare prezzo pieno.

Entro alle 21,30 , aspettiamo Inizio spettacolo previsto per  21,45, ma ovviamente 15 minuti di ritardo, intanto si riempiono gli spalti, a dir poco sporchi e scomodi, ricavati dai camion vecchi con la sola seduta e senza schienale.

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Inizia lo spettacolo.

Solite evoluzione, derapate, testa coda , su due ruote. Le auto usato sono tutte BMW serie 3.

 

 

Poi hanno usato le Z3 forse le più belle macchine.

ESEMPIO DI COME 

FaR crescer il tuo FATTURATO  con l’Antropologo d’Impresa

 

trucks

Infine entrano i 2 Trucks  Scalcinati  a 30 all’ora, uno qui nella foto.

Giusto per farli vedere. con una miserevole esibizione di…. forza.

Servono solo a far le foto tra il primo e secondo tempo 5 euro.

Tra il primo e secondo tempo, si fanno le foto e si va al bar.

Una bottiglietta d’acqua 1,50, di quella consiglia pessima acqua che si vende  all’OASI. Al massimo costa 15 cm.

Tutti i piloti erano vestiti in modo trasandato compreso il presentatore, bravino , che penso sia uno speaker radiofonico, nulla di trascendentale né esageratamente simpatico ma almeno professionale.

Si sono esibite anche due moto, ma giusto un paio di impennate e un paio di salti nulla di chè.

Bravo invece l’acrobata con il quad e con un’altra moto. Un minimo di evoluzioni le ha fatte.

Poco apprezzabile invece esibizione in moto di una bimba di 5 anni. Secondo me è sgradevole, anche se sotto gli occhi della mamma e del babbo.

 

Lo stunt-man invece così, giusto per il fuoco ed il rumore che ha un pò allarmato e divertito  i bimbi, ZERO AMBIENTAZIONE se non a parole del presentatore.

Insomma uno spettacolo di 1 ora e 15 minuti, pagato 22 euro, vissuto scomodamente che soddisfa solo parzialmente.

Tra l’altro dietro le quinte c’erano dei mezzi interessanti parcheggiati che non sono stati fatti sfilare, tipo un chopper enorme, che mio figlio desiderava vedere.

Uno spettacolo

 PER NULLA AMERICAN. 

MA 

SCIATTO ALL’ITALIANA

DIREI

degno PER QUESTA NOSTRA LOCALITAì TURISTICA.

Leggi post: La Sciatteria d’impresa blocca il successo ci vuole un antropologo d’impresa

Quali potrebbero essere i consigli di un antropologo d’impresa a coloro che organizzano tale spettacolo :

CONSIGLI DA

ANTROPOLOGO D’IMPRESA

ESEMPIO DI COME 

FaR crescer il tuo FATTURATO  con l’Antropologo d’Impresa

iL Consiglio di base è questo: Se ti dichiari come spettacolo AMERICAN MOTOR SHOW, allora fai vivere una EMOZIONE AMERICAN agli spettatori sia nei motori, che nei colori, che nel food and drink.

IMMERGERE LO SPETTATORE NELL’AMERICAN DREAM SHOW

  1. Primo consiglio:  migliorare la SCENOGRAFIA DELLO SPETTACOLO. in PRIMIS gli abiti di scena. Non puoi esibirti con abiti trasandati, con semplici magliette tipo Lacoste, e brache “calate” come il presentatore, di sicuro in USA non lo fanno. Non credo sia una spesa eccessiva pagare una costumista per realizzare abiti da esibizione. Sembravano tutti meccanici che avevano da poco terminato il lavoro in officina. “COMPRESO I CAPELLI SPORCHI”.
  2. La Comunicazione d’impresa.   lA Pubblicità è IDENTICA a quella dei circhi e spettacoli simili,  ed ormai da mille anni. Possibile che non si possa chiamare un bravo grafico pubblicitario che realizzi un manifesto più innovativo? e meno BANALE . CLICCA QUI.  La promozione alla ‘italiana” con il metodo ingannevole funziona solo per far indispettire le persone. Io ho pagato 22 euro, ma poi ho consumato solo 1,50. Se avessi pagato 18 euro e la cassiera avesse compreso il mio disappunto avrei consumato almeno il quadruplo, poiché ben disposto. Insomma la promozione deve essere CHIARA e non INGANNEVOLE, vale sempre il motto: non promuovete agli altri ciò che non volete sia promosso a voi.
  3. Gli spalti sono un vero disastro, scomodi, poco puliti e secondo me pericolosi. Possibile non si possa farli in modo più comodo? Cuscini?  Anche concorre al passaparola. ad es. accompagno mio figlio, per DOVERE e sto pure scomodo ….. cosa racconti in giro?
  4. Fattore Presa da sfruttare: clicca qui   Gift, gli americani sanno che bisogna sempre lasciare un ricordo, un pensiero dell’evento, tanto più che lo speaker lo ripeteva spesso, parlate di noi, in modo da fruttare il passaparola leggi: fondamenti per stimolare il passaparola.  Allora perché non dare un piccolo omaggio di ricordo? un portachiavi, una macchinine, un qualche cosa che rimanga, magari solo ai bambini fino a 13 anni, e a chi ne facesse richiesta.
  5. Infine il bar, anche questo da sfruttare come un fattore presa, dare una emozione “AMERICAN”Deve essere curato nei minimi particolari, ed essere almeno AMERICAN. Non le solite birre a prezzi ENORMI. In questo caso ti esponi al giudizio poco lusinghiero degli spettatori. Se invece offri prodotti “american” il prezzo più alto sarebbe accettato e rientrerebbe in una emozione unica: spettacolo, food and drink AMERICAN. Oggi poi che le birre americane sono iper accettate ….
  6. Gli snack poi americani sarebbero stati una goduria pazzesca se ci fossero stati. Gli americani sfruttano moltissimo questo aspetto del business che arriva spesso al 30% degli incassi totali.
  7. Idee Buzz Marketing: Perché poi non passare lungomare, se in regola con le assicurazioni, con le macchine per “FARSI” VEDERE?. Oppure un testa coda, con autorizzazioni vigilesche? Boh un qualche cosa che possa far si che sia visibile lo spettacolo e non affidarsi solo alle locandine e manifesti e promozioni al bar. 
  8. Il dopo spettacolo quando i piloti ed i mezzi possono essere visti da vicino deve essere più “emaptico”. E’ FONDAMENTALE interagire con le persone. SONO LE PERSONE CHE PARLANO IN GIRO, E raccontare di aver parlato con piloti e stunt-man professioniste è di SICURO ARGOMENTO DA OMBRELLONE. clicca qui  Invece di fare le belle statuine e comportarsi in modo più simpatico, specie il ragazzino presentatore. Insomma un semplice saluto, scambio di vedute, rispondere alle domande ingenera una sorta di fiducia che di sicuro viene raccontata in giro. Così si genera il passaparola.

CLONCLUSIONI :

Lo spettacolo a mio figlio è piaciuto, a parte il fatto che il CHOPPER non si è esibito, e nessuno dello staff a cui ha chiesto gli ha risposto. Pensate se qualcuno gli diceva:” Chopper è rotto, ma se vuoi lo andiamo a vedere insieme”, mio figlio sarebbe impazzito ed il giorno dopo TUTTO L’ASILO sapeva di quella visita.

Lo spettacolo COSì SCIATTO come è a 14 euro, un bimbo ed un adulto, è accettabile, ma a 22 è un pò troppo , veramente CARISSIMO.

SE SI AFFIDASSERO AD UN ANTROPOLOGO D’IMPRESA IL LORO SPETTACOLO

ED IL LORO BUSINESS

MIGLIREREBBE SENSIBILMENTE.

 

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La conversione del cliente-elefante: mio articolo su 4marketing.biz

Ultimo mio articolo pubblicato sul Blog 4marketing.biz, potete cliccare sotto per seguire l’interessantissimo Blog .

l’articolo pubblicato su 4marketing

Di seguito l’articolo Pubblicato.

Oggi [4]Marketing ospita Paolo Orlandi , con una interessante riflessione. Si può dire che la conversione sia uno degli aspetti essenziali del Marketing. Gli uomini del marketing d’altronde tentano di continuo di convertire i clienti a comperare o ad ascoltare i loro consigli.

Tutta la comunicazione aziendale spera di effettuare tante e più conversioni possibili. In teologia la conversione, il cambiamento della vita e della propria mente si chiama Metanoia, dal greco μετανοεῖν, metanoein, cambiare il proprio pensiero, cambiare idea.

Far cambiare alle persone le proprie idee non è proprio semplice, tutti oppongono le loro resistenze, come se fossero degli elefanti testardi che non rispondono ai comandi di una guida e non seguono il percorso indicato, ma data la mole perseguono la loro strada come se avessero i paraocchi. E’ una lotta tra coloro che incitano al cambiamento e coloro che non cambiano, anche se a volte lo desiderano.

La metafora dell’elefante e della guida è del famoso psicologo statunitense Jonathan Haidt .

In generale si pensa che per cambiare sia sufficiente aver bisogno di analizzare il problema, poi di pensare e di conseguenza agire.

Su questi concetti logici e necessari si basa tutta la scuola italiana ad esempio, col risultato che i ragazzi odiano tutto ciò che studiano per anni (i dati sulla lettura libri e frequenze museo sono eloquenti).

E’ un modo semplicistico di affrontare il problema e che non raggiunge il risultato sperato, ovvero quello di far amare la conoscenza, se non in rari casi rispetto al totale degli alunni (si pensi che l’Italia ha il record europeo di dispersione scolastica). Inoltre, come si possono spiegare i milioni di fumatori che nonostante le analisi sul fumo che fa male ed il pensiero contrario alla morte che immagino abbiano continuano a fumare?

No, questo non è proprio un valido ed efficiente modo di spronare alla conversione. Il sillogismo del bisogno è assai poco efficace e molto inefficiente.

Meglio molto meglio il seguente percorso del desiderio: vedere-sentire-cambiare.

Se vediamo siamo colpiti al cuore, nel profondo e allora qualche cosa in noi ci smuove. Se sentiamo, inteso in senso allargato a tutti i sensi rimanenti secondo la Sinestesia , lo stimolo diventa irresistibile.

Ecco che l’elefante comincia a vacillare sulle proprie certezze abitudinarie e la guida può tentare di convertirlo.

Insomma un conto è dire: bisogna convertirsi. Un altro è: stimolare il Desiderio per Convertirsi.

Il Desiderio ( leggi il marketing e il desiderio), deriva dal latino de-sidero, ovvero togliere la stella. Era l’augurio dei marinai veneziani per dire, che tu possa raggiunger la meta seguendo la stella. Infatti una volta giunti la stella non serviva più.

Si capisce allora come per raggiungere i desideri e toglier la stella occorre il tempo del percorso, durante il quale l’elefante ambisce conferme quasi immediate e continue per essere sicuro di stare nella giusta direzione (i continui voti bassi scolastici di certo non aiutano anzi…) .

Il Prof. Haidt afferma che l’elefante ama essere gratificato per i piccoli passi che compie nel cambiare. Ecco allora che per convertire le persone occorre che gli stimoli al desiderio siano confermati in qualche modo.

Immaginate una telefonata post vendita per i vostri mobili, o auto, o altri oggetti di un certo valore. L’enoteca che invia sms per sapere se il vino della serata sia stato di gradimento ai commensali. Insomma delle conferme che aumentano la fidelizzazione del cliente.

Perché non la si fa più? (leggi :  il servizio al cliente) Eppure il post vendita secondo me è il momento ideale per accarezzare l’elefante e stabilire con lui una relazione desiderata e duratura, dato che si conforta la persona nel possibile momento del ripensamento e del pentimento post acquisto.

Insomma per la conversione impariamo dai maestri e padri della Chiesa che da millenni parlano al cuore delle persone e sanno che la conversione è un processo che va sempre e costantemente confermato passo dopo passo.

l’architetto del benessere.

 

In ogni impresa  ci dovrebbe essere chi pensa al benessere delle persone che ci danno fiducia e comprano il nostro prodotto o servizio. Nel senso di rendere migliore e fruibile il prodotto e facilitarne l’adozione attraverso una esperienza memorabile.

Oggi più che mai conta l’esperienza che le persone vivono quando acquistano e adottano il nostro prodotto e servizio. Tale esperienza è soprattutto sensoriale e funzionale, determina in modo esclusivo se i clienti ci daranno fiducia in seguito oppure no. Pensate semplicemente a quando aprite un pacco di pasta. Ok magari sarà di Gragnano, ma a volte è una esperienza ….. snervante!!!

  • Sensoriale poiché sono i sensi quelli per primi sollecitati.  TUTTI E CINQUE I SENSI SONO COINVOLTI NELLA DECISIONE .

leggi  post  il packaging e la sinestesia

  • Funzionale perché anche nel più importante dei prodotto l’aspetto funzionale, anche se passa in secondo piano rimane sempre importante.  Nel senso che se acquistate un prodotto top di marca , tipo un borsa L. V. questa certamente ha un valore oltre la funzionalità, tuttavia la funzionalità della stessa, fare la borsa non può essere sminuita ed anche l’esperienza del negozio o della riparazione ecc. sono Fondamentali PER alimentare il Brand stesso.

Mi chiedo se un ristoratore sia mai stato egli stesso ospite del suo locale.  Magari in incognito. Si sta comodi? Il tavolo è ben apparecchiato ? Il rumore della sala, gli odori della cucina, la luce sufficiente?

Altro esempio : un produttore di oggetti da ferramenta sia mai andato a vedere come sono la maggior parte delle ferramenta e se i suoi prodotti possono essere meglio “fruibili”, con poco.

Le boutique di negozio, hanno mai provato a cambiarsi nei loro striminziti sgabuzzini? vi siete mai chiesti perché sono così scomodi? gli attaccapanni se ci sono, uno o due? per non parlare di una sediolina.

Insomma penso che le aziende dovrebbero ingaggiare una figura che Tom Kelley chiama: l’architetto del Benessere.

Un nome che a me non piace molto ma rende l’idea. Il suo compito è migliorare l’esperienza che vive la persona che ci da la fiducia .  Magari ribaltando le situazioni esperienzaiali si  trovano soluzioni che poi magari vengono condivise con lo sperimentatore per ottenere un vantaggio competitivo.

Inoltre da considerare che il Buzz Marketing parte spesso dalle esperienze. Si racconta ciò che si vive con un prodotto, piuttosto ciò che il prodotto è!!!

Categoria Buzz marketing

A me basterebbe ad esempio che le aziende di tutti i tipi sperimentassero il packaging, spesso considerato solo un involucro e non parte integrante del marketing pandemico di prodotto.  Possibile che siano così sciatti e poco …. pensati per il benessere esperienziale?

Packaging Pandemico

Insomma oggi più che mai, sapere quale è l’esperienza che vivono i nostri clienti nell’adottare il nostro prodotto deve essere una delle priorità dell’impresa per migliorare e innovare costantemente e rafforzare la loro immagine di marca nella mente del consumatore.

Un Architetto del Benessere riuscirebbe a rendere un Prodotto Ordinario e Banale in

Uno STRA-ORDINARIO DETTO ANCHE UNA MUCCA VIOLA.

 

In che “senso” il marketing muove il desiderio

Un Mio articolo pubblicato su un interessante blog di Marketing.

L’articolo approfondisce la tematica relativa alla comprensione della differenza tra bisogni e desideri. La base di partenza di qualsiasi programmazione di Marketing per creare, diffondere un Prodotto stra-ordinario come prospettato nel marketing pandemico.

http://www.4marketing.biz

In che “senso” il marketing muove il desiderio.