Strategia di Marketing: Se il prodotto è banale nessuno lo vuole e nessuno ne parla. Il prodotto deve essere straordinario per attirare clienti.

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Ci hai mai pensato?

Hai mai riflettuto a fondo sul tuo prodotto? 

Ritieni che offri un prodotto Straordinario o … banale.?

Molti produttori sono convinti di realizzare prodotti unici, diversi dagli altri e che solo per questo dovrebbero attirare moltissimi clienti.

Ma allora perché invece questo non avviene?

Scopriamolo assieme.

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Aeron la “orrenda ” mucca viola delle poltrone, grande successo della Herman Miller con il marketing pandemico

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La Poltrona AERON della Hermann Miller 1

Prima della novità introdotta dalla Herman Miller, le poltrone da ufficio erano oggettI invisibili. Nel senso che per tutti la tipica sedia da ufficio era tipo

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poltrona tipica la-Z-boy

la la-Z-boy come puoi osservare nella immagine a sinistra. Caratteristica principale di queste tipiche sedie era l’imbottitura, agli americani piace sedere sul morbido e farsi “cullare”. Le ordinavano e le acquistavano gli gnomi dell’ufficio acquisti. Tutti si aspettavano che la sedia dietro una scrivania avesse un aspetto simile a quello della foto. Quello della sedia era un mercato piatto con risultati piatti. In pratica la maggioranza delle persone aveva la sua poltrona e si accontentava. 

 

 

 

L’azienda di poltrone Herman Miller tentò un’altra strada.

RISCHIO’ DI BRUTTO,

leggi anche: Imparare a rischiare per stimolare le reazioni emotive e scatenare il marketing pandemico

 

La  Hermann Miller Ingaggiò Bill Stumpf

img_62219619e1f162e6fecdcb61e80756f8 un designer specializzato in sedute che studiava da tempo l’ergonomia posturale delle persone insieme a dottori e università.

Egli era un visionario

che è l’unica cosa che conta, 

 e si inventò una sedia completamente nuova.

Senza imbottitura e senza pelle, al suo posto fece realizzare una speciale retina che permetteva la traspirazione della pelle. Importantissimo per coloro che siedono per ore sulla sedia.

Chiamò la sua sedia:

Aeron

fu messa in vendita al costo di 750 dollari.

Secondo te sapevano se avrebbe avuto successo? No, certo che non lo sapevano, è stata sicuramente un prodotto  Mucca ViolaLeggi qui

E quando si crea e si lancia un prodotto Stra-ordinario nessuno può dirti in anticipo se aprirà un mercato e avrà un successo, e soprattutto il tempo che si impiega ad aprire un mercato.

La Hermann Miller,   per essere “sicura” del prodotto, la testò con migliaia di persone. “Iniziarono con gruppi di architetti e designer, che in generale risposero bene. Si rendevano conto che si trattava di una sedia rivoluzionaria, ricorda Dowell c.e.o. della Herman Miller. Pur non giudicandola una bellezza, capivano che doveva aver quell’aspetto. Poi la presentarono a gruppi di facility managers, i responsabili dei servizi generali e a esperti di ergonomia, il tipo di persone che si pensava avrebbero in ultima analisi deciso il successo commerciale.2

MA 

come al solito,un conto sono i test un altro conto le vendite. 

I Risultati però furono sempre molto deludenti.

Se alla fine la seduta piacevole era considerata soddisfacente, l’estetica invece fu sempre dileggiata dalla persone del test.

Insomma non piaceva proprio, sembrava una mostruosità.

Il coraggio dell’intuizione della Hermann Miller fu quello di andare avanti lo stesso e proporre la sedia direttamente sul mercato. Coloro che portarono avanti il progetto furono dei BRAVISSIMI ANTROPOLOGI D’IMPRESA.

leggi l’innovazione grazie all’ANTROPOLOGO d’impresa

Capirono i desideri  profondi di coloro che sedevano in ufficio e non si scoraggiarono di fronte alle prime difficoltà.

 leggi post: L’antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.

Vinse alcuni premi, designer esclusivi di interni la notarono ed adottarono, e nei posti allora molto “in” come New York e soprattutto la Silicon Valley fu apprezzatissima e vendutissima.

Piano piano si fece Notare a POCHI, molto POCHI, ma erano LE PERSONE GIUSTE 

LEGGI QUI

Iniziò ad apparire su spot pubblicitarie, su riviste di moda e design. Iniziò la sua ascesa verso l’olimpo del successo. Ad un certo punto sedersi su una poltrona Aeron equivaleva a comunicare la propria creatività, la propria identità sociale futuristica. Ci vollero alcuni anni, ma la POLTRONA BRUTTINA divenne BELLISSIMA AGLI OCCHI DEGLI ADATTATORI PRECOCI, E ANCORA UN Può OLTRE ALLA MAGGIORANZA PRECOCE.

Questo esempio parla di come il Marketing Pandemico possa realizzare un grande e inarrestabile successo.

Si parte sempre dalla ricerca dalla VISIONARIETà, unito al coraggio di intraprendere strade nuove e sconosciute.

Si usa il Design per creare una mucca viola.

Si studia il modo poi di diffonderlo tramite i giusti canali e porre il prodotto alla attenzione degli innovatori, e non si da tanto conto di ciò che dicono la maggioranza precoce.

Si segue l’istinto per far emergere i pochi innovatori.

La Hermann Miller creò un Prodotto Stra-ordinario, capace di scatenare un contagio virale. Quello che una volta era considerato mostruoso oggi è considerato bellissimo, ed esposto al MoMa di New York , l’anno del suo esordio sul mercato, la poltrona Aeron ha venduto milioni di esemplari e oggi è esposta nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York. Mark Schurmann della Hermann Miller ha affermato:” Il design eccellente risolve dei problemi, ma se comunica anche il senso della novità anticipatrice, allora il successo è assicurato.” La Hermann Miller rischiò, ma se avesse prodotto una poltrona normale senza rischio, sarebbe stata invece l’azione più rischiosa che potesse intraprendere. Nel Marketing la prudenza è rischiosa.

QUESTE ED ALTRE STORIE LE POTETE TROVARE NEL LIBRO MARKETING PANDEMICO

E-book: Il Marketing Pandemico

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1Liberamente tratto dal libro di Godin La Mucca viola, Pag. 82-83 e dal libro di Malcolm Gladwell “In batter di ciglio”.

2Da “in un batter di ciglio”, pag. 144

 

 

Il Marketing Pandemico nel corso della storia: il caso di Josiah Wedgewodd

Esempio Storico tratto dal libro in uscita di  Marketing Pandemico

la Storia della Impresa di Ceramica di Josiah Wedgewood

Iconic British brand

Da quando l’uomo produce e commercia si è ingegnato in ogni modo per vendere i suoi prodotti. Gli agricoltori, gli artigiani e gli artisti dovevano farsi un nome per poter fare in modo che le persone acquistassero i loro prodotti. In ogni epoca quindi il problema principale è fare in modo che le persone inizino a dare fiducia al venditore ed acquistino i prodotti.

Un esempio storico è quello della Wegdwood, una famosa azienda di ceramica inglese , ancora oggi in attività, tratto liberamente tratto dal libro di Seth Godin “Che pasticcio di Marketing2 e dalle informazioni storiche dell’azienda stessa.

Josiah Wedgwood proveniva da una famiglia di vasai. Nel 1759 poté mettersi in proprio e fondò la propria fabbrica nella Ivy House di Burslem nello Staffordshire, oggi un sobborgo di Stoke-on-Trent. 

“Josiah Wedgwood visse come noi in un periodo di grandi cambiamenti, ma in un'epoca in cui la vita era molto più dura di oggi. ….. Come molti membri della sua famiglia e della comunità locale, Wedgwood fu apprendista presso un vasaio, ma una serie di decisioni lo portò a diventare il ceramista di maggior successo di tutti i tempi. In primo luogo capì di poter fare crescere il suo business. L'idea che un'attività potesse svilupparsi oltre il livello del semplice artigiano aiutato da alcuni assistenti ed apprendisti fu una componente essenziale della prima rivoluzione industriale. ...In secondo luogo capì che la crescita del business sarebbe derivata da una visione del prodotto che superasse quella del minimo indispensabile per soddisfare la richiesta. E' rimasto celebre per l'abitudine di frantumare i prodotti non perfetti con il suo bastone, dichiarando: 
                             “ Questo non è all'altezza di Josiah Wedgwood!”. 

Aveva capito che il suo prodotto, non era  solo un prodotto,

ma anche un mezzo per veicolare il suo nome nel mondo. (leggi qui)

 “Non era un semplice oggetto d'uso, ma parte di un continuum che avrebbe fatto conoscere il suo nome a un numero più vasto di potenziali acquirenti. Ricordiamo che all'epoca era uso abituale consumare il pasto in un recipiente ricavato da una pagnotta di pane raffermo. Le ceramiche erano oggetti di lusso, molto preziosi. Il fatto di romperne una perché ritenuta imperfetta era una sorta di pura follia.” 

Nel 1765 donò alla regina Carlotta, moglie di Giorgio III, un servizio da Thè,  fatto con materiale nuovo creato da Wedgwood,

un prodotto stra-ordinario.

La regina ne rimase entusiasta e perciò diede il permesso di chiamare questo nuovo materiale Queen’s Ware.

Egli lo commercializzò con questo nome e lo vendette a moltissime persone anche non facoltose.

Quattro anni più tardi Wedgwood insieme al commerciante e letterato  e commerciante Thomas Bentley fondò nei dintorni di Stoke-on-Trent una grande manifattura. Bentley convinse Wedgwood a prendere a modello l’arte antica,
ad esempio gli oggetti che venivano scoperti in quegli anni ad Ercolano, secondo la moda del Neoclassicismo. Anche lo stabilimento ebbe un nome ispirato all’Antichità: “Etruria“. Si trattava di un insediamento industriale per l’epoca moderno: i laboratori formavano una sorta di villaggio che comprendeva anche le abitazioni di Wedgwood e degli operai.

Realizzò anche moltissime ceramiche per Caterina la Grande di Russia, ma prima di spedirle ottenne dalla regina la possibilità di esporle, con grande successo di pubblico. “La mostra delle ceramiche destinate a Caterina la Grande di Russia, fu un evento eccezionale, che suscitò un enorme interesse e richiamò nelle sue sale espositive di Londra (un’alttra innovazione) vaste schiere di persone, molte delle quali divennero suoi clienti.” Altra innovazione fu che Wedgwood pagava delle commissioni per la vendita dei prodotti. Chi più vendeva più guadagnava, non era usuale all’epoca. Lui fu uno dei primi a formalizzare la pratica.

Wedgwood, secondo gli storici dell’economia, fu forse il primo grande Brand nella storia del commercio, conosciuto in tutta Europa ed America, per la bellezza e l’unicità delle sue ceramiche.

Organizzando l'azienda attorno al Brand modificò la dinamica della crescita organizzativa. Non si limitò tuttavia a questo, ma sviluppò ben oltre la sua idea di Marketing. Fu lui a concepire l'idea di attrarre le masse dei nuovi benestanti vendendo prima il prodotto direttamente alle classi privilegiate. Nel 1771 mise a rischio la sopravvivenza della sua azienda investendo una cifra enorme per inviare campioni non richiesti della sua 
produzione a un migliaio di facoltosi cittadini tedeschi. Che ci crediate o no, dopo qualche tempo, oltre la metà di essi lo contattò per un ordinativo.” 

Tutto il sistema produttivo ideato da Wedgwood fu improntato a soddisfare
la domanda di ceramica, in modo da realizzare porcellane ineguagliabili. Per far fronte all’aumento dei clienti creò anche una specie di catena di montaggio.

La straordinarietà della sua impresa sta nel fatto che egli ridefinì l'intera idea del business a partire dalle fondamenta.
 Fu praticamente l'inventore dei concetti di controllo standardizzato di alta qualità, di design innovativo per oggetti d'uso, (la sua teiera a cavolfiore fece scalpore) e di rassicurazione per la sua salute (una qualche forma ) per la forza lavoro. Egli aveva capito che una nuova classe di clienti e un nuovo tipo di distribuzione avrebbe garantito la prosperità di un nuovo tipo di organizzazione.”

Assumeva persone in cui aveva fiducia e li formava internamente. 

La sua Value Innovation era sempre molto alta.

Vendeva almeno  4 volte il prezzo dei concorrenti. 

 

Tutti i prodotti che uscivano dai suoi Laboratori erano firmati, passaparola VISIVO 

Godin conclude così ed io mi accodo:

 “Wedgwood era un uomo di Marketing? Possiamo rispondere affermativamente solo se comprendiamo che il Marketing necessita di un tipo di organizzazione in sintonia con le proprie esigenze. Sfruttando positivamente i cambiamenti dello scenario esterno, egli riuscì a modificare di conseguenza l'organizzazione.....
	
	
Apprestandoci ad entrare in una nuova era, 

abbiamo bisogno di nuovi Josiah Wedgwood 

per reinventare le aziende e adeguarle al nuovo scenario”.

1http://www.wedgewood.com

2Seth Godin, “Che pasticcio di Marketing”, Sperling & Kupfer, 2007, pag. 27

 

 

Dario Cecchini: Mucca Viola macellata e ri-creata. Esempio di Marketing Pandemico

ULTIMA ORA NEWS

Poche ore dopo aver pubblicato il Post mi sono permesso di condividerlo sulla pagina del Sig. Dario Cecchini. E Pensate un PO’ MI HA RISPOSTO Ecco come:

Commosso e onorato e orgoglioso di come mi vedi.

 Grazie. 

Questo mi dà una grande forza di andare avanti. 

W la ciccia!!!!

 

Cosa dire, un comunicatore Pandemico PAZZESCO, Inarrivabile. Grazie a Lei per le belle parole e per rendere l’Italia Famosa nel Mondo con le NOVITA’ CICCIOSE.

Leggete il POST!!

Uno degli esempi più clamorosi di Mucca Viola (clicca qui) riportati da Seth Godin nel suo libro Best Seller è quello di Dario Cecchini IL MACELLAIO della Fiorentina.

Vi consiglio di consultare il sito del Macellaio:

 http://www.dariocecchini.com/dariocecchini

A pag. 102 del Libro La Mucca Viola   edizione del 2004 di Sperling&Kupfer dice:

"In Italia esistono migliaia di macellai, ma il più famoso e (ricco), è senza dubbio Dario Cecchini, interessante personaggio dalla cultura vasta ma sanguigna di cui hanno parlato riviste, giornali, e guide gastronomiche. La sua macelleria a Panzano del Chianti, che vanta una tradizione di 250 anni è quasi sempre affollata. Vengono a visitarla persone da ogni parte del mondo che vogliono ascoltare lui in persona recitare i versi di Dante e vantare i pregi della bistecca alla fiorentina. ........La sua carne è davvero di gran lunga la migliore del mondo? Chissà!!!!! Ma trasformando il processo di acquisto della carne in un esercizio intellettuale e politico, Dario Cecchini ha trovato modo di trarre profitto da una semplice mucca, che naturalmente è una MUCCA VIOLA."

Una Macelleria Conosciuta in tutto il mondo, soprattutto negli USA e in Giappone. Se visitate il suo sito lo troverete assai divertente soprattutto per gli appassionati del cibo LUCULLIANO  tanto che il suo  Motto  d’esordio è fantastico:

“Meglio Spender Soldi dal Macellaio

che

dal Farmacista” 

Interessante e quasi perfetta la  sua Mission Pandemica :

“IL MIO NOME E’ CECCHINI ……DARIO CECCHINI. 
Sono 38 anni che faccio il mestiere di macellaio cercando di migliorarmi nella mia arte e di arrivare al taglio e alla cottura perfetta per ogni pezzo di ciccia. E’ il mio modo di rispettare l’animale: usare tutto al meglio. Nella mia bottega, dove è sacra l’ospitalità, potete comprare manzo, maiale e in stagione agnello. Nei miei ristoranti, dove si mangia tutti assieme in convivio, avrete la possibilità di apprezzare, spero, tutto il mio lavoro nella ricerca della qualità.”

Nel breve scritto c’è tutto il mondo di Dario Cecchini e la sua Mission risulta assai chiara e incentiva le sue creazioni perchè parla di arte della macellazione, di fantasia, e ti qualità al servizio di tutta la sua passione. Nota che non parla di tradizione, anzi sottolinea la volontà di essere raggiungere in futuro la perfezione.

Questa Mission ha permesso al  Cecchini  di ampliare la sua offerta sempre legata però a questo missino. Dal 2004, anno dello scritto del libro di Godin riportato, ad oggi ha aperto varie fortunate attività parallele molto innovative e particolari.  ASSOMIGLIA MOLTO al ristorante innovativo del film da me recensito in chiave Marketing Pandemico in questo Post: 4 ristoranti italiani e un film francese, la tradizione trampolino di lancio verso il futuro.

Eccole in breve estratte dal sito Le 3 formule di ristorazione del Cecchini:

L’Officina della Bistecca

Menù fisso a base di carne a 50 euro. L’Officina della Bistecca è la nostra maniera di affrontare in convivio la terribile questione della perfetta cottura di Sua Maestà La Bistecca alla Fiorentina e delle Sue Sorelle La Costata e La Panzanelle. Vi aspettiamo con le braci accese per godere insieme del buon cibo, del vino, dell’amicizia e di tante belle bistecche da mangiare a morsi. L’Officina è sconsigliata alle genti di poco appetito.

Solocicca

Il Solociccia è la cucina del macellaio. Si mangia tutto dal naso alla coda in convivio.  Il menu del Macellaio sono 6 portate di carne, verdure di stagione, fagioli all’olio, pane vino torta caffè e grappa. Tutto per 30 euro. Al menu della Vacca Intera è aggiunta la Bistecca alla Fiorentina e costa 50 euro. Il Solociccino è la versione sportiva del Solociccia, servito a pranzo. Quattro buoni piatti di carne, verdura, fagioli ecc. per 25€. Tutti i giorni dalle 12 alle 15 tranne i festivi.

DARIO DOC

Si Può FARE e Servire, seduti a tavola, buon cibo a buon prezzo, e godere e divertirsi con questi tre menu.
Il primo giocato sul concetto del fast food buono, il secondo su griglia e tradizione e il terzo sulle specialità della mia macelleria. Si può fare e l’abbiamo fatto. Venite quando volete fra le 12 e le 15 tutti i giorni tranne i festivi. Menu a 10, 15 e 20 euro.

Che ne dici? Interessanti no? molto vicini alla filosofia del film da me recensito tempo fa  :

leggi il post :
Azienda agricola Rossi a Moresco,
una grande potenzialità di crescita tutta da valorizzare per Italian Business Design

Penso che sono formule geniali, che ruotano tutto attorno alla Mission del Dario e che sulla base di una fortissima tradizione, fateci caso MAI nominata nel sito, offre varianti alla MUCCA VIOLA macellata. Considera poi che siamo in un periodo di vera moda VeganA e Vegetariana.

Inoltre di recente ha avuto una altra formidabile idea e  intende aprirne una quarta FORMULA molto ma molto interessante. L’ho trovato in un post de il GamberoRosso: clicca qui

Riporto alcune frasi e domande tratte dal post  del blog della presentazione del nuovo locale con le vive parole di Dario Cecchini e le commento da Antropologo d’impresa. 

CECCHINI PANINI

Dario Cecchini: un nome che per gli appassionati di cibo dice molto, il macellaio per eccellenza, colui che ha ridato lustro a un lavoro, quello del beccaio, che rischiava di essere poco valorizzato.  Il locale che aprirà presumibilmente a maggio prossimo. Leggiamo cosa dice il Creatore:
“L’idea mi è venuta una volta che a San Francisco, ospite di Alice Waters, tornavo a casa camminando con mia moglie. Mi sono trovato di fronte ad un fast food con persone che fumavano il crack, completamente perse nel loro mondo. Ho guardato ed ho pensato che non è giusto rovinarsi la vita anche con il cibo, che dovevo aprire un locale dove fosse possibile dare da mangiare a un prezzo equo cibo sano e gustoso”.

Sottolineo che Alice Waters è un nome altisonante negli USA per la ristorazione, visita il suo sito QUI. La Comunicazione pandemica del Cecchini focalizzata soprattuto sul mercato Americano e giapponese. Da Anni il buon Cecchini si adopera di farsi conoscere all’estero, dato che si trova in Toscana una delle mete preferite degli americani. Lo ritengo un mago della Comunicazione Pandemica

 “A Panzano, nella parte vecchia del paese, c’era una bottega di alimentari chiusa da sessant’anni. Ci sono passato davanti tante volte. Mi sono immaginato a lungo cosa ci potesse essere dietro la serranda chiusa e, una volta aperto, il nulla che mi ha accolto mi ha fatto capire che si doveva ricominciare a nutrire la gente. Sono convinto che, dove si è servito cibo, rimanga energia positiva”. “Insieme ai panini, servirò il Chianti Ramen, proprio con lo stile proprio della preparazione giapponese, ma con ingredienti chiantigiani, a partire dal brodo di manzo”. Mancheranno le patate fritte? “Certo che no, fritte nel grasso di manzo. E la pancia dell’animale, cotta alla brace, sarà utilizzata per fare i panini, a unire quella che era la tradizione di una volta. Prima la bistecca non era un mangiare comune, la prima volta che io l’ho mangiata avevo 18 anni!

NULLA MA PROPRIO NULLA DELLA TRADIZIONE,

MA PARTENDO DALLA TRADIZIONE

verso il futuro.

Il Ramen con la Chianina è una idea-virus potenziale Fenomenale, specie per i nostri amici orientali dove il Ramen è il principale piatto da strada leggi il re dei noodles

Per non parlare poi del suo estremizzare la grassezza dei condimenti in un mondo che rompe le palle per ogni granello di sale e grasso in più ogni santo momento del pranzo.

Insomma una nuova e potenziale MUCCA VIOLA sempre derivante dalla sua Mission Pandemica. Un Macellaio con la passione, Godin direbbe con l‘OTAKU della Carne

Da cosa è nata la tua passione per la professione?

Il saggio maestro Giuseppe Prezzolini definì alcuni suoi scritti ‘alimentari’ cioè per la pappa quotidiana. Penso che ogni mestiere e professione possa definirsi ‘alimentare’. La necessità di nutrire il corpo, lo spirito, l’ambizione. La mia scelta per la macelleria fu obbligata dall’abbandono degli studi di veterinaria all’Università di Pisa per la morte prematura di mio padre. Mi ritrovai dietro il banco, ho sempre svolto il lavoro con amore passione e fantasia. 

Pochi giovani vogliono fare questo mestiere: pensi possa essere utile l’apertura di una scuola dedicata? O come ci si potrebbe muovere al riguardo?

Ben vengano le scuole per preparare futuri macellai. Ma sono del parere che, come nelle botteghe rinascimentali si apprendeva arte e mestiere, solo nelle botteghe artigiane un giovane dietro al ceppo con gli attrezzi giusti, si sarà formano e sarà un vero ‘mastro beccaio’.

Concludendo: un MACELLAIO che sa come innovare per il futuro in modo continuo e non si ferma al successo ottenuto, che prova e batter nuove strade con fantasia e passione. Spero possa esser di ispirazione ai nostri ristoratori che vedo invischiati nelle secche delle tradizione più bieca e stupida con sciatteria leggi qui. Oppure con formule interessanti tipo questa leggi qui, ma poco sfruttate e innovative.

 

 

http://www.dariocecchini.com/dariocecchini/