Birkenstock e Miss Fraser: come aprire un mercato tramite il Passaparola

Siamo a fine anno. Il nuovo sta per arrivare e chissà qualche pazzo coraggioso ha il desiderio di iniziare una attività in proprio ed aprire un suo mercato.

Dedico questo e i miei futuri Post a tutti coloro che sognano di FARE IMPRESA.

Alcuni esempi di come alcune persone con un sogno sono riuscite a sfondare e oggi raccolgono i frutti. Ecco il primo

BIRKENSTOCK

la FORZA DEL PASSAPAROLA

Tra GLI OTAKU del biologico.

Quando ero a Venezia a studiare a Cà Foscari, ricordo come ci divertivamo ad individuare la nazionalità delle turiste straniere. Le più facili da scoprire erano quelle tedesche, poiché indossavano i loro tipici sandali Birkenstock con immancabili calzini bianchi.

All’epoca per gli italiani era considerato poco elegante indossare i sandali con i calzini. Come potete osservare oggi anche gli italiani li indossano e la Birkenstock fa affari d’oro, così come i suoi imitatori.

Ma dobbiamo risalire a molti anni fa per conoscere come la Birkenstock ha conquistato il suo mercato, l’azienda  vanta  oltre due secoli di storia e  la puoi leggere nel loro sito aziendale clicca qui

Il prodotto è stato veramente una

 Mucca Viola 

quella che leggiamo dal loro sito:

L'INVENTORE DEL PLANTARE 

Creiamo prodotti che migliorano e semplificano la vita dei nostri clienti. Il prodotto centrale è il nostro esclusivo plantare dalla forma anatomica. BIRKENSTOCK ha inventato il plantare e anche il significato che attribuiamo oggi a questa parola. Il plantare non è solo un'idea di prodotto esclusiva e rivoluzionaria, che ha aperto la strada a un mercato del tutto nuovo. È anche l'idea conduttrice e il punto di riferimento per tutto ciò che facciamo. Oggi e in futuro. Tutti devono avere accesso al nostro plantare.

Sembra che il Plantare così come lo conosciamo sia nato alla fine dell’800 e che per diffonderlo e farlo conoscere

"Konrad Birkenstock tiene per 15 anni conferenze specialistiche dinanzi a esperti del settore e corporazioni per illustrare la sua idea della scarpa plastica su misura e per stipulare contratti di licenza per produrre le sue scarpe con il plantare. Questo lo porta
Margo Fraser
a viaggiare in Germania e Austria."

Grazie a questo è riuscito, nel corso del tempo, ad innescare  il passaparola e così nel centro europa il successo del sandalo fu assicurato.

Ma facciamo un salto in America.

Qui le Birkenstock non erano conosciute fino alla fine anni ’60 quando iniziò l’avventura di

Margo Fraser

(leggi qui interessante articolo).

La simpatica Signora ha scoperto le Birkenstock quando viveva in Germania, per lavoro e vacanza. Indossare quei sandali le aveva risolto alcuni problemi dei piedi e le trovava estremamente comode. Nel 1965 ebbe l’idea di importarle in USA, dove non si trovavano ancora. Ne comprò alcune decine di paia, andò presso alcune rivendite di calzature, ma nessuno era interessato a quel prodotto.

Poi ebbe una intuizione, da brava ANTROPOLOGA D’IMPRESA capì che  era l’inizio di un certo ritorno alla natura, i giovani delle università riscoprivano il biologico e il buon cibo, pensò di affittare uno spazio in una fiera di prodotti biologici.

Iniziò così il PASSAPAROLA (leggi le basi del passaparola): dice la Fraser che si limitava a dire alle persone che passavano:

“” DOVREBBE PROVARE QUESTI SANDALI”

ecco come tutto è iniziato.”

L’ESPERIENZA DI UN PRODOTTO

è sicuramente il Più POTENTE INNESCO DEL      Buzz Marketing.

Ebbe coì terminato la scorta di sandali. Capì che quella dei negozi biologici era quella giusta. Coloro ai quali aveva venduto il sandalo hanno iniziato a indossarli a parlarne in giro a consigliarli. Facile quindi fu per lei vendere ai negozi di questo tipo i Birkenstock.

Erano i perfetti NEGOZI PANDEMICI per il suo prodotto.  L’innesco del Passaparola era partito alla grande.

Poi la Signora Fraser parlò direttamente con il sig. Birkenstock e lo convinse nel 1971 a darle l’esclusiva della distribuzione dei sandali negli USA.

Di fronte a cotanta passione l’imprenditore Tedesco lo concesse.

Oggi le Birkenstock stravedono in USA  e ci scommetto che proprio per questo hanno di conseguenza conquistato tutto il mondo, compreso il consumatore italiano che fino a 30 anni fa dileggiava il tedesco che le indossava.

Prediamo esempio da questa bravissima signora, i FONDAMENTALI sono:

  • Pensare da Antropologo d’impresa

  • Fare un Prodotto Stra-ordinario

  • AVERE la Passione per il tuo  prodotto

  • Ricerca del mercato giusto 

  • Comunicazione Pandemica tramite Passaparola

  • tempo e perseveranza infinita

  • e …… LA FORMAZIONE DEI COLLABORATORI!!!!

Il successo della diffusione dei sandali è stata possibile anche grazie alla bravura della Fraser nel circondarsi di persone con la passione delle Birkenstock e che Lei ha fortemente motivato e formato.

Pensate che oggi la Birkenstock Usa è totalmente in mano ai dipendenti al 100%.

Lei cura con particolare cura i rapporti con loro, li stimola a creare prodotti nuovi e li coinvolge.

 LEGGI Qui altro esempio di formazione del personale

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InnovAzioni Future aprono un mercato solo con antropologo d’impresa : la Texas Instruments e i transistor

Venerdì 29  luglio ho partecipato ad un bellissimo incontro organizzato da Futura Festival clicca qui che si svolge  Civitanova Marche Alta, dove insegno Religione presso l’I.I.S. V. Bonifazi.

Il programma prevedeva una serie di incontri dedicati al futuro imprenditoriale dell’Italia. Sono stati presentati progetti di vario tipi,

  • dal progetto di banca intesa volto ad aiutare le start-up a crescere e svilupparsi leggi qui
  • presentazione del Gruppo Loccioni forse una delle realtà imprenditoriali marchigiane, e forse mondiali,  maggiormente aperte al futuro
  • presentazioni del progetto Artigiani digitali con Giovanni Re che lo ha ben raccontato
  • presentazioni di alcune start-up in nuce, grazie alla collaborazione con Start-up Italia.
  • Il presidente di Future Concept lab Francesco Moracehttp://www.futureconceptlab.com che ha ideato il  Festival della Crescita inserito all’interno del FUTURA FESTIVAL. CLICCA QUI

Purtroppo, dato il grande caldo, la location bella ma scomoda di parcheggio, e forse la solita indolenza marchigiana ho notato poche persone all’evento, soprattutto tra i giovani. Ma diciamo che almeno la sala era abbastanza piena.

Fa ben sperare vedere e ascoltare l’energia di tutti i relatori che si sono alternati, sia da un dirigente di Banca che sembrava assai stimolante a dare contributi alle start-up, sia al saggio Sig. Loccioni che ha parlato assai bene della impresa come insieme di persone e di persone a cui vendere il prodotto come persone e non come clienti, sia alla propulsiva atomicità dei ragazzi che presentavano le loro start-up.

In particolare il fratello di un mio amico che in 3 minuti ha presentato la sua APIO come una realtà dinamica che sta per trovare una sua domanda importante a fronte di una offerta Straordinaria. leggi qui

Mentre ascoltavo e mi gasavo di tutta quella energia, mi sono venuti in mente alcune letture fatte di recente sul libro di Isacsonn, Gli Innovatori.

Mi sono ricordato dei Famosissimi

LABORATORI BELL. 

Un centro di ricerca fenomenale, che ha avuto ben sei ricercatori  insigniti del premio Nobel.

A pag. 153 del libro si legge

“I Laboratori Bell furono una fucina di innovazioni. Oltre al Transitor, svilupparono per primi i circuiti del computer, la tecnologia laser e la telefonia cellulare. 

MA SI RIVELARONO MENO ABILI

NEL CAPITALIZZARE LE LORO INVENZIONI”

Occorre dire che i laboratori erano di proprietà della AT&T, la quale già faceva una barca di soldi con le telecomunicazioni, pertanto non erano interessati, miopia di marketing , identicamente i laboratori della XEROX, PARC di palo alto  saccheggiati da Steve Jobs.leggi qui

Pertanto davano facilmente in Licenza i Loro prodotti.

Sempre per associazione di idee, mi sono ricordato dell’episodio che riguarda una azienda che nel 1952 era modesta e faceva semplici calcoli per estrazioni petrolifere, la quale decise di chiedere la licenza per utilizzo dei transistor grazie al vulcanico vicepresidente Haggerty.

L’azienda si chiamava Texas Instrument:

“La Texas Instrument era abbastanza audace da re-inventarsi, ma quelli del laboratorio Bell, vedevano di cattivo occhio e li trattarono con aperta ironia, sicuri che la irriverente richiesta potesse avere successo in un settore che iniziava a farsi competitivo.” pag. 154

Ma il vicepresidente della Texas Instrument Haggerty riuscì alla fine ad ottenere la licenza per circa 25mila dollari dell’epoca. Una volta ottenuto la licenza Haggerty capì l’importanza della Valore Innovazione, ovvero che il prezzo di 16 dollari a transistor era troppo alto per poter essere diffuso alle persone, occorreva scendere sotto i 3 dollari, e ci riuscì!!! leggi qui

Così si ebbe una esplosione vertiginosa della DOMANDA DI TRANSISTOR ma non solo grazie a ciò LA Texas Instrument realizzò uno  dei prodotti di successo della storia dell’industria mondiale:

LA RADIO TRANSISTOR  

Regency TR-1

una vera e propria

MUCCA VIOLA .

Grazie a questo prodotto iniziò l’ERA della MUSICA diffusa OVUNQUE ed il Rock and ROLL si affermò in tutto il mondo.

“Haggerty aveva l’abilità di inventare, inseguire e realizzare prodotti che straordinari, dispositivi di cui i consumatori non sapevano ancora di aver bisogno, ma che ben presto avrebbero trovato irresistibili”. Pag. 155  leggi I bisogni e i desideri

Propose la sua invenzioni a molte case discografiche, le quali con sdegno Rifiutarono l’affare, in quanto loro vendevano dischi non musica. Chissà quanti mega consulenti avevano sti geni del marketing.

Mi ricorda la celebre battuta di un grande venditore di trapani che diceva sempre:  “ Io non vendo trapani, io vendo il Buco che realizza i vostro desiderio di vedere appeso il vostro quadro, la foto di vostro figlio … , qualche oggetto che possa soddisfare questo desiderio io lo vendo, se il trapano oggi bene, domani dipende …..ma sempre i buchi venderò non i trapani”.

Nel novembre 1954 in pochissimo tempo Haggertty mise sul mercato la radio a 49,95$, rischiando sul prezzo, ma sperando di venderne talmente tanti da abbassare poi i costi, una penetrazione di mercato aggressiva. Considerato che il costo per la produzione e commercializzazione della radio non superava i 13 dollari!!! con un ricavo netto al pezzo i circa 35 dollari!!!!!!

“Divenne ben presto l’oggetto del desiderio per il consumatore e l’ossessione degli adolescenti” pag.155.

Disponibile in 5 colori: nero, avorio, mandarino, verde,grigio.

In poco tempo ne furono venduti 100.000 pezzi. Un successo clamoroso.A questo punto il mercato delle radio e dei Transitor era Aperto!!!!

Iniziò l’Era della personalizzazione dei prodotti grazie alla tecnologia.

Concludendo questo breve esempio e legandolo alla introduzione del Futura Festival faccio l’Augurio alle Start-up che sappiano coniugare le loro mirabolanti invenzioni alle capacità di chi sa aprire un mercato.

Se è sempre vero che

L’offerta crea la propria Domanda,

tuttavia la Domanda deve risultare sufficiente per alimentare nuova offerta e questo lo si ottiene se si è in grado di realizzare  una

VALUE INNOVATION

in grado di sostenere nel tempo

profittevolmente l’impresa

LEGGI QUI.

Haggerty

fu  un grande

Antropologo d’impresa

(leggi qui cosa è che fa l’antropologo d’impresa).

capiva le potenzialità di un prodotto di scatenare i desideri delle persone leggi qui e realizzò un Marketing Pandemico che aprì un enorme mercato per la sua impresa e CAMBIò IL MONDO!!

Pertanto in ogni impresa deve esserci una persona che sappia interpretare la parte dell’ANTROPOLOGO D’IMPRESA  altrimenti procuratevene uno in out-sourcing. 

(Io Sono un Antropologo di Impresa sotto il modulo per contattarmi. leggi mia bio)

Concludo con le Parole del Sig. Sandro Tiberi

(ecco il link Ove potete vedere non   CARTA

MA LA SOSTANZA DEI SOGNI ). 

“Occorre essere Bravi a realizzare

Prodotti Straordinari

e

al contempo saperli comunicare alle persone desideranti” 

Le due colonne del MARKETING PANDEMICO sono quelle che vi permettono di trovare, ampliare e consolidare il mercato e soprattutto non dimenticare la VAlue Innovation.

Enjoy Startupper

 

L’oceano Blu dei videogiochi grazie a Nolan Bushnell e l’innovazione di Valore della Atari

In questi giorni di afa estiva sto leggendo un interessante libro di Isaacson sulla storia degli innovatori che hanno permesso la creazione del mondo digitale in cui siamo immersi. 

Il libro si intitola “gli innovatori” e segue la tesi che grazie alla connessione di centinaia di menti creative si è arrivati ad avere il mondo digitale ed internet. Molte persone hanno contribuito a realizzare il nostro futuro.

Dan Edwards e Peter Samson giocano a Spacewar , nel 1962 al MITtribuito nel loro piccolo o grande a realizzare le innovazione più sorprendenti.  Consiglio vivamente la lettura.

Mi ha particolarmente colpito il capitolo dedicato ai Videogiochi. Qui si racconta come il primo videogioco di un certo successo fu SpaceWar . Il gioco frutto di moltissime menti, ebbe tra i “nerd” universitari un notevole successo.

Tra quesi un giovanissimo Nolan Bushnell studente di ing. che ci giocava praticamente sempre e anche di notte.

Lavorava nei parchi giochi per pagarsi la retta, e a contatto con le persone che andavano a divertirsi evidentemente assorbì i desideri esposti o latenti dei desideri delle persone che volevano giocare leggi qui.

Egli fu, è e sarà sempre un grandissimo

ANTROPOLGO D’IMPRESA,

studiava le persone e sé stesso

per capire come meglio poter soddisfare i loro desideri. 

Egli  aveva

Lotaku del gioco,

ed ancora oggi ce l’ha!!

Isaacson dice di lui che :

“Nolan Bushnell divenne uno degli  innovatori

capaci di trasformare

una invenzione in una industria di successo.”

SCOPRì

UN OCEANO BLU

SCONFINATO 

leggi qui

Come spesso accade il primo passo da imprenditore di Nolan Bushnell fu quella di migliorare e perfezionare ciò che aveva provato in modo che potesse essere profittevole. Allora ideò Computer Space, migliorando Spaceware in modo assai intelligente e pratico  e lo vendette ad una impresa che già aveva un mercato con un videogioco tipo quiz, si chiamava Cutting Associates.

Bushnell scopre in quel periodo, da subito di aver concorrenti, due pazzoidi con l’Otaku  di Spacewar  i quali avevano creato un gioco che si chiamava Galaxy Game, segno che se vai nella direzione giusta, devi aspettarti che ci siano o arrivino concorrenti, leggi qui.

Tuttavia in questo caso i due erano sì geniali, ma non imprenditori e quindi al costo di un quarto di dollaro il loro videogioco non si sarebbe mai ripagato, pertanto la loro VALUE INNOVATION era scarsa E ovviamente L’IMPRESA FALLì.

I due dissero ad Isaacson:” Io e Hug eravamo ingegneri e non prestammo attenzione attenzione all’aspetto economico” , 

( cosa che spesso vedo e leggo tra gli startupper odierni, in pratica grandi inventori ma …. il Business dov’è?).

Così commenta Isaacson; ” Scintilla della innovazione può scaturire dal talento ingegneristico, ma deve combinarsi con le competenze imprenditoriali per dare fuoco al mondo”.

Capito cari amici Startupper!!!!

Potete anche aver una Idea Imprenditoriale, una MUCCA VIOLA, ma poi occorre che gli si dia VALORE e che possa così diffondersi prima possibile a una platea sufficiente e profittevole con una comunicazione aziendale  e una distribuzione ottimale e il prezzo e….

INSOMMA UNA SINERGIA DI

TANTISSIMI FATTORI CHE SI DEVONO ARMONIZZARE

Bushnell fu in grado di essere imprenditore oltre che inventore e visionario.

Con 1000 dollari produsse Computer Space, ne vendette circa 1500 con un profitto di oltre il 20%. Tuttavia il videogioco interessava solo i bar studenteschi e non i più redditizi ritrovi delle persone comuni con un mercato più ampio. In pratica una nicchia troppo piccola per poter essere navigata con profitto.

Tuttavia egli comprese le potenzialità dei videogiochi da piazzare nei ritrovi giusti stimolando il desiderio delle persone. Capì che occorreva il videogioco giusto. E così   Lasciò la Nutting e fondò la sua società con il nome che diventerà poi MITICO per tutti noi .

ATARI

27 giugno 1972 atto di nascita di questa impresa. Inizio della navigazione in un oceano BLU.

Ma secondo voi perché la Nutting o altri competitori non riuscirono a fare ciò che fece Bushnell???

Considerate signori Startupper che  i finanziatori in particolare le Banche compresero fin da subito che si era aperto un Oceano Blu? 

ASSOLUTAMENTE NO!!!!

Voi avreste dato i soldi nel 1972 a
questi signori qui accanto  che stavano per lanciar una cosa mai vista prima?

Ebbene come sempre accade alle Start-up di ogni epoca e Nazione (Italia caso a peggiore del Mondo), la Atari ebbe fin da subito enormi problemi di credito.

Come ebbe a dire Nolan Bushnell:

” Progettare il gioco è stato Facile.

Far crescere l’azienda

SENZA SOLDI

è stata la vera impresa.”

pag. 217

Il grande primo videogioco che  inaugurò l’OCEANO BLU di un Mercato Nuovo e che fu una MUCCA VIOLA tra Mucche Grigie  dei Flipper fu il

PONG!!!

Chi della mia epoca non ci ha passato intere ore a giocarci???  Si dice che lo avesse copiato dalla Magnavox, la quale gli fece causa e poi si accordarono , ma solo dopo che il prodotto ebbe una diffusione eccezionale in quanto la Magnavox non era proprio riuscito a scovare l’Oceano Blu. Sta di fatto che il prodotto realizzato dalla Atari era ideato e risultò un grandissimo successo commerciale mentre il Magnavox in 3 anni vendette in tutto i paesi serviti 300 mila pezzi.

Esordio con Prova, come sempre suggerisco,  fu al Bar Andy Capp. Il giorno dopo che fu installato il proprietario chiama la Atari lamentandosi che il gioco si era inceppato, e che stava riscuotendo un discreto successo, molti ci volevano giocare  e quindi occorreva ripararlo con urgenza. Andarono subito e scoprirono che il gioco NON ERA ROTTO ma che si era inceppato a causa delle troppe monetine!!!

Rispetto ai Flipper, che all’epoca la facevano da padroni nei  pub  ce ne erano a Iosa, il pong incassava 4 volte tanto, per fare un esempio. Un buon flipper incassava 10 dollari al giorno, il PONG 40 DOLLARI al giorno.

All’inizio Bushnell offri il gioco a un distributore di Flipper, Che rifiutò!! Meglio così fu per Atari.

Decisero di costruire i primi PONG da soli. Costo 280 dollari a macchina per rivenderlo prima a 900 dollari, poi dato il successo a 1200 dollari.  E gli acquirenti MOLTO contenti in quanto la novità attirava le persone e incassavano 4 VOLTE tanto. (1200 dollari diviso 40 dollari, in poco tempo veniva ripagato).

Cari Startupper ecco la giusta proporzione, costo 1 vendita almeno 3 meglio ancora più di 4.

In pratica su 900 dollari tolti i costi di 280  la Atari incassava 620 dollari a macchina.

TAHT’S BUSINESS

Pensate che di fronte a questi dati trovò soldi facile.

MANCO PE GNENTE!! si dice dalle mie parti.

Una piccola banca gli diede quasi a strozzo 50 mila dollari, un decimo di quanto chiedeva per realizzare in serie le macchine e commercializzarle e pubblicizzarle. Riuscirono a realizzare in serie il PONG e vendettero MIGLIAIA E MIGLIAI DI PONG in tutta l’America.

STAVANO NAVIGANDO IN UN OCEANO BLU

CON IL VENTO IN POPPA.

Ma prima che si potesse trasformare in ROSSO con l’arrivo dei competitori nel 1975 introdussero la console per giochi da casa la mitica ATARI 2600. (ce l’ho avuta anche io circa nel 1979, ricordo con molta emozione la scatola). E la Atari divenne la ATARI ma…. questa è un’alta storia.

Voglio condividere un link con una bellissima intervista a questo Grande IMPRENDITORE VISIONARIO Bushnell. Realizzata nel 2013 da Wired leggi qui. 

Concludo con un estratto di una sua risposta che possa essere da stimolo agli startupper :

“Il fare ininterrottamente. Come diceva Winston Churchill,

l’innovazione è passare da un fallimento

all’altro senza perdere entusiasmo.

In altre parole,

l’unico modo per avere una grande idea è averne molte,

dedicarsi a progetti diversi senza paura di fallire.

Ho mancato più di una volta il bersaglio, in tre o quattro casi clamorosamente, ma le persone ricordano solo i miei successi. Il mondo non associa Jobs a Apple III, o Lisa, ma a iPhone e iMac. Il segreto è non stancarsi”.

Se avete bisogno di Un antropologo di impresa sono a vostra disposizione :

porlandi05@gmail.com

marketing territoriale: Il turismo attratto da una offerta mucca viola oltre le tradizioni

Dal sito truenumbers.it estraggo questi interessanti dati e visto che siamo in piena stagione estiva dove il marketing territoriale dovrebbe farla da padrone e proviamo a offrire alcune proposte.

Il titolo dell’articolo è questo:

Meno del 10% degli italiani lavora nel turismo.

E le stanze d’albergo sono vuote”

In Italia gli addetti al turismo sono relativamente pochi.

DATI EUROSTAT clicca qui

Guardando l’Italia, si osserva che gli addetti al turismo sono più del 10% solo in Valle d’Aosta e Alto Adige, che condivide le stesse alte percentuali dell’Austria.

La media europea è del 4,8%

delle persone occupate nel settore turistico.

In Italia siamo quasi al 6%.

L’articolo del sito porta interessante esempio:

Salta all’occhio il contrasto tra Corsica e Sardegna: l’isola francese ha una percentuale di addetti al turismo nettamente superiore (>10%) a quella della vicina isola italiana (5%-7%).

Inoltre si noti la enorme differenza per regioni italiane:

La maggior parte delle Regioni italiane è nella fascia (5%- 7%), superiore alle media europea del 4,8%, con l’eccezione della Basilicata (3%-5%), che pure, tra coste, natura incontaminata e monumenti un buon potenziale turistico lo avrebbe.

 Nella fascia 7%-10% ci sono solo Liguria e Provincia Autonoma di  Bolzano.

Poi viene il bello  o il brutto se volete :

In media, il 60% dei posti letto        

            negli hotel italiani

 Rimane Vuoto

La regione che ha il tasso d’occupazione dei letti più alto è l’Alto Adige (58,4%) seguito dal Lazio (53,7%), che nel 2014 ha beneficiato anche dell’afflusso record di pellegrini da Papa Francesco (+6,7% rispetto al 2013). Terzo il Veneto 51,6% e quarta la Sardegna (44,3%) battuta anche in questo dalla vicina Corsica (51,5%).

La maggior parte delle regioni del Sud si trova nella parte bassa della classifica.

Ultima la Sicilia:

più di due terzi dei letti disponibili sono rimasti vuoti.

l’ARTICOLO conclude così la breve e parziale disamina dei soli numeri :

“Ovviamente, si tratta di medie annuali, che non tengono conto della stagionalità di alcuni tipi di turismo, come quello balneare. Ma, come si vede, le regioni di maggiore successo sono quelle che al turismo stagionale (per esempio lo sci in Alto Adige) hanno saputo affiancare altri tipi di offerta sportiva, naturalistica o culturale.”

p.s. : I dati si riferiscono al 2013 per gli addetti al turismo e al 2014 per l’occupazione delle strutture alberghiere Fonte: Eurostat

Bene cosa dobbiamo pensare dopo aver letto questi dati?

Direi Male,

Molto Male.

Siamo uno dei Paesi più belli del mondo, tutti  ci invidiano lo stile di vita, il paesaggio , la cultura, ecc. ecc. e solo il 6% delle persone trova lavoro nel settore turistico?

come un qualsiasi land della germania.

PERCHE’?

Spazio ENORME PER CRESCERE E DARE LAVORO A MILIONI DI PERSONE

MA A PATTO

DI REALIZZARE UNA OFFERTA PANDEMICA E NON BANALE.

 

il motivo principale che frena il turismo italico è

l’assoluta BANALITÀ’ DELL’OFFERTA TURISTIC

  • Banali Gli Hotel per non dire peggio (colazioni vomitevoli)
  • Banali i Bar tutti uguali ed in genere pessimi leggi qui
  • Banali e mal gestiti i ristoranti tutti con i soliti menù sempre uguali e locali bruttissimi.
  • Banali le offerte extra stagionali o extra spiaggia o sci
  • Banali i negozi stessi che dovrebbero esprimere al meglio il nostro saper fare ma…. quasi sempre non è così.
  • Banali le comunicazioni molto poco pandemiche esempio da guerrilla

Certo che ci sono e ci saranno per sempre le  solite carenze strutturali dei trasporti, degli scioperi, della sicurezza, della fiducia trasmessa, voi andreste a passare le vacanze nelle zone dove si ci sono tipo da Gomorra? IO con la mia famiglia manco morto!!!!

MA I LIMITI

Non SONO MAI UNA GIUSTIFICAZIONE

PER NON FARE IMPRESA con iL MARKETING PANDEMICO.

Se una cosa mi attrae fortemente e solletica il mio desiderio ci arrivo anche scalando montagne. leggi qui

Concentriamoci invece sull’aspetto principale che secondo me è la banalità dell’offerta turistica ed in più  offriamo le stesse cose, sempre le stesse cose. Ci aggrappiamo alla tradizione, che spesso ci inventiamo noi tipo le sagre di ogni cosa o le sfilate di moda medioevale assolutamente banali e anti-storiche, ma vi pare secondo voi che nel medioevo per ammazzare il tempo  i nobili sfilavano come degli imbecilli in piazza per farsi veder ? ma come si può pensare minimante na cosa simile. Non ci ho mai creduto e mai ci crederò, non  credo che nel medio evo fossero deficienti come li dipinge alcuni osannati medievalisti italici e francesi.

Avete letto del successo della opera mostruosa di Christo?  Milioni di persone hanno rivitalizzato il lago d’Iseo. Potete dire tutto, criticarla, sputtanarla, costata troppo, (anche a me NON è piaciuta) ma ha funzionato, eccome se ha funzionato per il turismo del lago!! o NO?

Insomma un successo clamoroso da un punto di vista di Marketing Territoriale!!!! leggi qui

Allora cari governanti, imprenditori associazioni che si occupano di marketing territoriale se  avete capito, la lezione occorre mettere da parte  le banalità, le tradizioni e farsi venire idee imprenditoriali per tipi STRAMBI sotto con i Prodotti Stra-ordinari e date spazio alle   MUCCHE VIOLA leggi qui .

 

l’ offerta Turistica è PANDEMICA

SOLO grazie al prodotto Stra-ordinario

ed trasmessa da  una comunicazione pandemica e NON banale  

 sappia colpire le persone giuste

le quali attirano sempre il grosso delle persone. 

 

 

Occorre riuscire a stimolare gli imprenditori e i governanti a cambiare il SEMPRE  E COSTAMENTE L’OFFERTA TURISTICA

Come dice Darwin : 

Ecco l’ITALIA è stata per SECOLI il Paese del cambiamento riuscendo sempre a sorprender con nuovi artisti, geni, folli che a forza imponevano i loro CAPOLAVORI, poi ad un certo punto ci siamo beati di quanto fatto e stiamo lì a rimirare il PASSATO.

MA LA TRADIZIONE VERA

E’ QUELLA DEL CAMBIAMENTO COSTANTE

IN RICERCA DI NUOVI PRODOTTI STRA-ORDINARI

che OFFRANO ESPERIENZE UNICHE ALLE PERSONE GIUSTE SEMPRE INNOVATIVE  CHE GUARDINO AL FUTURO NON AL PASSATO STORICO