Il Turismo funziona se attira le persone giuste grazie al Marketing Territoriale che in Italia Non si fa.

 

 

 

L’estate 2016 è definitivamente finita. E’ tempo di bilanci, per migliorare l’offerta turistica del prossimo anno e in generale del futuro.

Un ramo del MARKETIGN PANDEMICO è quello che si applica al turismo, detto altrimenti MARKETING TERRITORIALE.  Ne abbiamo parlato QUI E QUI ed  in 

Marketing territoriale Pandemico. Startup con idee creative da rischiare

Spiegato cosa intendiamo in questo Post:

Marketing Territoriale, questo sconosciuto.

Mi offre una ottima occasione di spunto l’intervista e i vari interventi rilasciati da un Imprenditore famoso, scomodo brutale ma di…. successo. Egli esprime in forma “imprenditoriale” quanto affermo io nei miei post di Marketing Pandemico.

L’imprenditore si Chiama Flavio Briatore, noto alle cronache, agli sportivi della Formula 1, ed agli studenti anziani come me di Cà Foscari in quanto egli in gioventù è stato una delle colonne del successo della BENETTON. Io lo conobbi in un Incontro Universitario a parlare di Fashion  Marketing.

Ecco il Link dove potete leggere l’intera intervista, ma nel web ce ne sono tante e di simili: qui

Riporto domande e risposte e le commento da par mio in VIOLA. avverto che … sarò polemico. 

Esordio del Briatore:  «Il Sud è indietro di trent’anni»…….

E vabbè, questo vale anche per la mia regione, anzi avendo visitato la Puglia di recente, qua dove vivo io, pure oltre 30 anni. 

E perché la Puglia e il Sud sarebbero in ritardo? E poi rispetto a chi?

«Vada in Costa Azzurra. Ci saranno duecento hotel a cinque stelle, in Puglia c’è Borgo Egnazia e poco altro».

Ecco un punto centrale la qualità reale degli hotel. Ho fatto il mio viaggio di nozze in Spagna nel 2012, ho prenotato via Internet sempre in Hotel 5-6 stelle spendendo assai poco, o come le orrende pensioni italiche o i B&B italici. Senza questi Non si fa turismo. Ovvio che se non si agevola la loro costruzione ….

Ancora con questa storia dei cinque stelle?

«No, non ci siamo capiti. M’invitano a Otranto, dove fra un anno prevedo di aprire una sede del Taiga,(nascerà nel 2017 Otranto)  e dico quello che penso. I vostri alberghetti non servono, i ricchi vogliono hotel di lusso sul mare». 

I ricchi. Ecco il Punto. O meglio Coloro che possono permettersi di spendere e amano spendere. Il turismo   deve attrarre queste persone, specie nelle zone più belle d’ITALIA. Perché poi lamentarsi che le persone non spendono. Ovvio se attiri chi non spende, non spendono, se attiri chi spende spende. Mi sembra una banalità ma è così. Conosco persone che tutto l’anno mettono da parte i soldi solo per permettersi la possibilità di andare a ballare nei locali sardi del Briatore. L’ebbrezza di essere a contatto con la vera ricchezza è la molla che li spinge. E’ la VALUTA SOCIALE che scatena una Pandemia, in quanto coloro che acquisiscono tale Valuta la possono spendere con gli altri e innescano il PASSAPAROLA, i quali verranno giocoforza infettati, secondo gli studi del Prof. Becker sul Contagio Leggi qui.

«Eh no, nel corso di quella tavola rotonda i politici si sono lamentati perché in Puglia, e io aggiungerei in tutto il Sud e forse in mezza Italia, c’è un movimento mordi e fuggi. E i turisti, pensi un po’, buttano le buste di plastica fra gli ulivi».«Di questo e di altro si lamentavano i relatori a Otranto. Io ho solo puntualizzato l’ovvio».

«Se nel Salento vogliono fare il salto di qualità e guadagnare di più, devono fare degli investimenti». «Per attrarre il turismo di qualità. Quello che spende, come ho detto, anche 10-20 mila euro al giorno».

Briatore va al sodo. Se si vuole guadagnare occorre attirare una certa Domanda Turistica che Lui definisce di Qualità. Si  intende con coloro che possono spendere, e desiderano spendere per qualcosa però di UNICO, Stra-oRDINARIO, non Banale e Povero. Bisogna Valorizzare Creativamente i Luoghi d’ITALIA, con tutte ciò che possa attirare le Persone che possono Spendere. Prodotto TURISTICO UNICO Bello, di Design, compresi i Negozi, i Bar e i RISTORANTI. Insomma tutto quanto fa  MARKETING TERRITORIALE e non invece la La Sciatteria .

Ammesso che funzioni.

«Funziona. Funziona. Io conosco almeno cinque persone importanti che sono state quest’anno a Borgo Egnazia per eventi, matrimoni, vacanze. E son cinque persone che spendono».

Certo che il Rischio c’è. Ci mancherebbe, c’è sempre la possibilità che non funzioni, ma un conto è tentare una strada che porta ricchezza, un altro è percorrere sempre quella della povertà. La prima è rischiosa ma potenzialmente fruttuosa, la seconda fallimentare di suo. Aprire un Mercato significa attendere di scoprire un cigno nero

D’accordo, ammettiamo che il modello sia esportabile. Di che cosa c’è bisogno?

«Ci vogliono le infrastrutture» «Anzitutto i porti. Qui attraccano gli yacht da 70-80 metri da cui scendono quei signori che in 24 ore distribuiscono ricchezza nei bar, nei ristoranti, nelle boutique. Poi servono gli hotel a cinque stelle e scuole alberghiere che sfornino personale in grado di conversare in inglese. Ancora i campi da golf e tutti i servizi che possano allietare la vacanza di un americano o di un inglese».

Questo oggi non c’è?

«Io so che in Puglia i grandi hotel fanno fatica a trovare personale locale all’altezza. Ma guardi che il problema non è solo della Puglia. Vale per tutta Italia».

Stoccata alle pessime scuole professionali italiche, snobbate dai ragazzi migliori ed anche dai professori migliori. Gli Istituti Alberghieri sono di … bassa se non di bassissima lega. Preparano ragazzi per fare cosa? non si sa, non certo all’altezza di HoTEL Cinque stelle. In Francia invece da decenni la scuola per il turismo è da lite, noi invece abbiamo quelle inutili scuole come i Licei. Questo dipende anche dalla cultura medico italica.

Come rimediare?

«Intanto le regioni non possono procedere in ordine sparso. Ci dovrebbe essere un coordinamento a Roma. Il turismo è la nostra prima azienda, potrebbe garantirci almeno 6 o 7 punti di Pil in più e invece siamo al palo».«Sembra impossibile, ma non esiste una compagnia di alberghi di lusso italiana. Abbiamo Roma, Firenze, non una marchio di alta gamma». “L’80 per cento degli amministratori – aggiunge ancora Briatore – non ha mai preso un aereo. Come si fa a parlare di turismo senza averlo mai visto?”

Da noi a quanto so comandano le Confcommercio e le Confesercenti, con i loro eletti e dirigenti. Con i corsi di basso profilo, da far ridere i polli. Tutto è legato a quanto loro vogliono. Immaginarsi se è pensabile far ideare il turismo del futuro ad associazioni territoriali poco più che amatoriali. Le sagre le sanno fare, ma il turismo è una cosa seria. Non possono neanche sapere come farla né sognarla. Il Marketing neanche a parlarne, poiché al massimo lo intendono come pubblicità, al minimo come per prodotti dozzinale.

Al Sud molto si è fatto in questi anni. Strade, ristoranti, enoteche.

«Senta, l’altro giorno a Otranto le spiagge erano vuote. Poche ore dopo ero a Mykonos, dove credo che aprirò un altro Twiga, e le spiagge erano piene. Ci sarà un motivo». Il clima? «Ma che clima. Servono le infrastrutture, come i moli per gli yacht: la Francia ci bagna il naso. E ci vorrebbe una testa diversa. Se io al Twiga in Versilia alzo di un decibel la musica, anche al pomeriggio, immediatamente arrivano i vigili».

«La cultura non basta. I turisti vanno a vedere le città d’arte quando piove. Negli altri giorni vogliono servizi impeccabili».«No, anche i musei spesso sono chiusi. O fanno sciopero senza preavviso. Come al Colosseo e a Pompei. Purtroppo, l’Italia è tutta uguale».

Questo lo affermiamo da anni. I musei NON portano turismo. Sono solo un po’ di contorno, ma nulla di più!! a meno che si facciano mostre impressionanti e straordinarie. Ma per la maggior parte ai musei ci si va nel tempo ….. perso!!! Idem per le ridicole rappresentazioni storiche, solo alcune sono degne di note, la maggior parte sono solo inutili dispendiose e portano zero turismo, ma in compenso si spendono un sacco di soldi per le prebende locali e localistiche.

IN CONCLUSIONE 

“Se volete il turismo servono i grandi marchi e non la pensione Mariuccia, non bastano prati né musei, il turismo di cultura prende una fascia bassa di ospiti, mentre il turismo degli yacht è quello che porta i soldi, perché una barca da 70 metri può spendere fino a 25mila euro al giorno”

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Comunicazione pandemica per le scuole superiori dedite all’orientamento scolastico: parola d’ordine coinvolgere le persone.

 

bonifazi manifesto 2015
Manifesto  IIS Bonifazi 2015 – 2016

In  questi giorni  tutti gli istituti di istruzione superiori stanno iniziando la loro annuale campangna di reclutamento nei confronti degli alunni delle terze medie e loro famiglie.  Io insegnando presso l’istituto di istruzione superiore , I.I.S. Virginio Bonifazi di Civitanova Marche,  sono coinvolto personalmente.

Mi preme pertanto scrivere un post di Marketing che possa essere uno spunto di riflessione per cercare di far conoscere il nostro istituto nel territorio e allo stesso tempo potrebbe essere utile ad altri colleghi per altre scuole come la nostra, in particolare istituti superiori tecnici o professionali che in questi ultimi anni hanno visto eroso il loro potere attrattivo e le iscrizioni a favore principalmente dei licei.

Il problema delle scuole tecniche e professionali oggi in Italia è assai complesso. Ormai da oltre 10 anni hanno perso quasi mezzo milione di studenti. Per 3 cause principali:

  1. Minori nascite, quindi si restringe la popolazione studentesca globale
  2. Preferenza e sentimenti positivi delle famiglie per i Licei o alcuni e isolati  Tecnici Industriali-informatici, con l’aggiunta negli  ultimi anni degli agrari e  degli alberghieri. Dato il fenomeno favorevole del “boom” della cucina e dell’agricoltura innovativa.
  3. Dispersione scolastica, la più alta d’europa. (qua meglio che mi morda la lingua prima di inguaiarmi….)

A fronte di questi 3 fatti si capisce l’ardua impresa di lottare contro forze contrarie che spingono famiglie e ragazzi verso i licei in primis, aumentati poi oggi  nelle offerte formative e semplificati, e in quegli istituti tecnici ambiti nel tempo odierno come  informatica, agraria e alberghiero.

Tuttavia il nostro istituto, come molti altri in Italia,  propone  indirizzi assai interessanti e con enormi prospettive lavorative :

  • Grafica
  • Moda
  •  Turistico-aziendale
  •  Servizi socio-sanitari. 

Se ci pensate sono tutte professioni che non credo abbiano problemi di impiego nel futuro, dato che la grafica ha sbocchi evidenti nell’industria in modo trasversale , il turistico e la moda possono contare in industrie cardini del sistema industriale italiano ed il socio-sanitario è sempre in crescita specie con invecchiamento società ed altre possibilità nella estetica e cura della persona.

Insomma L’ IIS Virginio Bonifazi avrebbe le carte in regola per attirare  frotte di  ragazzi delle Medie che hanno delle capacità più propense alla manualità e a professioni maggiormente operative e meno speculative con  un programma d’offerta formativa in grado di esaltare i loro talenti.

EPPURE GLI ALUNNI SCARSEGGIANO.

Le iscrizioni a fatica si  attestano attorno  alle 600 unità, ma ribadisco con molta fatica.

Da un punto di vista di Marketing è chiaro che il sentimento di un popolo che predilige iscrivere i propri figli al liceo è impossibile, nel breve, da cambiare. Dato poi che l’offerta formativa non può essere meglio indirizzata poiché scelta dall’alto, a meno di miracoli contenute nel programma scuola che andrà in vigore il prossimo anno, tutto si riduce a comunicare alle persone quanto possiamo offrire.

Operare SOLO  sulla comunicazione aziendale è assai complicato, ma  è  doveroso rendersi visibili nella mente delle persone almeno come opzioni  e riuscire a scatenare almeno un passaparola positivo.  In particolare suggerisco che occorre le tecniche che noi Italian BUSINESS DESIGN  suggeriamo in questi post:

Quest’anno abbiamo realizzato un piccolo questionario rivolto alle classi del biennio, i ragazzi che per ultimi hanno scelto il nostro istituto. Un sondaggio interno svolto con le classi prime e seconde  di nessun valore scientifico ma solo del tutto indicativo, ove  risulta chiaramente come i ragazzi sono venuti a conoscenza dell’IIS V. Bonifazi ed anche cosa si dicono in giro del loro istituto la cerchia delle loro conoscenze. Informazioni utili anche per mappare la provenienza degli alunni e individuare il nostro principale bacino di utenza e dove abbiamo dei “buchi” di presenza a fronte della vicinanza.

Insomma mappare il territorio, data la difficoltà dei  trasporti è essenziale per prendere di mira, il famoso TARGET, le scuole medie che possiamo meglio monitorare.

Dato che i ragazzi hanno confermato che principale  fonte di informazione e di stimolo  sono stati nell’ordine :

  1. gli amici
  2. i parenti
  3.  incontri a scuola nelle giornate dedicate.
  4. partecipazione agli open day dell’istituto

Tuttavia la prima e la seconda risultano ampiamente prime che è poi la base del Buzz Marketing. Tutti noi sappiamo che a convincerci sono le persone che ci sono attorno e vicine, anche solo incontrate al bar piuttosto che pubblicità o cartelli pubblicitari o brochure.  Questi ultimi mezzi semmai sono  da considerare come rafforzativi, che in pratica operano come una seconda spinta tipo Nudge, (il pungolo pandemico per le decisioni). 

Quindi secondo me, se fossi un consulente di Marketing incaricato come Italian Business Design , consiglierei di usare fortemente il canale delle amicizie  attraverso il coinvolgimento di tutto il personale della Scuola

  • Alunni di tutte le classi, in primis quelle del biennio, più vicini ai ragazzi delle terze medie
  • Professori: con il loro ambiente familiare e i colleghi che lavorano nelle medie, o familiari che possono divulgare il nostro istituto.
  • personale ATA, idem come sopra

Tutti devono essere

COINVOLTI  

Nel ruolo di diffusori del

Passaparola Positivo della  Scuola.

logo bonifazi

Tra professori ed alunni siamo oltre 1000 persone che sfruttando le amicizie o conoscenze possiamo scatenare un discreto iniziale passaparola positivo.

Allo scopo di aiutare la diffusione abbiamo rifatto il LOOK al logo, come vedete al fianco. Realizzato un Poster magnifico con una Foto artistica degna di nota, quella che vedete in alto.

Si potrebbe altresì pensare anche a realizzare :

  • Adesivi del Bonifazi da appendere ovunque
  • Gadget vari col logo (questi sono stati fatti )
  • partecipare a manifestazioni sportive locali frequentati dai ragazzi a distribuirli
  • Ottenere Indirizzi Mail delle famiglie per poterle informare in maniera diretta, magari a tempo, nel senso che dopo le iscrizioni, fine febbraio, la sua mail verrà annullata e non riceverà più messaggi da noi.  Servirebbe anche per ricordare il nostro istituto all’atto dell’iscrizione e le iniziative che facciamo o alle quali partecipiamo.
  • Perché no? pensare a una GUERRILLA MARKETING?  TIPO:al centro commerciale in modo informale a passeggiare per diffondere i gadget, oppure Flash MoB, 
  • Rendere ASSOLUTAMENTE Esperienziale gli OPEN DAY. Far in modo che i ragazzi ospiti Tocchino, Usino, si impratichino di quanto poi andranno a fare nella scuola. L’esperienza è IL PRINCIPALE VEICOLO DEL PASSAPAROLA:
  • Sarebbe poi FONDAMENTALE abbellire la Scuola Per l’accoglienza, ma questo è un discorso di MARKETING non solo di Comunicazione.

La parola d’ordine della comunicazione deve  essere però COINVOLGIMENTO e OTTENERE il modo di   potenziare il Permission Marketing . Un Marketing che chiede il permesso ed è rispettoso delle  persone, in modo che se lo ottiene parla dell’Istituto in cui uno studia o lavora. 

Per il coinvolgemento però secondo me OCCORRE FORMARE Le Persone sulle cose da RACCONTARE. Si occorre che ci sia una STORIA CHE POSSA ESSERE TRASMETTERE: leggi  storia contagiosa

Sarebbe ottimale realizzare un Libretto Formativo, da inviare anche via Mail  in forma di racconto per raccontare il BONIFAZI. Le iniziative, i premi, le eccellenze, ecc.ecc. in modo da dare uno spunto valido di conversazione e rendere ORGOGLIOSI le persone che ci lavorano. (lo so sono troppo positivo, ci sono un sacco di casini e anche io me ne lamento SPESSO dato che sono un rompicoglioni polemico di natura , ma di certo ci sono cose molto ma molto positive in primis i nostri meravigliosi ragazzi che hanno delle potenzialità ENORMI e CHE SONO SICURO SAPRANNO VALORIZZARE IN FUTURO COME DIMOSTRANO MOLTISSIMI NOSTRI ALUNNI CHE OGGI HANNO UN PERCORSO TALENTUOSO ECCEZIONALE). 

Obiettivo è quello di far passar i Valori della Scuola attraverso l’unico canale di informazione e di coinvolgimento che funziona: LE PERSONE.

Utile poi sarebbe poi una vera e propria   campagna di LEAD GENERATION con la sinergia di varie tecniche di Marketing digitali con il coinvolgimento dei social Net-work maggiormente usati dai ragazzi: FACEBOOK ed INSTAGRAM. Temo però che in questo caso ci sono costi impossibili da sostenere dato il Budget, ma già il solo coinvolgimento delle persone attraverso i propri account qualche cosa potrebbe funzionare, sfruttando la pagina Facebook e Instagram ove si dovrebbe far inserire su pagine dedicate della scuola tutti i lavori che i ragazzi compiono, le attività che svolgono, comprese le alternanza scuola lavoro, per non parlare poi dei concorsi a cui partecipano specie se vincono. E darne massima diffusione attraverso le condivisioni di tutte le persone della scuola.

Un altro consiglio è avere una persona, o un piccolo comitato di riferimento, il quale possa raccordare il tutto  in maniera chiara e  possa rispondere in modo veloce alle necessità della comunicazione. Questo presso le scuole è una delle cose più difficile per le scuole.

Concludendo nel prossimo futuro speriamo che gli strumenti pensati dal nuovo decreto legge sulla Scuola possa permettere ai dirigenti di poter realizzare un vero proprio piano di MARKETING, partendo da una offerta formativa centrata sulla realtà e sui talenti dei ragazzi e sulla base di questo prodotto stra-ordinario, leggi  comunicare lo straordinario, operare una comunicazione pandemica. 

Per ora accontentiamoci della Sola Comunicazione che se ben fatta può realizzare mirabolanti risultati.

Pizza Pandemica Mucca Viola al ristorante Il Gatto e la Volpe. Lo Straordinario si diffonde.

Quando incontri una MUCCA VIOLA tra tante mucche bianche, beige, bianco-nere, COME FAI a non accorgetene. Devi assolutamente scriverlo e condividerlo.

Se poi ti capiti nell’ultimo fine settimana prima di iniziare gli impegni scolastici, ti rende estremamente felice. Abbiamo riconosciuto e incontrato   la PIZZA Mucca Viola a 130 Km da dove abitiamo. Tempo fa scrissi un post: Realizzare la mucca viola sconfiggendo la sindrome da Bar.

Ecco questo Post  potrebbe avere lo stesso titolo ma al posto di Bar occorre scrivere la SINDROME DA PIZZERIA.

Da noi, e penso in tutta Italia, le pizzerie proliferano e sono TUTTE UGUALI . Si ci sono delle ottime pizzerie, da noi nelle Marche la Migliore Napoletana da Mamma Rosa a Ortezzano. Ce ne sono altre buone, meno buone  ma…… sempre uguali tra di loro. Difficilissimo distinguerle. Ora qualche d’una ha iniziato a miscelare gli impasti, a offrire minime variazioni sul tema. MA …. sono solo variazioni sul tema appunto.

La sostanza è che la PIZZERIA è banale.

Non che questo mi scoraggi a mangiare Pizza, ci mancherebbe altro, io sono fatto di impasto di pizza ormai. Solo che difficilmente la concorrenza si distingue tra le tante, e ovviamente il prezzo e i profitti ne risentono.

Vi racconto invece come abbiamo scoperto la Pizzeria Mucca VIOLA, che si chiama 

Ristorante pizzeria Il Gatto e La Volpe

La settimana scorsa io e mia moglie mentre sorseggiavamo il nostro caffè pomeridiano ci imbattiamo in un servizio di Rai3 o Tv contromarche, non ricordiamo. Parlava di un ristorante sperduto nei pressi di Pergola, vicino a Fano. Il ristoratore, tal Gianluca Passetti, raccontava di aver rifiutato 16 mila euro mensili per fare il cuoco in Giappone. Il motivo del rifiuto era l’attaccamento al territorio, la passione del borgo, Frazione Montevecchio a 10km da Pergola, la famiglia di origine con i nonni, la passione per il suo ristorante ecc.ecc.. Insomma le solite frasi bamboccionate italiche.

Io e mia moglie, che ormai da 1 anno sogniamo di scappare dall’Italia, ci siamo guardati esterrefatti. Abbiamo pensato che fosse pazzo e  che non capivamo. Per  capire meglio bisognava andare ad assaggiare sta pizza e vedere il paesaggio tanto decantato dal pizzaiolo. E assaggiare la pizza che sti giapponesi volevano impiantare in giappone.  La società per la quale lavora mia Moglie, Eurocube, aveva vinto un bando europeo per un mega evento di Basket. La serata conclusiva, alla quale mia moglie era invitata si teneva proprio lo scorso venerdì.  Abbiamo deciso di pernottare a pesaro e il sabato di andare a Pergola per verificare e capire.  Per inciso la sera durante la cena abbiamo raccontato a tutti le nostre intenzioni e tutti concordavano sulla pazzia del ristoratore di rifiutare l’offerta giapponese e ne ridevamo allegramente.

Ebbene il giorno dopo abbiamo visitato pesaro e fatto una passeggiata per  Urbino. Nel tardo pomeriggio verso le 17 ci dirigiamo a Fossombrone, a circa 20 km da pergola. Erano circa le 17,30 e per sicurezza telefoniamo per prenotare. Ma ….. con estrema gentilezza ci dicono che purtroppo sono stra-pieni e che  non hanno modo di poterci accontentare.  Sale la rabbia e la depressione. Insistiamo, dicendo che saremmo stati la per le 19, a inizio turno. Ma nulla, con gentilezza somma, ci dicono  che non possono proprio sono stra.pieni.

Non so se lo sapete, ma il marchigiano è un tipo testardo. Allora mi son detto che almeno volevo vedere come era il locale e dove fosse. Inoltre speravo che facendo vedere il piccolo Geremia di 3 anni forse ci avrebbero accontentato, a inizio turno.

Ebbene dopo un interminabile viaggio, di circa una ora. Si perché il ristorante NON era a Pergola, ma a 10 km da Pergola in una Frazione molto ma molto disagevole da raggiungere con strada all’italiana, immaginate. E più andavo avanti e più mi dicevo: Ma come cavolo fa a riempire il locale sperduti quassù.  Tanto per cambiare  NESSUNA SEGNALATICA, ne per la frazione ne per il locale.

Solo negli ultimi metri appare il cartello bianco ristorante. Poi dovete capire dove si trova. Infatti una volta arrivati alla frazione c’è questo cartello mezzo diroccato,

 senza la freccia,  non si sa dove andare, e abbiamo dovuto chiedere, per chi andrà, svoltare a sinistra.

Siamo arrivati finalmente al ristorante alle 18,40. E abbiamo sfacciatamente chiesto di poterci accomodare e mangiare, anche fuori. Mio figlio che urlava pizza, pizza. Il cameriere che stava prendendo servizio chiede al titolare,  Il quale esce con il sorriso vede il piccolo e ci fa accomodare dove vogliamo. Lo ringraziamo dicendo che venivamo apposta da Fermo.

Ordiniamo la famosa pizza Varnelli e mia Moglie sceglie la Ermida piena di cubetti di pecorino urbinate, Nella foto, le abbiamo divise a metà.. Birra Locale Arton SUSI.Dopo pochi minuti, arriva la PIZZA e ……. ERA UNA MUCCA VIOLA. Eccola in FOTO divisa per metà. A destra la Pizza Varnelli a sinistra la Ermida caciotta, e  sopra il finocchietto selvatico. Per il piccolo solo Bianca e metà col pomodoro. DIVORATE tutte e 3.

OSSERVATELA BENE

  • Non è come le altre Pizze.
  • Non assomiglia alla classica napoletana dal Bordone alto e molliccia al centro.
  • Non assomiglia a quella romana, bassa e croccante.
  • Non assomiglia a nessuna altra pizza che io abbia mai mangiato.

SAPORI E LE LORO COMBINAZIONI STRAORDINARIE 

Leggiamo poi tutto il Menù. Quelli alla Chianina, alle spezie  insomma varietà UNICHE.  Ecco il link se volete approfondire: menù del ristorante il gatto e la volpe

Prezzi sui 10 euro di media, che paragonate a pizzerie assai glamour SONO REGALATE.

Prima di andarcene siamo incuriositi dal menu dei  dolci. Prendiamo questo che vedete.  Credo si chiami IL bosco nel Bicchiere. Una meravigliosa chantilly, frutta  varia crumble di cereali.

  Insomma STREPITOSO!!!

Non i soliti banalissimi dolci pre-confezionati o gelati insapori.

Totale per  3 pizze, 1 dolce una mega birra e un’acquA solo 48 EURO

Iniziamo a conoscer i camerieri che ci raccontano la storia. Poi esce il titolare e ci viene a salutare per sapere se eravamo soddisfatti. Si Chiama Gianluca Passettti.

Ci racconta che ormai da 9 anni i ha rilevato il locale da una precedente gestione, che aveva pochi avventori.  Lui  è diplomato all’ist. Alberghiero ma  quello che ha realizzato è frutto della sua curiosità, della sua passione per la perfezione e poco da quanto ricevuto dalla scuola. (meditate prof. meditate e molto).

Ha studiato e provato le lievitazioni per anni. L’impasto è fatto lievitare 4 giorni e che pur avendo mangiato 300 grammi di pizza vedrete che dormirete sonni tranquilli. (confermo digerita comodamente). Inoltre dice che ha vinto parecchi premi con la Pizza  Varnelli, uno proprio a Fermo dove esiste una scuola per pizzaioli che promuoveva un premio pizzaioli. La stessa Varnelli, lo ha omaggiato più volte.

Simpaticissimo e gentilissimo si è scusato per il suo rifiuto iniziale, ma dice che quasi  ogni sera deve rifiutare circa 50 persone. Non ce la fa ad accontentare tutti. (Infatti su tripadvisor le maggiori lamentele sono per il servizio). che quello che fa è solo il primo gradino, continua  a studiare, scoprire di continuo e innovare il prodotto. Dice poi che ha molte difficoltà a trovare personale per il servizio. Ma veramente molta difficoltà.

Gli chiedo come è riuscito  ad ottenere il sold-out  in un posto difficilissimo da raggiungere, insomma come si scatenato il passaparola. Dice che lui ha rilevato con un socio il locale che esisteva già. Il socio però se ne va  subito dopo,  io penso sarà stato il gatto che scappa mentre lui la volpe che ha saputo far fruttare il locale. E da quel primo momento ha iniziato a studiare per migliorare a rendere unica la pizza. Piano piano, la voce si è sparsa grazie anche ai primi premi vinti, alle interviste sui giornali specializzati e non.  Infatti dice  che solo 1-2% dei suoi clienti sono di Pergola e dintorni, la maggior parte vengono da tutta Italia.

( Rimarchiamo sempre che quando si realizza una Mucca Viola si colpiscono le PERSONE GIUSTE, NON tutti E nel Mucchio.  leggete il post  negozio pandemico).

Utilizza solo materie locali, a metri zero. Anche per la birra e il vino, rigorosamente della zona, neanche delle Marcha a parte il VARNELLI, è tutto della zona Fanese.

Il ragazzo esprime passione da tutti i pori. Voglia di crescere infinita. Mi ha detto modestamente che è al solo primo gradino della sua carriera.

Insomma signori. Onore e Gloria a questo grandissimo personaggio. Pensate che ha solo 40 anni di età. Avercene un centinaio come lui, e meno dirigenti pubblici,  nelle Marche avremmo risolto un sacco di problemi.

PICCOLE CONSIDERAZINI DI MARKETING PANDEMICO 

Siamo in un classico Esempio  che quando si realizza una Mucca Viola scatenate  il passaparola . 

Essere Mucca Viola non significa OTTIMA E PERFETTA , tutt’altro.  Come spesso diciamo nei post precedenti: L’ottimo è pessimo. A dire che la perfezione non indica Mucca Viola, la straordinarietà porta con sé l’imperfezione che fa parlare di se, nel Bene e nel Male (mi sa che O. Wilde aveva capito tutto di comunicazione).

Poi le altre manchevolezze di MARKETING seppur evidenti Passano in secondo e ultimo piano.Ad Esempio :

  • Location ASSAI semplice, forse troppo e…. banale. Da lavorarci sopra e non poco a livello di Design. Le Tovaglie so proprio brutte. Perdonatemi. E da rivedere anche i coltelli per meglio tagliare la croccante e soffice pizza. Ottimo invece il dolce e l’idea dell’ampolla con le forchettine adatte e simpatiche.Ecco perché non fare qualcosa di unico anche per la pizza, i coltelli, i bicchieri, ecc. ecc.
  • Il servizio, di sicuro si dan da fare, e sono molto simpatici, tuttavia credo occorre lavorarci un pochettino sopra. Anche l’organizzazione necessità di essere NON BANALE.
  • Prezzi: Sinceramente sono troppo ma troppo BASSI. Almeno di un 30%. A 9 EURO nella Marche si mangiano pizze farcite. Almeno da 15 euro in su. Chi vieni deve saper che il locale è Unico e l’unicità se deve pagare. (se pensate che il frappuccino costa 4,5 euro!!!) Leggete politiche di prezzo pandemico
  • Indicazioni stradali pressoché nulle. E dire che molti si scannano per mettere nei migliori posti le indicazioni per il locale. Però meglio così di squallidi cartelli. Leggete cartelli ristoranti non è marketing
  • Comunicazione aziendale. Poco da dire, specie se l’intervista è stata concordata o inventata. Se inventata E’ UN GENIO DEL MARKETING. Inoltre credo che comunichi le varie iniziative alla stampa, infatti si possono trovare molte cose sui giornali locali non ultima la partecipazione al concorso Master Pizza su Alice.  Posso solo dare ulteriori suggerimenti per alimentare un Buzz Marketing già avviato: I nodi del passaparola e stimoli al passaparola 
  • Scarsa, per non dire nulla, valorizzazione  del Brand. Potenzialmente potrebbe innescare altre viralità e si potrebbe sfruttare per ampliare la profittevoli del commercio. Valorizzare il Brand
  • Essenziale poi che Non si adagi, non si fermi a queste prime innovazioni, ma continui sempre a offrire novità che stimolino le persone a mangiare al gatto e la volpe.

A conti fatti, dato il locale, circa un 80  coperti dentro la sala altrettanti fuori, occhio e croce  e la Straordinarietà del tutto, io e mia moglie da bravi aziendalisti abbiamo concordato che :

L’OFFERTA GIAPPONESE

era da RIFIUTARE

NON PER PAZZIA  

MA PER SANA RAGIONEVOLEZZA

TROPPO BASSA

A GIAPPONESIIII

SE VOLETE UNO COME GIANLUCA

COME MINIMO SE DEVE OFFRIRE

60 MILA EURO MESE 

Grazie Sig. Gianluca per averci fatto concludere la nostra estate in modo Meravigliosoe STRA-ORDINARIO. Continui così. Ascolti le critiche e migliori sempre senza farsi abbattere e dimentichi presto le lodi, che spesso sono la principale causa dei primi fallimenti.  Personalmente mi sono commosso nel riconoscere la bravura di un maestro del MARKETING quale Lei più di me è.

Alla prossima.  Torneremo al 100% anche per assaggiare il resto del Menù, specie il caffè in MOKA  che sembra sia una delle sue passioni, Ma nel menù è mal evidenziato si potrebbe abbinare ai dolci.

Il coraggio di vendere l’Idea imprenditoriale. Ce l’avete?

A volte chiedo cose banali, e ottengo risposte filosofiche. La cosa potrebbe andar bene per un esame di italiano o di storia o filosofia, ma nel campo della economia e specialmente del Marketing è deleterio. In questo mio blog di marketing pandemico proviamo a porci questa domanda semplice e banale : SI VENDE STO PRODOTTO O idea imprenditoriale?

La risposta spesso risulta fumosa, infarcita di numeri, soprattutto il prezzo, tendente al ribasso e di pie illusioni. Poi ci si immerge nella spiegazione tecnica del prodotto, di come è fatto, del tempo che vi vuole nel farlo  ecc. ecc. 

Cose di cui in genere a me personalmente e ad un eventuale cliente interessa POCO o NULLA.

INSOMMA pur essendo BASILARE VENDERE LA NOSTRA IDEA-IMPRENDIORIALE o 

prodotto stra-ordinario 

Ciò SPAVENTA ASSAI.

Perché ciò che spaventa maggiormente chi ha idee imprenditoriale e fa impresa    c è proprio 

la VENDITA.

MA

Se NON si vende significa totale fallimento della nostra Idea e pertanto della nostra “esistenza” e quella poca auto-stima che abbiamo se ne vola via.  (Chissà le risatine del coglione di turno che ci aspetta al varco a rimarcare quanto siamo fregnoni.).

Invece dovremmo avere la forza di dire a noi stessi ripetutamente questo MANTRA:

FALLISCE L’IDEA imprenditoriale 

NON FALLIAMO NOI

Le nostre idee imprenditoriali  possono essere banali all’inizio   e non riuscire ad aprire un mercato. In pratica Non attira sufficiente domanda è clienti. Ma ciò non toglie che il coraggio dimostrato per metterla in pratica e testarla da solo vale tantissimo per noi e per tutti. 

Nei paesi anglosassoni saremmo degli eroi veri e propri.

Mi fanno ridere i premi dati alle idee imprenditoriali da parte di camere di commercio, fondazioni bancarie e istituzioni varie. Tipo, premio alla seguente start-up per aver realizzato QUESTO e quell’altro oggetto.

DOMANDA capitale:   ma …… Si VENDE STO PRODOTTO? Apre un Mercato?  Oppure è solo una bella Idea imprenditoriale?

Il premio non lo da i cervelloni dall’alto della loro ideologia, il premio é aprire un mercato con  domanda e offerta, ovvero il Nostro Mercaato fatto con   le persone giuste che capiscono per prime la validità del prodotto e iniziano a diffonderlo. Poi spetta all’imprenditore alimentare questi primi successi pandemici, come una fiammella da proteggere in modo che sappia appiccare il fuoco.

Altro che Premi ridicoli, in genere pagati  con le nostre tasse o risparmi, specie dalle camere di commercio o banche. 

Aprire un Mercato di domanda e offerta  è DIFFICILISSIMO.

Spunti per chi inizia avventura imprenditoriale: 

Il solo Modo di sapere se riusciamo a farlo è creare una impresa. Partire dai primi prototipi e poco a poco  col tempo crescere, CERCATE LA VOSTRA  nicchia. Chiedete il Permesso di alle persone di poter offrire il prodotto: permissione marketing.

Occorre TEMPO per aprire un mercato. Dovete sempre migliorare e cercare di individuare le persone giuste e cosa desiderano (bisogni e desideri)

Se avete una IDEA IMPRENDITORIALE  realizzate subito UN PROTOTIPO  in modo concreto e TESTATELO. Provate a Venderlo SENZA PAURA.

SIATE VOI I PRIMI venditori del prodotto.

 Poi cercate chi possa sostituirvi ampliando il mercato. 

Solo così potete capire come migliorarlo per attirare le persone giuste e diffondere il PASSAPAROLA. (Cfle basi del buzz marketing ).

Tutto il mio blog di marketing vuole aiutarvi a cercare di realizzare un prodotto straordinario (come si realizza mucca viola e il buzz marketing)  

E poi verifichiamo  che sia in grado di attrarre le Persone che io chiamo agenti pandemici .

Da loro e solo da loro partono le infezioni di Marketing virale che sono in grado di scatenare una pandemia.

Occorre però il CORAGGIO DI SAPER VENDERE L’idea imprenditoriale. 

E magari accettare di fallire

A TESTA ALTA

DA EROI

battuti ma non SCONFITTI. 

Leggete anche : ELEGIA DEGLI ERRORI