L’Antropologo d’impresa per il nuovo modo di bere: Smoothies

 

Sono appena tornato da uno spettacolare viaggio in Germania con la mia Famiglia.

Questo è il primo dei post che scrivo su questa magnifica esperienza che mi ha arricchito e rilassato. Scrivo da Antropologo d’Impresa, leggi qui..

La mia principale attività

consiste nella Ricerca

che è SEMPRE alla base di ogni strategia di Marketing.

 leggi qui.

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La ricerca necessita di tanta curiosità. Bisogna essere grandi osservatori di tutti gli aspetti dell’umano.  Cogliere i vari segnali che ci circondano, accoglierli, filtrarli e metterli da parte, per poi farli venire fuori a tempo debito.

In questo post mi occupo di quanto ho potuto osservare riguardo al nuovo modo di Bere in Germania.

Se vuoi contattarmi clicca qui

Andando in giro per la Fantastica NORIMBERGA, che vi consiglio caldamente, non si può non notare come i giovani in giro, e ce n’erano tanti, bevessero in modo molto diverso dai nostri.

Tutti i miei alunni bevono solo 3 tipi di  analcolici: estathe, Coca-cola e la red -bull. Poi è vero ci sono le aranciate i chinotto, ecc. ecc. ma occupano poco spazio. Da anni è così. Invece scopro che in Germania la tendenza è quella di un nuovo modo di bere il cui nome è SMOOTHIE .

In Inglese significa semplicemente FRULLATO. Un combinato di frutta varia, o anche di verdure, cremoso e dolce ma assai naturale, o come dicono loro BIO o ORGANIC.

Io me ne sono bevuti almeno uno al giorno, tanto più che nel nostro giovanile Hotel Five lo servivano a colazione.

FANTASTICI.

Inoltre un’altra tendenza riscontrata è questa Bevande molto rinfrescanti a base di The o altro ma liquide tipo la BIONADE o ChariTea che merita un discorso a parte anche per quanfo riguarda i valori della “carità d’impresa” clicca qui:

lemonaid-charitea-bottles

Molto Dissentati e particolare TUTTE che evidenziano la loro BIOsità!!! hahah

Alla LEGOLAND, di cui parlerò in un altro post, la VIO Bio era presente ovunque così come in pubblicità per tutta Norimberga.

Tornati in ITALIA mi sono spesso fermato nei nostri Autogrill, e riscontrato la piattezza del nostro tipo di bere.

Mi chiedo e VI CHIEDO?In particolare per gli Smoothies di cui sono diventato APPASSIONATISSIMO!!

Questa NUOVA TENDENZA ATTECCHIRà IN Italia ?

In particolare gli SMOOTHIE potrebbero essere una bevanda per gli INNOVATORI?

Breve Storia degli Smoothies dalla INNOCENT By eNGLAND:

Durante quell’estate del 1998  i tre amici ebbero però un’idea che gli cambiò la vita: una bevanda fatta di frutta non solo buona ma anche sana. Questa avrebbe aiutato i giovani come l
oro a fare qualcosa di buono per sè stessi, considerando anche il fatto che il loro ultimo pasto salutare risaliva a diverse settimane indietro ossia quando erano stati invitati dai loro genitori la domenica a pranzo.

Detto, fatto! Richard, Jon e Adam acquistarono frutta per 750 euro, ne fecero del succo e si presentarono un fine settimana a un piccolo festival di musica Jazz a Londra. Davanti al loro stand appesero un cartello con la domanda: “Dobbiamo licenziarci dai nostri attuali posti di lavoro e continuare a fare succhi di frutta?“. Sotto due cestini: sul primo vi era scritto “Sì” mentre sul secondo “No”. La domenica sera il cestino del “Sì” era pie
"Nel corso della nostra carriera scolastica, Adam, Jon e io sognavamo di gestire una nostra impresa. Dopo qualche anno di buste paga abbiamo deciso che era tempo di agire. L'idea geniale riguardò l'alimentazione responsabile e, più specificatamente, i giovani della nostra età che non seguono un regime alimentare sano. Abbiamo quindi deciso di sviluppare uno smoothy salutare, che in maniera naturale andasse a coprire il fabbisogno giornaliero di vitamine: uno smoothy fatto con frutta biologica naturale, senza conservanti o coloranti aggiunti". 



La loro storia direttmante dal loro splendido sito

In seguito i tre ragazzi hanno stilato un businessplan e sperimentato varie combinazioni in termini di sapore. La prima cosa è stata decidere il target al quale indirizzare il prodotto. "Il pubblico di un concerto a Londra ha fatto proprio al caso nostro. Acquistammo circa 227 kg di frutta e affittammo un chiosco per vendere le nostre bevande. Comprammo anche una lavagna dove scrivemmo: Dobbiamo lasciare il nostro lavoro e dedicarci a fare questi frullati? I visitatori fecero la loro scelta inserendo le bottiglie in due cestini dei rifiuti con su appesi i cartelli SI e NO. Quando vedemmo il cestino dei SI pieno, ci licenziammo in tronco tutti e tre", continua Richard
no di bottiglie vuote. Il lunedì mattina i ragazzi andarono in ufficio e si licenziarono. Facile!

Scrissero un Business Plan ma non trovarono nessuno disposto a investire (a dire il vero il Business Plan era un po’ noioso da leggere). Lo hanno riscritto altre 11 volte ma non ricevettero alcuna risposta positiva da banche, joint venture e aziende di Londra.

Richard, Jon e Adam innocent-tre-promesse-w

 

inviarono senza più speranze un’e-mail a tutte le persone che conoscevano avente come oggetto “Chi conosce qualcuno che è ricco?”. Questo segnò una svolta: ricevettero il contatto di un certo Signor Pinto che era disposto a investire.

Sottoliniamo che oggi la INNOCENT  è in  piena ascesa, dai primi innovatori HANNO CREATO UNA PANDEMIA DI PRODOTTO  grazie ad azioni di MARKETING PANDEMICO.

UN FENOMENO

PANDEMICO

Tanto che  la INNOCENT oggi è della COCA-COLA company. 

Per raggiungere questo obiettivo hanno impiegato ANNI , NON MESI , oltre dieci anni. Sono partiti nel 1998 e solo 5-7 anni dopo hanno sfondato.

Ho trovato due post datati uno del 2010 ed uno del 2013 su questo tema. Entrambi analizzavano e lamentavano la poca capacità di diffusione di questi nuovi prodotti.

clicca qui da Italia Fruit del 2013  

Questo Articolo del 2013 conclude così : ” Tutti comunque assegnando poco spazio, anzi, troppo poco spazio perché, senza comunicazione, qualcuno li veda. La miscela dei due errori è stata esplosiva: oggi il 92% del campione di 2.000 responsabili acquisti del Monitor Ortofrutta di Agroter non compra frullati ed essendo questi rappresentativi della situazione nazionale si spiegano i risultati sul mercato.”

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In Inghilterra Innocent è diventato un fenomeno di costume inimmaginabile all’inizio anche per chi lo ha creato ma non si può sperare di ripeterlo.

In Germania, infatti, stanno dando un approccio più razionale alla categoria.” 

clicca qui da il fatto alimentare dal 2010

Segno che da anni le aziende sono attente a questo fenomeno ma come al solito, il PRIMO passo nell’apertura del MERCATO è sempre il Più DIFFICILE , in Italia poi, paese poco attento alle novità e che pensa solo al passato, lo è ancor di più.

Per questo occorre il

MARKETING PANDEMICO

per aprire un mercato

ed un

ANTROPOLOGO D’IMPRESA

 per  scatenare una pandemia.

Conclusione :

CONTATTAMI 

LA TENDENZA è FORTISSIMA E si inserisce perfettamente nel genere attuale della salute e del benessere e del piacer.

ALCUNI MIEI SUGGERIMENTI PER INIZIARE A INTRODURRRE IL PRODOTTO: 

  • Prodotto frutta per l’ITALIA, i gusti italiani sono …. italiani, occorre individuare bene qui Blended di Smoothie che possono essere perfetti per i nostri gusti.
  • PROVA, PROVA, SBAGLIA E RI-PROVA. OCCORRE L’antropologo PER  scoprire desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.
  • BRAND  lavorare sul Brand, FIN DA SUBITO, grafica, Packaging , fattore presa insomma da subito clicca qui  
  • POSIZIONAMENTO nella Mente del consumatore in modo UNICO ed IRRIPETIBILE. rientra nel BRAND di cui sopra. inventare e difendere la unicità, POTREBBE BENISSIMO ESSERE  “ITALY FRUIT” .   IMPRESCINDIBILE CHE SIA BIO
  • Packaging : molto, ma molto importante , da studiare in modo maniacale e di design!!
  • DESIGN SMOOTHIE ALWAYS
  • Distribuzione IPER – SELEZIONATA : Bar Unici, Palestre UNICHE, Scuole UNICHE, manifestazioni tipo concerti, sagre ecc.ecc. tipo clicca qui   
  • Comunicazione Pandemica  Utilizzo dei SOCIAL per creare una SOCIALITà DI Diffusione. La Strategia della Mucca Viola e il Buzz marketing

             CONTATTAMI 

  • Unirsi a prodotti che possono essere consumati insieme  tipo CO-BRANDING, anche con produttori di frutta o di distribuzione di Frutta. 
  • COPIATE in modo ITALIANIZZATO INNOCENT. Come ha fatto in Gran Bretagna? Si potrebbe rifare in ITALIA? e quali sono i desideri specifici italici da colpire?
  • Eventi, anche Minimal in giro per le spiagge e i luoghi turistici invernali. Sfruttare gli Hotel più IN in Italia e puntare SUI GIOVANI di … Testa
  • Prezzi, beh, su questo bisogna rifletterci, ma non meno di 3 euro a bottiglietta d a 250 cl , dipende poi anche dai costi ed investimenti. 

Insomma questi sono solo alcuni spunti. A me piacerebbe poter aiutare a lanciar QUESTI prodotto.

IO NE VADO PAZZO E ME SONO RIPORTATO UNA DECINA, SE QUALCUNO FOSSE INTERESSATO A COLLABORARE SONO A DISPOSIZIONE.

SECONDO ME

 è

UNA IDEA MUCCA VIOLA

DA IMPLEMENTARE CON

IL MARKETING PANDEMICO

PER REALIZZARE 

UN PROFITTEVOLE BUSINESS. 

Amazing

fondamenti per stimolare il passaparola. L’antropologo d’impresa ti aiuta a scatenare una pandemia.

buzz_marketing_2 

4 regole per realizzare una comunicazione che

stimola il

passaparola

Uno dei principali compiti dell” ANTROPOLOGO DELL’IMPRESA è quello di verificare che la comunicazione aziendale risulti efficace e riesca ad innescare il passaparola.

Se alla base del passaparola c’è sempre un PRODOTTO STRA-ORDINARIO, CLICCA QUI,

iL Marketing Pandemico ti aiuta poi ad aprire un mercato favorendo la diffusione della conoscenza del tuo prodotto, grazie all’antropologo d’impresa.

Qui casca sempre l’asino, ovvero l’imprenditore inventore di un prodotto. Non si rende conto che al pari del prodotto la comunicazione e tutto il sistema di BRANDING sono necessari per scatenare una PANDEMIA.

PRIMO PASSO PER CREARE UN BRAND

è

LA COMUNICAZIONE AZIENDALE.

Sia che facciate, marmellate, biscotti, pane, scarpe o che siate professionisti la COMUNICAZIONE è IL PRIMO PASSO per iniziare una infestazione pandemica. Un pà come gli agenti patogeni per scatenare una influenza.

Rimando alla lettura del Nostro LIBRO

IL MARKETING PANDEMICO, solo per chi intende fare sul serio e aprire un mercato

copertina-marketing-pandemico
Inserisci una didascalia

Per i dovuti approfondimenti; qui di seguito segnalo le regole principali da seguire SEMPRE quando si intende comunicare il prodotto straordinario alle persone.

  1. Sii semplice:

    i messaggi complicati non passano la barriera dell’attenzione. Ci si stanca subito e si lascia perdere se un messaggio è troppo complicato. Dicasi altrettanto dell’uso dei colori. Se troppo disturbanti rischiano di essere ignorati. Utilizza messaggi diretti e chiari. Pochi e calibrati devono essere i termini tecnici. Verifica, infine, se sono facilmente assimilabili e condivisibili dalle persone attraverso il passaparola.

    Compito principale dell’ANTROPOLOGO: far arrivare i messaggi in modo che vengano recepiti correttamente. Per questo occorre fare un enorme sforzo per renderli SEMPLICI, che non vuol dire SEMPLICISTICi.

Churchill diceva spesso:

” SCUSATE LA LUNGHEZZA DELLA MIA,

MA NON HO AVUTO IL TEMPO DI FARLA BREVE” 

La Semplicità infatti impone la BREVITà.

  1. Comunica principalmente le novità:

    i messaggi privi di contenuto o peggio banali sono invisibili.

    In genere, una persona non consiglia un’azienda perché: offre una tradizione di eccellenza, il miglior rapporto qualità prezzo e una serie di caratteristiche straordinarie. Per favorire la loro transazione dovete creare messaggi pertinenti che contengano una vera notizia4.

    Ricordati che le persone giuste e gli agenti pandemici sono alla ricerca costante di nuove informazioni per il loro Otaku. Sono assetati di notizie allettanti. Fornisci loro questo genere d’informazione. In questo caso l’antropologo si pone dal punto di vista di coloro che devono ricevere il messaggio, cercando di capire quali sono i desideri che le novità possono scatenare nelle persone. Solo se si riesce a stimolare il desiderio possiamo sperare di scatenare una pandemia e aprire un mercato.

  2. Fai affermazioni da corroborare con i fatti:

    proclama solo le cose che sei in grado di suffragare con i fatti. Se affermi di avere un efficiente servizio clienti in grado di risolvere qualsiasi problema in breve tempo,fai che lo sia veramente. Se affermi la facilità di vendita, fai che sia tale. Se affermi che la promozione scade il tale giorno, fai in modo che sia così. Insomma evita di dire fare affermazioni menzognere o tendenzialmente poco corrette. A tale scopo è utile il lavoro di un antropologo d’impresa che verifica che quanto affermato sia realmente fatto. Magari, fingendo di esser un cliente.

  3. Coinvolgi le persone giuste nella comunicazione:

    i tuoi clienti oggi possono essere facilmente coinvolti con varie iniziative comunicative. Ci sono imprese che fanno dei concorsi per trovare slogan, per realizzare spot o nuovi loghi o, semplicemente, chiedono di condividere sui social i modi d’uso del prodotto. Il coinvolgimento significa dialogo con le persone che ti danno fiducia. L’antropologo dovrebbe favorire in modo positivo questo incontro tra l’offerente e il desiderante. Sia in una fiera, che in un negozio, che via mail o pagina di Facehbook l’antropologo aiuta l’impresa a mettersi in contatto in modo positivo con i clienti.

 

Queste semplici 4 regolo ti siano da guida per miglioare la comunicazione della tua impresa o studio professsionale. Il mio compito da ANTROPOLOGO D’IMPRESA è di facilitare la comunicazione e far in modo che i messaggi vengano recepiti in modo a aprire o ampliare un mercato.

SCOPO FINALE DELLA COMUNICAZIONE AZIENDALE è SEMPRE QUELLO DI CREARE E RAFFORZARE IL PROPRIO BRAND AWARENESS,

Ma di questo ci occuperemo in un prossimo post.

Se volete dei suggerimenti o aiuti per diventare BRAND scrivetemi :

La comunicazione d’impresa genera il passaparola grazie al Marketing Pandemico

 

Estratto da E-BOOK

 MARKETING PANDEMICO

in uscita 1 MARZO 2017 

La comunicazione d’impresa genera il passaparola

La comunicazione classica d’impresa è un utile strumento per alimentare il passaparola. Secondo il prof. Rosen,Emanuel che ha scritto il libro  Passaparola, (edito dal  Il Sole24ore e cui ci siamo più volte occupati leggi ; Buzz Pandemico 2/3: i nodi del passaparola),

che cita uno studio della Nielsen:

Un notevole sostegno dei media può essere un importante stimolo per il passaparola, tuttavia quest’ultimo, nell’ambito di una forte presenza dei mezzi di comunicazione, talvolta non è nient’altro che l’eco derivante dal grande clamore.

La formula per generare un passaparola significativo non consiste semplicemente nell’investire risorse economiche.

Secondo l’indagine, l’estensione della distribuzione dei prodotti è un altro elemento molto importante per il passaparola e questo evidenzia un semplice fatto: se i consumatori non vengono mai esposti a un prodotto, se esso non è disponibile nel negozio locale, avranno meno probabilità di sentirne parlare e quindi di scriverne sui blog”.1

In altre parole la comunicazione aziendale deve essere accompagnata alle altre tattiche del marketing pandemico quali: il canale di vendita, il packaging, il posizionamento e il prezzo. Tutto deve concorrere a rendere contagiosamente pandemico il tuo prodotto.

La comunicazione è un potentissimo mezzo per stimolare il passaparola, se colpisce le persone giuste, i c.d. agenti pandemici, e non tutti in modo indistinto.

La pubblicità è una strategia piuttosto efficace per entrare in contatto con i nodi di rete.

Gli opinion leader vengono maggiormente esposti ai messaggi sulla carta stampata rispetto alle persone “normali”: siccome sono affamati di informazioni, leggono di più.

Se scegliete una rivista di motori potete raggiungere quei nodi che consigliano altri utenti sugli acquisti riguardanti le auto e i prodotti affini. La conseguenza speculare di questo è che un annuncio può anche invogliare le persone a cercare maggiori informazioni sul prodotto rivolgendosi ai nodi stessi della rete.2

Tramite la tua comunicazione deve passare un messaggio corretto e preciso. Bisogna, però, evitare la sua distorsione. Potrebbe, infatti, accadere come nel gioco del telefono senza fili, ove “pesci in faccia” diventava “esci a caccia”.

Tieni a mente che il contenuto di una pubblicità e di una promozione emerge spesso nelle discussioni tra le persone.

Se si parla di un Brand,

(leggi qui )

una volta su 4

si parla della sua pubblicità o della sua promozione.

I consumatori sembrano utilizzarla per avvalorare i loro commenti, con frasi tipo (l’ha detto la pubblicità); segnalano anche altre fonti di Marketing: le esposizioni nei punti vendita (8%), le promozioni (7%) e il direct mailing o la posta elettronica (4%).

Ma la ricerca Nielsen ha individuato un elemento ancora più interessante riguardante la pubblicità:

ha scoperto che nelle conversazioni in cui viene menzionata la pubblicità, i consigli per acquistare o provare il prodotto aumentano dal 40%-47%3”.

Dunque, soprattutto, una comunicazione di tipo informativo è in grado di aumentare il passaparola tra gli agenti pandemici, i quali sono sempre alla ricerca di novità che possano soddisfare i loro desideri.

La pubblicità può inibire o vanificare il passaparola. Questo avviene quando l’annuncio è fatto in modo da essere indistinguibile da altri messaggi simili. A volte poi la comunicazione è meravigliosa, artistica tanto che fa parlare di sé, ma… non porta alcun risultato sulle vendite del prodotto.

Spot Evian: divertentissimi ma… fini a se stessi

L’esempio più clamoroso fu quello della Evian, l’acqua in bottiglia più famosa al mondo. L’azienda realizzò una serie di comunicazioni per pubblicizzare il prodotto, tramite video-spot sia per la tv che per il Web. Erano meravigliosi spot pubblicitari, ricchi di ironia e divertenti, riguardanti dei bambini di pochi mesi che ballavano. Furono dei video cliccatissimi. Tutti li ricordavano e ne parlavano.

Purtroppo, però non facevano riferimento per nulla al prodotto.   Pertanto, il passaparola si concentrava sullo spot e non sul prodotto.

In  conclusione possiamo affermare che la comunicazione aziendale tramite pubblicità è sicuramente in grado di stimolare il passaparola, ma bisogna saperla indirizzare in tal senso. E cosa più importante verificarne gli effetti.

Uno dei principali  compiti dell’Antropologo d’impresa è quello di

verificare che le azioni di  Marketing Pandemico risultino efficaci. 

Nel prossimo Post analizzeremo quali sono le principali regole da rispettare per fare in modo che la comunicazione aziendale possa far parlare le persone del prodotto in modo positivo e

PANDEMICO. 

paolo orlandi
paolo orlandi

 

 

 1Emanuel Rosen, Passaparola, Il Sole24ore, 2006 ,pag. 276

2Rosen, ibidem pag. 279

3Rosen. Idbiem, pag. 280

4Rosen, ibidem pag. 285

Il Marketing Pandemico sfrutta il Passaparola Visivo

 

Due clamorosi esempi di PASSAPAROLA VISIVO sui quali riflettere.

Entrambi tratti dal bellissimo libro di Emanuel Rosen: “Passaparola”

Un libro fondamentale pieno di spunti  per chi fa Buzz Marketing 

Sono due estratti dal nostro libro in uscita a Gennaio di Marketing Pandemico:

POLAROID E LA I-ZONE:

il Passaparola visivo grazie ad un adesivo

La potenza del Passaparola visivo lo ha chiaramente messo in evidenza uno degli ultimi prodotti di successo della

Polaroid.

Verso la fine del 1999, chi fosse entrato in una qualunque scuola americana difficilmente avrebbe potuto non notare alcune piccole fotografie, grosse più o meno come un francobollo, appiccicate su quaderni, skateboard e armadietti.1

Erano adesivi che comunicavano ai ragazzi il loro mondo, le loro amicizie, le loro fedi sportive o musicali. Le foto erano realizzate da una degli ultimi successi commerciali della Polaroid, prima di essere travolta dalla fotografia digitale.

I-ZONE

La macchina fotografica che realizzava queste foto adesive si chiamava I-Zone e nel 1999 risultò essere in assoluto la più venduta in America.

Da noi invece, chissà perché non ebbe un tale enorme successo. Il successo di questo prodotto non fu solo dato dal caso, ma anche indotto da una serie di scelte di Marketing Pandemico risultate vincenti.

“Il brusio non si formò da sé, ma fu il risultato di una serie di decisioni di progetto e di marketing2. 
purikura corner

Innanzitutto la ricerca, che come al solito è la base del Marketing Pandemico:  

Nel 1995 in Giappone creò un vasto mercato le macchine dette Purikura  sparse ovunque.

I giovani, specie le ragazze, facevano a gara per farsi il ritratto fotografico e poi appenderlo ovunque, dato che sul dorso vi era uno strato adesivo. Sandra B. Lawrence all’epoca vicedirettore sviluppo prodotto della Polaroid fece un viaggio in Giappone e ne fu impressionata.

“Di quelle cabine ce n'erano dappertutto, e i ragazzi appiccicavano quegli adesivi ovunque: sui libri, piccoli album per foto, telefoni cellulari.3

Ella si comportò da perfetta Antropologa d’impresa e suggerì alla Polaroid di realizzare un prodotto per i giovani.

Da anni la Polaroid aveva capito l’importanza dei clienti più giovani, che potevano condividere le loro foto senza dover passare da una terza persone che le avrebbe sviluppate. Il concetto vincente da capire fu: le foto vengono scattatate per essere condivise.

Quindi dalla ricerca giapponese l’intuito fece capire agli uomini Polaroid che sarebbe bastato un po’ di adesivo per far emergere al meglio la condivisione delle foto tra i giovani. E così fu. Macchine fotografiche come macchine per la condivisione e l’appartenenza.

Al Boom di I-Zone contribuirono anche altri fattori, come il design accattivante, il prezzo contenuto e l’efficace campagna promozionale presso Wal-Mart.
Ma la vera differenza, in termini di passaparola, la fece la decisione di aggiungere uno strato di materiale adesivo            al dorso di foto di piccolissimo formato: ogni volta che uno di questi adesivi usciva da una I-Zone, fungeva da commento visivo sulla nuova macchina fotografica e da spunto di conversazione sulle sue prestazioni.4

LOUBOUTIN

 il Passaparola Visivo della suola Rossa

Nel 1992 il grande stilista americano Christian Louboutin venne una idea. Si accorse che doveva dare energia e visibilità alle sue splendide creazioni. Secondo lui non spiccavano abbastanza tra le altre scarpe. Si guardò attorno e notò l’inconfondibile smalto rosso Chanel sulle mani di moltissime sue clienti e sulle unghie di alcune sue dipendenti. Prese così spunto per la sua meravigliosa idea che lo contraddistinguerà per il futuro. L’intuizione nel Marketing Pandemico.

Da quel momento fece colorare di rosso Chanel tutte le suole delle sue calzature.

La visibilità fu assicurata e innescò il passaparola visivo. Oggi chi indossa le sue meravigliose creazioni è facilmente riconoscibile. Lo stilista statunitense ha avuto l’accortezza di proteggere con un copyright questa sua trovata. Nessuno può copiarlo senza incorrere in problemi giudiziari. Pertanto quando vedi una Signora che cammina con scarpe con la suola rossa sappi che indossa una bellissima e costosissima Loboutin. E ti assicuro molte signore alzano volentieri le suole giusto per far vedere che le indossano.

P.S. Per la cronaca da sempre le scarpe del grande stilista americano sono prodotte in Italia, dagli artigiani della Riviera del Brenta, ma …… nessuno lo sa!!!!

Due clamorosi esempi della potenza della visibilità del prodotto per diffondere un prodotto tramite il passaparola. La Ricerca e L’intuizione è la base di partenza per entrambi.

  • La signora Lawrence capì che la foto per i giovani significava Condivisione e quindi in Polaroid trovarono modo con l’adesivo di realizzare una MUCCA VIOLA tramite un semplice ADESIVO.
  • Il grande stilista statunitense invece diede valore sociale alle sue creazioni semplicemente con un colore. Le signore che indossano i suoi capolavori possono così vantarsi con le amiche di indossarle, semplicemente mostrando le suole, senza parole, non occorrono basta la VISIONE DELLE SUOLE.

 Entrambi  si sono comportati da

ANTROPOLOGI D’IMPRESA

sfruttando la potenza

del PASSAPAROLA VISIVO

  • TRAMITE UN COLORE

  •  UN SEMPLICE ADESIVO

biglietto-antropologo-dimpresa
PAOLO ORLANDI ANTROPOLOGO D’IMPRESA
1E. Rosen, idem pag. 9

2Ibidem pag. 10

3Idem

4Ibidem pag. 11