Il coraggio di vendere l’Idea imprenditoriale. Ce l’avete?

A volte chiedo cose banali, e ottengo risposte filosofiche. La cosa potrebbe andar bene per un esame di italiano o di storia o filosofia, ma nel campo della economia e specialmente del Marketing è deleterio. In questo mio blog di marketing pandemico proviamo a porci questa domanda semplice e banale : SI VENDE STO PRODOTTO O idea imprenditoriale?

La risposta spesso risulta fumosa, infarcita di numeri, soprattutto il prezzo, tendente al ribasso e di pie illusioni. Poi ci si immerge nella spiegazione tecnica del prodotto, di come è fatto, del tempo che vi vuole nel farlo  ecc. ecc. 

Cose di cui in genere a me personalmente e ad un eventuale cliente interessa POCO o NULLA.

INSOMMA pur essendo BASILARE VENDERE LA NOSTRA IDEA-IMPRENDIORIALE o 

prodotto stra-ordinario 

Ciò SPAVENTA ASSAI.

Perché ciò che spaventa maggiormente chi ha idee imprenditoriale e fa impresa    c è proprio 

la VENDITA.

MA

Se NON si vende significa totale fallimento della nostra Idea e pertanto della nostra “esistenza” e quella poca auto-stima che abbiamo se ne vola via.  (Chissà le risatine del coglione di turno che ci aspetta al varco a rimarcare quanto siamo fregnoni.).

Invece dovremmo avere la forza di dire a noi stessi ripetutamente questo MANTRA:

FALLISCE L’IDEA imprenditoriale 

NON FALLIAMO NOI

Le nostre idee imprenditoriali  possono essere banali all’inizio   e non riuscire ad aprire un mercato. In pratica Non attira sufficiente domanda è clienti. Ma ciò non toglie che il coraggio dimostrato per metterla in pratica e testarla da solo vale tantissimo per noi e per tutti. 

Nei paesi anglosassoni saremmo degli eroi veri e propri.

Mi fanno ridere i premi dati alle idee imprenditoriali da parte di camere di commercio, fondazioni bancarie e istituzioni varie. Tipo, premio alla seguente start-up per aver realizzato QUESTO e quell’altro oggetto.

DOMANDA capitale:   ma …… Si VENDE STO PRODOTTO? Apre un Mercato?  Oppure è solo una bella Idea imprenditoriale?

Il premio non lo da i cervelloni dall’alto della loro ideologia, il premio é aprire un mercato con  domanda e offerta, ovvero il Nostro Mercaato fatto con   le persone giuste che capiscono per prime la validità del prodotto e iniziano a diffonderlo. Poi spetta all’imprenditore alimentare questi primi successi pandemici, come una fiammella da proteggere in modo che sappia appiccare il fuoco.

Altro che Premi ridicoli, in genere pagati  con le nostre tasse o risparmi, specie dalle camere di commercio o banche. 

Aprire un Mercato di domanda e offerta  è DIFFICILISSIMO.

Spunti per chi inizia avventura imprenditoriale: 

Il solo Modo di sapere se riusciamo a farlo è creare una impresa. Partire dai primi prototipi e poco a poco  col tempo crescere, CERCATE LA VOSTRA  nicchia. Chiedete il Permesso di alle persone di poter offrire il prodotto: permissione marketing.

Occorre TEMPO per aprire un mercato. Dovete sempre migliorare e cercare di individuare le persone giuste e cosa desiderano (bisogni e desideri)

Se avete una IDEA IMPRENDITORIALE  realizzate subito UN PROTOTIPO  in modo concreto e TESTATELO. Provate a Venderlo SENZA PAURA.

SIATE VOI I PRIMI venditori del prodotto.

 Poi cercate chi possa sostituirvi ampliando il mercato. 

Solo così potete capire come migliorarlo per attirare le persone giuste e diffondere il PASSAPAROLA. (Cfle basi del buzz marketing ).

Tutto il mio blog di marketing vuole aiutarvi a cercare di realizzare un prodotto straordinario (come si realizza mucca viola e il buzz marketing)  

E poi verifichiamo  che sia in grado di attrarre le Persone che io chiamo agenti pandemici .

Da loro e solo da loro partono le infezioni di Marketing virale che sono in grado di scatenare una pandemia.

Occorre però il CORAGGIO DI SAPER VENDERE L’idea imprenditoriale. 

E magari accettare di fallire

A TESTA ALTA

DA EROI

battuti ma non SCONFITTI. 

Leggete anche : ELEGIA DEGLI ERRORI

Il fallimento Marketing della bibita One-o-One: ricordi giovanili

Sono appena tornato da un viaggio breve in Puglia e mi sono imbattuto in una “madaleine” dei mie anni giovanili.

inserito nel mio libro pubblicato nel 2018: Come acquisire nuovi clienti con il PASSAPAROLA

come trovare clienti con il passaparola
Come acquisire nuovi clienti con il Passaparola

Un supermercato aveva in vendita la mitica One-o-One della San Pellegrino. Ricordo che avevo circa 15-18 anni e bevevo regolarmente due bibite la Coca-cola, monopolista assoluto del settore cola e la Rc Cola d’estate che riuscivo a trovare  facilmente, purtroppo ora sparita in Italia. La RC cola è di gran lunga ritenuta la miglior cola del Mondo nata nel 1905, ma non è riuscita a imporsi rispetto alla Coca-Cola, a dimostrazione di quanto diciamo da sempre insieme a Seth Godin: Un esempio di come OTTIMO è PESSIMO   ..

Tuttavia la mia memoria è stata sollecitata dalla vista di questa bibita che tanti anni fa tentò di imporsi. Ricordo che la One-o-One mi piaceva, era più vicina al chinotto e sembrava più dolce rispetto alla monopolista e quasi come la RC cola. La San Pellegrino profuse tutti i migliori mezzi di comunicazione aziendale dell’epoca per lanciarla, dato che si prevedeva nel 1988 che le bibite gassate sarebbero cresciute del 10% annuo per molto tempo.

Ecco uno spot famoso e che ricordo molto bene lo potete vedere su questo sito con gli spot famosi anni 80.

http://www.tecata.it/index.php/dettaglio-video/mediaitem/2276-sanpellegrino-one-o-one-cola-1988

All’Università Cà Foscari di Venezia, ricordo le lezioni di Strategia di Marketing  il professore che analizzava il caso in modo assai dettagliato e con enfasi. Infatti si pensava che potesse scalfire il monopolista coca-cola. La San Pellegrino si dissanguò a livello pubblicitario. Inserì la bibita anche in una famosa serie tv all’epoca  la più seguita tra gli adolescenti si chiamava: la classe  Terza C.

Lo Slogan e il Mantra- Claim scelto furono : ( importanza del mantra- claim ) :

  • “Cento bollicine e una stella”  
  • “Nata in Italia, come tutti noi”.

Risultato Marketing:  dopo -3 2 anni di spese immani conquistarono appena il 2% del mercato. Al sud arrivarono al 4-5% ma al centro-nord poco meno dell’1%.

Fecero anche causa alla Coca-cola per posizione dominante. La persero a quanto so. E ne subirono una da parte della concorrenza per imitazione di prodotto. La San Pellegrino potevano aspettarsi che il Leader di mercato le provasse tutte per fermarli, in primis gli sconti quantità. D’altronde la Coca fece lo stesso con la Pepsi ed in alcune parti del mondo vinse.

Cosa ci insegna questa storia?

  1. I soldi spesi a profusione per la comunicazione aziendale,  pur intrigante e ottime, non garantiscono da sole il successo. Meditate gente della pubblicità, fosse facile lanciare e vendere un prodotto con la sola comunicazione …..
  2. Ci vuole il prodotto. A quanto so fecero dei test, anzi molti test, per sapere il parere delle persone. Sembra che fu apprezzattisima rispetto alle concorrenti. Tuttavia trascurarono il fatto che i test furono fatti alla cieca, mentre lo stesso Brand conta nel gusto. Non si beve solo con il palato, ma con tutti e cinque i sensi e la ragione e i sentimenti. Sembra strano ma è così. Godin direbbe : l’Ottimo è pessimo. la strategia di marketing pandemico per realizzare una mucca viola
  3. Penso inoltre  che il prodotto in se fosse troppo simile alla coca, non fu percepito come una novità rispetto alla coca. Ed in pratica non ebbe successo, non era di per sé una Mucca Viola, tentarono di farla apparire tale con la sola comunicazione fallendo.
  4. La San Pellegrino all’epoca partì con una politica Top Down, ovvero dall’alto verso il basso. Forse sarebbe stato il caso di fare il contrario, con politiche mirate alle persone giuste, come nello spot. Nei locali giusti di nicchia, dove magari si praticava la novità sportiva dell’epoca ovvero lo skate. Insomma una cosa simile alla Pepsi ma in chiave italiana. gli stimoli del passaparola
  5. Il loro Motto faceva leva sulla Italianità. Tuttavia non vi era traccia nel brand dei colori nazionali, ne mi sembra sponsorizzassero squadre nazionali altro. Insomma le parole non furono supportate dai loghi e dai colori. I colori infatti scimmiottavano quelli delle pepsi, ovvero quelli della bandiera americana. Perché mai? Almeno nei colori si poteva sfruttare meglio.
  6. Il tempo. Non è che l’epoca fosse poca incline ad accettare un prodotto alternativo nel settore Cola? Ovvero forse oggi con l’esplosione della la coda lunga nella birra potrebbe avere maggiore successo rispetto all’epoca ove il monopolio era la legge della massa, Chissà se la SaN Pellegrino la riproponesse forse oggi sarebbe meglio accettata magari con un profondo restyling.
  7. Errore grave secondo me è stato sottostimare il potere di fuoco del monopolista che puntualmente ha attaccato su tutti i fronti il nuovo entrante. start-up e concorrenza

Scusate la supponenza dell’articolo. Non sono un esperto del settore, ma studio marketing da decenni, ed ho scritto per questo un libro ove ho inserito oltre 60 casi aziendali, alcuni come questo di insuccesso commerciale, proprio per far capire che ciò che conta sono i risultati del progetto non le capacità finanziarie o comunicative. . H. fallire e rinforzarsi

Comunque onore alla San Pellegrino, che ha provato ma ha fallito e poi intrapreso altre strade di successo, che nel tempo di sono meritati.

Per info scriveteteli a porladni05@gmail.com