Marketing Territoriale, questo sconosciuto

 

E’ arrivata la primavera e tra qualche giorno scatterà l’ora delle prime partenze, dovute  ai tanti ponti che si accavallano da Pasqua in poi.  Infatti la domenica della Resurrezione di Cristo capita il 20 aprile, poi segue il 25 aprile infine il primo maggio, queste ultime due date rispettivamente di venerdì e di giovedì. Dunque il calendario offre variegate soluzioni per una vacanza importante.

Si moltiplicano le offerte, tutte le località si fanno belle, molte sono partite in anticipo a proporre itinerari, soluzioni di pernottamento,  feste, sagre ecc. ecc.

Le varie istituzioni si sono prodigate con i nostri soldi ad aiutare la promozione o la pubblicità dei rispettivi territori.

Peccato però che al solito, si è fatta comunicazione,

ma

non MARKETING, 

tanto meno PANDEMICO. 

Mi spiego. 

Un conto è approntare un sito, una pagina di giornale, una pubblicità, che comunica a vario titolo qualche prodotto, nella fattispecie turistico.

Altra cosa è realizzare un PRODOTTO STRA-ORDINARIO, come una mucca viola, che scateni il passaparola e infetti come un VIRUS.

Per fare questo occorre lavorare di creatività, stimolare il desiderio delle persone, non certo ripetere clichè banali come : il posto più bello, più fico, più in.. , più qualitativo, il mare più blu, il cielo più azzurro, la calma più…

Se io visito in un posto italiano, questi aspetti li dò per scontati, non posso parlarne, sono di per sè ottime cose, ma SCONTATE.

Se invece io VIVO una esperienza UNICA, come non mai, allora si che ne parlo. Qualche cosa che sia oltre l’ordinario.

LA QUALITA’ QUASI SEMPRE è ORDINARIA. 

Si sa che in ITALIA, si mangia bene, pertanto se un tedesco fa un viaggio in Italia, torna in Germania, non si mette a raccontare ciò che già si sa tipo: ” Wundebar, ich habe gut gegessen” (magnifico, come ho mangiato bene in Italia).  Poichè l’interlocutore lo darebbe per scontato.  Invece racconterebbe si diffonderebbe l’evento Stra-ordinario che ha vissuto,  che potrebbe essere anche essere il cibo, ma deve essere oltre il classico clichè  del cibo italico.

Sono un consulente, non saprei ora su due piedi esattamente cosa offrire di stra-ordinario, ogni località deve però iniziare e pensare in chiave di MARKETING PANDEMICO, non solo ed esclusivamente di comunicazione aziendale.

Infine permettemi di dire che i nostri alberghi FANNO LETTERALMENTE SCHIFO. Senza giri di Parole. Sono veramente ma veramente brutti, non valgono la pena di una notte. Si lo so, generalizzo, esistono alcune chicche, ma sono troppo poche.

Un serio Marketing Pandemico  deve prevedere una seria presa di posizione nei confronti degli alberghi e dei rispettivi albergatori. La distribuzione delle stelle è SCANDALOSA.

Inutile poi prendersela con Tripadvisor o Booking, i giudizi negativi sono sempre i più letti, evidentemente da tutti ma non dagli assessori vari, i quali si fanno belli con i nostri soldini.

 

Ecco sotto un esempio tipico. si reclamizza il brodetto da mangiare a recanati, e dove sta la novità? perchè non si mangia lungo tutta la costa marchigiana e abruzzese? e il caciucco del tirreno?

Ma che senso ha? Dove sta lo straordinario nel mangiare il brodetto a RECANATI?

Bah, Io proprio non lo so!!
Io promuovevo uno dei migliori locali di porto recanati che offre del gelato mitico riconosciuto come uno dei migliori d’italia, per non parlare della  vita notturna che scorre lungo le strade in quella località.

Ma chissenefrega del brodetto, ops scusate del caciucco!!!

 

Marketing Territoriale Pandemico

Il Marketing in Italia rimane sempre una brutta parola. In ogni contesto in cui viene usata, ed abusata, è sinomino di truffa, pubblicità ingannevole o peggio.

Segno evidente di come chi lavora nel Marketing non si è conquistato la fiducia e ha permesso che la sola comunicazione aziendale coincida con  il Marketing, soprattutto quando questa comunicazione risultasse ingannevole.

Prendiamo il caso del cosiddetto Marketing territoriale, tanto caro alle alle amministrazioni pubbliche. Con questo termine si indica semplice una comunicazione verticale, dall’alto in basso, per promuovere alcuni luoghi del territorio.

Una comunicazione che in genere si realizza attraverso comunicati stampa, e relativo Buffet, stampa di Brochure e volantini e affissioni di cartellonistica varia. A volte seguono immancabili convegni con presenza massiccia di parassiti e per finire se ci sono i soldi con minime produzioni di clip televisive trasmesse su  vari canali, dai nazionali ai locali.

RISULTATI ?  Immaginate !!

Ecco questo NON E’ MARKETING TERRITORIALE. Semplicemente sperpero di denaro pubblico da ripartire tra tutti coloro che ottengono i suddetti lavori comuicativi, grazie a prebende varie, ma di certo scarsi sono le opportunità per realizzare un importante rilancio economico del territorio.

Un serio programma di Marketing parte da una Mission e da una strategia che per  prima cosa individua un Prodotto Stra-ordinario. Non è sufficiente dire o far vedere, il mare più bello, il sole più caldo, il cibo più buono,

perché 

E ‘ SCONTATO CHE LO SIA.

CI MANCHEREBBE ALTRO .

Un prodotto che induca a far parlare di sè deve  invece sorprende, essere  unico inimitabile esclusivo!! Insomma per far parlare occorre  un quid in più del semplice spot sulle Bellezze italiche o sulle sue Bontà. Queste sono date per scontate e non scatenano il passaparola e di conseguenza la Pandemia.

Ecco occorre prima lavorare sulle particolarità  da offrire, ance magari a partire dal  territorio, evidenziare le UNICITA’  e semmai non ci sono CREARLE.

L’Italia negli ultimi 10 anni ha perso il dominio del turismo, in Europa a favore pensate un po’ di Spagna e Berlino, e nel Mondo emerge Dubai, Abu Dhabi, Paesi in Pieno deserto che nulla avevano di attrattivo e ora invece sono incredibilmente attraenti perché SORPREDONO di continuo.

Non si uò certo dire che dieci anni fa, i manuali di turismo avrebbero minimamente pensato a come potesse cambiare il flusso turistico, Invece è avvenuto, questi posti ci hanno sorpreso, e non esiste persona che non desideri viaggiare in quei luoghi molto ma molto insoliti. Le persone GIUSTE, magari per ora, alle quali, prima o poi seguiranno la maggioranza. E allora siamo proprio fregati .

E noi? I cari e simpatici assessori ancora pensano di attrarre turisti con la qualità dei nostri salami o per i 440 musei, no dico 440 musei, ma chi ci va a un museo.

Su dai siamo seri!!!

Quanti vanno a Parigi solo per il LOUVRE, o per altri Musei!!!

Chi va a Londra solo per visitare la National gallery.

Si certo ci si va, ci mancherebbe, ma non sono quelle le attrattive OGGI che posso invogliarti.

Il Marketing Territoriale esige una chiara Mission che sviluppi la strategia in modo da offrire un prodotto Stra-ordinario,  UNICO ed INSOSTITUIBILE al quale non si possa fare a meno di visitare. Un vero e proprio lavoro di Marketing, la semplice comunicazione è totalmente INSUFFICIENTE e non è Marketing, semplice comunicazione.