Il vino si arricchisce di valore solo se diventa BRAND grazie all’antropologo d’impresa

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La settimana scorsa sul sole24ore, ho letto un articolo molto breve, che parlava del rapporto sul vino del Censis.

Ti invito a legger questo articolo che meglio fotografa quanto ha analizzato il Cesnis: clicca qui.

L’articolo tratto da www.thefoodmakers.startupitalia.eu,

di Simone Cosimi  conclude con queste parole:

“In termini più strettamente economici, invece, l’Italia conta su una produzione di vino pari a 50,9 milioni di ettolitri l’anno, superiore a quella di Francia, Spagna, Germania e Portogallo. Il valore unitario in ettolitri ricavato dal rapporto tra il valore della produzione di vino e la produzione di vino in quantità è in Italia pari però a 191,4 euro per ettolitro, inferiore al dato della Francia (316,6 euro/ettolitro) e persino, con una certa sorpresa, della Germania (207,7 euro/ettolitro).” 

Insomma produciamo vino in gran quantità ma di POCO VALORE economico.

UN ETTOLITRO ITALIANO MENO

DI 200 EURO

UN ETTOLITRO FRANCESE

316 EURO 

CHI CI GUADAGNA DI Più!!!!

IL VINO FRANCESE VALE 1,5 VOLTE DI Più

DEL VINO ITALIANO

L’articolo riportato sul sole24ore  RIPORTAVA invece le parole dal Sig. Boscaini presidente della Federvini ma soprattutto imprenditore della casa vinicola

MASI 

CHE IO E MIA MOGLIE ADORIAMO, perchèche produce il nostro vino preferito da sempre

AMARONE.

L’abbiamo scelto anche per il mio matrimonio, e ti assicuro che gli invitati ancora oggi ci parlano del vino che abbiamo offerto e che …. NON CONOSCEVANO.

Riporto le parole del sig. Boscaini:

“La sfida del valore, della valorizzazione del vino italiano, è anche culturale: dice Boscaini

” C’è ANCHE una cultura di impresa, oltre il 50% del vino italian

o è prodotto dalla cooperazione, sono coop tre delle prime cinque aziende italiane per fatturato, ma LA COOPERAZIONE ha come stellapolare non il valore del prodotto ma la remunerazione delle uve ai soci.

E’ come se un’azienda dolciaria producesse panettoni per ripagarsi il costo della farina!!!!!!!. “

questa FREDDURA è strepitosa hahahah

” Insomma la Sfida del VALORE

non può fare a meno di un salto di qualità

anche nella cooperazione vitivinicola italiana.”.

Questa affermazione mi ha particolarmente colpito. Credo che la Federvini abbia scelto un ottimo presidente sperando che riesca a trasmetttere quanto dice e soprattutto quanto mette in pratica alla MASI.

Ho scoperto infatti che alla Masi hanno organizzato l’azienda proprio in chiave di VALORE, clicca qui per leggere il gruppo tecnico della MASI.

Il VINO si deve associare ad un BRAND per trasmetter VALORE. Lo sanno molto bene i FRANCESI che non si sbattano più di tanto a produrre di più ma a vendere MEGLIO.

Estratto da Simoni sempre dal CENSIS:

“Nell’acquisto di un vino conta la provenienza italiana (91,2%), che il prodotto sia certificato, di Denominazione di origine protetta (85,9%)e Indicazione geografica protetta  (85,2%) e che sia del marchio giusto. Il brand è infatti essenziale nel settore enogastronomico: il 70% degli italiani intervistati indica nel marchio il fattore che più influenza la propria scelta.”

Il VALORE Di un PRODOTTO qualunque esso sia PASSA SEMPRE ATTRAVERSO IL BRAND.

Lo hanno sempre capito e saputo sfruttare i nostri cugini d’oltralpe.

Il Brand  CHAMPAGNE evoca tutto, così come la parola BORDEAUX !!!

E NON LO SVENDONO DI CERTO ANZI.

Non ha la stessa valenza il Nome VERDICCHIO e tanto meno l’osannato PRO-SECCO.

ENTRAMBI POTREBBERO ESSERE DEI POTENZIALI BRAND 

MA ….

PER ORA SONO SOLO DEI VINI 

a volte neanche tanto ottimi

Dice infatti il sig. Boscaini che di recente ha acquistito una casa vinicola trevigiana che produce Prosecco:

“il Prosecco 

ha vinto la sfida dei mercati internazionali,

ma non quella del valore.

Deve cioè mirare a una fascia di prezzo congrua”.

SANTE SANTE PAROLE.

Da Marchigiano dico lo stesso per il nostro bianco: IL VERDICCHIO!!!

Come si fa a vendere il BiANCO migliore d’Italia a soli 3-4 al LITRO!!!

UN ASSOLUTO SUICIDIO.

Dare valore ad un prodotto è MOLTO MA MOLTO DIFFICILE,

e soprattutto

Necessita di MOLTO MA MOLTO TEMPO!!

TUTTAVIA

IL FATTO è

CHE …..

è L’UNICA COSA CHE CONTA!!!

Se avete letto cosa fa il sig. Boscaini alla MASI nel gruppo tecnico capite che la strada è quella giusta.

NON SI VENDE SOLO

UN VINO

MA

TUTTO UN SISTEMA Di VALORE 

CHE

ARRICCHISCE DI VALORE IL PRODOTTO  e

NEL TEMPO SI DIVENTA

BRAND PANEMICO

ALCUNI ESEMPI di Strumenti di sistema per dare valore da applicare in modo UNICO E CREATIVO ALLE IMPRESE che producono vino.

  1. Le Emozioni: leggi il link   LE EMOZIONI ECCITANTI STIMOLANO IL PASSAPAROLA: IL LANCIO BMW Z4 con THE HIRE
  2. Valore Pratico (il PRezzo):  certo anche il prezzo potrebbe essere un valore, ma a determinati e vincenti aspetti.
  3. La StoriaLa Storia contagiosa contiene tutti i contagi 6/6
  4. VISIBILITà ed il fattore Presa: L’importanza della VISIBILITA’ per il passaparola pandemico 3/6
  5. VALUTA SOCIALE: ecco un estrattto dal  E-book: Il Marketing Pandemico:

Niente è più virale o contagioso di un amico che va in un locale e poi te lo consiglia caldamente…  

Condividiamo quello che ci fa fare bella figura con gli altri.”

La valuta sociale è uno degli aspetti psicologi fondamentali …..Far leva sulla valuta sociale significa fare in modo che le persone, specialmente se agenti pandemici, sperimentino il nostro prodotto e lo percepiscano come un qualcosa che possa dare loro valore se ne parlano con gli altri, se lo indossano, se lo mangiano etc.etc. Il contagio aumenta in modo assai rapido se il passaparola si fonda su un qualche cosa che vale la pena raccontare e che ci fa aumentare il nostro status agli occhi degli altri. Il passaparola si scatena perché le persone amano fare bella figura con i propri simili cosa che gratifica la loro autostima……. (consiglio vivamente lettura del libro, ovvio).

 Per realizzare ciò

Le Aziende Vinicole devono  investire  in

Marketing Pandemico

ed allo stesso tempo a produrre un grande VINO ed

impare a dargli VALORE fino

A Diventare un

BRAND PANDEMICO,

INVESTIRE IN :

Antropologo d’Impresa che ti aiuta a diventare BRAND.

Il signor Boscaini è sicuramente uno dei più grandi Antropologi d’impresa che l’Italia dispone. Al pari di quelli che di cui ho scritto:

Se le aziende del VINO vogliono dare VALORE alla loro impresa e far in modo che il loro vino diventi IL VINO con tanto di  Brand avete due alternative:

  1. o avete in azienda un Antropologo d’impresa

  2. o ne ingaggiate uno appassionato di vino ….

Se volete saperne di più e meglio CONTATTATEMI per me sarebbe un onore aiutare le aziende ITALIANE ad arricchirsi di VALORE .

enjoy

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fondamenti per stimolare il passaparola. L’antropologo d’impresa ti aiuta a scatenare una pandemia.

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4 regole per realizzare una comunicazione che

stimola il

passaparola

Uno dei principali compiti dell” ANTROPOLOGO DELL’IMPRESA è quello di verificare che la comunicazione aziendale risulti efficace e riesca ad innescare il passaparola.

Se alla base del passaparola c’è sempre un PRODOTTO STRA-ORDINARIO, CLICCA QUI,

iL Marketing Pandemico ti aiuta poi ad aprire un mercato favorendo la diffusione della conoscenza del tuo prodotto, grazie all’antropologo d’impresa.

Qui casca sempre l’asino, ovvero l’imprenditore inventore di un prodotto. Non si rende conto che al pari del prodotto la comunicazione e tutto il sistema di BRANDING sono necessari per scatenare una PANDEMIA.

PRIMO PASSO PER CREARE UN BRAND

è

LA COMUNICAZIONE AZIENDALE.

Sia che facciate, marmellate, biscotti, pane, scarpe o che siate professionisti la COMUNICAZIONE è IL PRIMO PASSO per iniziare una infestazione pandemica. Un pà come gli agenti patogeni per scatenare una influenza.

Rimando alla lettura del Nostro LIBRO

IL MARKETING PANDEMICO, solo per chi intende fare sul serio e aprire un mercato

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Inserisci una didascalia

Per i dovuti approfondimenti; qui di seguito segnalo le regole principali da seguire SEMPRE quando si intende comunicare il prodotto straordinario alle persone.

  1. Sii semplice:

    i messaggi complicati non passano la barriera dell’attenzione. Ci si stanca subito e si lascia perdere se un messaggio è troppo complicato. Dicasi altrettanto dell’uso dei colori. Se troppo disturbanti rischiano di essere ignorati. Utilizza messaggi diretti e chiari. Pochi e calibrati devono essere i termini tecnici. Verifica, infine, se sono facilmente assimilabili e condivisibili dalle persone attraverso il passaparola.

    Compito principale dell’ANTROPOLOGO: far arrivare i messaggi in modo che vengano recepiti correttamente. Per questo occorre fare un enorme sforzo per renderli SEMPLICI, che non vuol dire SEMPLICISTICi.

Churchill diceva spesso:

” SCUSATE LA LUNGHEZZA DELLA MIA,

MA NON HO AVUTO IL TEMPO DI FARLA BREVE” 

La Semplicità infatti impone la BREVITà.

  1. Comunica principalmente le novità:

    i messaggi privi di contenuto o peggio banali sono invisibili.

    In genere, una persona non consiglia un’azienda perché: offre una tradizione di eccellenza, il miglior rapporto qualità prezzo e una serie di caratteristiche straordinarie. Per favorire la loro transazione dovete creare messaggi pertinenti che contengano una vera notizia4.

    Ricordati che le persone giuste e gli agenti pandemici sono alla ricerca costante di nuove informazioni per il loro Otaku. Sono assetati di notizie allettanti. Fornisci loro questo genere d’informazione. In questo caso l’antropologo si pone dal punto di vista di coloro che devono ricevere il messaggio, cercando di capire quali sono i desideri che le novità possono scatenare nelle persone. Solo se si riesce a stimolare il desiderio possiamo sperare di scatenare una pandemia e aprire un mercato.

  2. Fai affermazioni da corroborare con i fatti:

    proclama solo le cose che sei in grado di suffragare con i fatti. Se affermi di avere un efficiente servizio clienti in grado di risolvere qualsiasi problema in breve tempo,fai che lo sia veramente. Se affermi la facilità di vendita, fai che sia tale. Se affermi che la promozione scade il tale giorno, fai in modo che sia così. Insomma evita di dire fare affermazioni menzognere o tendenzialmente poco corrette. A tale scopo è utile il lavoro di un antropologo d’impresa che verifica che quanto affermato sia realmente fatto. Magari, fingendo di esser un cliente.

  3. Coinvolgi le persone giuste nella comunicazione:

    i tuoi clienti oggi possono essere facilmente coinvolti con varie iniziative comunicative. Ci sono imprese che fanno dei concorsi per trovare slogan, per realizzare spot o nuovi loghi o, semplicemente, chiedono di condividere sui social i modi d’uso del prodotto. Il coinvolgimento significa dialogo con le persone che ti danno fiducia. L’antropologo dovrebbe favorire in modo positivo questo incontro tra l’offerente e il desiderante. Sia in una fiera, che in un negozio, che via mail o pagina di Facehbook l’antropologo aiuta l’impresa a mettersi in contatto in modo positivo con i clienti.

 

Queste semplici 4 regolo ti siano da guida per miglioare la comunicazione della tua impresa o studio professsionale. Il mio compito da ANTROPOLOGO D’IMPRESA è di facilitare la comunicazione e far in modo che i messaggi vengano recepiti in modo a aprire o ampliare un mercato.

SCOPO FINALE DELLA COMUNICAZIONE AZIENDALE è SEMPRE QUELLO DI CREARE E RAFFORZARE IL PROPRIO BRAND AWARENESS,

Ma di questo ci occuperemo in un prossimo post.

Se volete dei suggerimenti o aiuti per diventare BRAND scrivetemi :

Sme Instruments: Opportunità per le piccole imprese grazie all’ANTROPOLOGO D’Impresa

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La scorsa volta abbiamo accennato alle potenzialità di poter accedere ai bandi europei denominati HORIZON 2020,

 HORIZON2020, Bandi Europei per l’impresa

Ancora più interessante secondo noi è quello che offre Horizon per le Piccole e Medie imprese con lo strumento che in gergo viene chiamato SME INSTRUMENTS.

SME sta per Small and Medium Enterprise.

In Europa si considerano piccole e medie le imprese che rispettano i seguenti parametri:

  • micro- impresa: meno di 10 dipendenti e un fatturato (la quantità di denaro ricavato in un periodo specifico) o bilancio (un prospetto delle attività e delle passività di una società) annuo inferiore ai 2 milioni di euro;
  • piccola impresa: meno di 50 dipendenti e un fatturato o bilancio annuo inferiore a 10 milioni di euro;
  • media impresa: meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro o un bilancio inferiore a 43 milioni di euro.

Lo strumento in questione è specificatamente pensato per aiutare le piccole e medie imprese europee a fare ricerca ed innovazione.

I fondi pensati per questi tipi di azioni sono assai semplificati, rispetto a quelli di Horizon2020 e con tempistiche maggiormente agevoli.

Lo strumento finanzia una idea o un progetto innovativo, che sia in grado di competere a livello europeo, non solo nazionale, coprendo l’intero ciclo di innovazione attraverso tre specifiche fasi:

  1. FASE 1 Contributi a fondo perduto per lo studio di Fattibilità, OVVERO quello di poter aprire un mercato attraente per l’Europa.
  2. FASE 2 Contributi a fondo perduto per lo studio dei prototipi
  3. FASE 3 Contributi per agevolare l’accesso al credito per lo sviluppo della commercializzazione del prodotto.

Interessante analizzare brevemente le varie Fasi:

FASE 1 

FATTIBILITà INNOVATIVA DEL PROGETTO PER APRIRE UN MERCATO

I principali  pilastri VALIDI per lo  SME instruments sono :

  • INDUSTRIAL LEADERSHIP: intende attrarre investimenti in ricerca ed in innovazione tecnologica, il focus è rivolto in particolare su Ict, nanotecnologie, materiali avanzati e biotecnologie.
  • SOCIETAL CHALLENGE : persegue l’obiettivo di innovare nel settore della salute in particolare salute, cambiamenti demografici, sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima, bio-economica, energia alternativa, trasporti intelligenti, azione per il clima, società inclusive ed innovative.

La piccola impresa che intende partecipare deve saper individuare un aspetto innovativo che possa essere competitivo e che sia in grado di aprire un mercato. Per coloro che seguono il mio Blog sottolineo come sia molto attinente il Marketing PANDEMICO nell’individuare le potenzialità di un mercato e perseguirle.

Questa fase prevede che il BANDO finanzi per un importo massimo di 50 mila euro a fondo perduto per valutare la fattibilità tecnico commerciale del progetto imprenditoriale.

DURATA  6 MESI

Si intende non solo un nuovo prodotto, tipo mucca viola , ma anche un nuovo processo di produzione o di vendita, o applicazioni di nuove tecnologie.

Caratteristica molto importante di questa prima fase è la figura del consulente d’azienda, che secondo noi è L’ANTROPOLOGO D’IMPRESA. 

La specialità mie e del nostro Team di consulenti è proprio quella di accedere ai bandi della FASE 1.

GRAZIE AL:

MARKETING PANDEMICO 

Nelle considerazione della commissione Europe, il fatto che le micro e  piccole imprese si affidino a persone appassionate e competenti per sviluppare il loro business è IMPORTANTISSIMO.

Dato che le piccole imprese fanno moooolta fatica a richiedere la consulenza di un consulente che le aiuti a crescere, il bando stesso intende premiare le aziende che vi ricorrono facendo si che si possa inserire nei costi di fattibilità della FASE 1 anche quelli dell’ANTROPOLOGO D’IMPRESA.

Pertanto le nostre specialità sono PREZIOSE ED UNICHE per tutte le piccole realtà imprenditoriali che devono far crescere la loro MUCCA VIOLA E APRIRE UN LORO MERCATO. .

FASE 2 :

IMPLEMENTAZIONE

Il bando per la fase 2 prevede una copertura del 70% dei costi eleggibili. con importi compresi tra 0,5 e i 2,5 milioni di euro.

Durata tra le 12 e i 24 mesi.

FASE 3

In questa fase invece non è prevista alcuna corresponsione in denaro, ma una sorta di via agevolata verso l’ottenimento di fondi da parte di aziende di credito o investitori privilegiati ed interessati. In pratica se una piccola impresa arriva alla fase 3, è molto ma molto probabile che ottenere un credito risulti assai poco complicato.

Grazie anche al support di Enterprise Europe Network, la più grande rete di servizi di assistenza gratuita alle Piccole imprese.

IMPORTANTE

SME instrument è strutturato come una OPEN CALL permanente con 4 date di CUT OFF ogni anno.

In pratica si possono inviare sempre le proprie domande sapendo che saranno esaminate alla data del cut off successivo. Non ci sono scadenze preordinate. Fino al 2020 si possono sempre presentare domande.

LE PROSSIME DUE DATE DI FINE 2017 PER LA FASE 1 SARANNO:

  1. 6 SETTEMBRE
  2. 8 NOVEMBRE 

Viste le 3 fasi vediamo quali sono i CRITERI DI VALUTAZIONE che la commissione Europea prende in considerazione per scegliere i bandi vincenti:

  • ECCELLENZA
  • IMPATTO
  • IMPLEMENTAZIONE

Ma ….. di questo e delle specificità dei TOPIC richiesti dai bandi parleremo un’altra volta.

chi volesse contattarci 

 

Dee Dee Gordon: grandissima Antropologa d’Impresa

Esempio tratto dal libro in Uscita “Marketing Pandemico”: 

Dee Dee Gordon grande Antropologa d’impresa 1

Dee Dee Gordon si definisce una trend expert, e una innovation strategist, ma secondo noi è soprattutto una grandissima antropologa d’impresa. Lavora con le imprese per aiutarle a entrare nel futuro. Effettua ricerche di mercato, gira il mondo, si immerge negli ambienti più disparati per capire cosa sta nascendo. Elabora le sue intuizioni e le offre alle imprese per realizzare prodotti stra-ordinari.

Malcolm Gladwell l’ha più volte intervistata e i loro colloqui sono stati seguitissimi. Nel suo best seller “The Tapping Point”, il sociologo riporta l’episodio esemplificativo del lavoro della Gordon del 1994-1997, quando era a capo delle ricerche di mercato della agenzia pubblicitaria Lambesis che lavorava per la Airwalk, nota azienda di sneaker giovanili. Seguendo il suo intuito e lo studio dei fenomeni giovanili di quegli anni, la Gordon girò gli Stati Uniti e l’Europa per cogliere i segnali deboli che provenivano da vari ambienti giovanili. Ella possiede una sorta di sesto sento, sviluppato nel corso del tempo, per scovare gli ambienti giusti da visitare, il look da seguire, i trend da tenere sotto occhio. “A volte si siede a osservare i ragazzi passare e fotografando tutto quanto possa averle fatto colpo….. Alla Lambesis organizzò un team una rete di corrispondenti formata da giovani svegli e dotati di senso pratico, che sguinzagliò a New York, Chicago, Los Angeles, Dallas e nel resto del mondo. Erano gente selezionata come ….. innovatori.”2.

Dee Dee Gordon dice che :”Questi ragazzi rendono le cose appetitose per la massa. Osservano che cosa stanno facendo i coetanei “più svegli” e provano a imitarli. Cominciano a fare anche loro la stessa cosa, ma cambiandola un po’, rendendola più pratica. Forse c’è un ragazzino che si arrotola i jeans e mette del nastro isolante attorno all’orlo perché nel tempo libero fa il fattorino. Bene, ai traduttori, piace quel look, ma non useranno il nastro isolane: ma useranno magari del velcro….e a quel punto decolla.”

La Gordon prova una sorta di curiosità febbrile per il mondo.

Afferma la Antropologa d’impresa:  “ Osservo ogni cosa, Se vedo un tipico bravo ragazzo seduto in un bar contornato da tutti ragazzi dai capelli, è inevitabile che io graviti attorno a lui per cercare di capire, cosa ci fa un tipico bravo ragazzo in un bar con tutti sti tipi dai capelli blu?3”. I dati raccolti ovviamente non erano sempre coerenti, occorreva interpretarli, la bravura dell’antropologo d’impresa sta proprio nel saper fare selezione e comprensione di tutti i segnali che si accumulano.Metterne alla prova alcuni, per capire quali effettivamente possano risultare vincenti. Alla Lambesis così realizzarono una serie di campagne pubblicitarie più sconvolgenti della storia. Le scoperte della Gordon diventarono la colonna portante della campagna pubblicitaria. Gli spot mostravano moltissime novità futuristiche.

“ Scorrendo l’elenco delle pubblicità della Airwalk in quel momento critico, infatti, si ottiene una guida completa alle mode passeggere, alle infatuazioni e agli interessi della cultura giovanile dell’epoca: ci sono parodie da trenta secondi dei film di Kung-Fu, uno spot televisivo sui poeti beat, annunci in stile X-files in cui gli alieni sequestrano le scarpe a un giovane che sta viaggiando in auto verso Rosewell, nel New Mexico.”4

Leggete questo interessante articolo: clicca qui

Occorre la tempistica giusta, ma se il trend è giusto, per quando gli spot e le scarpe arrivano sul mercato saranno pronte per le persone innovative che seguono quel trend. Lo scopo della Lambesis era quello di tradurre le tendenze dagli innovatori alla maggioranza precoce. La bravura della Gordon fu tale che grazie al suo studio antropologico sui giovani per capire cosa stesse emergendo, la Airwalk ebbe una enorme crescita delle vendita dal 1994 al 1996. Peccato che la Airwalk colpita da tanto successo, non continuò su tale strada, e si fermò nella crescita, consolidando la sua posizione di nicchia appena conquistata. . Giunto all’apice del successo, la Airwalk cambiò strategia e così una volta diventata banale, gli innovatori e gli adattatori abbandonarono la loro scarpa. Si fermarono nell’inseguire e creare tendenze e si adagiarono sul prodotto per la maggioranza.

Questo è un esempio di quale lavoro svolge un antropologo d’impresa di livello mondiale. Ecco perché secondo Tom Peters,  leggi qui, nel suo libro i 10 volti dell’innovazione invita le aziende ad avere nel proprio staff un antropologo d’impresa.

Una persona che si applica a scoprire i modi di utilizzo di un prodotto, di come alcune persone lo sperimentano  diversamente. A cercare soluzioni “strambe” ma interessanti. Una specie di spugna delle novità. Assorbe quanto osserva, escogita soluzioni, elabora idee  da sperimentare continuamente.

L’antropologo è la cura per la Miopia di Marketing, quello che spinge le imprese a credere che nessuno e nulla possa sconfiggerla. clicca qui.

L’innovazione di prodotto

e di processo passa

 attraverso

un antropologo d’impresa. 

biglietto-antropologo-dimpresa

1Tratto liberamente da “tipping point”, M. Gladwell da pag. 237


2Ibidem pag. 245