Lambretta e Vespa: La concorrenza è il vento per le vele delle imprese

Pochi giorni fa ho discusso con una amica che da circa un anno ha aperto la sua attività di produzione e vendita monili per Signora. Lei  molto brava, estroversa ed i suoi oggetti per signora sono molto apprezzati. Li vende un po’ in tutti i mercatini che d’estate da noi proliferano.

A cena una sera parlavamo ed ho chiesto a Lei perché non alimentasse la sua vendita anche con il Web, tramite Blog o semplicemente aprendo una Pagina Fb, almeno per farli conoscere a più persone.

Risposta: Non voglio che i miei monili vengano copiati, temo molto  che mi copiano e penso che lo abbiano già fatto specie una impresa locale molto nota.

Io non ho nascosto la mia sorpresa e ho cercato di convincerla con un motto americano :

Se Ti copiano significa che vai forte

e  

 hai un mercato

Non preoccuparti.

SE non TI copiano    PREOCCUPATI.

A mo’ di esempio scrivo un Post che da tempo avevo in mente, su uno degli esempi più clamorosi di concorrenza in un settore che da OCEANO BLU diventò OCEANO ROSSO LEGGI QUI dove alla fine solo 1 dei numerosi concorrenti rimane ancora oggi in piena forma.

La FAMOSA CONCORRENZA VENTENNALE TRA VESPA E LAMBRETTA.

Ho scritto alcuni posti indicati com MARKETING DELLA MANOVELLA  dedicati al mercato creato in Italia subito dopo il dopoguerra della Motorizzazione Economica e pratica quella degli SCOOTER.

  1. Post sul mito dello Scooter
  2. Post su come Enrico Piaggio ha creato il suo mercato con la VESPA LEGGI QUI

La Vespa inizia ad ampliare il suo mercato a partire dal 1947, dopo gli stentati inizi del 1946.

Nello Stesso anno un altro grandissimo personaggio, Ferdinando Innocenti, riuscì a metter in produzione ed in vendita i primi esemplari della LAMBRETTA.

cushmann in dotazione alle truppe avio trasportate USA con il suo paracadute
Lambretta 1947

La Innocenti era una impresa che per anni ha fatto tubi metallici ed oggetti per la costruzioni di strutture. Ma dopo la fine della guerra doveva riconvertirsi e come molti all’epoca il grande imprenditore Ferdinando Innocenti pensava di realizzare un mezzo economico per le persone. Obiettivo era che costasse meno di 100 mila lire, ma difficile a farsi. Il primo prototipo che vedete sopra si ispirava ad un mezzo delle truppe avio trasportate american
il famoso Cushmann, cfr primo post al punto 1.

Ebbene dopo alcuni disegni  venne fuori questo scooter che fu chiamato dal nome del fiume che costeggiava lo stabilimento ovvero LAMBRO.

Ora siamo nel 1947, la VESPA di Piaggio inizia a vendere oltre 10 mila pezzi e la Innocenti doveva ancora metterla in produzione. Ecco un colpo di genio Marketing Pandemico sarebbe bello sapere chi ebbe questa idea: Sfruttare la RADIO .

Tutte le sere alle 20,35 VENIVA comunicato questo messaggio:

SONO LE 20,35

è

L’ORA DELLA LAMBRETTA

Il bello è che Nessuno all’epoca spesso cosa fosse una LAMBRETTA. Bravissimo l’IDEATORE anche a scegliere un orario inconsueto, le 20,35. Chissà se presero spunto dai pubblicitari USA.

LA CAMPAGNA COMUNICATIVA per farla conoscere è partita con ALMENO UN ANNO DI ANTICIPO!!!
Capito, se si deve aprire un locale, vendere un prodotto e creare un Mercato PRIMA VIENE LA COMUNICAZIONE meglio è, anche se non c’è materialmente il prodotto leggi qui possiamo quasi dire che fu una comunicazione da guerrilla marketing comunicazione pandemica!!.

La Lambretta A non si vendette, e molte nel 1948 rimasero invendute. Ma la Lambretta B ebbe un notevole successo in grado di contrastare la VESPA.

La Vespa creò i Vespa Club, idem fece circa un anno dopo la Lambretta con i Lambretta Club, alcuni ancora oggi resistono.

Non so e non sono riuscito a trovare documenti sui primi concessionari, ma dalle cronache dell’epoca sembra che il Sig. Ferdinando Innocenti puntò molto sul fatto che in ogni parte d’Italia ci doveva essere un riparatore di Scooter affiliato alla Lambretta, in modo che chi comperava la Lambretta doveva sapere di stare al sicuro per ogni evenienza.

All’INIZO il design dei due antagonisti era assai diverso, carenata la Vespa con il motore a Vista la Lambretta, ma dal 1950 anche la Lambretta si carenò e così rimase fino al 1971, con molte proteste della Vespa, tanto che per i non esperti gli Scooter di quegli anni sono assai simili esteriormente.

La Lambretta agli inizi degli anni 60 vince assai gare contro la Vespa e gli strappa i record di velocità.

Ferdinando Innocenti punta anche alla Differenziazione nei COLORI, fin da subito commercializza la Lambretta in 6 colori e negli 50-60 introduce per primo il BICOLORE, imitato da li a poco da Vespa.

Bisogna ammettere che  a mio giudizio la Comunicazione Pubblicitaria e grafica era superiore quella della PIAGGIO, molto più sobria e milanese quella Innocenti  ma sempre assai efficace .

Un Lambretta MOODS

La  Innocenti puntò anche forte sulla internazionalizzazione realizzando impianti chiavi in mano per produrre la Lambretta. In Germani, in Argentina, In Spagna e il più famoso in Inghilterra con la BSA. Famoso perché in GBR la Lambretta diventa lo Scooter di uno dei fenomeni moda più autentici e poliedrici di sempre chiamato MOODS. Ancora oggi molti si richiamano a loro e da giovane ne fui attratto.

Le due aziende se le sono date di santa ragione per oltre 20 anni, poi quando il mercato dello scooter ha iniziato a ritirarsi a favore delle Utilitarie, in quanto la ricchezza grazie al capitalismo e l’offerta auto economiche consentiva alle famiglie di comperare un mezzo assai più comodo come la 500 fiat o 600 fiat, in regime di monopolio.

Entrambe le aziende ebbero idea di entrare nel mercato della utilitaria, la Innocenti grazie agli Inglesi realizza la Mini ed altri mezzi, ma dopo la morte di Ferdinando Innocenti nel 1966 e le difficoltà economico ed ambientali nel 1971 il figlio Luigi decide di vendere le catene di montaggio agli Indiani, qui la Vespa 200, l’ultimo nata e perfetta dicono gli esperti (ma come la qualità non vince sempre hahaha L’ottimo è Pesssimo) Lambretta 200 rimane in produzione fino ai giorni nostri !!! Ma in India.

Sono SICURISSIMO CHE GRAZIE ALLA CONCORRENZA DELLA LAMBRETTA LA PIAGGIO SI è RAFFORZATA E HA ACCUMULATO GLI ANTICORPI CHE OGGI LA RENDONO UNA AZIENDA ANCORA IN VITA.

Purtroppo non così per la Innocenti, segno che nel Marketing Pandemico Nulla è automatico e scontato.

Concludendo questo post dedicato alla mia amica. Per il Marketing Pandemico La Concorrenza Te la Devi Aspettare Se Pensi di aprire un mercato.  In quanto

Se hai successo

ci sarà sempre qualcuno pronto a imitarti

Se Non hai successo

sta sicuro che Nessuno vorrà imitarti.

La Concorrenza  fa migliorare il prodotto a beneficio delle persone che lo desiderano , fa bene alle imprese che così migliorano di continuo. Per questo in regime di Monopolio le imprese peggiorano sempre (ogni riferimento a imprese italiane monopolistiche per anni grazie allo Stato è puramente voluto).

Quando le  Start-Up intendono aprire il loro Mercato ricordino sempre il classico e semplicissimo schema Porter sulla concorrenza  LEGGI  e oggi soprattuto il concetto teorico e pratico della CODA LUNGA di ANDERSON . leGGI QUI

Un caro saluto alla mia cara amica che sappia trarre beneficio da questo POST e comunichi la sua collezione in tutti i modi possibili senza timore di essere copiata, anzi lo auspichi e adotti tattiche in grado di sviluppar il suo VANTAGGIO COMPETITIVO

la CONCORRENZA

è

COME UN VENTO

CHE SOFFIA NELLA VELA

DELLA TUA IMPRESA.  

Devi però averne percezione, seguirla, monitorarla, prendere il meglio che fa ed evitare gli errori che commette. Grave Errore Temerla ma anche IGNORARLA.

Per questo ci Sono IO come

ANTROPOLOGO DI IMPRESA 

 insieme ai Team di

Italian Business Design

ti aiutano a Migliorae il Tuo Business ed a sfruttare il VENTO DELLA CONCORRENZA che soffia sul tuo BUSINESS.

 

 

 

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Il Mito dello Scooter Vespa grazie al Marketing Pandemico della Piaggio. Parte 3

La Storia Ufficiale che potete trovare ovunque nel Web ed in special modo nel sito ufficiale del museo storico della Piaggio, racconta poco o nulla di come la VESPA aprì il proprio mercato dal marzo  1946 con la VESPA98. Invece a noi di ITALIAN BUSINESS DESIGN, QUI  INTERESSA assai sapere come un prodotto stra-ordinario leggi qui riesca ad imporsi superando i primi ostacoli che si sa sempre i più duri.

ELENCO I FATTI

COMUNEMENTE DIFFUSI della 

PRIMA COMMERCIALIZZAZIONE

DELLA VESPA98 

  1. Offerta la Commercializzazione al Conte Parodi,concittadino sembra  di Enrico Piaggio, imprenditore della Moto Guzzi, il quale sembra assai stizzosamente, da motociclista,  declinò l’invito. Se posso aggiungere, secondo me non lo convinceva neanche il piano imprenditoriale, che  prevedeva di vendere il nuovo mezzo a meno di 70 mila. Cifra all’epoca allettante, dato che lo stipendio medio era tra le 10 e le 13 mila lire. Il punto di pareggio, leggi qui , per queste cifre infatti  risulterebbe quasi IRRAGGIUNGIBILE. Infatti vedremo poi cosa accadrà.
  2. Le prime rivendite della Vespa Furono quelle della Concessionaria Lancia, nota azienda torinese, che proprio in quei giorni lanciava la celebre  e rinnovata  1100.
  3. La famosa presentazione al GOLF Club di Roma con il pilota di moto Di Gennaro che la presenza anche ad  un Generale Usa.

    foto dell’evento nell’aprile del 1946che mostra personalmente il nuovo mezzo di trasporto.
  4. La S.A.R.P.I fu la società  creata dalla Piaggio per vendere la Vespa in tutta Italia.
  5. Il prezzo della Vespa98 fu all’inizio di circa 55-65  mila Lire.
  6. Il nome VESPA è circondato da un mito duro a morire. Secondo il quale Enrico Piaggio vedendo la “fusoliera” della Vespa98 disse che sembrava aver un vitino come un Imenottero alias una vespa.

Tutto  interessante,

peccato che

NON SIA ANDATA PROPRIO COSì?

Iniziamo dalla  fine. Il nome Vespa98 pensate era già stato utilizzato   PRIMA DEL 1945 dalla MV Agusta per una moto leggera ideata nel 1943. La denominazione era stata personalmente scelta dal conte Domenico Agusta, ispirato dal sottile e acuto ronzio prodotto dal piccolo propulsore a due tempi. Tuttavia Dopo le prime notizie della stampa, la MV Agusta ricevette la formale diffida all’uso della denominazione “Vespa”, da parte dei fratelli Balsamo che l’avevano depositata per il loro modello Miller Vespa del 1934. Conclusa la vertenza legale, i fratelli Balsamo alienarono la denominazione “Vespa” alla Piaggio che la utilizzo per il suo nuovo scooter. Sarebbe bello sapere quanto si fecero pagare i BALSAMO il brand che poi diventerà un Mito assoluto. Enrico Piaggio fu lungimirante ad acquistarlo poteva sceglierne uno libero da copyright invece ebbe fiuto a scegliere il nome vespa.

La Pulce nell’orecchio DI COME effettivamente si svolsero i primi passi per aprire un mercato , che come sanno tutti gli startupper sono di una difficoltà unica leggi qui, me l’ha messa il sig. Sciarpetti di Santa Maria degli Angeli. Il quale ha letto il  libro del  sig. Paolo Zanon, uno dei più completi, dal titolo:

VESPA 98

 

ecco link dove poterlo acquistare il libro.

Consultando il libro ci siamo imbattuti in una Fattura di APRILE 1947 per la consegna di un Vespa98 a Macerata, al sig. Federico Vitali, per la cifra di quasi 135 mila lire. Emessa dalla S.A.R.P.I. di Genova. Pertanto il Prezzo di 65 mila che tutti riportano come primo prezzo è una bufala. In realtà costava il doppio, e questo dà ragione al conte Parodi che evidentemente i conti li sapeva fare bene, anche se non poteva immaginare che comunque il successo clamoroso sarebbe prestissimo arrivato.

Facendo della ricerca mi sono imbattuto in questo Sito Vespa Magazine nella sezione dedicata alla storia ho scovato  una grafica  pubblicitaria del  30 marzo 1946 della Vespa98 , che potete vedere in alto come foto inizio post: 

E prima di questi passi – diciamo così “ufficiali” – ha già messo in piedi una parte della struttura che dovrà far conoscere agli Italiani il neonato veicolo. 
Il 30 marzo del 1946 appare questa inserzione pubblicitaria (vedi in alto) su alcuni quotidiani nazionali: questo modesto riquadro, che esce in fondo alla seconda e ultima pagina (ancora per un po’ i quotidiani saranno di un solo foglio e due facciate) racconta però una bella quantità di cose. 

 Una comunicazione aziendale sobria, specifica, che parla di cosa vuole essere la Vespa:

” Motoleggera Utilitaria Vespa”. 

Risulta la S.A.R.P.I. come rappresentante esclusivo della VENDITA per l’Italia ed un breve elenco dei primi rivenditori ufficiali che commentiamo sotto.

Infine ho trovato questo  estratto che potete consultare   QUI  di un interessante libro di Giorgio Sarti sulla Vespa, dal quale estraggo questo pezzo molto interessante ove si parla di una inserzione del 31 marzo del 1946:

. Sul «Corriere d'Informazione» di domenica 31 marzo 1946 apparve un piccolo avviso pubblicitario a due colonne, alto tre centimetri: 
«La S.p.A. Piaggio e C. presenta la moto leggera utilitaria Vespa. Cilindrata 98cm. Motore a due tempi. Cambio3 marce. Velocità max 60 Km. Consumo 1 litro 50 Km». 
Enrico Piaggio ha convocato per primo, a Pontedera, il concessionariodella Fiat di Milano,Osvaldo Ghizzoni, insieme ad  suo amico o socio o dipendente Tancredi di Giambattista  che in seguito rievoca: 
«Era inverno, a Viareggio sfilava il primo carnevale. Arrivo a Pontedera e la fabbrica è semidistrutta. Trovai Piaggio con una coperta militare sulle spalle. La Vespa non mi piacque. Mi mostrarono un prototipo. Mi sembrò un aborto. Un ingegnere, si chiamava Carbonero, mi invitò afare un giro, dentro l'officina. E di colpo cambiai opinione. Capii che era un veicolo geniale. E qui da noi, in via Sarpi a Milano, andò subito a ruba. La Vespa costituì davvero il primo miracolo all'italiana. Quanto costava? 98mila lire tutto compreso. Spero di non sbagliarmi. Si trattava di una bellasomma. Ma le nostre rate eranodi due, tremila lire al mese. Fu ungrande successo».

Se leggete il volantino in alto noterete che Ghizzoni appare tra i primi concessionari. Sembra che fu LUI a ideare e fondare la S.A.R.P.I. come acronimo coincidente con la via ove a Milano vendeva Fiat e Piaggio.

Vediamo ora di capire chi furono

 i primi  pionieri concessionari primi Piaggio:

  • ZONA EMILIA ROMAGNA: Concessionari LANCIA  Antolini Ossi Marco zona Bologna  e  Gelmini Alessio zona Parma. Questi e non altri  a quanto risulta furono i soli concessionari LANCIA ad iniziare la vendita della Vespa. Quindi non ci fu un accordo con la casa madre, ma solo con due di loro, anche se in una delle zone più storicamente più “motoristiche d’Italia.
  • Zona Lazio:  il Di Gennaro, noto campione di Moto. Egli organizzava infatti corse a Roma, ove fece esordire il mito CAU, pilota e acrobata Vespa, che ebbe una fama non da poco con le sue vittorie e sicuramente fu un grande strumento di MARKETING PANDEMICO.( leggi qui)     Sono sicuro che la partecipazione vittoriosa a queste corse, dedicate agli scooter o in competizione alle moto già allora famose ( leggi primo articolo ) corse contribuirono in modo determinano al successo e alla diffusione della Vespa. Tanto  che  già dal 1947 Piaggio fece Vespa  apposite per corse su strada e su pista con un team di piloti selezionati, tra cui appunto CAU denominati TeaM S.A.R.P.I.
  • Zona Torino la B.F.T, estratto dal libro di Zanon: 
Da non dimenticare che già il 27 e 28 marzo, a seguito della presentazione alla Mostra della Meccanica e Metallurgia di Torino di domenica 24 marzo, dove la Vespa era apparsa in anteprima, era stato pubblicato un trafiletto su un quotidiano torinese, La Nuova Stampa, che però ha solamente interesse regionale, con la sola citazione della B.F.T. come agente di vendita. 
  • Ho scovato un  sito di un certo D’ambrosi che nella storia dichiara di aver ereditato dal 1946 la concessionaria Piaggio dal Cavalleri, che all’epoca era un famoso Pilota di Moto il quale dopo la presentazione di cui parla Zanon divenne agente Piaggio. D’Ambrosi leggi qui tra l’altro faceva parte a quanto dice del team S.A.R.P.I. corse.
  • ho trovato su ebani questo logo della Piaggio per la ditta gelmini
  • Zona Liguria “La Moto”, concessionaria, sembra ancora oggi operante.
  • Zona Veneto Marsenigo Bastia Filippo, di cui non so assolutamente nulla.

Questi furono  concessionari ufficiali PIAGGIO PRIMA DELLA FIERA DI MILANO DI SETTEMBRE 1946. Notiamo come non ci siano concessori per la Toscana, o per lo meno io non ho trovati. Ci saranno stati? e per le atre regioni?

I primi 50 pezzi prodotti e venduti assai a fatica, lo riporta il Giorgio SARTI in maniera molto precisa, 48 venduti in mesi e gli ultimi due se li presero due ingegneri giusto per …. ultimare la vendita.

A Settembre 1946 a Milano  appare  un Personaggio UNICO che ho scovato via Web la cui concessionaria è ancora oggi operante leggi il Sito . Don Francesco Bardicchia da Lecce. Questi si vanta di essere la più antica concessionaria vespa Piaggio d’Italia. In questo articolo di un giornale leggi qui si  racconta che egli è stato ad aver convinto Piaggio ad andare avanti in quanto Enrico Piaggio era disperato per la scarsa apertura del mercato creato dalla vespa (sappiamo come lo Start-up sia difficilissimo leggi qui) .

Per la verità, come racconta lo stesso don Ciccio, Piaggio non aveva grandi disponibilità economiche per produrre la Vespa e i poco lungimiranti istituti di credito non vollero concedere fidi. Fu allora che Bardicchia, insieme ad altri otto imprenditori italiani, decisero di contribuire con un finanziamento, in cambio del quale ottennero le prime nove concessionarie di Vespe. Di quelle nove, a distanza di cinquantasei anni, resta solo la ditta leccese. Fu subito un successo, siglato da un carisma imprenditoriale unico. Era il dopoguerra. Nelle campagne del Salento, i contadini erano poveri. Ma Bardicchia riuscì a vendere un numero record di Vespe. 

L' Ape o la Vespa lui le guidava per tutta la campagna per mostrarle ai contadini. 
Sapeva fidarsi della sola parola dei suoi clienti.
 (altro che i concessionari i di oggi qui)

Sapeva aggirare anche l' ostacolo più duro, le mogli dei contadini: prima di raggiungere il cliente, si procurava un paio di lenzuola nuove da sottoporre al giudizio delle donne, in modo che queste si distraessero e lasciassero libero l' uomo di decidere se acquistare o non. Storica è rimasta poi l' assunzione nella concessionaria di due maestri di scuola elementare che insegnassero a scrivere almeno la propria firma a coloro che dovevano comprare con cambiali. 

«cio ti vende la Vespa e t' insegna pure a scrivere».Don Cic

Dunque in questo articolo Bardicchia afferma che insieme ad altri primi 9 concessionari convinse Piaggio ad andare avanti con la consegna delle prime 2500 Vespa98. Alcuni sono quelli del volantino, un altro potrebbe essere l‘ing. Carbonero collaboratore di D’ascanio in quanto ho letto da qualche parte che lasciò la Piaggio per diventare imprenditore-commerciante per la Piaggio.  Don Ciccio  dice che  offrì anche sostegno economico, per poterle venderle. Inoltre racconta di come si ingegnasse assai per venderle in quel di Lecce e di come Contribuì a creare la rete di concessionari in tutta ITALIA. Non sappiamo dire quanto ci sia di vero e quanto di “millantato” di sicuro don CICCIO fu uno dei primissimi venditori della Vespa98 che contribuì al successo della Piaggio.

Questi primi concessionari

hanno decretato

il successo della VESPA.

Poi arrivò un altro grande personaggio: TASSINARI che si inventò i VESPA CLUB. Fu un vero ANTROPOLOGO D’IMPRESA…. leggi qui.

Capì da subito l’importanza di organizzare i primi raduni vespisti dato che già in tutta Italia si iniziava spontaneamente a farlo. Organizzò nel 1948 lo Sciame d’Argento dal quale prese il via i Vespa CLUB e la PANDEMIA VESPA è pronta  a esplodere con tutta la sua virulenza. Occorre ancora una volta sottolineare come il Patron Enrico Piaggio abbia saputo valorizzare le idee e i personaggi che hanno reso Piaggio un Mito assoluto nel MONDO.

Inoltre Occorre anche ribadire che Enrico Piaggio Seppe nel corso del tempo ALIMENTARE costantemente questi  primi  focolai tentativi di diffondere la Pandemia, leggi post precedente. Possiamo affiancare questo notevole imprenditore a Ferrero. leggi qui

Entrambi sono due Grandissimi Imprenditori che hanno saputo render i loro prodotti Pandemici.

Ecco alcuni Elementi di MARKETING PANDEMICO MANOVELLA 

  • Comunicazioni aziendali innovative: grafica, promozioni, pubblicità  (pensate ai film alle locandine. e guardate già la prima locandina che raffigura già nel 1946 una signorina che guida la Vespa98. Vi  rendete conto quanto stavano già avanti alla Piaggio. Grandissimi.

    il primo depliant secondo gli storici realizzato per la vespa 98 notare chi lo guida!!! Una giovane Signora. Grandissmi
  • Prezzi sempre competitivi grazie a sistemi di produzioni made in USA, Grazie al piano Marshall e al fordismo.
  • Posizionamento chiaro e vincente anche se con alcuni errori leggi qui e    ampliamento costante di vari target remunerativi e innovativi.
  • Bran Pandemico INNOVATIVO ED UNICO teso a valorizzare nel corso del tempo il BRAND PIAGGIO in moltissime occasioni comunicative e di posizionamento si può ipotizzare che riuscirono a creare un marketing pandemico grazie al passaparola.  leggi qui

Insomma per chi fa Marketing Pandemico l’esempio della Piaggio è ILLUMINANTE specie si va a fondo a vedere cosa sia successo e chi sono i personaggi coinvolti nella apertura del mercato.

Faccio un paragone Azzardato:

ENRICO PIAGGIO

FU IL NOSTRO STEVE JOBS

MA ….. 50 ANNI PRIMA.

Inoltre  non basta superare i primi difficilissimi ostacoli, per durare nel tempo occorre sempre adottare nuove tattiche spesso rischiose, ma solo le uniche che possono far i che l’impresa si mantenga competitiva nel corso del tempo.

GrazieEnrico PIAGGIO 

copertina del libro Vespa98 di Zanon

GRAZIE PIAGGIO!!!

 

 

 

 

 

 

Il Mito dello Scooter Vespa grazie al Marketing Pandemico della Piaggio. Parte 2

Il 23 aprile 1946

PARTE Seconda.

La Piaggio e la sua  storia imprenditoriale italiana eccellente grazie a genio tecnologico e creatività di marketing pandemico denominato marketing della MANOVELLA, grazie al quale   è riuscita ad prire un mercato completamente nuovo e difenderlo fino ai giorni nostri dal 1946 nonostante innumerevoli tentativi di imitazione.

Oggi ho ricevuto una piacevolissima telefonata del  curatore del Museo dello Scooter di Santa Maria degli Angeli, il sig. Sciarpetti ( cliccate Qui    per visitare il suo sito e andate in Umbria a visitare il suo museo). Da vero appassionato mi ha corretto alcuni miei strafalcioni che ho provveduto a correggere.  Mi ha poi fornito alcune preziose informazioni che ora mi accingo a condividere con voi, per la quali lo ringrazio immensamente.

Un po’ di Storia. L’Azienda  Piaggio di Pontedera della famiglia omonima  era impegnata a costruire aerei e mezzi militare. Ovviamente essendo in guerra fu presa di mira e distrutta. I fratelli Piaggio si spostano a Biella grazie alla conoscenza del Conte Felice Trossi. Personaggio Fondamentale per la Vespa. Amico di Enrico Piaggio da vecchia data, causa le passioni comuni dei motori e del mare. Era di famiglia molto benestante, industriali della Lana. Appassionato di Motori, vinse numerose gare dell’epoca e solo la prematura morte, avvenuta nel maggio del ’49.

Questo personaggio strambo, aveva l’Otaku dei motori e ne collezionava Di tutti i tipi, sia super che mini, che da strada che da diporto. A Gaglianico, il suo paese, lo ricordano spesso che girava come un folle su trabiccoli di ogni tipo.  Forse anche su un Cushman Rosso dal rumore assordante  o sui primi scooter italiani come il Velta.

Cushman Mod. 48 forse del 19con un rumore assordante , oppure su un Aeromoto costruito dalla Volugrafo, O chissà quanti altri mezzi aveva da mostrare ai tecnici della Piaggio.

Enrico Piaggio  ed  il Conte Trossi da bravi  visionari iniziarono la loro avventurosa collaborazione. Enrico in particolare era intenzionato a realizzare un mezzo adatto per le persone italiane. Poco costoso, poco consumo di benzina, comodo. Anche per differenziare la produzione di famiglia, legata all’epoca solo agli aeromobili.

Erano dei neofiti del settore come detto nella post precedente, già molti erano i prototipi scooter in circolazione,  leggi post parte prima    il primo prototipo non piacque, tra l’altro era molto simile al Velta, di cui il conte aveva una copia e  fu chiamato paperino.

Non si sa bene perché né per come, fu chiamato un terzo personaggio fondamentale per il successo dell’Impresa: L’ing. Corradino D’Ascanio. Un ingegnere con la passione dell’aeronautica, che mai aveva avuto esperienze nel campo motociclistico e che a detta del figlio, sembra  odiasse le moto, poiché le trovava poco pratiche, rumorose e scomode

Questo grandissimo ingegnere, si inventò un mezzo  unico nel suo enere che risolveva  molti dei desideri degli italiani futuri vespisti: nacque la VESPA 98.

NACQUE  LA MUCCA VIOLA VESPA

 LEGGI QUI

Le soluzioni tecniche proposte  dall’ingegnare erano volte a migliorare 3 aspetti  essenziali che lui odiava della moto : praticità, rumorosità,   COMODITA’.

Uniti a una industrializzazione che permetteva enormi risparmi di costo.  Espongo solo quelle che una persona dell’epoca percepiva come pratiche e accattivanti:

  1. Leggerezza del mezzo, grazie ai suoi studi aeronautici l’ing. era riuscito ad alleggerire il mezzo che in questo modo era più maneggevole e consumava meno.
  2. Facilità di manutenzione. Ad es. Ruota di scorta  e grazie alla forcella ruota a sbalzo, facilmente cambiabile. Considerate le pessime strade italiane dell’epoca (di poco cambiate oggi), questa soluzione fu un vero colpo di genio.
  3. Semplicità del mezzo in tutta la sua costruzione e quindi nella sua riparazione.  Secondo il sig. Sciarpetti tra una Vespa e la sua futura rivale la Lambretta (di cui ci occuperemo nel prossimo post) c’era una differenza di pezzi almeno del doppio. In pratica la Lambretta era assemblata con il doppio dei pezzi della Vespa.
  4. Facilità d’uso, sia con le prime prese diretta ma anche poi con le marce, solo 3, da inserire sul manubrio con le mani e non con i piedi come sulle moto.
  5. Pulizia, grazie al motore dietro e coperto evitava l’uso della catena, inoltre il conducente era protetto dagli schizzi dalla ampia carenatura che lo proteggeva ben bene.
  6. Comodità, sembra che l’ing. prima disegnò una figura seduta e poi sotto il mezzo di trasporto.

Come sappiamo però realizzare un prototipo è semplice, il difficile poi è venderlo, come infatti si sottolinea nel numero de la MAnoVeLLA di aprile 2006 dedicato ai 60 anni della Vespa a pag.23 Filippo Zanoni scrive  che :

Il difficile, dicono, non è produrre

ma vendere”. 

Concordo in pieno. Lo sanno tutti coloro che si occupano di Marketing Operativo  per questo ritengo sia molto importante capire che oltre agli aspetti prettamente tecnici unici ed innovativi Piaggio ha saputo creare ed utilizzare tutta una serie di tecniche di Marketing Pandemico che gli hanno consentito di diventare una Iconda dell’industria Italiana nel MONDO.

ELENCHIAMO LE TATTICHE STRATEGICHE

MESSE IN ATTO DALLA PIAGGIO 

Politiche di PREZZO e Promozioni Di Vendita

LA PIAGGIO è stata fin da subito attenta al prezzo. Data la situazione degli italiani e grazie alle semplici soluzioni ingegnerisitiche riuscii a spuntare un prezzo assai competitivo rispetto ai numerosissimi rivali. Il primo prezzo proposto è sui 69.000, pari a 6-8 mesi di stipendio. Solo alcuni motorini dell’epoca costavano meno, tipo il MOTOM che secondo i ricordi mio suocero costava sui 50 mila, ma di seconda anche 30mila.

Inoltre FURONO i PRIMI, così a me risulta a proporre la possibilità di rateizzare l’acquisto, chissà magari le conoscenze della famiglia Piaggio hanno permesso alle banche di appoggiare questa soluzione, che negli anni a venire sarebbe stata utilissima per gli italiani per acquistare ogni genere di elettrodomestico  o auto. (devo informarmi se furono i primi).

Canale di DISTRIBUZIONE 

Per la vendita della vespa 98 fin da subito fecero un accordo con la LANCIA, presente sul territorio nazionale con molti concessionari, a volte semplici meccanici. Anche questo fu una assoluta novità rispetto ai concorrenti che invece non seppero creare sul territorio una rete di vendita. Invece questo accordo fu assai geniale, poi nel corso del 1949 si iniziano  realizzare concessionarie solo PIAGGIO che alla fine degli anni 50 sembra fossero più di mille. Iniziarono anche corsi di formazione per la manutenzione della Vespa che permise a molti di diventare meccanico della Piaggio.

COMUNICAZIONE AZIENDALE :

LEGGI QUI approfondimento marketing
vESPA 98 seconda serie

Nell’aprile del 1946 fu presentata al circolo del golf di Roma, si dice tra i brusii non entusiastici dei presenti, molti appassionati di moto storcevano, e ancora oggi lo fanno, il naso. Le innovazioni sono sempre osteggiate, in Italia poi più che in ogni parte. Comunque le prime 50, prodotte a mano una per una , furono vendute. Enrico Piaggio avviò con coraggio  la produzione di altre 2500 in quanto intese partecipare alla Prima fiera campionaria del Dopoguerra a Milano.   Di queste sembra che furono vendute oltre 2100, chi dice 2400. Di certo non fu facile venderle, ma averne vendute quasi l’80% incoraggio’ la Piaggio a continuare sulla strada dell’innovazione. Sono sicuro che in base a come reagivano i primi compratori la PiAGGIO seppe far tesoro e il modello che per primo fece il boom di vendita fu quello del 1947, quando in poco tempo se ne vendettero oltre 16 mila. Era la seconda serie del MP6. Poi fu la volta della 125 e via. Dal 1946 al 1956 ne vengono prodotte 1 milione!!!! Ma si è partito dalle prime 50 !!! Ad oggi sembra che i modelli proposti sono oltre 130 con oltre 16 milioni di vespe vendute.

BRAND PANDEMICO leggi qui

Il nome VESPA  è ormai evocativo di un intero mondo di emozioni, sapori colori ecc.ecc. Pertanto tanto di cappello ad Enrico Piaggio il quale si dice espresse un parere sul design della moto, paragonandola al corpo esile dell’Animale.

"questo veicolo è l'ideale per donne e preti ma come farà a reggere due persone con quel... vitino di vespa?" 
e Vespa è stata!"

Da qui il nome. Altri invece sostengono che il nome derivi dal suono che emetteva la Mp6 simile a un ronzio. Tuttavia questo secondo aneddoto è veramente accaduto ma presso la Mv Agusta. La quale chiamò la sua prima sportiva vespa 98 a causa del motore. Non tutti sanno poi che tale nome era già stato depositato da una precedente industria di motociclette dei fratelli Balsamo che l’avevano depositata per il loro modello Miller VAESPA del 1934. , Questi  inviarono  formale diffida all’uso della denominazione “Vespa”, e poco dopo cedettero a caro prezzo il nome Vespa alla Piaggio che da quel nome costruì il suo Brand PANDEMICO. Anche da questo episodio si può ammirare la lungimiranza di Enrico Piaggio nel capire l’importanza di un nome che sia “VEICOLO” del passaparola del suo ” VEICOLO”.

Dalla rivista  Manovella (ecco qui il link ) ricaviamo il nome della società di commercializzare il veicolo attraverso manifesti  e pubblicità . Si chiamava S.A.R.P.I.   di Genova.
Da subito le immagini scelte furono accattivanti. Uno prImissimi aspetti da sottolineare della PiAGGIO fu la capacità di comunicare il prodotto in modo innovativo e diretto. Le immagini grafiche  parlano molto ma molto chiaro.  Fino ad arrivare alla pubblicità immaginifica della mela del 1969 ideata da un creativo fiorentino.  Hanno anche realizzato dei manifesti in CO-BRAND . IL Brand Pandemico

vespa e jeans Lee in co-branding

Insomma a quanto ho avuto modo di leggere  e vedere dai loro manifesti sono stati talmente bravi da anticipare di anni il modo di comunicare e valorizzare un BRAND che oggi vale tantissimo.

Da non dimenticare poi il cinema con il film manifesto  dei vespisti: Vacanze Romane.  Le due Star resero indissolubile il legame

VESPA-ROMA-ITALIA-

BELLA VITA. 

Insomma alla Piaggio sono stati sicuramente geniali  a capire l’importanza delle emozioni CHE IL MEZZO TECNICO permetteva di soddisfare.

NON SI VENDE UN MOTORE

O

UN MEZZO MECCANICO

 MA

IL SOGNO CHE TI PERMETTE DI REALIZZARE

Inoltre nel corso del tempo la PIAGGIO creò nicchie di mercato sempre nuove tipo:

  •  l’epoca era la possibilità di girare con la propria ragazza, sella migliorata e amplia
  • Motorino 50 senza patente

    vespa 50 non occorreva patente né targa
  • Vespa sportiva, per gli amanti della velocità ma non della scomodità moto.
  • ape del 1947

    Per il lavoro nacque l’APE altra grande ideazione della PIAGGIO.

 

 

Insomma la vespa nel corso del tempo è stata la mela del desiderio da cogliere per realizzarli. (leggi dai bisogni ai desideri).

CONTAGIOSITA’ DELLA COMUNICAZIONE

Fin dal 1948 si creano i primi circoli dei vespisti. Si riuniscono per condividere il mondo vespa, nei colori nelle forme. Insomma una fenomeno social e di Costum fin da subito esploso, 60 anni prima del social web. E la Piaggio lo ha alimentato molto bene, tanto che ancora oggi gli appassionati della VESPA si riuniscono e condividono la loro passione. ecco il link

Pensate che il vespa club internazionale è del 1953!!! Insomma una assoluto BOOM italiano e internazionale che ha reso contagioso il BRAND VESPAleggi qui approfondimento

Tirando le conclusioni di questo post ho voluto esaltare la bravura di tutti coloro cha hanno reso VESPA quello che è , non solo innovazione tecniche ma sapiente uso del Marketing Pandemico definito Marketing della Manovella  Ascolto delle persone che danno fiducia con innovazioni continue e andare anche contro le critiche per iniziare e proseguire la storia fino ai gironi nostri.

Nel prossimo post analizzeremo i concorrenti della vespa, in particolare del principale concorrente la LAMBRETTA.

Noi di Italian Business Design   incoraggiamo gli imprenditori innovativi a imitare  Enrico Piaggio.

In Italia oggi e per il futuro ne abbiamo un disperato bisogno!!!

Il Mito dello Scooter Vespa grazie al Marketing Pandemico della Piaggio. Parte 1

Il 23 aprile 1946

la Piaggio & C. S.p.A. depositò il brevetto per : “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”

Vespa V98 la prima Vespa messa in Vendita

Poco dopo fu presentato in uno dei luoghi più esclusivi di Roma, il Circolo del Golf. Subito dopo alla fiera di Milano. E chissà se in altri luoghi. Sta di fatto che la prima vespa denominata  V98 .

Il 12 Settembre del 1946 Piaggio pensò bene di esporla alla Prima Fiera Campionaria di Milano, insieme a oltre 2500 espositori di tutti i generi. La Fiera fu visitata da oltre 1 milione di Persone.

Il  blog di Marketing Pandemico da me curato, intende iniziare una serie di Post dedicati ai pionieri del mercato della motorizzazione. Questo primo scritto è un omaggio al genio italico vista anche la recente ricorrenza della nascita di una icona dell’Italianità.  Ribadisco che NON sono un appassionato di Motori, e che quanto scrivo lo deduco da ricerche che effettuo costantemente in particolare grazie alla rivista   La Manovella organo ufficiale dell’ASI.   Una rivista che offre dei bellissimi articoli a carattere storico industriale molto ma molto interessanti per chi si occupa di MARKETING OPERATIVO.

Infatti quello che appare chiaro dalla lettura di questi articoli è che il successo delle imprese che inventano prodotti spesso MUCCA VIOLA non è detto che poi riesce ad aprire il mercato e ad essere profittevole specie nel lungo periodo. Ecco perché ho deciso di scrivere dei post dedicati a questi periodi pionieristici e  per certi versi eroici dei primi inventori della motorizzazione. 

Partiamo con la VESPA uno dei miti Italiani per eccellenza UN VERO E PROPRIO PRODOTTO STRA-ORDINARIO. LEGGI QUILo Scooter per eccellenza per tutto il mondo, ma……  All’epoca molte imprese in giro per il mondo  stavano pensando  di realizzare una mezzo di trasporto economico, facile da usare poco costoso nel mantenimento e nei consumi (la benzina era carissima).

Quindi non solo Piaggio ma Moltissimi inventori e industriali si cimentavano in questa impresa che all’epoca sembrava impossibile.

Breve Excursus Storico:

Made in England la Skotamoto
  • La prima “VESPA” non era italiana, bensì Inglese, si chiamava Skotamoto e da questo nome deriverà il termine oggi comune di Scooter:

 Da Wikipedia : 

L'esistenza della pedana che richiama il monopattino, originò il termine scooter, derivato dal verbo inglese "to scoot" che significa "pattinare".

La diffusione del termine Scooter si deve principalmente dal successo commerciale del modello prodotto dalla casa inglese ABC, denominato "Scootamota" con la chiara intenzione di richiamare per assonanza la locuzione "scooter motor", ovvero "monopattino a motore".

Nel 1919 fu prodotta in pochissimi esemplari e non fu un vero e proprio successo commerciale e la ABC lo ritirò dal mercato in un paio d’anni se non meno.

Per la storia dello scooter dal 1908 in poi cliccate  qui.

  • . Pochi anni dopo venne fuori una specie di Vespa Made in USA chiamato Moto SCOOT . Tuttavia anche essa NON ebbe fortuna. Nel frattempo gli
    americani realizzano una serie di mini veicoli a due ruote da avio trasportare per  la guerra.
Unibus del 1922 presente al museo dello scooter di S.Maria degli angeli
  • Altro scooter anni ’20 – ’30 l’UNIBUS  con una interessante pubblictà 

 

 

 

 

  • Autoglider 1920 :

 

  • Crocker del 1940.
  • Cushman : questo invece è uno scooter in dotazione alle forze americane durante la liberazione dell’ITALIA nel 1945
    cushman 1940 in dotazione aeronautica USA

    e il famosissimo e bellissimo e innovativo cushman salisbury 

cliccate qui  e divertitevi a vedere quanti scooter furono pensati ideati e realizzati, ma con scarsi successi commerciali prima del 1946. 

Questo per dire che la VESPA non fu in assoluto una idea primordiale.

Il primo tentativo della Piaggio chiamato MP5 era  poco …. bello chiamato scherzosamente Paperino, chissà se per antitesi alla famosa topolino della fiat. Sembra che tale prototipo era ispirato a un mezzo americano dell’aviazione.

MP5 detta PAPERINO

“Proprio a Biella, nel maggio del ’45, Enrico Piaggio presenzia alle prove su strada dell’MP5, il cosidetto “Paperino”, un motociclo disegnato dall’ing. Spolti, si dice, con caratteristiche simili  a quello della Simat chiamato VELTA dell’ing. Belmondo.

il velta scooter del 1939

Parallelamente l’azienda si cimenta con la fabbricazione di un prodotto che nulla aveva a che fare con le precedenti esperienze : pentole in alluminio fuse e tornite e infatti ben presto la produzione fallisce e i reparti interessati chiudono.

Quindi si può dire che i primi anni della Piaggio post guerra furono FALLIMENTARI. E come speso accade grazie ai primi errori si sviluppano con la tenacia i successi futuri. leggi qui

 Abbandonata il progetto   della Paperino, Il sig. Piaggio affida il progetto a un genio del design e della ingegneria italiana : CORRADINO D’ASCANIO.

 Fu un Personaggio  formidabile, leggete qui , di cui oggi l’Italia avrebbe un gran bisogno e che è praticamente e ingiustamente poco o nulla ricordato a favore di politicanti e mezze tacche. Chissà se egli avesse avuto modo di vedere quando lavorò in america mezzi che lo hanno sfidato. Fatto sta che realizzò un mezzo che tecnicamente risolveva in modo pratico e bello un mezzo che consumava anche poco, si dice che con un litro si potesse fare anche oltre 50 km.

Questi geniale ed eclettico ingegnere nei  primi mesi del ’46 costruisce  il prototipo detto MP6,

 il brevetto è registrato a Firenze e si racconta che il sig. Enrico Piaggio nel vederla commentasse:

“questo veicolo è l’ideale per donne e preti ma come farà a reggere due persone con quel… vitino di vespa?” e Vespa è stata!”

Chissà se egli avesse avuto modo di vedere quando lavorò in america mezzi che lo hanno sfidato. Fatto sta che realizzò un mezzo che tecnicamente risolveva in modo pratico e bello un mezzo che consumava anche poco, si dice che con un litro si potesse fare anche oltre 50 km.

L’avventura della VESPA inizia con i primi 2500 prototipi messi in vendita a fine 46 inizio 47. Con commenti assai sarcastici dei moto-fili puri, data la assoluta novità del prodotto, per lo meno in Italia.

Ma NON era solo la PIAGGIO a iniziare la vendita di mezzi di trasporti economici per gli italiani dell’epoca.

Ecco un elenco NON esaustivo dei primi concorrenti. Vogliamo evidenziare quanto la PIAGGIO sia stata fenomenale a conquistare, difendere, espandere  il proprio mercato grazie a tutta a una serie di iniziative di MARKETING OPERATIVO leggi qui MIX DI TECNICHE

ELENCO CONCORRENTI DEL 1943-1946 negli anni iniziali:

  •  Il ciclomotore detto MOTOMIC DEL 1947 
  • Il Garelli Mosquito è un propulsore ausiliario per biciclette prodotto dalla casa motociclistica milanese Garelli dal 1946 al 1960. Costruito in circa 2 milioni di esemplari, è stato il più diffuso, di questo tipo, in Europa.
  • La Moto Parilla (o, semplicemente, Parilla) è stata una casa motociclistica italiana con sede a Milano, nata nel 1946. Il nome dell’azienda deriva da quello del suo fondatore, leggermente modificato perché fosse più accattivante.[1] Il simbolo dell’azienda era un levriero in cor
    sa.
  • Il primo costruttore in serie di scooter in Italia non è una grande azienda bensì un piccolo artigiano torinese: Vittorio Belmondo.Questo grande genio italiano progetta nel 1939 presso la Volugrafo (azienda specializzata nei misuratori di serbatoi) un piccolo scooter dalle forme innovative e originali. In un primo tempo viene chiamato semplicemente Volugrafo, poi l’Inng. Belmondo si mette in proprio e realizza il Simat (su licenza Volugrafo) e, infine, produce il Velta, dotato di vari progetti depositati. Prodotto in poche decine di unità /circa 70-80) sarà l’ispiratore del progetto Vespa della Piaggio.
  • ALPINO : Nel 1944 progetta e realizza un prototipo di micromotore ausiliario da applicare alle biciclette che battezza “Alpino” e il 24 febbraio 1945, con alcuni amici, fonda la società Motobici, avviandone la produzione.
    La “Alpino” diviene presto un marchio di fama internazionale con vendite in crescita esponenziale, anno dopo anno.
  • Aermacchi lo scooter a ruote alte Macchi 125 N.    Una originalità di questo modello era la presenza di un finto serbatoio (in realtà un portaoggetti) che poteva essere disposto davanti al sellino, trasformando la posizione di guida in quella per motoveicoli classici, oppure essere asportato e rendere la due ruote uno scooter classico sulla falsariga della Vespa. Lo sviluppo di questo veicolo, il bellissimo e futuristico “Dama”, rimase allo stato di prototipo.
  • MV AGUSTA: da Wikipedia ” Nel 1945 vide la luce la prima MV Agusta, la “98” in versione “Turismo” i cui progetti esecutivi e stampi di fusione erano stati approntati alla fine del 1943 e il motore girava sul banco di prova già nel 1944. Curioso il fatto che questa moto fu presentata come “Vespa 98”.
    MV AGUSTA 1945 detta VESPA 98

    la denominazione era stata personalmente scelta dal conte Domenico Agusta, ispirato dal sottile e acuto ronzio prodotto dal piccolo propulsore a due tempi. Dopo le prime notizie della stampa, la MV Agusta ricevette la formale diffida all’uso della denominazione “Vespa”, da parte dei fratelli Balsamo che l’avevano depositata per il loro modello Miller Vespa del 1934. Un tempo conclusa la vertenza legale, i fratelli Balsamo alienarono la denominazione “Vespa” alla Piaggio che la utilizzo per il suo nuovo scooter, destinato a diventare particolarmente noto a livello mondiale.”

  • Moto Guzzi del conte Parodi : Dopo il conflitto, nel 1946, la società diventa Moto Guzzi S.p.A. e al fine di conquistare nuove tipologie di clienti, la ditta costruisce il suo primo motore a 2 tempi, il Guzzino 65 , progettato da Antonio Micucci e di cui, solo nei primi tre anni vengono costruiti 50.000 esemplari.  Famoso l’episodio che vide il conte Parodi rifiutare la proposta di enrico piaggio di commercializzare la vespa.
  • Il Cucciolo Ducati. Nel settembre 1946, alla Fiera di Milano, compare il Cucciolo: il piccolo motore ausiliario per biciclette destinato a diventare il più famoso nel mondo. Venduto prima in scatola di montaggio da applicare alla bicicletta, ha ben presto un proprio telaio costruito dalla Caproni di Trento (altro marchio famoso in campo aeronautico) su brevetto di Capellino. In breve tempo il Cucciolo diventa una vera e propria motocicletta in miniatura. Grazie al successo del Cucciolo e dei suoi derivati, Ducati diventa un marchio affermato anche nel settore meccanico.

QUESTI SONO SOLO ALCUNI dei concorrenti INIZIALI

 che hanno pensato di creare un

proprio mercato nella motorizzazione degli italiani.

 leggi qui

Esiste un MUSEO, ideato dal sig. Sciarpetti  che spero di visitare prestissimo in Umbria a SANTA MARIA DEGLI ANGELI ai piedi di ASSISI, dello Scooter ecco il link del sito  

Da un bellissimo articolo de la Manovella dell’ottobre 2014  dedicato a questo museo riporto:

Oltre ai costruttori storici e grandi come MV Agusta, Moto Guzzi, Parilla, Aermacchi, anche molti altri artigiani si cimentarono con lo scooter.                                                                     Esercizi tecnici talvolta interessanti, ma spesso con costi produttivi così alti da non consentire di arrivare alla produzione di serie.”

Questa era la situazione concorrenziale TREMENDA nella quale Piaggio si andò a infilare. Quasi da Ultima, in quanto non aveva mai prodotto moto, a differenza di competitori già presenti sul mercato. Non solo riuscì a sbaragliare la concorrenza ma ancora oggi è sul mercato con un discreto successo.

Nel prossimo post vedremo quali sono secondo il MARKETING PANDEMICO le varie e innovative azioni che hanno permesso questo incredibile successo imprenditoriale.

ChiamEremo questo filone il MARKETING DELLA MANOVELLA