Nel Marketing Pandemico Vince chi fa più errori e chi sa sfruttarNe la forza dirompente: i casi XEROX e 3M. Parte 1/2

 

Ho letto il bellissimo libro di Farson-Keyes   dal titolo:

Vince chi fa più errori.

Un libro stra-ordinario e  non comune nel panorama dei libri dedicati al management.  Se consideriamo che in genere si usa descrivere l’importanza della programmazione, della ricerca finalizzata  a scopi ben precisi e  per conseguire i successi aziendali, attraverso piani, elaborazione di prospetti di  business plan, focalizzazione sui core-business, per il raggiungimento dei goal o dei famigerati …. target (leggi: il target NON esitste, le persone giuste si).

Ebbene le tesi degli autori insieme alle varie e innumerevoli testimonianze ed esperienze mostrate nel libro dicono che  i successi si basano sempre e comunque sulla assoluta propensione a lasciare libere le persone di percorrere strade senza imporre loro un preciso “TARGET”  di successo. Nel senso che ciò che effettivamente conta è la strada che percorrono e non il fine. Il fine vien da se. Ciò comporta naturalmente un aspetto fondamentale: riuscire a ad accettare i fallimenti, gli sbagli e gli errori in modo da poterne sfruttare il potenziale vincente futuro. Si perché se non si accettano gli sbagli delle persone che ricercano strade nuove queste alla fine pur di non sentirsi a disagio smetteranno di rischiare  e pertanto seguiranno solo la strada sicura che li porta a non rischiare e quindi a non innovare. IN questo modo si impedisce la crescita di nuove e innovative idee imprenditoriali, da noi chiamate MUCCA VIOLA (LEGGI QUI alcuni dei prodotto mucca viola).

Se si indagasse la storia di  ogni grande Business si scopre  come la strada percorsa per arrivare al successo sia costellata da moltissimi, errori, fallimenti, sbagli i quali  sono stati parte integrante del successo.

SUCCESSO-INSUCCESSO 

sono complementari

e

 non possono essere separate

e

non debbono essere separate.

Si avete capito bene.

LA BASE del  SUCCESSO AZIENDALE  

E

IL FALLIMENTO DI MOLTISSIMI TENTATIVI.

Due ESEMPI di organizzazione  aziendale tratti dal libro sono illuminati di  come si possa fare innovazione per realizzare prodotti stra-ordinari (leggi QUI) .

Le aziende prese in esame sono:  3M  e la Xerox.

Entrambe Nate da prodotti MUCCA VIOLA con inizi assai deludenti. Poi una intuizione o meglio un  “errore” e la bravura di saperlo sfruttare le hanno rese ricche e permesso loro di espandersi in tutto il mondo.

Eppure, nonostante un inizio molto simile, una delle due continua a inseguire gli errori per introdurre prodotti sempre nuovi creando nuovi mercati, LEGGI QUI start-up solo con un prodotto stra-ordinario, l’altra invece persegue la ricerca ma non ammette digressioni o errori dalla via tracciata dal core business.

La Xerox è conosciuta da tutti per aver inventato circa 100 anni fa  e aperto il mercato del business delle stampanti d’ufficio.   Nacque però  come produttrice di carta per fotografia.  La Xerox ha sempre dato massima importanza alla ricerca. 

Tant’è vero che nel corso degli anni 70 ha  fondato a PALO ALTO, il  centro di ricerca il  PARC, visitate il loro sito QUI, a più di 3000 km dalla casa madre. Pur essendo inserito nella organizzazione sistemica dell’azienda il centro di ricerca non è mai stato sfruttato per tutte le sue potenzialità dalla XEROX  perché MOLTISSIME invenzioni non erano  in linea con il famigerato core-business aziendale o con il fantomatico Business Plan. Tanto più che in quegli anni la XEROX faceva soldi a palate con tassi di crescita a doppia cifra.  Dal 2002 è stato reso indipendente dalla casa Madre. Le sue scoperte furono sfruttate da molte aziende. La più Famosa di queste è senz’altro quella resa esplicita da Steve Jobs. Questi intuì le potenzialità della  interfaccia grafica e BITMAP, la GUI,  che ancora oggi è a fondamento di tutti gli schermi dei Pc.

Lo stesso Jobs ebbe a dire una volta visionato il potenziale delle invenzioni della PARC:

siete seduti su una miniera d’oro,

non posso  credere che la XEROX non ne stia approfittando”.

Segno che vale sempre il tema del post:  CHI INVENTA UN PRODOTTO STRA-ORDINARIO SPESSO LASCIA IL POSTO A CHI SA COMMERCIALIZZARLO .  

Per non parlare del fatto che la PARC ben prima di molte altre impresa aveva intrapreso la strada del personal Computer, che non portò avanti. Alan Kay, all’epoca l’ingegnere di punta della PARC  aveva come proprio motto:

“il modo migliore di prevedere il futuro è

INVENTARSELO”.

Indovinate un po’ chi fece propria questa frase? Proprio Lui.

Kay già nel 1979 aveva  intuito una specie di IPAd, chiamato da lui DYNABOOK, a fianco l’immagine dell’epoca. Secondo voi Jobs appena vide il progetto cosa immaginò? e  lo ha sfruttato? Sappiate che l’I-phone è partito da un progetto di Tablet.

Inoltre alla PARC gli ingegneri  migliorarono il MOUSE e che se lo accaparrò per primo sempre la APPLE imponendo poi a tutti noi di utilizzarlo al posto della tastiera. (vi consiglio di veder il film su jOBS su NETFLIX dove parla proprio Kay  l’a.d. di PARC che incontrò Jobs e di come questi reagiva alle loro invenzioni,. Kay disse:” JOBS conosce il desiderio”  diversamente dai capi della XEROX) leggi qui l’importanza del desiderio per il marketing .

Ad onor del vero i capi XEROX entrarono nel capitale APPLE con 1 milione di euro, concesso da Jobs per poter vedere le innovazioni della PARC. Pochi anni dopo quel milione si trasformò in oltre 20 milioni, ma volete metter le opportunità perse? 

Il fatto clamoroso di non saper sfruttare la “ricerca” non programmata per creare nuovi BUSINESS.  Se a ciò aggiungiamo che la EXORX fece cedere alla HP una scoperta della PARC  rivoluzionare proprio nel core business. Cedette  parte della invenzione  sulla stampa laser alla HP. Tirate voi le conclusioni.  Insomma il PARC della Xerox ha sfornato continuamente prodotti Stra-ordinari (leggi qui ) e i CEO non hanno mai saputo sfruttarne la potenzialità. Immagino per due motivi interconnessi:

  1.  Profitti enormi con un vantaggio competitivo nel tempo ben difeso sulla MUCCA VIOLA aziendale LA STAMPANTE. .Il successo annebbia molto più dell’insuccesso.
  2. Focalizzazione sui piani aziendali, in particolare sul core business.
  3. Poca lungimiranza dei capi e poca propensione al rischio.
  • IL SECONDO ESEMPIO : 3M      leggi qui la storia

LA 3M sfrutta  e sollecita la libertà di fallire  dei propri dipendenti, pronti a coglierne le potenzialità in ogni settore si manifesti. Si consideri che la 3M produce circa 75 mila prodotti differenti. Nel corso della storia dell’Impresa si sono resi conto di quanto fosse dominata dal caso la ricerca e di quanto fosse importante lasciar libere le persone di tentare strade sconosciute che spesso portavano a sonori fallimenti.

MA…. SE ALMENO UN 10% DEI PROGETTI

RISULTANO VINCENTI

RIPAGANO AMPIAMENTE I FALLIMENTI. 

La ricerca  della 3M è molto meno strutturata,

più folle, più personalistica,

meno burocratica.

Le invenzioni che hanno reso profittecole questa impresa sono state date dal puro caso. Da strade NON CONVENZIONALI PERCORSE, anzi vengono ammesse e incoraggiate. 

La Mission (leggi  il significato di Mission QUI)  della 3M è:  

SCIENZA APPLICATA ALLA VITA. 

Per i primi 14 anni la 3M non guadagnò una lira dalla loro produzione,  prima dalla miniere poi da carta vetrata. Fino a quando quasi per sbaglio un dipendente si inventò per caso il nastro adesivo che ormai è chiamato come il nome del brand SCOTCH, potete leggere la storia che parte dal 1930 QUI.  A seguire si sono inventati sempre con lo stesso metodo MIGLIAIA di prodotti e aperto innumerevoli mercati, leggi post sullo  spirito jugaad. Nascono così i business nei più disparati comparti. Sia per il Business che per il consumo. Non si precludono la strada dietro a inutili Piano, Business Plane o Inossidabili Business Plan.  Come si dice nel libro a pag. 75: “la 3M è il sacrario delle invenzioni Casuali” .

Il Mantra (leggi QUI) Aziendale recita:

“Meglio chiedere il Perdono

che il Permesso“. 

Lasciano le persone LIBERE di sperimentare nuovi prodotti, spesso fallimentari, ma fa parte dell’organizzazione interna. L’atmosfera alla 3M è quella del Fare, provare, riprovare tentare il successo.

QUALE IL LORO SEGRETO ? il connubio di vari aspetti:

  1. budget enormi per la ricerca?
  2. gli addetti alla ricerca sono liberi almeno una volta  settimana per i loro progetti?
  3. il 30% dei prodotti 3M devono avere meno di 4 anni di vita
  4. Undicesimo Comandamento: “non uccidere una nuova idea prodotto senza averla testata prima”. L’onere di ucciderla spetta all’assassino, non all’inventore.
  5. divisioni autonome?
  6. leadership illuminata e forte?
  7. somme devolute in modo capillare, anche se poco, ma a tutti per tutti i progetti?
  8. Assunzione del personale idoneo alla libera ricerca? Di certo questa azienda attira i personaggi più bizzarri che desiderano creare i loro “sogni” imprenditoriali.

NESSUNA IN PARTICOLARE

E

TUTTE CONTEMPORANEAMENTE.

Secondo i capi della 3M, l’innovazione è più una questione Antropologica che tecnologica. Una questione di CULTURA. Ecco il punto.

La Cultura del Fallimento, del TRIAL AND ERROR  ,  è la base di ogni BUSINESS.

Se lavori in un ambiente che non ti fa pesare la sconfitta o il fallimento, sarai stimolato a riprovare più facilmente.

 Viceversa se ad ogni sbaglio tutti ti additano come una nullità, la possibilità di trovare la forza di reagire e di ritentare sono assai scarse, anche se non impossibili, ma di certo per molti limitate. 

Purtroppo la cultura italiana è esattamente all’opposto di quella della 3M e per certi versi vicina a quella della XEROX, anche se capaci di ricerca e di invenzioni, non sappiamo utilizzarla e sfruttarla per aprire nuovi mercati, forse perché focalizzati sul passato troppo ricchi per rischiare strade nuove e incerte.

Noi di ITALIAN BUSINESS DESIGN siamo nati proprio per spronare le persone di buona volontà a mettere in pratica  i loro sogni imprenditoriali realizzando il proprio BUSINESS.

Consapevoli che gli ERRORI e i FALLIMENTI 

SI TRASFORMANO IN SFOLGORANTI SUCCESSI. 

Per questo abbiamo scritto il nostro primo E-BOOK CHE potete acquistare QUI Sia su Amazon che Itunes. DAL TITOLO.

 I Principi di Business Design. Come Aprire il tuo Mercato.

Imitare Icaro, con coraggio.

ICARO CHE CADE NEL TENTATIVO DI RAGGIUNGERE IL SOLE.

C’è poco da fare, se  si pensa che non si hanno idee e se si pensa di aver già detto tutto o fatto tutto, un muro ci si para davanti.

Il muro della inedia e della volontà piegata dalla rinuncia e magari contornata dalla paura di dire o fare cretinate.

RISULTATO : CI ARRENDIAMO

Quante volte ci siamo arresi di fronte alla svogliatezza, alla piattezza della giornata e alla noia che ci circonda.
Spesso la scusa che si accampa è quella dell’ambiente che ci circonda, così poco stimolante, specie per chi come me abita  in provincia ove  gli stimoli sono  assai modesti.

Occorre però  rifletter sul seguente questo:

siamo proprio sicuri che vivere in una realtà stimolante

ci darebbe quella spinta in più che in provincia non troviamo?

O troveremmo altre scuse per evitare di affrontare il muro del non fare.
Sono sicuro che le scuse le troveremmo sicuramente e pure tante di più.
Invece dobbiamo sforzarci di esprimerci, di  rischiare, di dire e fare cavolate, stupidaggini, sempre con il massimo rispetto nostro e degli altri.
Chissenefrega se alcuni leggeranno e diranno e criticheranno o i più  lo ignoreranno.

Importante che noi si esprima la nostra arte,

SEMPRE

anche se  al momento è minima,

ma sempre Nostra arte è.

Ecco allo stesso modo è per il marketing, la cui etimologia stessa, dall’inglese ci invita a FARE IL MERCATO, aprirne uno tutto nostro.
Mettiamo alla prova  anche la minima idea pensiero che ci balena in testa.

E’ il concetto di cui abbiamo parlato in precedenza dello JUGAAD, See il post :  Jugaad MAKER

FARE DI Più CON MENO , Il principio della frugalità,

basta avere solo CORAGGIO DI PRENDERLE … IN FACCIA.

Non stiamo  li a crogiolarci e a dire:
“Mamma mia che stupidata banale “.
Non prendiamo  la scusa : appena avrò una idea eccellente la farò ?
Vi assicuro che la famosa IDEA DELLA VITA  non arriverà mai.
Anche la più banale delle idee, sarà vostra e sarà unica e
Se banale Fallirà e questo fallimento è una grande , grandissima opportunità,
Se non ci lasceremo schiacciare dal giudizio dei soliti inutili criticoni dobbiamo andare avanti e scartare questa idea in quanto non ha funzionato.

Un grande inventore americano diceva: ogni invenzione che fallisce è solo una strada chiusa e che ci permette di percorrerne altre.

Insomma coraggio :

siamo  artisti

SIAMO creativi

facciamo arte creativa

anche minima

e

magari Falliamo. 

ma adoperiamoci a realizzare le vostre idee artistiche in qualunque campo, non aspettiamo il momento
Il momento è già passato.

Insomma dobbiamo imitare il PRODE E FOLLE ICARO, arrischiamo di bruciarci, arrischiamo di sfiorare l’acqua e  che ci appesantisce di cadere,  ma  evitiamo di vivacchiare in mezzo.

ICARO SIA IL NOSTRO MODELLO, 

E PER CHI COME ME è CRISTIANO, 

CRISTO STESSO CI HA INSEGNATO AD OSARE PER IL BENE DI TUTTI GLI ALTRI. 

Se volete una Spinta chiamatemi ve la do volentieri e magari anche voi la date a me ogni confronto è sempre una forma d’arte creativa.

: tel. 393 5561322

o scrivetemi : 

le idee forti pandemiche con+credibili 2/3

         +       

Comunicare  e diffondere le nostre idee è una delle cose più difficili in assoluto. Il secondo post sulle IDEE FORTI che si diffondo, secondo il bellissimo libro dei fratelli Dan è dedicato ad altri due principi basilari che facilitano la trasmissione delle idee.

I due principi in questione sono molto basilari e scontati per certi versi, tuttavia sembra che abbiamo una certa difficoltà a perseguirli.

Parliamo delle IDEE FORTI che sono tali in quanto:

  1. CONCRETE 
  2. CREDIBILI 

1 + 2 = FUSE INSIEME

 CON+CREDIBILI

1- CONCRETE

Viviamo e comunichiamo in modo schizofrenico. La nostra capacità di comprensione e di assimilazione nuove idee si basa principalmente sul dato CONCRETO, comprendiamo subito e meglio solo ciò che possiamo toccare con mano, tuttavia per spiegare, comunicare agli altri  utilizziamo l’astrazione, ci distacchiamo dalla realtà concreta.

Forse l’astrazione ci arreca vantaggi di autostima, del tipo guarda quando volo alto, ma questo impedisce agli altri di seguire i nostri voli.

Forse il nostro obiettivo di comunicare non è quello di condividere ma semmai di mettere un ostacolo tra noi e gli altri. Una sorta di vanità inconscia.

Forse ci dimentichiamo che gli altri non sanno ciò che sappiamo noi, oppure che gli altri non hanno fatto il nostro stesso percorso esperienziale e diamo per scontato cose che invece non sanno. Un’altra manifestazione della maledizione della conoscenza (cfr post precedente).

Invece si necessità  fare uno sforzo di umiltà, rendere CONCRETO E TANGIBILE la nostra IDEA, in modo che gli altri la possano comprendere con facilità e magari adottarla e diffonderla  a sua volta.

Facciamo un esempio CONCRETO- Spesso capita nella compravendita trovare un venditore che parla un linguaggio tecnico, tipico è il venditore di auto (specie quelli dalla BMW a me tanto cari): ad es. un conto parlare di cavalli motore altro dire tale motore le consente di percorrere con 1 lt 16  km in un percorso collinare come le Marche.

I cavalli Motori NON SO COSA SIANO

I KM con un litro SO COSA SONO.

Alcuni Piccoli Consigli per essere concreti:

  •  Sfruttate il Contesto : il luogo ove vendete, lo spazio in cui vivete, in modo che le persone possano capire concretamente ciò che dite
  • La memoria è composta da tanti ricordi che possono e devono esser sfruttati. Immaginate che tali ricordi siano come il VELCRO.  Ecco per render concreta una IDEA individuate il ricordo nella memoria e fate in MODO CHE SI APPICCHI A UN RICORDO COME AL VELCRO.
  • Siate Trasparenti ovvero NON NASCONDETE informazioni, evitate linguaggi che siano troppo distanti dalla comprensione delle persone. Senza Paura di essere semplicisti, fate capire tutto a tutti.
  • NON USATE TERMINI ASTRATTI per comunicare la vostra idea. Il più abusato: LA QUALITA’. Un termine che non dice assolutamente NULLA e che non indirizza per nulla la nostra decisione. Ci mancherebbe altro che l’idea non sia di qualità. Dite piuttosto concretamente cosa intendete per qualità. Immagino che qui caschi l’asino. Se trovate difficile spiegarlo avete un serio problema di concretezza.
  • Corollario al punto precedente: NON USATE TERMINI ASTRUSI TECNICI SE NON PARLATE A TECNICI.  Il 99,99% delle persone non sa niente dei termini tecnici e allora NON LI USATE.

Insomma il nostro cervello lavora principalmente sul concreto poi semmai si sforza di penetrare l’astratto, ma solo in un secondo livello e momento. Pertanto per comunicare un idea e farla diventare forte occorre il massimo della CONCRETEZZA, solo in questo modo si possono condividere le IDEE e solo se condivise e a loro volta trasmesse possono essere considerate FORTI e Pandemiche.

2- CREDIBILI

La credibilità chi la Dà.  Specie alla idee innovative chi O cosa  le  rende credibili? Difficile a dirsi. Sicuramente occorre Tempo per essere credibili in quanto la credibilità impone  la verficabilità.

Si rende fiducia a una idea, si crede a quella idea, tuttavia occorre che mantenga le promesse che mi hanno spinto a darle fiducia.

Spesso si ricorre a una autorità, riconosciuta tale, che mette il suo peso e renda credibile una idea, ecco l’ampio uso nelle pubblicità di volti noti ai quali diamo fiducia e che trasmettono credibilità al prodotto che promuovono. Pensiamo anche al caso clamoroso di Giovanni Rana per i suoi tortellini.

Altre volte si pensa che siano i premi di qualche concorso a rendere credibile una idea. In Italia poi ci sono concorsi a iosa. Specie nel campo delle Start-up.  Premi alla miglior start-up dell’anno, del mese del giorno. Ecc. Ecc. Poi però non ho mai capito se queste imprese rimangono sul mercato oppure chiudono. Per quanto mi riguarda conta solo IL MERCATO non I PREMI. E là la credibilità è meno scontata.

Altre volte si pensa che la credibilità la diano le SIGLE di determinati concetti astratti, tipico del mercato FOOD & WINE. Termini come IGP. DOC. DOCG, ecc. ecc. Ma che diavolerie sono? che significano? Perchè dovrei fidarmi? chi ha dato queste sigle? perchè? ma chi ha tempo di saperlo?

Avete mai visto una sigla simile su una bottiglia di ChampagnE?  Immagino di NO. Champagne è una regione precisa del centro sud della Francia dove un consorzio stabilisce chi produce Champagne e chi non può avvalersi del nome. Basta ciò!!  Dalla metà dell’800 l’ebbrezza del Nome OMEN Champagne dice tutto e di più. Vuoi mettere rispetto allo Spumante DOC?

Le sigle inventate NON DANNO CREDIBILITA’ MA fanno solo incavolare, perchè non MI FIDO DI CARROZZONI PARA-STATALI CHE METTONO SIGLE AL CIBO O AL VINO.

In particolare la credibilità la diamo a quei prodotti che ci sono presentati da chi conosciamo e ci fidiamo. La fiducia risposta in una persona si trasferisce all’IDEA. Lo so è semplicistico ma se ci pensiamo bene è così.  Ci fidiamo solo di alcune persone e loro sono credibili. Le possiamo verificare sempre, chiedere dettagli, e semmai insultarlo se ci hanno dato un consiglio che non si è rivelato all’altezza.

Tuttavia siamo positivi e pensiamo che data la vicinanza l’altro non ci venda una IDEA che non sia all’altezza della sua credibilità, o per lo meno lo fa in buona fede e caso lo perdoniamo e offriamo a lui la nostra esperienza negativa che lede la credibilità.

Si conferma ancora una volta l’importanza del Buzz Marketing per imporre una IDEA. La credibilità passa per forza dalle cerchie che ci sono più o meno vicine. Di conseguenza il Tempo rende credibile una IDEA, solo un costante lavoro di trasmissione della IDEA attraverso le varie esperienze delle persone rende una IDEA credibile e Pandemica.

In sostanza le IDEE FORTI SI DIFFONDONO MOLTO MA MOLTO MEGLIO SE POSSIEDONO LE CARATTERISTICHE DELLA CONCRETEZZA E DELLA CREDIBILITA’ in una parola se sono

CONCREDBILI

 

6 principi per IDEE PANDEMICHE 1/3

Rileggendo in questi giorni il bellissimo libro dei Pros.ri Heat, mi accorgo di quanto nella loro semplicità, molto americana siano profondi e attuali. E pensate che sulla base del loro Best Book : iDEE FORTI l’Università americana offre un corso specifico per lo sviluppo creativo per la diffusione di IDEE.

IN ITALIA NON SUCCEDERA’ MAI.

(ma accetto volentieri smentite).

Il libro analizza tutta una serie di IDEE che si sono diffuse, come dico io in modo PANDEMICO. Estrapola da questa analisi 6  Principi che si ritrovano in maniera costante nella IDEE che si sono diffuse.

I PRINCIPI PER RENDERE UNA IDEA PANDEMICA SONO:

  1.  SEMPLICE

  2. INASPETTATA

  3. CONCRETA

  4. CREDIBILI

  5. EMOZIONANTI

  6. RACCONTATE

I sei Principi  producono i seguenti effetti:

  1. Comprensibile a tutti

  2. CATTURA L’ATTENZIONE

  3. CAPIRE E RICORDARE

  4. CONCORDABILI

  5. FARSI CARICO

  6. LE STORE SPINGONO ALL’AZIONE

Ecco penso sia il caso di approfondire il tema magari con un paio di post almeno, in modo da stimolare gli start-upper o chi è già un imprenditore a render forte e sempre più la loro IDEA PANDEMICA verso il successo.

1- LA SEMPLICITA’

Quante volte mi arrabbio con i produttori per istruzioni inutilmente complicati e cervollotici. Anche nei negozi mi capita di NON CAPIRE le scritte e allora sai che c’è rinuncio. Per non parlare poi delle comunicazioni aziendali, ma per chi le fanno? tanto per farle? Insomma il primo principio che rende una IDEA FORTE è la SEMPLICITA’. 

Il principale Nemico è :LA MALEDIZIONE DELLA CONOSCENZA.

Questa iattura   impedisce di IMMEDESIMARCI  nella persona che dovrebbe capire e comperare il nostro prodotto e adottarlo, diamo per scontato che tutti sappiano ciò che sappiamo noi. MA NON è MAI COSì. ANZI. Gli altri non sanno ciò che sappiamo noi. 

La maledizione della conoscenza si combatte con la massima umiltà, ricordarsi di come eravamo noi prima di realizzare la nostra idea, il nostro prodotto. Comunicate l’idea o prodotto come se noi stessi non sappiamo nulla dell’IDEA stessa .

Le persone esigono e meritano rispetto allora imponete la MASSIMA SEMPLICITA‘ alla vostra idea, mettetevi nei loro panni. Sia che gestiate un Bar, un Negozio o che siate una start-up di sofisticati programmi. Solo il principio della SEMPLICITà vi permetterà di rafforzare la vostra idea. Mi ricorda molto il Jugaad pensiero sul Meno è più. https://pandemiapolitica.com/category/jugaad/

Allo stesso scopo serve ripassare il post del CLAIM per le imprese. Questo è un modo semplice e diretto per trasmettere al team aziendale i giusti input della nostra Mission. Semplice diretto e facile da ricordare, si spera che sia assimilato in modo da essere condiviso. https://pandemiapolitica.com/category/mantra-claim/

 2- Inaspettate

Aspetto  dolente delle idee è che spesso non si non si fanno notare, non attirano la giusta e dovuta attenzione, per questo occorre che si presentino in modo INASPETTATO. La Sorpresa permette alle idee di attirare l’attenzione, primo necessario passo per poter contagiare pandemicamente. Certo non è sufficiente, ma senza questo primo aspetto non si può pensare di diffondere la nostra idea.

La sorpresa si palesa quando le cose che ci sono davanti NON SONO PREVEDIBILI.

Ogni qualvolta ci colpisce qualche cosa è perché NON RIENTRA negli schemi che abbiamo in testa e che ci permettono di risparmiare energia celebrale. Come se stessimo dormendo quando le cose attorno sono sempre le solite, ma se all’improvviso qualche cosa non torna, ecco che scateniamo il nostro sistema 2 e la sorpresa della novità ci cattura completamente. leggi il post segante http://wp.me/p30IzY-mf

Quindi per sorprendere occorre  rompere gli schemi consolidati e previsti dalle persone. Più ci riusciamo più otteniamo attenzione. Bello l’Ossimoro riportato nel libro PIANIFICARE L’INASPETTATO.

Ovvero fate sempre in modo che le vostre idee siano una SORPRESA PER TUTTI, il prof. Godin direbbe : fate in modo di essere un MUCCA VIOLA, non la classica bianca, nera , marrone, ma VIOLA. Vi girereste a guardare un mucca viola ? ecco questo rende sicuramente una idea o un prodotto attraente e interessante, ma solo per l’inizio, poi occorrerà mantenere l’interesse e l’attrattività nel tempo.

Tre sono gli aspetti su cui possiamo lavorare per rendere inaspettate le nostre idee.

  1. LOTTATE CONTRO L’INTUITO che prevede tutto: cercate in ogni modo di sviare l’intuito delle persone
  2. CURIOSITA’ :  quando le persone avvertono una lacuna nella loro conoscenza, se riempite tale vuoto allora si che l’inaspettato si scatena
  3. COME UN ROMANZO GIALLO: la tipica ragnatela di un romanzo giallo evidenzia l’inaspettato. Esercitate il vostro prodotto ad essere scoperto solo….alla fine come colui che ha compiuto il delitto e l’inaspettato colpirà sicuramente.

 

conclusione : i primi due principi appena esaminati rendono LE IDEE FORTI, in quanto riescono a catturare l’ATTENZIONE DELLE PERSONE. Ecco il primo scopo di ogni IDEA, far si che le persone se ne accorgano. Poi occorreranno altri principi e altre tecniche di Marketing per far MANTENERE L’ATTENZIONE e SPINGERE ALL’AZIONE.

Spero di essere STATO COERENTE con le mie parole, noi Prof. spesso siamo MALEDETTI DALLA CONOSCENZA. Se così fosse per favore ESORCIZZATEMI E DITEMELO: