L’acceleratore di Start-up in Italia e il marketing pandemico di italian business design

Estraggo dal sito Start-up Italia un dei 5 video da loro proposti per condividere le esperienze di chi lavora accanto o dentro le Start-up. Ciccando al link qui le potete vedere, qui intendo commentare con voi quello che ritengo il video maggiormente significativo  ed interessante anche per proseguire il discorso del mio ultimo post: leggi qui

Mi è sembrato molto interessante ascoltare una persona che opera a stretto contatto con il modo delle start-up dal di dentro, essendo stato nel passato un imprenditore che ha avuto dapprima un clamoroso successo, poi invece nella seconda esperienza piena di premi ha avuto un altrettanto clamoroso fallimento. Potete ascoltare le sue parole cliccando sul video in alto. Sotto riporto ampi brani e li commento per metter in evidenza le principali carenze degli startupper e cosa può fare per aiutarli a superare le criticità iniziali grazie

e ad

 Augusto Coppola

di Luiss EnLabs 

Coppola Augusto  è uno che di startup ne ha fatte un paio, anche con una exit clamorosa, e poi è passato dall’altro lato della barricata. Ogni minuto di questa intervista è oro colato. La doppia esperienza (da startupper e investitore) consente ad Augusto di avere un punto di vista unico sull’ecosistema startup in generale e sul panorama italiano nello specifico.

Estraggo alcune frasi significative sulle quali poter rifletter

come al solito i miei commenti in viola:

(scusate eventuali strafalcioni sono miei, consiglio vivamente di ascoltare  il video.)

Differenza tra

  • INCUBATORE : Fase prima della acceleratore per veder se tutto  funziona e farlo funzionare.
  • ACCELLERATORE: qui si arriva con un prototipo, un investimento, un team, una idea di mercato, almeno grande e che cresca,  Noi non vogliamo Business PlaN o Business Model ma un minimo di Mercato.

OBIETTIVO Acceleratore: in 5 mesi dal prototipo alla fase di fatturazione ovvero incassare.

Inoltre l’acceleratore offre alle start-up:

  •  il know-how, di conoscenze e tutto quello che serve per aprire un mercato e  un supporto per semplificare al massimo accesso ai capitali. Oltre 9 su dieci fanno found rising con investitori privati al termine del programma di acceleratore.

A che punto deve essere validato il business?

  • Basta il prototipo FUNZIONANTE, ma più avanti si  è meglio è.  almeno provato e valido da essere adottato. Business acceleratori è investire su qualche cosa che funziona.

Ecco la peculiare  specialità dell’Antropologo di Impresa:

  • sperimentare il prototipo e far  si che sia UNA MUCCA VIOLA O DIVENTI UNA MUCCA VIOLA LEGGI Qui
  • Fare  la Ricerca per valutare eventuali concorrenti presenti o futuri ed una iniziale valutazione del mercato potenziale  il così detto POSIZIONAMENTO 
  • VALUE INNOVATION

 Proprio per evitare i classici ed endemici difetti di coloro che si propone come startupper in base alla esperienza riportata  dal sig. Coppola a seguire: 

Quali sono le caratteristiche per la selezione dei progetti? 

Varie, ma in primis bisogna dire che  la qualità delle application sta aumentando, un 50% oggi sono di qualità rispetto a prima.

Spesso ci offrono application simili a quelli esistenti  : es. di Facebook re-innovato e ri-pensato cento volte. Copy cat, dei Copy-cat dei Copy-cat dei Copy-Cat. (  conoscendo l’imprenditore italiano credo sia molto ma molto tipico la omologazione delle proposte , basta guardarsi in giro)

Molte persone imprenditori 

non hanno  la minima idea

di cosa sia fare start-up o impresa.

Oppure non ci interessano a cause di nostre politiche interne, tipo cose di cui abbiamo in portafoglio, cose che ci piacciono ma che non sappiamo come non aiutare a crescere, difficile dare le domande e creare le relazioni.  

Un sacco di proposte interessanti ma che pensate su mercati troppo piccoli, quello è il mercato che si riesce a far, molto ma molto comune. 

MOLTI SBAGLIANO

LA VALUTAZIONE DEL MERCATO.

Noi di Italian Business Design Aiutiamo proprio in questo, a sviluppare il Business in modo che il Mercato sia ampio profittevole e in crescita. Il MERCATO in Italia è considerato IL MALE ASSOLUTO, come se ci fosse una regia dietro capace di dare glorie e di impartire dolori. Purtroppo non  è così!! il MERCATO è impersonale di suo, sono la condizione tipica dei paesi LIBERALI, cosa che in Italia difficile da far capire.  Migliaia di singole persone che indipendentemente le une dalle altre stabiliscono il successo di un prodotto o il suo fallimento. Altro che gli stupidi ed inutili premi dati da menti illuminate a Start-up, pensando di stabilire a-priori il successo. Pia illusione Ideologica sinistrorsa.

Il MERCATO è LIBERTA’ ASSOLUTA

DELLE SINGOLE PERSONE DI SCEGLIERE

Ciò CHE LORO DESIDERANO!!!! 

Secondo il Sig. Coppola per le start-up 

IL TEAM è FONDAMENTALE

AFFERMA CHIARAMENTE CHE :

Non investiamo su team mono-personali, o senza la parte tecnica,

 Il Team conta tantissimo,

3 quarti delle domande da fare allo startupper

vertono sul team.

L’antropologo d’IMPRESA

DEVE far PARTE DEL TEAM!!!

Sposa un progetto di una start-up , seleziona le persone giuste, le competenze giuste per poter far decollare il business, valuta il prodotto stra-ordinario, lo testa e apre il mercato.

Coloro che lavorano negli Acceleratori hanno la peculiarità di 

PENSARE PER NUMERI

e PER FATTI

NON SULLE OPINIONI

Aspetto spesso dimenticato dagli startupper, I NUMERI I DATI, Occorre saperli analizzare, ricercare e valutarli. Questo spesso non piace ai sognatori, ma senza numeri e dati si fa filosofia non IMPRESA e vi assicura è MOLTO Più FACILE ESSERE FILOSOFI CHE IMPRENDITORI.

Fondamentale è Saper fare domande all’imprenditore 

NOI VI PREPARIAMO A SAPER RISPONDERE A QUESTE DOMANDE 

Sviluppiamo Connessioni dice il sig. Coppola.

NOI INVESTIAMO IN IMPRENDITORI.

Situazione Italiana :

in ITALIA circa 15 milioni in start up, in europa centinaia di milioni.

Credibilità Media Italiana è pari a ZERO.

ascoltate suo aneddoto con questa conclusione 

MI SPIACE INVESTIAMO IN START-UP EUROPEE”.

Esempio internazionale: RUANDA è stato cambiato della START-UP !!!!!!!! 

In EUROPA c’è uno sforzo verso la omogenizzazione

Interessante frase detta dal sig. Coppola:

  • Dove c’è concorrenza il MERCATO detta le REGOLE
  • Dove NON c’è concorrenza il Mercato detta le Regole Comunque.

 

 TRE SPLENDIDI CONSIGLI DEL SIG. COPPOLA CHE SPOSIAMO IN PIENO:

  1. 1- CONFRONTATEVI CON I FATTI E I DATI: un modello in testa di come funziona il mondo che sia chiaro e certezza che NON sei DIO. Cerca la verifica che TU HAI TORTO , solo così ti accorgi se il tuo modello funzioni
  2. 2- DISCIPLINA: si fa Start-up se si ha una disciplina Pazzesca, fare le cose che vanno fatti, quando fatte, se ci piace oppure no. Disciplina non è passione, STATE FACENDO IMPRESA, significa tante altre cose oltre la tua passione, aprire un MERCATO, selezionare persone giuste. Studiare sempre il mercato , la ricerca e molto molto faticoso.
  3. 3- Imparate a presentare in poco tempo ciò che fate. Nei primi 12 mesi il lavoro consiste dell’essenza del vostro progetto. Cosa fai nei 12 mesi? Perché comprano da te? Come li convinci? Insomma come apri un mercato.?

L’ANTROPOLOGO D’IMPRESA E ITALIAN BUSINESS DESIGN  vi aiuta a seguire in modo efficace ed officine i 3 consigli

  1. Si verifica e si ricerca si testa il prototipo o  il modello proposto in modo da verificarne la capacita di aprire un MERCATO, ovvero se è una MUCCA VIOLA e che sia in grado di attirare le persone giuste che possano diffondere il contagio pandemico il più in fretta possibile. leggi qui
  2. Vi aiutiamo ad essere imprenditori ed a completare il TEAM necessario per aprire un mercato. vedi il video
  3. La comunicazione necessita di competenze così come le risposte alle domande che verranno fatte. Noi di Italian Business Design sappiamo come aiutarti a presentare il business alle persone giuste ed interessate, il MARKETING PANDEMICO  è la capacità di saper aprire un mercato e che sia profittevole nel lungo periodo leggi qui

Insomma per il bene della nostra amata Patria se avete una idea da Star-up NOI siamo il vostro complementare TEAM.

 

 

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Il Marketing Pandemico per oceani blu pieni di mucche viola.

Di recente due miei amici, entrambi ingegneri, un dirigente di un importante azienda digitale ed un imprenditore nel campo delle energie rinnovabili, mi hanno consigliato, separatamente ma concordemente, la lettura di questo libro di Marketing che sto per presentarvi.

Si sono meravigliati che io non lo conoscessi, dato che risulta uno dei testi più diffusi al mondo sulla materia. A dire il vero, mi sono sorpreso anche io di non averlo letto né giammai incontrato nelle bibliografie dei miei autori preferiti di Marketing. Data la mia curiosità inappagata e la mia proverbiale tirchieria ho chiesto a uno di loro di prestarmelo. L’ho letto in un baleno e devo dire ho capito parecchie cose.

Innanzitutto è un bellissimo ed interessantissimo libro. I due autori, Chan Kim e R. Mauborgne, sono degli autorevoli professori di Business Management e  ricercati e pagati profumatamente per i loro Master. Inoltre il Libro è scritto più per esperti del settore economico tipo dirigenti, manager o  ingegneri, ecco spiegato perché piacque  tanto ai miei due amici ingegneri.

Pubblicato nel 2005, risulta essere contemporaneo al mio Libro preferito di Marketing: La Mucca Viola, di Seth Godin uscito circa nel 2004 che in questo Blog ha un assoluto e preminente posto d’onore leggi qui.

Strano che gli autori delle Strategie dell’oceano Blu non venga citato in bibliografia. Comunque sta di fatto che entrambi SOSTANZIALMENTE affermano la stessa cosa con due approcci diversi ed anche alcune peculiarità interessanti che possono e debbono  essere sfruttate in modo complementare.

Vediamo se riesco a mixare il tutto in modo semplice e comprensibile. Partiamo dal conoscere cosa significa realizzare una Strategia per ottenere un Oceano Blu.

  • OCEANO BLU  scovare e inventare mercati  che OGGI NON ESISTONO quindi CREARE una DOMANDA  NUOVA per una crescita REDDITIZIA.
  • OCEANO ROSSO : MERCATO con una  DOMANDA già CREATA e presente  ove si COMPETE IN MANIERA FORTE CERCANDO DI RUBARSI I CLIENTI A VICENDA CON LE SOLITE TECNICHE DI MARKETING.

Per chi segue le mie lezioni o i miei post è evidente l’assonanza tra l’OCEANO BLU e la creazione di un PRODOTTO STRA-ORDINARIO che solitamente chiamiamo un prodotto MUCCA VIOLA  Leggi QUI .

Il Marketing Pandemico  apre il MERCATO con il Motto L’OFFERTA CHE CREA LA TUA DOMANDA ,  grazie  due colonne PORTANTI :

  1. Creare un Prodotto Stra-ordinairio – Mucca Viola 

  2. Comunicare il Contagio Pandemico del Prodotto leggi qui

Abbiamo creato una pagina  con alcuni Esempi di imprenditori  che hanno realizzato prodotto Straordinari e Contagiato Pandemicamente aprendo così il loro Mercato e Scovato il loro Oceani Blu leggi la pagina apposita.

Personaggi come MICHELE FERRERO, ENRICO PIAGGIO qui, FIORUCCI qui, ( per rimanere ai soli italiani)  hanno cercato con il loro prodotto straordinario, una mucca viola appunto, e trovato un Oceano Blu in cui nuotare e far prosperare la loro impresa.

Pertanto di base direi che il Marketing Pandemico e la strategia Oceano Blu perseguono le stesse finalità. Tuttavia la Strategia OCEANO blu si basa su una  unica  GRANDE COLONNA PORTANTE:  INNOVAZIONE DI VALORE. 

VALUE INNOVATION

L'innovazione di valore pone la medesima  enfasi sul valore e sulla innovazione. La ricerca di valore , quando manca l'innovazione, tende a focalizzarsi sulla creazione di valore su scala incrementale, un'attività che accresce il valore, ma non è sufficiente a distinguere un'azienda dai concorrenti del mercato. La ricerca della innovazione, quando manca il valore, si risolve in uno sforzo unicamente tecnologico oppure in un approccio commerciale pionieristico, o anche solo futuristico..  pag. 14

Gli autori evidenziano il fatto che hanno accertato su casi di imprese degli ultimi  100 anni, che l’impresa ha successo nel trovare un loro Oceano Blu quando riesce ad UNIRE :

INNOVAZIONE  E UTILITA’

VOCI DI COSTO  E  PREZZO

=

VALUE INNOVATION 

"così facendo l'innovazione viene legata strettamente al valore. Altrimenti anche i più grandi innovatori tecnologici e i pionieri del mercato finiscono per seminare ciò che potrà essere raccolto da altri.......chi cerca di dar vita a un oceano blu persegue allo stesso tempo l'obiettivo della differenziazione e quello del contenimento dei costi. " pag. 15

Realizzare un prodotto   Stra-ordinario  non è sufficiente per scovare un oceano Blu, è anche necessario che si traduca in una seria innovazione di processo che permetta ai costi di abbattersi in modo che il prodotto possa essere attraente per le tasche di quanti più persone possibili il più presto possibile. Di sicura la Value Innovation aiuta il contagio nel suo aspetto di base del Valore Pratico leggi qui

In pratica i professori ci riportano con i piedi per terra dai meravigliosi voli pindarici di Godin e bisogna ammettere che effettivamente se il Prodotto Stra-ordinario non si traduce  in una innovazione di processo e di prodotto capace di accaparrarsi prima possibile quante più persone giuste possibili, il prodotto rimane una semplice innovazione fine a se stessa e non si scatena i primi contagi.

Un aspetto che abbiamo trattato anche nel nostro e-book quando si parla di prezzi e costi, qui in special modo quando parliamo dell’importante tattica di Marketing del prezzo leggi qui.

Grazie a questo libro ho compreso che alone le colonne portante del Marketing Pandemico sono aumentate da due a tre.  Occorre infatti considerare la VALUE INNOVATION come la terza colonna che concorre ad aprire un mercato e scovare un oceano Blu.

  1. Creare un Prodotto Mucca Viola

  2. Value Innovation
  3. Comunicare il Contagio Pandemico del Prodotto

Il Valore Pratico di un bene è spesso legato al prezzo.

Il Valore Pratico è uno dei principali agenti scatenanti il contagio pandemico del prodotto, capace così di aprire un MERCATO da Oceano BLU.

Dunque  occorre tenere in considerazione  le  strategie Oceano Blu che sappiano legare il ProdottO Stra-ordinario alla VALUE INNOVATION,  tramite struttura dei costi, al break event point ed anche alla elasticità della domanda in base al prezzo, alla utilità.

Da leggere i bellissimi esempi riportati  nel libro Strategia Oceano Blu nell’appendice A.

Secondo Me, per alcuni aspetti il libro appare datato, in particolare per quelli  legati ai recenti sviluppi del Marketing Pandemico nella Comunicazione Aziendale.  Inoltre a me sembra che sia stato scritto principalmente per chi lavora già in una impresa, piuttosto che per coloro che partono da “zero”.

Tuttavia la colonna portante della VALUE INNOVATION   va assolutamente tenuta da conto nel realizzare la Mission qui delle Imprese per scovare un MERCATO CHE SIA un OCEANO BLU. 

 

Il Mito dello Scooter Vespa grazie al Marketing Pandemico della Piaggio. Parte 3

La Storia Ufficiale che potete trovare ovunque nel Web ed in special modo nel sito ufficiale del museo storico della Piaggio, racconta poco o nulla di come la VESPA aprì il proprio mercato dal marzo  1946 con la VESPA98. Invece a noi di ITALIAN BUSINESS DESIGN, QUI  INTERESSA assai sapere come un prodotto stra-ordinario leggi qui riesca ad imporsi superando i primi ostacoli che si sa sempre i più duri.

ELENCO I FATTI

COMUNEMENTE DIFFUSI della 

PRIMA COMMERCIALIZZAZIONE

DELLA VESPA98 

  1. Offerta la Commercializzazione al Conte Parodi,concittadino sembra  di Enrico Piaggio, imprenditore della Moto Guzzi, il quale sembra assai stizzosamente, da motociclista,  declinò l’invito. Se posso aggiungere, secondo me non lo convinceva neanche il piano imprenditoriale, che  prevedeva di vendere il nuovo mezzo a meno di 70 mila. Cifra all’epoca allettante, dato che lo stipendio medio era tra le 10 e le 13 mila lire. Il punto di pareggio, leggi qui , per queste cifre infatti  risulterebbe quasi IRRAGGIUNGIBILE. Infatti vedremo poi cosa accadrà.
  2. Le prime rivendite della Vespa Furono quelle della Concessionaria Lancia, nota azienda torinese, che proprio in quei giorni lanciava la celebre  e rinnovata  1100.
  3. La famosa presentazione al GOLF Club di Roma con il pilota di moto Di Gennaro che la presenza anche ad  un Generale Usa.

    foto dell’evento nell’aprile del 1946che mostra personalmente il nuovo mezzo di trasporto.
  4. La S.A.R.P.I fu la società  creata dalla Piaggio per vendere la Vespa in tutta Italia.
  5. Il prezzo della Vespa98 fu all’inizio di circa 55-65  mila Lire.
  6. Il nome VESPA è circondato da un mito duro a morire. Secondo il quale Enrico Piaggio vedendo la “fusoliera” della Vespa98 disse che sembrava aver un vitino come un Imenottero alias una vespa.

Tutto  interessante,

peccato che

NON SIA ANDATA PROPRIO COSì?

Iniziamo dalla  fine. Il nome Vespa98 pensate era già stato utilizzato   PRIMA DEL 1945 dalla MV Agusta per una moto leggera ideata nel 1943. La denominazione era stata personalmente scelta dal conte Domenico Agusta, ispirato dal sottile e acuto ronzio prodotto dal piccolo propulsore a due tempi. Tuttavia Dopo le prime notizie della stampa, la MV Agusta ricevette la formale diffida all’uso della denominazione “Vespa”, da parte dei fratelli Balsamo che l’avevano depositata per il loro modello Miller Vespa del 1934. Conclusa la vertenza legale, i fratelli Balsamo alienarono la denominazione “Vespa” alla Piaggio che la utilizzo per il suo nuovo scooter. Sarebbe bello sapere quanto si fecero pagare i BALSAMO il brand che poi diventerà un Mito assoluto. Enrico Piaggio fu lungimirante ad acquistarlo poteva sceglierne uno libero da copyright invece ebbe fiuto a scegliere il nome vespa.

La Pulce nell’orecchio DI COME effettivamente si svolsero i primi passi per aprire un mercato , che come sanno tutti gli startupper sono di una difficoltà unica leggi qui, me l’ha messa il sig. Sciarpetti di Santa Maria degli Angeli. Il quale ha letto il  libro del  sig. Paolo Zanon, uno dei più completi, dal titolo:

VESPA 98

 

ecco link dove poterlo acquistare il libro.

Consultando il libro ci siamo imbattuti in una Fattura di APRILE 1947 per la consegna di un Vespa98 a Macerata, al sig. Federico Vitali, per la cifra di quasi 135 mila lire. Emessa dalla S.A.R.P.I. di Genova. Pertanto il Prezzo di 65 mila che tutti riportano come primo prezzo è una bufala. In realtà costava il doppio, e questo dà ragione al conte Parodi che evidentemente i conti li sapeva fare bene, anche se non poteva immaginare che comunque il successo clamoroso sarebbe prestissimo arrivato.

Facendo della ricerca mi sono imbattuto in questo Sito Vespa Magazine nella sezione dedicata alla storia ho scovato  una grafica  pubblicitaria del  30 marzo 1946 della Vespa98 , che potete vedere in alto come foto inizio post: 

E prima di questi passi – diciamo così “ufficiali” – ha già messo in piedi una parte della struttura che dovrà far conoscere agli Italiani il neonato veicolo. 
Il 30 marzo del 1946 appare questa inserzione pubblicitaria (vedi in alto) su alcuni quotidiani nazionali: questo modesto riquadro, che esce in fondo alla seconda e ultima pagina (ancora per un po’ i quotidiani saranno di un solo foglio e due facciate) racconta però una bella quantità di cose. 

 Una comunicazione aziendale sobria, specifica, che parla di cosa vuole essere la Vespa:

” Motoleggera Utilitaria Vespa”. 

Risulta la S.A.R.P.I. come rappresentante esclusivo della VENDITA per l’Italia ed un breve elenco dei primi rivenditori ufficiali che commentiamo sotto.

Infine ho trovato questo  estratto che potete consultare   QUI  di un interessante libro di Giorgio Sarti sulla Vespa, dal quale estraggo questo pezzo molto interessante ove si parla di una inserzione del 31 marzo del 1946:

. Sul «Corriere d'Informazione» di domenica 31 marzo 1946 apparve un piccolo avviso pubblicitario a due colonne, alto tre centimetri: 
«La S.p.A. Piaggio e C. presenta la moto leggera utilitaria Vespa. Cilindrata 98cm. Motore a due tempi. Cambio3 marce. Velocità max 60 Km. Consumo 1 litro 50 Km». 
Enrico Piaggio ha convocato per primo, a Pontedera, il concessionariodella Fiat di Milano,Osvaldo Ghizzoni, insieme ad  suo amico o socio o dipendente Tancredi di Giambattista  che in seguito rievoca: 
«Era inverno, a Viareggio sfilava il primo carnevale. Arrivo a Pontedera e la fabbrica è semidistrutta. Trovai Piaggio con una coperta militare sulle spalle. La Vespa non mi piacque. Mi mostrarono un prototipo. Mi sembrò un aborto. Un ingegnere, si chiamava Carbonero, mi invitò afare un giro, dentro l'officina. E di colpo cambiai opinione. Capii che era un veicolo geniale. E qui da noi, in via Sarpi a Milano, andò subito a ruba. La Vespa costituì davvero il primo miracolo all'italiana. Quanto costava? 98mila lire tutto compreso. Spero di non sbagliarmi. Si trattava di una bellasomma. Ma le nostre rate eranodi due, tremila lire al mese. Fu ungrande successo».

Se leggete il volantino in alto noterete che Ghizzoni appare tra i primi concessionari. Sembra che fu LUI a ideare e fondare la S.A.R.P.I. come acronimo coincidente con la via ove a Milano vendeva Fiat e Piaggio.

Vediamo ora di capire chi furono

 i primi  pionieri concessionari primi Piaggio:

  • ZONA EMILIA ROMAGNA: Concessionari LANCIA  Antolini Ossi Marco zona Bologna  e  Gelmini Alessio zona Parma. Questi e non altri  a quanto risulta furono i soli concessionari LANCIA ad iniziare la vendita della Vespa. Quindi non ci fu un accordo con la casa madre, ma solo con due di loro, anche se in una delle zone più storicamente più “motoristiche d’Italia.
  • Zona Lazio:  il Di Gennaro, noto campione di Moto. Egli organizzava infatti corse a Roma, ove fece esordire il mito CAU, pilota e acrobata Vespa, che ebbe una fama non da poco con le sue vittorie e sicuramente fu un grande strumento di MARKETING PANDEMICO.( leggi qui)     Sono sicuro che la partecipazione vittoriosa a queste corse, dedicate agli scooter o in competizione alle moto già allora famose ( leggi primo articolo ) corse contribuirono in modo determinano al successo e alla diffusione della Vespa. Tanto  che  già dal 1947 Piaggio fece Vespa  apposite per corse su strada e su pista con un team di piloti selezionati, tra cui appunto CAU denominati TeaM S.A.R.P.I.
  • Zona Torino la B.F.T, estratto dal libro di Zanon: 
Da non dimenticare che già il 27 e 28 marzo, a seguito della presentazione alla Mostra della Meccanica e Metallurgia di Torino di domenica 24 marzo, dove la Vespa era apparsa in anteprima, era stato pubblicato un trafiletto su un quotidiano torinese, La Nuova Stampa, che però ha solamente interesse regionale, con la sola citazione della B.F.T. come agente di vendita. 
  • Ho scovato un  sito di un certo D’ambrosi che nella storia dichiara di aver ereditato dal 1946 la concessionaria Piaggio dal Cavalleri, che all’epoca era un famoso Pilota di Moto il quale dopo la presentazione di cui parla Zanon divenne agente Piaggio. D’Ambrosi leggi qui tra l’altro faceva parte a quanto dice del team S.A.R.P.I. corse.
  • ho trovato su ebani questo logo della Piaggio per la ditta gelmini
  • Zona Liguria “La Moto”, concessionaria, sembra ancora oggi operante.
  • Zona Veneto Marsenigo Bastia Filippo, di cui non so assolutamente nulla.

Questi furono  concessionari ufficiali PIAGGIO PRIMA DELLA FIERA DI MILANO DI SETTEMBRE 1946. Notiamo come non ci siano concessori per la Toscana, o per lo meno io non ho trovati. Ci saranno stati? e per le atre regioni?

I primi 50 pezzi prodotti e venduti assai a fatica, lo riporta il Giorgio SARTI in maniera molto precisa, 48 venduti in mesi e gli ultimi due se li presero due ingegneri giusto per …. ultimare la vendita.

A Settembre 1946 a Milano  appare  un Personaggio UNICO che ho scovato via Web la cui concessionaria è ancora oggi operante leggi il Sito . Don Francesco Bardicchia da Lecce. Questi si vanta di essere la più antica concessionaria vespa Piaggio d’Italia. In questo articolo di un giornale leggi qui si  racconta che egli è stato ad aver convinto Piaggio ad andare avanti in quanto Enrico Piaggio era disperato per la scarsa apertura del mercato creato dalla vespa (sappiamo come lo Start-up sia difficilissimo leggi qui) .

Per la verità, come racconta lo stesso don Ciccio, Piaggio non aveva grandi disponibilità economiche per produrre la Vespa e i poco lungimiranti istituti di credito non vollero concedere fidi. Fu allora che Bardicchia, insieme ad altri otto imprenditori italiani, decisero di contribuire con un finanziamento, in cambio del quale ottennero le prime nove concessionarie di Vespe. Di quelle nove, a distanza di cinquantasei anni, resta solo la ditta leccese. Fu subito un successo, siglato da un carisma imprenditoriale unico. Era il dopoguerra. Nelle campagne del Salento, i contadini erano poveri. Ma Bardicchia riuscì a vendere un numero record di Vespe. 

L' Ape o la Vespa lui le guidava per tutta la campagna per mostrarle ai contadini. 
Sapeva fidarsi della sola parola dei suoi clienti.
 (altro che i concessionari i di oggi qui)

Sapeva aggirare anche l' ostacolo più duro, le mogli dei contadini: prima di raggiungere il cliente, si procurava un paio di lenzuola nuove da sottoporre al giudizio delle donne, in modo che queste si distraessero e lasciassero libero l' uomo di decidere se acquistare o non. Storica è rimasta poi l' assunzione nella concessionaria di due maestri di scuola elementare che insegnassero a scrivere almeno la propria firma a coloro che dovevano comprare con cambiali. 

«cio ti vende la Vespa e t' insegna pure a scrivere».Don Cic

Dunque in questo articolo Bardicchia afferma che insieme ad altri primi 9 concessionari convinse Piaggio ad andare avanti con la consegna delle prime 2500 Vespa98. Alcuni sono quelli del volantino, un altro potrebbe essere l‘ing. Carbonero collaboratore di D’ascanio in quanto ho letto da qualche parte che lasciò la Piaggio per diventare imprenditore-commerciante per la Piaggio.  Don Ciccio  dice che  offrì anche sostegno economico, per poterle venderle. Inoltre racconta di come si ingegnasse assai per venderle in quel di Lecce e di come Contribuì a creare la rete di concessionari in tutta ITALIA. Non sappiamo dire quanto ci sia di vero e quanto di “millantato” di sicuro don CICCIO fu uno dei primissimi venditori della Vespa98 che contribuì al successo della Piaggio.

Questi primi concessionari

hanno decretato

il successo della VESPA.

Poi arrivò un altro grande personaggio: TASSINARI che si inventò i VESPA CLUB. Fu un vero ANTROPOLOGO D’IMPRESA…. leggi qui.

Capì da subito l’importanza di organizzare i primi raduni vespisti dato che già in tutta Italia si iniziava spontaneamente a farlo. Organizzò nel 1948 lo Sciame d’Argento dal quale prese il via i Vespa CLUB e la PANDEMIA VESPA è pronta  a esplodere con tutta la sua virulenza. Occorre ancora una volta sottolineare come il Patron Enrico Piaggio abbia saputo valorizzare le idee e i personaggi che hanno reso Piaggio un Mito assoluto nel MONDO.

Inoltre Occorre anche ribadire che Enrico Piaggio Seppe nel corso del tempo ALIMENTARE costantemente questi  primi  focolai tentativi di diffondere la Pandemia, leggi post precedente. Possiamo affiancare questo notevole imprenditore a Ferrero. leggi qui

Entrambi sono due Grandissimi Imprenditori che hanno saputo render i loro prodotti Pandemici.

Ecco alcuni Elementi di MARKETING PANDEMICO MANOVELLA 

  • Comunicazioni aziendali innovative: grafica, promozioni, pubblicità  (pensate ai film alle locandine. e guardate già la prima locandina che raffigura già nel 1946 una signorina che guida la Vespa98. Vi  rendete conto quanto stavano già avanti alla Piaggio. Grandissimi.

    il primo depliant secondo gli storici realizzato per la vespa 98 notare chi lo guida!!! Una giovane Signora. Grandissmi
  • Prezzi sempre competitivi grazie a sistemi di produzioni made in USA, Grazie al piano Marshall e al fordismo.
  • Posizionamento chiaro e vincente anche se con alcuni errori leggi qui e    ampliamento costante di vari target remunerativi e innovativi.
  • Bran Pandemico INNOVATIVO ED UNICO teso a valorizzare nel corso del tempo il BRAND PIAGGIO in moltissime occasioni comunicative e di posizionamento si può ipotizzare che riuscirono a creare un marketing pandemico grazie al passaparola.  leggi qui

Insomma per chi fa Marketing Pandemico l’esempio della Piaggio è ILLUMINANTE specie si va a fondo a vedere cosa sia successo e chi sono i personaggi coinvolti nella apertura del mercato.

Faccio un paragone Azzardato:

ENRICO PIAGGIO

FU IL NOSTRO STEVE JOBS

MA ….. 50 ANNI PRIMA.

Inoltre  non basta superare i primi difficilissimi ostacoli, per durare nel tempo occorre sempre adottare nuove tattiche spesso rischiose, ma solo le uniche che possono far i che l’impresa si mantenga competitiva nel corso del tempo.

GrazieEnrico PIAGGIO 

copertina del libro Vespa98 di Zanon

GRAZIE PIAGGIO!!!

 

 

 

 

 

 

Analisi e storia dell’acquisto di una macchina: Parte 2

 

Non Pensavo che Un semplice post di analisi e storia per un acquisto di una automobile,  leggi il post precedente,   potesse avere tanto successo  e stimolato tante persone a inviare mail o semplici apprezzamenti e condivisioni. Segno che il disagio che ho provato e  che continuo a provare per riuscire ad acquistare un’automobile è molto diffuso. 

Senza contare i servizi clienti delle case automobilistiche che hanno avuto la premura di contattarmi e che molto gentilmente ringrazio segnalandole per il loro interessamento:

  1. Nissan
  2. Citroên
  3. Peugeot
  4. aggiornamento al 16 maggio 2016 , gradita telefonata della Mercedes, che avendo ricevuto mia mail non avevano però ricevuto correttamente il link di questo post, e mi hanno invitato a scrivere una nuova mail ad uno specifico indirizzo. Ottimo servizio di attenzione al cliente.

In particolare due di loro mi hanno offerto anche la possibilità di migliorare l’offerta del concessionario, nel caso decidessi, o almeno così mi sembra di aver capito.

Delle altre case automobilistiche Nessun contatto, al massimo la corretta ricezione della mia mail.

Saper Vendere è uno dei capisaldi del marketing Pandemico e noi di Italian Business Design  ( link  chi siamo e cosa facciamo)  sappiamo quanto sia fondamentale formare le persone alla vendita  e migliorare di continuo.

Dedichiamo molte consulenze proprio alla vendita in particolare con la qualifica di ANTROPOLOGO DI IMPRESA

 leggi qui

Si sa la vendita è la parte finale di un processo, tuttavia se inefface può rovinare anche il miglior prodotto. Sono sicuro che questo accade anche e soprattutto nella vendita delle  auto. Le quali spesso sono prodotti  eccellenti, a volte anche straordinari leggi qui ma che se poi la vendita è “inefficace” e sballata …. tutto si perde, finanche un prodotto straordinario.

Grazie a questa personale esperienza, siamo al secondo post qui , ho riletto con piacere un mio vecchio post dedicato alla capacità che il venditore deve avere per saper capire le persone e poter offrire loro il desiderio di acquistare senza timore. Il Post aveva come tesi centrale la seguente affermazione:

Saper vendere significa

leggere  segnali sottili ma chiari

ai quali si deve stare attenti,

percepirli, decriptarli e

di conseguenza agire.

 Leggi il post Saper vendere: una questione sottile

In quel post accennavo al famoso caso del venditore Nissan Bob Golomb, riportato nel Bellissimo Libro di Malcolm Gladwell uno dei miei autori preferiti con si suoi casi e spunti interessanti, a partire dal suo primo best seller “il Punto Critico” del 2000, leggi esempio di  qui .

Così mi sono riletto il capitolo e …. wow.. ho praticamente ritrovato  tutto quello che avevo da dire a coloro che vendono.

Provo a sintetizzare e ad apportare mie considerazione a quanto scritto da Gladwell. Da pag. 75 in avanti.

Il Sig. Golomb da Flemington è considerato un artista della vendita. E una volte che una persona, spesso sconosciuta,  entra nel salone auto per compiere una azione unica e rara e a volte tra le più care della sua vita come l’acquisto di un’auto….

  " a volte è incerto, a volte timoroso, a volte sa esattamente cosa vuole, a volte non ne ha la minima idea. A volte sa tutto di macchine e si risentirà di un tono condiscendente. A volte ha disperatamente bisogno che qualcuno lo prenda per mano e lo guidi in quella che gli sembra una impresa superiore alle sue forze."

Ecco queste sono alcune delle più importanti sensazioni di coloro che entrano in un auto salone. Secondo Golomb

" Un venditore deve raccogliere tutte queste informazioni e immaginarsi le varie dinamiche della persona che entra nel salone, anche di quelle familiari, elaborarle e adeguare di conseguenza il proprio comportamento, il tutto nei pochi istanti del primo incontro."

Sinceramente a me proprio non è sembrato che i venditori incontrati sapessero esattamente chi avessero di fronte. Tutti adottavano una sorta di cliché automatizzato, spesso ripetendo frasi fatte uguali sempre a se  stesse,

senza considerare

cosa a me

come persona  interessasse.

Classiche Domande dei venditori :

  1. Quanti Km fa all’anno?
  2. Quanto intende spendere ? totale o a mese?
  3. Quante persone siete in famiglia?

L’UNICA alla quale so rispondere la terza, e non troppo in quanto ora siamo in 3, ma forse ad Ottobre saremo 4. Nessuno che mi ha preso in cura e fatto sentire persona e accolto, magari con frasi di accoglienza del tipo:

  1. Che lavoro fa? dove lavora?
  2. Quando acquistò la sua attuale auto, e perché scelse una BMW?
  3. come si trova con la BMW?
  4. come è venuto  a conoscenza della nostra marca?
  5. Cosa le piacerebbe  guidare?
  6. Posso offrirle un caffè, un bicchiere d’acqua?
  7. Dove e come va in vacanza?
  8. Si sente sportivo o …. classico.?
  9. Design o massima funzionalità?
  10. Colori vivaci o mono colore?
  11. Posso richiamarla per un prossimo incontro?

Insomma una conversazione tra due persone per capire cosa offrire prima di parlare, di ruote, motore, consumi,  prezzi e finaziamenti ecc. ecc.

LE TRE  REGOLE DI  Golomb :

PRENDERSI CURA DEL CLIENTE  PRENDERSI CURA DEL CLIENTE PRENDERSI CURA DEL CLIENTE

Ecco io questo raramente, forse ancora non a sufficienza, l’ho riscontrato. Infatti non ho ancora scelto definitivamente l’acquisto della mia nuova auto. Pensate che Golomb telefona anche il giorno dopo che ha venduto un’auto, per sapere le prime impressioni e  confortare la persona che lui nel caso ci fossero problemi sta lì e non sparisce.

Secondo voi lo fanno i concessionari nostrani?

Tuttavia Golomb afferma che segue una semplice regola :

" può formarsi un milione di giudizi istantanei sulle esigenze e lo stato d'animo di un cliente, MA cerca sempre di NON giudicare mai nessuno dall'aspetto esteriore. Parte dal presupposto che chiunque varchi la porta del suo salone ha la stessa probabilità di di comprare un'auto  da lui. Afferma : 
In questo mestiere devi dare a tutti il meglio di te stesso. 
NON SI Può GIUDICARE UNA PERSONE A-PRIORI. 
IL PREGIUDIZIO E' MORTALE."

L’ultima frase è tipica dei venditori altezzosi delle case tedesche, ma devo dire anche alcuni venditori superbi li si ritrovano in altre marche, specie se vendono auto di successo.

Ti offrono si il loro tempo

ma si vede che pensano che io

MAI comprerei la loro auto.

In fin dei conti hanno ragione, tipico caso di profezia auto-avveratesi.

La bravura di un venditore è quella di

saper ascoltar la persona e

non trattarla come un CLIENTE qualsiasi

formulando pregiudizi e generalizzazioni.

IO NON SONO UN CLIENTE

SONO UNA PERSONA

CHE

DESIDERA UNA AUTO

PER ME E LA MIA FAMIGLIA. 

Golomb tiene le antenne alzate, pronte a cogliere se il cliente è sicuro di sé o pieno di dubbi, se sa il fatto suo o è ingenuo, se è uno che si fida o se invece è un tipo sospettoso, ma da questa infinità di Thin Slicing, leggi qui, d'informazioni cerca di eliminare le impressioni basate unicamente sull'aspetto fisico o sulle parole.

La mia esperienza per ora è stata frustrante.

Essendo al mio primo acquisto personale di auto mi sono sentito giudicato da frasi tipo: questo non c’ha una lira e sarà difficile che acquisti un’auto.

O per lo meno è quello che io ho avuto come impressione.

Qualche cosa non va nella vendita di auto.

Mi sento veramente confuso e per ora non ho trovato venditori che si son presi cura di me. Tanto più che acquisendo sempre più informazioni ho smascherato proprio quelli che mi erano sembrati più empatici. Faccio un  esempio:

  • Il valore della mia vecchia BMW. Alcuni me la volevano rottamare, altri me l’hanno quotata 2000 ma come sconto. Fino a quando mi sono messo a venderla e …. l’ho quasi venduto per 1500 euro. ALLORA SIGNORI penso che mi stavate fregando!!!   sai cosa vi dico ciao ciao. Se è sconto è sconto, se invece il valore di un bene che oggi vale almeno 1500 vale 1500 euro e quindi va dedotto dal totale, e poi c’è lo sconto. Grazie della fregatura.

ESEMPIO DI UNA MIA ENTRATA NEL SALONE AUTO 

Entro in un Salone noto 4 persone che sono lì vicino alle auto. e tutti si voltano verso di me in silenzio. Io rompo il silenzio  e chiedo gentilmente ” chi è il venditore? ”  … subito si presenta, e iniziamo a dialogare sulla auto. Una marca di auto  che non conosco, e il venditore fa il suo show con Scazzo assoluto, mi mostra l’auto, inizia a descriver le parti meccaniche e stilistiche, le 3 versioni. ecc.ecc. Tutto molto professionale, molto freddo. Poi mi fa accomodare sull’auto, ma non mi chiede di farci un giro, sai troppo ri-scazzo per il sabato mattina. Alfine chiedo una quotazione per la mia auto da permutare, ed un paio di ipotesi di finanziamento. MA… il PC è occupato, allora si segna la mia mail sulla sua agenda con pennarello rosso, non penna, ma pennarello, raccattato per scazzo assoluto. Poi ci si saluta. Pochi gg dopo arriva mail con un calcolo generico,  e non due come richiesto, e nella mail NON C’ERA NULLA DI QUANTO IO AVESSI DETTO, anzi mi faceva delle domande alle quali avevo già risposto. Segno che non solo non mi aveva ascoltato, ma proprio non mi aveva manco capito. Sai che c’è

TIENTILA SA MACCHINA

VENDITORUCOLO.

L’antropologo d’impresa  potrebbe aiutare i concessionari a migliorare i rapporti con le persone fin dal primo importantissimo approccio.

FONDAMENTALE formare maglio gli agenti di vendita. Infatti osservo una comunicazione aziendale ben focalizzata sulle emozioni che intende trasmettere, poi vai nei saloni

Tanti milioni di euro

in comunicazione aziendale

cestinati in un batter di ciglio

dal pregiudizio dei venditori e

dalla poca formazione.