La coda lunga della piramide rovesciata

Da un po’ di tempo mi frullavano nella mente due libri letti a distanza di un anno.
La fortuna alla base della piramide
di Prahalad
e
La coda Lunga
di C. Anderson
E penso che alla fine stimolino tutti noi a lavorare in una unica direzione: diffondere l’Imprenditorialità.

La piramide rovesciata ci parla di tutto un mondo, come si evince dal grafico, da scoprire, ove miliardi di persone
aspettano di poter mettere in pratica la propria creatività sulla base dei propri desideri e possibilità,
relativamente alle loro costrizioni di potere d’acquisto e di infrastrutture.
lo stesso vale per il concetto di coda lunga, ove a fronte di uno o più leader di prodotto si aprono oggi le possibilità
di servire chi desidera prodotti stra-ordinari e particolari, di nicchia,
anche quq relativamente al potere d’acquisto e alle infrastrutture.
Tanto più ci si avvicina alla base della PIRAMIDE tanto più aumentano le Nicchie da scoprire e soddisfare.
Occorre solo infondere coraggio, non aver paura, in specie del fallimento, che rimane sempre il trampolino
per futuri successi.
Certo che per realizzare un prodotto stra-ordinario e diffondere il virale, occorre il Marketing Pandemico,
e i meccanismi che scatenano un prodotto virale sono sempre gli stessi, mutatis mutando le condizioni di partenza
E’ su questo punto che mi scontro con i miei amici missionari, i quali pensano di vendere prodotti africani
in Italia, ma non hanno successo, in quanto questi prodotti sono SCADENTI, vengono acquistati solo
come elemosina, anche io compro caffè del Burundi da un amico, di certo non lo bevo.
Non curano la mission pandemica, né rispettano gli elementari processi di diffusione virale pandemica,
non cercano connettori, né venditori, ne esperti di mercato in grado di generare una intensa viralità.
Per non parlare della ricerca del fattore presa o ambientale.

Ho provato a far capire loro perché non va, mi hanno detto che questo è e deve essere, colpa nostra
e delle multinazionali se non vendono, insomma colpa degli altri.

MA SE FA SCHIFO IL CAFFE’ FA SCHIFO!!!
Non scatena certo la corsa all’acquisto.

Hai voglia a coda lunga e nicchie.
Non è una Nicchia quella del caffè imbevibile, a meno di trovare persone che amano il caffè schifoso. Se ce ne sono.

Occorre sfruttare le potenzialità della Piramide rovesciata sia per sviluppare
una diffusa Imprenditorialità con prodotti Unici di nicchia,
sia nel senso di poter soddisfare i loro desideri con le poche risorse che hanno.
Miliardi di persone vivono con 1,5 dollari al giorno,
o anche meno (confronta grafico).
Questi sono tutti potenziali persone che aspettano di soddisfare i loro
desideri, stante le innumerevoli difficoltà, sia di struttura che di potenzialità d’acquisto.

In pratica la piramide rovesciata ci moltiplica in modo esponenziale
la coda lunga.

Coraggio allora fiducia nel futuro e
sviluppiamo le nostre creatività e con il marketing pandemico
realizziamo i sogni delle persone alla base della piramide,
sia permettendo loro di creare nicchie da noi, sia
noi che soddisfiamo i loro desideri con pochissimi
spiccioli.

il packaging e i 5 sensi: la sinestesia

Prosieguo il tema dell’ultimo post proprio per affermare con forza
l’importanza del packaging per la diffusione viral pandemica di un prodotto.
Importanza che però non travalica giammai il prodotto stesso,
il packaging non può supplire alle carenze qualitative e quantitative
del nostro prodotto, spesso derivanti da una mission pandemica poco
sviluppata se non miope.
Pertante il re è il prodotto, ma il packaging è il vicario,
e tutti sanno quanto conti la figura storica del vicario.
Molti esperimenti sensoriali confermano che i 5 sensi sono investiti insieme
nelle scelte che ogni giorno facciamo.
L’udito, la vista, l’olfatto, il tatto e il gusto.
Il packaging a loro deve tutto e non solo.
Si è scoperto che i 5 sensi si attivano in modo diverso a seconda dei contesti in cui
si trovano.
Pertanto in un certo ambiente il nostro udito percepisce gradevole un suono
che risulterebbe sgradevole in altro.
Questa scoperta, abbastanza recente, ha di fatto messo fine alle innumerevoli
prove test da laboratorio, poichè ciò che risultava estremamente gradito in un ambiente
asettico, quale è un laboratorio, non lo era quando lo stesso prodotto veniva poi venduto
in un contesto competitivo come un supermercato.
Ricordo al riguardo il famoso esempio FALLIMENTARE della Coca-cola che
per respingere l’avanzata della Pepsi spese milioni di euro in test di laboratorio
pur di avvicinarsi alla qualità percepita dal consumatore della pepsi.
Risultato dei test fece cambiare la formula storica, la New coke fu immessa sul mercato
e BOOM , FALLIMENTO ASSOLUTO.
I grandi capi della Coca non avevano considerato che la Pepsi aveva un gusto diverso si,
ma anche un modo di vendere e una mission coerente con quel gusto.
Lo stesso gusto non poteva valere per la coca cola,
della pepsi che rendeva coerente il gusto pepsi, mentre non lo era con il mondo coca -cola.
La Coca Cola tornò su sui passi, valorizzò il Brand con azioni coerenti con la sua mission,
a dire il vero attualizzò la mission,
difendendo la sua coca e al contempo respinse attaccando diversamente l’assalto pepsi.

I Sensi rimandano tutti a una memoria che può essere positiva o negativa.
Un enorme serbatoio nel quale incameriamo tutte le nostre esperienze sensoriali che elaboriamo
per costruirci il mondo in cui viviamo.
Dalla memoria si generano i fenomeni di brandig, per cui l’errore della coca cola
fu prorpio quello di non tenere in considerazione questa memoria sensoriale
tanto preziosa quanto difficile da creare e ricreare.
(si capisce ora la corsa ad acquisire brand vecchi ma con una memoria,
tipo pucci, roger vivier).

La memoria si crea con l’esperienza sensoriale di tutti e cinque i sensi che
lavorano in modo completare, si ottiene così la SINESTESIA.
La SINESTESIA è una parola che indica come due o più sensi COMPLETANO le sensazioni
ricevute e interpolano le sensazioni.
Un colore che richiama un sapore, un gusto che richiama un tatto, un odore che richiama un suono.
Molto usata in poesia tipo: il colore del suono, urlo nero, odorino amaro ecc. ecc.
Gli studiosi ancora non lo conoscono a fondo, ma di sicuro sappiamo che
i 5 sensi lavorano in sinestesia.
Il packaging moderno deve pertanto fare tesoro di questo nuovo concetto,
e coniugare :
– vista con la grafica
– udito con i suoni (ad es. in un negozio o in web) ma anche il tono al telefono
– olfatto con giusti odori, quando si apre un pacco che odore ha??
– tatto la confezione dovrebbe essere gradevole al tatto e rilasciare sensazioni coerenti col prodotto
– gusto il gusto forse se il prodotto è no-food potrebbe non rientrare, ma avete mai mangiato un biscotto
o bevuto una coppa di champagne prima di comperare uno smoking? io si e vi assicuro cambia tutto.

Per il packaging moderno la sinestesia è la nuova fronteria,
e chissà forse nasceranno esperti in sinestesia per la vendita dei prodotto,
o window planner sinsestetici.