Passaparola Pandemico: un esempio viral-natalizio

 

Voglio raccontarvi una storia che mi è successa poco tempo fa e che evidenzia la potenza del passaparola.

Pochi giorni fa sono passato per Loreto per pregare e per il sacramento della confessione. Poche persone e molti preti, strano in genere sotto le feste avviene il contrario. Mi avvicino al più esposto alla luce ed italiano, essendo io molto stanco, mezzo miope e mezzo sordo. Il prete anziano è stato amabilissimo abbiamo parlato per un 20 minuti, durante i quali ci siamo avvicinati nella comune passione della teologia, io da laureato in teologia pastorale e lui da studioso appassionato. Alla fine mi consgila ed esorta, oltre le varie indicazioni post confessione a leggere il libro capolavoro di Durwell: la morte del Cristo.

Mi avverte però che sarà non semplice reperirlo in questi giorni, poiché si vende moltissimo. Dopo pochi minuti alla fine delle preghiere mi reco presso la libreria della Santa Casa per acquistarlo ma non lo hanno, è in riordine, e mi dice se voglio prenotarlo, poiché ne vendono una cinquantina  minimo a settimana, circa duecento al mese da un po’ di tempo.

Ringrazio ma penso che con i mezzi tecnologici che in 48-72 ore posso averlo tramite amazon o Ibs.  Prima però tento in una libreria cattolica vicino ma niente, come sopra, ed anche la libreria cattolica del mio paese che mi dice  le stesse cose e che già molte altre persone sono in lista d’attesa per reperire il libro, grazie a questo prete di Loreto.

INCREDIBILE dico io. Pensate che a Loreto ci sono almeno 10-15 preti che a rotazione confessano, e che ipotizzo che don Ubaldo, il prete in questione, al massimo potrà confessare, una 50 persone a settimana, e sono molto ma molto generoso. Possibile che tutte queste si catapultino a leggere il libro?

In più vado su internet. Nè amazon ne Ibs lo hanno disponibile, ma lo trovo con consegna per il prossimo anno su alcuni siti minori. Decido di aspettare anno prossimo per poterlo avere, tanto non mi sfuggirà.

Da studioso e consulente di Marketing è un episodio molto ma molto interessante su come si innesca una viralità pandemica da un Passaparola o Buzz diretto.

CHIEDIAMOCI: Perché molti di coloro che si sono confessati da lui corrono a comperare il libro? (non era la penitenza.  sia ben chiaro.)

  • Fiducia nel trasmettitore: cioè colui che trasmette ha la nostra piena fiducia, NONOSTANTE, fosse stata la prima volta che io lo abbia mai visto.
  • Stimoli innescati dal far parte della stessa Tribù, i cristiani appassionati di Teologia
  • Ambiente: il luogo in cui io ho ricevuto il brusio è qualificante ed avvalorante la trasmissione ricevuta
  • Momento particolare, ovvero durante un rito, questo dà un significato particolare alla trasmissione del brusio.
  • Modo con il quale il prete, con enorme trasporto, ha magnificato il libro, me lo ha fatto leggere, l’incipit e il versetto finale, gli stava a cuore in modo particolare aggiungendo che lui lo ha letto oltre 20 volte. Insomma ha toccato le corde emozionali nel parlarne, attraverso una Storia.
  • Avvertenze delle difficoltà, che innesca la sfida di trovarlo

Insomma credo che questi 6 ingredienti siano una miscela esplosiva per far scatenare un Passaparola in grado di far divulgare il prodotto.

Certo non è semplice tuttavia proviamo a rifletterci sopra secondo il metodo della Negazione, ovvero alla rovescia il passaparola non avrebbe funzionato in quanto:

  • Zero Fiducia nel trasmettitore, chi accetterebbe il  suggerimento?
  • Se non stimolati, perché parte di una “tribù”  come quella cristiana, penso sarebbe stato difficile dare ascolto. Fosse stato detto da un testimone di geova difficile avrei ascoltato il titolo.
  • Don Ubaldo al bar che mi parla del libro, …. che palle, sto prete….. hahahahh
  • Se occupato a fare altro, di certo non ascolto, mentre durante un rito….. come posso non ascoltare?
  • Se me lo avesse imposto lo avrei preso comunque? oppure …. avrei fatto resistenza? come fanno i bimbi di fronte a un no? …..
  • Senza difficoltà non ci sarebbe gusto a cercarlo, e magari penso che solo io posso leggere sto libro, invece altri mi hanno preceduto allora …. insomma con un minimo di ostacolo aumenta la voglia di trovarlo. E che sarà mai sto libro?

Insomma il post esperienziale sulle mie gesta natalizie vuole esser una riflessione per tutti coloro che tentano di contagiare le persone con il proprio prodotto innovativo.

Suggerimenti sulla  base della mia esperienza sopra esposta  per scatenare un passaparola efficace:

  1. Cercate di influenzare e far provare il prodotto a persone che hanno molta fiducia dalle altre persone, accettane i consiglio positivi o negativi
  2. stimolate e scovate le tribù di riferimento. Ci sono ci sono, non dubitate, la ricerca è essenziale.
  3. scegliete l’ambiente adatto ove scatenare il passaparola anche con guerrilla marketing, ove la tribù si ritrova. L’ambiente deve essere ubertoso, ovvero molto ma molto fertile, in modo da moltiplicare il fatto di accettare il passaparola.
  4. scegliete il momento, il rito migliore per far conoscere e farvi conoscere
  5. pensate al modo gentile per far conoscer il prodotto-servizio, fondamentale non siate ossessivi, ma benevoli
  6. create una difficoltà, minima anche, per far venire l’acquolina in bocca, l’attesa genera desiderio , si sa, ma non esagerate.

Non so se scriverò un  altro post pre-natalizio, con questo vi auguro intanto di trascorrere un Santo Natale alla luce del Signore che nasce e per chi volesse acquistate come farò io il testo di Durwell : la morte del figlio.

Suggerimenti di marketing pandemico per commerciare un prodotto stra-ordinario.

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spacerUn mio amico ha aperto un innovativo locale per la vendita e la degustazione della birra.

Idea valida secondo me, visto il momento di massima popolarità delle birre artigianali a seguito della legge della Coda lunga di Andersonn.

Tuttavia si sa che una start-up, in questo caso di tipo commerciale ha pochissime possibilità di sopravvivere, è veramente difficile. Onore massimo al coraggio del mio amico imprenditore.

Volevo oggi ordinare e regalare un bellissimo libro che poteva essergli utile ma ho scoperto che è fuori catalogo.

il libro che  consiglio per chi intraprende è: “l’ARTE DI CHI PARTE (bene).” di Guy kawasky.

In attesa di trovare altro regalo, voglio dedicar a lui e a tutti quelli come lui che coraggiosamente si buttano in un progetto imprenditoriale questo post, con dei piccoli suggermenti magari utili allo scopo.

Seguo il consiglio di SOLONE: “nel dare consigli cerca di aiutare non di compiacere”. 

Allora premesso che siamo di fronte ad un bellissimo locale già realizzato, saltiamo le fasi pre-realizzative, in quanto si presume che siano già state affrontate.

Ora il problema è verificare se ciò che pensavamo si sia realizzato. Ovvero se messo in piedi il bellissimo locale questi risulta essere piano piano remunerativo o perlomeno si intravede il modo di attrarre i clienti e fare profitto.

Sono sicuro che molti come il mio amico, non abbiamo riflettuto a fondo prima della partenza e messo per iscritto quale tipo di mission o di obiettivi da raggiungere. Ma tant’è siete partiti ora occorre aprire un mercato.

In pratica diamo per scontato che l’idea messa in piedi sia una prodotto straordinario , una mucca viola e cerchiamo piccole idee per aumentare la vendita della birra stra-ordinaria.

(Se non fosse stra-ordinaria   ci sarebbe  ben poco da fare e occorre ricominciare con un’altra idea).

La DOMANDa FONDAMENTALE:

  • Chi sono i nostri possibili clienti
  • dove li troviamo?
  • Una volta trovati come li invitiamo a farci visita ed infine ad acquistare e tornare?

In termini di management è il problema principale di POSIZIONAMENTO. Occorre capire bene dove COLPIRE  le persone giuste per poter diffondere il virus del nostro prodotto stra-ordinario.

La COSA è DIFFICILISSIMA. Molto più facile capire HEGEL.

Il locale del mio amico sconta una pecca, si trova in un posto non molto frequentato in una via semi-chiusa di un paesino. Vantaggio che il locale è suo e risparmia sull’affitto, tuttavia ora il problema è fare in modo che le persone giuste vadano a trovarlo.

PICCOLI SUGGERIMENTI: 

  • – La nicchia da colpire è quella dei cultori della Birra, ed aggiungo io, dei patiti del cibo che si abbina  alla birra. Allora penso sia importante realizzare dei vernissage, tipo after-hours dato che il locale si presta perfettamente, e invogliare  a far venire gente giuste a degustare birra e cibo, magari a prezzi calmierati ma con cibo superlativo e non Banale insieme a birre particolari.  Occorre scatenare il Buzz, ovvero il Passaparola, in ogni modo e idea ci venga in mente. (leggi i miei post sul buzz marketing)

Si potrebbe ideare serate a tema oppure in collaborazione con i produttori di birre, che potrebbero essere interessate a incontrare i clienti giusti.

Si potrebbe unire anche qualche noto personaggio, magari sempre di nicchia. Dato che si dispone di un po di spazio esterno, un barbecue all’americana non guasterebbe.

(Mi raccomando però ZERO FAMILIARI al seguito per far numero).

  • –  Collaborazioni con i locali di tendenza dove poter scovar gli amanti della birra, magari ideando un menu birra per degustare le pietanze del locale, il quale per incentivare la collaborazione paga  a consumo le birre che immagazzina. Occorre naturalmente selezionare i locali giusti dove poter farsi conoscere. (ad es. a campiglione c’è un locale adatto, ma accetterà). Se la formula funziona ampliarla ovunque PERSONALIZZANDO IL MENù BIRRA per locali.  I
  • – Idem come sopra magari anche per i BAR, una birra Post Lavoro?
  • – Valorizzare il BRAND: affidarsi a professionisti che sappiano valorizzare il brand in termini di immagine ed inoltre non sarebbe male ideare una birra con il logo del locale, oppure far realizzare etichette da apporre sulle bottiglie con impresso il logo della rivendita, in modo che si sappia esattamente dove e a chi rivolgersi. Sopra ogni bottiglia una etichetta adesiva con il logo del brand.
  • – Lavorare e molto sul social media marketing per divulgare le varie iniziative. (se possibile ingaggiare professionisti, altrimenti far da soli va altrettanto bene, purché ci sia costanza nell’ampliare la platea social.
  • –  Realizzare una specie di Accademia della Birra, tipo i BIRRAFONDAI, ove poter incontrare i cultori  delle birra e magari chi la produce, con tessera e tanto di lezioni e perché no, di esami finali per essere iscritto, magari lezioni anche in streaming per divulgare in tutta italia. Organizzare anche gite presso i produttori di birra.
  • Un tentativo di guerrilla Marketing? Perché non pensarci? per approfondimenti rimando ai miei post scritti appositamente. (un minimo di ricerca non guasta).

Sono tutte piccole idee che mi vengono al momento. Non so se alcune di esse possano funzionare o meno, di certo vanno messe alla prova e verificate passo dopo passo. Occorre tempo e idee e pazienza per far decollare una impresa. Coraggio da parte mia molta preghiera e molto aiuto per quanto posso.

Auguri.