L’architetto delle scelte con il design e la grafica

 

PRIMO CLAMOROSO ESEMPIO 

 

Ho iniziato da poco i miei corsi universitari di Marketing e questo post lo voglio dedicare a i miei allievi  creativi di design e grafica.

Gli studi comportamentali hanno ormai chiarito che per far prendere decisioni migliori alle persone IL DESIGN degli Oggetti o la semplice Grafica risultano FONDAMENTALI.

In questo Post rifletto su due casi clamorosi che hanno cambiato il….. Mondo !!!!!

Il primo è l’adesivo che vedete sopra. Ideato per migliorar la raccolta differenziata nello STATO del Messico che era percentualmente tra le peggiori d’America.

Don’t mess with Texas ha un duplice significato:

1- NON SPORCARE IL TEXAS

2- NON CERCARE GUAI IN TEXAS

Molto eloquente direi, in entrambi i casi. Il 95% dei texani lo conoscono, ci sono migliaia di gadget con il logo, insomma i fanatici del web direbbero che è un fenomeno virale. Ultra premiato, ma quel che conta è riuscito nell’intento di far aumentare del 30% la raccolta differenziata.  Utile fu anche il fatto che  i Dallas Cow Boys, la mia squadra preferita in USA oggi ridotta come il Milan direi, ha contribuito a divulgar il messaggio.

Insomma con  UN  pungolo Molto Creativo è riuscito a stimolare l’orgoglio dei texani e far si che si comportassero come mille coercizioni e multe non riusciranno mai a fare. Altro che multe. Proprio in questi giorni la notizia che a Jesi un signore è stato multato per essere stato beccato a gettare in strada una vecchia TV. Secondo voi funzionerà il pungolo della MULTA?

Ne dubito, sotto casa mia continuano a ignorare i giorni in cui si getta i vari tipi di rifiuto, e se si lanciasse una campagna SIMILE ai texani?

UN PUNGOLO CREATIVO PER UNA SPINTA GIUSTA PER MIGLIORARE I NOSTRI COMPORTAMENTI.

Considerate che di base siamo MOLTO MA MOLTO CONFORMISTI, se magari alcuni iniziano i più piano piano seguono. Il Buzz marketing aiuterebbe di sicuro.

 

SECONDO CLAMOROSO CASO:

La MOSCA NEGLI ORINATOI

Sembra una cretinata ma il sig. Doug Kempel, dall’Olanda ci ha fatto un business pazzesco. Un prodotto stra-ordinario,  U

UNA ASSOLUTA MUCCA VIOLA

In pratica il suo intento è :” salvare il mondo, un orinatoio alla volta, in questo modo tutte le toilette possono essere più pulite e igieniche”.

Bello no. E non ci crederete FUNZIONA E MOLTO BENE.

Lo trovate in moltissimi aeroporti del nord, tipo Schipoll e Monaco di Baviera. In Italia ne Dubito.

Io lo mettere assolutamente in tutte le scuole.

Una banale idea che Pungola gentilmente le persone a non distrarsi mentre espletano bisogni fisiologici.

Concludo con le parole del grande prof. Thaler dal cui libro “la spinta gentile” ho tratto i due esempi:

“Come ci insegnano gli orinatoi con le mosche, i designer devono tener a mente che i loro oggetti verranno utilizzati da UMANI, che si confrontano, ogni giorno con una miriade di scelte e di stimoli. L’obiettivo è …. se site capaci di influenzare INDIRITTAMENTE le decisioni altrui, sarete degli architetti delle scelte.!!”

Io penso che i più grandi uomini di MARKETING sono stati  architetti delle scelte:

Walt Disney, Ferrero, Jobs, Colt, Ferrari (sia spumante che auto), Arnaldo Caprai, Cucinelli, Armani, Heinz, Ferragamo ecc. ecc. ecc.

 

 

BUZZ PANDEMICO LABORATORY 3/3: spunti pratici

 

Basta mi accorgo di essere troppo fumoso, troppa teoria e poca pratica, quando io stesso ripeto spesso che il Marketing nasce in modo induttivo, da piccoli esperimenti, a volte giuste a volte fallimentari che ti permettono di intraprender la via giusta del successo.

Pertanto questo terzo post sul passaparola lo scrivo come se dovessi realizzare un laboratorio (da labor in latino lavoro), ove mettere in pratica alcune soluzioni per tentare di innescare il BUZZ di un prodotto o servizio che si intende lanciare per aprire un mercato. Vale sia per coloro che iniziano una nuova attività che per coloro sono già in attività e necessitano di ampliare il mercato, cercando nuovi clienti.

 

PRIMO

 REALIZZATE UN PRODOTTO STRA-ORDINARIO, o se preferite , una MUCCA VIOLA.  Il banale non fa parlare di sé, anzi in genere fa proprio incazzare.

LEGGETE : il prodotto STRA-ORDINARIO, una Mucca viola

START-UP E MUCCA VIOLA

SECONDO

PRATICATE MOLTEPLICI INIZIATIVE, NON SOLO UNA E UNICA, MA MOLTE.

PICCOLI FUOCHERELLI MEGLIO DI UNA CONCENTRAZIONE IN UN UNICO PUNTO

TERZO

CONSIDERATE IL TEMPO

DIFFICILE PREVEDERE ANZI IMPOSSIBILE,QUANDO E SE IL PASSAPAROLA SI SCATENERA’ IN MODO SUFFICIENTE  PER FARE BUSINESS,

IL TEMPO DOVREBBE ESSERE VOSTRO ALLEATO, MA….. SPESSO LE RISORSE SONO SCARSE, PERTANTO …. VALUTATE BENE IL TEMPO E LE RISORSE CHE AVETE.

Dopo queste prime accortezze di buon senso proviamo a elencare alcuni laboratori che possiamo mettere in atto per scatenare un BUZZ MARKETING :

  1. Prima di iniziare qualsiasi attività imprenditoriale, di vendita prodotti o  di servizio, cosa buona e giusta è anticipare prima possibile il vostro prodotto comunicando ciò che andrete a fare e a vendere. Mi spiego. Se pensate di aprire un negozio a giugno 2015, vi consiglio fin da ora di iniziare divulgare la notizia in modo “magistrale”. ZERO SEGRETI, non abbiate paura di essere copiati, se  così fosse, non avete un prodotto unico ma uno banale. Spargete voce in ogni modo, fate nascere la curiosità, un pizzico di mistero su come sarà il locale o quali le marche esposte non guasta, ma non esagerate, dovete seminare prima, molto prima di aprire il vostro negozio. Affidate a esperti di comunicazione, oppure studiate voi il modo di farlo con un pizzico di creatività. Magari iniziate molto piano, spargendo voce tra i conoscenti (vi scongiuro NON TRA I PARENTI, MAI CON I PARENTI SPECIE IL GIORNO DELL’INAUGURAZIONE, caso mai dedicate loro un giorno apposito, tipo family-day). Poi aumentate le comunicazioni, a MAGGIO sparate il di più e se ve la sentite inventati un percorso di GUERRILLA MARKETING.  (cfr marekting pandemico da guerrilla ) . Sono sicuro che se vendete una mucca viola, non saprete dove mettere i soldi incassati.
  2. Se invece siete già in commercio da tempo e avete necessità di ampliar il mercato un modo interessante è quello che hanno scatenato in Australia dei ragazzi.  Hanno fatto spargere la voce tramite alcuni conoscenti, che se si diceva una frase al banco del negozio, o a un commesso questi rispondeva con una frase convenzionale, e questo giochetto di parole offriva la possibilità di ottenere uno sconto del 20%. Non ci crederete ma per il successo avuto hanno dovuto cambiare spesso la parola d’ordine per quante persone la sapevano. Così ad oggi ogni circa 6 mesi fanno questo giochetto, invece di metter i cartelli di sconto, questo viene concesso solo a chi riporta il passaparola. Togo no?  Provateci, costo zero, se non riporta le cose sono due, o il vostro prodotto è una ciofeca, oppure il passaparola che avete tentato di scatenare  è stato mal calibrato, e occorre ritentare con altri metodi. Se invece riesce………
  3. Un metodo direi classico di far parlare di sé e del proprio prodotto è STUPIRE, allora perché non stupite le persone con effetti INASPETTATI? Inventatevi un modo stupefacente, senza paura, di far parlare di voi. Approfittate dei luoghi affollati ove potete trovare tante persone con cui testare il prodotto, essere carbonari nel commercio vale ZERO, a meno che non riuscite a scatenare quella voglia di mistero per farvi venire a trovare. Insomma Scatenate la vostra creatività, in Italia state certi che vecchi e imbecilli vi urleranno, ma LA LEGGE DEI POCHI di Gladwell ci dice che a noi interessa colpire i connettori, i venditori e i consulenti di mercato. Poi tutti gli altri arrivano poi.  Stupire in un BAR? Semplice UNA VOLTA L’ANNO TUTTO GRATIS!!! O A 1 EURO. Oppure meglio, una volta a cadenza mensile o settimanale, dalle 6-8 con suono del GONG cappuccino e cornetto a 1 EURO. Oppure estemporaneo, decidete voi quando, se suonate la campanella allora scatta la promozione. Insomma stupite e magari fate divertire gli avventori. NOTA: si ma se i vostri cornetti sono come quelli degli altri, e il vostro servizio è banale, NON SEGUITE questo consiglio è perfettamente inutile.
  4. Uno dei metodi più efficaci per il passaparola è il test-campione. Spargete, se il prodotto lo consente, in ogni dove, magari coinvolgendo il vostro cliente nel cercare insieme soluzioni o consigli. Si lo so, siamo nel banale più banale, ma vi assicuro che funziona e vi fa capire se avete una mucca viola oppure no. Spesso capito nei soliti luoghi e per caso osservo prodotti nuovi, messi là, senza che siano ben comunicati. Ma come fanno a esser venduti se non li proponete. Io penso che sia la mancanza di coraggio, si mette lì e si spera che …. maddai, ma fatemelo provare, proponetelo, ve lo dico se va o non va. Lancio di un prodotto nuovo deve esser prima offerto gratis, specie se commestibile.
  5. Packaging deve essere pensato e studiato in modo mirabile, prendete esempio da DYSON, IKEA, APPLE. Non dall’ASUS, SAMSUNG, PANASONIC, CHICCO, ecc. ecc. Insomma il Packging parla di voi, Studiatelo molto ma molto attentamente. A parità di prodotto fa la differenza eccome se la fa. Non sottovalutatelo, spesso è il primo incipit del passaparola.
  6. Ingaggiate creativi, attori, artisti, pazzi scatenati, non imbolsiti boccononiani per lanciare il vostro prodotto, siate folli e siate affamati. Vi assicuro che la follia e la fame fanno parlare di sé. le orrende cravatte e abiti dei Manager. NO!!!!
  7. Tutti gli strumenti comunicatevi dovete usare, se avete un budget dividetelo per tanti modi di comunicare. Poi testate quale è quello che meglio ha reso. Il valore qualitativo deve sempre essere un minimo misurato a livello quantitativo. Per poi migliorare e azzeccare le future comunicazioni, sempre pronti però a cambiare se si verificano cali di tensioni. Di classici metodi comunicativi ai più moderni. Sfruttateli tutti, piano piano all’inizio, poi una volta che ne sapete di più concentrate il vostro fuoco sempre pronti però a cambiare.
  8. Ricordate di mettere una persona incaricate di ASCOLTARE  i clienti, in ogni dove. e che vi sappia raccontare cosa si dice di voi e del vostro prodotto. Insomma una antenna ricettiva per captare i segnali deboli, gli unici che contano, per migliorare il vostro prodotto e il vostro  business. NON LO DEVE FARE SOLO L’IMPRENDITORE, ma tutti i dipendenti, tuttavia meglio che almeno UNO abbia come compito precipuo questo aspetto dell’ascolto. Risulta spesso fondamentale.

Si lo so, scusate non sono stato eccezionalmente creativo, oggi proprio non ci riesco. Sono massime che lascio a chi magari ha più creatività di me. Di sicuro sono 8 laboratori che possono essere presi a riferimento a chi si avventura con coraggio nel lancio di un prodotto o di un servizio.

Vi auguro tantissima fortuna, siete voi il bene dell’ITALIA, pregheremo per la vostra attività imprenditoriale. Per qualsiasi consiglio vi rimando alla pagina in alto SOS.

CONSIGLI DI BUZZ MARKETING? PAURA DI NON VENDERE?

Buzz Pandemico 1/3 : fondamenti del passaparola

Il Marketing è l’arte di scoprire, aprire,  inventare un mercato. Si crea un prodotto o servizio con la fervida speranza e l’ambizione che incontri molte persone che possono permetterselo e vogliano acquistarlo.

Ora da che mondo e mondo questo è una delle azioni più difficili da fare in assoluto.

Ideare un prodotto che trovi qualcuno che lo compri è veramente un’arte, non c’entra nulla la scienza. Non ci sono formule magiche che una volta applicate e poi replicate possano farvi aprire un mercato. e’ VERO CHE una volta che un prodotto apre un mercato, molti follower arrivano e si infilano, giusto, ma quanti alla fine rimangono con un congruo utile?

Domande da mille punti:

  • come si diffonde un prodotto?
  • Perché scegliamo un prodotto e non un altro?
  • di chi ci fidiamo?
  • ci fidiamo della pubblicità?

Alzi la mano chi vedendo una pubblicità corre a comperare il prodotto. Vero che la pubblicità aiuta a spingermi a comperarlo, ma la spinta determinante me la da altro.

Scondo molti studi recenti sembra che il più importante aspetto che ci spinge a comperare un prodotto sia il PASSAPAROLA in inglese BUZZ (il brusio, il ronzio  scatenato da una persona e poi propagatosi).

Io ritengo che da sempre sia stato così. Le altre forme di comunicazione aziendale quali la promozione del prodotto, la pubblicità, l’agente di vendita  ecc. ecc. sono Moltiplicatori della fiducia, la quale però necessità di una base solida, e questa base solida la danno solo coloro di cui ci fidiamo, coloro che ci sono vicini e che riteniamo attendibili. Gli amici, i colleghi, i conoscenti, coloro che reputiamo esperti ecc. ecc. Alcuni di loro sono detti in gergo NODI che possono veicolare il buzz marketing. (ne parleremo nel prossimo post).

Ecco che sulla base di molti studi, a partire da quelli della Nielsen del 2007 (http://www.nielsen.com ) si è iniziato a studiare a fondo il fenomeno e si è cercato di capire come realizzare un prodotto che possa scatenare il passaparola e di conseguenza aprire un mercato.

Quali sono i passi  iniziali e fondamentali da compiere per sperare di scatenare il passaparola.

PASSO PRIMO:

Creare un prodotto  stra-ordinario!!!

Se non si crea un prodotto che possa essere oggetto di discussione, c’è ben poco da fare. Il prodotto stesso è il veicolo principale del  Buzz Marketing.   Non che si debba creare un prodotto “lunare” e  INNOVATIVO, basta solo che sia UNICO e NON ordinario rispetto agli altri.  A volte è sufficiente il Packaging diverso, altre volte una design particolare, altre il prezzo, insomma utilizzate tutte le armi del marketing mix in modo unico. Nella comunicazione ad esempio un modo attuale è l’utilizzo della Guerriglia Marketing di cui abbiamo parlato. Invece vedo spesso che le persone per “non sbagliare” fanno quello che fanno tutti gli altri. Logico che in questo modo NON potete offrire alle persone e ai nodi di parlare del vostro prodotto.LEGGI:    Post su prodotto star-ordinario

  PASSO SECONDO:

FATE FARE L’ESPERIENZA DEL VOSTRO PRODOTTO.

Il passaparola positivo è dato per la maggior parte da coloro che hanno provato il prodotto e ne parlano bene.

Il passaparola negativo invece sembra che derivi per lo più dal “sentito dire”.

(ad  es. io stesso parlo poco bene della mercedes, io guido solo BMW, ma in effetti non ho mai posseduta una e l’avrò guidata per pochi chilometri).

post_: suggerimenti per aprire una attività

Chi invece lo prova e non piace, che ci crediate o no, ne parla poco anche se ne parla male. In pratica sembra che siamo piuttosto buoni. Fate vivere una esperienza unica e raccontabile a chi acquista il prodotto. So che per alcuni prodotti è semplice facilitare l’esperienza per altri prodotti meno, tuttavia dovete trovare il modo che all’inizio molti usino e provino il vostro prodotto e possano poi raccontarlo (vedi il punto quattro). Vi assicuro che chi ne parlerà bene sovrasterà chi ne parlerà male. Solo che se il passaparola non parte significa che il prodotto non è ancora valido e  non si scatena un bel nulla. Quindi al tempo stesso il dato esperienziale vi fa capire dove state sbagliando. E mi raccomando non chiedete al cliente COSA NON VA. Non lo può sapere, sarete voi a dover intuire come migliorare il prodotto e renderlo perfetto per aprire un mercato. Un ascolto che si deve fare più con intuito che con l’udito.  A volte capitano consigli veramente preziosi, ma sono rari come perle, dovete saper filtrare , di fondo c’è che le persone desiderano dare una mano a tutti a voi come ad altri, pertanto penserà di fare del bene raccomandando il vostro prodotto o …. ignorandolo.

Ricordate la maggior parte del passaparola è POSITIVO

PASSO TERZO:

Accendete più focolai 

Partiamo dal fatto che è molto difficile scatenare una passaparola positivo. Pertanto non ci sono ricette facile e ideali. Occorre andare per prove ed errori, accendendo vari focolai, in ogni dove e con ogni mezzo. Verificate poi quale fa meglio al caso specifico, sempre però non dimenticando che il tempo gioca un ruolo essenziale, sia nel senso di quanto impiegate a scatenare una pandemica passaparola sia nel senso di “stufare” il passaparola che deprime velocemente. Quindi la tecnica consigliata è quella di muoversi in modo agile su più fronti e vigilate e cambiate al momento giusto. Sappiate sempre deliziare e sorprendere in modo da alimentare la virilità del buzz.

PASSO QUARTO

CAPIRE Quale caratteristica del prodotto

Esalta il buzz Marketing 

Capire cosa incoraggia di più a parlare del vostro prodotto le persone che potrebbero diventare clienti. Assai difficile, ma si deve capire. In pratica si tratta di cercare di mettere in evidenza quegli aspetti del nostro prodotto che meglio si prestano ad essere oggetto di discussione. A volte poi si scoprono aspetti inattesi. Difficilissimo compito, vi consiglio di farvi aiutare da esperti di ricerca e comunicazione. Occorre studiare a fondo il problema che non è per nulla scontato. Magari pensate che si parli del vostro bel negozio appena rifatto, invece scoprite che  il motivo del passaparola per venire da voi è la beltà delle commesse!!! Insomma non date per scontato nulla, il passaparola è assai difficile da capire, ma occorre capirlo. Investite soldi con persone che vi possono sempre aggiornare sulla percezione del vostro prodotto sempre. Sono soldi investiti non un costo.

PASSO QUINTO 

IL TEMPO

Considerate che il passaparola necessita dei suoi tempi, non si può esattamente prevedere come si scatena e in quali tempi. E’ molto “umano”, dipende da molte circostanze, alcune ne esamineremo nei prossimi post, altre sono veramente impossibili da stimare. Pertanto datevi un tempo, in base alle risorse che impiegate.  Se non parte cercate di cambiare o mollate, non c’è nulla di male e ritentate con altro. Insomma la variabile tempo è veramente poco calcolabile, ma i vostri conti NO!!!

PASSO SESTO

AFFRONTARE PASSAPAROLA NEGATIVO

Questo ultimo fondamentale passo è in genere il più trascurato. Capita spesso alle imprese che neanche se ne accorgono, oppure fanno spallucce al problema. E’ il classico caso del marito cornuto, lo sa tutto il paese non l’interessato. Invece sappiate essere realisti. Se si sta scatenando un passaparola negativo  sappiatelo affrontare come una opportunità per migliorare. Molte imprese si sono affermate nonostante siano partite con passaparola assai negativi. Certo meglio agire prima che poi, questo è evidente. Sappiate che una esperienza negativa si propaga meno di una positiva, pertanto avete tempo, purché capiate subito il da farsi.  Meglio stoppare fin da subito con interventi precisi e mirati. E controllare se il punto uno sia un prodotto stra-ordinario o banale, e miglioralo, controllate insomma tutti i punti sempre e costantemente.  Ma se si propaga e non reagite in tempo…… inutile continuare. ct-form]

Esplosione di una pandemia: il soccer negli USA

soccer 1

Finiti i Mondiali più belli della storia del calcio, con i vincitori che degnamente hanno mostrato un calcio giocato e non parassitario, tipico italiano, mi sono particolarmente interessato a un fenomeno molto evidente e che dal punto di vista di chi studia e lavora nel Marketing è perlomeno da seguire.

L’esplosione pandemica del Soccer nella patria dello Sport Mondiale. Un fenomeno che si pone alla sinistra del ciclo di vita del prodotto, forse non proprio tra gli innovatori ma sicuramente tra gli adattati precoci e prima della maggioranza precoce.

Si perché sembra che da una decina di anni il calcio, il soccer come lo amano chiamare in USA,  guadagna  sempre più spettatori a scapito dei quattro best sport made in USA : Football, Basketball, Baseball e Hochey.

Nel 1994 si organizzarono i mondiali negli Usa, l’Italia arrivò seconda dietro al Brasile di Romario e Bebeto con un Baggio stellare ma infortunato per la finale  e sacchi in panchina. Ma nonostante gli enormi impegni profusi per iniziare a diffondere il soccer, in pratica l’associazione che organizzava il campionato fallì poco dopo i mondiali, nonostante avessero investito molto, icordo i giocatori che si prodigarono: Beckebauer, Chinaglia, PELE’ , Rivelino,  Keegan, ecc. ecc

Tentativo direi ampiamente abortito attorno agli anni 90.

 

(da amante del calcio giocato e non parassitario italico permettetemi una piccola polemica: “Ma una  cosa occorre sottolineare. Ricordo gli articoli dei pennivendoli italici, molti dei quali oggi ancora scrivono stupidaggini e in più ritenuti pure bravi nonostante l’età e l’insipienza, ebbene costoro scrivevano all’epoca che gli stadi sarebbero stati desolatamente vuoti ad ogni incontro, dato il disamore degli americani per il soccer, al limite sarebbero stati pieni gli stadi ove giocavano le squadre degli immigrati e dei vicini, tipo Italia, messico e Inghilterra. Inoltre ricordo che la prima pratita a N. york dell’Italia secondo i pennivendoli si sarebbe giocata in un tripudio azzurro. E invece…… invece successe esattamente l’opposto, i pennivendoli si sa sono restii a studiare le statistiche si basano solo sulla loro illuminata superiore intuizione. Gli stadi furono presi d’assalto come  in quasi tutti i mondiali, tranne in uno , quello del 1990 organizzato dal sig. Montezemolo che fu uno scandalo per pochezza di spettatori. Inoltre la prima partita l’Italia la perse per 1 a zero, complice anche il fatto scioccante di giocare…. .fuori casa, lo stadio era tutto VERDE , dei colori dell’Irlanda” FINE DELLA POLEMICA.

 

Ma fu un seme ???? Non sappiamo, forse si.

Secondo me si. Quando iniziò a sbocciare? Boh, forse nei primi anni del 2000. Nel 2004 si inaugurò la Major Soccer Legua che ebbe in Beckham il suo astro nei Los Angeles Galaxy e di seguito molti altri. Ma ciò che conta sembra che negli ultimi 10 anni tra i ragazzi dai 14 ai 24 anno  i praticanti siano triplicati, da 1,2 milioni ai quasi 4 milioni. Dunque il fattore presa ha sicuramente colpito i più giovani.

Inoltre nella stessa fascia d’età risulta lo sport più seguito dopo l’inarrivabile Football Americano. Per le donne il dato va aumentato addirittura del doppio.

Inutile sottolinear come i mondiali Brasiliani siano stati seguitissimi, una media di 22 milioni di spettatori a partita, 30% in più delle finali di basket NBA, e in streaming soprattutto, dato che orari erano da lavoro, con punte da milioni di contatti. Rispetto al sudafrica un più 54% , ma occorre vedere gli orari. La partita più seguita di sempre è stata USA- GHANA, la seconda USA – Germania, con quasi 25 milioni di persone incollate al video, e moltissime per strade ove in alcuni centri commerciali vi erano maxi schermi.

La Fifa stima gli spettatori USA come i primi in assoluto. 200 mila biglietti acquistati, la nazione con più acquisti in assoluto dopo i brasiliani.

Insomma un BOOM incredibile.

OGGI.

A ciò si aggiunge che la MSL conta 19 squadre seguitissime, media spettatori sopra i 40 mila a partita, in italia siamo a poco meno la metà e se togliamo le 4 big non arriviamo a 10 mila (il chievo di media fa poco più di 5000 spettatori senza milan, inter, napoli, roma e lazio e juve) .

Per non sottovalutare che le soccer mom sono diventate una categoria da stima politica, come aiutarle per portare i bimbi, soprattutto le donne a giocare a soccer. Si perché nel campo femminile gli USA sono fortissimi, o vincono o arrivano massimo terze, insieme a germania e brasile. Per dire l’Italia nel calcio femminile praticamente non esiste.

Come si spiega tale PANDEMIA ?

difficile a dirsi. Una combinazione letale di diverse componenti.

Certo il WORDL WIDE WEB contribuisce in maniera determinante, così come il seguito televisivo in particolare di ESPN, tuttavia  credo siano solo degli accelleratori, del fenomeno, alcuni amici americani dicono che fino al 2007 solo la rai trasmetteva alle 9 del mattino le partite del campionato di calcio. Oggi invece la champions l.  ovunque e soprattutto la Premier e la liga. ( il campionato italiano si e no le partite di cartello, troppo noioso il gioco del primo non prenderle, questo per gli americani non è soccer ma anti-calcio e antisportivo, ci dicono tenetevelo stretto).

Inoltre il cambiamento di razze, un maggiore influsso ispanico. Oppure la voglia un po’ dell’etile di scoprire il gioco dell’europa, non più dei messicani. Non a caso a N.York  nei greenwich village molti pub hanno trasmesso tutto il mondiale in diretta, ed erano STRA-PIENI. Inoltre sembra che ci sia un libro sta spopolando in USA sul calcio quello di Vecsey.

Comunque per le persone americane il SOCCER è un prodotto STRA-ORDINARIO,

https://pandemiapolitica.com/2013/12/18/il-prodotto-stra-ordinario-essenza-del-marketing/

poiché più di ogni altro permette una probabilità di vincere al più debole, rispetto a 4 sport praticati, e non occorre un fisico da superman come negli altri sport. Insomma ora come ora potrebbe essere un mucca viola.

espn-poll-soccer-2

Nei college il calcio sembra che piano piano sia uscito dal ghetto delle mammolette, e comincia a essere apprezzato dalle elitè.

Insomma come al solito le origini pandemiche spesso non sono facili da comprendere, quello che emerge che sono tanti i focolai che occorrono combinare e che il terreno ubertoso, fertile, composto da moltiplicatori come le connessioni internet, i luoghi per praticarlo ecc. ecc. siano pronti per farlo sbocciare.

https://pandemiapolitica.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=13&action=edit

Compresi i primi fallimenti, clamoroso direi  quello del 1994.

Butto là una previsione. Da qui ai prossimi mondiali, o forse dopo quelli sovietici, ci sarà una super stella americana, alla messi e alla ronaldo.

Ci scommetto almeno 10 dollari!!!
Inoltre nel giro di 10 anni la MSL , ruberà sempre più i migliori player mondiali all’Europa, e chissà giocherà la champions!

Scommetto 10 dollari per ogni previsione.

CHI ME LA QUOTA????

Attenzion però il prof. Nassim Taleb mi richiama ai dati di fatto, che spesso troppo spesso non sono così LINEARI nelle loro previsioni.

Infatti potrebbe il soccer fermare la sua corsa verso il vertice e magari retrocedere di colpo,

 

 

SALUTI