Marketing territoriale Pandemico. Startup con idee creative da rischiare

 

In piena estate come tutti gli anni si assiste alle miserevoli intenzioni e azioni della casta governante nei confronti del tanto amato terriotorio nazionale.

Sproloqui a iosa su fantomatici programma dal livello nazionale al livello locale. Soldi spesi in progetti denominati in modo assai simpatico che possiamo raggruppare sotto i nome di Marketing Territoriale.  Ecco a voi una allucinante definizione di cosa è il Marketing Territoriaie:

Con il termine marketing territoriale intendiamo definire quella specifica attività sia di raccordo di azioni collettive finalizzate alla promozione e sviluppo, di medio-lungo periodo, delle attività presenti sul territorio, sia di rappresentazione delle opportunità che il contesto istituzionale, imprenditoriale, sociale ed economico offre a potenziali iniziative in grado di inserirsi in modo coerente rispetto alle variabili endogene che caratterizzano e contraddistinguono l’ambientale territoriale oggetto dell’azione.

IO NON C’HO CAPITO NULLA E VOI?

Ma che VORDì?  BOHHH

Allora proviamo a fare un esercizio di cosa IO Paolo Orlandi e chi come me ama il Marketing e soprattutto il suolo Patrio, intendiamo per

MARKETING TERRITORIALE PANDEMICO.

La Possibilità di creare nuove iniziative a carattere imprenditoriale  sul territorio nazionale in grado di saper eccitare i desideri delle persone e rendere l’esperienza di vita unica e speciale in modo da attirare le persone giuste. Una offerta nuova e allettante che sappia creare la propria domanda. Nell’assoluto rispetto delle persone che abitano i paesi e del rispetto della storia ma che al contempo questa non sia da freno per iniziative futuribili. La possibilità di utilizzo di tutti i mezzi comunicativi in modo da sviluppare una pandemia a partire dal buzz marketing. Insomma mollare gli ormeggi e volare verso l’attuale futuro del territorio.

Mi sono ispirato a Rimini, sia perché insegno alla L.a.b.a. di Rimini  sia per il clamoroso caso di pochi giorni della chiusura di una nota discoteca.  Una località limitatissima come territorio, in quanto a bellezza, ma con una caratteristica unica ha saputo valorizzare in pieno e richiamare migliaia  e migliaia di persone tutto l’anno.  Rimini NON ESISTEVA oltre 50 anni fa. Perlomeno non le proporzioni che ha assunto quando ha sposato l’idea di cavalcare l’onda discotecara che l’ha resa una delle mete più ambite estive dei giovani, e non solo estive. Si Forse offriva ai nordisti una serie economica di Hotel per il mare, ma se si fosse fossilizzata a quello oggi sarebbe scomparsa. Invece ha fatto si che imprenditori investissero nelle discoteche e….. RIMINI è RIMINI. Punto.  Se conoscete la zona, penso dobbiate riconoscere che NON HA NULLA DI ECCEZIONALE, rispetto ad esempio alla Puglia, o alla Calabria. Eppure dal nulla, sono riusciti a creare un impero vacanziero. E non pensate che ci fossero gente in giro che urlasse: speriamo che nasca presto rimini!!

No fu una offerta in continua evoluzione che Rimini e suoi imprenditori ha saputo creare per una domanda che piano piano è diventata incontenibile. Probabile anche l’aiuto delle amministrazioni che non hanno stroncato sul nascere questo fenomeno giovanile. (non è detto che duri per sempre , anzi è già ampiamente bollito come settore)

Pensiamo alla Francia che ha reso i propri territori celeberrimi grazie a prodotti STRA-ORDINARI, tipo Champagne, Bordeaux . Ecc. Si sono resi conto all’inizio del secolo 900 che funzionava e hanno investito in questo NON ABBASSANDO MAI IL LIVELLO DEL PRODOTTO, ANZI SEMMAI ALZANDOLO. Esatto contrario di quanto facciamo noi. Penso ad esempio al Verdicchio che dovrebbe costare minimo 10 volte tanto ed invece viene svalutato a 3 euro al litro. MA SI pUò?

Ecco il MARKETING TERRITORIALE PANDEMICO dovrebbe riuscire in moltissime altre parti di Italia a lasciare libere le menti creative delle persone  ed ideare novità UNICHE ed Esperienziali, che possano essere comuicabili in maniera virale in modo da attrarre le persone giuste ed iniziare a far conoscer il territorio in giro per il mondo.

Come ogni programma di Marketing che si rispetti partirei sempre e solo dal PRODOTTO Stra-ordinario ( la mucca viola e i locali banali ).

Come sappiamo l’ITALIA ha sicuramente ha delle peculiarità che possono far da base per ideare un prodotto stra-ordinario. Tuttavia

BASTA CON LE SOLITE MENATE MEDIO-EVALI, RINASCIMENTALI, ROMANE e storiche in genere

MI SPIACE MA QUESTE BECERE FESTE NON PORTANO TURISTI. Anzi. 

So tutte uguali e so pallose e spesso fatte male.

Ne tanto meno le varie infinite SAGRE, da noi nel fermano ne ho contate da maggio fino ad agosto circa 2 di media a SETTIMANA. Si mangia in genere da schifo e  costano CARISSIMO.

NON SE NE Può Più,

Ed In più spesso  sono scimmiottature l’una dell’altra. Insomma queste iniziative saranno pur utili sul piano politica ma in piano marketing direi proprio di no. Sono Banali, e ogni territorio offre le stesse cose, corse, sfide, duelli, fuochi, saltimbanchi. MA che palle. Come mangiare sempre le stesse cose.

Ricordiamo che ultimamente  ci sono stati enormi sconvolgiemnti a livello di flusso turistico. L’Italia che fino a qualche anno fa deteneva il primato in molti settori lo ha perso a discapito pensate un po’ di :

  •  Berlino
  • Dubai
  • Spagna

Questo dovrebbe far riflettere no? Invece si continua a sprecare soldi in promozioni turistiche RIDICOLE e senza alcun risultato. In Spagna soprattutto l’offerta alberghiera è stata migliorata in modo impressionante rispetto ai miserrrimi alberghieri italici.

Insomma fa riflettere no! Vero che i problemi italici, come i siti chiusi, gli scioperi, i furbetti, ecc. creano dispiacere all’estero, tuttavia bisogna anche ammettere che ad OGGI

l’OFFERTA DEL PRODOTTO TURISTICO ITALIANO è MORTO. 

Vi ricordate i milioni spesi dalle MARCHE per DUSTIN HOFFMAN, oppure per Mancini, o Allevi o IL COMICO di porto sant’elpidio?  Quali grandi flussi turistici hanno generato?

Sono certo poco più che zero. Il Marketing calato dall’alto è molto improbabile che possa funzionare. Occorre avere l’idea creativa giusta, farla attecchire con comunicazioni aziendali giuste e che possa evolvere nel tempo, ovvero che non rimanga immobile in attesa di deperire.

Questo può essere fatto solo dal coraggio di alcuni imprenditori ( leggete i pungoli pandemici per imprenditorialità ) illuminati, SE CE NE SONO ovviamente. I quali però dovrebbero essere incoraggiati a portare avanti iniziative futuribili e non limitati, se non dalle comuni legge della convivenza.

I piani mega galattici dei territori (leggete il marketing è esperienziale )

NON HANNO MAI PORTATO ALCUN RISULTATO.

Solo spreco di denaro e PREMI per chi lo ha pensato.  Ricordo un convegno qui nel fermano che ha lanciato una piattaforma turistica, costo 100 Mila euro. MA …. Quanto ha fruttato , NON SI è SAPUTO Più NULLA.

Ma il Marketing  non parte mai dall’alto di una programmazione, inutili in genere sono i business plan, prima di attirare le persone giuste. All’inizio occorre  tanta Ricerca, dalla quale attingere per poter farsi aver una VISION.

Dalla vision si realizza una MISSION operativa in modo da poter coinvolgere tutti e realizzarla. Poi una volta realizzato il prodotto stra-ordinario lo si testa,  per il tempo necessario, con azioni di comunicazione pandemiche e contagiose  ad es. il metodo marketing pandemico.

SE FUNZIONA e Si diffonde la pandemia allora si vai con i piani di programmazione, ma se non dovesse funzionare ….. tornare alla RICERCA e ricominciare. Inutile programmare per il nulla assoluto.

Immaginate se in un territorio si lasciasse la possibilità  a molti imprenditori di tentare alcun soluzioni creative con STARTUP  . E si desse loro invenrtivi al rischio ma IN USCITA, e non all’entrata. Ovvero limitare i DANNI IN CASO L’INVESTIMENTO RISULTI INFRUTTUOSO. 

Se LA STARTUP  turistica non va, stop a tutte le conseguenze di carattere fiscale e patrimoniale.  Come a dire SO COME ANDRà A FINIRE AL PEGGIO.

Io penso che almeno uno o due imprenditori possano trovare la giusta idea creativa per dare vita ai nostri territori. Dato che bene o male siamo il paese con un alto tasso coraggio imprenditoriale.

Potrebbe funzionare? NON LO SO.

Sarebbe da mettere alla prova e vedere. Di sicuro però  fino a quando se ne occupano signori in giacca e cravatta dei comuni, delle province e delle regioni, c’è ben poco da stare allegri.

 

Il coraggio di vendere l’Idea imprenditoriale. Ce l’avete?

A volte chiedo cose banali, e ottengo risposte filosofiche. La cosa potrebbe andar bene per un esame di italiano o di storia o filosofia, ma nel campo della economia e specialmente del Marketing è deleterio. In questo mio blog di marketing pandemico proviamo a porci questa domanda semplice e banale : SI VENDE STO PRODOTTO O idea imprenditoriale?

La risposta spesso risulta fumosa, infarcita di numeri, soprattutto il prezzo, tendente al ribasso e di pie illusioni. Poi ci si immerge nella spiegazione tecnica del prodotto, di come è fatto, del tempo che vi vuole nel farlo  ecc. ecc. 

Cose di cui in genere a me personalmente e ad un eventuale cliente interessa POCO o NULLA.

INSOMMA pur essendo BASILARE VENDERE LA NOSTRA IDEA-IMPRENDIORIALE o 

prodotto stra-ordinario 

Ciò SPAVENTA ASSAI.

Perché ciò che spaventa maggiormente chi ha idee imprenditoriale e fa impresa    c è proprio 

la VENDITA.

MA

Se NON si vende significa totale fallimento della nostra Idea e pertanto della nostra “esistenza” e quella poca auto-stima che abbiamo se ne vola via.  (Chissà le risatine del coglione di turno che ci aspetta al varco a rimarcare quanto siamo fregnoni.).

Invece dovremmo avere la forza di dire a noi stessi ripetutamente questo MANTRA:

FALLISCE L’IDEA imprenditoriale 

NON FALLIAMO NOI

Le nostre idee imprenditoriali  possono essere banali all’inizio   e non riuscire ad aprire un mercato. In pratica Non attira sufficiente domanda è clienti. Ma ciò non toglie che il coraggio dimostrato per metterla in pratica e testarla da solo vale tantissimo per noi e per tutti. 

Nei paesi anglosassoni saremmo degli eroi veri e propri.

Mi fanno ridere i premi dati alle idee imprenditoriali da parte di camere di commercio, fondazioni bancarie e istituzioni varie. Tipo, premio alla seguente start-up per aver realizzato QUESTO e quell’altro oggetto.

DOMANDA capitale:   ma …… Si VENDE STO PRODOTTO? Apre un Mercato?  Oppure è solo una bella Idea imprenditoriale?

Il premio non lo da i cervelloni dall’alto della loro ideologia, il premio é aprire un mercato con  domanda e offerta, ovvero il Nostro Mercaato fatto con   le persone giuste che capiscono per prime la validità del prodotto e iniziano a diffonderlo. Poi spetta all’imprenditore alimentare questi primi successi pandemici, come una fiammella da proteggere in modo che sappia appiccare il fuoco.

Altro che Premi ridicoli, in genere pagati  con le nostre tasse o risparmi, specie dalle camere di commercio o banche. 

Aprire un Mercato di domanda e offerta  è DIFFICILISSIMO.

Spunti per chi inizia avventura imprenditoriale: 

Il solo Modo di sapere se riusciamo a farlo è creare una impresa. Partire dai primi prototipi e poco a poco  col tempo crescere, CERCATE LA VOSTRA  nicchia. Chiedete il Permesso di alle persone di poter offrire il prodotto: permissione marketing.

Occorre TEMPO per aprire un mercato. Dovete sempre migliorare e cercare di individuare le persone giuste e cosa desiderano (bisogni e desideri)

Se avete una IDEA IMPRENDITORIALE  realizzate subito UN PROTOTIPO  in modo concreto e TESTATELO. Provate a Venderlo SENZA PAURA.

SIATE VOI I PRIMI venditori del prodotto.

 Poi cercate chi possa sostituirvi ampliando il mercato. 

Solo così potete capire come migliorarlo per attirare le persone giuste e diffondere il PASSAPAROLA. (Cfle basi del buzz marketing ).

Tutto il mio blog di marketing vuole aiutarvi a cercare di realizzare un prodotto straordinario (come si realizza mucca viola e il buzz marketing)  

E poi verifichiamo  che sia in grado di attrarre le Persone che io chiamo agenti pandemici .

Da loro e solo da loro partono le infezioni di Marketing virale che sono in grado di scatenare una pandemia.

Occorre però il CORAGGIO DI SAPER VENDERE L’idea imprenditoriale. 

E magari accettare di fallire

A TESTA ALTA

DA EROI

battuti ma non SCONFITTI. 

Leggete anche : ELEGIA DEGLI ERRORI