Il Marketing Pandemico per oceani blu pieni di mucche viola.

Di recente due miei amici, entrambi ingegneri, un dirigente di un importante azienda digitale ed un imprenditore nel campo delle energie rinnovabili, mi hanno consigliato, separatamente ma concordemente, la lettura di questo libro di Marketing che sto per presentarvi.

Si sono meravigliati che io non lo conoscessi, dato che risulta uno dei testi più diffusi al mondo sulla materia. A dire il vero, mi sono sorpreso anche io di non averlo letto né giammai incontrato nelle bibliografie dei miei autori preferiti di Marketing. Data la mia curiosità inappagata e la mia proverbiale tirchieria ho chiesto a uno di loro di prestarmelo. L’ho letto in un baleno e devo dire ho capito parecchie cose.

Innanzitutto è un bellissimo ed interessantissimo libro. I due autori, Chan Kim e R. Mauborgne, sono degli autorevoli professori di Business Management e  ricercati e pagati profumatamente per i loro Master. Inoltre il Libro è scritto più per esperti del settore economico tipo dirigenti, manager o  ingegneri, ecco spiegato perché piacque  tanto ai miei due amici ingegneri.

Pubblicato nel 2005, risulta essere contemporaneo al mio Libro preferito di Marketing: La Mucca Viola, di Seth Godin uscito circa nel 2004 che in questo Blog ha un assoluto e preminente posto d’onore leggi qui.

Strano che gli autori delle Strategie dell’oceano Blu non venga citato in bibliografia. Comunque sta di fatto che entrambi SOSTANZIALMENTE affermano la stessa cosa con due approcci diversi ed anche alcune peculiarità interessanti che possono e debbono  essere sfruttate in modo complementare.

Vediamo se riesco a mixare il tutto in modo semplice e comprensibile. Partiamo dal conoscere cosa significa realizzare una Strategia per ottenere un Oceano Blu.

  • OCEANO BLU  scovare e inventare mercati  che OGGI NON ESISTONO quindi CREARE una DOMANDA  NUOVA per una crescita REDDITIZIA.
  • OCEANO ROSSO : MERCATO con una  DOMANDA già CREATA e presente  ove si COMPETE IN MANIERA FORTE CERCANDO DI RUBARSI I CLIENTI A VICENDA CON LE SOLITE TECNICHE DI MARKETING.

Per chi segue le mie lezioni o i miei post è evidente l’assonanza tra l’OCEANO BLU e la creazione di un PRODOTTO STRA-ORDINARIO che solitamente chiamiamo un prodotto MUCCA VIOLA  Leggi QUI .

Il Marketing Pandemico  apre il MERCATO con il Motto L’OFFERTA CHE CREA LA TUA DOMANDA ,  grazie  due colonne PORTANTI :

  1. Creare un Prodotto Stra-ordinairio – Mucca Viola 

  2. Comunicare il Contagio Pandemico del Prodotto leggi qui

Abbiamo creato una pagina  con alcuni Esempi di imprenditori  che hanno realizzato prodotto Straordinari e Contagiato Pandemicamente aprendo così il loro Mercato e Scovato il loro Oceani Blu leggi la pagina apposita.

Personaggi come MICHELE FERRERO, ENRICO PIAGGIO qui, FIORUCCI qui, ( per rimanere ai soli italiani)  hanno cercato con il loro prodotto straordinario, una mucca viola appunto, e trovato un Oceano Blu in cui nuotare e far prosperare la loro impresa.

Pertanto di base direi che il Marketing Pandemico e la strategia Oceano Blu perseguono le stesse finalità. Tuttavia la Strategia OCEANO blu si basa su una  unica  GRANDE COLONNA PORTANTE:  INNOVAZIONE DI VALORE. 

VALUE INNOVATION

L'innovazione di valore pone la medesima  enfasi sul valore e sulla innovazione. La ricerca di valore , quando manca l'innovazione, tende a focalizzarsi sulla creazione di valore su scala incrementale, un'attività che accresce il valore, ma non è sufficiente a distinguere un'azienda dai concorrenti del mercato. La ricerca della innovazione, quando manca il valore, si risolve in uno sforzo unicamente tecnologico oppure in un approccio commerciale pionieristico, o anche solo futuristico..  pag. 14

Gli autori evidenziano il fatto che hanno accertato su casi di imprese degli ultimi  100 anni, che l’impresa ha successo nel trovare un loro Oceano Blu quando riesce ad UNIRE :

INNOVAZIONE  E UTILITA’

VOCI DI COSTO  E  PREZZO

=

VALUE INNOVATION 

"così facendo l'innovazione viene legata strettamente al valore. Altrimenti anche i più grandi innovatori tecnologici e i pionieri del mercato finiscono per seminare ciò che potrà essere raccolto da altri.......chi cerca di dar vita a un oceano blu persegue allo stesso tempo l'obiettivo della differenziazione e quello del contenimento dei costi. " pag. 15

Realizzare un prodotto   Stra-ordinario  non è sufficiente per scovare un oceano Blu, è anche necessario che si traduca in una seria innovazione di processo che permetta ai costi di abbattersi in modo che il prodotto possa essere attraente per le tasche di quanti più persone possibili il più presto possibile. Di sicura la Value Innovation aiuta il contagio nel suo aspetto di base del Valore Pratico leggi qui

In pratica i professori ci riportano con i piedi per terra dai meravigliosi voli pindarici di Godin e bisogna ammettere che effettivamente se il Prodotto Stra-ordinario non si traduce  in una innovazione di processo e di prodotto capace di accaparrarsi prima possibile quante più persone giuste possibili, il prodotto rimane una semplice innovazione fine a se stessa e non si scatena i primi contagi.

Un aspetto che abbiamo trattato anche nel nostro e-book quando si parla di prezzi e costi, qui in special modo quando parliamo dell’importante tattica di Marketing del prezzo leggi qui.

Grazie a questo libro ho compreso che alone le colonne portante del Marketing Pandemico sono aumentate da due a tre.  Occorre infatti considerare la VALUE INNOVATION come la terza colonna che concorre ad aprire un mercato e scovare un oceano Blu.

  1. Creare un Prodotto Mucca Viola

  2. Value Innovation
  3. Comunicare il Contagio Pandemico del Prodotto

Il Valore Pratico di un bene è spesso legato al prezzo.

Il Valore Pratico è uno dei principali agenti scatenanti il contagio pandemico del prodotto, capace così di aprire un MERCATO da Oceano BLU.

Dunque  occorre tenere in considerazione  le  strategie Oceano Blu che sappiano legare il ProdottO Stra-ordinario alla VALUE INNOVATION,  tramite struttura dei costi, al break event point ed anche alla elasticità della domanda in base al prezzo, alla utilità.

Da leggere i bellissimi esempi riportati  nel libro Strategia Oceano Blu nell’appendice A.

Secondo Me, per alcuni aspetti il libro appare datato, in particolare per quelli  legati ai recenti sviluppi del Marketing Pandemico nella Comunicazione Aziendale.  Inoltre a me sembra che sia stato scritto principalmente per chi lavora già in una impresa, piuttosto che per coloro che partono da “zero”.

Tuttavia la colonna portante della VALUE INNOVATION   va assolutamente tenuta da conto nel realizzare la Mission qui delle Imprese per scovare un MERCATO CHE SIA un OCEANO BLU. 

 

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Come si realizza la mucca viola sconfiggendo la sindrome del bar.

Dopo il precedente Post mi sono chiesto in effetti come tradurre in modo pratico le teorie pandemiche de la Mucca Viola. Si sa che chi insegna tende a essere poco calato nella realtà. Allora prendo spunto e cerco di indicare alcuni piccoli  e concreti passi per rendere stra-ordinario un prodotto.

Come esempio pratico prendo il settore della ristorazione veloce, in particolare quella dei bar.

Io la chiamo la SINDROME DA BAR.

TUTTI I BAR sono UGUALI TRA LORO. Io la chiamo la sindrome da BAR. Hanno per l’90% le stessi identiche cose, sono fatti quasi tutti alla stessa maniera, senza alcuna inventiva o alcuna idea di design. Spesso quando si va al Bar non si sa nemmeno il nome del BAR. Il che significa che sono tutti uguali. Offrono tutti la coca-cola, i succhi di frutta Santal, il caffè è a volte differente ma il gusto è spesso orrendo. Le tazzine Bianche, Non sanno fare il the e raramente  sanno spillare la birra. quella in bottiìglia poi so sempre le solite, a parte ora con alcune birre artigianali comperate a casaccio. I cappuccini se va bene hanno la schiuma, ma spesso non cremosa  e spesssimo o sono caldissmi O troppo freddi. Le sedie scomode, esposizione paste ampia ma poco pratica e non si capisce che cosa contengano.

Insomma sto generalizzando, ma la maggior parte dei BAR sono tutti uguali.

Cosa succederebbe se  un gestore di un BAR decide di avere coraggio e …. si differenzia dagli altri TIPO:

LOCALE DA REALIZZARE CON STILE E DESIGN INNOVATIVO

  • Scegliete il NOME che sia un NOME riconoscibile ma UNICO evitate  stereotipi. MAGARI UN NOME LUNGHISSSIMO.
  • Brand del locale chiaro e ovunque riferimento al logoLocale realizzato con design pensato alle tre varie fasce orarie, giorno dopo pranzo cena e colori che non siano Bianco da Bar o Nero di night bar. inSOMMA SCEGLIETE UN bel colorE che lo caratterizza.
  • Le Luci mi raccomando. LE LUCI, oggi ci sono i Light designer, INVESTITE in lORO date suono ai vostri colori.
  • E SE ELIMINASTE IL CLASSICO BANCONE DA BAR!!! come potremmo servire il caffè ?
  • Nessuna altra marcha nel locale deve esserci se non il vostro MARCHIO. Insomma TIRATAVELA DI BRUTTO.

PRODOTTI IN VENDITA 

  • Offrite prodotti che siano Più E più : più cari, più economici, più strani, più piccanti, ecc.ecc.  tipo il cappuccino fatelo  SOLO gigante, allo stesso prezzo , con latte iper-cremoso servito sui bicchieri di cartoncino alla starbucks, oppure il CAFFè all’americana e saporito, NON fate L’espresso lo fanno tutti.
  • inVECE di decine di varietà di paste solo poche e selezionate tipo le ciambelline americane in 5 colorazioni diverse.
  • Assolutamente proibito prendere paste prese da ingrossi che le fanno uguali per tutte. devono essere uniche di vostra invenzione o copiate da altri paesi. ma diverse.
  • No coca cola o pepsi, ma cole sconosciute magari in Italia, ma famose in USA o altrove e bibite alternative.
  • Succhi di frutti solo di stagione a Km 0
  • Gelati UNICI, no alle marche più conosciute.
  • No Thè, non siamo inglesi, ma solo tisane e varie per il pomeriggio o la sera.
  • Birra e Wishky solo dopo le ore 18 e di marche selezionate accuratamente in tema col il locale
  • Cioccolato Eccellente fatto al momento, ma con almeno dieci minuti di attesa, BANDO alle macchine cioccolato.
  • Ogni settimana fate un briefing con chi ci lavora e misurate cosa si è venduto, cosa non si venduto per migliorar l’offerta straordinaria. Importante che tutti partecipano alla mission da mucca viola del locale.
  • Decidete se insistere su prodotti che non vanno, o meno e cercarne di nuovi da inserire
  • Importante che l’offerta non sia Statica ma dinamica.
  • Offrite così  sempre l’occasione di tornare da voi.
  • Fate spesso brain-storming con le persone che collaborano con voi. Sempre nuove idee da sperimentare.

Ambient del LOCALE 

  • Musica pensata per le varie fasce ma sempre CLASSICA o JAZZTazzine in tema con il colore scelto NULLA MA PROPRIO NULLA DEVE ESSERE SIMILE AL BAR DIETRO L’ANGOLO.
  • la comunicazione realizzata con una guerrilla marketing PER IL LANCIO del Locale e per i futuri cambi di prodotti.
  • Sedie ampie e comode, provatele prima voi a starci a leggere il giornale e bere un mega cappuccino.

COMUNICAZIONE AZIENDALE 

  • Comunicazione da scatenare solo con il BUZZ MARKETING. il passaparola tipo: una frase da divulgare tramite qualcuno  che permette a chi la dice al gestore uno sconto del 10% ad. es: dite a un cliente che se sparge la voce con una frase tipo: il mare è bello in montagna. chI LO RIPORTA  alla cassa durante tutta la settimana ottiene un 10% di sconto. (cfr post Post sul buzz marketing)
  • la comunicazione realizzata con una guerrilla marketing PER IL LANCIO del Locale e per i futuri cambi di prodotti.
  • Naturalmente monitorate intorno a voi cosa sta succedendo tra i vostri concorrenti, ne vedrete delle belle. Se vi copiano, allora state sulla strada giusta.

Un locale così richiede molto ma molto coraggio. Dipende anche dal posto in cui è realizzato. Inoltre occorre essere pronti a dialoghi tipo:

Dialogo 1

  • Scusi mi da una coca-cola?
  • Non l’abbiamo?
  • allora una Pepsi
  • Neanche signore, tuttavia abbiamo la RC cola dagli USA
  • risposte possibili;: no grazie. OPPURE Proviamo.
  • AL no si può tentare di farla comunque assaggiare.

Diaologo 2

  • Scusi un caffè
  • Espresso?
  • Si
  • MI spiace non lo abbiamo
  • Ma non siete un bar
  • NO siamo ….. (nome del )
  • E non si servite il caffè
  • si serviamo il caffè ma non espresso, posso farglielo assaggiare liberamente?
  • proviamo ….

Nessuno sa dirvi se un locale del genere possa o meno avere successo fino a quando no lo mettete in pratica.

Ma ricordate, il banale di sicuro fallisce, lo stra-ordinario offre qualche chance in più di essere vincente.

IO IN UN BAR COSì CI ANDREI DI CORSA E SPESSISSIMO E NE PARLEREI SICURAMENTE IN GIRO.

E VOI NO?

 

 

 

Passaparola Pandemico: un esempio viral-natalizio

 

Voglio raccontarvi una storia che mi è successa poco tempo fa e che evidenzia la potenza del passaparola.

Pochi giorni fa sono passato per Loreto per pregare e per il sacramento della confessione. Poche persone e molti preti, strano in genere sotto le feste avviene il contrario. Mi avvicino al più esposto alla luce ed italiano, essendo io molto stanco, mezzo miope e mezzo sordo. Il prete anziano è stato amabilissimo abbiamo parlato per un 20 minuti, durante i quali ci siamo avvicinati nella comune passione della teologia, io da laureato in teologia pastorale e lui da studioso appassionato. Alla fine mi consgila ed esorta, oltre le varie indicazioni post confessione a leggere il libro capolavoro di Durwell: la morte del Cristo.

Mi avverte però che sarà non semplice reperirlo in questi giorni, poiché si vende moltissimo. Dopo pochi minuti alla fine delle preghiere mi reco presso la libreria della Santa Casa per acquistarlo ma non lo hanno, è in riordine, e mi dice se voglio prenotarlo, poiché ne vendono una cinquantina  minimo a settimana, circa duecento al mese da un po’ di tempo.

Ringrazio ma penso che con i mezzi tecnologici che in 48-72 ore posso averlo tramite amazon o Ibs.  Prima però tento in una libreria cattolica vicino ma niente, come sopra, ed anche la libreria cattolica del mio paese che mi dice  le stesse cose e che già molte altre persone sono in lista d’attesa per reperire il libro, grazie a questo prete di Loreto.

INCREDIBILE dico io. Pensate che a Loreto ci sono almeno 10-15 preti che a rotazione confessano, e che ipotizzo che don Ubaldo, il prete in questione, al massimo potrà confessare, una 50 persone a settimana, e sono molto ma molto generoso. Possibile che tutte queste si catapultino a leggere il libro?

In più vado su internet. Nè amazon ne Ibs lo hanno disponibile, ma lo trovo con consegna per il prossimo anno su alcuni siti minori. Decido di aspettare anno prossimo per poterlo avere, tanto non mi sfuggirà.

Da studioso e consulente di Marketing è un episodio molto ma molto interessante su come si innesca una viralità pandemica da un Passaparola o Buzz diretto.

CHIEDIAMOCI: Perché molti di coloro che si sono confessati da lui corrono a comperare il libro? (non era la penitenza.  sia ben chiaro.)

  • Fiducia nel trasmettitore: cioè colui che trasmette ha la nostra piena fiducia, NONOSTANTE, fosse stata la prima volta che io lo abbia mai visto.
  • Stimoli innescati dal far parte della stessa Tribù, i cristiani appassionati di Teologia
  • Ambiente: il luogo in cui io ho ricevuto il brusio è qualificante ed avvalorante la trasmissione ricevuta
  • Momento particolare, ovvero durante un rito, questo dà un significato particolare alla trasmissione del brusio.
  • Modo con il quale il prete, con enorme trasporto, ha magnificato il libro, me lo ha fatto leggere, l’incipit e il versetto finale, gli stava a cuore in modo particolare aggiungendo che lui lo ha letto oltre 20 volte. Insomma ha toccato le corde emozionali nel parlarne, attraverso una Storia.
  • Avvertenze delle difficoltà, che innesca la sfida di trovarlo

Insomma credo che questi 6 ingredienti siano una miscela esplosiva per far scatenare un Passaparola in grado di far divulgare il prodotto.

Certo non è semplice tuttavia proviamo a rifletterci sopra secondo il metodo della Negazione, ovvero alla rovescia il passaparola non avrebbe funzionato in quanto:

  • Zero Fiducia nel trasmettitore, chi accetterebbe il  suggerimento?
  • Se non stimolati, perché parte di una “tribù”  come quella cristiana, penso sarebbe stato difficile dare ascolto. Fosse stato detto da un testimone di geova difficile avrei ascoltato il titolo.
  • Don Ubaldo al bar che mi parla del libro, …. che palle, sto prete….. hahahahh
  • Se occupato a fare altro, di certo non ascolto, mentre durante un rito….. come posso non ascoltare?
  • Se me lo avesse imposto lo avrei preso comunque? oppure …. avrei fatto resistenza? come fanno i bimbi di fronte a un no? …..
  • Senza difficoltà non ci sarebbe gusto a cercarlo, e magari penso che solo io posso leggere sto libro, invece altri mi hanno preceduto allora …. insomma con un minimo di ostacolo aumenta la voglia di trovarlo. E che sarà mai sto libro?

Insomma il post esperienziale sulle mie gesta natalizie vuole esser una riflessione per tutti coloro che tentano di contagiare le persone con il proprio prodotto innovativo.

Suggerimenti sulla  base della mia esperienza sopra esposta  per scatenare un passaparola efficace:

  1. Cercate di influenzare e far provare il prodotto a persone che hanno molta fiducia dalle altre persone, accettane i consiglio positivi o negativi
  2. stimolate e scovate le tribù di riferimento. Ci sono ci sono, non dubitate, la ricerca è essenziale.
  3. scegliete l’ambiente adatto ove scatenare il passaparola anche con guerrilla marketing, ove la tribù si ritrova. L’ambiente deve essere ubertoso, ovvero molto ma molto fertile, in modo da moltiplicare il fatto di accettare il passaparola.
  4. scegliete il momento, il rito migliore per far conoscere e farvi conoscere
  5. pensate al modo gentile per far conoscer il prodotto-servizio, fondamentale non siate ossessivi, ma benevoli
  6. create una difficoltà, minima anche, per far venire l’acquolina in bocca, l’attesa genera desiderio , si sa, ma non esagerate.

Non so se scriverò un  altro post pre-natalizio, con questo vi auguro intanto di trascorrere un Santo Natale alla luce del Signore che nasce e per chi volesse acquistate come farò io il testo di Durwell : la morte del figlio.

Buzz Pandemico 1/3 : fondamenti del passaparola

Il Marketing è l’arte di scoprire, aprire,  inventare un mercato. Si crea un prodotto o servizio con la fervida speranza e l’ambizione che incontri molte persone che possono permetterselo e vogliano acquistarlo.

Ora da che mondo e mondo questo è una delle azioni più difficili da fare in assoluto.

Ideare un prodotto che trovi qualcuno che lo compri è veramente un’arte, non c’entra nulla la scienza. Non ci sono formule magiche che una volta applicate e poi replicate possano farvi aprire un mercato. e’ VERO CHE una volta che un prodotto apre un mercato, molti follower arrivano e si infilano, giusto, ma quanti alla fine rimangono con un congruo utile?

Domande da mille punti:

  • come si diffonde un prodotto?
  • Perché scegliamo un prodotto e non un altro?
  • di chi ci fidiamo?
  • ci fidiamo della pubblicità?

Alzi la mano chi vedendo una pubblicità corre a comperare il prodotto. Vero che la pubblicità aiuta a spingermi a comperarlo, ma la spinta determinante me la da altro.

Scondo molti studi recenti sembra che il più importante aspetto che ci spinge a comperare un prodotto sia il PASSAPAROLA in inglese BUZZ (il brusio, il ronzio  scatenato da una persona e poi propagatosi).

Io ritengo che da sempre sia stato così. Le altre forme di comunicazione aziendale quali la promozione del prodotto, la pubblicità, l’agente di vendita  ecc. ecc. sono Moltiplicatori della fiducia, la quale però necessità di una base solida, e questa base solida la danno solo coloro di cui ci fidiamo, coloro che ci sono vicini e che riteniamo attendibili. Gli amici, i colleghi, i conoscenti, coloro che reputiamo esperti ecc. ecc. Alcuni di loro sono detti in gergo NODI che possono veicolare il buzz marketing. (ne parleremo nel prossimo post).

Ecco che sulla base di molti studi, a partire da quelli della Nielsen del 2007 (http://www.nielsen.com ) si è iniziato a studiare a fondo il fenomeno e si è cercato di capire come realizzare un prodotto che possa scatenare il passaparola e di conseguenza aprire un mercato.

Quali sono i passi  iniziali e fondamentali da compiere per sperare di scatenare il passaparola.

PASSO PRIMO:

Creare un prodotto  stra-ordinario!!!

Se non si crea un prodotto che possa essere oggetto di discussione, c’è ben poco da fare. Il prodotto stesso è il veicolo principale del  Buzz Marketing.   Non che si debba creare un prodotto “lunare” e  INNOVATIVO, basta solo che sia UNICO e NON ordinario rispetto agli altri.  A volte è sufficiente il Packaging diverso, altre volte una design particolare, altre il prezzo, insomma utilizzate tutte le armi del marketing mix in modo unico. Nella comunicazione ad esempio un modo attuale è l’utilizzo della Guerriglia Marketing di cui abbiamo parlato. Invece vedo spesso che le persone per “non sbagliare” fanno quello che fanno tutti gli altri. Logico che in questo modo NON potete offrire alle persone e ai nodi di parlare del vostro prodotto.LEGGI:    Post su prodotto star-ordinario

  PASSO SECONDO:

FATE FARE L’ESPERIENZA DEL VOSTRO PRODOTTO.

Il passaparola positivo è dato per la maggior parte da coloro che hanno provato il prodotto e ne parlano bene.

Il passaparola negativo invece sembra che derivi per lo più dal “sentito dire”.

(ad  es. io stesso parlo poco bene della mercedes, io guido solo BMW, ma in effetti non ho mai posseduta una e l’avrò guidata per pochi chilometri).

post_: suggerimenti per aprire una attività

Chi invece lo prova e non piace, che ci crediate o no, ne parla poco anche se ne parla male. In pratica sembra che siamo piuttosto buoni. Fate vivere una esperienza unica e raccontabile a chi acquista il prodotto. So che per alcuni prodotti è semplice facilitare l’esperienza per altri prodotti meno, tuttavia dovete trovare il modo che all’inizio molti usino e provino il vostro prodotto e possano poi raccontarlo (vedi il punto quattro). Vi assicuro che chi ne parlerà bene sovrasterà chi ne parlerà male. Solo che se il passaparola non parte significa che il prodotto non è ancora valido e  non si scatena un bel nulla. Quindi al tempo stesso il dato esperienziale vi fa capire dove state sbagliando. E mi raccomando non chiedete al cliente COSA NON VA. Non lo può sapere, sarete voi a dover intuire come migliorare il prodotto e renderlo perfetto per aprire un mercato. Un ascolto che si deve fare più con intuito che con l’udito.  A volte capitano consigli veramente preziosi, ma sono rari come perle, dovete saper filtrare , di fondo c’è che le persone desiderano dare una mano a tutti a voi come ad altri, pertanto penserà di fare del bene raccomandando il vostro prodotto o …. ignorandolo.

Ricordate la maggior parte del passaparola è POSITIVO

PASSO TERZO:

Accendete più focolai 

Partiamo dal fatto che è molto difficile scatenare una passaparola positivo. Pertanto non ci sono ricette facile e ideali. Occorre andare per prove ed errori, accendendo vari focolai, in ogni dove e con ogni mezzo. Verificate poi quale fa meglio al caso specifico, sempre però non dimenticando che il tempo gioca un ruolo essenziale, sia nel senso di quanto impiegate a scatenare una pandemica passaparola sia nel senso di “stufare” il passaparola che deprime velocemente. Quindi la tecnica consigliata è quella di muoversi in modo agile su più fronti e vigilate e cambiate al momento giusto. Sappiate sempre deliziare e sorprendere in modo da alimentare la virilità del buzz.

PASSO QUARTO

CAPIRE Quale caratteristica del prodotto

Esalta il buzz Marketing 

Capire cosa incoraggia di più a parlare del vostro prodotto le persone che potrebbero diventare clienti. Assai difficile, ma si deve capire. In pratica si tratta di cercare di mettere in evidenza quegli aspetti del nostro prodotto che meglio si prestano ad essere oggetto di discussione. A volte poi si scoprono aspetti inattesi. Difficilissimo compito, vi consiglio di farvi aiutare da esperti di ricerca e comunicazione. Occorre studiare a fondo il problema che non è per nulla scontato. Magari pensate che si parli del vostro bel negozio appena rifatto, invece scoprite che  il motivo del passaparola per venire da voi è la beltà delle commesse!!! Insomma non date per scontato nulla, il passaparola è assai difficile da capire, ma occorre capirlo. Investite soldi con persone che vi possono sempre aggiornare sulla percezione del vostro prodotto sempre. Sono soldi investiti non un costo.

PASSO QUINTO 

IL TEMPO

Considerate che il passaparola necessita dei suoi tempi, non si può esattamente prevedere come si scatena e in quali tempi. E’ molto “umano”, dipende da molte circostanze, alcune ne esamineremo nei prossimi post, altre sono veramente impossibili da stimare. Pertanto datevi un tempo, in base alle risorse che impiegate.  Se non parte cercate di cambiare o mollate, non c’è nulla di male e ritentate con altro. Insomma la variabile tempo è veramente poco calcolabile, ma i vostri conti NO!!!

PASSO SESTO

AFFRONTARE PASSAPAROLA NEGATIVO

Questo ultimo fondamentale passo è in genere il più trascurato. Capita spesso alle imprese che neanche se ne accorgono, oppure fanno spallucce al problema. E’ il classico caso del marito cornuto, lo sa tutto il paese non l’interessato. Invece sappiate essere realisti. Se si sta scatenando un passaparola negativo  sappiatelo affrontare come una opportunità per migliorare. Molte imprese si sono affermate nonostante siano partite con passaparola assai negativi. Certo meglio agire prima che poi, questo è evidente. Sappiate che una esperienza negativa si propaga meno di una positiva, pertanto avete tempo, purché capiate subito il da farsi.  Meglio stoppare fin da subito con interventi precisi e mirati. E controllare se il punto uno sia un prodotto stra-ordinario o banale, e miglioralo, controllate insomma tutti i punti sempre e costantemente.  Ma se si propaga e non reagite in tempo…… inutile continuare. ct-form]