Extreme Motor Show sciatto: consigli da antropologo d’impresa

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ESEMPIO DI COME 

FaR crescer il tuo FATTURATO  con l’Antropologo d’Impresa

 


Ieri sera ho accompagno mio figlio Geremia a veder il suo primo spettacolo MOTOR SHOW. Un classico spettacolo con le evoluzioni di piloti con le loro auto potenti e con mezzi motoristici dei più disparati.

La locandina che vedete riprodotta in alto, annunciava anche che era uno spettacolo di AMERICAN MONSTER TRUCK, ovvero con quegli enormi furgoni con le ruote alte oltre 2 metri.

Al Bar poco tempo fa ho trovato i biglietti in “sconto”, così li ho pressi e  messi da parte. Sul biglietto lo sconto era solo per il Mercoledì 7 euro + 7 euro  totale 14 euro.

Poi sotto c’era scritto 10 + 8 euro. Così penso che si pagava 18 euro senza sconto. Dato che mercoledì non potevamo andare, allora li ho buttati.

INVECE NO!! HO PAGATO

22 EURO.

 Vi assicuro che sul biglietto, che ho stracciato giovedì, NON C’ERa SCRITTO il prezzo PIENO DI 22 EURO.

(O Perlomeno non in modo evidente dato che io NON l’ho proprio letto).

PER ME è UN piccolo inganno  ALL’ITALIANA, altro che America.

Infatti appena arrivato alla cassa, ho  dovuto pagare 22 euro e zitto, facendo le mie rimostranze alla cassiera che rideva di me, unico coglione a pagare prezzo pieno.

Entro alle 21,30 , aspettiamo Inizio spettacolo previsto per  21,45, ma ovviamente 15 minuti di ritardo, intanto si riempiono gli spalti, a dir poco sporchi e scomodi, ricavati dai camion vecchi con la sola seduta e senza schienale.

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Inizia lo spettacolo.

Solite evoluzione, derapate, testa coda , su due ruote. Le auto usato sono tutte BMW serie 3.

 

 

Poi hanno usato le Z3 forse le più belle macchine.

ESEMPIO DI COME 

FaR crescer il tuo FATTURATO  con l’Antropologo d’Impresa

 

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Infine entrano i 2 Trucks  Scalcinati  a 30 all’ora, uno qui nella foto.

Giusto per farli vedere. con una miserevole esibizione di…. forza.

Servono solo a far le foto tra il primo e secondo tempo 5 euro.

Tra il primo e secondo tempo, si fanno le foto e si va al bar.

Una bottiglietta d’acqua 1,50, di quella consiglia pessima acqua che si vende  all’OASI. Al massimo costa 15 cm.

Tutti i piloti erano vestiti in modo trasandato compreso il presentatore, bravino , che penso sia uno speaker radiofonico, nulla di trascendentale né esageratamente simpatico ma almeno professionale.

Si sono esibite anche due moto, ma giusto un paio di impennate e un paio di salti nulla di chè.

Bravo invece l’acrobata con il quad e con un’altra moto. Un minimo di evoluzioni le ha fatte.

Poco apprezzabile invece esibizione in moto di una bimba di 5 anni. Secondo me è sgradevole, anche se sotto gli occhi della mamma e del babbo.

 

Lo stunt-man invece così, giusto per il fuoco ed il rumore che ha un pò allarmato e divertito  i bimbi, ZERO AMBIENTAZIONE se non a parole del presentatore.

Insomma uno spettacolo di 1 ora e 15 minuti, pagato 22 euro, vissuto scomodamente che soddisfa solo parzialmente.

Tra l’altro dietro le quinte c’erano dei mezzi interessanti parcheggiati che non sono stati fatti sfilare, tipo un chopper enorme, che mio figlio desiderava vedere.

Uno spettacolo

 PER NULLA AMERICAN. 

MA 

SCIATTO ALL’ITALIANA

DIREI

degno PER QUESTA NOSTRA LOCALITAì TURISTICA.

Leggi post: La Sciatteria d’impresa blocca il successo ci vuole un antropologo d’impresa

Quali potrebbero essere i consigli di un antropologo d’impresa a coloro che organizzano tale spettacolo :

CONSIGLI DA

ANTROPOLOGO D’IMPRESA

ESEMPIO DI COME 

FaR crescer il tuo FATTURATO  con l’Antropologo d’Impresa

iL Consiglio di base è questo: Se ti dichiari come spettacolo AMERICAN MOTOR SHOW, allora fai vivere una EMOZIONE AMERICAN agli spettatori sia nei motori, che nei colori, che nel food and drink.

IMMERGERE LO SPETTATORE NELL’AMERICAN DREAM SHOW

  1. Primo consiglio:  migliorare la SCENOGRAFIA DELLO SPETTACOLO. in PRIMIS gli abiti di scena. Non puoi esibirti con abiti trasandati, con semplici magliette tipo Lacoste, e brache “calate” come il presentatore, di sicuro in USA non lo fanno. Non credo sia una spesa eccessiva pagare una costumista per realizzare abiti da esibizione. Sembravano tutti meccanici che avevano da poco terminato il lavoro in officina. “COMPRESO I CAPELLI SPORCHI”.
  2. La Comunicazione d’impresa.   lA Pubblicità è IDENTICA a quella dei circhi e spettacoli simili,  ed ormai da mille anni. Possibile che non si possa chiamare un bravo grafico pubblicitario che realizzi un manifesto più innovativo? e meno BANALE . CLICCA QUI.  La promozione alla ‘italiana” con il metodo ingannevole funziona solo per far indispettire le persone. Io ho pagato 22 euro, ma poi ho consumato solo 1,50. Se avessi pagato 18 euro e la cassiera avesse compreso il mio disappunto avrei consumato almeno il quadruplo, poiché ben disposto. Insomma la promozione deve essere CHIARA e non INGANNEVOLE, vale sempre il motto: non promuovete agli altri ciò che non volete sia promosso a voi.
  3. Gli spalti sono un vero disastro, scomodi, poco puliti e secondo me pericolosi. Possibile non si possa farli in modo più comodo? Cuscini?  Anche concorre al passaparola. ad es. accompagno mio figlio, per DOVERE e sto pure scomodo ….. cosa racconti in giro?
  4. Fattore Presa da sfruttare: clicca qui   Gift, gli americani sanno che bisogna sempre lasciare un ricordo, un pensiero dell’evento, tanto più che lo speaker lo ripeteva spesso, parlate di noi, in modo da fruttare il passaparola leggi: fondamenti per stimolare il passaparola.  Allora perché non dare un piccolo omaggio di ricordo? un portachiavi, una macchinine, un qualche cosa che rimanga, magari solo ai bambini fino a 13 anni, e a chi ne facesse richiesta.
  5. Infine il bar, anche questo da sfruttare come un fattore presa, dare una emozione “AMERICAN”Deve essere curato nei minimi particolari, ed essere almeno AMERICAN. Non le solite birre a prezzi ENORMI. In questo caso ti esponi al giudizio poco lusinghiero degli spettatori. Se invece offri prodotti “american” il prezzo più alto sarebbe accettato e rientrerebbe in una emozione unica: spettacolo, food and drink AMERICAN. Oggi poi che le birre americane sono iper accettate ….
  6. Gli snack poi americani sarebbero stati una goduria pazzesca se ci fossero stati. Gli americani sfruttano moltissimo questo aspetto del business che arriva spesso al 30% degli incassi totali.
  7. Idee Buzz Marketing: Perché poi non passare lungomare, se in regola con le assicurazioni, con le macchine per “FARSI” VEDERE?. Oppure un testa coda, con autorizzazioni vigilesche? Boh un qualche cosa che possa far si che sia visibile lo spettacolo e non affidarsi solo alle locandine e manifesti e promozioni al bar. 
  8. Il dopo spettacolo quando i piloti ed i mezzi possono essere visti da vicino deve essere più “emaptico”. E’ FONDAMENTALE interagire con le persone. SONO LE PERSONE CHE PARLANO IN GIRO, E raccontare di aver parlato con piloti e stunt-man professioniste è di SICURO ARGOMENTO DA OMBRELLONE. clicca qui  Invece di fare le belle statuine e comportarsi in modo più simpatico, specie il ragazzino presentatore. Insomma un semplice saluto, scambio di vedute, rispondere alle domande ingenera una sorta di fiducia che di sicuro viene raccontata in giro. Così si genera il passaparola.

CLONCLUSIONI :

Lo spettacolo a mio figlio è piaciuto, a parte il fatto che il CHOPPER non si è esibito, e nessuno dello staff a cui ha chiesto gli ha risposto. Pensate se qualcuno gli diceva:” Chopper è rotto, ma se vuoi lo andiamo a vedere insieme”, mio figlio sarebbe impazzito ed il giorno dopo TUTTO L’ASILO sapeva di quella visita.

Lo spettacolo COSì SCIATTO come è a 14 euro, un bimbo ed un adulto, è accettabile, ma a 22 è un pò troppo , veramente CARISSIMO.

SE SI AFFIDASSERO AD UN ANTROPOLOGO D’IMPRESA IL LORO SPETTACOLO

ED IL LORO BUSINESS

MIGLIREREBBE SENSIBILMENTE.

 

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Aeron la “orrenda ” mucca viola delle poltrone, grande successo della Herman Miller con il marketing pandemico

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La Poltrona AERON della Hermann Miller 1

Prima della novità introdotta dalla Herman Miller, le poltrone da ufficio erano oggettI invisibili. Nel senso che per tutti la tipica sedia da ufficio era tipo

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poltrona tipica la-Z-boy

la la-Z-boy come puoi osservare nella immagine a sinistra. Caratteristica principale di queste tipiche sedie era l’imbottitura, agli americani piace sedere sul morbido e farsi “cullare”. Le ordinavano e le acquistavano gli gnomi dell’ufficio acquisti. Tutti si aspettavano che la sedia dietro una scrivania avesse un aspetto simile a quello della foto. Quello della sedia era un mercato piatto con risultati piatti. In pratica la maggioranza delle persone aveva la sua poltrona e si accontentava. 

 

 

 

L’azienda di poltrone Herman Miller tentò un’altra strada.

RISCHIO’ DI BRUTTO,

leggi anche: Imparare a rischiare per stimolare le reazioni emotive e scatenare il marketing pandemico

 

La  Hermann Miller Ingaggiò Bill Stumpf

img_62219619e1f162e6fecdcb61e80756f8 un designer specializzato in sedute che studiava da tempo l’ergonomia posturale delle persone insieme a dottori e università.

Egli era un visionario

che è l’unica cosa che conta, 

 e si inventò una sedia completamente nuova.

Senza imbottitura e senza pelle, al suo posto fece realizzare una speciale retina che permetteva la traspirazione della pelle. Importantissimo per coloro che siedono per ore sulla sedia.

Chiamò la sua sedia:

Aeron

fu messa in vendita al costo di 750 dollari.

Secondo te sapevano se avrebbe avuto successo? No, certo che non lo sapevano, è stata sicuramente un prodotto  Mucca ViolaLeggi qui

E quando si crea e si lancia un prodotto Stra-ordinario nessuno può dirti in anticipo se aprirà un mercato e avrà un successo, e soprattutto il tempo che si impiega ad aprire un mercato.

La Hermann Miller,   per essere “sicura” del prodotto, la testò con migliaia di persone. “Iniziarono con gruppi di architetti e designer, che in generale risposero bene. Si rendevano conto che si trattava di una sedia rivoluzionaria, ricorda Dowell c.e.o. della Herman Miller. Pur non giudicandola una bellezza, capivano che doveva aver quell’aspetto. Poi la presentarono a gruppi di facility managers, i responsabili dei servizi generali e a esperti di ergonomia, il tipo di persone che si pensava avrebbero in ultima analisi deciso il successo commerciale.2

MA 

come al solito,un conto sono i test un altro conto le vendite. 

I Risultati però furono sempre molto deludenti.

Se alla fine la seduta piacevole era considerata soddisfacente, l’estetica invece fu sempre dileggiata dalla persone del test.

Insomma non piaceva proprio, sembrava una mostruosità.

Il coraggio dell’intuizione della Hermann Miller fu quello di andare avanti lo stesso e proporre la sedia direttamente sul mercato. Coloro che portarono avanti il progetto furono dei BRAVISSIMI ANTROPOLOGI D’IMPRESA.

leggi l’innovazione grazie all’ANTROPOLOGO d’impresa

Capirono i desideri  profondi di coloro che sedevano in ufficio e non si scoraggiarono di fronte alle prime difficoltà.

 leggi post: L’antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.

Vinse alcuni premi, designer esclusivi di interni la notarono ed adottarono, e nei posti allora molto “in” come New York e soprattutto la Silicon Valley fu apprezzatissima e vendutissima.

Piano piano si fece Notare a POCHI, molto POCHI, ma erano LE PERSONE GIUSTE 

LEGGI QUI

Iniziò ad apparire su spot pubblicitarie, su riviste di moda e design. Iniziò la sua ascesa verso l’olimpo del successo. Ad un certo punto sedersi su una poltrona Aeron equivaleva a comunicare la propria creatività, la propria identità sociale futuristica. Ci vollero alcuni anni, ma la POLTRONA BRUTTINA divenne BELLISSIMA AGLI OCCHI DEGLI ADATTATORI PRECOCI, E ANCORA UN Può OLTRE ALLA MAGGIORANZA PRECOCE.

Questo esempio parla di come il Marketing Pandemico possa realizzare un grande e inarrestabile successo.

Si parte sempre dalla ricerca dalla VISIONARIETà, unito al coraggio di intraprendere strade nuove e sconosciute.

Si usa il Design per creare una mucca viola.

Si studia il modo poi di diffonderlo tramite i giusti canali e porre il prodotto alla attenzione degli innovatori, e non si da tanto conto di ciò che dicono la maggioranza precoce.

Si segue l’istinto per far emergere i pochi innovatori.

La Hermann Miller creò un Prodotto Stra-ordinario, capace di scatenare un contagio virale. Quello che una volta era considerato mostruoso oggi è considerato bellissimo, ed esposto al MoMa di New York , l’anno del suo esordio sul mercato, la poltrona Aeron ha venduto milioni di esemplari e oggi è esposta nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York. Mark Schurmann della Hermann Miller ha affermato:” Il design eccellente risolve dei problemi, ma se comunica anche il senso della novità anticipatrice, allora il successo è assicurato.” La Hermann Miller rischiò, ma se avesse prodotto una poltrona normale senza rischio, sarebbe stata invece l’azione più rischiosa che potesse intraprendere. Nel Marketing la prudenza è rischiosa.

QUESTE ED ALTRE STORIE LE POTETE TROVARE NEL LIBRO MARKETING PANDEMICO

E-book: Il Marketing Pandemico

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1Liberamente tratto dal libro di Godin La Mucca viola, Pag. 82-83 e dal libro di Malcolm Gladwell “In batter di ciglio”.

2Da “in un batter di ciglio”, pag. 144

 

 

Girolomoni, lo scopritore del Bio. Grande antropologo d’impresa

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La settimana scorsa abbiamo deciso, io e la mia famiglia,  di andare a cena nella nostra  Pizzeria Preferita: leggi

Pizza Pandemica Mucca Viola al ristorante Il Gatto e la Volpe. Lo Straordinario si diffonde.

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VISTA Chiesa del monastero di Montebello.

Dato che dista oltre 130 Km dalla nostra casa di Lido di Fermo, pensavamo di pernottare in zona. Il nostro amico grande pizzaiolo Gianluca Passetti ci ha consigliato di pernottare a Montebello presso la Locanda Girolomoni.

La Locanda dispone di 18 camera presso un antico Monastero restaurato chiamato Monastero di Montebello. All’interno c’è una meravigliosa chiesa con una Croce in Legno imponente e molto suggestiva.

A 1 km si trova la vera e proprio Locanda di Girolomoni, avevano costruito una specie di ristorante con alcune stanze, con piscina annessa.

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Vista dall’ALTO della LOCANDA GIROLOMINI

Il buon Gianluca ci consigliava di mangiare lì il giorno dopo e che non me ne sarei pentito, dato che cucinava Andrea Marzoli, uno Chef che ha fatto la gavetta da Uliassi.

Inoltre egli ci ha accennato alla grandezza del sig. Gino Girolomoni, scomparso nel 2012, che fu l’iniziatore della agricoltura Bio in Italia e nel Mondo.

Incuriosito dalle sue parole,  ho subito prenotato una stanza e mi sono precipitato a documentarmi sul Personaggio e sul mondo Bio. Devo ammettere la mia ignoranza in materia, non essendo minimamente attratto da queste tematiche ambientali.

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Consiglio di leggere la Biografia di Gino Girolomoni:

 Biografia dal sito Ufficiale della cooperativa Girolomoni

Un uomo Stra-ordinario, profondamente religioso e che ha voluto fortemente fare qualche cosa per mettere in pratica i precetti religiosi CRISTIANI.

Si è messo al Servizio di tutti pensando di realizzare una impresa che potesse aiutare le persone a vivere meglio attraverso il cibo. Il seguente motto riassume perfettamente il suo sogno imprenditoriale:

“Per noi mangiare non è soltanto trasformare e cuocere il cibo

– diceva Gino Girolomoni -,

è molto di più.

E’ anche amicizia, fraternità, bellezza, spiritualità, compagnia”.

Grazie alle sue intuizioni  che risalgono a  40 anni fa, è esplosa la “moda” del BIO in Italia. Oggi  55 mila imprese si dedicano al biologico, i ritmi di vendita del prodotto BIO nei negozi sono impressionanti. Gino è osannato più all’estero che in Italia, mi hanno detto a Montebello.

Egli è l’inventore del Brand Alce Nero che nel 2002 dovette vendere, o svendere dicono alcuni, a coloro che oggi ne hanno fatto un business profittevole. Ma ha salvato la Cooperativa che oggi si chiama con il suo nome: Cooperativa Gino Girolomoni, per approfondimenti clicca qui

Tirando le somme Gino Girolomoni fu un grandissimo Antropologo d’Impresa, come pochi abbiamo avuto in Italia negli ultimi anni.

img_lastminute_259256Il giorno dopo a pranzo abbiamo gustato un pranzo eccellente e creativo, se ci andate vi consiglio gli spaghettoni aglio olio e peperoncino  alla maniera di Andrea  che sono na roba
STRA-ORDINARIA.

Dopo pranzo abbiamo avuto il piacere di conoscere meglio il mondo Girolimoni, grazie ad Andrea, LO chEF, marito della figlia di Gino. Abbiamo poi avuto modo di parlare con Giovanni il figlio che amministra la Cooperativa Girolomoni con risultati STRABILIANTI.

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Giovanni Girolomoni, Ceo della Cooperativa Gino Girolomoni

In Sintesi: 12 milioni di Fatturato, di cui l’85% realizzato all’estero. Leader del Bio in molte realtà europee, in particolare in Germania, vendono con profitto perfino in  Giappone. Le imprese associate alla cooperative sono Oltre 130 aziende.

Insomma una realtà imprenditoriale INCREDIBILE E STRAORDINARIA che ha saputo  capire i desideri delle persone ed offrire loro il meglio della produzione agricola.

Lo Chef Andrea ci ha sinceramente detto che non tutti i prodotti, pur essendo Bio, sono eccellenti. Allo stesso tempo non molti sono veramente in grado di valutare la bontà di un prodotto in termini qualitativi.

leggi qua: Quando la “qualità” di un prodotto supera la capacità di comprensione del mercato: serve un antropologo d’impresa.

Anche se le imprese seguono i  disciplinari BIO, questo non significa che  prodotti siano eccellenti. Tuttavia la Pasta della Cooperativa Girolomoni  è in assoluto uno dei prodotti eccellenti, che non ha nulla da invidiare a celeberrime marche nazionali. Pasta da Gourmet. leggi qui

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Giovanni Girolomoni ci ha detto che in azienda lavorano circa 40 persone, che alcuni sono impiegati nell’ambito grafico e marketing.

girolomoni_logoIl logo scelto a me personalmente non dispiace, richiama la forma del monastero.

Anche la frase “OLTRE IL BIOLOGICO” mi sembra azzeccata così come il colore.

Da Antropologo d’impresa mi sento un tantino in imbarazzo ad offrire i miei consigli a questa realtà impressionante che sta volando sul mercato.

Eppure voglio provarci a dire la mia, nel mio piccolo, senza alcuna presunzione ma solo per restituire qualcosa di quanto abbiamo ricevuto in questa splendida visita.

COSA SUGGERIRE PER MIGLIORARE IL

BUSINESS DESIGN DELLA COOPERATIVA GIROLIMONI?

La Strategia di impresa mi sembra tutto sommato OTTIMA

  • Vision e Mission molto ma molto chiari e delineati. CLICCA QUI
  • Prodotto STRA-ORDINARIO acclamato dal successo internazionale. 
  • Comunicazione Pandemico ottima clicca qui

L’aspetto che mi sento di Suggerire è quello  di concentrarsi sulle

tattiche DI MARKETING PANDEmico  

che dovrebbero “scaricare” a terra tutto il potenziale.

  1.  Valorizzazione Massima del  BRAND PANDEMICO  GIROLoMONI.  Approntare tutte le azioni necessarie per dare valore al brand.
  2. Comunicazione Social da sfruttare in modo massimo anche per dare voce in modo “innovativo” al mondo Bio. Questo secondo me l’aspetto centrale e non ancora sfruttato al massimo. So che pubblicano un giornale trimestrale, molto apprezzato, forse sarebbe il caso di pensare di creare un canale digitale. Un Blog, oltre la solita Pagina Facebook. clicca Locanda Girolomoni . Il content Marketing in questa situazione sarebbe eccellente e immagino anche traducibile in tutto il mondo. 
  3. Packaging da perfezionare. Secondo me manca una packaging accattivante e innovativo, troppo simile ai competitor e soprattutto ai prodotti “scarsi”. LEGGI: Il Fattore Presa ti aiuta ad “acchiappare” le persone giuste per diffondere il tuo prodotto
  4. Canali distributivi: leggi : canali distributivi primi diffusori di prodotti pandemici: selezionali,seguili e forma il guardiano del canaleLa scelta della impresa è stata quella di evitare la GDO e concentrarsi in canali specializzati BIO. Secondo me ottima scelta. Tuttavia manca un coordinamento di esclusività di questa diffusione, rischiando di “svalutare” il prodotto. Sarebbe meglio SELEZIONARE i canali e magari attivare corsi di formazione per meglio far vender il prodotto. Azzardo anche l’IPOTESI di poter aprire Negozi Bandiera magari nelle principali CITTa’ Italiane ed internazionali.
  5. Prezzi. Secondo me i prezzi dei prodotti BIO sono troppo contenuti. Il sig. Giovanni mi ha detto che anche per una vendita equa e che arrivi a tutti. Personalmente ho molte rimostranze. Al limite si potrebbero trovare soluzioni di Prezzi-Promozioni specifiche magri differenziando il prodotto. Ma svendere il prodotto, sapendo l’enorme sforzo che c’è dietro a mio modo di vedere è una vera e propria perdita di credibilità. Prezzo e Valore non sono la stessa cosa, tuttavia la percezione umana tende ad associarli.
  6. Perché non lanciare il BIO CHIC? un prodotto BIO ma con CHIC, senza la patina troppo trasandata? Io penso che ci sia il desiderio di acquistare un Prodotto BIO e che sia di VALORE. Tipo il Cachemire del Cibo??? Potrebbe essere una idea per penetrare un mercato di sicura rimunerazione.

    se vuoi un consulto dell’antropologo d’impresa della tua impresa presente o futura : clicca qui

 

In conclusione grazie a GINO GIROLOMONI e ai suoi splendidi figli che continuano il suo sogno e che sono il VANTO delLA Nostra Denigrata Nazione.

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La nostra più viva AMMIRAZIONE. Grazie

 

 

GiorgioMare: surgelati stra-ordinari! Suggerimenti dell’antropologo d’impresa.

 

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Giorgiomare Surgelati

Ho scoperto questa giovane azienda alla recente esposizione di Tipicità presso Fermo Forum, un ente fieristico della mia città. . Una realtà giovane, nata circa 6-7 mesi fa,  sebbene ho scoperto che il Patron, l’imprenditore  Giorgio Longhi  aveva un back ground importante proprio nel settore del food surgelato, leggi qui

Lo stand allestito dalla azienda, era fatto in modo tale che l’assaggio dei prodotti fosse continuo. Così io e i miei familiari abbiamo avuto modo di assaggiare vari prodotti, cotti sul momento.

Abbiamo provato gli gnocchi al pesce e la gramigna, e devo dire che il gusto, a fronte di un prodotto surgelato e pronto in pochi minuti è risultato ottimo. Mi sono fermato così a scambiare due chiacchiere con il responsabile commerciale che mi ha spiegato un pò l’impresa sita in URBISAGLIA.

AGGIORNAMENTO

Esercizio di analisi e suggerimenti da: 

ANTROPOLOGO DI IMPRESA 

ECCO cosa FA un antropologo di impresa.

Il lavoro di un antropologo è offrire il suo contributo per migliorare un prodotto alfine di farlo diventare STRA-ORDINARIO LEGGI QUI ed al contempo realizzare una comunicazione aziendale in grado di generare pandemia leggi qui.

Dopo aver ascoltato le parole di chi gestisce il commerciale in fiera ed aver assaggiato i prodotti, ho approfittato del gentile omaggio di un buono  sconto per andare la settimana successiva a visitare il negozio più vicino a casa mia, quello aperto di recente a porto sant’elpidio.  La prima analisi va sempre fatto sul punto vendita, in incognito.

Il negozio si trova a Porto Sant’Elpidio, in una zona centrale, o quasi, comoda per il parcheggio e assai residenziale. Il locale è ampio e luminoso e i prodotti ben esposti. Le signore che servono sembrano molto coinvolte e preparate nel consigliarne la vendita.

Ho ripreso sia gli gnocchetti che la gramigna, molto graditi da mio figlio. Inoltre ho voluto provare la CARBONARA DI PESCE, tanto decantata dal responsabile commerciale, esaltata dal fatto che vi erano dei  gamberoni enormi. Infine ho preso un kg PAELLA, e un dessert.

  • Assaggio per prima la CARBONARA DI PESCE. Il tempo che ci vuole per renderla al dente in padella è di circa 15-17 minuti. Metto un pò d’olioe un mezzo bicchiere d’acqua. Suggerisco iL Wok, per la cottura perché secondo me la umidifica prima e meglio.  I gamberoni erano veramente enormi. L’uovo non invadente, e la pasta sicuramente di buona qualità. Sapore NON DAVA DI SURGELATO, sai di quello delle marche più “sponsorizzate” per intenderci.
  • La Paella invece era veramente strepitosa, sempre considerando che si parla di un prodotto surgelato. Molto ricca, con circa 7 euro al Kg ci mangiamo bpaellaene due persone. Se posso suggerire qualche consiglio, secondo me manca un pò di peperone, non sono sicuro ci fosse, inoltre io ci venderei in abbinata le tipiche salse spagnole tipo questa, che mi sono riportato dal viaggio di Nozze: si chiama Paellero carmencita-5. In Spagna sono famosissime, costano pochi euro, e bastano per 3-4 paella. Io le abbinerei alla vendita della paella, gli dà quel tocco in più che rende la Paella più….. spagnola.

Insomma, le pietanze provate dimostrano che il prodotto non è BANALE, tutt’altro, ora secondo l’antropologo d’impresa non resta che renderlo straordinario e comunicarlo per farlo diventare pandemico, clicca qui

 

Suggerimenti per la Valorizzazione del Brand :

Dato che GiorgioMare è un Brand assai giovane, occorre che sin da subito si lavori sulla valorizzazione del Brand in modo preciso, puntuale e definito. Certo la MISSION, leggi qui come dovrebbe essere  non è proprio definita chiaramente, pertanto non aiuta molto a indirizzare le operazioni di valorizzazione, ma almeno qualche elemento legato al prodotto è utile, leggiamo dal sito:
“Il fondatore, Giorgio Longhi, un uomo con più di trent’anni di esperienza nel settore, può definirsi l’inventore del Franchising del pesce surgelato. Una storia iniziata per passione che lo porta ad “andare all’origine”, selezionando il pesce della miglior qualità nei mari di tutto il mondo. Nasce, così, il nuovo Brand GiorgioMare® che porta ogni giorno sulla tavola dei nostri clienti prodotti di altissima qualità e convenienza, sempre nel massimo rispetto del consumatore.” 

Come potete leggere, mi sembra banale, se non per la ricerca delle materie prime all’origine. Ma nulla dice di come realizzare prodotti straordinari e di come impostare la comunicazione pandemica. Sarebbe da lavorarci sopra, in quanto parlando con il sig. Longhi a voce mi ha fatto capire che lui la Mission Pandemica ce l’ha ben chiara, e sono sicura la trasmette a tutti i suoi collaboratori

Canale di Vendita

La GiorgioMare ha scelto il canale di vendita diretto, con negozi propri ed in franchising. Il negozio da me visionato era sicuramente ben ampio, ben organizzato. Forse poco chiaro nella disposizione dei prezzi, un pò confusionari, uno sopra l’altro. L’angolo dei prodotti non surgelati, secondo me, ha senso se legati in qualche modo ai prodotti surgelati. Magari con delle etichette tipo ricette da mettere in evidenza in modo che uno compra un prodotto surgelato e poi ci abbina per la cucina il prodotto tipo pomodori, olio o pasta.

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Il packaging è la nota dolente. Scarsa qualità di quello per le confezioni di pasta, in quanto le scritte si tolgono facilmente. Inoltre nelle confezioni mancano le modalità di cottura ed i suggerimementi. La cosa peggiore pii è che non si legge bene il BRAND giorgiomare. Questo è veramente grave. I surgelati si tengono per mesi a casa e penso si ottimale che il nome si legga sempre. Il sig. Giorgio mi ha confessato che ha voluto un packaging trasparente per far vedere il prodotto. Concordo con lui, ma ci sono involucri ed involucri, occorre scegliere quello che meglio esalti e valorizzi il prodotto. Il PACKAGING è IL PRODOTTO

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IL PRODOTTO è IL PACKAGING.

Comunicazione Aziendale 

Da quanto ho capito l’impresa è ancora agli inizi, pertanto le lacune ci sono tutte specie nella comunicazione. Il sito è fatto in modo professionale, ma non so fino a che punto sia in grado di parlare alle persone giuste, magari per aprire nuovi franchising. La pagina Facebook, ancora poco sfruttata, necessita di maggiore attenzione. Insomma diciamo che sul lato comunicativo occorre lavorare parecchio, soprattutto a partire dal punto vendita. Il Fare presa è ancora agli inizi e va meticolosamente perseguito.

Piccole Idee Crescono 

  • Linea Prodotti Surgelati ESTEROFILI!!! Dato che ormai tutti i supermercati offrono la possibilità di acquistare prodotti internazionali, perché non provare a stimolare i giovani a comprare prodotti pronti per le feste, specie estive, al gusto asiatico o anglofono?  Dato anche dal fatto che la paella mi risulta essere il prodotto più venduto. Si potrebbe pensare di introdurre novità ogni tot. mesi, in questo modo se ne avvantaggerebbe anche la comunicazione.
  • Il porta a porta? specie nelle città ormai si è affermato il concetto consegna a domicilio, per un prodotto surgelato potrebbe essere una spesa che gli studenti potrebbero apprezzare tipo: LA TUA PAELLLA A DOMICILIO IN … .30 MINUTI.
  • ce ne sono molte altre di idee, ma forse sono troppo….. stroppie. Ci sarebbe da metterle in pratica sbagliare e veder cosa succede.. clicca qui

Poco tempo dopo aver mangiato la carbonara ho  scritto una mail alla GIORGIOMARE. e che Nella quale esprimevo alcuni commenti e ringraziamenti ed un piccolo problema riscontrato nella vendita del prodotto, che qui non riporto in quanto compreso e già risolto. Mi ha fatto molto piacere che sia stato l’imprenditore stesso, Giorgio Longhi  a chiamarmi. E’ stato gentilissimo, mi ha ringraziato della segnalazione per uno spiacevole episodio, che penso per loro sia suonato come campanello di allarme per eventuali problemi futuri da scongiurare. Ci siamo scambiati le nostre opinioni.  Mi ha invitato a visitare l’azienda ad Urbisaglia e penso che a Giugno andrò sicuramente.

AGGIORNAMENTO 

SUL NUMERO IN EDICOLA di APRILE DI

MILLIONAIRE

GRANDE SPAZIO AL FRANCHISING GIORGIOMARE Bravi!! Ottima Scelta Comunicativa. 

Ritengo un onore che il sig. Longhi mi abbia chiamato, penso che un imprenditore debba curare in prima persona alcuni aspetti comunicativi, specie se legati ad episodi increscisoci.   Una sensibilità rara. Dedico a lui questo mio post, che magari possa essere preso da spunto per migliorare la loro impresa.  Cento come Lui e magari le Marche escono dalla crisi.

Io ringrazio IL SIG. Giorgio Longhi del coraggio del fare impresa e se dovesse avere bisogno di un antropologo d’impresa…. .sa dove trovarmi.

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foto paolo izzo