Stabilimenti Balneari proposte Mucca Viola solo per persone Strambe

 

Il mio ultimo post ha suscitato un buon interesse.

Parlavo di MARKETING TERRITORIALE oltre le TRADIZIONI

Il concetto di base era che nella offerta turistica italiana trovo che prevalga nettamente le BANALITÀ’ più conclamate così si attira sempre meno turisti, soprattutto stranieri ed ancor di più la possibilità di lavorare in questo settore che potrebbe essere  e dovrebbe essere il nostro fiore all’occhiello.

Pochissime sono coloro che Rischiano qualche cosa di nuovo. Tutti gli operatori turistici che siano istituzionali o privati

FANNO SEMPRE E SOLO LE STESSE

COSE RIPETITIVAMENTE.

Appare chiaro come il RISCHIO  leggi qui  non rientra nelle possibilità di chi fa Business nel turismo in Italia, così non si va da nessuna parte.

Vero che il RISCHIO comporta la possibilità di commettere Errori, infatti  dopo aver Tentato strade alternative rispetto a tutti gli altri la possibilità che si sbaglia è assai elevata. Ecco che allora molti preferiscono non rischiare e fare sempre e solo le solite cose.

Il Trial and Error leggi qui ovvero gli esperimenti portati avanti  a forza di errori e cambiamenti e miglioramenti ed errori fino al risultato finale

SONO LA BASE DEL SUCCESSO

DI TUTTE I BUSINESS Più RIUSCITI.

Chi non ha il coraggio di rischiare

NON

riuscirà mai ad avere un Successo Clamoroso .

Pertanto spero che qualche temerario e pazzo Visionario sappia tradurre i suoi sogni o vision leggi qui  in MISSION di Successo. Ne va del bene per tutti noi.

Oggi però provo a condividere con voi qualche

IDEA MUCCA VIOLA

Leggi qui

 giusto come esercizio di Marketing Pandemico. 

Nessuno SA se queste mie proposte sono VALIDE o sono delle mere stupidate. Per l’appunto solo con un sano TRIAL and ERROR e grazie al MARKETING PANDEMICO sarebbe possibile testarle al meglio per verificarne la redditività.

Solo mettendole in Pratica si potrebbe verificare se questa

ALCUNE IDEE BISLACCHE PER GENTE STRAMBA

Per gli Stabilimenti Balneari s:

Come scrissi nel post Strambi siamo e prodotti straordinari cerchiamo

Dato che siamo in pieno periodo estivo, il mio pensiero va a considerare quanto siano assolutamente banale l’offerta Mare in Italia. Gli stabilimenti Balneari Sono tutti UGUALI, non si distinguono l’uno dall’altra, a partire dai NOMI, leggi qui Pure quelli sono sempre gli stessi.

Tutti offrono la stessa identica cosa, le variazioni sono MINIME.

E mi chiedo PERCHè?

Faranno tanti soldi così, evidentemente altrimenti non si spiega perché l’offerta sia così appiattita.

Proposte STRAMBE :

  • Stabilimento Balneaere VEGANO-VEGETARIANO. In Italia il 10% si professa vegetariano, perché non richiamare l’attenzione di questi STRAMBI che pagherebbero anche di più   per uno stabilimento tutto per il loro OTAKU  . 
  • Stabilimento  Frutta e Verdura senza la SOLITE MARCHE, tipo coca-cola, aranciata ecc. ecc. MOLTO RISCHIOSO, estrattori di ogni tipo di frutta e verdura ma niente dalle multinazionali, sarebbe salutista, per gente con la fissa delle vitamine ecc.ecc.
  • Stabilimento A tema di colore, tutto arancione, o Blu o a tema settimanale. Compreso il cibo e l’intrattenimento.
  • Stabilimento Tecnologico, e qua ci sarebbe da sbizzarrirsi per attirare le persone giuste, tipo i NERD o giù di lì, connessioni, iMac, iPad a disposizioni, ordini dall’ombrellone tramite APP,  prenotazione ombrellone o lettino o asciugamano o semplice caffè!!! Insomma uno stabilimento IPER – TECNOLOGICO, io mi ci fionderei immediatamente!!!
  • Stabilimento Giocoso, potrebbe esser un variazione di quello precedente se i giochi sono video, immaginate 5-6 schermi per giocare in spiaggia con i video giochi tra amici, oppure una app giochi sotto gli ombrelloni in circuito chiuso. Oppure giochi di vario genere in particolare quelli di RUOLO, magari con temi a settimana, tipo, una settimana i pirati, una settimana il medio evo, una settimana giallo-thriller, una settimana sportivi.
  • Stabilimento Cinema che Passione. Da sbizzarrissi al massimo. Tipo dividere a zone lo stabilimento tipo: Western, Noir, commedia all’italiana ecc. ecc. Poi organizzi tutto sotto forma di SCENE DEL CINEMA. E ,magari rassegne cinematografiche tutto il giorno e sera e notte.
  • Stabilimento Fumetti, suggerito dal mio grande allievo Omar Torresi con il suo meraviglioso fumetto appena uscito. Super-eroi, sturmtruppen ecc.ecc.

Mi preme sottolineare che per metter in pratica

queste idee la SELEZIONE E FORMAZIONE del personale

risulta FONDAMENTALE. leggi qui

Non servono coloro che hanno ESPERIENZA ma solo persone giuste da selezionare  con l’OTAKU adatto a  quanto proponete, se aprite vegetariano meglio personale vegetariano, se cinema che sia appassionato di cinema ecc. ecc.

Selezionatelo in modo che  sia pronto a darvi il massimo ed ad imparare per il futuro suo e vostro.  Dovete vedere in loro il futuro non il PASSATO.

Si lo so, sono idee bislacche, e qualcuno giustamente potrebbe dirmi,

PERCHè NON LO FAI TU? 

Non lo so perché, magari perché mi cago sotto, o perché al momento non ho la spinta per farlo!!!!

e si avete ragione a farmi questo rimbrotto.

Ma  per ora ho voluto condivider queste riflessioni da

ANTROPOLOGO DI IMPRESA

magari a qualche persona più coraggiosa di me con lo spirito imprenditoriale potrebbe trovare qualche spunto per fare impresa e assumere tante ma tanti giovani .

Posso altresì assicurare il mio personale aiuto personale tramite consulenza per i primi momenti, poi  se vi piacerà ci accorderemo per il compenso.

Il vostro Personale Antropologo di Impresa

Tel. 393 5561322

Mail porlandi05@yahoo.it

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Startupper preparati a dare il massimo per la tua impresa. Il successo è questo. Due grandi allenatori lo insegnano

John Wooden, a noi italiani dice poco o nulla, forse agli appassionati di basket risveglio la loro memoria storica, mentre negli USA è una leggenda di Allenatore.

Traggo sempre spunto dal magnifico libro di Farson-Kies
che ho già ampiamente trattato nei post precedenti QUI E QUI.

John Wooden ha vinto ben 10 titoli del campionato dei College di Basket NCAA di cui 7 consecutivi. Record su record delle sue squadre, mai disfatte.

Quale il suo Insegnamento di Base che impartiva ai suoi giocatori?

 

SEMPLICEMENTE QUESTO:

“LA  DOMANDA GIUSTA NON è:

HO VINTO?     HO PERSO?

LA DOMANDA GIUSTA è :

HO DATO IL MASSIMO?

E’ questo che conta, tutto il resto è marginale”

j. wooden

La destinazione conta più del viaggio, ed anche il MODO con il quale si compie il massimo dando tutto se stessi per viverlo al meglio e donare a se stessi ed agli altri il massimo che possiamo offrire in quel momento.

Per questo NON CONTA se si vice o si perde, LA VITTORIA è il sottoprodotto dell’ATTEGGIAMENTO da metter in campo senza mai avere rimpianti.

La preparazione al GIOCO è fondamentale, il risultato della partita un semplice sottoprodotto.

“Ho capito che sotto il mio controllo non c’erano le vittorie o le sconfitte. Sotto il mio controllo c’erano la preparazione personale e dei ragazzi della squadra. Io giudicavo il mio successo, la mia “vittoria”, in base a quel parametro…. Ero convinto che se ci fossimo preparati a fondo avremmo fatto un’ottima gara. Se poi vincevamo, tanto meglio; sarebbe stata la ciliegia sulla torta.                                                                MA non mai pensato che la torta coincidesse con la vittoria.”   

J. Wooden estrattio dal libro “vince chi fa più errori” pag. 99

Un altro immenso grande allenatore USA è stato un italo-omericano, secondo la sua bio molte volte agli inizi osteggiato proprio per la sua origine italiana, VINCE LOMBARDI.  Allenatore mitico di Football Americano dei leggendari Green Bay Packers, con i quali vince 3 titoli di Superbowl e svariati piazzamenti. Ebbene in Italia è tristemente famoso per un frase divenuta patrimonio di una squadra di calcio della famiglia più influente del nostro paese. La frase di cui si sono appropriati è questa:

“La vittoria non è tutto.

E’ l’unica cosa che conta”.

Purtroppo però questa frase NON è esattamente quello che Vince Lombardi aveva detto ecco sempre da libro a pag. 100 cosa invece disse:

” Vengo sempre citato per la mia frase

“Vincere non è tutto: è l’unica cosa che conta”.

In realtà ho detto un’altra cosa

“Vincere NON è TUTTO:

quello che  conta è fare ogni sforzo per vincere “.

V. Lombardi 

Direi che è ABISSALE la differenza tra quello che è stato trasmesso nel corso del tempo e ciò che il grandE allenatore impartiva nelle sue lezioni e nei suoi allenamenti.

La vittoria NON è il fine, ma un mezzo, il fine era il gioco che sia fatto dando ognuno il meglio del meglio che potesse dare.

Questi due esempi che ho voluto presentarvi mi hanno particolarmente  impressionato, sia perché adoro lo sport, quello verace, pugnace e …. sportivo in particolare di stampo americano, sia perché penso possa essere d’aiuto a  chi fa impresa o inizia a farla o a un sogno da realizzarla per farla o per gli Startupper tutti.

Quale è l’insegnamento da trarne per chi intende aprire un proprio mercato.

1- Preparazione: entrambi i due allenatori ponevano massima enfasi sulla abnegazione e disponibilità dei propri atleti a dare il massimo, senza risparmiarsi, anche negli allenamenti. Questo faceva si che la loro mente era già predisposta al massimo quando si giovava la gara. Si raccontano di mitici e durissimi allenamenti ai quali Vincent Lombardi sottoponeva i suoi atleti. Ne piegava la “volontà” per il bene loro e della squadra. La preparazione appare come la base essenziale per ottenere i risultati futuri. Per creare una impresa questo si evince in ricerca , realizzare prodotto Stra-ordinario  , essere ANTROPOLOGO D’IMPRESA

Ecco il secondo aspetto, l’importanza del gruppo, tutto deve essere finalizzato nel realizzare i bene del tuo e degli altri. Il team deve essere valorizzato affinché sia unito e coerente con gli obiettivi.

La Mission

della Start-up o delle Impresa

deve essere permetta dal tutto il team aziendale, altrimenti

NON HA NESSUN VALORE.

2- Esecuzione al massimo delle tue possibilità. Ovvero mettere in pratica la vostra Mission, il prodotto stra-ordinario che NON deve essere perfetto, ricorda Godin ottimo è pessimo leggi qui pertanto metti in pratica al meglio quello che hai pensato di realizzare con tutta la passione che hai e cerca di comunicare alle persone giuste che come te possano apprezzare il tuo prodotto leggi qui

3- Il fallimento in sé dunque NON è contemplato, leggi qui  in quanto se hai dato il massimo il resto non conta. Pertanto se hai la coscienza a posto e ti ritrovi con un business che non funziona

NON SEI TU CHE HAI FALLITO

MA E’  IL BUSINESS CHE HAI TENTATO a FALLIRE

PERTANTO NON RESTA ALTRO CHE RITORNARE

AL PUNTO DELLA PREPARAZIONE E RIPROVARE

4- Il successo è solo un sottoprodotto degli aspetti precedenti. Tutti i grandi personaggi raccontano di come il loro successo sia un prodotto di quanto lo ha preceduto, NON era il fine per la quale hanno iniziato la loro avventura. Tanto è vero che non raccontano mai l’oggi ma solo del loro passato beato durante gli anni del percorso.

Concludendo mi metto in gioco con voi, impariamo dai grandi maestri allenatori, preparamici e realizziamo al massimo quanto abbiamo preparato, infischiandosene di coloro che remano contro e sono tanti come sapete.

BUON VIAGGIO A TUTTI E SE AVETE BISOGNO DI UN AIUTO CONSIGLIO O INCORAGGIAMENTO

O PROFESSIONISTA DA

Antropologo d’impresa per il Marketing Pandemico

Sono qui 393 5561322

 

L’Antropologo D’impresa e il Marketing Pandemico

Un anno e mezzo fa scrissi una serie di brevi post dedicati ai principali  “volti” dell’innovazione. leggi il primo leggi il secondo.

Ispirato dal bellissimo libro di Tom Kelley :

L’autore del  libro è il fondatore e credo CEO della  IDEO  una Famosa società che ha come Mission quella di aiutare le Imprese a proiettarsi nel futuro, con le innovazioni, il design, le competenze, i rischi e le idee da implementare. I “volti” di cui Tom Kelley sono regolarmente utilizzati dalla IDEO per implementare e sperimentare le innovazioni.

Sinceramente NON SO se esista in ITALIA una realtà simile. Sospetto di NO, ma se qualcuno mi aggiorna ne sarò felice. Ritengo che una società come la IDEO  è INDISPENSABILE per tutte le imprese di una nazione all’avanguardia.

Il Primo “Volto” che Kelley descrive è quello dell’ANTROPOLOGO.

Mi ha particolarmente  colpito poiché credo che rispecchi la mia persona e le mie passioni e le mie ambizioni.  Infatti

IO MI SENTO E VEDO 

ANTROPOLOGO

D’IMPRESA.

L’Antropologo d’impresa fa parte, secondo la IDEO,  del team dell’APPRENDIMENTO deputato ad alimentare continuamente le informazioni, le news, le opportunità ed  i rischi per le imprese. Oltre a lui fanno parte del team  LO SPERIMENTATORE e L’IMPOLLINATORE TRASVERSALE.

Tuttavia lo stesso Kelley dice a pag. 17:

“Se di personaggi ne potete scegliere

uno solo allora   fate che sia

l’Antropologo.”

Mentre i primi due volti del team dell’apprendimento  sono più OPERATIVI e PRATICI,  l’ANTROPOLOGO  invece è di più ampie vedute,  teorico, didattico, osservatore ed anche esperenziale.

Egli più di tutti  gli altri DEVE ampliare le conoscenze dell’impresa,  attraverso studi e intuizioni e analisi  ed esperienze di vario tipo che possano essere sfruttate dall’impresa per intraprendere nuovi rischi d’impresa. (leggi post sugli errori e i rischi).

Kelley riporta una celebre frase:

"Il vero atto della scoperta non consiste nel trovare nuove terre,  ma nel guardare con occhi diversi".
 Marcel Proust

L’Antropologo d’impresa osserva e sperimenta anche in prima persona per capire meglio l’uomo ed i suoi comportamenti, in modo da intuire attraverso analisi e percorsi informativi i desideri delle persone e poter poi sperimentarli e  poterli  soddisfare nel migliore dei modi con prodotti stra-ordinari leggi qui.

Kelley sottolinea che per fare  l’Antropologo occorrono sicuramente doti naturali ma anche “artificiali” acquisite attraverso studi trasversali che travalicano l’impresa stessa.

(Io  ho una laurea di Economia Aziendale conseguita a Cà Foscari nel lontano 1994 ed un master in Fashion Marketing frequentato al Polimoda di Firenze nel 2005, alla quale ho affiancato una   Licenza in Teologia Pastorale conseguita dopo 7 anni di studi  presso la Pontificia Università Lateranense. Bio da LinkedIn)

Kelley dice che per essere un Antropologo occorre  avere DEeP SMARTS ovvero INTELLIGENZA, una parola che dal latino traduce

  INTUS-LEGERE = comprendere nel profondo.

Ecco secondo Kelley le Principali CARATTERISTICHE estrapolate dalle persone che fanno Antropologo d’impresa:

  1. Gli antropologi praticano il principio Zen della “mente del principiante”. Tuttavia io preferisco il “farsi piccolo con i piccoli, grande con i grandi, tutto con tutti” di San Paolo, ovvero la capacità di mettere da parte  la superbia degli “illuminati” per accettare di accogliere le diversità di tutti in modo emapatico e rispettoso della dignità personale di tutti. In modo da  cogliere le piccolezze o le grandezze delle persone come se si fosse una tabula rasa sulla quale si imprimono le esperienze sempre nuove.
  2. Gli Antropologi accettano il comportamento umano con tutte le sue sorprese. Non giudicano Osservano. Seguono il Principio di Terenzio:Homo sum, humani nihil a me alienum puto. Tentano di capire. Sviluppano un genuino interessa a capire le persone ed il loro comportamento. Per un credente in Cristo è la base della Evangelizzazione. Amare il Prossimo come noi stessi è  il fondamento dell’Antropologia d’impresa come io personalmente la intendo. letti mia tesi su imprenditore cristiano
  3. Gli Antropologi traggono conclusioni ascoltando le proprie intuizioni. leggi post Sempre supportato da dati, analisi e quanto possa aiutare a capire, tuttavia fondamentale è anche NON SOTTOVALUTARE la Potenza della INTUIZIONE. Occorre coraggio per seguire i propri intuiti, i propri istinti, per sviluppare ipotesi sui comportamenti umani, emotivi delle persone.
  4. Gli Antropologi cercano rivelazioni attraverso la sensazione di “vuja de”Richiama il detto di Proust, ovvero il contrario del deja-vu, la sensazione di vedere qualcosa di diverso da ciò che si è sempre avuto sotto gli occhi ed è passato inosservato. leggi post e il post tratto dal piccolo principi 
  5. Gli antropologi tengono liste di problemi o portafogli di idee. Alcune di queste idee o problemi, li ho elencati nel mio blog Blog di idee e problemi   
  6. Gli Antropologi sono disposti a cercare indicazioni nel cestino dei rifiuti. Tra i rifiuti, gli scarti si trovano le idee migliori e le intuizioni migliori. Non a caso la …. merda è un ottimo concime. Lo ripeto sempre ai miei alunni, la ricerca la si fa tra gli scarti non solo sulla panna o con la ciliegia sulla torta.

Kelley: “L’ANTROPOLOGO UMANIZZA

IL metodo scientifico e lo applica al mondo degli affari.” 

Ecco come descrive Kelley L’antropologo:

“Gli Antropologi entusiasti del loro lavoro sono

individui spumeggianti, abili e ricchi di interessi che ricercano attivamente esperienze autentiche da osservare con attenzione……

Quando gli antropologi si impegnano in osservazioni sul campo rammentate un principio fondamentale:

più approfondite gli aspetti emotivi, meglio è.

Nella vostra mappa delle esperienze, più riuscite a portare alla luce esigenze e DESIDERI DELLE PERSONE, più diventa probabile che le vostre scoperte vi portino a individuare nuove e promettenti opportunità.” pag. 24

Senza falsa Modestia ritengo che mi rappresenta in modo adeguato.
 L’antropologo affina il proprio intuito grazie alla vicinanza empatia con le persone, segue gli sviluppi creativi e soprattutto emozionali delle persone. Cerca di continuo di capire i desideri delle persone in modo da poter metter le basi per  realizzare progetti, strategie e tattiche per la realizzazione di un efficace ed efficiente

 MARKETING PANDEMICO.

Infatti il Marketing Pandemico parte proprio dallo comprensione dei desideri delle persone leggi qui da stimolare attraverso prodotti stra-ordinari leggi qui e una comunicazione aziendale che sia in grado di sviluppare una vitalità  pandemica leggi qui  individuando quelle emozioni che sono la base spesso dei contagi, infine indirizzando le tattiche principali per render operativo e consolidato il mercato leggi qui.

Insomma

 SONO

UN ANTROPOLOGO D’IMPRESA  del MARKETING PANDEMICO

che ama, ricerca, studia, esperimenta e progetta per l’implementazione prodotti che risultino Stra-ordinari, aiutando la comunicazione aziendale a diffondere la Viralità attraverso le emozioni e le ultime tecniche di contagio.

Kelley: 

Gli Antropologi

hanno la capacità di non cadere nella Routine

Il management per paradossi produce Marketing Pandemico:l’OVVIO invisibile è essenziale.

In questi giorni ho letto con piacere il libro più famoso di uno dei miei autori preferiti, Richard Farson. Un imprenditore, scrittore, psicologo, consulente aziendale ed altro ancora. Ho già parlato tempo fa riguardo al tema  degli errori, prendendo spunto da un altro suo libro: Vince chi fa più errori.  clicca qui e leggi il post.

Un libro che mi ha incoraggiato moltissimo, dato che so di non saper scrivere, e alcuni lettori me lo ricordano sfacciatamente, ma tant’è, accetto le critiche e continuo a imbrattare pagine bianche per il mio piacere e per il piacere dei pochi che apprezzano almeno i temi che affronto. Quindi per i puristi della lettura consiglio di  abbandonare sto sito, per chi invece intende acquisire competenze e novità per il proprio Marketing, oppure spunti per trovare il coraggio e le tecniche per aprire un proprio mercato, al di là degli errori di italiano, consiglio di continuare a leggere.

Il libro di Farson si intitola:

il management per paradossi.

Il Paradosso secondo l’enciclopedia Treccani è definitocosì:

 Affermazione, proposizione, tesi, opinione che, per il suo contenuto o per la forma in cui è espressa, 
appare contraria all’opinione comune 
o alla verosimiglianza e riesce perciò sorprendente o incredibile.

Fin dal titolo Farson ci suggerisce che gestire una impresa necessita accettare l’idea di “ragionare” per paradossi. Tuttavia subito dopo specifica che  non si può proprio ragionare per paradossi, è impossibile. E allora come si fa? Proviamo ad approfondire il suo ragionamento.  Il titolo, come spesso accade è tradotto poco correttamente, poiché in inglese suona così:

Management of The absurd. 

Ecco allora che si capisce meglio le sue indicazioni  già dalla introduzione   quando dice:

anche se per caso nel libro leggerete l'espressione "gestione dell'assurdo", sappiate che questa gestione è di per sé assurda". pag. 16

L’assurdo è per l’appunto  pensare ai  possa pensare di offrire delle soluzioni manageriali, in genere e  di tipo paradossale, o assurde in questo libro. Farson afferma che  Proprio NON ci sono ricette da dare e che una volta  eseguite si ottengano  i risultati. Occorre invece essere pronti a leggere la realtà in modo da essere preparati a vedere ciò che invece non si vede.

Occorre  affrontare la questione in modo insolito  e  con un modo differente di pensare:

" Le scoperte più importanti, le grandi opere d'arte e le migliori decisioni di management sono il prodotto di un modo nuovo di vedere ciò che la gente comune dà per scontato o non è capace di vedere proprio perché è evidente, ovvio. 
Io chiamo questo fenomeno 
                "l'OVVIO INVISIBILE". 
pag. 22

Egli porta esempi che, modestamente, anche noi abbiamo evidenziato, tipo imprenditori che videro l’OVVIO INVISIBILE:

Questo modo di pensare a cui ci invita Farson, non so perché mi ha fatto venire in mente il Celebre Segreto che la Volpe dice al Piccolo Principe:

 "                    ECCO IL MIO SEGRETO. 
E' MOLTO SEMPLICE: 
               NON SI VEDE BENE CHE CON IL CUORE.
          
            L'ESSENZIALE è INVISIBILE AGLI OCCHI." 

Non si vede bene con il CUORE, non con gli occhi. Gli occhi sono ingannatori mentre il CUORE difficilmente sbaglia. In teologia il Cuore non è i luogo del sentimentalismo sdolcinato, post romantico. Il cuore è il luogo ove riposa l’intelligenza dell’Uomo. Proprio così, secondo i testi dell’antico testamento il CUORE  è L’intelligenza dell’Uomo. Intelligenza che non significa Razionalità!!

Intelligenza deriva da Intellettus
che a sua volta deriva da
INTUS-LEGERE, ovvero LEGGERE DENTRO.

Quindi l’uomo dotato di intelletto è colui che è capace di andare all’essenza delle cose di penetrare dentro alle cose.

Oppure

da Inter-Legere
ovvero
scegliere tra diverse opzioni,
capacità di discernere tra varie soluzioni.

Insomma Il cuore è la sede  sede dell’Intelletto riesce a leggere dentro le cose e gli uomini e a scegliere per il meglio, dato che ciò che si vede in superficie attraverso gli occhi  ci limita e ci inganna e ci offre poche soluzioni.


Antoine de Saint-Exupéry all’inizio della sua immaginifica favola racconta del suo più grande fallimento: il disegno.

Disegnò un Boa ma i grandi non capivano cosa fosse (il primo disegno a lato) perché i grandi

NON VEDEVANO IL BOA DENTRO E

allei fine LO DOVETTE DISEGNARE (il disegno sotto).

 "Bisogna sempre spiegargliele le cose ai grandi"..... 
Fu così che a sei anni io rinunzia a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore. 
Il FALLIMENTO del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi aveva disanimato. 
I Grandi Non capiscono niente da soli 
e i bambini si stancano a spiegargli ogni volta.
 Penso che chi fa impresa
deve leggere con il Cuore 
vedere le cose invisibili agli occhi
ma per il suo intelletto visibilissime.

Certo che la cosa provoca frustrazione, delusione, con tutti lì a dirtene di tutti i colori perchè NON VEDONO IL BOA nel SERPENTE. E allora il Fallimento è servito e molti, anzi direi quasi tutti si arrendono e diventano adulti perdendo la capacità dei bambini di leggere col cuore e di conseguenza capire l’essenziale che spalanca il futuro.

"Ho incontrato molte persone importanti nella mia vita, ho vissuto a lungo in mezzo ai grandi. Lì ho conosciuti intimamente, li ho osservati da vicino......... Quando ne incontravo uno che mi sembrava di mente aperta, tentavo l'esperimento del mio disegno numero UNO.... cercavo di capire così se era una persona comprensiva. Ma chiunque fosse, uomo o donna, mi rispondeva: "è un cappello".  E allora non parlavo di Boa, serpente, di foreste primitive, di stelle . Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di Bridge, di golf, di politica, di cravatte. E lui era tutto soddisfatto di avere incontrato un uomo tanto sensibile." da il Piccolo Principe

Ecco cosa capita a tutti noi che  vediamo con il cuore, ci facciamo abbattere da chi non vede con il cuore, e ci abbassiamo al loro livello.

L’antropologo di Impresa del Marketing Pandemico cerca l’Ovvio Invisibile (leggi qui.

Cerca di  leggere dentro  la realtà e contro tutti e contro tutti a avanti perché il cuore gli dice di andare avanti, fino a quando …… fino a quando incontra il suo PICCOLO PRINCIPE ed allora la Storia di tutto il mondo Cambia:

"Per piacere disegnami una pecora." Quando un mistero è così sovraccarico, non si osa disobbedire..... ma poi ricordare  che io non sapevo disegnare, dati i miei studi.. Mi rispose :" NON importa disegnami una pecora". ....

le prime 3 non gli piacquero ma alla quarta….

dissi " questa è soltanto una cassetta la pecora sta dentro". Fui molto sorpreso di veder il viso del mio piccolo giudice illuminarsi: "questo è proprio quello che volevo. ".

Disegnare  una cassetta

e

cercare le persone che sappiano vederci

dentro una pecora

questo è pensare in termini di Marketing Pandemico secondo le indicazioni di Farson.

L’assurdo  dell’OVVIO invisibile

non si gestisce

 ma si deve vedere con il cuore