LE EMOZIONI ECCITANTI STIMOLANO IL PASSAPAROLA: IL LANCIO BMW Z4 con THE HIRE

LE REAZIONI EMOTIVE: l’ANSIA è un POTENTE STIMOLO AL PASSAPAROLA

(estratto dal Libro “Marketing Pandemico“, in uscita a fine gennaio)

Siamo essere umani, amiamo condividere le nostre esperienze, le quali sono maggiormente condivise proprio in virtù delle emozioni che ci trasmettono.

Alla base di questo principio contagioso è insita la risposta a queste domande:

  • l’uomo prende le decisioni in modo razionale o emotivo?

  • Interpelliamo noi stessi e prendiamo le decisioni in base a calcoli e precisi ragionamenti o seguiamo gli impulsi emotivi del momento?

Una fredda analisi chimica non credo ci possa convincere a mangiare un tubetto contente i sapori di una “bistecca”, pur sapendo che a livello nutrizionale il tubetto contenga tutto quanto ci occorre.

L’emozione di addentare la bistecca, il luogo dove la mangiamo, con chi la mangiamo e persino il valore sociale di mangiarla in un posto ritenuto “fico”, il servizio al cliente ricevuto, tutto questo ci offre una emozione impareggiabile che sicuramente stimola la possibilità che ce la fa condividere con gli altri.

Secondo il prof. Berger, LEGGI QUI,  l’eccitamento derivante dalle emozioni è una forte spinta comportamentale, purchè siano emozioni che provocano un alto tasso di eccitamento. 

“i messaggi di marketing tendono troppo a concentrarsi sulle informazioni dobbiamo insistere meno su dati e statistiche e mirare di più ai sentimenti,alle reazioni emotive che spingono le persone ad agire”1

Gli studi condotti su vari prodotti hanno mostrato che alcune emozioni sono veicoli di pandemia, sono sia di tipo positivo che di tipo negativo. Dipende da quanto siano eccitanti.

La classificazione tra le varie emozioni per il nostro scopo si deve basare sul tasso di eccitamento che provoca nelle persone.

  • Le emozioni che maggiormente eccitano spingono all’azione.

  • Le emozioni che bloccano l’eccitamento fermano o rallentano l’azione

Secondo Berger la meraviglia è una delle emozioni con alto tasso di eccitamento che ci spinge a fare qualche cosa, parlare, comperare, lavorare ecc.ecc.

Allo stesso tempo la collera o l’ansia, pur essendo di per se negative per chi le subisce, sono assai eccitanti e spingono a “muoversi”.

Diversamente l’appagamento è un atteggiamento emotivo positivo che però ci ferma nelle intenzioni e non ci fa muovere. Al pari della tristezza che proprio ci paralizza.

Una emozione può quindi essere positiva o negativa ma solo se altamente eccitante provoca un comportamento di condivisione con gli altri. Questo è un aspetto tipico dello stato emotivo ad alto eccitamento.

La Meraviglia e la collera stimolano la condivisione ed il passaparola, innescano la scintilla scuotono e spingono all’azione, mentre la tristezza o la paura la iniberger-emozioni-schemabiscono.

  • alto tasso di eccitamento positivo : meraviglia, esaltazione, divertimento/Humoe
  • basso tasso di eccitamento negativo : tristezza
  • basso tasso di eccitamento positivo: appagamento
  • alto tasso di eccitamento negativo: collera, ansia.

Qualsiasi tipo di eccitamento, fisico o emotivo spinge il comportamento alla condivisione, maggiore è l’emozione eccitante maggiore sarà la pandemia da passaparola.

Ciò ci suggerisce che un modo per suscitare il passaparola sia rivolgersi alle persone quando sono già eccitate per qualcosa. Trasmissioni emozionanti come CSI ansiogeni polizieschi hanno maggiori probabilità di determinare negli spettatori uno stato di eccitamento rispetto a un documentario su un personaggio storico. E non solo le persone parleranno di più quei programma, ma l'emozione che questi sono in grado degli spot trasmessi durante la loro messa in onda. La pubblicità che si vedono in palestra forse suscitano tante discussioni perché chi le vede è sovra-eccitato. Organizzare delle passeggiate tutti insieme potrebbe dunque rivelarsi un vantaggio per un lavoro di gruppo, perché i partecipanti sarebbero incoraggiati a condividere idee od opinioni. Lo stesso vale per i contenuti online. Certi siti, articoli o Blog provocano più eccitamento di altri2. ”

Il Passaparola infrange le regole e sfrutta la paura:

il lancio BMW con i video

The Hire3

Nel 2001 la Bmw lancia il suo nuovo e affascinante modello. Si tratta di una Spider favolosa dal nome: Z4. L’agenzia pubblicitaria di Minneapolis Fallon McElliligott lavorò su una serie di video “unconventional” che infrangevano le regole. Questi erano delle mini storie di 30 secondi da lanciare online, in totale furono 8 i cortometraggi realizzati, girati da artisti famosi come Guy Rithcie, Ang Lee, Wong-Kar-Way, John Frankenheimer, John Woo, Tony Scott.

Li potete facilmente  rivedere CLICCA  The Hire. Il protagonista scelto come Driver fu Cliff Owen.

 “I film sfidavano la definizione stessa di comunicato commerciale, poiché non venivano trasmessi come messaggi pubblicitari televisivi a pagamento, ma erano lanciati online sul sito bmwfilms.com. Niente comunicati standard, Niente acquisti di spazi pubblicitari. Ma grande risonanza sul mercato, perché Bmw ottenne una copertura gratuita da parte della stampa e delle televisioni di tutto il mondo e gli appassionati dell'auto diedero vita a una vera e propria catena di sant'Antonio, passando l'URL a tutti i loro amici e conoscenti.4 

Il contagio fu innescato soprattutto per il fatto che i film erano realizzati in modo tale da eccitare gli spettatori. L’ansia per le gesta del protagonista aumentarono l’adrenalina nelle persone e questo spingeva ancor di più all’azione di condivisione. Secondo il principio contagioso dello reazioni emotive. La Bmw decise di rischiare e fu ricompensata con vendite da primato per due anni di fila.

In base al noto fenomeno chiamato di Oversharing “eccesso di condivisione di informazioni”, quando cioè le persone rivelano più di quanto dovrebbero in situazione particolari, tipo appunto di iper-eccitamento. Situazioni che procurano ansia o collera spingono a parlare più di quanto volessimo fare.

Ecco perché da ormai alcuni anni vengono trasmessi in prima serata o poco prima, telefilm che provocano l’ansia. Psicologicamente  i telespettatori vengono preparati meglio a recepire gli spot pubblicitari.

Molte imprese invece continuano ad ignorare queste semplici considerazioni e non sfruttano abbastanza le EMOZIONI ad altro tasso di ECCITAMENTO

per stimolare il PASSAPAROLA.

nessuna agenzia pubblicitaria sfrutti tale forza eccitante derivante dall’ansia. Eppure non sarebbe difficile, basta aver coraggio di uscire dagli schemi.

 ANTROPOLOGO D’IMPRESA 

ti aiuta a realizzare

 LA  Comunicazione Aziendale

che sfrutta

le emozioni ECCITANTI-

1Ibidem pag. 121

2Ibidem pag.131

3Tratto da Tom Kelley: “I dieci volti dell’innovazione”, Sperling and Kupfer, 2006

4Berger, dem pag. 58

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L’acceleratore di Start-up in Italia e il marketing pandemico di italian business design

Estraggo dal sito Start-up Italia un dei 5 video da loro proposti per condividere le esperienze di chi lavora accanto o dentro le Start-up. Ciccando al link qui le potete vedere, qui intendo commentare con voi quello che ritengo il video maggiormente significativo  ed interessante anche per proseguire il discorso del mio ultimo post: leggi qui

Mi è sembrato molto interessante ascoltare una persona che opera a stretto contatto con il modo delle start-up dal di dentro, essendo stato nel passato un imprenditore che ha avuto dapprima un clamoroso successo, poi invece nella seconda esperienza piena di premi ha avuto un altrettanto clamoroso fallimento. Potete ascoltare le sue parole cliccando sul video in alto. Sotto riporto ampi brani e li commento per metter in evidenza le principali carenze degli startupper e cosa può fare per aiutarli a superare le criticità iniziali grazie

e ad

 Augusto Coppola

di Luiss EnLabs 

Coppola Augusto  è uno che di startup ne ha fatte un paio, anche con una exit clamorosa, e poi è passato dall’altro lato della barricata. Ogni minuto di questa intervista è oro colato. La doppia esperienza (da startupper e investitore) consente ad Augusto di avere un punto di vista unico sull’ecosistema startup in generale e sul panorama italiano nello specifico.

Estraggo alcune frasi significative sulle quali poter rifletter

come al solito i miei commenti in viola:

(scusate eventuali strafalcioni sono miei, consiglio vivamente di ascoltare  il video.)

Differenza tra

  • INCUBATORE : Fase prima della acceleratore per veder se tutto  funziona e farlo funzionare.
  • ACCELLERATORE: qui si arriva con un prototipo, un investimento, un team, una idea di mercato, almeno grande e che cresca,  Noi non vogliamo Business PlaN o Business Model ma un minimo di Mercato.

OBIETTIVO Acceleratore: in 5 mesi dal prototipo alla fase di fatturazione ovvero incassare.

Inoltre l’acceleratore offre alle start-up:

  •  il know-how, di conoscenze e tutto quello che serve per aprire un mercato e  un supporto per semplificare al massimo accesso ai capitali. Oltre 9 su dieci fanno found rising con investitori privati al termine del programma di acceleratore.

A che punto deve essere validato il business?

  • Basta il prototipo FUNZIONANTE, ma più avanti si  è meglio è.  almeno provato e valido da essere adottato. Business acceleratori è investire su qualche cosa che funziona.

Ecco la peculiare  specialità dell’Antropologo di Impresa:

  • sperimentare il prototipo e far  si che sia UNA MUCCA VIOLA O DIVENTI UNA MUCCA VIOLA LEGGI Qui
  • Fare  la Ricerca per valutare eventuali concorrenti presenti o futuri ed una iniziale valutazione del mercato potenziale  il così detto POSIZIONAMENTO 
  • VALUE INNOVATION

 Proprio per evitare i classici ed endemici difetti di coloro che si propone come startupper in base alla esperienza riportata  dal sig. Coppola a seguire: 

Quali sono le caratteristiche per la selezione dei progetti? 

Varie, ma in primis bisogna dire che  la qualità delle application sta aumentando, un 50% oggi sono di qualità rispetto a prima.

Spesso ci offrono application simili a quelli esistenti  : es. di Facebook re-innovato e ri-pensato cento volte. Copy cat, dei Copy-cat dei Copy-cat dei Copy-Cat. (  conoscendo l’imprenditore italiano credo sia molto ma molto tipico la omologazione delle proposte , basta guardarsi in giro)

Molte persone imprenditori 

non hanno  la minima idea

di cosa sia fare start-up o impresa.

Oppure non ci interessano a cause di nostre politiche interne, tipo cose di cui abbiamo in portafoglio, cose che ci piacciono ma che non sappiamo come non aiutare a crescere, difficile dare le domande e creare le relazioni.  

Un sacco di proposte interessanti ma che pensate su mercati troppo piccoli, quello è il mercato che si riesce a far, molto ma molto comune. 

MOLTI SBAGLIANO

LA VALUTAZIONE DEL MERCATO.

Noi di Italian Business Design Aiutiamo proprio in questo, a sviluppare il Business in modo che il Mercato sia ampio profittevole e in crescita. Il MERCATO in Italia è considerato IL MALE ASSOLUTO, come se ci fosse una regia dietro capace di dare glorie e di impartire dolori. Purtroppo non  è così!! il MERCATO è impersonale di suo, sono la condizione tipica dei paesi LIBERALI, cosa che in Italia difficile da far capire.  Migliaia di singole persone che indipendentemente le une dalle altre stabiliscono il successo di un prodotto o il suo fallimento. Altro che gli stupidi ed inutili premi dati da menti illuminate a Start-up, pensando di stabilire a-priori il successo. Pia illusione Ideologica sinistrorsa.

Il MERCATO è LIBERTA’ ASSOLUTA

DELLE SINGOLE PERSONE DI SCEGLIERE

Ciò CHE LORO DESIDERANO!!!! 

Secondo il Sig. Coppola per le start-up 

IL TEAM è FONDAMENTALE

AFFERMA CHIARAMENTE CHE :

Non investiamo su team mono-personali, o senza la parte tecnica,

 Il Team conta tantissimo,

3 quarti delle domande da fare allo startupper

vertono sul team.

L’antropologo d’IMPRESA

DEVE far PARTE DEL TEAM!!!

Sposa un progetto di una start-up , seleziona le persone giuste, le competenze giuste per poter far decollare il business, valuta il prodotto stra-ordinario, lo testa e apre il mercato.

Coloro che lavorano negli Acceleratori hanno la peculiarità di 

PENSARE PER NUMERI

e PER FATTI

NON SULLE OPINIONI

Aspetto spesso dimenticato dagli startupper, I NUMERI I DATI, Occorre saperli analizzare, ricercare e valutarli. Questo spesso non piace ai sognatori, ma senza numeri e dati si fa filosofia non IMPRESA e vi assicura è MOLTO Più FACILE ESSERE FILOSOFI CHE IMPRENDITORI.

Fondamentale è Saper fare domande all’imprenditore 

NOI VI PREPARIAMO A SAPER RISPONDERE A QUESTE DOMANDE 

Sviluppiamo Connessioni dice il sig. Coppola.

NOI INVESTIAMO IN IMPRENDITORI.

Situazione Italiana :

in ITALIA circa 15 milioni in start up, in europa centinaia di milioni.

Credibilità Media Italiana è pari a ZERO.

ascoltate suo aneddoto con questa conclusione 

MI SPIACE INVESTIAMO IN START-UP EUROPEE”.

Esempio internazionale: RUANDA è stato cambiato della START-UP !!!!!!!! 

In EUROPA c’è uno sforzo verso la omogenizzazione

Interessante frase detta dal sig. Coppola:

  • Dove c’è concorrenza il MERCATO detta le REGOLE
  • Dove NON c’è concorrenza il Mercato detta le Regole Comunque.

 

 TRE SPLENDIDI CONSIGLI DEL SIG. COPPOLA CHE SPOSIAMO IN PIENO:

  1. 1- CONFRONTATEVI CON I FATTI E I DATI: un modello in testa di come funziona il mondo che sia chiaro e certezza che NON sei DIO. Cerca la verifica che TU HAI TORTO , solo così ti accorgi se il tuo modello funzioni
  2. 2- DISCIPLINA: si fa Start-up se si ha una disciplina Pazzesca, fare le cose che vanno fatti, quando fatte, se ci piace oppure no. Disciplina non è passione, STATE FACENDO IMPRESA, significa tante altre cose oltre la tua passione, aprire un MERCATO, selezionare persone giuste. Studiare sempre il mercato , la ricerca e molto molto faticoso.
  3. 3- Imparate a presentare in poco tempo ciò che fate. Nei primi 12 mesi il lavoro consiste dell’essenza del vostro progetto. Cosa fai nei 12 mesi? Perché comprano da te? Come li convinci? Insomma come apri un mercato.?

L’ANTROPOLOGO D’IMPRESA E ITALIAN BUSINESS DESIGN  vi aiuta a seguire in modo efficace ed officine i 3 consigli

  1. Si verifica e si ricerca si testa il prototipo o  il modello proposto in modo da verificarne la capacita di aprire un MERCATO, ovvero se è una MUCCA VIOLA e che sia in grado di attirare le persone giuste che possano diffondere il contagio pandemico il più in fretta possibile. leggi qui
  2. Vi aiutiamo ad essere imprenditori ed a completare il TEAM necessario per aprire un mercato. vedi il video
  3. La comunicazione necessita di competenze così come le risposte alle domande che verranno fatte. Noi di Italian Business Design sappiamo come aiutarti a presentare il business alle persone giuste ed interessate, il MARKETING PANDEMICO  è la capacità di saper aprire un mercato e che sia profittevole nel lungo periodo leggi qui

Insomma per il bene della nostra amata Patria se avete una idea da Star-up NOI siamo il vostro complementare TEAM.

 

 

Il Mito dello Scooter Vespa grazie al Marketing Pandemico della Piaggio. Parte 2

Il 23 aprile 1946

PARTE Seconda.

La Piaggio e la sua  storia imprenditoriale italiana eccellente grazie a genio tecnologico e creatività di marketing pandemico denominato marketing della MANOVELLA, grazie al quale   è riuscita ad prire un mercato completamente nuovo e difenderlo fino ai giorni nostri dal 1946 nonostante innumerevoli tentativi di imitazione.

Oggi ho ricevuto una piacevolissima telefonata del  curatore del Museo dello Scooter di Santa Maria degli Angeli, il sig. Sciarpetti ( cliccate Qui    per visitare il suo sito e andate in Umbria a visitare il suo museo). Da vero appassionato mi ha corretto alcuni miei strafalcioni che ho provveduto a correggere.  Mi ha poi fornito alcune preziose informazioni che ora mi accingo a condividere con voi, per la quali lo ringrazio immensamente.

Un po’ di Storia. L’Azienda  Piaggio di Pontedera della famiglia omonima  era impegnata a costruire aerei e mezzi militare. Ovviamente essendo in guerra fu presa di mira e distrutta. I fratelli Piaggio si spostano a Biella grazie alla conoscenza del Conte Felice Trossi. Personaggio Fondamentale per la Vespa. Amico di Enrico Piaggio da vecchia data, causa le passioni comuni dei motori e del mare. Era di famiglia molto benestante, industriali della Lana. Appassionato di Motori, vinse numerose gare dell’epoca e solo la prematura morte, avvenuta nel maggio del ’49.

Questo personaggio strambo, aveva l’Otaku dei motori e ne collezionava Di tutti i tipi, sia super che mini, che da strada che da diporto. A Gaglianico, il suo paese, lo ricordano spesso che girava come un folle su trabiccoli di ogni tipo.  Forse anche su un Cushman Rosso dal rumore assordante  o sui primi scooter italiani come il Velta.

Cushman Mod. 48 forse del 19con un rumore assordante , oppure su un Aeromoto costruito dalla Volugrafo, O chissà quanti altri mezzi aveva da mostrare ai tecnici della Piaggio.

Enrico Piaggio  ed  il Conte Trossi da bravi  visionari iniziarono la loro avventurosa collaborazione. Enrico in particolare era intenzionato a realizzare un mezzo adatto per le persone italiane. Poco costoso, poco consumo di benzina, comodo. Anche per differenziare la produzione di famiglia, legata all’epoca solo agli aeromobili.

Erano dei neofiti del settore come detto nella post precedente, già molti erano i prototipi scooter in circolazione,  leggi post parte prima    il primo prototipo non piacque, tra l’altro era molto simile al Velta, di cui il conte aveva una copia e  fu chiamato paperino.

Non si sa bene perché né per come, fu chiamato un terzo personaggio fondamentale per il successo dell’Impresa: L’ing. Corradino D’Ascanio. Un ingegnere con la passione dell’aeronautica, che mai aveva avuto esperienze nel campo motociclistico e che a detta del figlio, sembra  odiasse le moto, poiché le trovava poco pratiche, rumorose e scomode

Questo grandissimo ingegnere, si inventò un mezzo  unico nel suo enere che risolveva  molti dei desideri degli italiani futuri vespisti: nacque la VESPA 98.

NACQUE  LA MUCCA VIOLA VESPA

 LEGGI QUI

Le soluzioni tecniche proposte  dall’ingegnare erano volte a migliorare 3 aspetti  essenziali che lui odiava della moto : praticità, rumorosità,   COMODITA’.

Uniti a una industrializzazione che permetteva enormi risparmi di costo.  Espongo solo quelle che una persona dell’epoca percepiva come pratiche e accattivanti:

  1. Leggerezza del mezzo, grazie ai suoi studi aeronautici l’ing. era riuscito ad alleggerire il mezzo che in questo modo era più maneggevole e consumava meno.
  2. Facilità di manutenzione. Ad es. Ruota di scorta  e grazie alla forcella ruota a sbalzo, facilmente cambiabile. Considerate le pessime strade italiane dell’epoca (di poco cambiate oggi), questa soluzione fu un vero colpo di genio.
  3. Semplicità del mezzo in tutta la sua costruzione e quindi nella sua riparazione.  Secondo il sig. Sciarpetti tra una Vespa e la sua futura rivale la Lambretta (di cui ci occuperemo nel prossimo post) c’era una differenza di pezzi almeno del doppio. In pratica la Lambretta era assemblata con il doppio dei pezzi della Vespa.
  4. Facilità d’uso, sia con le prime prese diretta ma anche poi con le marce, solo 3, da inserire sul manubrio con le mani e non con i piedi come sulle moto.
  5. Pulizia, grazie al motore dietro e coperto evitava l’uso della catena, inoltre il conducente era protetto dagli schizzi dalla ampia carenatura che lo proteggeva ben bene.
  6. Comodità, sembra che l’ing. prima disegnò una figura seduta e poi sotto il mezzo di trasporto.

Come sappiamo però realizzare un prototipo è semplice, il difficile poi è venderlo, come infatti si sottolinea nel numero de la MAnoVeLLA di aprile 2006 dedicato ai 60 anni della Vespa a pag.23 Filippo Zanoni scrive  che :

Il difficile, dicono, non è produrre

ma vendere”. 

Concordo in pieno. Lo sanno tutti coloro che si occupano di Marketing Operativo  per questo ritengo sia molto importante capire che oltre agli aspetti prettamente tecnici unici ed innovativi Piaggio ha saputo creare ed utilizzare tutta una serie di tecniche di Marketing Pandemico che gli hanno consentito di diventare una Iconda dell’industria Italiana nel MONDO.

ELENCHIAMO LE TATTICHE STRATEGICHE

MESSE IN ATTO DALLA PIAGGIO 

Politiche di PREZZO e Promozioni Di Vendita

LA PIAGGIO è stata fin da subito attenta al prezzo. Data la situazione degli italiani e grazie alle semplici soluzioni ingegnerisitiche riuscii a spuntare un prezzo assai competitivo rispetto ai numerosissimi rivali. Il primo prezzo proposto è sui 69.000, pari a 6-8 mesi di stipendio. Solo alcuni motorini dell’epoca costavano meno, tipo il MOTOM che secondo i ricordi mio suocero costava sui 50 mila, ma di seconda anche 30mila.

Inoltre FURONO i PRIMI, così a me risulta a proporre la possibilità di rateizzare l’acquisto, chissà magari le conoscenze della famiglia Piaggio hanno permesso alle banche di appoggiare questa soluzione, che negli anni a venire sarebbe stata utilissima per gli italiani per acquistare ogni genere di elettrodomestico  o auto. (devo informarmi se furono i primi).

Canale di DISTRIBUZIONE 

Per la vendita della vespa 98 fin da subito fecero un accordo con la LANCIA, presente sul territorio nazionale con molti concessionari, a volte semplici meccanici. Anche questo fu una assoluta novità rispetto ai concorrenti che invece non seppero creare sul territorio una rete di vendita. Invece questo accordo fu assai geniale, poi nel corso del 1949 si iniziano  realizzare concessionarie solo PIAGGIO che alla fine degli anni 50 sembra fossero più di mille. Iniziarono anche corsi di formazione per la manutenzione della Vespa che permise a molti di diventare meccanico della Piaggio.

COMUNICAZIONE AZIENDALE :

LEGGI QUI approfondimento marketing
vESPA 98 seconda serie

Nell’aprile del 1946 fu presentata al circolo del golf di Roma, si dice tra i brusii non entusiastici dei presenti, molti appassionati di moto storcevano, e ancora oggi lo fanno, il naso. Le innovazioni sono sempre osteggiate, in Italia poi più che in ogni parte. Comunque le prime 50, prodotte a mano una per una , furono vendute. Enrico Piaggio avviò con coraggio  la produzione di altre 2500 in quanto intese partecipare alla Prima fiera campionaria del Dopoguerra a Milano.   Di queste sembra che furono vendute oltre 2100, chi dice 2400. Di certo non fu facile venderle, ma averne vendute quasi l’80% incoraggio’ la Piaggio a continuare sulla strada dell’innovazione. Sono sicuro che in base a come reagivano i primi compratori la PiAGGIO seppe far tesoro e il modello che per primo fece il boom di vendita fu quello del 1947, quando in poco tempo se ne vendettero oltre 16 mila. Era la seconda serie del MP6. Poi fu la volta della 125 e via. Dal 1946 al 1956 ne vengono prodotte 1 milione!!!! Ma si è partito dalle prime 50 !!! Ad oggi sembra che i modelli proposti sono oltre 130 con oltre 16 milioni di vespe vendute.

BRAND PANDEMICO leggi qui

Il nome VESPA  è ormai evocativo di un intero mondo di emozioni, sapori colori ecc.ecc. Pertanto tanto di cappello ad Enrico Piaggio il quale si dice espresse un parere sul design della moto, paragonandola al corpo esile dell’Animale.

"questo veicolo è l'ideale per donne e preti ma come farà a reggere due persone con quel... vitino di vespa?" 
e Vespa è stata!"

Da qui il nome. Altri invece sostengono che il nome derivi dal suono che emetteva la Mp6 simile a un ronzio. Tuttavia questo secondo aneddoto è veramente accaduto ma presso la Mv Agusta. La quale chiamò la sua prima sportiva vespa 98 a causa del motore. Non tutti sanno poi che tale nome era già stato depositato da una precedente industria di motociclette dei fratelli Balsamo che l’avevano depositata per il loro modello Miller VAESPA del 1934. , Questi  inviarono  formale diffida all’uso della denominazione “Vespa”, e poco dopo cedettero a caro prezzo il nome Vespa alla Piaggio che da quel nome costruì il suo Brand PANDEMICO. Anche da questo episodio si può ammirare la lungimiranza di Enrico Piaggio nel capire l’importanza di un nome che sia “VEICOLO” del passaparola del suo ” VEICOLO”.

Dalla rivista  Manovella (ecco qui il link ) ricaviamo il nome della società di commercializzare il veicolo attraverso manifesti  e pubblicità . Si chiamava S.A.R.P.I.   di Genova.
Da subito le immagini scelte furono accattivanti. Uno prImissimi aspetti da sottolineare della PiAGGIO fu la capacità di comunicare il prodotto in modo innovativo e diretto. Le immagini grafiche  parlano molto ma molto chiaro.  Fino ad arrivare alla pubblicità immaginifica della mela del 1969 ideata da un creativo fiorentino.  Hanno anche realizzato dei manifesti in CO-BRAND . IL Brand Pandemico

vespa e jeans Lee in co-branding

Insomma a quanto ho avuto modo di leggere  e vedere dai loro manifesti sono stati talmente bravi da anticipare di anni il modo di comunicare e valorizzare un BRAND che oggi vale tantissimo.

Da non dimenticare poi il cinema con il film manifesto  dei vespisti: Vacanze Romane.  Le due Star resero indissolubile il legame

VESPA-ROMA-ITALIA-

BELLA VITA. 

Insomma alla Piaggio sono stati sicuramente geniali  a capire l’importanza delle emozioni CHE IL MEZZO TECNICO permetteva di soddisfare.

NON SI VENDE UN MOTORE

O

UN MEZZO MECCANICO

 MA

IL SOGNO CHE TI PERMETTE DI REALIZZARE

Inoltre nel corso del tempo la PIAGGIO creò nicchie di mercato sempre nuove tipo:

  •  l’epoca era la possibilità di girare con la propria ragazza, sella migliorata e amplia
  • Motorino 50 senza patente

    vespa 50 non occorreva patente né targa
  • Vespa sportiva, per gli amanti della velocità ma non della scomodità moto.
  • ape del 1947

    Per il lavoro nacque l’APE altra grande ideazione della PIAGGIO.

 

 

Insomma la vespa nel corso del tempo è stata la mela del desiderio da cogliere per realizzarli. (leggi dai bisogni ai desideri).

CONTAGIOSITA’ DELLA COMUNICAZIONE

Fin dal 1948 si creano i primi circoli dei vespisti. Si riuniscono per condividere il mondo vespa, nei colori nelle forme. Insomma una fenomeno social e di Costum fin da subito esploso, 60 anni prima del social web. E la Piaggio lo ha alimentato molto bene, tanto che ancora oggi gli appassionati della VESPA si riuniscono e condividono la loro passione. ecco il link

Pensate che il vespa club internazionale è del 1953!!! Insomma una assoluto BOOM italiano e internazionale che ha reso contagioso il BRAND VESPAleggi qui approfondimento

Tirando le conclusioni di questo post ho voluto esaltare la bravura di tutti coloro cha hanno reso VESPA quello che è , non solo innovazione tecniche ma sapiente uso del Marketing Pandemico definito Marketing della Manovella  Ascolto delle persone che danno fiducia con innovazioni continue e andare anche contro le critiche per iniziare e proseguire la storia fino ai gironi nostri.

Nel prossimo post analizzeremo i concorrenti della vespa, in particolare del principale concorrente la LAMBRETTA.

Noi di Italian Business Design   incoraggiamo gli imprenditori innovativi a imitare  Enrico Piaggio.

In Italia oggi e per il futuro ne abbiamo un disperato bisogno!!!

I dati di Pornohub nel”case history”Diesel.

Comunicazione aziendale della Diesel , azienda Vicentina di abbigliamento giovanile, da sempre all’avanguardia nella comunicazione , al pari del suo look molto innovativo e trendy sex.

In questo caso sfrutta l’enorme bacino di utenza dei naviganti porno  che sono di numero di gran lunga superiori a tutti gli altri.

  •  Una azione di

 

MarketinG Pandemico

Non si tratta di fare della  morale ma di  semplice Brand Awareness, tra l’altro in linea con la vision e la Mission aziendale leggi qui.    e     qui la mission DIESEL.

Personalmente penso che  la Diesel ha fatto molto bene a percorrere una nuova strada alternativa, poi bisogna vedere i risultati ma con i numeri  non si scherza, si deve leggerli e cavalcarli. Occorre naturalmente massima attenzione a non abusarne, in modo che il Brand non ne risente nel lungo periodo. Ma se non si tentano strade nuove con il rischio anche di sbagliare non si va da nessuna parte.

Bravi Bravi e Grazie anche ad Angelo Cerrone che lo ha pubblicato sul suo Blog e che io condivido con molto piacere.

 

Angelo Cerrone

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Come ogni anno,Pornohub ha elaborato un’analisi statistica dettagliata dei propri utenti,delle loro ricerche e delle loro fantasie erotiche. Per curiosità e per analizzare un case history recente,ho analizzato minuziosamente i dati del mercato italiano rilasciati dal portale hot più noto al mondo.

Prima di presentarvi il case history,vi allego i dati relativi alle ricerche effettuate dagli uomini e dalle donne italiane.

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