Masha e l’orso contro peppa pig: 2-1

Prendo spunto da questo breve articolo apparso poco tempo su la gazzetta, che potete  leggere cliccando sul link: articolo de la Gazzetta: Masha e l’orso polverizza pepa pig
E
Art. molto bello su Tempi
Mi ha incuriosito perché in pratica realizza una mia piccola profezia che feci quando scrissi del fenomeno Peppa Pig. see:   Cartoni Pandemici da topolino a peppa Pig

Il mio post analizzava in chiave di Marketing e di ciclo di vita del prodotto il business dei fumetti, a partire dal mitico Walt Disney fino a quello che fino all’epoca, crica 2 anni fa era il fenomeno assoluto dello schermo ovvero Peppa Pig. Preconizzavo che anche questi cartoni prima o poi avrebbero subito il declino, come i suoi predecessori, in quanto molteplici cause concorrono a ciò. Solo che non mi aspettavo che arrivasse così preso il declino, o l’appiattimento in salita della curva del ciclo del prodotto. Leggete il post sul: Il ciclo di vita del prodotto e la mucca viola

Come spesso ripeto ai miei allievi, diffidate della curva del ciclo di vita, NON è MAI COME LA SI IMMAGINA E MAI IL PRODOTTO PERCORRE LA CURVA DISEGNATA.  Occorre sempre essere vigili e attenti a tutto quello che ci circonda e cambia.

Infatti spiego loro l’importanza fondamentale, data anche la semplicità della strategia di Michael Porter con il suo schema sulla concorrenza A 5 ELEMENTI, il cui motto potrebbe essere: Estote Parati = SEMPRE PRONTI . Confrontate anche il post sulle teorie di Nassim Taleb: il cigno Nero.

Torniamo però al caso concreto.

Masha e l’orso nasce nel 2009 in Russia, paese non con tradizioni planetarie nei cartoon, direi. Viene proposto in Italia tra il 2011 e il 2012. Flop di audience. Poi però sembra che su You tube le Mamme lo facciano vedere ai bimbi in RUSSO  sempre di più e cresce la viralità. Da sottolineare La bravura del dirigente di Rai YOYO, lo ripropone nel  2014, in pieno ciclone Peppa Pig, e BOOM, record di ascolti di continuo, si parla di una media di 2% sopra Peppa con un Picco assoluto di 7,9% in una puntata contro un massimo di picco della rivale di poco sopra il 5%.

Il sig. Di Stefano che ha acquisito i diritti di immagine parla del cartone come il primo fenomeno di viralità nella storia dei cartoon. Come dargli torto?  La pagina di Masha e l’Orso ha quasi 4 milioni di fan, quella di Peppa poco sopra i 2 milioni.

Insomma è arrivato il concorrente in grado di mettere a dura prova il business di Peppa Pig, tanto più che mi sembra che sia stata acquisita dalla Walt Disney con tanto di Parchi a tema già pronti per essere lanciati, uno esiste già in Inghilterra. E ora che fine faranno i progetti faraonici?

Come volevasi dimostrare tutti i prodotti, anche quelli di maggior successo, prima o poi subiscono la concorrenza. Specie se un prodotto ha successo.

LA PRIMA COSA CHE DOVETE ASPETTARVI in Caso DI Successo  è LA CONCORRENZA

SIA DEI CONCORRENTI CHE CONOSCETE

SIA DI POSSIBILI NUOVI ENTRANTI.

Se non avete successo, la concorrenza non vi si fila per nulla e potete vivere tranquilli. Senza un mercato però.

Due riflessioni su questo fenomeno concorrenziali mi preme fare.

  • IL TARGET è UNA BUFALA: chi ragiona nel marketing parlando di Target compie una semplificazione inutile. Come in questo esempio. Sfido chiunque a individuare il TARGET dei due cartoni. Per età, censo, genere, orari e quant’altro sono gli stessi, identici. E allora ?? come ci può aiutare a parlare di Target per una pianificazione marketing.  Ma è evidente che i due cartoon sono Profondamente diversi.  Ecco allora che è il POSIZIONAMENTO DEL PRODOTTO CHE CONTA  see:   Il Posizionamento Pandemico di un prodotto    .

   IL TARGET DI UN PRODOTTO PRIMA che il prodotto esca

 IN PRATICA

NON ESISTE

ma  I DESIDERI SI

OCCORRE STIMOLARLI.

  • Domandona: Se fossimo nella dirigenza Peppa PIG quali azioni di marketing vorrete portare avanti?

difficile,  MOLTO ma molto difficile rispondere a questa domanda. Tentare qualcosa si deve. Io personalmente proporrei di creare storie per i più piccoli, specificatamente, e magari aumentare i colori e le canzoni che sembrano essere assai carente, ma potrei dire scempiaggini.  Merchandising  specifico di prodotti under 2-3 anni  massimo, e molto ma molto aggressivo. Poi magari un migliore uso del web per la diffusione  dei cartoni, cosa che alla Disney, come sapete, amano poco, ma ora c’è poco da fare gli spocchiosi, l’attacco  del concorrente è importante e lo si deve contrastare

Ultima soluzione nel caso non si riesca a monetizzare il prodotto,

ABBANDONARLO E PUNTARE SU UN’ALTRA IDEA magari si potrebbe tirare fuori un cartone simile, sulla base di tradizioni ….. inglesi o perché no Italiane (meglio magari dell’orrendo e ideologizzato barbapapa, italo-francese.

O ACQUISTARE IL CONCORRENTE, d’altronde parliamo di una Multinazionale capace di tutto. 

 

Annunci

L’Insalata in busta una fantastica mucca viola

In questi giorni di EXPO milano dedicata al cibo mi è tornato sotto gli occhi la storia della Earthbound.

Azienda agricola americana creata da due laureati scappati dal loro elegante quartiere di Manhattan per vivere la loro vocazione imprenditoriale all’aria aperta creando prodotti organic e biologici. Entrambi appassionati dei prodotti naturali crearono una azienda nel 1984 circa in quella splendida valle vicino alla città di Carmel.

Come potete vedere un luogo fantastico per produrre una insalata biologicamente sana e apprezzata dai clienti. Solo che loro avevano un solo cliente che distribuiva la loro insalata. E come spesso succede di punto in bianco quel cliente sparì. Nel senso che non ha più acquistato da loro.

La situazione era assai tragica. Campi pieni coltivati ma nessuno che fosse interessato al prodotto.

Messi alle strette ebbero una intuizione. Dato che la loro insalata non trattata e fresca si prestava assai bene a mantenersi nel tempo rispetto alle altre insalate trattate pensarono che forse se si presentassero sul mercato con un prodotto PRONTO PER L’USO, ovvero insalata tagliata, lavata e confezionata forse potevano CREARE IL LORO MERCATO.

Myra la proprietaria e suo marito Drew idearono le buste, anch’esse bio, diedero un nome accattivante e in anni di duro lavoro crearao un vero e proprio nuovo mercato che oggi solo negli Stati Uniti conta un business di oltre 1,5 miliardi di Dollari.

La Earthbound gioca il suo ruolo con i suoi 250 milioni di dollaro di fatturato, leader di prodotti Biologici e controllati, amatissima soprattutto dai giovani, incredibile vero?  Dal loro primo ettaro ora ne coltivano 100 mila.

Potete visitare il loro sito per rendervene conto: http://www.ebfarm.com

il LORO MANTRA CLAIM 

BECAUSE HAPPY IS ORGANIC. ORGANIC IS HAPPY.

LA MISSION

At Earthbound Farm, happy is what defines us. We grow happy people with healthy bodies, nourished by our organic produce. We grow a happy planet by sustainably farming and keeping synthetic chemicals out of the environment. And we’ll continue to grow happy, from our happy place to yours.

Se navigate tra i prodotti offerti noterete una grandissima varietà e inventiva, come la insalata per i party in giardino, insalata Zen, quella che richiama il nostro mediterraneo.

Insomma pur avendo aperto un mercato e da subito aver subito la concorrenza si sono messi a differenziare i prodotti ad ampliare la gamma e la profondità e cosa ancora più importante hanno mantenuto un contatto diretto con i loro clienti, attivando tutti canali comunicativi aziendali: pubblicità, promozione, agenti di vendita nei luoghi di vendita. Insomma hanno creato una filosofia di vita attorno a una semplice e banalissima insalata, il bello poi che molti nomi di insalata richiamano l’Italia, come a dire nel mondo siamo visti come un paese Organic, almeno nel cibo.

Insomma UNA GRANDISSIMA LEZIONE IMPRENDITORIALE CHE SPERO SIA DI SPRONE AI NOSTRI IMPRENDITORI DEL FOOD and WINE.

Non basta solo scrivere BIO et oplà il mercato si apre. Occorre offrire il prodotto desiderato, vedere come reagiscono le persone, cambiare sempre di continuo, e mai soprattutto mai scoraggiarsi.

Pertanto cari amici imprenditori del food cercate di non fossilizzarvi sul vostro prodotto che ormai è assai maturo.  Sperimentate nuovi prodotti che siano delle mucche viola, con coraggio. E cosa non meno importante sappiate Comunicarla in modo accattivante e contagioso. Se vi fossilizzate a dire di continuo che il vostro prodotto è di qualità superiore e perciò si deve vendere, maledicendo chi non vi compra poiché non capisce nulla, beh allora avete poca speranza e  non sapete fare marketing.

Il Marketing è esattamente ciò che hanno realizzato MYra e Drew: creare un mercato e mantenere a lungo la leadership di una nicchia del totale maggiormente profittevole. Il grosso lasciate alle multinazionali che tanto prima o poi falliscono pure loro, statene certi.

In ogni settore esiste un prodotto maturo che magari necessita di essere trasformato in una mucca viola con poco. Non è facile ma io partirei dall’ascolto delle persone e captare i desideri loro e riuscire a esaudirli. Occorre tanta ricerca e coraggio ma sono fondamentali per ogni impresa mucca viola.

P.S. :Molto di questo articolo l’ho tratto dal libro  i dieci volti dell’innovazione di Tom Kelley che consiglio in modo spassionato, o almeno leggete i miei post che ho dedicati a questo libro.  Leggi Qui

 

 

 

 

 

 

A 48 anni si può fare impresa: il re dei noodles

 

 

 

Voglio chiudere l’anno con un post speciale pieno di speranza. Si perché il prossimo anno sarà il mio quarantottesimo anno di vita ed il caso di cui voglio parlare riguarda proprio una persona speciale che a quell’età realizzò un prodotto stra-ordinario che ad oggi è uno dei cibi più mangiati al mondo.

Si chiama Momofuku Ando e nel 1958 all’età di 48 anni dopo innumerevoli lavori, un fallimento e alcuni giorni di carcere per evasione fiscale,  riuscì a realizzare con molta fatica ed abnegazione quello che lo ha reso immortale. Inventò il modo di Cuocere il  Ramen, o noodles (una sorta di spaghetti sottili amatissimi all’Est e da poco anche in italia) in pochi minuti e molto ma molto saporiti.

Il procedimento che ha escogitato era quello di realizzarli e insaporirli e poi  friggerli  con un olio di sua invenzione, in modo che si formassero piccoli fori. Una volta raffreddati bastava poi immergerli in acqua calda per poterl gustare nel pieno del loro sapore.  L’idea gli era venuta proprio osservando le fila che si creavano di fronte ai deschetti giapponesi. E disse:

““I happened to pass this area and saw a line 20, 30 meters long in front of a dimly lit stall from which clouds of steam were steadily rising,” he wrote. “People dressed in shabby clothes shivered in the cold while waiting for their turn. The person who was with me said they were lined up for a bowl of ramen.”I realized that people were willing to wait patiently just for a bowl of ramen,”

(per i riferimenti articoli.

  1.  http://www.nytimes.com/2007/01/09/business/worldbusiness/09ando.html?_r=0
  2. http://www.economist.com/node/8548461 )

Riuscì non solo a rendere facile e veloce la preparazione dei noodles, ma capì anche che era importantissimo dare loro un grande e gradevole sapore ed inventò il modo di far assorbire il sapore agli spaghetti. Il primo sapore che immise sul mercato era quello al pollo, poiché il pollo è l’unico animale che non viene proibita da nessuna religione.

Quando andò sul mercato furono derisi da molti, specie chi produceva pasta fresca, che costa un sesto, si un sesto meno, e pensavano che non avrebbe mai preso piede, invece non solo prese piede,. Il primo anno ne vendette oltre 13 mila pack di noodel con il cellophane e  si scatenò anche la concorrenza a decretare il successo, otre una dozzina di tentativi di imitazione dopo solo un anno di attività. Ma il successo fu inarrestabile.

Aveva da una decina d’anni una piccola azienda che trasformo subito per produrre i TOP RAMEN. Ed in poco tempo divenne il Re del Ramen tanto che la sua invenzione è considerata dai giapponesi la più importante del secolo scorso. Oggi la NISSIN produce nel mondo oltre 45 miliardi di pacchetti per Noodles in oltre 20 gusti.  E…. ripeto, iniziò tutto a 48 anni.

Vi consiglio la sua biografia uscita nel 2002 che è molto piaciuta in USA: “the story of the invention of instant ramen my resume”

Il suo motto divenne:

La pace verrà quando le persone hanno cibo .
Mangiare saggiamente migliorerà la bellezza e la salute .
La creazione di cibo sarà servire la società .

Io spero che sia una storia che possa ispirare tanti “anzianotti ” come me in modo da contribuire al bene di tutti facendo impresa e non chiacchiere, quelle lasciamole ai guerrafondai.

Sarebbe interessante naturalmente scoprire anche il modo con il quale il prodotto si sia diffuso, ma la frase del fondatore su cosa lo abbia ispirato lascia supporre che il desiderio di poter mangiar rapidamente e facilmente un piatto di noodle BUONO, era molto alta.

Ma non è che c’erano in giro persone che si chiedevano: ” SPERIAMO CHE QUALCUNO INVENTI UN MODO PIU’ VELOCE”.

Insomma il desiderio c’era ma nascosto e solo e solamente il sig. Momofuku a 48 anni, ebbe l’intuizione, sulla base di quello che vedeva, giusta.

NON dimentichiamo però che il prodotto era anche molto BUONO, importantissimo. Se fosse stato solo veloce e poco appetibile, sono stra-sicuro che non avrebbe  avuto modo di imporsi.

Con questo post vi auguro un buon fine anno e uno splendido inizio d’anno nuovo che possiate essere ispirati a fare IMPRESA come il compianto Momofuku!.

La tastiera qwerty esempio di come l’ottimo è pessimo

Mi sono imbattuto di recente in un libro che accennava alla inspiegabile supremazia della tastiera QWERTY.

Per chi non lo sapesse, la  tastiera QWERTY è la più comune tastiera al mondo. Il Nome lo deve alla disposizione delle prime cinque lettere in alto. Fu inventata nel 1836, da un certo Scholes, prode e audace costruttore di macchine da scrivere. Per risolvere un problema di tipo meccanico. Infatti nell’utilizzare troppo spesso alcuni tasti se alcune lettere fossero state vicine il meccanismo si inceppava. Tipico per la lingua inglese le lettere TH.

Ecco la soluzione per lui appropriata di realizzare una tastiera che impedisse l’inceppamento, e che consentisse un utilizzo quanto mai diviso tra le mani  con preminenza ai diti indici. Se ci fate caso sotto le lettere  F e J c’è una stanghetta che permette anche alla cieca di sistemare i diti indici per un corretto uso della tastiera.

La storia evolutiva delle tastiere potete trovarla facilmente navigando in rete. Quello che a noi interessa è capire come mai, una tastiera considerata non perfetta, anzi sembra che sia molto perfettibile, si sia imposta sul mercato e tutti i tentavi che sono stati fatti per soppiantarla sono stati respinti. Alcuni paesi l’hanno adattata al loro alfabeto, tranne l’Italia nonostante il tentativo abortito della Olivetti.

Già perché un prodotto NON OTTIMO si Impone mentre altri OTTIMI invece NON SI DIFFONDONO? Dove sta la Ratio?

Questo mi ricorda molto anche il mercato delle video-cassette, ormai defunto, ove tra i 3 concorrenti VHS, Betamax e vIDEO 8 vinse il peggiore VHS. Per non parlare poi della supremazia del software della Microsoft. Tutti sanno che non era il migliore, non lo è nemmeno oggi, eppure domina il mercato.

Difficile dare una spiegazione razionale. Certo si possono pensare alcune ipotesi tipo:

  1. il primo sistema che si impone e scavalca il punto critico vince il banco.Un fenomeno denominato “dipendenza dell’esito dal percorso” dai macro-economisti statistici.
  2.  comunque anche se non ottimo, permette una scrittura anche “rallentata” per meglio scrivere, (allora contraddice l’ottimo “scientifico” del minor tempo per scrivere)
  3. resistenza al cambiamento, ovvero una volta adottato la resistenza al cambiamento respinge i nuovi entranti, un corollario del punto 1. (per me è una spiegazione stupida, alla lunga si sarebbero dovuto imporre altre tastiere). InoltreSi ricordi che la Francia e la Germania hanno modificato la tastiera, mentre in Italia NO.
  4.  Perfetto uso degli  strumenti di marketing per diffonder il prodotto per un periodo prolungato, (sembra che l’inventore vendette a una grande Company di armi, che per differenziare lanciò la nuova tastiera in grande in tutti gli USA), tipo marketing mix, differenziazione di prodotti, ecc. ecc.

 

Non mi sovviene altro. Fatto sta che ora io sto scrivendo sul mio i-MAC con tastiera QWERTY.

C’e sicueramente da rifletterci per chi fa marketing.

Un Ottimo non Ottimo che  si è imposto meglio di tutti gli altri.

Mi chiedo.

Chi è che determina se un metodo sia il migliore o il peggiore.

Gli scienziati con i loro algoritmi, o le migliaia milioni di persone che scelgono deliberatamente di continuare ad adottare il metodo peggiore?

Un fenomeno denominato “dipendenza dell’esito dal percorso” dai macro-economisti statistici.

Secondo alcuni economisti, Prof. Brian Arthur del Santa Fe Institute, gli eventi casuali accoppiati a un feedback positivo, piuttosto che una superiorità tecnologica determinano la superiorità economica. In barba a tutti i raziocinii umani.

la casualità imporrebbe spesso il suo gioco.

Certo che per alcuni mega professoroni l’uomo ragiona in modo non razionale, e questo ne è un esempio. 

Per altri invece è Iper-razionale, e se continua a perpetrare tale scelta una motivo razionale  lo avrà.

Io da piccolo studioso appassionato di marketing dico solo, che questo è un esempio che ci serve per riflettere. Se fosse vero che la casualità ha un impatto fondamentale sulle pandemie di prodotto, allora abbiamo una unica soluzione: moltiplicare gli sforzi strumentali, Ovvero attivare quanti più diversi e disparati strumenti.

MOLTIPLICARE LE OCCASIONI DI CASUALITA’

Moltiplicare le possibilità che la casualità ci colpisca, non rimaner li inerite ad aspettare che passi il “cigno nero”; ma andare a cercare ovunque si trovi. Con la speranza che prima o poi egli ci trovi.

Aggiungo che  Ottimo  Non dà assoluta garanzia di vendita, come al solito sono le miriadi di azioni perpetrate fin dall’inizio  che possono  determinare il successo. Alimentato poi dagli stessi fruitori in tutto il mondo.

Un esempio utile per chi si riempie la bocca costantemente di Qualità.
La quale da sola non dà per nulla certezza di poter imporre il proprio prodotto sul mercato.

 

Insomma come al solito la diffusione di un prodotto è sempre misteriosa, a noi non resta che rimanere sempre svegli e pronti a modificar  e utilizzar i vari strumenti per diffondere un prodotto, pronti anche a ritirarsi nel caso ultimo non ci sono segnali incoraggianti.