L’Insalata in busta una fantastica mucca viola

earthbound Farm
IL LOGO Dell’azienda

Se NON CONOSCI LA storia della Earthbound.

ti sei perso una grande MUCCA VIOLA

La Eartbound è l’Azienda agricola americana che ha realizzato per prima l’insalata fresca in busta e per di più Bio-Organic. Creata da due laureati scappati dal loro elegante quartiere di Manhattan per vivere la loro vocazione imprenditoriale all’aria aperta.  . Entrambi appassionati dei prodotti naturali crearono la loro azienda nel 1984 nella splendida valle vicino alla città di Carmel. Producono ortaggi e verdura di pregevole qualità organolettiche.

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Il fallimento Marketing della bibita One-o-One: ricordi giovanili

ARTICOLO PIù LETTO IN ASSOLUTO

one-one il fallimento marketing della San Pellegrino
la famosa lattina con il logo della One-o-One.

http://www.youtube.com/watch?v=ryGNXoEBuT0

il Passaparola

Sono appena tornato da un viaggio breve in Puglia e mi sono imbattuto in una “madaleine” dei mie anni giovanili.

Un supermercato aveva in vendita la mitica One-o-One della San Pellegrino. Ricordo che avevo circa 15-18 anni e bevevo regolarmente due bibite la Coca-cola, monopolista assoluto del settore cola e la Rc Cola d’estate che riuscivo a trovare all’epoca facilmente ora sparita in Italia. Quest’ultima è di gran lunga ritenuta la miglior cola del Mondo nata nel 1905, ma non è riuscita a scalfire la potenza della Coca-cola e della Pepsi in Usa e nel Mondo. Anche se continua a servire una Nicchia di appassionati irriducibili, ma non più in Italia ahimè.

Tornando alla mia memoria, ricordo che la One-o-One mi piaceva, era vicina al chinotto e sembrava più dolce rispetto alla monopolista. Usarono i migliori mezzi di comunicazione dell’epoca per lanciarla, dato che si prevedeva nel 1988 che le…

View original post 676 altre parole

Il vino si arricchisce di valore solo se diventa BRAND grazie all’antropologo d’impresa

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La settimana scorsa sul sole24ore, ho letto un articolo molto breve, che parlava del rapporto sul vino del Censis.

Ti invito a legger questo articolo che meglio fotografa quanto ha analizzato il Cesnis: clicca qui.

L’articolo tratto da www.thefoodmakers.startupitalia.eu,

di Simone Cosimi  conclude con queste parole:

“In termini più strettamente economici, invece, l’Italia conta su una produzione di vino pari a 50,9 milioni di ettolitri l’anno, superiore a quella di Francia, Spagna, Germania e Portogallo. Il valore unitario in ettolitri ricavato dal rapporto tra il valore della produzione di vino e la produzione di vino in quantità è in Italia pari però a 191,4 euro per ettolitro, inferiore al dato della Francia (316,6 euro/ettolitro) e persino, con una certa sorpresa, della Germania (207,7 euro/ettolitro).” 

Insomma produciamo vino in gran quantità ma di POCO VALORE economico.

UN ETTOLITRO ITALIANO MENO

DI 200 EURO

UN ETTOLITRO FRANCESE

316 EURO 

CHI CI GUADAGNA DI Più!!!!

IL VINO FRANCESE VALE 1,5 VOLTE DI Più

DEL VINO ITALIANO

L’articolo riportato sul sole24ore  RIPORTAVA invece le parole dal Sig. Boscaini presidente della Federvini ma soprattutto imprenditore della casa vinicola

MASI 

CHE IO E MIA MOGLIE ADORIAMO, perchèche produce il nostro vino preferito da sempre

AMARONE.

L’abbiamo scelto anche per il mio matrimonio, e ti assicuro che gli invitati ancora oggi ci parlano del vino che abbiamo offerto e che …. NON CONOSCEVANO.

Riporto le parole del sig. Boscaini:

“La sfida del valore, della valorizzazione del vino italiano, è anche culturale: dice Boscaini

” C’è ANCHE una cultura di impresa, oltre il 50% del vino italian

o è prodotto dalla cooperazione, sono coop tre delle prime cinque aziende italiane per fatturato, ma LA COOPERAZIONE ha come stellapolare non il valore del prodotto ma la remunerazione delle uve ai soci.

E’ come se un’azienda dolciaria producesse panettoni per ripagarsi il costo della farina!!!!!!!. “

questa FREDDURA è strepitosa hahahah

” Insomma la Sfida del VALORE

non può fare a meno di un salto di qualità

anche nella cooperazione vitivinicola italiana.”.

Questa affermazione mi ha particolarmente colpito. Credo che la Federvini abbia scelto un ottimo presidente sperando che riesca a trasmetttere quanto dice e soprattutto quanto mette in pratica alla MASI.

Ho scoperto infatti che alla Masi hanno organizzato l’azienda proprio in chiave di VALORE, clicca qui per leggere il gruppo tecnico della MASI.

Il VINO si deve associare ad un BRAND per trasmetter VALORE. Lo sanno molto bene i FRANCESI che non si sbattano più di tanto a produrre di più ma a vendere MEGLIO.

Estratto da Simoni sempre dal CENSIS:

“Nell’acquisto di un vino conta la provenienza italiana (91,2%), che il prodotto sia certificato, di Denominazione di origine protetta (85,9%)e Indicazione geografica protetta  (85,2%) e che sia del marchio giusto. Il brand è infatti essenziale nel settore enogastronomico: il 70% degli italiani intervistati indica nel marchio il fattore che più influenza la propria scelta.”

Il VALORE Di un PRODOTTO qualunque esso sia PASSA SEMPRE ATTRAVERSO IL BRAND.

Lo hanno sempre capito e saputo sfruttare i nostri cugini d’oltralpe.

Il Brand  CHAMPAGNE evoca tutto, così come la parola BORDEAUX !!!

E NON LO SVENDONO DI CERTO ANZI.

Non ha la stessa valenza il Nome VERDICCHIO e tanto meno l’osannato PRO-SECCO.

ENTRAMBI POTREBBERO ESSERE DEI POTENZIALI BRAND 

MA ….

PER ORA SONO SOLO DEI VINI 

a volte neanche tanto ottimi

Dice infatti il sig. Boscaini che di recente ha acquistito una casa vinicola trevigiana che produce Prosecco:

“il Prosecco 

ha vinto la sfida dei mercati internazionali,

ma non quella del valore.

Deve cioè mirare a una fascia di prezzo congrua”.

SANTE SANTE PAROLE.

Da Marchigiano dico lo stesso per il nostro bianco: IL VERDICCHIO!!!

Come si fa a vendere il BiANCO migliore d’Italia a soli 3-4 al LITRO!!!

UN ASSOLUTO SUICIDIO.

Dare valore ad un prodotto è MOLTO MA MOLTO DIFFICILE,

e soprattutto

Necessita di MOLTO MA MOLTO TEMPO!!

TUTTAVIA

IL FATTO è

CHE …..

è L’UNICA COSA CHE CONTA!!!

Se avete letto cosa fa il sig. Boscaini alla MASI nel gruppo tecnico capite che la strada è quella giusta.

NON SI VENDE SOLO

UN VINO

MA

TUTTO UN SISTEMA Di VALORE 

CHE

ARRICCHISCE DI VALORE IL PRODOTTO  e

NEL TEMPO SI DIVENTA

BRAND PANEMICO

ALCUNI ESEMPI di Strumenti di sistema per dare valore da applicare in modo UNICO E CREATIVO ALLE IMPRESE che producono vino.

  1. Le Emozioni: leggi il link   LE EMOZIONI ECCITANTI STIMOLANO IL PASSAPAROLA: IL LANCIO BMW Z4 con THE HIRE
  2. Valore Pratico (il PRezzo):  certo anche il prezzo potrebbe essere un valore, ma a determinati e vincenti aspetti.
  3. La StoriaLa Storia contagiosa contiene tutti i contagi 6/6
  4. VISIBILITà ed il fattore Presa: L’importanza della VISIBILITA’ per il passaparola pandemico 3/6
  5. VALUTA SOCIALE: ecco un estrattto dal  E-book: Il Marketing Pandemico:

Niente è più virale o contagioso di un amico che va in un locale e poi te lo consiglia caldamente…  

Condividiamo quello che ci fa fare bella figura con gli altri.”

La valuta sociale è uno degli aspetti psicologi fondamentali …..Far leva sulla valuta sociale significa fare in modo che le persone, specialmente se agenti pandemici, sperimentino il nostro prodotto e lo percepiscano come un qualcosa che possa dare loro valore se ne parlano con gli altri, se lo indossano, se lo mangiano etc.etc. Il contagio aumenta in modo assai rapido se il passaparola si fonda su un qualche cosa che vale la pena raccontare e che ci fa aumentare il nostro status agli occhi degli altri. Il passaparola si scatena perché le persone amano fare bella figura con i propri simili cosa che gratifica la loro autostima……. (consiglio vivamente lettura del libro, ovvio).

 Per realizzare ciò

Le Aziende Vinicole devono  investire  in

Marketing Pandemico

ed allo stesso tempo a produrre un grande VINO ed

impare a dargli VALORE fino

A Diventare un

BRAND PANDEMICO,

INVESTIRE IN :

Antropologo d’Impresa che ti aiuta a diventare BRAND.

Il signor Boscaini è sicuramente uno dei più grandi Antropologi d’impresa che l’Italia dispone. Al pari di quelli che di cui ho scritto:

Se le aziende del VINO vogliono dare VALORE alla loro impresa e far in modo che il loro vino diventi IL VINO con tanto di  Brand avete due alternative:

  1. o avete in azienda un Antropologo d’impresa

  2. o ne ingaggiate uno appassionato di vino ….

Se volete saperne di più e meglio CONTATTATEMI per me sarebbe un onore aiutare le aziende ITALIANE ad arricchirsi di VALORE .

enjoy

L’antropologo d’impresa e il valore del Brand per gli stabilimenti balneari.

studio-randetti-stabilimento-balneare-1

 

L’anno scorso ho pubblicato sul mio Blog di idee virus potenziali e innovative una piccola idea per render attraente le Nostre Spiagge.

Clicca qui per leggere intero Post

In sintesi proponevo di COLORARE LE SPIAGGE:

Dato che la Spiaggia è poco attraente così  COME è in modo NATURALE allora perché non realizzare una versione ARTIFICIALE e COLORATISSIMA?

Immaginate uno Spray o una Vernice

che si passa sopra i ciottoli colorati e rendere

la Spiaggia UNICA e

COLORATA nel suo genere.

Ovviamente i puristi naturalisti inorridiscono, e quando mai non lo fanno così come gli avvocati del diavolo quelli che sono nati per porre ostacoli.

 ma il MARKETING PANDEMICO è ERETICO

PER DEFINIZIONE.

Allora dato che tutti gli stabilimenti balneari si stanno attrezzando per affrontare la nuova stagione balneare, oltre quanto già affermato scrivo un post da

ANTROPOLOGO D’IMPRESA 

Proviamo ad immaginare con creatività e follia lo

 STABILIMENTO BALNEARE 

come 

Mucca Viola

  1. La primissima cosa da fare è dare una visione di lungo periodo allo Stabilimento balneare. Quella che si chiama MISSION aziendale. Attraverso la quale tutti coloro che ci lavorano e soprattutto coloro che lo frequentano sappiano esattamente quali sono i desideri che intende soddisfare. Se per i giovani, se per le famiglie, se per i benestanti, o per il mass market. Insomma la Mission è La stella polare che guida tutte le azioni dello stabilimento.   La Mission deve essere improntata al tuo DESIDERIO DI CAMBIARE IL MONDO DELLE PERSONE. Sognante ma realistica.

Alcune Idee di Mission da approfondire possono essere:

A- Stabilimento balneare per famiglia, ove trovare tutto quanto possa essere utile e confortevole per le mamme, i papà, le nonne ed i …. figli.

B- Stabilimento per giovani, per attrarre i giovani dai 15 anni ai 30 anni con attività adatte al loro mood.

C- Stabilimento Balneare per raffinati, con evidente spesa notevole, ove i desideri da soddisfare sono quelli del bien vivre.

D- Stabilimento balneare per Tecnologici: con uso di tutti mezzi tecnologici a…. palla.

E- Stabilimento balneare per iper-sportivi. 

Altri spunti li trovi

 qui

Io sconsiglio VIVAMENTE di pensare di realizzare uno stabilimento che sia UN MIX di tutto. Se si vuole sfruttare il passaparola occorre essere BEN identificati per un aspetto ben preciso. Che poi se una famiglia gli piaccia frequentare uno stabilimento non propriamente adatto a loro, ben venga. Ma la MISSION deve essere  CHIARA e  dare l’indicazione a tutte le scelte di Marketing. Leggi il post:

 LA “MISSION” Pandemica

Una volta definito in modo chiaro la MISSION le strategie e le tattiche di Marketing sono una logica e creativa conseguenza.

Ecco i Primi Passi che Consiglio di fare:

  • DEFINIZIONE DI UNA Corretta  BRAND IDENTITY  . Brand Name, colori, forme e quanto possa chiaramente essere identificabile con il TUO stabilimento. Evitate di ingaggiare, la figlia di… l’amico di…., il parente di…. , il conoscente di…. Scegliete con cura un bravo grafico ed affidatevi a lui. E’ di fondamentale Importanza.
  • Il Passaparola Visivo utile per diffondere la comunicazione aziendale è uno dei più potenti mezzi di comunicazione.
  • Prodotto da Offrire in linea con la MISSION e possibilmente NON BANALI:                 il bar Mucca VIOLA
  • Per quanto possibile tenderei a offrire prodotti UNICI, CON PREZZI ADEGUATI E DI ALTO POTENZIALE DI MARGINE, insomma se tutti vendono la coca-cola, ovvio che vi confondete, ma se si offre prodotti innovativi, con una impronta precisa ci si distingue.  Penso alle birre artigianali, ma anche ai succhi di frutti a KM0, oppure novità Made in Usa, oppure Bio. Insomma Bisogna rischiare di offrire sempre prodotti UNICI per i quali si ricordati. (SI LO so che vendere coca-cola, gelati algida e compagnia bella ,  conviene tantissimo, ma ti assicuro che si può fare altrettanto con altri prodotti e ci guadagni di più nel lungo periodo. perché valorizzi il tuo brand!!!!! che è L’UNICA COSA CHE CONTA.)
  • Fondamentale poi evitare la. La Sciatteria d’impresa blocca il successo ci vuole un antropologo d’impresa
  • Servizio al cliente fondamentale per il retail: esperienze da antropologo d’impresa . Sottolineare l’importanza del SERVIZIO è fin troppo facile, eppure le personali esperienze vissute mi dimostrano che pochissimi sanno come effettive gestire un servizio clienti, (nota polemica: dalle nostre parti poi è del tutto sconosciuto).
  • NON AVERE PAURA DI SBAGLIARE, SOLO FARAI MOLTI ERRORI OTTERRAI MOLTO SUCCESSO: Marketing Pandemico le difficoltà e prova, sbaglia e riprova

Tutto deve concorrere a dare VALORE AL TUO BRAND. Solo questo conta, gli stabilimenti balneari sono tutti UGUALI,

il TUO DEVE ESSERE UNA MUCCA VIOLA TRA MUCCHE BIANCHE , INCONFONDIBILE

E

Stra-ordinario.

Il Valore di Un brand è incommensurabile,

quello di uno qualsiasi di stabilimento balneare invece è definito.

Sono sempre a disposizione per

VAfoto paolo izzoLORIZZARE IL TUO BRAND

DA

ANTROPOLOGO D’IMPRESA. 

biglietto-antropologo-dimpresa

Omaggio al mago della distribuzione in Italia, Umanità, Profitto e Innovazione.

Ho deciso di dedicare un  post IN MEMORIA Del Dott. Bernardo Caprotti  che nel lontano 27 novembre 1957 aprì il primo supermercato di Stampo Americano in Italia.  Si chiamava Supermarket. Grazie ad un bravissimo grafico si  allungò la S fino a coprire tutta la scritta. Ecco a lato foto di quegli anni.

Grazie  a questa idea grafica nel corso del tempo il Brand divenne ESSELUNGA.

Così come per FERRERO e FIORUCCI anche il Dott. Caprotti fu un grandissimo imprenditore, ma nel campo della Grande distribuzione.

Importò dall’America un modo di fare spesa che per l’Epoca in Italia NON esisteva ancora ,e lo rese una dei più profittevoli del mondo per metro quadro. Immagino la faccia che fecero i soliti regressisti italici.

King Cullen fu negli Stati Uniti il primo supermercato, con i carrelli, gli scaffali con merce a vista e confezionata, le confezioni da prendere da soli, le casse alla fine ecc.e cc. ne abbiamo parlato  in questo post sulla Coda Lunga .  

Ancora oggi esistono i King Cullen Supermarkets ecco il link

Il Dott. Caprotti, figlio di industriali tessili, ebbe modo di osservare in Usa durante i suoi viaggi la distribuzione statunitense. Poi grazie a combinazioni e frequentazioni, divenne socio dei famosi Rockfeller che intendevano apriva in Italia una serie di Supermercati in Italia. Capì al volo l’occasione. Divenne loro Socio, poi riesco a farla molto profittevole  e dopo pochi anni si accaparrò il pacchetto di maggioranza della società.

Il successo FU CLAMOROSO, il BOOM economico di quegli anni e l’aumento del benessere diffuso, specie al nord creava una vortice profittevole per i primi supermarket. Ogni nuova apertura registrava file e file di persone pronte a comperare gli oggetti sugli scaffali ed a modificare IMPROVVISAMENTE le loro abitudini di acquisto. E CHI LO AVREBBE MAI DETTO. Eppure successe.

Era scontato?NO!!!!  Lo possiamo dire solo oggi, non certo all’epoca.

Il Bisogno di acquistare era soddisfatto dalle Botteghe classiche, evidente che erano altri ormai i desideri degli italiani da soddisfare e LA ESSELUNGA soddisfa questi desideri. Leggi : I bisogni e i desideri

Uso delle prime forme di Comunicazione Aziendale Innovative e …. PANDEMICHE leggi QUI,  Gli spazi espositivi sempre in ordine e puliti. Uso della grafica accattivante. Insomma tutta una serie di iniziative di Marketing per valorizzare quello che all’epoca era sicuramente un

IL SUPERMERCATO 

Da lì a poco successero due cose tipiche di un paese retrogrado governato da retrogradi . Arriva la Burocrazia Statale, regionale, provinciale e comunale a protezione del Passato  tendente a favorire i piccoli e inutili e pessimi negozi locali e comunali, e a seguire arrivarono i concorrenti OVVIO.

Se si a successo, specie se clamoroso ci si deve sempre aspettare l’arrivo della concorrenza leggere qui.

Solo che in Italia il Dott. Caprotti ne dovette affrontare una particolarmente Scorretta.

Il più temibile concorrente lo conosciamo tutti, oggi comanda in monopolio, ed in perdita per giunta, con conti sleali e favori politici.  Riuscì a limitare l’impresa di Caprotti. Il quale ne denunciò gli abusi, anche in un LIBRO, il famoso ed introvabile LA FALCE E IL CARRELLO. I giudici gli  impedirono di diffonderlo e dovette nel corso del tempo pagare 300 mila euro di danni alla controparte.

Il pregio del Dott. Caprotti è stato non solo quello di aver introdotto in Italia un modo nuovo di fare la spesa, che penso comunque sarebbe arrivato in Italia, semmai è stato grandioso a renderlo nel tempo ASSAI PROFITTEVOLE. Si parla di un profitto per metro quadro senza uguali nel Mondo. In un momento di crisi dei consumi è una specie di MIRACOLO IMPRENDITORIALE.

Si racconta che fin quando l’età lo ha consentito, è tornato alla casa del Padre a 90 anni, girava egli stesso in uno dei 150 punti vendita a controllare di persona come funzionavano le cose. Si fingeva acquirente, andava nei bagni, verificava la pulizia dei locali. Osservava cosa e come si comportavano i suoi CLIENTI che ormai da 60 anni lo premiavano costantemente. (+ 5% lo scorso anno).

Insomma era anche un grande

ANTROPOLOGO D’IMPRESA 

Leggi qui;Antropologo D’impresa e il Marketing Pandemico.

Secondo me tutti gli Imprenditori sono degli antropologi, studiano le umani menti e comportamenti. Per capire quali possano essere i desideri da soddisfare prima di altri imprenditori. Egli sapeva e capiva quali fossero i desideri dei propri clienti, ma anche dei propri dipendenti.

(leggi: In che “senso” il marketing muove il desiderio)

La scomparsa di un grande imprenditore che ha reso un grande servigio alla nostra disperata Nazione va onorata. Io lo voglio fare con questo post  dedicato alla grande ESSELUNGA del Dott. Bernardo Caprotti.

Rimane il fatto incontrovertibile che l’Italia  anche nella GDO così come in molti campi siamo indietro anni Luce rispetto a paesi più evoluti.

Sottolineo alcuni aspetti che secondo me ci penalizzano:

  1. Incapacità di “sfondare” all’estero, come mai ce l’hanno fatta i francesi, i tedeschi e gli inglesi con le loro catene, mentre nessuna catena italiana è presente all’estero?
  2. La capacità innovativa della GDO in Italia è pressoché FERMA  al 1957, o poco oltre.
  3. l’assistenza ai clienti è pressoché nulla. Es. leggi qui 

R.I.P. Dott. Caprotti.

e

GRAZIE DI TUTTO