Omaggio al mago della distribuzione in Italia, Umanità, Profitto e Innovazione.

Ho deciso di dedicare un  post IN MEMORIA Del Dott. Bernardo Caprotti  che nel lontano 27 novembre 1957 aprì il primo supermercato di Stampo Americano in Italia.  Si chiamava Supermarket. Grazie ad un bravissimo grafico si  allungò la S fino a coprire tutta la scritta. Ecco a lato foto di quegli anni.

Grazie  a questa idea grafica nel corso del tempo il Brand divenne ESSELUNGA.

Così come per FERRERO e FIORUCCI anche il Dott. Caprotti fu un grandissimo imprenditore, ma nel campo della Grande distribuzione.

Importò dall’America un modo di fare spesa che per l’Epoca in Italia NON esisteva ancora ,e lo rese una dei più profittevoli del mondo per metro quadro. Immagino la faccia che fecero i soliti regressisti italici.

King Cullen fu negli Stati Uniti il primo supermercato, con i carrelli, gli scaffali con merce a vista e confezionata, le confezioni da prendere da soli, le casse alla fine ecc.e cc. ne abbiamo parlato  in questo post sulla Coda Lunga .  

Ancora oggi esistono i King Cullen Supermarkets ecco il link

Il Dott. Caprotti, figlio di industriali tessili, ebbe modo di osservare in Usa durante i suoi viaggi la distribuzione statunitense. Poi grazie a combinazioni e frequentazioni, divenne socio dei famosi Rockfeller che intendevano apriva in Italia una serie di Supermercati in Italia. Capì al volo l’occasione. Divenne loro Socio, poi riesco a farla molto profittevole  e dopo pochi anni si accaparrò il pacchetto di maggioranza della società.

Il successo FU CLAMOROSO, il BOOM economico di quegli anni e l’aumento del benessere diffuso, specie al nord creava una vortice profittevole per i primi supermarket. Ogni nuova apertura registrava file e file di persone pronte a comperare gli oggetti sugli scaffali ed a modificare IMPROVVISAMENTE le loro abitudini di acquisto. E CHI LO AVREBBE MAI DETTO. Eppure successe.

Era scontato?NO!!!!  Lo possiamo dire solo oggi, non certo all’epoca.

Il Bisogno di acquistare era soddisfatto dalle Botteghe classiche, evidente che erano altri ormai i desideri degli italiani da soddisfare e LA ESSELUNGA soddisfa questi desideri. Leggi : I bisogni e i desideri

Uso delle prime forme di Comunicazione Aziendale Innovative e …. PANDEMICHE leggi QUI,  Gli spazi espositivi sempre in ordine e puliti. Uso della grafica accattivante. Insomma tutta una serie di iniziative di Marketing per valorizzare quello che all’epoca era sicuramente un

IL SUPERMERCATO 

Da lì a poco successero due cose tipiche di un paese retrogrado governato da retrogradi . Arriva la Burocrazia Statale, regionale, provinciale e comunale a protezione del Passato  tendente a favorire i piccoli e inutili e pessimi negozi locali e comunali, e a seguire arrivarono i concorrenti OVVIO.

Se si a successo, specie se clamoroso ci si deve sempre aspettare l’arrivo della concorrenza leggere qui.

Solo che in Italia il Dott. Caprotti ne dovette affrontare una particolarmente Scorretta.

Il più temibile concorrente lo conosciamo tutti, oggi comanda in monopolio, ed in perdita per giunta, con conti sleali e favori politici.  Riuscì a limitare l’impresa di Caprotti. Il quale ne denunciò gli abusi, anche in un LIBRO, il famoso ed introvabile LA FALCE E IL CARRELLO. I giudici gli  impedirono di diffonderlo e dovette nel corso del tempo pagare 300 mila euro di danni alla controparte.

Il pregio del Dott. Caprotti è stato non solo quello di aver introdotto in Italia un modo nuovo di fare la spesa, che penso comunque sarebbe arrivato in Italia, semmai è stato grandioso a renderlo nel tempo ASSAI PROFITTEVOLE. Si parla di un profitto per metro quadro senza uguali nel Mondo. In un momento di crisi dei consumi è una specie di MIRACOLO IMPRENDITORIALE.

Si racconta che fin quando l’età lo ha consentito, è tornato alla casa del Padre a 90 anni, girava egli stesso in uno dei 150 punti vendita a controllare di persona come funzionavano le cose. Si fingeva acquirente, andava nei bagni, verificava la pulizia dei locali. Osservava cosa e come si comportavano i suoi CLIENTI che ormai da 60 anni lo premiavano costantemente. (+ 5% lo scorso anno).

Insomma era anche un grande

ANTROPOLOGO D’IMPRESA 

Leggi qui;Antropologo D’impresa e il Marketing Pandemico.

Secondo me tutti gli Imprenditori sono degli antropologi, studiano le umani menti e comportamenti. Per capire quali possano essere i desideri da soddisfare prima di altri imprenditori. Egli sapeva e capiva quali fossero i desideri dei propri clienti, ma anche dei propri dipendenti.

(leggi: In che “senso” il marketing muove il desiderio)

La scomparsa di un grande imprenditore che ha reso un grande servigio alla nostra disperata Nazione va onorata. Io lo voglio fare con questo post  dedicato alla grande ESSELUNGA del Dott. Bernardo Caprotti.

Rimane il fatto incontrovertibile che l’Italia  anche nella GDO così come in molti campi siamo indietro anni Luce rispetto a paesi più evoluti.

Sottolineo alcuni aspetti che secondo me ci penalizzano:

  1. Incapacità di “sfondare” all’estero, come mai ce l’hanno fatta i francesi, i tedeschi e gli inglesi con le loro catene, mentre nessuna catena italiana è presente all’estero?
  2. La capacità innovativa della GDO in Italia è pressoché FERMA  al 1957, o poco oltre.
  3. l’assistenza ai clienti è pressoché nulla. Es. leggi qui 

R.I.P. Dott. Caprotti.

e

GRAZIE DI TUTTO

 

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Analisi e suggerimenti da antropologo d’impresa per la vendita di auto: parte 3

 

HABEMUS …… MACHINA 

Finalmente  FUMATA BIANCA.

Venerdì scorso  ho  stipulato contratto per acquistare  la mia Auto Nuova.

Se avete seguito le mie vicissitudini precedenti

  1. Analilisi acquisto macchina parte 1
  2.  Analisi e storia dell’acquisto di una macchina: Parte 2

sapete quante difficoltà e stranezze di mercato ho incontrato per scegliere, valutare, prezzare, finanziare la mia nuova auto.

Tra incapacità, furberia, pressappochismo, pubblicità ingannevole, sembrava che non riuscivo proprio a districarmi.  Già che non sono un patito di auto, non sono un esperto, e con i limiti di budget e di famiglia mi sembrava come scalare una montagna.

Dopo una pausa riflessiva dovuta a esami universitari, scrutini scolastici sono ripartito a luglio la ricerca che ho concluso la settimana scorsa. Sono ripassato da molte case automobilistiche già visitate, altre nuove e per di più ho anche visitate per le marche interessanti concessionarie diverse in diverse provincie. Insomma un lavoraccio immane.

Che devo dire ha dato i suoi frutti, tanto che Venerdì scorso ho firmato contratto per la mia nuova auto.

Siete curiosi di saper quale ho scelto?

Bene vi dirò che ho cercato in tutti i modi di rispettare in modo coerente il mio modo di essere e pensare. Posso dire che 3 cose hanno influito sulla scelta definitiva:

  1. Migliore corrispondenza tra i miei desiderata e il Budget a disposizione
  2. Gentilezza, giovialità, bravura e giovinezza del venditore a partita iva
  3. Nome del Brand, che bene o male ha inciso.

Ed ecco svelato il mistero HO SCELTO UNA FORD   C.max 1.5 Tdci con cambio automatico.

Sicuro che la mia assoluta Venerazione per il grande Henry  FORD e naturalmente per il fatto che è un Brand Made in USA.  ha di sicuro influito sulla fiducia del BRAND Pandemico.

Spesso riporto alcuni aforismi del grande imprenditore americano la mia preferita è questa:

“se avessi chiesto ai miei clienti cosa desideravano mi rispondevano: biada economica e cavalli più veloci”  H. Ford

Sono al momento in attesa  di ricevere la macchina, invischiato nei documenti per il finanziamento. Però voglio esercitarmi a dare dei consigli, sulla base di quanto vissuto per migliorare la vendita delle Auto.

La seguente analisi risponde a questa domanda: COME MIGLIORARE L’ESPERIENZA D’ACQUISTO E IL RAPPORTO CON LE CONCESSIONARIE .

Alcuni suggerimenti PER vendere auto in modo PANDEMICO

di Paolo Oralndi

ANTROPOLOGO D’IMPRESA

Comunicazione Aziendale a livello Casa Madre Automobilistica

  1. A FRONTE DI una Comunicazione Aziendale PIETOSA. e questo VALE PER tutte le case automobilistiche in quanto risulta Sempre e SOLO ingannevole. Prendiamo ad es. il caso di quanto riportano il costo mensile auto. Poi sotto in piccolo tutta una serie di condizioni assurde con tassi elevati per una MACCHINA che NON venderanno MAI i n quanto i calcoli li fanno su un prodotto scarso che nessun concessionario vende (a detta loro, in quanto ho provato a capire se era fattibile quanto pubblicizzato). MA ALLORA è Una  TRUFFA!! e ditelo che è una PUBBLICITA’ TRUFFA  e complimenti. Devo dire che LO FANNO TUTTI.
  2. Comunicazione aziendale: Ottimale. Fate le cose in MODO CHIARO, semplice, NON COMPLICATE, le cose, Non scrivete in piccolo come un qualsiasi assicuratore. SIATE SEMPLICI. Ma  pensate veramente di far abboccare delle persone con una pubblicità truffaldina???? Ma perché prendere per il culo le persone.
  3. Comunicazione Aziendale Pandemica: Lo straordinario della comunicazione aziendale . Limitate la comunicazione TECNICA!! Ma chi ci capisce di motori, cavalli, portata, sterzata, e cazzate simili. Fate vedere cosa ci posso fare co sta macchina, non COME lavora la macchina, Ma chi se ne frega di quanti pistoni ha o quanti freni. è DA famiglia, da “fica”, da “uomini”, da lavoro, da business, ecc.ecc. e comunicato SOLO questo. sTIMOLATE IL DESIDERIO DELLE PERSONE e Stimolate il loro Budget…. fateli però sognare.

TATTICHE

PER 

Venditori in Concessionaria

  1. Venditori: migliorare la loro comunicazione è fondamentale prendere es. da Zappos il valore del brand attraverso la selezione e la formazione delle persone. Pandemica Passaparola.  Pochi venditori ho preparati  E VERAMENTE amanti del prodotto che vendono. Anzi spesso traspare che lo fanno solo per …. farlo, cioè giusto perché è il loro lavoro. ma nessuno formato in modo “pandemico” che lascia il segno. Si molti una volta concluso il contratto al compratore lascia il senso di soddisfazioni, infatti molti mi hanno suggerito questo o quel venditore ma dipende solo dall’auto convincimento delle persone di aver acquistato l’auto giusta al prezzo giusto. Il venditore bravo deve scatenare la pandemia anche se nn vende, poiché sono sicuro che per ogni vendita conclusa riceve almeno 10 persone che non conclude e allora……
  2. Siti TROPPO pomposi. Occorre che siano più friendly e meno pieni. ci si perde facile. Devono invitare all’acquisto e al sogno, non devono essere troppo tecnici, devono far sognare non far incazzare per capirli. Alcuni devo dire sono molto fatti bene altri meno, ma tutti peccano in troppo tecnicismo e poco senso di comprensione del cliente. Se sono un padre di famiglia, ad es. alcune  cose possono essere tolte perché magari troppo sportive, altre suggerite per la sicurezza ecc.ecc. Il sito prima di farmi fare delle prove potrebbe chiedermi chi sono e cosa desidero In che “senso” il marketing muove il desiderio.

Provo a immaginare da Antropologo  D’impresa  come migliorare questo aspetto:

  1. Accoglienza è fondamentale, angolo caffè, angolo per bambini, fare star comodo le persone, Perderci del tempo, capire le esigenze della persone e una anamnesi della sua situazione con le auto passate. Ad. es. a me nessuno ha chiesto il motivo per il quale 10 anni fa acquistai una BMW e quale è il desiderio di aver una auto nuova. Nessuno ha offerto mai da bere, e faceva un gran caldo, o un caffè.
  2. Insomma entrare in Empatia con il cliente, capire anche se il cliente gradisce ricevere una telefonata o mail in futuro.
  3. L’esperienza è un aspetto che stimola il CONTAGIO leggi qui. allora perché non promuovere nelle concessionarie giri in auto di almeno 30 minuti?? nelle varie situazioni per le quali la macchina è stata concepita? Ad es. se un SUV in situazioni da SUV, se Cabrio un giro in riviera (basta uno sguardo di ammirazione di qualcuno che passeggia  e la macchina è venduta ) invece ti fanno fare giretti di 5-10 minuti e basta. e che cosa ci capisci?? poco o nulla.                                                                              L’esperienza è IMPAREGGIABILE per convincere le persone!!!
  4. Inoltre esser attrezzati di valigie, passeggini, sci, e materiali vari per far vedere in modo esperienziali le varie capacità di carico dell’auto. Per ogni Desiderio del cliente. Sciare, famiglia, viaggiare ecc.ecc. 
  5. Colori auto e interni Acquistati in pratica sulla fiducia , ma dico si può !!!! Ma almeno un BOOK con tutte le combinazioni auto si dovrebbe realizzare, per non dire di quanto oggi è possibile fare con la realtà virtuale. Immaginate di utilizzare un occhiale da realtà  virtuale che vi fa VIVERE LA REALTà della vostra futura auto. Insomma una realtà virtuale tramite la tecnologia che mi faccia sognare la mia auto. Non credo possa costare una enormità per le case madri. Sarebbe favoloso secondo me e limiterebbe anche le auto in giro se pensiamo potrebbe essere sostituita la vista con le sensazioni video in 3D.
  6. Semplificare i calcoli da fare per auto, in modo che siano comprensibili, rientrano nelle problematiche di cui ho parlato sopra. Perché NON SEMPLIFICATE IL TUTTO, possibile ci vogliono 10 minuti per fare un preventivo? e poi occorre pure spiegarlo. Insomma studiare pacchetti prezzo definiti con poche variazioni listino.
  7. Ecco alcuni miei suggerimenti in base alla mia esperienza. Spero possa essere di aiuto per migliorare la vendita delle nuove macchine e con le nuove formule finanziarie che so non sono accettate dagli italiani, e ci credo con tutti le puntante che sono costretti a sentire dalle case madri, come possono fidarsi.

A presto.

 

 

Imparare a rischiare per stimolare le reazioni emotive e scatenare il marketing pandemico

Estate, tempo di lettura, tempo di rifornire di nozioni, passioni, studi. Così dalla mia scorta arretrata di libri da leggere , finalmente ho iniziato a leggere un autore che in parte contrasta ed in parte completa autori precedentemente letti e diventati favoriti.

Si tratta del prof. George Gigerenzer, psicologista e direttore del Max Plank Institut di Berlino. Noto per essere uno studioso di come le persone prendono le proprie decisioni, ed in particolare la sua ricerca si concentra sul motivo che ci spinge a prendere decisioni POCO RISCHIOSE e Pertanto Risultano Sbagliate.

Infatti il suo ultimo libro capolavoro si Intitola:

” IMPARARE A RISCHIARE.

Come prendere le decisioni giuste”.

Sufficiente il titolo per capire quanto i suoi studi e i suoi suggerimenti possano essere utili a chi come noi si occupa di Impresa, Start-up, Marketing Pandemico, aprire Mercati, mantenerli, ampliarli e non perderli.

Siamo sempre di fronte a scelte a decisioni delicate, dobbiamo dire si, no e raramente forse. Insomma le decisioni GIUSTE sono l’ossessione di ogni Antropologo d’Impresa .

Inoltre anche per l’aspetto riguardante la comunicazione Aziendale occorre considerare le decisioni che prendono le persone che ci danno fiducia e speriamo possano comperare il nostro prodotto. Perché belle sono le parole, le presentazioni delle idee, Start-up e quant’altro, ma se poi chi deve prendere una decisione NON SI DECIDE PER IL NOSTRO PRODOTTO, AHI VOGLIA A SBANDIERARE PREMI DELLA MIGLIORE STAR-UP DEL SECOLO (a proposito ricordiamo che non sempre vince l’OTTIMO che Spesso è PESSIMO La tastiera qwerty ad Esempio

Insomma saper come le persone prendono le decisioni e spronarle a RISCHIARE per il bene delle decisioni stesse è il tema principale del libro, la cui copertina è in alto, e degli studi del bravissimo professore stesso.

Oggi ci soffermiamo solo sul primo capitolo del Libro ove a un certo punto trovo riportata questa illuminante frase:

SE C’E’ UN CONFLITTO FRA

LA RAGIONE E UNA FORTE EMOZIONE 

NON CERCARE DI RAGIONARE 

TROVA UNA EMOZIONE

OPPOSTA ANCOR Più FORTE.

Il testo riportato a pag. 16 cercava di spiegare come per convincere una persona che ha in testa un ragionamento sbagliato grazie alla non comprensione del rischio, non si può fargli cambiare idea con un ragionamento SILLOGICO greco, ma molto meglio toccare le corde delle emozioni.

Il caso era di un prof. di Statistica che cercava di far capire alla Moglie dopo gli attentati compiuti con degli aerei di linea  dell’11 settembre che viaggiare in auto era 100 volte più pericoloso che viaggiare in AEREO. Pensate che dopo quella data si calcola  nel giro di 12 mesi ben 1600 morti sulle strade in USA a causa della insensata ritrosia a prendere gli aerei per paura di attentati.

Il prof. Tentò di mostrare alla moglie i risultati statistici, usando la LOGICA RAZIONALE, ma non c’era nulla da fare. Sarebbe stato meglio se avesse toccato le emozioni della signora attraverso questo :

“una delle emozioni che POSSONO controbilanciare i rischi terrificanti è l’amore materno o paterno. Quel professore avrebbe potuto ricordare alla moglie che facendo lunghi viaggi in macchina avrebbe messo a rischio la vita dei figli in primis, oltre che la sua e quella del marito”.

Ecco forse in questo modo,  la certezza non la si può mai avere, la signora si sarebbe potuta convincer a prendere un volo aereo.

Secondo Gigerenzer occorre iniziare ad

ALFABETIZZARE AL RISCHIO.

Saper leggere le situazioni e Soprattutto SAPERLE COMUNICARE in modo che coloro che ricevono la comunicazione sappiano EFFETTIVAMENTE quale sia la decisione veramente rischiosa e quale invece quella POTENZIALMENTE meno rischiosa.

Nel caso in questione è MOLTO MA MOLTO Più PERICOLOSO il viaggio in auto fino all’aeroporto che il volo dell’aereo dovunque vada.

Un libro che inizia così chissà quali e quante pepite d’oro nel corso della lettura. Per ora questo mi ha ricordato un altro autore al quale abbiamo dedicato diversi Post e che studia i “contagi” delle idee tra le persone e  le modalità di trasmissione.

Jonah Berger nel suo “il CONTAGIOSO” elenca i 6 PRINCIPI attraverso i quali un prodotto, una idea scatena una PANDEMIA. LEGGI QUI     E     QUI

leggi la Categoria QUI

  1. valuta SOCIALE
  2. STIMOLI
  3. REAZIONI EMOTIVE
  4. VISIBILITà PUBBLICA
  5. VALORE PRATICO
  6. STORIE

Secondo Berger il terzo principio combacia con quello del professore tedesco  e permette una ottima comunicazione aziendale di prodotto :

LE REAZIONI EMOTIVE

Siamo essere umani, amiamo condividere le nostre esperienze e queste sono maggiormente condivise proprio in virtù delle emozioni che ci trasmettono.  Una fredda analisi chimica non credo ci possa convincere a mangiare un tubetto di bistecca, pur sapendo che a livello nutrizionale sia identico alla stessa bistecca, se non addirittura  meglio e più sicura.

L’emozione di addentare la bistecca, il luogo dove la mangiamo, con chi la mangiamo e persino il valore sociale di mangiarla in un posto ritenuto “fico”, il  servizio al cliente ricevuto, tutto questo ci offre una emozione IMPAREGGIABILE che difficilmente non vorremmo condividerla con gli altri.

Gli studi condotti su vari prodotti o idee hanno mostrato che TUTTE LE EMOZIONI sono VEICOLI DI PANDEMIA, sia quelle positive che quelle negativa.

LA CLASSIFICAZIONE TRA LE VARIE EMOZIONI IMPORTANTE E’ SUL TASSO DI ECCITAMENTO CHE PROVOCA.

Alto tasso di eccitamento POSITIVO : Meraviglia, Esaltazione, Divertimento

Alto  tasso di eccitamento NEGATIVO :Collera, Ansia

Basso tasso di eccitamento POSITIVO: Appagamento

Alto tasso di eccitamento NEGATIVO: tristezza.

Secondo Berger :

  • l’ECCITAMENTO SPINGE ALL’AZIONE
  • MENTRE L’APPAGAMENTO LO INIBISCE E REPRIME L’ECCITAMENTO.

“I messaggi  di Marketing tendono troppo a concentrarsi sulle informazioni ………

Dobbiamo insistere meno su dati e statistiche e

mirare di più ai SENTIMENTI,

alle reazioni emotive

che spingono le persone ad agire

pag. 121 de Il contagioso di J. Berger

Per concludere, a tutti coloro che si occupano di comunicazione aziendale cerchiamo di stimolare i DESIDERI delle PERSONE eccitando le EMOZIONI  Suscitanto REAZIONI ad ALTO TASSO DI ECCITAMENTO.

Non si vende un GELATO perché ci apporta zuccheri o patatine perché contengono SELENIO, ma comperiamo il gelato per stare con gli amici, per l’emozione di passeggiare in riva al mare, o gustarlo di fronte al nostro programma preferito, o per le emozioni del gusto che  ci trasmette.

Le patate invece sono sempre e solo quelle che NON BASTANO MAI CON IL POLLO HAHAHAHAHA ma questa è un’altra storia per un prossimo post.

L’ANTROPOLOGO D’IMPRESA

SCOPRE I DESIDERI DELLE PERSONE

E

IL MODO DI STIMOLARE

LE REAZIONI EMOTIVI

ALLO SCOPO DI GENERARE

UNA PANDEMIA GRAZIE AL

MARKETING PANDEMICO. 

L’oceano Blu dei videogiochi grazie a Nolan Bushnell e l’innovazione di Valore della Atari

In questi giorni di afa estiva sto leggendo un interessante libro di Isaacson sulla storia degli innovatori che hanno permesso la creazione del mondo digitale in cui siamo immersi. 

Il libro si intitola “gli innovatori” e segue la tesi che grazie alla connessione di centinaia di menti creative si è arrivati ad avere il mondo digitale ed internet. Molte persone hanno contribuito a realizzare il nostro futuro.

Dan Edwards e Peter Samson giocano a Spacewar , nel 1962 al MITtribuito nel loro piccolo o grande a realizzare le innovazione più sorprendenti.  Consiglio vivamente la lettura.

Mi ha particolarmente colpito il capitolo dedicato ai Videogiochi. Qui si racconta come il primo videogioco di un certo successo fu SpaceWar . Il gioco frutto di moltissime menti, ebbe tra i “nerd” universitari un notevole successo.

Tra quesi un giovanissimo Nolan Bushnell studente di ing. che ci giocava praticamente sempre e anche di notte.

Lavorava nei parchi giochi per pagarsi la retta, e a contatto con le persone che andavano a divertirsi evidentemente assorbì i desideri esposti o latenti dei desideri delle persone che volevano giocare leggi qui.

Egli fu, è e sarà sempre un grandissimo

ANTROPOLGO D’IMPRESA,

studiava le persone e sé stesso

per capire come meglio poter soddisfare i loro desideri. 

Egli  aveva

Lotaku del gioco,

ed ancora oggi ce l’ha!!

Isaacson dice di lui che :

“Nolan Bushnell divenne uno degli  innovatori

capaci di trasformare

una invenzione in una industria di successo.”

SCOPRì

UN OCEANO BLU

SCONFINATO 

leggi qui

Come spesso accade il primo passo da imprenditore di Nolan Bushnell fu quella di migliorare e perfezionare ciò che aveva provato in modo che potesse essere profittevole. Allora ideò Computer Space, migliorando Spaceware in modo assai intelligente e pratico  e lo vendette ad una impresa che già aveva un mercato con un videogioco tipo quiz, si chiamava Cutting Associates.

Bushnell scopre in quel periodo, da subito di aver concorrenti, due pazzoidi con l’Otaku  di Spacewar  i quali avevano creato un gioco che si chiamava Galaxy Game, segno che se vai nella direzione giusta, devi aspettarti che ci siano o arrivino concorrenti, leggi qui.

Tuttavia in questo caso i due erano sì geniali, ma non imprenditori e quindi al costo di un quarto di dollaro il loro videogioco non si sarebbe mai ripagato, pertanto la loro VALUE INNOVATION era scarsa E ovviamente L’IMPRESA FALLì.

I due dissero ad Isaacson:” Io e Hug eravamo ingegneri e non prestammo attenzione attenzione all’aspetto economico” , 

( cosa che spesso vedo e leggo tra gli startupper odierni, in pratica grandi inventori ma …. il Business dov’è?).

Così commenta Isaacson; ” Scintilla della innovazione può scaturire dal talento ingegneristico, ma deve combinarsi con le competenze imprenditoriali per dare fuoco al mondo”.

Capito cari amici Startupper!!!!

Potete anche aver una Idea Imprenditoriale, una MUCCA VIOLA, ma poi occorre che gli si dia VALORE e che possa così diffondersi prima possibile a una platea sufficiente e profittevole con una comunicazione aziendale  e una distribuzione ottimale e il prezzo e….

INSOMMA UNA SINERGIA DI

TANTISSIMI FATTORI CHE SI DEVONO ARMONIZZARE

Bushnell fu in grado di essere imprenditore oltre che inventore e visionario.

Con 1000 dollari produsse Computer Space, ne vendette circa 1500 con un profitto di oltre il 20%. Tuttavia il videogioco interessava solo i bar studenteschi e non i più redditizi ritrovi delle persone comuni con un mercato più ampio. In pratica una nicchia troppo piccola per poter essere navigata con profitto.

Tuttavia egli comprese le potenzialità dei videogiochi da piazzare nei ritrovi giusti stimolando il desiderio delle persone. Capì che occorreva il videogioco giusto. E così   Lasciò la Nutting e fondò la sua società con il nome che diventerà poi MITICO per tutti noi .

ATARI

27 giugno 1972 atto di nascita di questa impresa. Inizio della navigazione in un oceano BLU.

Ma secondo voi perché la Nutting o altri competitori non riuscirono a fare ciò che fece Bushnell???

Considerate signori Startupper che  i finanziatori in particolare le Banche compresero fin da subito che si era aperto un Oceano Blu? 

ASSOLUTAMENTE NO!!!!

Voi avreste dato i soldi nel 1972 a
questi signori qui accanto  che stavano per lanciar una cosa mai vista prima?

Ebbene come sempre accade alle Start-up di ogni epoca e Nazione (Italia caso a peggiore del Mondo), la Atari ebbe fin da subito enormi problemi di credito.

Come ebbe a dire Nolan Bushnell:

” Progettare il gioco è stato Facile.

Far crescere l’azienda

SENZA SOLDI

è stata la vera impresa.”

pag. 217

Il grande primo videogioco che  inaugurò l’OCEANO BLU di un Mercato Nuovo e che fu una MUCCA VIOLA tra Mucche Grigie  dei Flipper fu il

PONG!!!

Chi della mia epoca non ci ha passato intere ore a giocarci???  Si dice che lo avesse copiato dalla Magnavox, la quale gli fece causa e poi si accordarono , ma solo dopo che il prodotto ebbe una diffusione eccezionale in quanto la Magnavox non era proprio riuscito a scovare l’Oceano Blu. Sta di fatto che il prodotto realizzato dalla Atari era ideato e risultò un grandissimo successo commerciale mentre il Magnavox in 3 anni vendette in tutto i paesi serviti 300 mila pezzi.

Esordio con Prova, come sempre suggerisco,  fu al Bar Andy Capp. Il giorno dopo che fu installato il proprietario chiama la Atari lamentandosi che il gioco si era inceppato, e che stava riscuotendo un discreto successo, molti ci volevano giocare  e quindi occorreva ripararlo con urgenza. Andarono subito e scoprirono che il gioco NON ERA ROTTO ma che si era inceppato a causa delle troppe monetine!!!

Rispetto ai Flipper, che all’epoca la facevano da padroni nei  pub  ce ne erano a Iosa, il pong incassava 4 volte tanto, per fare un esempio. Un buon flipper incassava 10 dollari al giorno, il PONG 40 DOLLARI al giorno.

All’inizio Bushnell offri il gioco a un distributore di Flipper, Che rifiutò!! Meglio così fu per Atari.

Decisero di costruire i primi PONG da soli. Costo 280 dollari a macchina per rivenderlo prima a 900 dollari, poi dato il successo a 1200 dollari.  E gli acquirenti MOLTO contenti in quanto la novità attirava le persone e incassavano 4 VOLTE tanto. (1200 dollari diviso 40 dollari, in poco tempo veniva ripagato).

Cari Startupper ecco la giusta proporzione, costo 1 vendita almeno 3 meglio ancora più di 4.

In pratica su 900 dollari tolti i costi di 280  la Atari incassava 620 dollari a macchina.

TAHT’S BUSINESS

Pensate che di fronte a questi dati trovò soldi facile.

MANCO PE GNENTE!! si dice dalle mie parti.

Una piccola banca gli diede quasi a strozzo 50 mila dollari, un decimo di quanto chiedeva per realizzare in serie le macchine e commercializzarle e pubblicizzarle. Riuscirono a realizzare in serie il PONG e vendettero MIGLIAIA E MIGLIAI DI PONG in tutta l’America.

STAVANO NAVIGANDO IN UN OCEANO BLU

CON IL VENTO IN POPPA.

Ma prima che si potesse trasformare in ROSSO con l’arrivo dei competitori nel 1975 introdussero la console per giochi da casa la mitica ATARI 2600. (ce l’ho avuta anche io circa nel 1979, ricordo con molta emozione la scatola). E la Atari divenne la ATARI ma…. questa è un’alta storia.

Voglio condividere un link con una bellissima intervista a questo Grande IMPRENDITORE VISIONARIO Bushnell. Realizzata nel 2013 da Wired leggi qui. 

Concludo con un estratto di una sua risposta che possa essere da stimolo agli startupper :

“Il fare ininterrottamente. Come diceva Winston Churchill,

l’innovazione è passare da un fallimento

all’altro senza perdere entusiasmo.

In altre parole,

l’unico modo per avere una grande idea è averne molte,

dedicarsi a progetti diversi senza paura di fallire.

Ho mancato più di una volta il bersaglio, in tre o quattro casi clamorosamente, ma le persone ricordano solo i miei successi. Il mondo non associa Jobs a Apple III, o Lisa, ma a iPhone e iMac. Il segreto è non stancarsi”.

Se avete bisogno di Un antropologo di impresa sono a vostra disposizione :

porlandi05@gmail.com