Il Marketing Pandemico per oceani blu pieni di mucche viola.

Di recente due miei amici, entrambi ingegneri, un dirigente di un importante azienda digitale ed un imprenditore nel campo delle energie rinnovabili, mi hanno consigliato, separatamente ma concordemente, la lettura di questo libro di Marketing che sto per presentarvi.

Si sono meravigliati che io non lo conoscessi, dato che risulta uno dei testi più diffusi al mondo sulla materia. A dire il vero, mi sono sorpreso anche io di non averlo letto né giammai incontrato nelle bibliografie dei miei autori preferiti di Marketing. Data la mia curiosità inappagata e la mia proverbiale tirchieria ho chiesto a uno di loro di prestarmelo. L’ho letto in un baleno e devo dire ho capito parecchie cose.

Innanzitutto è un bellissimo ed interessantissimo libro. I due autori, Chan Kim e R. Mauborgne, sono degli autorevoli professori di Business Management e  ricercati e pagati profumatamente per i loro Master. Inoltre il Libro è scritto più per esperti del settore economico tipo dirigenti, manager o  ingegneri, ecco spiegato perché piacque  tanto ai miei due amici ingegneri.

Pubblicato nel 2005, risulta essere contemporaneo al mio Libro preferito di Marketing: La Mucca Viola, di Seth Godin uscito circa nel 2004 che in questo Blog ha un assoluto e preminente posto d’onore leggi qui.

Strano che gli autori delle Strategie dell’oceano Blu non venga citato in bibliografia. Comunque sta di fatto che entrambi SOSTANZIALMENTE affermano la stessa cosa con due approcci diversi ed anche alcune peculiarità interessanti che possono e debbono  essere sfruttate in modo complementare.

Vediamo se riesco a mixare il tutto in modo semplice e comprensibile. Partiamo dal conoscere cosa significa realizzare una Strategia per ottenere un Oceano Blu.

  • OCEANO BLU  scovare e inventare mercati  che OGGI NON ESISTONO quindi CREARE una DOMANDA  NUOVA per una crescita REDDITIZIA.
  • OCEANO ROSSO : MERCATO con una  DOMANDA già CREATA e presente  ove si COMPETE IN MANIERA FORTE CERCANDO DI RUBARSI I CLIENTI A VICENDA CON LE SOLITE TECNICHE DI MARKETING.

Per chi segue le mie lezioni o i miei post è evidente l’assonanza tra l’OCEANO BLU e la creazione di un PRODOTTO STRA-ORDINARIO che solitamente chiamiamo un prodotto MUCCA VIOLA  Leggi QUI .

Il Marketing Pandemico  apre il MERCATO con il Motto L’OFFERTA CHE CREA LA TUA DOMANDA ,  grazie  due colonne PORTANTI :

  1. Creare un Prodotto Stra-ordinairio – Mucca Viola 

  2. Comunicare il Contagio Pandemico del Prodotto leggi qui

Abbiamo creato una pagina  con alcuni Esempi di imprenditori  che hanno realizzato prodotto Straordinari e Contagiato Pandemicamente aprendo così il loro Mercato e Scovato il loro Oceani Blu leggi la pagina apposita.

Personaggi come MICHELE FERRERO, ENRICO PIAGGIO qui, FIORUCCI qui, ( per rimanere ai soli italiani)  hanno cercato con il loro prodotto straordinario, una mucca viola appunto, e trovato un Oceano Blu in cui nuotare e far prosperare la loro impresa.

Pertanto di base direi che il Marketing Pandemico e la strategia Oceano Blu perseguono le stesse finalità. Tuttavia la Strategia OCEANO blu si basa su una  unica  GRANDE COLONNA PORTANTE:  INNOVAZIONE DI VALORE. 

VALUE INNOVATION

L'innovazione di valore pone la medesima  enfasi sul valore e sulla innovazione. La ricerca di valore , quando manca l'innovazione, tende a focalizzarsi sulla creazione di valore su scala incrementale, un'attività che accresce il valore, ma non è sufficiente a distinguere un'azienda dai concorrenti del mercato. La ricerca della innovazione, quando manca il valore, si risolve in uno sforzo unicamente tecnologico oppure in un approccio commerciale pionieristico, o anche solo futuristico..  pag. 14

Gli autori evidenziano il fatto che hanno accertato su casi di imprese degli ultimi  100 anni, che l’impresa ha successo nel trovare un loro Oceano Blu quando riesce ad UNIRE :

INNOVAZIONE  E UTILITA’

VOCI DI COSTO  E  PREZZO

=

VALUE INNOVATION 

"così facendo l'innovazione viene legata strettamente al valore. Altrimenti anche i più grandi innovatori tecnologici e i pionieri del mercato finiscono per seminare ciò che potrà essere raccolto da altri.......chi cerca di dar vita a un oceano blu persegue allo stesso tempo l'obiettivo della differenziazione e quello del contenimento dei costi. " pag. 15

Realizzare un prodotto   Stra-ordinario  non è sufficiente per scovare un oceano Blu, è anche necessario che si traduca in una seria innovazione di processo che permetta ai costi di abbattersi in modo che il prodotto possa essere attraente per le tasche di quanti più persone possibili il più presto possibile. Di sicura la Value Innovation aiuta il contagio nel suo aspetto di base del Valore Pratico leggi qui

In pratica i professori ci riportano con i piedi per terra dai meravigliosi voli pindarici di Godin e bisogna ammettere che effettivamente se il Prodotto Stra-ordinario non si traduce  in una innovazione di processo e di prodotto capace di accaparrarsi prima possibile quante più persone giuste possibili, il prodotto rimane una semplice innovazione fine a se stessa e non si scatena i primi contagi.

Un aspetto che abbiamo trattato anche nel nostro e-book quando si parla di prezzi e costi, qui in special modo quando parliamo dell’importante tattica di Marketing del prezzo leggi qui.

Grazie a questo libro ho compreso che alone le colonne portante del Marketing Pandemico sono aumentate da due a tre.  Occorre infatti considerare la VALUE INNOVATION come la terza colonna che concorre ad aprire un mercato e scovare un oceano Blu.

  1. Creare un Prodotto Mucca Viola

  2. Value Innovation
  3. Comunicare il Contagio Pandemico del Prodotto

Il Valore Pratico di un bene è spesso legato al prezzo.

Il Valore Pratico è uno dei principali agenti scatenanti il contagio pandemico del prodotto, capace così di aprire un MERCATO da Oceano BLU.

Dunque  occorre tenere in considerazione  le  strategie Oceano Blu che sappiano legare il ProdottO Stra-ordinario alla VALUE INNOVATION,  tramite struttura dei costi, al break event point ed anche alla elasticità della domanda in base al prezzo, alla utilità.

Da leggere i bellissimi esempi riportati  nel libro Strategia Oceano Blu nell’appendice A.

Secondo Me, per alcuni aspetti il libro appare datato, in particolare per quelli  legati ai recenti sviluppi del Marketing Pandemico nella Comunicazione Aziendale.  Inoltre a me sembra che sia stato scritto principalmente per chi lavora già in una impresa, piuttosto che per coloro che partono da “zero”.

Tuttavia la colonna portante della VALUE INNOVATION   va assolutamente tenuta da conto nel realizzare la Mission qui delle Imprese per scovare un MERCATO CHE SIA un OCEANO BLU. 

 

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il tipping Point del Bikini? dopo 20 anni

Reard e il suo primo bikini, 1946 3 luglio

Pochi giorni fa il 3 luglio si festeggiavano il 60° compleanno del moderno bikini. Penso che molti sappiano che lo stilista Louis Réard lo presentò il 3 Luglio 1946.

Qui un bell’excursus storico stilistico: storia del Bikini da www.Totalita.it .

Ecco una evoluzione divertente del bikini:

Quello che a me preme come appassionato di fenomeni marketing, dato che in questi giorni si celebra l’apoteosi del bikini, è capire quando e come  e perché ha raggiunto il Tipping Point, ovvero il punto critico che lo ha praticamente eletto a unico ed incostrato vestito da mare.

Pensate che i primi 15 anni sono stati terribili, nessuna donna, o pochissime, lo indossavano. La vendita era scarsissima e i detrattori moralisti lo indicavano come peccaminoso. Tuttavia sembra che ad innescare il cammino verso il punto critico sia dipeso dalla DIVE DEL CINEMA, quali agenti pandemici.

Infatti   verso la fine del   1960 varie Star facevano a gara a mostrarsi semi nude e magari proprio con il bikini. Ricordiamo M. Monroe in Niagara, oppure Rita Hauywort in Gilda.In Italia, il seducente costume fu sdoganato da  Sofia Loren , che con un due pezzi di raso sbaragliò la concorrenza vincendo il titolo di Miss Eleganza nel 1950.  Esther Wiliams per contratto dagli studios a portare il bikini nonostante i puritani all’attacco.

In Francia poi la icona sexi per antonomasia Brigitte Bardot con i suoi due pezzi mirabilmente esposti sulle spiagge di Saint Tropez  e nei suoi film offriva la possibilità di desiderare di indossare il capo ed essere come lei, per lo meno libera.  Poi arrivò anche Ursula Andress  ad innescare la miccia definitiva della sua consacrazione, ma …… solo negli USA ed in Francia. 

Si perche nel resto d’europa faceva fatica a farsi accettare e vendeva poco. In Usa invece fu un vero e proprio Boom di vendite già alla metà degli anni 60.  In Europa invece occorsero almeno altri 10 anni per imporsi e far si che tutte le donne lo indossassero e lo accettassero.

Come vedete, ciò che oggi è comunemente accettato ha fatto fatica ad emergere, e non pensiate che fosse scontato il suo successo, tutt’altro.

Occorre il canale giusto del tempo, all’epoca il cinema. Le condizioni giuste, il fermento degli anni 60-70 e perché no la bellezza insita nel Bikini.

Ricordiamo sempre che il raggiungimento del Tipping Point è impossibile da prevedere, servono gli agenti pandemici (qui le dive), un ambiente in grado di reciperlo, e il fattore presa in grado di accettare quanto proponiamo.

Nel blog troverete altre info riguardo a queste condizioni per il raggiungimento del Tipping Point

 

 

Masha e l’orso contro peppa pig: 2-1

Prendo spunto da questo breve articolo apparso poco tempo su la gazzetta, che potete  leggere cliccando sul link: articolo de la Gazzetta: Masha e l’orso polverizza pepa pig
E
Art. molto bello su Tempi
Mi ha incuriosito perché in pratica realizza una mia piccola profezia che feci quando scrissi del fenomeno Peppa Pig. see:   Cartoni Pandemici da topolino a peppa Pig

Il mio post analizzava in chiave di Marketing e di ciclo di vita del prodotto il business dei fumetti, a partire dal mitico Walt Disney fino a quello che fino all’epoca, crica 2 anni fa era il fenomeno assoluto dello schermo ovvero Peppa Pig. Preconizzavo che anche questi cartoni prima o poi avrebbero subito il declino, come i suoi predecessori, in quanto molteplici cause concorrono a ciò. Solo che non mi aspettavo che arrivasse così preso il declino, o l’appiattimento in salita della curva del ciclo del prodotto. Leggete il post sul: Il ciclo di vita del prodotto e la mucca viola

Come spesso ripeto ai miei allievi, diffidate della curva del ciclo di vita, NON è MAI COME LA SI IMMAGINA E MAI IL PRODOTTO PERCORRE LA CURVA DISEGNATA.  Occorre sempre essere vigili e attenti a tutto quello che ci circonda e cambia.

Infatti spiego loro l’importanza fondamentale, data anche la semplicità della strategia di Michael Porter con il suo schema sulla concorrenza A 5 ELEMENTI, il cui motto potrebbe essere: Estote Parati = SEMPRE PRONTI . Confrontate anche il post sulle teorie di Nassim Taleb: il cigno Nero.

Torniamo però al caso concreto.

Masha e l’orso nasce nel 2009 in Russia, paese non con tradizioni planetarie nei cartoon, direi. Viene proposto in Italia tra il 2011 e il 2012. Flop di audience. Poi però sembra che su You tube le Mamme lo facciano vedere ai bimbi in RUSSO  sempre di più e cresce la viralità. Da sottolineare La bravura del dirigente di Rai YOYO, lo ripropone nel  2014, in pieno ciclone Peppa Pig, e BOOM, record di ascolti di continuo, si parla di una media di 2% sopra Peppa con un Picco assoluto di 7,9% in una puntata contro un massimo di picco della rivale di poco sopra il 5%.

Il sig. Di Stefano che ha acquisito i diritti di immagine parla del cartone come il primo fenomeno di viralità nella storia dei cartoon. Come dargli torto?  La pagina di Masha e l’Orso ha quasi 4 milioni di fan, quella di Peppa poco sopra i 2 milioni.

Insomma è arrivato il concorrente in grado di mettere a dura prova il business di Peppa Pig, tanto più che mi sembra che sia stata acquisita dalla Walt Disney con tanto di Parchi a tema già pronti per essere lanciati, uno esiste già in Inghilterra. E ora che fine faranno i progetti faraonici?

Come volevasi dimostrare tutti i prodotti, anche quelli di maggior successo, prima o poi subiscono la concorrenza. Specie se un prodotto ha successo.

LA PRIMA COSA CHE DOVETE ASPETTARVI in Caso DI Successo  è LA CONCORRENZA

SIA DEI CONCORRENTI CHE CONOSCETE

SIA DI POSSIBILI NUOVI ENTRANTI.

Se non avete successo, la concorrenza non vi si fila per nulla e potete vivere tranquilli. Senza un mercato però.

Due riflessioni su questo fenomeno concorrenziali mi preme fare.

  • IL TARGET è UNA BUFALA: chi ragiona nel marketing parlando di Target compie una semplificazione inutile. Come in questo esempio. Sfido chiunque a individuare il TARGET dei due cartoni. Per età, censo, genere, orari e quant’altro sono gli stessi, identici. E allora ?? come ci può aiutare a parlare di Target per una pianificazione marketing.  Ma è evidente che i due cartoon sono Profondamente diversi.  Ecco allora che è il POSIZIONAMENTO DEL PRODOTTO CHE CONTA  see:   Il Posizionamento Pandemico di un prodotto    .

   IL TARGET DI UN PRODOTTO PRIMA che il prodotto esca

 IN PRATICA

NON ESISTE

ma  I DESIDERI SI

OCCORRE STIMOLARLI.

  • Domandona: Se fossimo nella dirigenza Peppa PIG quali azioni di marketing vorrete portare avanti?

difficile,  MOLTO ma molto difficile rispondere a questa domanda. Tentare qualcosa si deve. Io personalmente proporrei di creare storie per i più piccoli, specificatamente, e magari aumentare i colori e le canzoni che sembrano essere assai carente, ma potrei dire scempiaggini.  Merchandising  specifico di prodotti under 2-3 anni  massimo, e molto ma molto aggressivo. Poi magari un migliore uso del web per la diffusione  dei cartoni, cosa che alla Disney, come sapete, amano poco, ma ora c’è poco da fare gli spocchiosi, l’attacco  del concorrente è importante e lo si deve contrastare

Ultima soluzione nel caso non si riesca a monetizzare il prodotto,

ABBANDONARLO E PUNTARE SU UN’ALTRA IDEA magari si potrebbe tirare fuori un cartone simile, sulla base di tradizioni ….. inglesi o perché no Italiane (meglio magari dell’orrendo e ideologizzato barbapapa, italo-francese.

O ACQUISTARE IL CONCORRENTE, d’altronde parliamo di una Multinazionale capace di tutto. 

 

La Strategia della Mucca Viola e il Buzz marketing

 

In questi giorni ho riletto il libro di Seth Godin, LA MUCCA VIOLA. 

Un libro sorprendente, credo del 2004, uno dei più venuti al mondo per  il Marketing. Fonte di infinite ispirazione e di sicuro innovativo ed esso stesso una mucca viola, per come è stampato, scritto e formato.

I concetti espressi sono allo stesso tempo semplici, quasi lapalissiani, ma al contempo complessisissimi da mettere in pratica, proprio per la natura della materia stessa, ovvero aprire un Mercato, far si che la nostra offerta, (prodotto, servizio o idea), incontri una domanda sufficientemente grande da farci remunerare l’investimento.  Come dico ai miei alunni, molto ma molto più facile capire i libri filosofici di Heidegger e Hegel, piuttosto che aprire un mercato di successo che duri a lungo.

Ma si sa, gli intellettuali se la tirano e scrivono, pertanto si vantano, gli imprenditori invece fanno, e facendo spesso falliscono. Sono molti di più coloro che provano e non riescono piuttosto che coloro che riescono. Un po’ sta nelle cose, un po’ sta nel fatto di non seguire  e farsi ispirare da strategie come quella della Mucca viola.

Tutto ruota  attorno al concetto di PRODOTTO STRA-ORDINARIO chiamato appunto Mucca VIOLA , che possiamo paragonare a un VIRUS se lo realiziamo in modo tale da farsi notare dalle persone giuste che possano essere infettate e contemporaneamente diffondere una Pandemia.

leggi;  Esempi di Prodotti Pandemici

Un prodotto che non solo è diverso dagli altri, dunque ma che si FACCIA NOTARE, come si farebbe notare appunto una MUCCA VIOLA tra le altre mucche di colore naturale. Un Prodotto NON BANALE ma che non significa che debba essere OTTIMO, anzi dice Godin essere semplicemente di qualità non garantisce la notorietà!!!

Occorre che sia SORPRENDENTE e la qualità in sé non lo è, poiché normalmente ci ASPETTIAMO che un prodotto sia di qualità. DEVE SORPRENDERE. Poiché solo se ci sorprende si fa notare e ne parliamo  e colpiamo le persone attente.

Inoltre  una volta che avete un prodotto simile NON C’è MODO DI SAPERE SE FUNZIONA SE NON TESTARLO SUL MERCATO, ANDANDO A COLPIRE LE PERSONE GIUSTE, le uniche attente alle novità, poiché trasportate da vera passione.

Infatti il secondo problema che abbiamo dopo aver realizzato una mucca violenta è  COME LO FACCIAMO CONOSCERE IL NOSTRO PRODOTTO Stra-ordinario?

Spesso dialogo che geniali inventori di svariate cose, i quali sono si bravi a realizzare alcuni prodotti, ma poi carenti nel diffonderli. Nel Libro di Godin ci sono alcuni spunti per compiere i primi passi giusti (un consiglio che Godin dà ad esempio è l’outsorcing, ovvero se non siete bravi a vendere cercate chi lo sa fare per voi)

Godin già in questo libro anticipa argomenti che poi saranno patrimonio del BUZZ MARKETING. Eglii fa spesso riferimento al passaparola come mezzo di trasmissione OTTIMALE per il FUTURO del prodotto stra-ordinario.

Ricordate che se il prodotto non si fa notare, molto probabilmente NON è UNA MUCCA VIOLA. E allora dovete chiedervi: COME POSSO TRASFORMARLO IN UNA MUCCA VIOLA?

Ricordo che il primo libro sistematico sul Buzz Marketing è del 2009, del prof. Rosen ove a partire da PRODOTTI STRA-ORDINARI si analizza le tipiche modalità del passaparola. Ripeto TUTTO PARTE DAL PRODOTTO STRA-ORDINARIO, NECESSARIO MA NON SUFFICIENTE.

Quindi già Godin 5 anni prima ne aveva intuito e scritto dell’importanza del brusio del prodotto, introducendo anche il concetto di Permission Marketing, ovvero la necessità per ogni imprenditore di mettersi in contatto con chi per primi (gli innovatori) o i secondi (gli adattatori precoci) hanno una forte Passione (che chiama OTAKU, termine giapponese) per quello specifico prodotto. Come si legge nel grafico ciò che conta è infettare le persone che si trovano a sinistra della curva che illustra il ciclo del prodotto.

TUTTAVIA  non è suffciente,  occorre anche che  siano STARNUTITORI, ovvero infettanti e scatenino la pandemia del prodotto virale  a tutti coloro che possono essere interessati di modo che poi la maggioranza, precoce e ritardataria, possa essere poi infettata   a desiderare il prodotto.

Godin con questo libro  sdogana la funzione del Marketing, troppo spesso relegata  entro  il confine della sola comunicazione aziendale o pubblicità. Ed  ancora oggi in Italia soprattutto con i beoti del Web Marketing vi rimane confinata.

Egli afferma che il Marketing è:

LA CAPACITà DI REALIZZARE PRODOTTI MUCCA VIOLA VIRALI IN GRADO CHE POSSANO infettare  LE PERSONE GIUSTE IN MODO DA  SCATENARE UNA PANDEMIA.

Quindi fare Marketing non significa fare semplicemente  pubblicità, anzi questa è l’ultimissimo dei problemi bensì  I PRIMI passi da compiere sono:

  1. Realizzare IL Prodotto stra-ordinario  O mucca viola che si faccia Notare in modo che si diffonda come un VIRUS
  2. Diffondere il Prodotto alle persone GIUSTE, innovatori e adattori precoci e che siano STARNUTITORI INFETTANTI e scatenino una Pandemia

Nei prossimi post mi dedicherò maggiormente al secondo, grazie anche a un recente libro del prof. Berger dal titolo emblematico: CONTAGIOSO. Anche se prima proporrò una  seria riflessione  sugli 8 modi suggeriti da Godin per realizzare una Mucca viola, prima del buzz contagioso direi.

Seguitemi o voi imprenditori nascenti o stanchi, sarà motivo di interesse e spunti per nuovi e futuri business. E intanto leggete e lasciatevi ispirare dalla

LA MUCCA VIOLA.

Se necessitate di consigli rimango sempre a disposizione.