Italian Business Design 

Italian Business Design 

SETTEMBRE 17, 2015

Oggi, mio caro lettore, ti presento il progetto di economia collaborativa ITALIAN BUSINESS DESIGN di cui sono co-fondatore assieme  a

  FEDERICO CHIGBUH GASPARINI             

un campione della comunicazione

Questo il suo Blog .

Questo progetto professionale nasce dall’esigenza di rispondere alle mutevoli condizioni socio-economiche del mondo.
Vari sono i fattori che determinano i mutamenti. Sottolineiamo quelli legati alla tecnologia che ha, ormai, invaso ogni ambito della vita contemporanea, attraverso l’uso di Internet e, soprattutto, dei Social Network.
L’ampliamento della coda lunga in quasi tutti i settori con una crescente richiesta di essere considerati delle persone e non dei semplici consumatori o clienti.
Altri fattori, poi, sono pronti a intervenire per delineare un futuro che non è prevedibile, ma al quale occorre essere pronti per coglierne le opportunità e limitarne i conseguenti rischi.
A tutto ciò si aggiunga che la grande Crisi ha colpito il mondo e l’Italia mandando in soffitta un modello di economia obsoleto, che per ancora qualche tempo affiancherà quello che, attualmente, si sta sviluppando: cioè quello dell’economia della condivisione e della collaborazione.
Una Crisi che costringe a cambiare con immediatezza il modo di fare business e di innovare continuamente.
Da tutto ciò consegue che gli italiani, sempre, più dovranno crearsi la propria attività o rilanciarla se, come professionisti o imprenditori, non sono riusciti adattarsi ai cambiamenti in corso, subendone così i contraccolpi negativi.
La caccia al mitico posto fisso richiederà, se non si è in possesso delle competenze richieste dal nuovo mercato del lavoro, sempre più tempo.
Occorre,quindi, sfruttare i propri talenti con coraggio ed abnegazione. Oggi più che mai ciò è possibile.
Allo stesso tempo, gestire un’attività professionale o un’impresa senza sfruttare al meglio Internet ed i Social Network ridurrà al minimo le possibilità che il proprio business abbia successo.
Inoltre, occorre aprirsi alla ricerca continua in modo da essere pronti alle novità e rimodulare sempre il proprio business.
L’obiettivo che in qualità di Business Designer ci prefiggiamo è quello di aiutare le persone di buona volontà e che desiderano reinventarsi partendo dalle loro passioni e dai loro sogni oppure coloro che vogliono portare la loro attività nel XXI secolo e creare nuovi modelli di business.
Questo, a nostro avviso, è il momento giusto per farlo poiché come nel dopoguerra non abbiamo più nulla da perdere e davanti a noi c’è tutto da ricostruire.
Dobbiamo rimboccarci le maniche per cambiare il mondo in cui viviamo per farne un luogo migliore per noi, per i nostri figli e nipoti.
Per questo scopo, oggi, nasce:

ITALIAN BUSINESS DESIGN
MISSION

Partiamo dall’analisi delle singole parole.
Italian, italiano, cioè figlio di un determinato passato, incarnato in questa storia piena di bellezza e creatività, con il nostro gusto, gli italici sapori e la nostra cultura frutto di complesse stratificazioni.
Siamo e rimarremo per sempre degli inguaribili italiani. Difetti e pregi compresi.
Business, cioè la capacità di scovare opportunità e aprire un mercato.
Quanto più il prodotto risulta straordinario e riesce a scatenare i desideri della persone tanto più il business sarà importante e remunerativo.
Design, invece, sta ad indicare qualche cosa di più di un semplice disegno.
È la realizzazione di una visione e di un sogno che si materializza.
Sono la forma e le modalità che si concretizzano.
Il designer, moderno demiurgo, trasforma ciò che sogna in realtà. Non fa arte, bensì impresa.
Il progetto ITALIAN BUSINESS DESIGN si compone dell’amalgama di queste tre parole.
Si prefigge di aiutare ad aprire o a sviluppare business attraverso un design ricercato, influenzato dal nostro sentire italiano.
Con un modello aperto al rischio e basato su un procedimento che, attraverso tentativi ed errori, ci conduca al successo.
Si prefigge di offrire a tutte le persone di Buona Volontà che intendono realizzare o rilanciare il proprio business il nostro contributo professionale attraverso un Team specifico che realizzi il Design Giusto per il loro successo futuro.

METODO DI LAVORO

Nel Team saranno coinvolti tutti i professionisti considerati degli Italian Business Designer.
I Team saranno costituiti in base alle esigenze del cliente.
Saranno guidati da un Team Leader detto: Architetto Business Designer.
Egli chiamerà e nominerà le persone con le competenze giuste per sviluppare il progetto specifico.
Ogni persona coinvolta avrà un nickname che identificherà il suo ruolo all’interno del progetto ed anche le sue competenze.
L’obiettivo sarà sempre quello di creare un business o di ampliarlo attraverso la scoperta di nuovi clienti e nuovi mercati.
I nostri fondamenti etici sono quelli che ci fanno sentire orgogliosi di essere italiani.
Al centro poniamo sempre il massimo rispetto delle persone.
Inoltre, ci prefiggiamo anche il massimo rispetto delle regole, fondamento di una sana vita in comune.

COME RICHIEDERE

IL NOSTRO INTERVENTO

E

COME OPERIAMO

In primo luogo, il potenziale cliente dovrà contattare uno o più membri di ITALIAN BUSINESS DESIGN, d’ora in poi, semplicemente, detti: business designer.
Spiegare dettagliatamente, magari, tramite mail il tipo intervento richiesto.

Il business designer che riceve la richiesta d’aiuto, dopo attenta valutazione, condivide le sue riflessioni con i colleghi aventi le competenze giuste per portare a termine il progetto.
Se accetta la missione questi diventa Architetto, crea il suo Team e assegna ai membri coinvolti i nickname in base ai rispettivi compiti.
Quindi, invia il preventivo al potenziale cliente.
Se esso viene accettato, con congruo anticipo ed acconto, si procede a stabilire le modalità ed i tempi d’intervento suddividendo il lavoro tra i vari business designer coinvolti.
Il rapporto cliente – business designer si basa sulla fiducia.
Per tanto, se per qualsiasi motivo di natura economica o di dignità dovesse venire meno la suddetta, il rapporto di collaborazione s’interromperà immediatamente.
Ciò vale sia nei confronti dei clienti che dei membri.
Nello svolgimento dell’incarico si adotteranno tutti i mezzi tecnologici utili a poter svolgere nel modo più efficiente il lavoro in Team e per monitorare i risultati raggiunti, sia positivi che negativi.
TUTTO CIÒ PREMESSO:
Prometto a coloro che si uniranno al sottoscritto ed al Prof. Paolo Orlandi: notti insonni, tanto lavoro, deadline infernali, paga certa e proporzionata al proprio contributo e tanto, tanto divertimento. Oltre a gloria imperitura.
A questo punto, mio caro lettore, non mi resta che lanciare il bando d’arruolamento per coloro che desiderano cimentarsi in questa avventura ed il codice a cui dovranno attenersi.

ITALIAN BUSINESS DESIGN

MANIFESTO

Il Business Design è da noi inteso come quell’attività volta alla creazione di nuovi modelli di business che facciano realizzare sogni imprenditoriali e che contribuiscano a far nascere posti di lavoro o conservino quelli esistenti.
I Business Designer operano con creatività ed in Team.

Ognuno in base alle proprie competenze nel più puro spirito di collaborazione. Noi crediamo nell’alleanza di cervelli.
La composizione dei vari Team di Business Designer varia a seconda del cliente e del prodotto.
Il Team Leader del gruppo di lavoro è colui che acquisisce il cliente. Egli seleziona i membri della squadra con la quale seguirà il progetto di cui è l’unico responsabile. Suddivide i compiti e decide se fare da General Contractor, in questo caso, una volta pagato dal cliente, suddividerà il denaro in base al contributo dato da ciascuno dei vari membri del Team alla realizzazione del progetto, oppure se presentare al cliente i vari componenti della sua squadra in modo che si instauri un rapporto diretto cliente-fornitore.
I Business Designer nell’eseguire i loro compiti sfruttano in modo creativo ed efficiente gli strumenti messi a disposizione da Internet per lavorare in condivisione. Per questo motivo può accadere che non s’incontrino mai fisicamente.
La creazione di un nuovo modello di business deve partire da:
Analisi del prodotto e delle sue potenzialità future;
Analisi del cliente e delle sue esigenze, volontà e capacità di cambiare;
Massima creatività.

Le principali linee di intervento contemplano:

  • Analisi del business attraverso il prodotto, la comunicazione aziendale e i vari strumenti di marketing utilizzati.
  • Design del modello di business per rendere il Prodotto Stra-Ordinario (mucca viola strategia)  con tutti gli strumenti di marketing necessari: packaging, prezzo, comunicazione aziendale, linee distributive. In modo da rendere il business unico e inimitabile.
  • Analisi del mercato in cui opera il soggetto e, soprattutto, individuazione delle potenzialità.
  • Elaborazione di una pianificazione di marketing: dalla ricerca attraverso la mission fino alla definizione dell’obiettivo e delle conseguenti strategie e tattiche di marketing.
  • Particolare attenzione sarà rivolta alla Comunicazione Pandemica-Virale del prodotto. (ad es. comunicazione pandemica )
  • Monitoraggio continuo delle azioni intraprese ed elaborazione delle soluzioni per i cambiamenti necessari allo scopo di conseguire il Business Design di successo.

Nella realizzazione del progetto il cliente sarà seguito passo dopo passo con la diligenza del buon padre di famiglia.
I membri del Team condividono tutte le informazioni in loro possesso con gli altri Business Designer del gruppo in modo che ognuno sia sempre aggiornato sull’andamento del progetto.
Tutti coloro che saranno coinvolti in un Team avranno uno specifico e simpatico nickname che li identifica e ne delimita le aree di competenza.

A titolo di esempio:

  • Scout Purple Cow;
  • Antropologo d’impresa;
  • Internet Nerd;
  • Burocrate Easy;
  • Architetto Business Design (il Team Leader, n.d.r.);
  • Sperimentatore Martire;
  • Process Product;
  • Crazy Packaging.

Il Business Designer fa squadra col cliente e le sue risorse interne od esterne e collabora e compete con esse al fine di portare al successo il progetto affidatogli.

Ed ora, mio caro lettore, non mi resta che salutarti dandoti appuntamento al prossimo post e ricorda:

Sii indipendente,

reinventati e fai la differenza!

Attiva i tuoi Talenti

con coraggio e competenza e pazzia.

Federico


Paolo

Pizza Pandemica Mucca Viola al ristorante Il Gatto e la Volpe. Lo Straordinario si diffonde.

Quando incontri una MUCCA VIOLA tra tante mucche bianche, beige, bianco-nere, COME FAI a non accorgetene. Devi assolutamente scriverlo e condividerlo.

Se poi ti capiti nell’ultimo fine settimana prima di iniziare gli impegni scolastici, ti rende estremamente felice. Abbiamo riconosciuto e incontrato   la PIZZA Mucca Viola a 130 Km da dove abitiamo. Tempo fa scrissi un post: Realizzare la mucca viola sconfiggendo la sindrome da Bar.

Ecco questo Post  potrebbe avere lo stesso titolo ma al posto di Bar occorre scrivere la SINDROME DA PIZZERIA.

Da noi, e penso in tutta Italia, le pizzerie proliferano e sono TUTTE UGUALI . Si ci sono delle ottime pizzerie, da noi nelle Marche la Migliore Napoletana da Mamma Rosa a Ortezzano. Ce ne sono altre buone, meno buone  ma…… sempre uguali tra di loro. Difficilissimo distinguerle. Ora qualche d’una ha iniziato a miscelare gli impasti, a offrire minime variazioni sul tema. MA …. sono solo variazioni sul tema appunto.

La sostanza è che la PIZZERIA è banale.

Non che questo mi scoraggi a mangiare Pizza, ci mancherebbe altro, io sono fatto di impasto di pizza ormai. Solo che difficilmente la concorrenza si distingue tra le tante, e ovviamente il prezzo e i profitti ne risentono.

Vi racconto invece come abbiamo scoperto la Pizzeria Mucca VIOLA, che si chiama 

Ristorante pizzeria Il Gatto e La Volpe

La settimana scorsa io e mia moglie mentre sorseggiavamo il nostro caffè pomeridiano ci imbattiamo in un servizio di Rai3 o Tv contromarche, non ricordiamo. Parlava di un ristorante sperduto nei pressi di Pergola, vicino a Fano. Il ristoratore, tal Gianluca Passetti, raccontava di aver rifiutato 16 mila euro mensili per fare il cuoco in Giappone. Il motivo del rifiuto era l’attaccamento al territorio, la passione del borgo, Frazione Montevecchio a 10km da Pergola, la famiglia di origine con i nonni, la passione per il suo ristorante ecc.ecc.. Insomma le solite frasi bamboccionate italiche.

Io e mia moglie, che ormai da 1 anno sogniamo di scappare dall’Italia, ci siamo guardati esterrefatti. Abbiamo pensato che fosse pazzo e  che non capivamo. Per  capire meglio bisognava andare ad assaggiare sta pizza e vedere il paesaggio tanto decantato dal pizzaiolo. E assaggiare la pizza che sti giapponesi volevano impiantare in giappone.  La società per la quale lavora mia Moglie, Eurocube, aveva vinto un bando europeo per un mega evento di Basket. La serata conclusiva, alla quale mia moglie era invitata si teneva proprio lo scorso venerdì.  Abbiamo deciso di pernottare a pesaro e il sabato di andare a Pergola per verificare e capire.  Per inciso la sera durante la cena abbiamo raccontato a tutti le nostre intenzioni e tutti concordavano sulla pazzia del ristoratore di rifiutare l’offerta giapponese e ne ridevamo allegramente.

Ebbene il giorno dopo abbiamo visitato pesaro e fatto una passeggiata per  Urbino. Nel tardo pomeriggio verso le 17 ci dirigiamo a Fossombrone, a circa 20 km da pergola. Erano circa le 17,30 e per sicurezza telefoniamo per prenotare. Ma ….. con estrema gentilezza ci dicono che purtroppo sono stra-pieni e che  non hanno modo di poterci accontentare.  Sale la rabbia e la depressione. Insistiamo, dicendo che saremmo stati la per le 19, a inizio turno. Ma nulla, con gentilezza somma, ci dicono  che non possono proprio sono stra.pieni.

Non so se lo sapete, ma il marchigiano è un tipo testardo. Allora mi son detto che almeno volevo vedere come era il locale e dove fosse. Inoltre speravo che facendo vedere il piccolo Geremia di 3 anni forse ci avrebbero accontentato, a inizio turno.

Ebbene dopo un interminabile viaggio, di circa una ora. Si perché il ristorante NON era a Pergola, ma a 10 km da Pergola in una Frazione molto ma molto disagevole da raggiungere con strada all’italiana, immaginate. E più andavo avanti e più mi dicevo: Ma come cavolo fa a riempire il locale sperduti quassù.  Tanto per cambiare  NESSUNA SEGNALATICA, ne per la frazione ne per il locale.

Solo negli ultimi metri appare il cartello bianco ristorante. Poi dovete capire dove si trova. Infatti una volta arrivati alla frazione c’è questo cartello mezzo diroccato,

 senza la freccia,  non si sa dove andare, e abbiamo dovuto chiedere, per chi andrà, svoltare a sinistra.

Siamo arrivati finalmente al ristorante alle 18,40. E abbiamo sfacciatamente chiesto di poterci accomodare e mangiare, anche fuori. Mio figlio che urlava pizza, pizza. Il cameriere che stava prendendo servizio chiede al titolare,  Il quale esce con il sorriso vede il piccolo e ci fa accomodare dove vogliamo. Lo ringraziamo dicendo che venivamo apposta da Fermo.

Ordiniamo la famosa pizza Varnelli e mia Moglie sceglie la Ermida piena di cubetti di pecorino urbinate, Nella foto, le abbiamo divise a metà.. Birra Locale Arton SUSI.Dopo pochi minuti, arriva la PIZZA e ……. ERA UNA MUCCA VIOLA. Eccola in FOTO divisa per metà. A destra la Pizza Varnelli a sinistra la Ermida caciotta, e  sopra il finocchietto selvatico. Per il piccolo solo Bianca e metà col pomodoro. DIVORATE tutte e 3.

OSSERVATELA BENE

  • Non è come le altre Pizze.
  • Non assomiglia alla classica napoletana dal Bordone alto e molliccia al centro.
  • Non assomiglia a quella romana, bassa e croccante.
  • Non assomiglia a nessuna altra pizza che io abbia mai mangiato.

SAPORI E LE LORO COMBINAZIONI STRAORDINARIE 

Leggiamo poi tutto il Menù. Quelli alla Chianina, alle spezie  insomma varietà UNICHE.  Ecco il link se volete approfondire: menù del ristorante il gatto e la volpe

Prezzi sui 10 euro di media, che paragonate a pizzerie assai glamour SONO REGALATE.

Prima di andarcene siamo incuriositi dal menu dei  dolci. Prendiamo questo che vedete.  Credo si chiami IL bosco nel Bicchiere. Una meravigliosa chantilly, frutta  varia crumble di cereali.

  Insomma STREPITOSO!!!

Non i soliti banalissimi dolci pre-confezionati o gelati insapori.

Totale per  3 pizze, 1 dolce una mega birra e un’acquA solo 48 EURO

Iniziamo a conoscer i camerieri che ci raccontano la storia. Poi esce il titolare e ci viene a salutare per sapere se eravamo soddisfatti. Si Chiama Gianluca Passettti.

Ci racconta che ormai da 9 anni i ha rilevato il locale da una precedente gestione, che aveva pochi avventori.  Lui  è diplomato all’ist. Alberghiero ma  quello che ha realizzato è frutto della sua curiosità, della sua passione per la perfezione e poco da quanto ricevuto dalla scuola. (meditate prof. meditate e molto).

Ha studiato e provato le lievitazioni per anni. L’impasto è fatto lievitare 4 giorni e che pur avendo mangiato 300 grammi di pizza vedrete che dormirete sonni tranquilli. (confermo digerita comodamente). Inoltre dice che ha vinto parecchi premi con la Pizza  Varnelli, uno proprio a Fermo dove esiste una scuola per pizzaioli che promuoveva un premio pizzaioli. La stessa Varnelli, lo ha omaggiato più volte.

Simpaticissimo e gentilissimo si è scusato per il suo rifiuto iniziale, ma dice che quasi  ogni sera deve rifiutare circa 50 persone. Non ce la fa ad accontentare tutti. (Infatti su tripadvisor le maggiori lamentele sono per il servizio). che quello che fa è solo il primo gradino, continua  a studiare, scoprire di continuo e innovare il prodotto. Dice poi che ha molte difficoltà a trovare personale per il servizio. Ma veramente molta difficoltà.

Gli chiedo come è riuscito  ad ottenere il sold-out  in un posto difficilissimo da raggiungere, insomma come si scatenato il passaparola. Dice che lui ha rilevato con un socio il locale che esisteva già. Il socio però se ne va  subito dopo,  io penso sarà stato il gatto che scappa mentre lui la volpe che ha saputo far fruttare il locale. E da quel primo momento ha iniziato a studiare per migliorare a rendere unica la pizza. Piano piano, la voce si è sparsa grazie anche ai primi premi vinti, alle interviste sui giornali specializzati e non.  Infatti dice  che solo 1-2% dei suoi clienti sono di Pergola e dintorni, la maggior parte vengono da tutta Italia.

( Rimarchiamo sempre che quando si realizza una Mucca Viola si colpiscono le PERSONE GIUSTE, NON tutti E nel Mucchio.  leggete il post  negozio pandemico).

Utilizza solo materie locali, a metri zero. Anche per la birra e il vino, rigorosamente della zona, neanche delle Marcha a parte il VARNELLI, è tutto della zona Fanese.

Il ragazzo esprime passione da tutti i pori. Voglia di crescere infinita. Mi ha detto modestamente che è al solo primo gradino della sua carriera.

Insomma signori. Onore e Gloria a questo grandissimo personaggio. Pensate che ha solo 40 anni di età. Avercene un centinaio come lui, e meno dirigenti pubblici,  nelle Marche avremmo risolto un sacco di problemi.

PICCOLE CONSIDERAZINI DI MARKETING PANDEMICO 

Siamo in un classico Esempio  che quando si realizza una Mucca Viola scatenate  il passaparola . 

Essere Mucca Viola non significa OTTIMA E PERFETTA , tutt’altro.  Come spesso diciamo nei post precedenti: L’ottimo è pessimo. A dire che la perfezione non indica Mucca Viola, la straordinarietà porta con sé l’imperfezione che fa parlare di se, nel Bene e nel Male (mi sa che O. Wilde aveva capito tutto di comunicazione).

Poi le altre manchevolezze di MARKETING seppur evidenti Passano in secondo e ultimo piano.Ad Esempio :

  • Location ASSAI semplice, forse troppo e…. banale. Da lavorarci sopra e non poco a livello di Design. Le Tovaglie so proprio brutte. Perdonatemi. E da rivedere anche i coltelli per meglio tagliare la croccante e soffice pizza. Ottimo invece il dolce e l’idea dell’ampolla con le forchettine adatte e simpatiche.Ecco perché non fare qualcosa di unico anche per la pizza, i coltelli, i bicchieri, ecc. ecc.
  • Il servizio, di sicuro si dan da fare, e sono molto simpatici, tuttavia credo occorre lavorarci un pochettino sopra. Anche l’organizzazione necessità di essere NON BANALE.
  • Prezzi: Sinceramente sono troppo ma troppo BASSI. Almeno di un 30%. A 9 EURO nella Marche si mangiano pizze farcite. Almeno da 15 euro in su. Chi vieni deve saper che il locale è Unico e l’unicità se deve pagare. (se pensate che il frappuccino costa 4,5 euro!!!) Leggete politiche di prezzo pandemico
  • Indicazioni stradali pressoché nulle. E dire che molti si scannano per mettere nei migliori posti le indicazioni per il locale. Però meglio così di squallidi cartelli. Leggete cartelli ristoranti non è marketing
  • Comunicazione aziendale. Poco da dire, specie se l’intervista è stata concordata o inventata. Se inventata E’ UN GENIO DEL MARKETING. Inoltre credo che comunichi le varie iniziative alla stampa, infatti si possono trovare molte cose sui giornali locali non ultima la partecipazione al concorso Master Pizza su Alice.  Posso solo dare ulteriori suggerimenti per alimentare un Buzz Marketing già avviato: I nodi del passaparola e stimoli al passaparola 
  • Scarsa, per non dire nulla, valorizzazione  del Brand. Potenzialmente potrebbe innescare altre viralità e si potrebbe sfruttare per ampliare la profittevoli del commercio. Valorizzare il Brand
  • Essenziale poi che Non si adagi, non si fermi a queste prime innovazioni, ma continui sempre a offrire novità che stimolino le persone a mangiare al gatto e la volpe.

A conti fatti, dato il locale, circa un 80  coperti dentro la sala altrettanti fuori, occhio e croce  e la Straordinarietà del tutto, io e mia moglie da bravi aziendalisti abbiamo concordato che :

L’OFFERTA GIAPPONESE

era da RIFIUTARE

NON PER PAZZIA  

MA PER SANA RAGIONEVOLEZZA

TROPPO BASSA

A GIAPPONESIIII

SE VOLETE UNO COME GIANLUCA

COME MINIMO SE DEVE OFFRIRE

60 MILA EURO MESE 

Grazie Sig. Gianluca per averci fatto concludere la nostra estate in modo Meravigliosoe STRA-ORDINARIO. Continui così. Ascolti le critiche e migliori sempre senza farsi abbattere e dimentichi presto le lodi, che spesso sono la principale causa dei primi fallimenti.  Personalmente mi sono commosso nel riconoscere la bravura di un maestro del MARKETING quale Lei più di me è.

Alla prossima.  Torneremo al 100% anche per assaggiare il resto del Menù, specie il caffè in MOKA  che sembra sia una delle sue passioni, Ma nel menù è mal evidenziato si potrebbe abbinare ai dolci.