Extreme Motor Show sciatto: consigli da antropologo d’impresa

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ESEMPIO DI COME 

FaR crescer il tuo FATTURATO  con l’Antropologo d’Impresa

 


Ieri sera ho accompagno mio figlio Geremia a veder il suo primo spettacolo MOTOR SHOW. Un classico spettacolo con le evoluzioni di piloti con le loro auto potenti e con mezzi motoristici dei più disparati.

La locandina che vedete riprodotta in alto, annunciava anche che era uno spettacolo di AMERICAN MONSTER TRUCK, ovvero con quegli enormi furgoni con le ruote alte oltre 2 metri.

Al Bar poco tempo fa ho trovato i biglietti in “sconto”, così li ho pressi e  messi da parte. Sul biglietto lo sconto era solo per il Mercoledì 7 euro + 7 euro  totale 14 euro.

Poi sotto c’era scritto 10 + 8 euro. Così penso che si pagava 18 euro senza sconto. Dato che mercoledì non potevamo andare, allora li ho buttati.

INVECE NO!! HO PAGATO

22 EURO.

 Vi assicuro che sul biglietto, che ho stracciato giovedì, NON C’ERa SCRITTO il prezzo PIENO DI 22 EURO.

(O Perlomeno non in modo evidente dato che io NON l’ho proprio letto).

PER ME è UN piccolo inganno  ALL’ITALIANA, altro che America.

Infatti appena arrivato alla cassa, ho  dovuto pagare 22 euro e zitto, facendo le mie rimostranze alla cassiera che rideva di me, unico coglione a pagare prezzo pieno.

Entro alle 21,30 , aspettiamo Inizio spettacolo previsto per  21,45, ma ovviamente 15 minuti di ritardo, intanto si riempiono gli spalti, a dir poco sporchi e scomodi, ricavati dai camion vecchi con la sola seduta e senza schienale.

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Inizia lo spettacolo.

Solite evoluzione, derapate, testa coda , su due ruote. Le auto usato sono tutte BMW serie 3.

 

 

Poi hanno usato le Z3 forse le più belle macchine.

ESEMPIO DI COME 

FaR crescer il tuo FATTURATO  con l’Antropologo d’Impresa

 

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Infine entrano i 2 Trucks  Scalcinati  a 30 all’ora, uno qui nella foto.

Giusto per farli vedere. con una miserevole esibizione di…. forza.

Servono solo a far le foto tra il primo e secondo tempo 5 euro.

Tra il primo e secondo tempo, si fanno le foto e si va al bar.

Una bottiglietta d’acqua 1,50, di quella consiglia pessima acqua che si vende  all’OASI. Al massimo costa 15 cm.

Tutti i piloti erano vestiti in modo trasandato compreso il presentatore, bravino , che penso sia uno speaker radiofonico, nulla di trascendentale né esageratamente simpatico ma almeno professionale.

Si sono esibite anche due moto, ma giusto un paio di impennate e un paio di salti nulla di chè.

Bravo invece l’acrobata con il quad e con un’altra moto. Un minimo di evoluzioni le ha fatte.

Poco apprezzabile invece esibizione in moto di una bimba di 5 anni. Secondo me è sgradevole, anche se sotto gli occhi della mamma e del babbo.

 

Lo stunt-man invece così, giusto per il fuoco ed il rumore che ha un pò allarmato e divertito  i bimbi, ZERO AMBIENTAZIONE se non a parole del presentatore.

Insomma uno spettacolo di 1 ora e 15 minuti, pagato 22 euro, vissuto scomodamente che soddisfa solo parzialmente.

Tra l’altro dietro le quinte c’erano dei mezzi interessanti parcheggiati che non sono stati fatti sfilare, tipo un chopper enorme, che mio figlio desiderava vedere.

Uno spettacolo

 PER NULLA AMERICAN. 

MA 

SCIATTO ALL’ITALIANA

DIREI

degno PER QUESTA NOSTRA LOCALITAì TURISTICA.

Leggi post: La Sciatteria d’impresa blocca il successo ci vuole un antropologo d’impresa

Quali potrebbero essere i consigli di un antropologo d’impresa a coloro che organizzano tale spettacolo :

CONSIGLI DA

ANTROPOLOGO D’IMPRESA

ESEMPIO DI COME 

FaR crescer il tuo FATTURATO  con l’Antropologo d’Impresa

iL Consiglio di base è questo: Se ti dichiari come spettacolo AMERICAN MOTOR SHOW, allora fai vivere una EMOZIONE AMERICAN agli spettatori sia nei motori, che nei colori, che nel food and drink.

IMMERGERE LO SPETTATORE NELL’AMERICAN DREAM SHOW

  1. Primo consiglio:  migliorare la SCENOGRAFIA DELLO SPETTACOLO. in PRIMIS gli abiti di scena. Non puoi esibirti con abiti trasandati, con semplici magliette tipo Lacoste, e brache “calate” come il presentatore, di sicuro in USA non lo fanno. Non credo sia una spesa eccessiva pagare una costumista per realizzare abiti da esibizione. Sembravano tutti meccanici che avevano da poco terminato il lavoro in officina. “COMPRESO I CAPELLI SPORCHI”.
  2. La Comunicazione d’impresa.   lA Pubblicità è IDENTICA a quella dei circhi e spettacoli simili,  ed ormai da mille anni. Possibile che non si possa chiamare un bravo grafico pubblicitario che realizzi un manifesto più innovativo? e meno BANALE . CLICCA QUI.  La promozione alla ‘italiana” con il metodo ingannevole funziona solo per far indispettire le persone. Io ho pagato 22 euro, ma poi ho consumato solo 1,50. Se avessi pagato 18 euro e la cassiera avesse compreso il mio disappunto avrei consumato almeno il quadruplo, poiché ben disposto. Insomma la promozione deve essere CHIARA e non INGANNEVOLE, vale sempre il motto: non promuovete agli altri ciò che non volete sia promosso a voi.
  3. Gli spalti sono un vero disastro, scomodi, poco puliti e secondo me pericolosi. Possibile non si possa farli in modo più comodo? Cuscini?  Anche concorre al passaparola. ad es. accompagno mio figlio, per DOVERE e sto pure scomodo ….. cosa racconti in giro?
  4. Fattore Presa da sfruttare: clicca qui   Gift, gli americani sanno che bisogna sempre lasciare un ricordo, un pensiero dell’evento, tanto più che lo speaker lo ripeteva spesso, parlate di noi, in modo da fruttare il passaparola leggi: fondamenti per stimolare il passaparola.  Allora perché non dare un piccolo omaggio di ricordo? un portachiavi, una macchinine, un qualche cosa che rimanga, magari solo ai bambini fino a 13 anni, e a chi ne facesse richiesta.
  5. Infine il bar, anche questo da sfruttare come un fattore presa, dare una emozione “AMERICAN”Deve essere curato nei minimi particolari, ed essere almeno AMERICAN. Non le solite birre a prezzi ENORMI. In questo caso ti esponi al giudizio poco lusinghiero degli spettatori. Se invece offri prodotti “american” il prezzo più alto sarebbe accettato e rientrerebbe in una emozione unica: spettacolo, food and drink AMERICAN. Oggi poi che le birre americane sono iper accettate ….
  6. Gli snack poi americani sarebbero stati una goduria pazzesca se ci fossero stati. Gli americani sfruttano moltissimo questo aspetto del business che arriva spesso al 30% degli incassi totali.
  7. Idee Buzz Marketing: Perché poi non passare lungomare, se in regola con le assicurazioni, con le macchine per “FARSI” VEDERE?. Oppure un testa coda, con autorizzazioni vigilesche? Boh un qualche cosa che possa far si che sia visibile lo spettacolo e non affidarsi solo alle locandine e manifesti e promozioni al bar. 
  8. Il dopo spettacolo quando i piloti ed i mezzi possono essere visti da vicino deve essere più “emaptico”. E’ FONDAMENTALE interagire con le persone. SONO LE PERSONE CHE PARLANO IN GIRO, E raccontare di aver parlato con piloti e stunt-man professioniste è di SICURO ARGOMENTO DA OMBRELLONE. clicca qui  Invece di fare le belle statuine e comportarsi in modo più simpatico, specie il ragazzino presentatore. Insomma un semplice saluto, scambio di vedute, rispondere alle domande ingenera una sorta di fiducia che di sicuro viene raccontata in giro. Così si genera il passaparola.

CLONCLUSIONI :

Lo spettacolo a mio figlio è piaciuto, a parte il fatto che il CHOPPER non si è esibito, e nessuno dello staff a cui ha chiesto gli ha risposto. Pensate se qualcuno gli diceva:” Chopper è rotto, ma se vuoi lo andiamo a vedere insieme”, mio figlio sarebbe impazzito ed il giorno dopo TUTTO L’ASILO sapeva di quella visita.

Lo spettacolo COSì SCIATTO come è a 14 euro, un bimbo ed un adulto, è accettabile, ma a 22 è un pò troppo , veramente CARISSIMO.

SE SI AFFIDASSERO AD UN ANTROPOLOGO D’IMPRESA IL LORO SPETTACOLO

ED IL LORO BUSINESS

MIGLIREREBBE SENSIBILMENTE.

 

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Mister Veronesi imprenditore lungimirante e grande antropologo d’impresa

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Lunedì sul corriere della sera nell’inserto “L’economia” in prima pagina c’era Mister Calzedonia alias  

Sandro Veronesi:  

Clicca qui per leggere articolo completo 

All’inizio mi ha colpito il sottotitolo che riportava una frase dell’imprenditore:

“L’ho scritto anche a Papa Francesco per dirgli

che da noi il lavoro c’è per i giovani

che hanno voglia di LAVORARE

e

la flessibilità di adattarsi al cambiamento”. 

Una frase che mi sento di condividere, sperando venga ascoltata dai vertici della Pastorale del Lavoro di tutta Italia. leggi il mio post di pastorale sociale

L’articolo non brilla certo di acutezza né di approfondimenti degni di nota, ad esempio non sottolinea quanto Veronesi fa con la sua splendida Fondazione  di stampo cattolico Chiamata:

Fondazione San Zeno,  

clicca qui per leggere i progetti della fondazione .

La Fondazione, il cui motto è

“Studio, Formazione, Lavoro”

opera in Italia e all’estero, promuovendo progetti nel campo dell’istruzione, della formazione professionale e della creazione di lavoro e alla imprenditorialità.

Tuttavia, pur nella sua limitatezza, l’articolo si deve  leggere soprattutto per  le parole riportate di questo nostro grande imprenditore. Preghiamo ed auspichiamo che nascano persone che abbiano la forza di diventare imprenditori come Lui.

Sentite cosa disse Veronesi  ad un convegno, presso ‘Istituto Universitario Sophia (clicca qui per articolo completo)  nel novembre scorso

sui propri inizi : ”

“Se un domani qualcuno di voi vorrà aprire un negozio,

metta in conto che le persone che ti vogliono bene tenteranno di scoraggiarti,

proprio perché ti vogliono bene,

perché hanno paura che tu prenda dei rischi e ti metta in difficoltà.

Una caratteristica dell’imprenditore è avere una volontà di ferro”,

Le stese cose che ho affermato in questo post:  Startupper preparati a dare il massimo per la tua impresa. Il successo è questo. Due grandi allenatori lo insegnano

Gli inizi del suo impero sono lontani ben 30 anni, infatti fonda Calzedonia nel 1987.

Egli lavorava per la Golden Lady, all’epoca un colosso delle calze in Italia ed  intuì, lavorando sul campo, che nel comparto calze ed intimo c’era la possibilità di guadagnare controllando meglio la filiera produttiva ed innovando la merce con il design. In pratica 30 anni fa le mercerie, vendevano sempre le stesse cose, con gli stessi colori, a caro prezzi prodotti spesso non di qualità. Le mercerie erano una specie di tappo nel settore calze ed intimo.

Saltando i passaggi che portano il prodotto dal produttore al consumatore si poteva sviluppare meglio le collezioni, imporre un Brand, che non dipendesse troppo dalla distribuzione ed innovar di continuo il prodotto per meglio soddisfare i desideri delle signore. leggi qua: L’antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.l

Ricorda Veronesi :

“Nel 1986 c’ero solo IO,

un designer ed una modellista.

Abbiamo iniziato con le calze, sembra semplice ma non lo è. Poi per riempire i periodi estivi abbiamo introdotto i costumi, nel 1993, Prima abbiamo provato a distribuire marchi di terzi, ma

NON FUNZIONAVA,

I CAPI NON PIACEVANO PROPRIO

ed erano troppo cari,

dati i passaggi intermediari. Così abbiamo iniziato a produrre noi nuove collezioni puntando sul prezzo accessibile. E da commercianti piano piano siamo diventati industriali. “

Oggi vanta oltre 4000 negozi nel mondo, il 60% del giro d’affari è all’estero, ove intende espandersi sempre più. Fattura sui 2 miliardi di euro EQUAMENTE distribuito tra Caledonia, Tezenis ed Intimissimi.

Ognuno di questi gruppi è nato dalla comprensione dei desideri  , clicca qui.

Egli afferma che :

Ma Non siamo Noi a condizionare i consumi,

piuttosto ci adeguiamo ai gusti in tempo reale,

per esempio appena abbiamo capito che andavano di moda le calze a rete siamo passati da una produzione di centomila paia ad oltre 4 milioni di paia nel giro di poco tempo.”

Ecco queso è quanto fa un imprenditore che si può definire

Antropologo d’impresa

 clicca qui

Non si arroga il diritto di imporre,

né di

PRE-VEDERE

ma osserva,

indaga e

FA TANTA MA TANTA RICERCA

ed alla fine si

PRE-PARA

per rispondere alle sfide del mercato. 

Peccato che non dice nulla di quante persone sono addette, oltre a Lui, di osservare le persone, di fare ricerca. Sono arcisicuro che sono tantissime e che riportano direttamente a lui le proposte selezionate nel mondo.

Inoltre sottoliniamo il dinamismo di questo imprenditore che da poco ha lanciato o acquisito altre imprese con i relativi marchi. Non solo nel campo del Fashion ove ha rilanciato Falconeri, storico Brand del Cashmire.

Ad esempio un interessante diversificazione l’ha effettuata nel vino fondando

(leggi Articolo sole24ore su Signorvino )

SIGNORVINO signorvino-merano-10_0

 CLICCA QUI

 

«Veronesi

– dichiara Michele Rimpici, managing director di SignorVinovoleva un modo nuovo e diverso di vendere il vino. Per questo abbiamo inventato un format che si occupasse di  vino a 360°. Si differenzia della enoteche classiche per i prezzi più accessibili e per le modalità di vendita con personale giovane e informato. Si discosta dal classico ristorante, perché la cucina è solo un supporto al vino. E anche dal supermercato, anche se si può comprare il vino in casse o cassette. Il fatto interessante è che non ci sono intermediari tra lo scaffale e la vigna».

Questa nuova intuizione sta crescendo  in modo significativo ed esponenziale. Evidente che Veronesi abbia capito che c’è spazio per queste iniziative in un settore altamente arretrato in Italia come il Wine. leggi il mio post: Il vino si arricchisce di valore solo se diventa BRAND grazie all’antropologo d’impresa 

Egli ha sempre fatto in modo che i suoi dipendenti fossero imprenditori, così anche per i suoi figli. L’ultimo Genito ha lanciato una catena di Hamburgheria, subito dopo la laurea. Ne vedremo delle belle. Si spera.

Concludo questo Post OMAGGIO ad un grandissimo Imprenditore ed Antropologo di impresa

al pari di altri che abbiamo già presentato 

Nel veronese lavorano oltre 1000 persone di cui l’80% donne, e per loro ha attrezzato un asilo nido e tutto quanto possa metterle in condizione di ben lavorare.

Concludo con  le parole che mi ha riferito una sua Manager, moglie di un carissimo amico alla quale ho chiesto un breve  pensiero:

“Sandro Veronesi è

un LUNGIRAMENTE E….

PURO IMPRENDITORE” 

Grazie Sig. Veronesi auspichiamo altri imprenditori ed antropologi d’impresa come Lei in  Italia e nel Mondo.

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Marketing Territoriale: brainstorming da antropologo d’impresa per casabianca di Fermo.

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Abito da oltre 15 anni a Fermo, precisamente a Casablanca di Fermo. Prima per oltre 20 anni ci venivo a trascorrere le vacanze estive. Pertanto sono da oltre 40 anni che passo il tempo estivo in questo posto. Ideato da un grande e intelligente architetto, questi ha progettato negli anni 60 credo, una serie di strisice parallele a partire dalla spiaggia.

In pratica dopo la spiaggia c’è circa un chilometro 20140228012401_p18hs76ee21jug1j171b8o1fj4ls836

di terreno dedicato a prato, poi una striscia di terreno edificabile detta prima fila mare, poi un’altra striscia di terreno edificabile, secondo fila mare, poi la strada, poi altre due strisce con la terza e quarta fila mare edificabile .  Negli anni 70 il distretto della calzatura si è ingrandito e gli imprenditori locali hanno comperato la loro casa al mare. La zona fin dalla fine anni 70 ospitò gli appartamenti delle persone del distretto calzaturiero.

(quindi zero voti per i sindaci di fermo).

Fu costruito un bellissimo Hotel stile Liberty, poi rovinato e reso tipo bagno pubblico, da uno sciagurato restyling. In zona mancano completamente locali di attrazione di tipo “invernale”. Esistono in pratica solo un paio di supermercati, un paio di bar e gli chalet estivi con una famosa e discreta gelateria.

D’inverno dunque  la situazione è desolante, ma a noi piace, perchè pochi ci abitano  ed è una zona tranquilla a pochi kilometri da porto san Giorgio, una delle cittadine più desolanti che ci siano lungo la costa adriatica. Fermo centro dista oltre 10 chilometri.

Questo breve preambolo è per farvi avere un quadro della situazione.

Il comune di Fermo in questi giorni ha attrezzato l’area verde prospiciente al mare con

tutta una serie di cosi sportivi. (dato che la striscia verde da anni è praticamente senza cura, se non la potatura ed alcuni giochi per piccoli ).

Da pochi giorni, i primi di luglio wow che programmazione,  sono apparsi delle strutture sportive leggere che il comune ha voluto costruire lungo la striscia di verde per incentivare la vita ed il turismo  di questo posto.

LEGGI ARTICOLO giornale locale

leggi secondo articolo locale

Sono  stati creati spazi pallavolo, fitness, calcetto ecc. ecc. A detta dell’assessore e del sindaco,  hanno voluto ascoltare i consigli degli abitanti del luogo per rivitalizzare e attirare turismo.

Di certo non hanno chiesto a  nessun

Antropologo di impresa

 leggi : L’antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.

Iniziativa molto interessante, ma da quando sono stati messi sti cosi,

NESSUNO LI USA. 

Perché!!! 

Siamo nel classico caso di scuola Marketing,

una

OFFERTA dovrebbe

attirare la PROPRIA DOMANDA

ma a volte fa fatica o non la attira per nulla. 

Forse è il caso di attUare alcune politiche di MARKETING PANDEMICO PER VERIFICARE SE ESISTE UNA DOMANDA E SE POSSA ESSERE ATTRATTA da questi cosi.

 

Un intervento di

MARKETING PANDEMICO TERRITORIALE:

LEGGI : Il Turismo funziona se attira le persone giuste grazie al Marketing Territoriale che in Italia Non si fa.

 

Sotto alcuni piccole idee di tipo Brainstorming  per tentare di attirare le PERSONE GIUSTE ad utilizzare i cosi sportivi e sperare di scatenare una PANDEMIA Turistica. (leggi : I 3 agenti pandemici per superare il punto critico e diffondere il tuo prodotto. )

BRAINSTORMING : 

1- Comunicazione Pandemica: io abito qui, come detto, e mi sono trovato sti cosi sotto casa come un fulmine a ciel sereno. Mi chiedo perché non sono stati comunicati sti interventi in tempo utile . Ok. Partenza falsa. Ma il principio vale sempre e ovunque, PRIMA SI COMUNICA POI SI AGISCE!! 

Occorre molto ma molto tempo per far passare un messaggio, pertanto gli interventi prima vanno annunciati e poi fatti. A costo di ritardare i fatti pur di far partire prima la comunicazione. Allo stesso tempo tra i costi occorre SEMPRE inserire un cospicuo investimento per la COMUNICAZIONE. ma questo lo so sono parole al vento.

Come comunicare adesso l’iniziativa messa in pratica? In piena stagione estiva?  Premesso che i soli articoli da giornale servono a poco nulla (leggi i due. che ho linciato sopra).

 Prima di tutto OCCORRE  dargli un nome, un BRAND NAME LEGGI : Antropologo d’Impresa ti aiuta a diventare BRAND.  Le iniziative come queste devono AVERE UN NOME, sempre. Investire su questo NOME,  SE il comune riesce  a far si che il brand si valorizzi ottiene sicuramente un enorme potenziale.

Personal Suggestion: un nome che stimoli l’aspetto sportivo e salutistico: Alcuni nomi che mi vengono in mente:

  • Casabianca Sport Trip
  • Casabianca Green Sport
  • Fermo Giochi,  Sport, e ….. sole
  • Fermo e …. spoRt
  • ……

Insomma se non si dà un nome alla cosa, non si può comunicare e magari realizzare un BRAND sfruttabile e su cui investire.

2- IL DESIGN :  leggi: Il Marketing Pandemico sfrutta il Passaparola Visivo con i colori giusti che si deve legare al BRAND sul quale si vuole investire. un MINI ingaggio di un design, o se non si vuole investire troppo, coinvolgere una scuola superiore con i futuri grafici che in concorso si applicano a creare un logo, un colore un simbolo del posto.

3- Diffusione iniziativa alle persone giuste non tutte le persone lo sono. Noi infatti non lo siamo. Non gioco a calcetto, né a pallavolo, tanto meno fitness. Giusto per i bimbi i giochi.  L’iniziativa è rivolta a chi ama praticare sport per divertimento. Domandiamoci DOVE SI TROVANO STE PERSONE GIUSTE? Gli Antropologi d’impresa sanno, dopo attenta analisi, dove andarli a cercare, è il nostro mestiere. leggi: Il Turismo funziona se attira le persone giuste grazie al Marketing Territoriale che in Italia Non si fa.

Essendo io un antropologo d’impresa provo a formulare alcune idee per  poterli scovare e comunicare loro.

  • Di sicuro le persone giuste sono quelle che maggiormente frequentano i negozi specializzati di fitness e sport.  Quindi sarà giocoforza necessario puntare a coinvolgere queste imprese per divulgare iniziativa.
  • Inoltre l’età giovanile facilita la passione per gli sport, tipo il calcetto. Organizzare un evento, tipo torneo con un ricco cachet potrebbe essere utile, magari grazie al coinvolgimento degli chalet.
  • I bar, sono in genere i posti dove i ragazzi passano il tempo
  •  la pallavolo è il primo sport per le ragazze , e in questo caso coinvolgere ed incentivare le palestre che offrono corsi di pallavolo per organizzare qualche iniziativa in loco
  • fitness poi necessita il coinvolgimento delle palestre, specie quelle lontane dalla costa, che possono essere incentivate a stare vicino ai propri clienti che stanno al mare.

p.s. : Consiglio anche di acquistare una decina di palloni di ogni tipo, messi a disposizione di chi volesse, se non hanno i propri, e reperibili presso  gli chalet.  I palloni dovrebbero essere Brandizzati con la il Brand NamE. Se li rubano meglio ancora si diffonde il nome.

4 – Comunicazione classica: NON SERVE. ma AIUTA. CoMUNICARE CON manifesti, vele, sui giornali e sulle varie iniziative locali lo spazio sport è necessario anche se non sufficiente. Soldi ovviamente da sponsorizzazioni, gli chalet locali DEVONO parteciparvi per forza così come tutti coloro che vengono coinvolti.

5 – Spazi commerciali: Direi che personalmente auspico che nella street possano esserci delle casette di legno rimovibili per offrire food street New E PRODOTTI LEGATI ALLO SPORT SCRUPOLOSAMENTE SELEZIONATI . Tipo cibo per sportivi, prodotti per sportivi, ecc. ecc. Vanno di moda i beverage innovativi, come spremute di verdura ecc. ecc.

Chi si aggiudica l’appalto deve altresì contribuire alla sponsorizzazione della strip obbligatoriamente.  Lo deve considerare come investimento!! Se ce la fa !!!

(Ovviamente Parlo senza sapere se ciò fosse possibile con la burocrazia italica. )

6- Comunicazione virale digitale. Naturalmente occorre poi una pagina sui social più fighi, specie Instagram telegram, e se proprio serve su FB. Ovvio che qualche d’uno dovrebbe gestirla.

Quanto sopra sono alcune mini idee. Per metterle in pratica ci vuole tempo, e tempo ci vuole per alimentare una pandemia di persone che possano essere attratte da questa iniziativa.

Il Marketing Pandemico

è

facilmente estendibile nel

Marketing Territoriale 

Aeron la “orrenda ” mucca viola delle poltrone, grande successo della Herman Miller con il marketing pandemico

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aeron 2017 viola 

La Poltrona AERON della Hermann Miller 1

Prima della novità introdotta dalla Herman Miller, le poltrone da ufficio erano oggettI invisibili. Nel senso che per tutti la tipica sedia da ufficio era tipo

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poltrona tipica la-Z-boy

la la-Z-boy come puoi osservare nella immagine a sinistra. Caratteristica principale di queste tipiche sedie era l’imbottitura, agli americani piace sedere sul morbido e farsi “cullare”. Le ordinavano e le acquistavano gli gnomi dell’ufficio acquisti. Tutti si aspettavano che la sedia dietro una scrivania avesse un aspetto simile a quello della foto. Quello della sedia era un mercato piatto con risultati piatti. In pratica la maggioranza delle persone aveva la sua poltrona e si accontentava. 

 

 

 

L’azienda di poltrone Herman Miller tentò un’altra strada.

RISCHIO’ DI BRUTTO,

leggi anche: Imparare a rischiare per stimolare le reazioni emotive e scatenare il marketing pandemico

 

La  Hermann Miller Ingaggiò Bill Stumpf

img_62219619e1f162e6fecdcb61e80756f8 un designer specializzato in sedute che studiava da tempo l’ergonomia posturale delle persone insieme a dottori e università.

Egli era un visionario

che è l’unica cosa che conta, 

 e si inventò una sedia completamente nuova.

Senza imbottitura e senza pelle, al suo posto fece realizzare una speciale retina che permetteva la traspirazione della pelle. Importantissimo per coloro che siedono per ore sulla sedia.

Chiamò la sua sedia:

Aeron

fu messa in vendita al costo di 750 dollari.

Secondo te sapevano se avrebbe avuto successo? No, certo che non lo sapevano, è stata sicuramente un prodotto  Mucca ViolaLeggi qui

E quando si crea e si lancia un prodotto Stra-ordinario nessuno può dirti in anticipo se aprirà un mercato e avrà un successo, e soprattutto il tempo che si impiega ad aprire un mercato.

La Hermann Miller,   per essere “sicura” del prodotto, la testò con migliaia di persone. “Iniziarono con gruppi di architetti e designer, che in generale risposero bene. Si rendevano conto che si trattava di una sedia rivoluzionaria, ricorda Dowell c.e.o. della Herman Miller. Pur non giudicandola una bellezza, capivano che doveva aver quell’aspetto. Poi la presentarono a gruppi di facility managers, i responsabili dei servizi generali e a esperti di ergonomia, il tipo di persone che si pensava avrebbero in ultima analisi deciso il successo commerciale.2

MA 

come al solito,un conto sono i test un altro conto le vendite. 

I Risultati però furono sempre molto deludenti.

Se alla fine la seduta piacevole era considerata soddisfacente, l’estetica invece fu sempre dileggiata dalla persone del test.

Insomma non piaceva proprio, sembrava una mostruosità.

Il coraggio dell’intuizione della Hermann Miller fu quello di andare avanti lo stesso e proporre la sedia direttamente sul mercato. Coloro che portarono avanti il progetto furono dei BRAVISSIMI ANTROPOLOGI D’IMPRESA.

leggi l’innovazione grazie all’ANTROPOLOGO d’impresa

Capirono i desideri  profondi di coloro che sedevano in ufficio e non si scoraggiarono di fronte alle prime difficoltà.

 leggi post: L’antropologo scopre i desideri delle persone per offrire innovazione: l’ascolto dei clienti non basta.

Vinse alcuni premi, designer esclusivi di interni la notarono ed adottarono, e nei posti allora molto “in” come New York e soprattutto la Silicon Valley fu apprezzatissima e vendutissima.

Piano piano si fece Notare a POCHI, molto POCHI, ma erano LE PERSONE GIUSTE 

LEGGI QUI

Iniziò ad apparire su spot pubblicitarie, su riviste di moda e design. Iniziò la sua ascesa verso l’olimpo del successo. Ad un certo punto sedersi su una poltrona Aeron equivaleva a comunicare la propria creatività, la propria identità sociale futuristica. Ci vollero alcuni anni, ma la POLTRONA BRUTTINA divenne BELLISSIMA AGLI OCCHI DEGLI ADATTATORI PRECOCI, E ANCORA UN Può OLTRE ALLA MAGGIORANZA PRECOCE.

Questo esempio parla di come il Marketing Pandemico possa realizzare un grande e inarrestabile successo.

Si parte sempre dalla ricerca dalla VISIONARIETà, unito al coraggio di intraprendere strade nuove e sconosciute.

Si usa il Design per creare una mucca viola.

Si studia il modo poi di diffonderlo tramite i giusti canali e porre il prodotto alla attenzione degli innovatori, e non si da tanto conto di ciò che dicono la maggioranza precoce.

Si segue l’istinto per far emergere i pochi innovatori.

La Hermann Miller creò un Prodotto Stra-ordinario, capace di scatenare un contagio virale. Quello che una volta era considerato mostruoso oggi è considerato bellissimo, ed esposto al MoMa di New York , l’anno del suo esordio sul mercato, la poltrona Aeron ha venduto milioni di esemplari e oggi è esposta nella collezione permanente del Museum of Modern Art di New York. Mark Schurmann della Hermann Miller ha affermato:” Il design eccellente risolve dei problemi, ma se comunica anche il senso della novità anticipatrice, allora il successo è assicurato.” La Hermann Miller rischiò, ma se avesse prodotto una poltrona normale senza rischio, sarebbe stata invece l’azione più rischiosa che potesse intraprendere. Nel Marketing la prudenza è rischiosa.

QUESTE ED ALTRE STORIE LE POTETE TROVARE NEL LIBRO MARKETING PANDEMICO

E-book: Il Marketing Pandemico

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1Liberamente tratto dal libro di Godin La Mucca viola, Pag. 82-83 e dal libro di Malcolm Gladwell “In batter di ciglio”.

2Da “in un batter di ciglio”, pag. 144