L’Antropologo D’impresa e il Marketing Pandemico

Un anno e mezzo fa scrissi una serie di brevi post dedicati ai principali  “volti” dell’innovazione. leggi il primo leggi il secondo.

Ispirato dal bellissimo libro di Tom Kelley :

L’autore del  libro è il fondatore e credo CEO della  IDEO  una Famosa società che ha come Mission quella di aiutare le Imprese a proiettarsi nel futuro, con le innovazioni, il design, le competenze, i rischi e le idee da implementare. I “volti” di cui Tom Kelley sono regolarmente utilizzati dalla IDEO per implementare e sperimentare le innovazioni.

Sinceramente NON SO se esista in ITALIA una realtà simile. Sospetto di NO, ma se qualcuno mi aggiorna ne sarò felice. Ritengo che una società come la IDEO  è INDISPENSABILE per tutte le imprese di una nazione all’avanguardia.

Il Primo “Volto” che Kelley descrive è quello dell’ANTROPOLOGO.

Mi ha particolarmente  colpito poiché credo che rispecchi la mia persona e le mie passioni e le mie ambizioni.  Infatti

IO MI SENTO E VEDO 

ANTROPOLOGO

D’IMPRESA.

L’Antropologo d’impresa fa parte, secondo la IDEO,  del team dell’APPRENDIMENTO deputato ad alimentare continuamente le informazioni, le news, le opportunità ed  i rischi per le imprese. Oltre a lui fanno parte del team  LO SPERIMENTATORE e L’IMPOLLINATORE TRASVERSALE.

Tuttavia lo stesso Kelley dice a pag. 17:

“Se di personaggi ne potete scegliere

uno solo allora   fate che sia

l’Antropologo.”

Mentre i primi due volti del team dell’apprendimento  sono più OPERATIVI e PRATICI,  l’ANTROPOLOGO  invece è di più ampie vedute,  teorico, didattico, osservatore ed anche esperenziale.

Egli più di tutti  gli altri DEVE ampliare le conoscenze dell’impresa,  attraverso studi e intuizioni e analisi  ed esperienze di vario tipo che possano essere sfruttate dall’impresa per intraprendere nuovi rischi d’impresa. (leggi post sugli errori e i rischi).

Kelley riporta una celebre frase:

"Il vero atto della scoperta non consiste nel trovare nuove terre,  ma nel guardare con occhi diversi".
 Marcel Proust

L’Antropologo d’impresa osserva e sperimenta anche in prima persona per capire meglio l’uomo ed i suoi comportamenti, in modo da intuire attraverso analisi e percorsi informativi i desideri delle persone e poter poi sperimentarli e  poterli  soddisfare nel migliore dei modi con prodotti stra-ordinari leggi qui.

Kelley sottolinea che per fare  l’Antropologo occorrono sicuramente doti naturali ma anche “artificiali” acquisite attraverso studi trasversali che travalicano l’impresa stessa.

(Io  ho una laurea di Economia Aziendale conseguita a Cà Foscari nel lontano 1994 ed un master in Fashion Marketing frequentato al Polimoda di Firenze nel 2005, alla quale ho affiancato una   Licenza in Teologia Pastorale conseguita dopo 7 anni di studi  presso la Pontificia Università Lateranense. Bio da LinkedIn)

Kelley dice che per essere un Antropologo occorre  avere DEeP SMARTS ovvero INTELLIGENZA, una parola che dal latino traduce

  INTUS-LEGERE = comprendere nel profondo.

Ecco secondo Kelley le Principali CARATTERISTICHE estrapolate dalle persone che fanno Antropologo d’impresa:

  1. Gli antropologi praticano il principio Zen della “mente del principiante”. Tuttavia io preferisco il “farsi piccolo con i piccoli, grande con i grandi, tutto con tutti” di San Paolo, ovvero la capacità di mettere da parte  la superbia degli “illuminati” per accettare di accogliere le diversità di tutti in modo emapatico e rispettoso della dignità personale di tutti. In modo da  cogliere le piccolezze o le grandezze delle persone come se si fosse una tabula rasa sulla quale si imprimono le esperienze sempre nuove.
  2. Gli Antropologi accettano il comportamento umano con tutte le sue sorprese. Non giudicano Osservano. Seguono il Principio di Terenzio:Homo sum, humani nihil a me alienum puto. Tentano di capire. Sviluppano un genuino interessa a capire le persone ed il loro comportamento. Per un credente in Cristo è la base della Evangelizzazione. Amare il Prossimo come noi stessi è  il fondamento dell’Antropologia d’impresa come io personalmente la intendo. letti mia tesi su imprenditore cristiano
  3. Gli Antropologi traggono conclusioni ascoltando le proprie intuizioni. leggi post Sempre supportato da dati, analisi e quanto possa aiutare a capire, tuttavia fondamentale è anche NON SOTTOVALUTARE la Potenza della INTUIZIONE. Occorre coraggio per seguire i propri intuiti, i propri istinti, per sviluppare ipotesi sui comportamenti umani, emotivi delle persone.
  4. Gli Antropologi cercano rivelazioni attraverso la sensazione di “vuja de”Richiama il detto di Proust, ovvero il contrario del deja-vu, la sensazione di vedere qualcosa di diverso da ciò che si è sempre avuto sotto gli occhi ed è passato inosservato. leggi post e il post tratto dal piccolo principi 
  5. Gli antropologi tengono liste di problemi o portafogli di idee. Alcune di queste idee o problemi, li ho elencati nel mio blog Blog di idee e problemi   
  6. Gli Antropologi sono disposti a cercare indicazioni nel cestino dei rifiuti. Tra i rifiuti, gli scarti si trovano le idee migliori e le intuizioni migliori. Non a caso la …. merda è un ottimo concime. Lo ripeto sempre ai miei alunni, la ricerca la si fa tra gli scarti non solo sulla panna o con la ciliegia sulla torta.

Kelley: “L’ANTROPOLOGO UMANIZZA

IL metodo scientifico e lo applica al mondo degli affari.” 

Ecco come descrive Kelley L’antropologo:

“Gli Antropologi entusiasti del loro lavoro sono

individui spumeggianti, abili e ricchi di interessi che ricercano attivamente esperienze autentiche da osservare con attenzione……

Quando gli antropologi si impegnano in osservazioni sul campo rammentate un principio fondamentale:

più approfondite gli aspetti emotivi, meglio è.

Nella vostra mappa delle esperienze, più riuscite a portare alla luce esigenze e DESIDERI DELLE PERSONE, più diventa probabile che le vostre scoperte vi portino a individuare nuove e promettenti opportunità.” pag. 24

Senza falsa Modestia ritengo che mi rappresenta in modo adeguato.
 L’antropologo affina il proprio intuito grazie alla vicinanza empatia con le persone, segue gli sviluppi creativi e soprattutto emozionali delle persone. Cerca di continuo di capire i desideri delle persone in modo da poter metter le basi per  realizzare progetti, strategie e tattiche per la realizzazione di un efficace ed efficiente

 MARKETING PANDEMICO.

Infatti il Marketing Pandemico parte proprio dallo comprensione dei desideri delle persone leggi qui da stimolare attraverso prodotti stra-ordinari leggi qui e una comunicazione aziendale che sia in grado di sviluppare una vitalità  pandemica leggi qui  individuando quelle emozioni che sono la base spesso dei contagi, infine indirizzando le tattiche principali per render operativo e consolidato il mercato leggi qui.

Insomma

 SONO

UN ANTROPOLOGO D’IMPRESA  del MARKETING PANDEMICO

che ama, ricerca, studia, esperimenta e progetta per l’implementazione prodotti che risultino Stra-ordinari, aiutando la comunicazione aziendale a diffondere la Viralità attraverso le emozioni e le ultime tecniche di contagio.

Kelley: 

Gli Antropologi

hanno la capacità di non cadere nella Routine

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