Il Mito dello Scooter Vespa grazie al Marketing Pandemico della Piaggio. Parte 2

Il 23 aprile 1946

PARTE Seconda.

La Piaggio e la sua  storia imprenditoriale italiana eccellente grazie a genio tecnologico e creatività di marketing pandemico denominato marketing della MANOVELLA, grazie al quale   è riuscita ad prire un mercato completamente nuovo e difenderlo fino ai giorni nostri dal 1946 nonostante innumerevoli tentativi di imitazione.

Oggi ho ricevuto una piacevolissima telefonata del  curatore del Museo dello Scooter di Santa Maria degli Angeli, il sig. Sciarpetti ( cliccate Qui    per visitare il suo sito e andate in Umbria a visitare il suo museo). Da vero appassionato mi ha corretto alcuni miei strafalcioni che ho provveduto a correggere.  Mi ha poi fornito alcune preziose informazioni che ora mi accingo a condividere con voi, per la quali lo ringrazio immensamente.

Un po’ di Storia. L’Azienda  Piaggio di Pontedera della famiglia omonima  era impegnata a costruire aerei e mezzi militare. Ovviamente essendo in guerra fu presa di mira e distrutta. I fratelli Piaggio si spostano a Biella grazie alla conoscenza del Conte Felice Trossi. Personaggio Fondamentale per la Vespa. Amico di Enrico Piaggio da vecchia data, causa le passioni comuni dei motori e del mare. Era di famiglia molto benestante, industriali della Lana. Appassionato di Motori, vinse numerose gare dell’epoca e solo la prematura morte, avvenuta nel maggio del ’49.

Questo personaggio strambo, aveva l’Otaku dei motori e ne collezionava Di tutti i tipi, sia super che mini, che da strada che da diporto. A Gaglianico, il suo paese, lo ricordano spesso che girava come un folle su trabiccoli di ogni tipo.  Forse anche su un Cushman Rosso dal rumore assordante  o sui primi scooter italiani come il Velta.

Cushman Mod. 48 forse del 19con un rumore assordante , oppure su un Aeromoto costruito dalla Volugrafo, O chissà quanti altri mezzi aveva da mostrare ai tecnici della Piaggio.

Enrico Piaggio  ed  il Conte Trossi da bravi  visionari iniziarono la loro avventurosa collaborazione. Enrico in particolare era intenzionato a realizzare un mezzo adatto per le persone italiane. Poco costoso, poco consumo di benzina, comodo. Anche per differenziare la produzione di famiglia, legata all’epoca solo agli aeromobili.

Erano dei neofiti del settore come detto nella post precedente, già molti erano i prototipi scooter in circolazione,  leggi post parte prima    il primo prototipo non piacque, tra l’altro era molto simile al Velta, di cui il conte aveva una copia e  fu chiamato paperino.

Non si sa bene perché né per come, fu chiamato un terzo personaggio fondamentale per il successo dell’Impresa: L’ing. Corradino D’Ascanio. Un ingegnere con la passione dell’aeronautica, che mai aveva avuto esperienze nel campo motociclistico e che a detta del figlio, sembra  odiasse le moto, poiché le trovava poco pratiche, rumorose e scomode

Questo grandissimo ingegnere, si inventò un mezzo  unico nel suo enere che risolveva  molti dei desideri degli italiani futuri vespisti: nacque la VESPA 98.

NACQUE  LA MUCCA VIOLA VESPA

 LEGGI QUI

Le soluzioni tecniche proposte  dall’ingegnare erano volte a migliorare 3 aspetti  essenziali che lui odiava della moto : praticità, rumorosità,   COMODITA’.

Uniti a una industrializzazione che permetteva enormi risparmi di costo.  Espongo solo quelle che una persona dell’epoca percepiva come pratiche e accattivanti:

  1. Leggerezza del mezzo, grazie ai suoi studi aeronautici l’ing. era riuscito ad alleggerire il mezzo che in questo modo era più maneggevole e consumava meno.
  2. Facilità di manutenzione. Ad es. Ruota di scorta  e grazie alla forcella ruota a sbalzo, facilmente cambiabile. Considerate le pessime strade italiane dell’epoca (di poco cambiate oggi), questa soluzione fu un vero colpo di genio.
  3. Semplicità del mezzo in tutta la sua costruzione e quindi nella sua riparazione.  Secondo il sig. Sciarpetti tra una Vespa e la sua futura rivale la Lambretta (di cui ci occuperemo nel prossimo post) c’era una differenza di pezzi almeno del doppio. In pratica la Lambretta era assemblata con il doppio dei pezzi della Vespa.
  4. Facilità d’uso, sia con le prime prese diretta ma anche poi con le marce, solo 3, da inserire sul manubrio con le mani e non con i piedi come sulle moto.
  5. Pulizia, grazie al motore dietro e coperto evitava l’uso della catena, inoltre il conducente era protetto dagli schizzi dalla ampia carenatura che lo proteggeva ben bene.
  6. Comodità, sembra che l’ing. prima disegnò una figura seduta e poi sotto il mezzo di trasporto.

Come sappiamo però realizzare un prototipo è semplice, il difficile poi è venderlo, come infatti si sottolinea nel numero de la MAnoVeLLA di aprile 2006 dedicato ai 60 anni della Vespa a pag.23 Filippo Zanoni scrive  che :

Il difficile, dicono, non è produrre

ma vendere”. 

Concordo in pieno. Lo sanno tutti coloro che si occupano di Marketing Operativo  per questo ritengo sia molto importante capire che oltre agli aspetti prettamente tecnici unici ed innovativi Piaggio ha saputo creare ed utilizzare tutta una serie di tecniche di Marketing Pandemico che gli hanno consentito di diventare una Iconda dell’industria Italiana nel MONDO.

ELENCHIAMO LE TATTICHE STRATEGICHE

MESSE IN ATTO DALLA PIAGGIO 

Politiche di PREZZO e Promozioni Di Vendita

LA PIAGGIO è stata fin da subito attenta al prezzo. Data la situazione degli italiani e grazie alle semplici soluzioni ingegnerisitiche riuscii a spuntare un prezzo assai competitivo rispetto ai numerosissimi rivali. Il primo prezzo proposto è sui 69.000, pari a 6-8 mesi di stipendio. Solo alcuni motorini dell’epoca costavano meno, tipo il MOTOM che secondo i ricordi mio suocero costava sui 50 mila, ma di seconda anche 30mila.

Inoltre FURONO i PRIMI, così a me risulta a proporre la possibilità di rateizzare l’acquisto, chissà magari le conoscenze della famiglia Piaggio hanno permesso alle banche di appoggiare questa soluzione, che negli anni a venire sarebbe stata utilissima per gli italiani per acquistare ogni genere di elettrodomestico  o auto. (devo informarmi se furono i primi).

Canale di DISTRIBUZIONE 

Per la vendita della vespa 98 fin da subito fecero un accordo con la LANCIA, presente sul territorio nazionale con molti concessionari, a volte semplici meccanici. Anche questo fu una assoluta novità rispetto ai concorrenti che invece non seppero creare sul territorio una rete di vendita. Invece questo accordo fu assai geniale, poi nel corso del 1949 si iniziano  realizzare concessionarie solo PIAGGIO che alla fine degli anni 50 sembra fossero più di mille. Iniziarono anche corsi di formazione per la manutenzione della Vespa che permise a molti di diventare meccanico della Piaggio.

COMUNICAZIONE AZIENDALE :

LEGGI QUI approfondimento marketing
vESPA 98 seconda serie

Nell’aprile del 1946 fu presentata al circolo del golf di Roma, si dice tra i brusii non entusiastici dei presenti, molti appassionati di moto storcevano, e ancora oggi lo fanno, il naso. Le innovazioni sono sempre osteggiate, in Italia poi più che in ogni parte. Comunque le prime 50, prodotte a mano una per una , furono vendute. Enrico Piaggio avviò con coraggio  la produzione di altre 2500 in quanto intese partecipare alla Prima fiera campionaria del Dopoguerra a Milano.   Di queste sembra che furono vendute oltre 2100, chi dice 2400. Di certo non fu facile venderle, ma averne vendute quasi l’80% incoraggio’ la Piaggio a continuare sulla strada dell’innovazione. Sono sicuro che in base a come reagivano i primi compratori la PiAGGIO seppe far tesoro e il modello che per primo fece il boom di vendita fu quello del 1947, quando in poco tempo se ne vendettero oltre 16 mila. Era la seconda serie del MP6. Poi fu la volta della 125 e via. Dal 1946 al 1956 ne vengono prodotte 1 milione!!!! Ma si è partito dalle prime 50 !!! Ad oggi sembra che i modelli proposti sono oltre 130 con oltre 16 milioni di vespe vendute.

BRAND PANDEMICO leggi qui

Il nome VESPA  è ormai evocativo di un intero mondo di emozioni, sapori colori ecc.ecc. Pertanto tanto di cappello ad Enrico Piaggio il quale si dice espresse un parere sul design della moto, paragonandola al corpo esile dell’Animale.

"questo veicolo è l'ideale per donne e preti ma come farà a reggere due persone con quel... vitino di vespa?" 
e Vespa è stata!"

Da qui il nome. Altri invece sostengono che il nome derivi dal suono che emetteva la Mp6 simile a un ronzio. Tuttavia questo secondo aneddoto è veramente accaduto ma presso la Mv Agusta. La quale chiamò la sua prima sportiva vespa 98 a causa del motore. Non tutti sanno poi che tale nome era già stato depositato da una precedente industria di motociclette dei fratelli Balsamo che l’avevano depositata per il loro modello Miller VAESPA del 1934. , Questi  inviarono  formale diffida all’uso della denominazione “Vespa”, e poco dopo cedettero a caro prezzo il nome Vespa alla Piaggio che da quel nome costruì il suo Brand PANDEMICO. Anche da questo episodio si può ammirare la lungimiranza di Enrico Piaggio nel capire l’importanza di un nome che sia “VEICOLO” del passaparola del suo ” VEICOLO”.

Dalla rivista  Manovella (ecco qui il link ) ricaviamo il nome della società di commercializzare il veicolo attraverso manifesti  e pubblicità . Si chiamava S.A.R.P.I.   di Genova.
Da subito le immagini scelte furono accattivanti. Uno prImissimi aspetti da sottolineare della PiAGGIO fu la capacità di comunicare il prodotto in modo innovativo e diretto. Le immagini grafiche  parlano molto ma molto chiaro.  Fino ad arrivare alla pubblicità immaginifica della mela del 1969 ideata da un creativo fiorentino.  Hanno anche realizzato dei manifesti in CO-BRAND . IL Brand Pandemico

vespa e jeans Lee in co-branding

Insomma a quanto ho avuto modo di leggere  e vedere dai loro manifesti sono stati talmente bravi da anticipare di anni il modo di comunicare e valorizzare un BRAND che oggi vale tantissimo.

Da non dimenticare poi il cinema con il film manifesto  dei vespisti: Vacanze Romane.  Le due Star resero indissolubile il legame

VESPA-ROMA-ITALIA-

BELLA VITA. 

Insomma alla Piaggio sono stati sicuramente geniali  a capire l’importanza delle emozioni CHE IL MEZZO TECNICO permetteva di soddisfare.

NON SI VENDE UN MOTORE

O

UN MEZZO MECCANICO

 MA

IL SOGNO CHE TI PERMETTE DI REALIZZARE

Inoltre nel corso del tempo la PIAGGIO creò nicchie di mercato sempre nuove tipo:

  •  l’epoca era la possibilità di girare con la propria ragazza, sella migliorata e amplia
  • Motorino 50 senza patente

    vespa 50 non occorreva patente né targa
  • Vespa sportiva, per gli amanti della velocità ma non della scomodità moto.
  • ape del 1947

    Per il lavoro nacque l’APE altra grande ideazione della PIAGGIO.

 

 

Insomma la vespa nel corso del tempo è stata la mela del desiderio da cogliere per realizzarli. (leggi dai bisogni ai desideri).

CONTAGIOSITA’ DELLA COMUNICAZIONE

Fin dal 1948 si creano i primi circoli dei vespisti. Si riuniscono per condividere il mondo vespa, nei colori nelle forme. Insomma una fenomeno social e di Costum fin da subito esploso, 60 anni prima del social web. E la Piaggio lo ha alimentato molto bene, tanto che ancora oggi gli appassionati della VESPA si riuniscono e condividono la loro passione. ecco il link

Pensate che il vespa club internazionale è del 1953!!! Insomma una assoluto BOOM italiano e internazionale che ha reso contagioso il BRAND VESPAleggi qui approfondimento

Tirando le conclusioni di questo post ho voluto esaltare la bravura di tutti coloro cha hanno reso VESPA quello che è , non solo innovazione tecniche ma sapiente uso del Marketing Pandemico definito Marketing della Manovella  Ascolto delle persone che danno fiducia con innovazioni continue e andare anche contro le critiche per iniziare e proseguire la storia fino ai gironi nostri.

Nel prossimo post analizzeremo i concorrenti della vespa, in particolare del principale concorrente la LAMBRETTA.

Noi di Italian Business Design   incoraggiamo gli imprenditori innovativi a imitare  Enrico Piaggio.

In Italia oggi e per il futuro ne abbiamo un disperato bisogno!!!

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