Il Mito dello Scooter Vespa grazie al Marketing Pandemico della Piaggio. Parte 1

Il 23 aprile 1946

la Piaggio & C. S.p.A. depositò il brevetto per : “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”

Vespa V98 la prima Vespa messa in Vendita

Poco dopo fu presentato in uno dei luoghi più esclusivi di Roma, il Circolo del Golf. Subito dopo alla fiera di Milano. E chissà se in altri luoghi. Sta di fatto che la prima vespa denominata  V98 .

Il 12 Settembre del 1946 Piaggio pensò bene di esporla alla Prima Fiera Campionaria di Milano, insieme a oltre 2500 espositori di tutti i generi. La Fiera fu visitata da oltre 1 milione di Persone.

Il  blog di Marketing Pandemico da me curato, intende iniziare una serie di Post dedicati ai pionieri del mercato della motorizzazione. Questo primo scritto è un omaggio al genio italico vista anche la recente ricorrenza della nascita di una icona dell’Italianità.  Ribadisco che NON sono un appassionato di Motori, e che quanto scrivo lo deduco da ricerche che effettuo costantemente in particolare grazie alla rivista   La Manovella organo ufficiale dell’ASI.   Una rivista che offre dei bellissimi articoli a carattere storico industriale molto ma molto interessanti per chi si occupa di MARKETING OPERATIVO.

Infatti quello che appare chiaro dalla lettura di questi articoli è che il successo delle imprese che inventano prodotti spesso MUCCA VIOLA non è detto che poi riesce ad aprire il mercato e ad essere profittevole specie nel lungo periodo. Ecco perché ho deciso di scrivere dei post dedicati a questi periodi pionieristici e  per certi versi eroici dei primi inventori della motorizzazione. 

Partiamo con la VESPA uno dei miti Italiani per eccellenza UN VERO E PROPRIO PRODOTTO STRA-ORDINARIO. LEGGI QUILo Scooter per eccellenza per tutto il mondo, ma……  All’epoca molte imprese in giro per il mondo  stavano pensando  di realizzare una mezzo di trasporto economico, facile da usare poco costoso nel mantenimento e nei consumi (la benzina era carissima).

Quindi non solo Piaggio ma Moltissimi inventori e industriali si cimentavano in questa impresa che all’epoca sembrava impossibile.

Breve Excursus Storico:

Made in England la Skotamoto
  • La prima “VESPA” non era italiana, bensì Inglese, si chiamava Skotamoto e da questo nome deriverà il termine oggi comune di Scooter:

 Da Wikipedia : 

L'esistenza della pedana che richiama il monopattino, originò il termine scooter, derivato dal verbo inglese "to scoot" che significa "pattinare".

La diffusione del termine Scooter si deve principalmente dal successo commerciale del modello prodotto dalla casa inglese ABC, denominato "Scootamota" con la chiara intenzione di richiamare per assonanza la locuzione "scooter motor", ovvero "monopattino a motore".

Nel 1919 fu prodotta in pochissimi esemplari e non fu un vero e proprio successo commerciale e la ABC lo ritirò dal mercato in un paio d’anni se non meno.

Per la storia dello scooter dal 1908 in poi cliccate  qui.

  • . Pochi anni dopo venne fuori una specie di Vespa Made in USA chiamato Moto SCOOT . Tuttavia anche essa NON ebbe fortuna. Nel frattempo gli
    americani realizzano una serie di mini veicoli a due ruote da avio trasportare per  la guerra.
Unibus del 1922 presente al museo dello scooter di S.Maria degli angeli
  • Altro scooter anni ’20 – ’30 l’UNIBUS  con una interessante pubblictà 

 

 

 

 

  • Autoglider 1920 :

 

  • Crocker del 1940.
  • Cushman : questo invece è uno scooter in dotazione alle forze americane durante la liberazione dell’ITALIA nel 1945
    cushman 1940 in dotazione aeronautica USA

    e il famosissimo e bellissimo e innovativo cushman salisbury 

cliccate qui  e divertitevi a vedere quanti scooter furono pensati ideati e realizzati, ma con scarsi successi commerciali prima del 1946. 

Questo per dire che la VESPA non fu in assoluto una idea primordiale.

Il primo tentativo della Piaggio chiamato MP5 era  poco …. bello chiamato scherzosamente Paperino, chissà se per antitesi alla famosa topolino della fiat. Sembra che tale prototipo era ispirato a un mezzo americano dell’aviazione.

MP5 detta PAPERINO

“Proprio a Biella, nel maggio del ’45, Enrico Piaggio presenzia alle prove su strada dell’MP5, il cosidetto “Paperino”, un motociclo disegnato dall’ing. Spolti, si dice, con caratteristiche simili  a quello della Simat chiamato VELTA dell’ing. Belmondo.

il velta scooter del 1939

Parallelamente l’azienda si cimenta con la fabbricazione di un prodotto che nulla aveva a che fare con le precedenti esperienze : pentole in alluminio fuse e tornite e infatti ben presto la produzione fallisce e i reparti interessati chiudono.

Quindi si può dire che i primi anni della Piaggio post guerra furono FALLIMENTARI. E come speso accade grazie ai primi errori si sviluppano con la tenacia i successi futuri. leggi qui

 Abbandonata il progetto   della Paperino, Il sig. Piaggio affida il progetto a un genio del design e della ingegneria italiana : CORRADINO D’ASCANIO.

 Fu un Personaggio  formidabile, leggete qui , di cui oggi l’Italia avrebbe un gran bisogno e che è praticamente e ingiustamente poco o nulla ricordato a favore di politicanti e mezze tacche. Chissà se egli avesse avuto modo di vedere quando lavorò in america mezzi che lo hanno sfidato. Fatto sta che realizzò un mezzo che tecnicamente risolveva in modo pratico e bello un mezzo che consumava anche poco, si dice che con un litro si potesse fare anche oltre 50 km.

Questi geniale ed eclettico ingegnere nei  primi mesi del ’46 costruisce  il prototipo detto MP6,

 il brevetto è registrato a Firenze e si racconta che il sig. Enrico Piaggio nel vederla commentasse:

“questo veicolo è l’ideale per donne e preti ma come farà a reggere due persone con quel… vitino di vespa?” e Vespa è stata!”

Chissà se egli avesse avuto modo di vedere quando lavorò in america mezzi che lo hanno sfidato. Fatto sta che realizzò un mezzo che tecnicamente risolveva in modo pratico e bello un mezzo che consumava anche poco, si dice che con un litro si potesse fare anche oltre 50 km.

L’avventura della VESPA inizia con i primi 2500 prototipi messi in vendita a fine 46 inizio 47. Con commenti assai sarcastici dei moto-fili puri, data la assoluta novità del prodotto, per lo meno in Italia.

Ma NON era solo la PIAGGIO a iniziare la vendita di mezzi di trasporti economici per gli italiani dell’epoca.

Ecco un elenco NON esaustivo dei primi concorrenti. Vogliamo evidenziare quanto la PIAGGIO sia stata fenomenale a conquistare, difendere, espandere  il proprio mercato grazie a tutta a una serie di iniziative di MARKETING OPERATIVO leggi qui MIX DI TECNICHE

ELENCO CONCORRENTI DEL 1943-1946 negli anni iniziali:

  •  Il ciclomotore detto MOTOMIC DEL 1947 
  • Il Garelli Mosquito è un propulsore ausiliario per biciclette prodotto dalla casa motociclistica milanese Garelli dal 1946 al 1960. Costruito in circa 2 milioni di esemplari, è stato il più diffuso, di questo tipo, in Europa.
  • La Moto Parilla (o, semplicemente, Parilla) è stata una casa motociclistica italiana con sede a Milano, nata nel 1946. Il nome dell’azienda deriva da quello del suo fondatore, leggermente modificato perché fosse più accattivante.[1] Il simbolo dell’azienda era un levriero in cor
    sa.
  • Il primo costruttore in serie di scooter in Italia non è una grande azienda bensì un piccolo artigiano torinese: Vittorio Belmondo.Questo grande genio italiano progetta nel 1939 presso la Volugrafo (azienda specializzata nei misuratori di serbatoi) un piccolo scooter dalle forme innovative e originali. In un primo tempo viene chiamato semplicemente Volugrafo, poi l’Inng. Belmondo si mette in proprio e realizza il Simat (su licenza Volugrafo) e, infine, produce il Velta, dotato di vari progetti depositati. Prodotto in poche decine di unità /circa 70-80) sarà l’ispiratore del progetto Vespa della Piaggio.
  • ALPINO : Nel 1944 progetta e realizza un prototipo di micromotore ausiliario da applicare alle biciclette che battezza “Alpino” e il 24 febbraio 1945, con alcuni amici, fonda la società Motobici, avviandone la produzione.
    La “Alpino” diviene presto un marchio di fama internazionale con vendite in crescita esponenziale, anno dopo anno.
  • Aermacchi lo scooter a ruote alte Macchi 125 N.    Una originalità di questo modello era la presenza di un finto serbatoio (in realtà un portaoggetti) che poteva essere disposto davanti al sellino, trasformando la posizione di guida in quella per motoveicoli classici, oppure essere asportato e rendere la due ruote uno scooter classico sulla falsariga della Vespa. Lo sviluppo di questo veicolo, il bellissimo e futuristico “Dama”, rimase allo stato di prototipo.
  • MV AGUSTA: da Wikipedia ” Nel 1945 vide la luce la prima MV Agusta, la “98” in versione “Turismo” i cui progetti esecutivi e stampi di fusione erano stati approntati alla fine del 1943 e il motore girava sul banco di prova già nel 1944. Curioso il fatto che questa moto fu presentata come “Vespa 98”.
    MV AGUSTA 1945 detta VESPA 98

    la denominazione era stata personalmente scelta dal conte Domenico Agusta, ispirato dal sottile e acuto ronzio prodotto dal piccolo propulsore a due tempi. Dopo le prime notizie della stampa, la MV Agusta ricevette la formale diffida all’uso della denominazione “Vespa”, da parte dei fratelli Balsamo che l’avevano depositata per il loro modello Miller Vespa del 1934. Un tempo conclusa la vertenza legale, i fratelli Balsamo alienarono la denominazione “Vespa” alla Piaggio che la utilizzo per il suo nuovo scooter, destinato a diventare particolarmente noto a livello mondiale.”

  • Moto Guzzi del conte Parodi : Dopo il conflitto, nel 1946, la società diventa Moto Guzzi S.p.A. e al fine di conquistare nuove tipologie di clienti, la ditta costruisce il suo primo motore a 2 tempi, il Guzzino 65 , progettato da Antonio Micucci e di cui, solo nei primi tre anni vengono costruiti 50.000 esemplari.  Famoso l’episodio che vide il conte Parodi rifiutare la proposta di enrico piaggio di commercializzare la vespa.
  • Il Cucciolo Ducati. Nel settembre 1946, alla Fiera di Milano, compare il Cucciolo: il piccolo motore ausiliario per biciclette destinato a diventare il più famoso nel mondo. Venduto prima in scatola di montaggio da applicare alla bicicletta, ha ben presto un proprio telaio costruito dalla Caproni di Trento (altro marchio famoso in campo aeronautico) su brevetto di Capellino. In breve tempo il Cucciolo diventa una vera e propria motocicletta in miniatura. Grazie al successo del Cucciolo e dei suoi derivati, Ducati diventa un marchio affermato anche nel settore meccanico.

QUESTI SONO SOLO ALCUNI dei concorrenti INIZIALI

 che hanno pensato di creare un

proprio mercato nella motorizzazione degli italiani.

 leggi qui

Esiste un MUSEO, ideato dal sig. Sciarpetti  che spero di visitare prestissimo in Umbria a SANTA MARIA DEGLI ANGELI ai piedi di ASSISI, dello Scooter ecco il link del sito  

Da un bellissimo articolo de la Manovella dell’ottobre 2014  dedicato a questo museo riporto:

Oltre ai costruttori storici e grandi come MV Agusta, Moto Guzzi, Parilla, Aermacchi, anche molti altri artigiani si cimentarono con lo scooter.                                                                     Esercizi tecnici talvolta interessanti, ma spesso con costi produttivi così alti da non consentire di arrivare alla produzione di serie.”

Questa era la situazione concorrenziale TREMENDA nella quale Piaggio si andò a infilare. Quasi da Ultima, in quanto non aveva mai prodotto moto, a differenza di competitori già presenti sul mercato. Non solo riuscì a sbaragliare la concorrenza ma ancora oggi è sul mercato con un discreto successo.

Nel prossimo post vedremo quali sono secondo il MARKETING PANDEMICO le varie e innovative azioni che hanno permesso questo incredibile successo imprenditoriale.

ChiamEremo questo filone il MARKETING DELLA MANOVELLA 

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