Omaggio a Michele Ferrero: un esempio di imprenditore da Marketing Pandemico

BUON  ANNO a tutti  CON l’ AUGURIO che possa essere un anno PIENO  di ispirazione per i tanti talenti imprenditoriali. L’Italia ne ha tanto ma tanto bisogno.

Proprio per questo  augurio desidero iniziare l’Anno esaltando un Grandissimo Imprenditore Cristiano Italiano scomparso nel corso del 2015  che tutti Noi conosciamo attraverso i suoi dolcissimi prodotti.

MICHELE FERRERO, fondatore e  proprietario della omonima azienda sviluppatasi a partire dalla  invenzione dellafamosissima e gustosissima crema: NUTELLA. (leggete  il mio  post dedicato all’anniversario Una dolce crema Pandemica.)

Il mio amico  Federico C. Gasparini, (qui il suo blog) cofondatore del  TEAM di  ITALIAN BUSINESS DESIGN  e  con il quale ho scritto il libro per chiarire quali sono i passi necessari per aprire un mercato secondo le più avanzate tecniche d Marketing  (Qui il link per acquistarlo) mi ha inviato il Link di una splendida intervista rilasciata dal Sig. Ferrero su La Stampa  (leggi QUIad opera di MARIO CALABRESI che lo apostrofa  giustamente come :IL GENIO DEL FARE. 

Consiglio di leggerla e Ri-leggerla in special modo a tutti coloro che intendono aprire un proprio mercato. Offre numerosi spunti di riflessioni, che ho pensato di metter in evidenza.

Il pensiero del sig. Michele sia MOLTO MA MOLTO ATTINENTE AL NOSTRO MODO DI INTENDERE IL Marketing Pandemico

Per me Il sig. Michele Ferrrero  è stato  in ASSOLUTO un maestro e una guida “spirituale ed imprenditoriale” per  come  si deve ragionare per aprire  un mercato. ( Leggete post a lui dedicato come imprenditore cristiano  ) 

Evidenzio i passaggi della intervista utili a illustrare come ragionava e cosa  ci insegna e ci lascia in eredità in termini di Marketing Operativo  il sig. Michele Ferrero.

  • «Ecco cosa significa fare diverso da tutti gli altri. Tutti facevano il cioccolato solido e io l’ho fatto cremoso ed è nata la Nutella; tutti facevano le scatole di cioccolatini e noi cominciammo a venderli uno per uno, ma incartati da festa; tutti pensavano che noi italiani non potessimo andare in Germania a vendere cioccolato e oggi quello è il nostro primo mercato; tutti facevano l’uovo di Pasqua e io ho pensato che si potesse fare un ovetto piccolo ma per tutti i giorni; tutti volevano il cioccolato scuro e io ho detto che c’era più latte e meno cacao; tutti pensavano che il tè potesse essere solo quello con la bustina e caldo e io l’ho fatto freddo e senza bustina.” Inizia  così in modo chiaro ed eloquente, ed in poche frasi riassume il concetto della MUCCA VIOLA (LEGGI QUI)  non  SEGUIRE IL BRANCO MA DIFFERENZIARE E RISCHIARE qui. 
  • ECCO IL MASSIMO SEGRETO DI MARKETIN PANDEMICO CHE IL SIG. FERRERO CI INSEGNA.Scrivetelo nel vostro cuore.

«Il mio segreto?

Fare sempre diverso dagli altri, avere fede, tenere duro”

  • Massima Attenzione alla Persona che acquista il prodotto, non trattata come cliente, ma con nome e cognome. Ma guarda un po’ non parla di TARGET, parola tanto amata, ma assai poco utile per aprire un mercato. Conta la PERSONA  che da fiducia al tuo prodotto, è lei che devi pensare e analizzare e sedurre nei desideri leggi qui :                      “ mettere ogni giorno al centro la Valeria». La Valeria? «La Valeria è la padrona di tutto, colei che può decidere del tuo successo o della tua fine, quella che devi rispettare, che non devi mai tradire ma capire fino in fondo».  Si comporta come se Il sig. Michele fosse un Architetto del benessere  LEGGI QUI. Si Si  immedesima, oserei dire che entra in contatto epatico con le persone che acquistano o acquisteranno i suoi prodotti.  «La Valeria è la mamma che fa la spesa, la nonna, la zia, è il consumatore che decide cosa si compra ogni giorno. È lei che decreta il successo di un’idea e di un prodotto e se un giorno cambia idea e non ti compra più, allora sei rovinato. Sei finito perché non ti manda una lettera dell’avvocato per avvisare che taglia il contratto, semplicemente ha deciso di andare da un’altra parte, di non comprarti più». «Pensi che ancora oggi noi ritiriamo tutto il nostro prodotto di cioccolato all’inizio dell’estate, per evitare che si sciolga, per evitare che la Valeria resti delusa e trovi qualcosa che non è all’altezza. Per evitare che ci associ con qualcosa di sciolto, di rovinato, con qualcosa che non vale la pena comprare».  Studiare il mercato, attenzione ai comportamenti delle persone, alla evoluzione dei comportamenti. TANTA MA TANTA RICERCA

 «La Valeria è sacra, devi studiarla a fondo, con attenzione e non improvvisare mai. Bisogna avere fiuto ma anche fare tante ricerche motivazionali».

  •   «Ma dicevo della Germania: quando siamo arrivati era il dopoguerra, un Paese ancora pieno di macerie con i segni del conflitto, triste, depresso, in cui gli italiani erano visti malissimo. Ci consideravano traditori, malfattori e infidi, convincerli a comprare qualcosa da noi era una missione quasi impossibile. Cominciai ad andare dai distributori con l’idea di vendere cioccolatini in pezzo singolo, con dentro il liquore e la ciliegia. Mi dicevano che bisognava fare delle scatole, non degli incarti singoli, perché solo quelle si potevano mettere sugli scaffali dei negozi e quelle si vendevano. Io rispondevo che stavano mesi sugli scaffali e le persone le compravano solo per le grandi occasioni, per fare regali. Io invece pensavo a qualcosa che risollevasse il morale, che addolcisse ogni giorno la vita dei tedeschi. Qualcosa che avesse una carta invogliante, elegante, lussuosa, di un rosso fiammante, che desse l’idea di una piccola festa ad un prezzo accessibile a tutti. Insistetti finché non trovai un uomo intelligente che si fece conquistare dalla mia idea. La Valeria tedesca aveva bisogno di essere confortata, di sentirsi bene ogni giorno, di potersi fare un piccolo regalo: poteva funzionare tra fidanzati, tra marito e moglie e non c’era bisogno di aspettare feste o ricorrenze. Poi in inverno feci mettere enormi cartelloni pubblicitari in ogni grande stazione della Germania, con un immenso mazzo di fiori che non sfioriva mai. Per Natale mi misi d’accordo con la Fiat e al centro di dieci stazioni piazzai in bella mostra una topolino rossa che avrebbe premiato i vincitori di un concorso legato al Mon Chéri. Fu un successo travolgente e l’anno dopo feci le cose ancora più in grande e misi in palio dei diamanti». Rischiare a dispetto di tanti “avvocati del Diavolo. Adattarsi e studiare il comportametno specifico dei diversi mercati. La “VALERIA ITALIANA” NON è uGUALE ALLA “VALERIA TEDESCA” massimo rispetto delle persone. Inoltre  Scelta delle persone giuste per far esplodere il Business. Inoltre massima attenzione alla comunicazione aziendale, sia come pubblicità, come promozione e agenti di vendita.  Ed anche un co-branding con la FIAT.
  • INNOVAZIONI continue anche contare al CORE BUSINESS e alle classiche tempistiche del business di base. Ad esempio si inventò la PASQUA TUTTO L’ANNO e  Nasce un altro prodotto Mucca VIOLA , gli ovetti Kinder. Ma anxor più importante nasce il MOTTO
    “più Latte Meno Cacao”, e proprio da loro che hanno fondato il successo sul CACAO. A pensarci bene è PAZZESCO. Ma ha funzionato eccome se ha funzionato e continua a funzionare. Naturalmente le obiezioni dei MANAGER, dirigenti, alti consulenti furono FORTISSIME. A conferma che se percorrete la strada della innovazione trovate solo oppositori, o quasi solo oppositori.  :  «È successo anni dopo, in Italia, quando pensai che l’uovo di cioccolato non poteva essere una cosa che si vendeva e si mangiava una volta all’anno, a Pasqua. Però ci voleva qualcosa di più piccolo, che si potesse comprare ogni giorno a poco prezzo, ma doveva ripetere quell’esperienza e allora ci voleva anche la sorpresa, ma in miniatura. Pensai alla Valeria mamma, che così poteva premiare il suo bambino perché aveva preso un bel voto a scuola, alla Valeria nonna che lo regalava per sentirsi dire: “Sei la più bella nonna del mondo” o alla Valeria zia che riusciva così a strappare al nipotino quel bacio e quell’abbraccio che faticavano sempre a conquistare. Ma così tanto cioccolato poteva preoccupare le mamme, allora pensai di rovesciare l’assunto tradizionale pubblicizzando che c’era “più latte e meno cacao”, quale miglior sensazione per una mamma di dare più latte al suo bambino? Così mi decisi e ordinai venti macchine per produrre ovetti, ma in azienda pensarono di aver capito male o che fossi diventato matto e non fecero partire l’ordine. Poi chiesero a mia moglie Maria Franca se la firma sull’ordine era davvero mia, lei confermò, ma per far partire la cosa dovetti intervenire di persona. Le obiezioni erano fortissime, dicevano che sarebbe stato un flop, che le uova si vendevano solo a Pasqua e allora io sbottai e dissi: “Da domani sarà Pasqua tutti i giorni”». Questo fu il 1968 di Michele Ferrero, la sua rivoluzione, quell’anno partì insieme all’ovetto la linea di prodotti per bambini che conosciamo come Kinder Ferrero.
  • «Ecco cosa significa fare diverso da tutti gli altri

  • Tutti conoscono la famosa bibita ’Estathè, ma forse non tutti sanno che fu una grande invenzione delle FERRERO. Anni prima di altre bibite simili, specie in europa. Ma secondo le parole del sig. Michele Ferrero ci impiegarono 10 anni, si avete capito bene, 10 ANNI PER IMPORLA IN ITALIA. Ora possiamo dire che è leader assoluta tra i giovani, ma pensate un po’ 10 anni di investimenti prima di farla apprezzare. Inoltre sembra che la volontà fosse quella di portarla all’estero ma furono impediti da molti studi contrari di famosi consulenti. Leggete cosa dice il grande imprenditore e il rammarico di non aver seguito il suo intuito.: Estathe  per dieci anni non è esploso ma non mi sono perso d’animo, ero convinto che ci volesse tempo, che l’intuizione fosse giusta: alla fine è stato un grande successo. Un unico rammarico: averlo lanciato solo in Italia, mi spaventavano con le indagini di mercato e non vollero portarlo in Francia e nel frattempo il mercato estero si è riempito di concorrenti. E poi ci inventammo uno scatolino morbido e leggerissimo che era una novità assoluta e misi la cannuccia…».

Questi sono i punti essenziali che possono aiutarci a riflettere. Riassumendo: Intuizione, Intraprendere strade diverse dagli altri, Ricerca, Metodo, Rispetto del Prossimo e per chi ha la grazia della FEDE  affidarsi completamente a Lei  la realizzazione dei propri talenti a favore degli altri. (per chi intende approfondire l’aspetto religioso del sig. Ferrero leggete qui il post  che pubblicherò domani su Marketing Pastorale)

IL MOTTO DELLA FERRERO E’:

“Lavorare, Creare, Donare”.

Mi sembra giusto iniziare l’anno augurando che nascano, crescano e si sviluppano tanti Michele Ferrero e che sappiano rinnovare e dare speranza a tante persone. Noi con il nostro talento abbiamo pensato di scrivere un LIBRO che sprona a realizzare Business Design che ricalca pienamente le considerazioni e le imprese del grande Imprenditore.

A lui dedichiamo  la nostra Preghiera e che  da dove si trova che possa aiutare tutte le persone di Buona Volontà a seguire le sue orme innovatrici ed imprenditoriali. QUI 

BUON ANNO A TUTTI.

6 thoughts on “Omaggio a Michele Ferrero: un esempio di imprenditore da Marketing Pandemico

  1. Salve Prof. Orlandi, non so se si ricorda ma sono stato un suo studente alla LABA.

    La volevo ringraziare per le sue parole, che ancora oggi ricordo vivamente, e che porto dietro ogni giorno nel dipartimento di marketing/video in cui lavoro (“La Mucca Viola” e’ volata con me a Londra!)

    Edoardo
    Edoardo Villa
    Edoardo Villa
    Video Content Editor of LCG TV at London Capital Group
    Londra, Regno Unito

    Mi piace

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