La propaganda Pandemica, una comunicazione inarrestabile e da valorizzare sempre di più.

Dedico questo modesto post alle imprese e sopratutto  alle persone che vi lavorano colpite dalla alluvione e dalla incapacità di chi da decenni gestisce l’idrogeologia del territorio italiano con incompetenza e lauti guadagni a discapito di tutti. Nonostante le tasse pagate E I DISASTRI sono sempre a dire cosa bisogna fare.

Due eventi separati ma uniti da un identico aspetto: la propaganda Pandemica.

Nella foto in alto ho scelto di far rappresentare l’impresa simbolo di Beneventoil Pastificio Rummo che da alcuni giorni ha colpito l’emotività di tutta Italia. 

Qui sotto invece la foto dello storico torronificio : Torronificio Scaldaferro.

Sia a Benevento che lungo il Brenta si sono verificati eventi calamitosi idrogeologici. Come spesso accade in Italia da tempo, e come accadrà per i prossimi anni senza sosta, con piogge poco oltre il normale tracimano i fiumi o torrenti dagli argini e spazzano via tutto in poche ore.

Le imprese che vengono coinvolte in questo disastro subiscono durante l’alluvione e sicuramente dopo l’alluvione abbandonate a loro stesse.  Ecco allora che scatta un sentimento di solidarietà delle persone  innescato da un senso di appartenenza alla stessa realtà.

Una Solidarietà che oggi grazie al digitale si fa maggiormente manifesta, ma vi assicuro da sempre è esistita ancora prima che si inventasse Internet.

Ricordo infatti il tremendo evento idrogeologico che colpì la Ferrero  a Cuneo. Lo stabilimento che produceva Ferrero Rocher fu colpito da una ondata di acqua e fango, proprio a settembre nel momento che il prelibato cioccolatino doveva essere spedito. I dipendenti si prodigarono per ripristinare la produzione prima possibile e in tutta Italia moltissime persone si sono sentite in dovere di mangiare i cioccolatini. Ricordo addirittura che per alcune settimane  era difficilissimo trovare un Rocher a Fermo. Diventava quasi un gioco della solidarietà.

La comunicazione aziendale  

( leggi il seguente : lo straordinario della comunicazione aziendale)

non si  limita a quella volontaria della azienda e a pagamento, tipo pubblicità o promozione. 

Tutto ciò che coinvolge l’impresa  concorre a comunicare con le persone vicine e lontane, anche un evento calamitoso, al pari di eventuali licenziamenti o diatribe varie (ricordate le affermazioni di Barilla poi ritrattate favorendo una doppia frittata?) oppure quello della malattia dei polli?

Nei casi in cui la comunicazione sia non volontaria e non pagata parliamo di PROPAGANDA Pandemica. 

La propaganda è assai potente  per Buzz Marketing  e assai  contagiosa come storia ed emozioni (leggete post dei link precedenti). Sia in senso positivo come in questo caso che scatena la solidarietà delle persone sia in senso negativo chessò nel caso di una azienda beccata a contraffare  i propri prodotti.

La psiche umana però è portata a essere altruistica, qualsiasi cosa pensiate è così, siamo tendenzialmente maggiormente  buoni che cattivi.

IL CASO RUMMO 

Ed ecco il grande successo che sta avendo l’ashtag

 #savemurro 

in poco tempo tempo ha ottenuto migliaia di retweet. 

Il Pastificio tra l’altro assai apprezzato come qualità legata al fatto che è una pasta che subisce poco l’effetto dell’acqua e che quindi scuoce meno delle altre.
Sembra cha anche una immagine simile a  quella a destra  con la scritta ” L’ACQUA NON CI HA MAI RAMMOLLITO”  ha alimentato una gara social di solidarietà via digitale alla quale anche io ho aderito.

Oppure un passaparola digitale  che forse è iniziato da alcune persone tipo il tweet di  una figlia di un dipendente.

Altri inneschi sono poi venuti da personaggi famosi che per vari motivi, non ultima la loro propaganda hanno contribuito alla diffusione pandemica.

Insomma come al solito più e più elementi contribuiscono alla pandemia,

non solo uno.

LA PROPAGANDA ha una forza Pandemica INCOMPARABILE rispetto a tutte le altre forme di comunicazione aziendale.

Altro esempio simile è successo in Veneto con un evento idrogeologico che ha messo in ginocchio diverse imprese tra le quali il

CASO SCALDAFERRO

Barbara Ganz su il sole 24ore (se andate su questo blog ne trovate molti di casi di propaganda simili) ci racconta questo identifico fenomeno successo in veneto con il torronificio Scaldaferro.

Riporto le frasi del sig. Scaldaferro: “Vedere arrivare questi ordini, perlopiù dal Veneto, fa sentire meno abbandonati: per una azienda che lavora da 100 anni – dice Pietro, bisnipote del fondatore del Torronificio – è il segno che si è operato bene, e che non tutto è perduto”.

Ecco qua la solidarietà è partita anche sul digitale ma sono stati soprattutto i veneti che riconoscono il valore del prodotto stra-ordinario dell’impresa a spingere le persone a comperare e a fare ordini per risollevare gli animi degli indomiti imprenditori e persone che ci lavorano.

Come sottolinea bene il sig. Scaldaferro, la storia di valori trasmessi è stato il seme che ha permesso di far germogliare una spinta solidale inimmaginabile.

Così come per la pasta RUMMO. Ciò che si è trasmesso di positivo lo si riceve centuplicato. Se Nel passato invece aveste tradito, beh allora non credo ci sarebbe stata tanta solidarietà, ma solo …. compassione.

Allora due aspetti di tattiche pandemiche mi vengono in mente:

Primo: La PROPAGANDA può essere innescata senza aspettare alluvioni e quant’altro. Lo sanno bene i presidenti di calcio o di società sportive che grazie a questa carica ottengono una popolarità enorme, ma NON DISINTERESSATA. E vi assicuro tutti lo sanno e quindi spesso è una propaganda poco pandemica.

Mentre invece si potrebbe pensare a propaganda tipo:

  • Borse di Studio per alunni disagiati
  • Scuole di alta formazione
  • Teatro extra statale?
  • Finanziare Cinema
  • Pulizia città
  • creative insomme

Insomma un qualcosa di unico ed apparentemente SENZA COMUNICAZIONE A PAGAMENTO. Utilizzate i soldi che sprecate nel presunto marketing delle agenzie pubblicitarie per aiutare le persone che sono attorno a noi o lontano da noi e lasciate fare al passaparola. (i nodi del passaparola leggete )

SECONDO: Se invece ci trovassimo nella situazione di Scaldaferro e Murro come poter sfruttare sto momento di solidarietà e ringraziare le persone?

Ok vanno bene i comunicati stampa, certo, ma forse è il caso di stigmatizzare al meglio quanto ricevuto.

Io lavorerei su;

  • Packaging in memoria dell’evento e della solidarietà
  • Farei promozioni pro-aiuti, o sconti da sfruttare o donazioni a favore di chi non ha ricevuto tale solidarietà magari all’intorno a loro
  • Immaginate che tutti coloro che hanno fatto re-tweet ottengano un buono sconto valido per il prossimo anno, o per visitare l’azienda una volta che è tornata a posto.
  • Un concerto o un evento per ringraziare tutti e far vedere che la spinta ricevuta ha dato i suoi frutti
  • Sicuramente la comunicazione aziendale deve valorizzare quanto ha ricevuto e non deve assolutamente passare sotto silenzio

Insomma sottolineo ancora una volta come

ITALIAN BUSINESS DESIGN 

CHE LA PROPAGANDA PANDEMICA DEVE ENTRARE SEMPRE DI Più NELLA CULTURA COMUNICATIVA DELL’AZIENDA.

Sia a fronte di eventi calamitosi sia anche come cultura aziendale a discapito della solita comunicazione a pagamento.

COSA SUCCEDEREBBE SE TRASFERITE IL 100% DEL BUDGET REGALATO A SOCIETA’ DI “MARKETING” (leggasi comunicazione) e lo spendereste solo per atti ad alimentare PROPAGANDA?

Siamo sicuri che comunicheremo PEGGIO? 

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