1,100,1000 imprenditori alla Fiorucci: il primo negozio pandemico del fashion

Come non ricordare in un Post un grande imprenditore. Creativo, Unico e affascinante. In tutti i corsi di Fashion Marketing che ho frequentato a Firenze, a Venezia se ne parlava. I Libri stessi ne riportavano le gesta le intuizioni e … perché no i fallimenti. In questo Blog ove cerco di instillare un minimo di voglia di essere imprenditore attraverso il Marketing Pandemico, penso sia giusto valorizzare le strategie di Marketing che hanno reso Fiorucci immortale.

Potete leggere in questi Post quanto di più volete su Fiorucci :

Una breve carrellata ove si racconta la sua storia imprenditoriale, dalla quale penso sia giusto prendere gli spunti utili a chi oggi magari intende aprire una impresa, che oggi piace dire Start-up.

L’aspetto saliente della sua ascesa professionale penso sia la sua voglia infinita di Ricerca:(leggi La ricerca illumina le idee). Egli viaggiava per scoprire il mondo, le nuove tendenze, prima ancora che esistessero i tanto amati cool-Hunter.

Ricordo di averlo sentito in una conferenza al Polimoda di Firenze e mi convinsi che era il caso in primis di viaggiare per cercare la Moda che volevo realizzare con la mia piccola impresa di calzature. E per oltre un decennio ha funzionato, eccome se ha funzionato. Ricordo che fui tra i primi, se non il primo a “scoprire” e realizzare le sneaker fashion stile sportwear di lusso di Yohji Yamamoto. A seguire scoprì le Scarpe francesi per auto, tipo le Sabelt o le Patougas, e ne vendetti oltre mezzo milione in 3-4 anni in Francia. Ancora oggi se ne vendono mi dicono i miei amici francesi, ma a costi …. cinesi.

Poi non fui bravo a capitalizzare il tutto e mi arresi. La Ricerca di Fiorucci lo portò a realizzare il primo Concept Store Italiano. Vicino a San Babila.

Come diceva lui: NON è UN NEGOZIO PER TUTTI.

Ma solo per le persone giuste per quello stile e per quel Brand Unico al Mondo.

Fu un Negozio Pandemico (leggiIL NEGOZIO PANDEMICO ): infatti infettò le Persone Giuste, quelle che iniziavano a svecchiare l’Italia, quei pochi che potevano andare a LONDRA vi rivedevano lo stile di BiBa, di Bazaar, ma fatto con gusto eccentrico e trasgressivo italiano, o meglio Latino.

Insomma viaggiava, si infettava e riportava l’infezione in Italia rivista con il suo gusto. In questo Modo la Pandemia colpiva le persone giuste che all’epoca erano pronte, senza saperlo, a quel nuovo stile. Come dico sempre, prima che lui aprisse non è che per strada c’erano persone che dicevano: speriamo che prima o poi apra uno tipo… fiorucci.

No, fu lui a tirar fuori il desiderio dei ragazzi dell’epoca. Una volta che la sua offerta si manifestò ecco che la Domanda venne fuori, e il desiderio scatenò la pandemia.

SUCCEDE SEMPRE COSì:

L’Offerta  crea la sua Domanda.

Certo poi arrivano i fancazzisti parolai dei filosofi di storia economica e idealisti che ci spiegano che comunque qualcuno prima o poi lo avrebbe fatto, perché era nell’aria, ecc.ecc. si cazzate e basta. Se non c’era Elio Fiorucci i giovani Italiani sarebbero stati diversi, non come lo sono oggi grazie a Lui. A questi DICO , ma se i bisogni sono nell’aria come è che non siete miliardari?

In pochi anni BOOM di Vendite e il negozio divenne un punto di ritrovo e di incontro. Tra i prodotti che lo resero da subito celebre pensate un po’, quello che oggi è considerato un classico: il Jeans in Italia e sexy per giunta. Sì perché all’inizio era solo cotone poi lo mischiò alla nascente Lycra della Du-pont e le ragazze impazzirono a comperare i pantaloni che seguivano le loro gambe sinuose per essere ancor più sexy.

Anche questa idea gli venne in viaggio, come potete leggere su ID. Vide a Ibiza ragazze che si facevano il bagno con i jeans, molto eccitanti e pensò il modo di come renderlo con il tessuto elasticizzato.

All’epoca Fu una  MUCCA VIOLAe il passaparola fecero si che Fiorucci divenne da subito il Brand dei giovani  (Leggila strategia delle mucca viola e il buzz marketing )

Tanto più che i suoi prezzi erano molto abbordabili . Il successo fu clamoroso e nel giro di alcuni anni i suoi negozi erano tra i più innovativi al Mondo. Aprì a Londra, New York ove la Pop Art lo consacrò come sua Icona. Da sottolineare inoltre come il servizio al cliente fosse di tipo molto amicale. Ricordo che quando andavo a Milano a fare foto per la mia collezione di scarpe immancabile la sua vetrina, e mai una volta che le ragazze al banco mi hanno rimproverato, poi entravo a vedere perché dentro non si può, ed erano altrettanto simpatiche e brave anche se non comperavo nulla.

Insomma alla selfridge inizio secolo. Ricordo altresì molti altri negozianti quasi infuriati che volevano impedirmi di fare foto anche da lontano. Folli e stupidi commercialmente. Infine direi che l’aspetto fondamentale di tutto era la cura maniacale del suo BRAND (leggi brand e passaparola ).

All’epoca non c’erano certo gli esperti in Brand Imagine e quant’altro. Ma lui aveva imparato sicuramente dalla Pop-Art che il Brand e la sua MiSSION (leggimission pandemica ) contano più di tutti. Tutto quello che faceva e diceva doveva essere in Linea con il Brand.

Questo lo rese unico e inconfondibile specie nella mente dei consumatori. Si vedeva che era un Fiorucci.

Quando gestivo il calz. Mandolesi nel lontano 2000 cercai di prendere in gestioine per la calzatura da ragazza il Brand Fiorucci, purtroppo però altri furono più bravi di me e con bustarella. Io non riuscii neanche ad avvicinare il sig. Fiorucci. Fui poco accorto. Poi però seppi che il Brand vendeva poco per la fascia ragazza, in quanto i giovani degli anni 2000 non lo sentivano come i loro “padri”, mentre era ancora valido per i piccoli sotto i 14 anni. Meglio così, però ho da sempre il rammarico di non avergli stretto la mano.

Nel 1990 ai giapponesi subito dopo realizzò un altro Brand dal nome Love Therapy con discreto successo. Ma non saprei dirvi quanto. In conclusione di questo Post voglio dedicare una Preghiera a questo Immenso personaggio che ha reso l’ITALIA e gli Italiani più ricchi in tutti i sensi. Avessimo oggi una decina di sti imprenditori e un centinaio di fancazzisti inutili in meno penso che non avremmo rivali al Mondo.

Ragazzi prendete spunto dalla sua impresa:

  • Ricerca TANTISSIMA Passione per le novità

  • SEMPRE E FORTE Attenzione alle persone giuste SOLO LORO VI  POSSONO RENDONO LIBERI

  • Il Brand è tutto, valorizzatelo.

  • SIATE MUCCA VIOLA

GRAZIE SIGNOR FIORUCCI E CHE IL SIGNORE L0 ACCOLGA TRA LE SUE MISERICORDIOSE BRACCIA Pregheremo Loreto per Lei e d’alto aiuti i giovani imprenditori

chIUDO CON Le Parole dell’omelia di Don Mazzi:

“Gli angeli delle magliette di Elio si stacchino per volare e ridipingere questa città diventata artificiale” 

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3 thoughts on “1,100,1000 imprenditori alla Fiorucci: il primo negozio pandemico del fashion

  1. Ho conosciuto Elio Fiorucci ha meta degli anni ottanta. Una conoscenza superficiale resa possibile dalla presentazione di una linea di caramelle che aveva il suo Brand ed era prodotta da Sperlari. Non ricordo esattamente le caratteristiche di quella linea, ho solo impresso nella memoria l’utilizzo dei colori molto spregiudicato con un design che riprendeva lo stile delle casacche del football americano con grandi numeri squadrati sulle confezioni e al posto del proverbiale “Cofanetto Sperlari” astucci in plastica coloratissimi a forma di caramella riutilizzabili per la scuola. Una linea che non ebbe fortuna e passata presto nel dimenticatoio.
    Il ricordo che è rimasto indelebile ed ancora presente di quella giornata, passata all’interno del negozio di San Babila, è l’incredibile presenza di quest’uomo che mi è apparso gentile, timido e di modi educati quasi di altri tempi con una luce negli occhi di chi non si accontenta e ha voglia di cercare e scoprire.
    Una ricerca che lo portava in giro per il mondo con la curiosità di cercare nel comportamento e nella creatività degli uomini stimoli e spunti che portati a sintesi avrebbero fatto parte delle sue collezioni. Questo lo portava a comperare qualsiasi cosa, anche a chiedere alle persone di vendergli qualcosa che indossavano.
    Nello scantinato ricordo di aver visto una collezione incredibile delle più svariate cose risultato dei viaggi e della ricerca di anni. Fonte di ispirazione insostituibile e di contatto con lo spirito delle persone come più volte ci disse.
    Un bel ricordo.
    Un saluto.

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