Il marketing delle ciliegie

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Ieri sono iniziati gli esami presso la Libera Accademia Belle Arti di Rimini.  

Una mia allieva ha voluto realizzare uno studio serio e propositivo di una azienda del suo paese che ha un prodotto stra-ordinario: CILIEGE PARADISIACHE

Guardate la foto in alto  che ciliegia, quella sotto , mentre di lato  quella comune della zona.  Non vi dico la bontà POLPOSA , me ne sono sbafate un kilo da solo in 6 ore di esami.

Questa è l’azienda.

Azienda Agricola Nino e Marisa Quartieri

Posta tra le prime colline di Savignano ed il Panaro, la terra di Nino e Marisa Quartieri si segnala come una delle più produttive di tutti i tipi di frutta, con particolari eccellenze come le ciliege, che da anni ottengono premi e riconoscimenti.
L’azienda, che da alcuni anni è anche fattoria didattica, rappresenta un perfetto binomio di tradizione e tecnologia ed offre al visitatore anche particolarità come l’acetaia con il balsamico di mele e la possibilità di partecipare alle fasi di “smielatura” e assaggio del miele.Via L. Vecchiati 1335 Savignano sul Panaro e-mail: aaquartieri@tiscali.it

vincitrice di tanti premi per le ciliegie migliori d’Italia:

http://www.myfruit.it/it/canali/articolo/articolo/ciliegie-la-migliore-ditalia-e-in-provincia-di-modena.html

Segnalo anche il Sito della città della ciliegia ove trovare spunti notevoli per il settore. 

La bravissimi Eleonora ha scritto una Mission secondo le linee guida del marketing 3.0 di Kotler per questa azienda:
Continuare ­­con passione, tecnica e sperimentazione la tradizionale coltura delle ciliegie delle terre di Savignano sul Panaro . Le nostre varietà, protette dal marchio Vignola IGP, Staccata, Grace star e Sweet, sono uniche al mondo. Prodotte dal 1990 insieme all’Università Agraria di Bologna, vi faranno sognare la primavera. L’accattivante colore rosso e il gusto dolce e croccante seducono la vista, il palato e la mente. Servizio a chilometro zero: direttamente dal ramo al consumatore. Con noi la passione diventa scienza per produrre un sapore autentico. 


Inoltre ha pianificato alcune linee di marketing giusto per ampliare il mercato e valorizzare al meglio il prodotto. Ecco alcune sue conclusioni:

  • MOTTO
    Ho ragionato sul motto. Una tira l’altra mi sembrava troppo generico perché non si riferiva a nessun specifico aspetto delle ciliegie. Allora ho fatto un brain-storming sulle caratteristiche delle ciliegie. Mi sono interessata soprattutto al fatto che quando le mangi ti macchi i vestiti se sono chiari, le mani e anche la lingua. Facendo un po’ di prove sono arrivata al motto: Macchiati di gusto.
  • PERSONAGGIO
    Poi ho riflettuto su un modo per valorizzare il motto e il prodotto nello stesso tempo. Allora ho creato un personaggio che impersonasse il carattere Ribelle: così ribelle diventa sia il nome delle varietà di ciliegie offerte alle persone sia l’appellativo del personaggio.
  • PACKAGING
    Inoltre ho pensato al packaging. Il packaging non può essere banale e tradizionale: deve essere Ribelle, e quindi rispecchiare il prodotto e la sua personalità riassunta nel marchio Ribelle. Ho associato l’idea di ciliegie al gelato. Voglio che il packaging delle ciliegie si contamini con quello di altri prodotti. Inizialmente avevo pensato ai pop corn, che sgranocchi uno dopo l’altro al cinema. Poi ho scelto la confezione a cono propria dei gelati. Di solito questo tipo di confezione è tipica delle caldarroste, dei fritti…è molto pratica e per me sfiziosa. Ho fatto degli schizzi sulla probabile struttura della scatola che conterrà le ciliegie: all’interno contiene delle cavità circolari dove sono inseriti i coni di ciliegie. Le mando in allegato gli schizzi così potrà farsi meglio un’idea di quello che ho in mente. Ho pensato questi coni ovviamente colorati: una fascia verde che li avvolge e il cono rosso con dentro le ciliegie (i colori li devo ancora decidere in modo definitivo). Dentro il cono sui lati si vede il logo con la scritta ribelle e il personaggio: quest’immagine è visibile solo dopo che si sono mangiate tutte le ciliegie del cono. Pensavo che i coni dovrebbero essere abbastanza grandi e capienti….per meglio gustarsi il sapore delle ciliegie, altrimenti non avrebbero senso e sarebbe meglio mangiare con le mani senza contenitore a cono.
  • CARTELLONE PUBBLICITARIO “INTERATTIVO”
    Poi ho progettato un cartellone con su scritte le informazioni e i contatti dell’azienda, e soprattutto con un grande foro circa circolare che riprende la forma della ciliegia. Le persone possono mettere la faccia dentro e farsi una foto, diventando parte del cartellone e possibili promotori e testimonial dell’azienda. Pubblicando la foto su qualche social network si fa conoscere ulteriormente l’azienda agricola e si stimola il desiderio di recarvisi.

Si lo so sono idee molto semplici, ma di certo non banali e Di sicuro coraggiose. Ma ricordiamoci che parliamo di una ragazza che sta completando gli studi di grafica e che si esercita per la prima volta in un settore che non conosceva fino a 6 mesi fa. Per me è stata bravissima. La passione che ci ha messo, l’entusiasmo e la costanza con la quale ha portato avanti il suo piano di marketing per l’azienda. Tra l’altro di persone che lei conosce da tempo.

Spiace però al contempo constatare la poca attenzione dell’ azienda agricola alla valorizzazione di questo prodotto eccezionale, che secondo me potrebbe avere un potenziale ENORME :

  • Zero apertura a creare un BRAND  e relativa politica
  • Zero interesse a valorizzare il prodotto sia in termini di immagini che di prezzo, infatti vengono vendute poco sopra le altre al mercato locale o in sede e … basta
  • Zero interesse ad allargare il mercato, che secondo me NON AVREBBE CONFINI dovrebbe essere solo per gourmet
  • Zero interesse magari a realizzare prodotti di trasformazione tipo marmellate et alii.
  • Zero interesse a sviluppare una delle componenti importanti della ciliegia: l’ormone del buonumore .
  • ZERO paragone rispetto al post di alcuni giorni fa sulla insalata in busta che ha un business enorme. insalata in busta

Temo ahimè che questa sia la realtà degli imprenditori italiani. Spesso  hanno la mucca viola ma non la sanno VALORIZZARE al massimo e si accontentano..  Evidentemente si accontentano senza “rischiare” di render più felici tutto il mondo.

Mi chiedo quante di questi esempi ci saranno in Italia. Spreco assoluto per tutta l’economia italiana. Solita incomprensione delle potenzialità del marketing.

A me non rimane che ringraziare la bravissima Eleonora alla quale ho dato con piacere un MERITATISSIMO 30 E LODE.

Avanti così sempre con coraggio e determinazione contro i muri dell’inerzia italica.

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