l’innovazione grazie all’ANTROPOLOGO d’impresa

Senza innovare l’impresa fallisce. Qualunque impresa, anche quella che si considera leader di un settore, solida patrimonialmente, con ottime prospettive future. Prima o poi il tempo banalizza tutto e ciò che parte come prodotto stra-ordinario, o mucca viola, si banalizza ed allora tutto finisce e spesso anche di brutto e velocemente.

Rileggo in questo giorni l’interessante libro di Tom Kelley sui volti dell’innovazione. Mi accorgo quanto mi ha influenzato. Un libro che offre spunti di riflessioni per incentivare agli imprenditori piccoli  ed anche grandi, a inserire nel loro sistema organizzativo, persone dedicate a scoprire, sperimentare, divulgare le innovazioni possibili e realizzare prodotti desiderati ma non ancora presenti sul mercato.

Tom Kelley è fondatore e ceo della IDEO.COM

una delle aziende mondiali specializzata nella consulenza per le innovazioni e per il lancio di prodotti innovativi. In Usa considerata una delle realtà imprenditoriali dove tutti i giovani ambiziosi e creativi vorrebbero lavorare.  Pertanto ci offre un piccolo esempio di cosa lui fa nella vita, per mettere in pratica idee innovative.

Tuttavia  fin dall’inizio ci avverte che avere una buona idea, non è innovare. Si diventa Innovatori solo se la si realizza se la si mette in pratica, magari in modo maldestro e scombinato, ma l’implementazione dell’idea fa si che si inizi veramente ad innovare.

Inoltre ci mette in guardia dalla persona che spesso e volentieri fa l’avvocato del diavolo. Questi in modo luciferino scoraggia e disincentiva  le persone anche ingenue che hanno piccole e significative idee da realizzare, fin sul nascere. Hanno sempre il momento giusto per farlo, se le cose vanno bene ti dicono che non serve, se vanno male non è tempo di stare a fare esperimenti.

( Piccolo inciso. L’Italia è piena di avvocati del diavolo, che dicono la frase smontante e poi aggiungono:  “guarda che io lo faccio per te, idea strampalata, dobbiamo fare come tutti, ma chi te lo fa fare., dove pensi andare a …. ecc. ecc.” Gente in genere occhialuta  con abiti vecchi, che dipingono il futuro scialbo esattamente come il loro passato. Ecco lasciateli andare, non badate loro. )

Ecco di queste persone le imprese non ne hanno bisogno e devono essere mandate all’infero, appunto il luogo da cui provengono.

Occorre invece che ci sia la voglia di Scoprire come è fatto l’uomo,

sperimentare cose per i loro desideri,

occorre poi persone  chi si preoccupino di impollinare il prodotto e aprire un mercato (ne parleremo a fondo con i prossimi post dedicati al contagio del prodotto).

In particolare mi preme sottolineare come  la persona che spesso manca nelle imprese sia quella che dedica il tempo a fare solo ricerca “antropologica”.  L’antropologo studia l’uomo e studiando capisce cosa fa, come lo fa, quando lo fa  e perché lo fa. Non si accontenta delle parole, in quanto siamo tutti mentitori nati, ma indaga a fondo. cerca di capire in modo preciso cosa magari potrebbe desiderare, una volta individuato il desiderio ecco che scatta la sperimentazione del prodotto. Per vedere se funziona poi occorre metterla in pratica.

Le persone, i clienti sono maestre nel dirvi cosa il prodotto soddisfa e cosa invece manca, potrebbero dare indicazioni utili di miglioramento dei prodotti, non è cosa da poco, TUTTAVIA giammai i clienti possono dirvi cosa desiderano per il futuro come innovazioni radicali o salti tecnologici.

Ricordo a proposito ciò che diceva il mitico FORD, quello delle macchine : Se avessi chiesto ai miei clienti cosa volevano avere per muoversi mi avrebbero risposto un cavallo più veloce e biada più economica. 

Allo stesso tempo se chiedevate ai possessori dei vecchi sistemi VHS come migliorare il prodotto, vi avrebbero detto, maggiore velocità di riavvolgimento e nastri durevoli. Ma nessuno vi avrebbe detto: INVENTATE IL DVD.

Ecco l’antropologo deve DE-CRIPTARE I DESIDERI latenti e sconosciuti ai desideranti stessi. Serve ricerca, intuito, cercare le persone giuste, sperimentare ecc.ecc. 

A pensarci bene, sono le cose che ogni grande imprenditore ha fatto all’inizio della sua carrieare per affermarsi, non si capisce perché poi, non lo continui a fare, magari con forze giovani e fresche.

Tentativi ed errori devono essere messi in conto, ma se il desiderio recondito è giusto prima o poi il prodotto si imporrà, certo grazie anche ad altre persone deputate alla diffusione.

SUGGERIMENTI PER LE IMPRESE PER INNOVARE :

  • Selezionate bene e Assumete, anche come stagisti giovani curiosi bravi che sappiano darvi informazioni di continuo, anche laurati in scienze umanistiche. Purchè siano in gamba ed estremamente curiosi e appassionati di conoscere l’uomo.
  • cercate non il “déjà-vu” ovvero ciò che si vive  già visto ma il suo contrario il “vuja-de” ovvero ciò che tutti hanno visto ma nessuno ci aveva pensato.
  • Create una libreria interna con migliaia di riviste a cui abbonarsi e disponibile ai piùfate viaggiare spesso i vostri collaboratori o ragazzi che possano assorbire novità
  • se pensate di non avere forze interne allora rivolgetevi a imprese specializzate in outsourcing.
  • Imponete all’impresa di immettere novità in determinati tempi stabiliti, tipo  minimo 2-3 prodotti nuovi all’anno da testare.
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11 thoughts on “l’innovazione grazie all’ANTROPOLOGO d’impresa

  1. mi piace tantissimo l’idea dell’antropologo d’impresa. ci credo!
    una richiesta: quando si parla di risorse umane, non parlare vi prego di uomini! l’antropologo non deve studiare “come è fatto l’uomo” ma “come sono fatte le persone”.
    questo articolo è scritto tutto al maschile: lo scienziato, l’imprenditore, come è fatto l’uomo, cosa desidera l’uomo.
    l’antropologo deve conoscere il suo oggetto di studio, e il suo oggetto di studio sono le persone, uomini e donne. Chiamiamo le cose e le persone per quello che sono. iniziamo a fare innovazione da qui.
    che ne pensi?
    grazie
    Arianna Schiavoni

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    1. Sig. Arianna,
      Sono perfettamente d’accordo con Lei.
      Sono un inguaribile maschilista,
      Tuttavia l’intento di scrivere “uomini” nel modo da lei suggerito, intendendo tutta l’umanità .
      Grazie del suo suggerimento ne farò tesoro.
      Saluti

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